[Video] Marigliano, consiglio comunale ricco di spunti: la parola al sindaco Jossa

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La forma è sostanza. Vale la pena sottolineare questo aspetto per iniziare a raccontare il consiglio comunale andato in scena venerdì sera, indicando con piacere (da cittadino) come la dialettica politica abbia saputo conquistare una certa nobiltà in queste ultime settimane: l’aula consiliare ha abbandonato qualche isterismo di troppo, forse frutto di personalismi e conflitti, e fa dunque piacere poter mettere in evidenza i toni pacati con i quali i vari consiglieri si sono espressi: interventi puliti, quasi solenni, ma soprattutto chiari e corretti. Insomma, rispetto agli ultimi cinque anni forse abbiamo perso una opposizione, ma abbiamo guadagnato una minoranza. Alla fine manca sempre qualcosa alla piattaforma politica di questa città, ma c’è da augurarsi che la strada intrapresa sia costruttiva e foriera di traguardi maggiori, come sempre nell’esclusivo interesse della comunità.

A maggior ragione, per fare nuovamente il punto della situazione in un periodo molto complicato, abbiamo ancora una volta incontrato il primo cittadino, l’avvocato Peppe Jossa, che ha gentilmente risposto alle nostre domande. Insieme a lui abbiamo parlato di scuola e pandemia, di rifiuti (ossia del tanto discusso sito di compostaggio), di condotta etica dei dipendenti comunali, nonché del fabbisogno dell’ente, ma anche dell’annosa vicenda Agrimonda e di rigenerazione urbana.

Il consiglio comunale del 29 gennaio è iniziato proprio con una comunicazione del sindaco relativa al ritorno a scuola in presenza, un argomento che sta scaldando gli animi dei genitori, degli studenti, ma anche del personale scolastico. Jossa è stato particolarmente critico nei confronti del governatore De Luca, il quale sembra fare di tutto pur di non arrendersi all’idea che il TAR abbia sconfessato le sue ordinanze, sostanzialmente richiamando il rigoroso rispetto del DPCM targato Conte, oggi presidente del consiglio in bilico. “Le famiglie vivono una situazione di stress e sono preoccupate. La recente raccomandazione del governatore ha creato una serie di squilibri, anche perché non si capisce da un punto di vista giuridico che valore abbia”, ha dichiarato il primo cittadino nel corso della pubblica assise. È verosimile che il sindaco, nelle prossime ore, emani un’ordinanza (chiesta a gran voce dai dirigenti scolastici che non si sentono pronti) che permetta di prendere ulteriore tempo, prolungando di una settimana la DAD ed evitando, così, il peggiore degli incubi per molti addetti ai lavori, e non solo: la didattica mista.

Infatti, ecco la notizia ed ecco l’ordinanza comunale.

In merito al sito di compostaggio che dovrebbe essere realizzato nell’area (di proprietà della Regione Campania) che ha ospitato per oltre dieci anni le cosiddette “ecoballe”, residuo della grave emergenza rifiuti del 2008, il sindaco Jossa ha informato la comunità che il previsto impianto è, al momento, oggetto di un approfondimento istruttorio da parte sua e dell’ufficio competente: “Il percorso amministrativo della Regione è molto avanzato” – queste le parole del primo cittadino – “Dato che c’è ormai da tempo la disponibilità del consiglio comunale e della giunta comunale”, riferendosi agli atti deliberatori della passata amministrazione, la quale partecipò alla manifestazione di interesse promossa dalla Regione, cosa che probabilmente spiega anche il motivo per cui l’iter non dovrà essere sottoposto alla consueta valutazione di impatto ambientale (il che suscita ovviamente delle perplessità e dei malumori).

Il consiglio è poi proseguito con un minuto di silenzio in ricordo della Shoah (il 27 gennaio cade la Giornata della Memoria), chiesto dalla consigliera Rosa Capua, e con la lunga presentazione, da parte del sindaco Jossa, delle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato amministrativo. Il documento, realizzato dalla maggioranza, è stato recepito con cauta speranza dai consiglieri di minoranza, che ne hanno evidenziato pregi e soprattutto difetti, sostenendone il valore, ma anche un po’ la vacuità, e ricordando come il vasto documento programmatico somigli un po’ troppo a quello promosso in occasione della campagna elettorale. Tuttavia, pur senza scendere più di tanto nei dettagli, l’amministrazione ha somministrato all’assemblea un corposo progetto che non vuole essere “un libro dei sogni”, bensì un faro per l’azione di buon governo del territorio.

Le critiche che arrivano dai banchi della minoranza, esplicitate in particolare dalle parole dei consiglieri Capua, Molaro ed Esposito, riguardano una mancanza di concretezza e di visione, e vanno a evidenziare alcune discrasie: per esempio, fa notare Rosa Capua di Periferia 2030, perché prospettare una cabina di regia per il contrasto al Covid dopo aver detto di no a una ulteriore commissione consiliare dedicata proprio all’emergenza pandemica?
Il consigliere dei Popolari Vincenzo Esposito, invece, ha respinto la ricerca di una “città ideale”, concetto che secondo lui emerge dalle linee programmatiche, e ha sottolineato l’importanza del PUC quale chiave di volta nella progettazione urbana: a tal proposito l’ex candidato sindaco ha ricordato che il prossimo 18 febbraio scadranno le norme di salvaguardia del piano urbanistico adottato un anno fa dalla passata amministrazione. “Possiamo contare sul fatto che la visione dell’attuale assessore all’urbanistica (Michele Cerciello, ex consigliere di minoranza) converga con un PUC da lui avversato con una veemente opposizione negli anni passati?”, si chiede Esposito, scatenando anche la reazione sarcastica dell’assessore, presente in aula consiliare. Lo scopriremo senz’altro.

Interessante poi l’intervento del consigliere di maggioranza Pasquale Allocca, nobile nel dimostrarsi ancora una volta – dopo le battaglie civiche contro la prima versione del PUC e l’ampliamento dell’impianto di trattamento rifiuti targato RIGENERA – particolarmente sensibile alle tematiche ambientali, facendo presente come sarebbe auspicabile l’insediamento, sul territorio mariglianese, di piccoli impianti per il compostaggio di prossimità, promuovendo lo sviluppo di Marigliano come comune virtuoso, e abile nel riconoscere il fallimento del Piano per gli Insediamenti Produttivi, che ha consegnato alla città un’area più che altro improduttiva e anche depressa. È di ieri la notizia che sono state ancora una volta vandalizzate e depredate le telecamere di sorveglianza, installate di recente dagli esasperati imprenditori della zona: i ladri, forse per preparare ulteriori raid, hanno letteralmente asportato le batterie al litio di alimentazione. Insomma, un’area PIP che rischia una ulteriore desertificazione a causa dei rischi che corre chi decide di investire. Una zona della città assolutamente da ripensare, come ha sottolineato il consigliere Allocca.

Da non dimenticare il secondo punto all’ordine del giorno, ossia la modifica dell’art. 24 dello statuto comunale, approvata dal consiglio, che consente a questo punto di incardinare nella giunta anche un settimo assessore, che verosimilmente sarà una donna (candidata nella lista Azzurra Libertà) e si occuperà innanzitutto di Politiche Sociali, togliendo quindi la delega dalle mani del vicesindaco Felice Mautone. Ma cosa prevede la modifica dell’articolo 24? In sostanza si è deciso che d’ora in avanti il numero degli assessori presenti in giunta potrà essere pari a un quarto dei consiglieri (con arrotondamento all’unità superiore), che al momento, compreso il sindaco, sono 25: dunque 7 assessori, oltre al primo cittadino. Tuttavia, considerato che la città di Marigliano conta già meno di trentamila abitanti, e che il T.U.E.L. prevede che per comuni con più di diecimila abitanti (ma meno di trentamila, appunto) ci siano massimo 16 consiglieri, cosa accadrà quando il comune mariglianese vedrà ridurre il numero dei suoi rappresentanti? Avremo meno consiglieri e quindi anche meno assessori, ossia un quarto, come da modifica dell’articolo 24 dello statuto comunale. Un ridimensionamento, di fatto già in atto, di cui la politica attuale non si occupa, come avemmo già modo di ricordare prima delle ultime elezioni.

Una nota finale su una parte rilevante dell’intervento del consigliere Esposito, teso lodevolmente a cercare di fare chiarezza sul sito di compostaggio. Il consigliere ha utilizzato il termine “terrorismo”, riferendosi a quanti magari nutrono delle perplessità in merito all’insediamento dell’impianto su un territorio compromesso come quello mariglianese: sarebbe il caso di ricordare al consigliere che se l’ambiente cittadino è compromesso significa che qualche atto di (eco)terrorismo è già stato consentito, soprattutto in passato, e che magari le preoccupazioni della comunità possono essere quantomeno comprese, senza essere etichettate. Inoltre, dato che Esposito ha giustamente ricordato come il Comune di Pomigliano abbia provveduto, nel corso del tempo, a informare la cittadinanza in merito al funzionamento del sito di compostaggio, e questo tramite una serie di video divulgativi tesi a fare chiarezza e allontanare i pregiudizi, è automatico pensare come mai il Comune di Marigliano non abbia provveduto, allo stesso modo, a informare la comunità, considerando che la manifestazione di interesse è avvenuta oltre quattro anni fa e che i lavori di realizzazione sarebbero dovuti iniziare entro il 2019 (e solo il ritardo nella rimozione delle ecoballe lo ha impedito). Sarebbe stato il caso, infatti, che anche qualche politico (o tecnico) competente ci mettesse la faccia per informare e risolvere eventuali dubbi della comunità.
Infine, come ha ricordato meticolosamente il consigliere, Marigliano produce circa dodici tonnellate di frazione umida e ciò significa che, per arrivare alle cento previste, oltre ottanta tonnellate di rifiuti, ogni giorno, arriveranno presso l’impianto di Boscofangone da altri comuni della provincia di Napoli. Un andirivieni consistente, non proprio al profumo di malvarosa, che tende a impensierire.