Casamarciano, DAD per le superiori, in presenza per i bambini dell’infanzia, elementari e medie

Riceviamo e pubblichiamo dal comune di Casamarciano.

Casamarciano: didattica a distanza per gli alunni del liceo “G. Carducci“. In aula i bambini dell’istituto comprensivo “Costantini”.

Didattica a distanza da mercoledì 17 febbraio, per gli alunni del liceo “G. Carducci” di Casamarciano. A stabilirlo con un’ordinanza sindacale il sindaco Carmela De Stefano. Il provvedimento, che resterà in vigore fino al 28 febbraio, è stato disposto all’indomani della chiusura della sede centrale dell’istituto di via Seminario a Nola su disposizione del sindaco Gaetano Minieri. Al fine di consentire le operazioni di tracciamento dei contagi, considerato che gli alunni delle due sedi del plesso usufruiscono degli stessi mezzi di trasporto, in via cautelativa, si è proceduto con la sospensione delle lezioni in presenza fino al 28 febbraio.
Resta invece confermata la didattica in presenza per la platea scolastica dell’istituto comprensivo “Costantini” che ha sede a Casamarciano, San Paolo Bel Sito e Liveri non essendo stato riscontrato nessun caso di positività nè tra gli alunni nè tra il personale delle tre sedi.
Siamo in costante contatto con le platee scolastiche e con la piattaforma Sinfonia che ci aggiorna sui casi di positività sul nostro territorio – spiega il sindaco Carmela De Stefano e fortunatamente, ad oggi, non si registrano elementi per la chiusura delle scuole. Anzi. Nessun caso registrato in età scolare che ci permette di confermare le lezioni in presenza per gli alunni del plesso “Costantini”, non solo a Casamarciano ma anche nelle altre sedi distaccate. Il provvedimento di sospensione – aggiunge il sindaco – riguarda solo la sede distaccata del liceo classico “G. Carducci” considerato che la sede centrale di Nola è stata chiusa e che la maggior parte degli alunni usufruisce degli stessi mezzi di trasporto. Un provvedimento del tutto cautelativo nell’ottica della collaborazione istituzionale”.

Somma Vesuviana, segnalate feste per bambini in alcune ludoteche: intensificati i controlli sul territorio

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Russo: “Sono giunte segnalazioni di possibili feste per bambini. Ricordo che sono vietate, i Vigili Urbani stanno passando al setaccio il territorio per verificare queste segnalazioni”. Di Sarno: “Chiedo ai cittadini il rispetto delle norme. Ricordo che oggi nuovamente le piazze resteranno chiuse e pattugliate. Non abbiamo ancora vinto la sfida!!”. Oggi chiusura della centrale Piazza Vittorio Emanuele III e di Piazza Mia Martini. Pattugliamento operato dal Corpo dei Vigili Urbani e dalle Guardie di Polizia Giudiziaria dell’AISA. “Sono giunte, da parte di cittadini, segnalazioni di possibili feste per bambini in ludoteche. Ricordo che sono vietate! Dunque in queste ore stiamo intensificando i controlli e stiamo verificando queste segnalazioni e stiamo passando al setaccio le ludoteche esistenti sul territorio. Dalle ore 18 effettueremo anche controlli a tappeto dinanzi a bar e locali per verificare il rispetto delle norme, in quanto alcune volte può capitare che chiudano le saracinesche e continuino ugualmente le attività. Dall’Unità di Crisi della Regione Campania è arrivata la comunicazione che anche in Campania per un positivo su quattro si tratta di variante inglese. Dunque stiamo intensificando i controlli. Oggi chiusura delle piazze in seguito all’ordinanza sindacale ed abbiamo più volte dovuto invitare i cittadini a mettere la mascherina e a non fermarsi in piazza”. Lo ha affermato Claudio Russo, Comandante dei Vigili Urbani di Somma Vesuviana, comune del napoletano. “Siamo in piena pandemia e pensiamo alle feste?? Spero che queste notizie non siano vere, stiamo verificando in queste ore. Chiedo a tutti i cittadini il rispetto delle norme. Non serve fare i furbi. In questo momento stiamo chiedendo ai ragazzi un grande sacrificio ed allora diamo il buon esempio noi adulti. Per strada possiamo passeggiare ma con la mascherina- ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana –  oggi nelle piazze di Somma Vesuviana non possiamo sostare ma solo transitare. Ricordo anche che non possiamo tenere riunioni e feste sia al chiuso che all’aperto. Siamo alle prese con le varianti del Covid. A Somma Vesuviana oggi abbiamo registrato altri 6 nuovi casi ed attualmente abbiamo 155 positivi attivi, di cui 4 ricoverati in ospedale e 228 persone ancora in sorveglianza sanitaria”. Oggi, dunque, nuova chiusura di Piazza Vittorio Emanuele III e di Piazza Mia Martini, con il pattugliamento coordinato dal Corpo di Polizia Municipale e la partecipazione anche delle Guardie di Polizia Giudiziaria dell’AISA. (fonte foto: ilmediano)

Somma Vesuviana, nasce il movimento civico “Popolari Riformisti”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del neonato movimento civico “Popolari Riformisti”

Un gruppo di persone con un obiettivo comune: svolgere attività sociale e politica libera e dinamica nel territorio sommese.

Alla luce di un anno difficile, trascorso tra gli effetti della pandemia, la sofferenza per i cari che ci hanno lasciato e le misure anti-Covid, oggi è fondamentale lanciare un segnale di ripresa, e soprattutto un messaggio di speranza, rinnovamento, decisionismo e determinazione che annulli il distacco tra cittadini e istituzioni, trasformandolo in un dialogo efficace e produttivo per il bene comune.

Popolari Riformisti è manifestazione di un progetto nato dall’unione di cittadini e volontari allo scopo di trovare soluzioni ragionevoli e concrete per il miglioramento della realtà locale.

In quest’ottica, la città di Somma Vesuviana è considerata nella sua massima espressione di importante porzione dell’area vesuviana in termini di ricchezza paesaggistica, ambientale, archeologica, culturale. Dove, però, insistono diverse problematiche dovute alla mancanza di possibilità occupazionale, in particolare per i giovani, alla quasi totale assenza di opportunità di sviluppo per le imprese, alla difficoltà di spostamento dalla periferia al centro e al borgo storico per la scarsità di mezzi di trasporto, alla carenza di servizi al cittadino.

I fondatori del movimento Popolari Riformisti lanciano un forte appello alla cittadinanza e alle associazioni del territorio con l’intento di incentivare una visione espansiva del progetto civico per obiettivi di crescita e progresso, con l’apporto di risorse umane che abbiano a cuore il futuro di Somma Vesuviana.

Chi ama questa città e si sente figlio della montagna e sintesi delle tradizioni, del sentimento comunicato attraverso i canti popolari, del patrimonio culturale sommese non può restare impassibile dinanzi alla possibilità di far parte di una squadra libera nelle idee e nell’azione.

I fondatori hanno creduto che la via maestra fosse quella di dar vita ad un mix di forze sinergiche, secondo il criterio imprescindibile della trasparenza e della meritocrazia, tenendo conto, in ogni iniziativa, delle esigenze della comunità.

Tutti coloro che intenderanno aderire a Popolari Riformisti potranno, al pari dei fondatori, esprimere idee e suggerire soluzioni per le problematiche locali, promuovere l’avvio di incontri mirati alla socializzazione e alla discussione di temi di interesse collettivo, sensibilizzare l’opinione pubblica con campagne di partecipazione e adesione al movimento, essere uomini e donne simbolo di un nucleo solido, risolutivo e pragmatico, dialogare con le istituzioni e ricoprire il ruolo di sentinelle sociali.

Per una città sicura, viva, propositiva.

Boscoreale , avviati i lavori per il presidio dei Forestali nel complesso Villa Regina

Riceviamo e pubblichiamo.

Avviati i lavori di riqualificazione dei locali per il nuovo presidio del comando dei Carabinieri Forestali all’interno dello stesso stabile che ospita il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio di prossima apertura.

Sono stati avviati i lavori di riqualificazione dei locali che ospiteranno la nuova stazione dei Carabinieri Forestali Reparto Parco Nazionale del Vesuvio a Boscoreale presso il Complesso Villa Regina. Nel giro di poche settimane saranno ultimati gli interventi frutto della collaborazione tra Comune di Boscoreale, Ente Parco Nazionale del Vesuvio ed Arma dei Carabinieri, che vedrà la nascita di questo nuovo presidio all’interno dello stesso stabile che ospita il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio di prossima apertura.

“Sono contento che grazie alla sinergia tra Comune di Boscoreale, l’Ente Parco e Carabinieri Forestali siamo riusciti a trovare una nuova e buona ubicazione alla stazione dei carabinieri forestali di Boscoreale – dichiara il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Agostino CasilloPer il nostro territorio è fondamentale la presenza e l’opera di controllo che quotidianamente svolgono gli uomini dell’Arma. Simbolica anche l’ubicazione nello stesso stabile dove a breve apriremo il Museo del Parco – aggiunge il Presidente – così da diventare un polo di cultura ma anche di legalità”

È con particolare soddisfazione che saluto l’avvio dei lavori che consentirà l’insediamento di un presidio dei Carabinieri Forestali a Villa Regina all’interno del polo museale e culturale. Dichiara il Sindaco di Boscoreale Antonio Diplomaticola sinergia con i Carabinieri Forestali sarà importante non solo per garantire sicurezza e controllo del territorio, ma lavorare per sensibilizzare la popolazione sui temi dell’ambiente e dell’importanza della biodiversità. È un tema di grande attualità– aggiunge il Sindaco – a Bocoreale con le strutture che abbiamo e si apriranno a breve, possiamo candidarci ad essere un punto di riferimento regionale per i giovani. Ringrazio – conclude il Primo cittadino – il Comando dei Carabinieri Forestali e l’Ente Parco del Vesuvio per la sinergia che stiamo portando avanti realizzando questi lavori con il coordinamento tecnico e operativo del nostro ufficio tecnico.”

Marigliano, Asl e sindaco chiudono nuovamente le scuole: didattica a distanza fino al 27 febbraio

Con l’ordinanza numero 412, pubblicata pochi minuti fa in Albo Pretorio, il sindaco Peppe Jossa ha decretato la sospensione delle attività didattiche in presenza presso tutti gli istituti scolastici, pubblici e privati, presenti sul territorio comunale, dal 17 al 27 febbraio. Il provvedimento ricorda inoltre che “è consentito lo svolgimento in presenza delle attività destinate agli alunni con bisogni educativi speciali, previa valutazione, da parte dei dirigenti scolastici, della sussistenza delle condizioni di contesto idonee a consentirla”. Poco fa il primo cittadino è anche intervenuto personalmente, in video, per spiegare le motivazioni che sostanzialmente lo hanno obbligato a pubblicare l’ordinanza. Il diktat è arrivato direttamente dalla locale ASL (distretto 48 della Napoli 3 Sud), che in base ai nuovi criteri formulati dalla Regione Campania, e che riguardano esclusivamente i dati dei contagi nelle scuole, ha “raccomandato caldamente” la nuova chiusura dei plessi. L’unità operativa di prevenzione, dati alla mano, ha dunque imposto il ritorno alla didattica a distanza, pochissimi giorni dopo la ripresa delle lezioni in presenza: il sindaco Jossa ha annunciato che nelle prossime ore verranno pubblicati anche i documenti ufficiali inviati dall’azienda sanitaria locale e forse sapremo qualcosa in più in merito alla situazione dei contagi nelle scuole, numeri che verosimilmente riveleranno cosa abbia fatto scattare l’allarme. Edit: ecco i dati annunciati dal sindaco Jossa, che poco fa ha pubblicato la lettera dell’ASL Napoli 3 Sud con l’adozione dei provvedimenti della Circolare dell’Unità di Crisi della Regione Campania del 9 febbraio scorso. In una nota diramata proprio dall’ente comunale lo scorso 11 febbraio era possibile leggere che “il dato dell’incidenza (ossia numero positivi su numero abitanti moltiplicato per 100mila) è di 89,72 casi/100.000, ben al di sotto del dato regionale che è nella settimana 160 casi/100.000 dal 1 al 7 febbraio. Pertanto la Città di Marigliano è in zona “verde” ovvero va fatto un monitoraggio e una rivalutazione a 3 e 5 giorni degli indicatori”. La nota, dati alla mano, interveniva per rassicurare in merito alle nuove flow chart regionali che davano Marigliano tra i comuni più a rischio, facendo chiarezza. Tuttavia nei giorni scorsi qualche cittadino si è chiesto come mai il calcolo dell’incidenza, al netto degli 88 casi attivi (dato dell’11 febbraio 2021), desse un risultato di 89,72 per 100mila abitanti, quando invece, considerando i quasi trentamila abitanti della città di Marigliano, il risultato corretto indicherebbe circa 264 per 100mila, quindi cento oltre il limite fissato dalla Regione. Nel video condiviso in mattinata sulla sua pagina Facebook ufficiale, il sindaco Jossa ha aggiornato il dato dei positivi attivi in città, che oggi sono 87, con un nuovo positivo e 10 guariti. Scorrendo l’Albo Pretorio si scopre che solo negli ultimi quattro giorni, a partire dal 12 febbraio, sono state inserite ben 92 ordinanze di Sorveglianza attiva e permanenza domiciliare per rischio COVID-19. Evidentemente gli upload non avvengono in tempo reale e dunque non si è in grado di calcolare se effettivamente quelle ordinanze coincidano con i numeri dei bollettini. Ad ogni modo la notizia della nuova chiusura delle scuole arriva in un momento di grande tensione: la cittadinanza, soprattutto quella formata dai genitori, è spaccata. C’è chi vuole che la didattica in presenza prosegua a tutti i costi, tra l’altro in piena sintonia con quanto accade nel resto d’Italia da mesi, e c’è chi vive con particolare apprensione il nuovo rischio posto dalle varianti del coronavirus e dunque preme per lasciare i propri figli a casa. Lo stesso primo cittadino ha accennato al fatto che nella comunicazione dell’ASL si parla di scolari contagiati e intere classi poste in quarantena. Tra l’altro gli esperti, in queste ore, stanno “avvisando” che la variante inglese, in particolare, potrebbe raddoppiare i casi nelle prossime due settimane, e il virologo Galli dell’ospedale Sacco di Milano ha appena annunciato di avere i reparti pieni, e di prepararsi dunque a dover gestire una situazione più grave nei prossimi giorni. Un altro argomento di grande discussione sono i controlli, che secondo qualcuno mancherebbero in città, ma anche l’atteggiamento di qualche genitore, poco incline a rispettare il distanziamento fisico, soprattutto all’esterno dei plessi scolastici, nell’accompagnare i figli a scuola, per esempio. I Popolari, che rappresentano la minoranza in consiglio comunale, hanno sollevato la questione nei giorni scorsi con un post nel quale si chiedono “quali misure precauzionali idonee a scongiurare il diffondersi del contagio nell’ambito scolastico e nelle famiglie degli scolari e del personale in servizio si sono intraprese o si vogliono adottare”. “Quotidianamente assistiamo ad assembramenti dei genitori davanti ai varchi di accesso/uscita dai plessi oltre il tempo necessario e idoneo a consegnare i figli al personale scolastico – scrivono i consiglieri su Facebook – “comportamenti scorretti dovuti soprattutto ad una mancanza di vigilanza. Siamo consapevoli delle difficoltà del corpo della Polizia Municipale in questo momento, dello sforzo che la Protezione Civile sta facendo per sopperire alla mancanza dei vigili e per questo ci chiediamo se fosse il momento di mettere in campo altre forze. A Marigliano ci sono diverse associazioni di volontariato (Croce Rossa?, ndr) che in più occasioni hanno dato disponibilità e grande contributo nei momenti di emergenza e che probabilmente, se interpellati, potrebbero dare una mano”. Tuttavia in replica al post è arrivato un intervento della vicepresidente del Nucleo Operativo di Emergenza “La Salamandra” che ha ribadito la necessità di mettere in campo persone formate, che abbiano l’autorità giusta per ottenere il rispetto delle regole: “Occorre la Polizia Municipale”, chiosa Mariarosaria Nappa, ma lo fa proprio nei giorni in cui il comando è falcidiato dalle assenze, a causa di un focolaio di Covid19 che ha coinvolto diversi agenti nei giorni scorsi.
I Popolari rilanciano anche l’annoso tema dei percettori del Reddito di Cittadinanza, che secondo loro “potrebbero essere impiegati per svolgere lavori socialmente utili come controllare il distanziamento di bambini e ragazzi in entrata e uscita dalle scuole, iniziativa intrapresa già da diversi comuni e che vedrebbe finalmente tutti quei cittadini volenterosi che percepiscono il RdC potersi rendere utili restituendo un servizio così prezioso per la propria comunità di appartenenza”. Una opportunità alla quale stanno lavorando alcuni consiglieri di maggioranza, tra cui Antonio Di Sauro, il quale, nei mesi scorsi, ha indirizzato una prima lettera agli amministratori, sottolineando la necessità di promuovere progetti finalizzati al miglioramento dei servizi di pubblica utilità attraverso l’impiego delle risorse umane percettrici del Reddito di Cittadinanza, nel pieno rispetto della sua norma istitutrice (ossia la Legge 30/12/2018 n° 145).

Somma Vesuviana, all’Old Square pub si beve “green”

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Non è facile, per gli imprenditori del settore food come per tante altre categorie, sbarcare il lunario di questi tempi. Le restrizioni dettate dalla pandemia mettono a dura prova chi può contare solo sugli incassi da asporto e delivery, ma c’è chi resiste e prova a scommettere su strade che fanno anche bene al pianeta. Ed è il caso di un giovane imprenditore di Somma Vesuviana che ha deciso di investire “green”. Sensibile alle tematiche della sostenibilità, della Green Economy, e dell’importanza di allungare il ciclo di vita dei prodotti con il riciclo, ha messo in campo una nuova idea nell’ottica di una “economia circolare”.  Alfonso Scala è un giovane imprenditore trentenne che gestisce con passione e dedizione il pub “Old Square” di piazza Vittorio Emanuele III. Come tanti ristoratori, Alfonso ha subìto lo stop con il primo lockdown, sostenendo al contempo spese d’affitto e di gestione. Poi, l’apertura graduale con orari stabiliti, orari che per un pub non sono certo ottimali. Si è rimboccato le maniche e, con il delivery, ha proseguito con sacrificio la sua attività iniziando a riflettere su come reinventarsi e “alleggerire ” le spese. Da qui l’idea che ha come protagoniste le bottiglie di birra e promuove l’economia circolare. In pratica, il giovane imprenditore ha acquistato le bottiglie di vetro per la  numerose qualità di “bionde” che offre alla sua vasta clientela lanciando la campagna pubblicitaria ecosostenibile: “Bevi, ricicla, ritira il tuo bonus”. Ovvero: restituisci la bottiglia di birra alla spina da asporto  e ritira il bonus da spendere nuovamente all’Old Square. Una maniera intelligente di ridurre gli sprechi e aiutare l’ambiente.  ed è proprio Alfonso il primo testimonial, trattenendosi a spiegare ad ogni avventore quanto sia importante la difesa dell’ambiente, facendo nel suo piccolo mondo ciò che altri a livello planetario stanno veicolando in ogni maniera possibile, due esempi per tutti: la scossa generazionale di Greta Thunberg e l’enciclica di papa Francesco, affresco nel quale scienza, economia, politica non sono più predominanti ma convivono in quella casa comune oggetto dell’ecologia.          

“Manca il personale”: i parchi pubblici di Acerra ceduti ai privati

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Nella privatizzazione anche centri sportivi e altri beni comunali. Il sindaco Lettieri risulta assente nella votazione che ha dato il via libera all’operazione    Nonostante le tante assunzioni di impiegati e vigili urbani decise negli ultimi anni secondo il Comune di Acerra c’è comunque carenza di personale per cui bisogna privatizzare parchi e strutture sportive allo scopo di evitarne degrado e mancato utilizzo. Da queste parti il primo passo nella direzione della privatizzazione è stato già compiuto con una delibera di giunta che, raccogliendo un preciso indirizzo votato a dicembre dalla maggioranza del consiglio comunale, è stata approvata il 10 febbraio scorso. In base a questo provvedimento il primo parco pubblico che finirà in mano privata sarà il George Sand, ubicato nel rione Spiniello. Poi sarà la volta del centro sportivo Arcoleo e della piscina comunale. Ma c’è già chi è pronto a scommettere che saranno privatizzati anche il parco di via Manzoni, sorto al posto dell’ex stadio comunale sui resti archeologici della città romana (una meraviglia purtroppo prontamente ricoperta dopo essere emersa durante i lavori per la struttura attrezzata, tre anni fa), e il futuro parco Akeru, il grande spazio verde di Acerra previsto nei prossimi anni e che si svilupperà su una superficie di 60mila metri quadrati, nella periferia nord della città. Ma veniamo alla delibera dell’amministrazione comunale che sta spianando la strada all’arrivo dei privati nella gestione del patrimonio municipale. Il provvedimento non è stato votato dal sindaco, Raffaele Lettieri, che risulta assente. L’approvazione della delibera è stata quindi presieduta dal vicesindaco, Cuono Lombardi. Comunque, sindaco a parte, alla riunione in municipio del 10 febbraio scorso hanno partecipato tutti gli assessori: il già citato Lombardi e poi Nicola De Matteis, Giovanni Lombardo, Milena Petrella e Milena Tanzillo. Obiettivo: la concessione a terzi dei beni patrimoniali. “Siccome numerosi dipendenti dell’ente – vi si legge – hanno lasciato il lavoro perché hanno accumulato i requisiti per la pensione oppure grazie a quota 100, i dirigenti hanno manifestato la difficoltà ad assicurare la funzionalità e a garantire l’erogazione dei servizi all’utenza per diverse strutture comunali, tra cui il parco urbano George Sand e il centro sportivo Arcoleo”. L’intenzione è di garantire la manutenzione di queste strutture attraverso l’organizzazione di eventi di interesse generale ed interventi per il decoro e il giardinaggio da parte “di singoli o associati, purché individuabili in ambito territoriale”. Per il parco George Sand, costruito con i fondi europei e inaugurato nel 2015, già sono pervenute al Comune le richieste dei privati. La struttura dispone di un grande parallelepipedo di cemento sottoutilizzato ma che avrebbe dovuto fungere da centro polivalente. All’esterno, nell’ambito di circa 6000 metri quadrati di terreno, ci sono giardini e attrezzature per il tempo libero. Le attività che dovranno essere espletate dai privati e che sono previste dal Comune sono racchiuse in un rigo e mezzo della delibera: “ludico-ricreative, culturali, sportive amatoriali, educative e motorie e che comprendono il gioco educativo e il gioco libero”. Intanto la questione della gestione del patrimonio comunale resta un importante argomento di discussione politica in tutto il territorio. Al confine con Acerra, nella vicina Pomigliano, ci sono i più grandi parchi pubblici municipali di tutta la provincia a est di Napoli. Non sono stati affidati ai privati. Sono rimasti nelle mani della municipalità. Qui le uniche strutture privatizzate sono un grande chiosco e due immobili esterni del gigantesco parco comunale Giovanni Paolo II.

Covid-19, sospensione delle attività didattiche fino al 27 febbraio a Nola, Marigliano e Saviano

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In vista dell’aumento dei contagi, predisposto il ritorno alla DAD per le scuole di ogni ordine e grado nei comuni di Nola, Marigliano, Saviano e Somma Vesuviana. L’incertezza è certamente la caratteristica distintiva dell’anno scolastico 2020/2021. La pandemia con cui conviviamo da mesi ha cambiato radicalmente la vita di tutti, in particolare di studenti e insegnanti alle prese con l’ormai famosa DAD. A nulla è valso il tentativo di riapertura delle scuole. Il ritorno tra i banchi ha fatto molto discutere negli ultimi tempi e continua a far parlare di sé considerando le innumerevoli problematiche che i dirigenti scolastici e i sindaci dei singoli comuni sono costretti a fronteggiare in un momento particolarmente delicato, anche in virtù della possibilità concessa dal Governatore della Campania ai sindaci di ricorrere a ordinanze, quando necessario, anche senza aspettare conferma dalla Regione. L’aumento di contagi in concomitanza con il ritorno in aula ha spinto molte scuole a chiudere nuovamente i cancelli per far ritorno alla didattica a distanza, causando una vera e propria frattura tra i genitori che si schierano su fronti opposti, pro e contro DAD. Chiusi per tutto il mese di febbraio gli istituti nel comune di Nola. Il sindaco Gaetano Minieri ha firmato un’ordinanza con cui è stata stabilita la sospensione di ogni attività didattica e delle attività educative in presenza di tutte le scuole pubbliche e private. La decisione è stata presa in seguito al costante e significativo aumento dei casi di positività nel territorio regionale e comunale. Nel vicino comune di Saviano il sindaco Vincenzo Simonelli ha predisposto il ritorno alla didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado a decorrere dal giorno 17/02 fino al 27/02, salvo proroghe legate all’andamento epidemiologico. «Ai dirigenti scolastici la facoltà di consentire in presenza le attività destinate agli alunni con bisogni educativi speciali e/o con disabilità. L’ordinanza fa seguito alla segnalazione dell’Unità di Crisi, che in data odierna ha evidenziato un’incidenza di nuovi positivi superiore alla media regionale», spiega il primo cittadino. Situazione analoga anche nel comune di Marigliano, dove il sindaco Giuseppe Jossa ha predisposto la sospensione delle attività didattiche fino al 27 febbraio in seguito ai contagi nelle scuole cittadine. «A seguito dell’analisi dei dati epidemiologici – commenta il primo cittadino – svolta dall’ASL Napoli 3 Sud nei setting scolastici e come da circolare dell’Unità di Crisi della Regione Campania del 9 febbraio, si prevede la sospensione delle attività didattiche in presenza presso tutte le scuole di ogni ordine e grado per i prossimi 14 giorni». Una chiusura anticipata già da una settimana nel comune di Somma Vesuviana in seguito al manifestarsi di diversi contagi nei tre Circoli Didattici e nei plessi delle Medie della San Giovanni Bosco – Summa Villa. Con l’aumento dei contagi il sindaco Salvatore Di Sarno ha predisposto la sospensione prolungata delle scuole di ogni ordine e grado fino al giorno 20 febbraio. «Non è stata una decisione facile, ma dobbiamo fare tutto il possibile per tutelare la salute dei nostri ragazzi e di tutti i cittadini di Somma Vesuviana – commenta il sindaco. Ancora un piccolo sforzo, per il bene della nostra Comunità e della nostra città».

Somma Vesuviana, carnevale, maschere e ricordi

Un tempo il carnevale era un momento di festa per uscire dalla quotidianità, per divertirsi e per sfoggiare umili maschere. Dagli episodi descritti dal dott. Angelo Di Mauro si può subito notare come questa festa sia cambiata tra ieri e oggi e come questa abbia perso il suo autentico valore.     A Somma Vesuviana il carnevale si festeggiava, come di consuetudine, il martedì grasso. Di mattina i ragazzini sfrenavano la loro festosità davanti alle scuole e per le strade con buste di farina e uova marce. La piazza centrale, quella del mercato di una volta, era il luogo di ritrovo per eccellenza.  Ogni ragazza che s’avventurava nei paraggi era assalita e infarinata. Per le vie, intanto, sfilavano in bella mostra graziose mascherine. I bambini, in particolare, erano un po’ più goffi – afferma Angelo Di Mauro –  per colpa dei maglioni di lana, che, indossati sotto i leggeri vestiti di raso, li proteggevano ancora dall’inverno rigido. All’ora di pranzo lo schiamazzo e il rincorrersi si attenuava. Il basolato stradale rimaneva per giorni rigato di bianco: era la farina andata vuoto. All’imbrunire della giornata lo scenario cambiava con la presenza, stavolta, degli adulti. Normalmente si mangiava di sera: ancora oggi qualcuno rispetta questa regola. Le donne e i bambini rimanevano a casa, come anche gli anziani. Raramente le porte venivano aperte in questa serata di baldoria, dove allegre masnade di persone la facevano da padrone. Non siamo più in presenza, questa volta, delle belle mascherine, ma da volti strafatti con trucchi grossolani, vivaci e talvolta orrendi.  Prevaleva, infatti, il colore nero. I vestiti erano i più vecchi e larghi possibili e presentavano segni di una povertà contadina, di farina e di carbone. Negli sfottò, primeggiava non solo l’aggressività verbale con urla e schiamazzi, ma anche quella fisica. A riguardo le mazze di legno, nascoste sotto i vestiti, non servivano solo per l’offesa, ma anche per la difesa. Erano le stesse mazze o bastoni che i confratelli incappucciati sommesi delle confraternite, durante le loro processioni penitenziali, portavano sotto le tuniche per punire chi passava tra le loro file, come ci attesta una rivista torinese del 1907 dal titolo Archivio per lo studio delle tradizioni popolari. Tornando al carnevale, non era raro vedere ragazze travestite da maschi: i cosiddetti effeminati. Nell’occasione si poteva incontrare per le strade un carrettino col morto, che veniva pianto a più voci dai compagni di giuoco. Esso veniva preparato nei quartieri periferici del paese e dopo una solenne abbuffata veniva portato in corteo per il centro abitato.   Così al Casamale, alla masseria Muletto e al Pigno, come ho già ricordato in un articolo precedente. Tutte le maschere avevano una meta ben precisa: si recavano presso famiglie prescelte, che aprivano solo se riuscivano a distinguere un viso celato. Le maschere venivano accolte con sanguinaccio, migliaccio e buon vino. A Rione Trieste, in particolare, vi era l’antica usanza di intonare una nenia funebre: Carnevà tu sì turnato pe’ fa’ turna’ a canta’/tutte stanno a ‘e feneste affacciate/pe’ vede’ sti mascherate. Ancora a Rione Trieste, la morte di  carnevale veniva rappresentata da un carretto col morto, da un prete, una sposa e quattro prefiche. Alla masseria Muletti si rappresentava, invece la scenetta di Zeza con Vincenzella, don Nicola e Pullecenella. Abbasc ‘o Pigno, un fantoccio di paglia arrivava dalla vicina Piazzolla di Nola su una carriola, illuminata da quattro candele. Era un carnevale improntato alla massima semplicità con canti e balli intorno ad un enorme falò. Il lamento funebre, intonato per l’occasione, era il seguente: Carnevale mio, si sapevo ca tu murive, t’accereve n’ata vallina! I balli e i canti duravano fino al mattino tra polpette, lasagne  e sanguinaccio. Al Casamale, le donzelle avevano la consuetudine di preparare il migliaccio, dolce caratteristico dell’evento, e lo cuocevano nel forno della panificazione. Iniziavano il procedimento della cottura con un lamento che finiva in urla di disperazione/burla all’indirizzo del forno, dove cuoceva/moriva il migliaccio/Carnevale. Le signore, poi, si tingevano le mani con la fuliggine del forno per poi sorprendere e tingere le amiche. Una volta tinta una persona, questa veniva pianta come carnevale tra schiamazzi, urla e sfottò. Anche il pranzo aveva le sue peculiari caratteristiche. Il ruoto di lasagne, ad esempio, guarnite di ricotta, polpette e salsa, nasconde diversi significati. La prima azione, che si nota, è la fusione di vari elementi come la carne, il latte, i pomodori, la farina, e le uova:  tale mescolanza collima proprio con la confusione del tempo di carnevale. La ricotta, che ritroviamo anche nel migliaccio, è un prodotto che annunzia l’inizio della rinascita vegetale ed animale. La carne è tritata e non è, quindi, metaforicamente, soggetta alla resurrezione. Carnevale, infatti, nella tradizione contadina non risorge. Per quanto riguarda il sanguinaccio, diciamo subito che esso era una crema scura, fatta tanti anni fa col sangue del maiale, cioccolata, latte e farina. Ora le pasticcerie producono una essenza di cioccolato molto profumata in conformità alla disposizione di legge, che vieta l’utilizzo del sangue del maiale. Spesso nell’intruglio, un tempo, vi si mescolava frutta candita e pinoli.  Lo stesso maiale, ammazzato in questo periodo, rappresentava il salvadanaio del contadino, dove venivano versati tutti i sacrifici e i rifiuti agricoli di un lungo anno. Per quanto riguarda le maschere, i colori più usati, oltre al nero, erano il bianco e il rosso. I travestimenti frequenti erano Pulcinella, Arlecchino, il prete, il vescovo, il vecchio e la vecchia, la sposa, zeza, la donna pettoruta, la zingara, zorro, il corsaro, il vampiro e cosi via. I vecchi vestiti, in particolare, rievocavano le generazioni passate, un po’ anche per essere loro appartenuti. Il Carnevale, insomma, rappresentava il capodanno contadino, la vera e grande festa d’  inizio anno. Non è un caso che presso i Romani l’anno nuovo cominciava proprio a marzo.

Dal Campus Leonardo nasce TgTech di i-Talicom: focus sulle novità tecnologiche Made in Italy

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Riceviamo e pubblichiamo   Da venerdì 12 febbraio, alle 21 su Ora Tv, canali 287 e 827 del digitale terrestre in Campania, in streaming sul web, al via il nuovo progetto televisivo della redazione di i-Talicom, la testata on line tecnologica con redazione centrale a Napoli ed una sede distaccata anche a Roma, con la prima puntata del TgTech, un magazine settimanale dedicato alle tecnologie ed all’innovazione con un occhio attento a ciò che si muove in Campania e nel resto del Sud. Il magazine televisivo andrà in onda ogni settimana il venerdì sera alle ore 21 e sarà disponibile anche sul canale web televisivo (www.italicom.net) della testata giornalistica. Nella prima puntata si è parlato tra l’altro del primo compleanno di Aerotech Campus sorto nel sito di Leonardo a Pomigliano d’Arco, che s’inserisce nella rete dei Leonardo Labs, ovvero i laboratori di innovazione tecnologica di Leonardo, e costituisce il centro di innovazione su materiali e processi produttivi per l’intero Gruppo. Il Campus favorisce l’innovazione e l’apertura a nuove soluzioni tecnologiche in linea con i trend di mercato, avvalendosi del supporto dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Ma verrà dato risalto anche ad un colosso dell’innovazione tecnologica in campo ingegneristico, NetCom Group che ha sede a Napoli ed in pochi anni si è espansa in tutta Italia ed ha anche operato fondamentali acquisizioni di altre aziende sia nel Nord che nel Centro Italia. Ed ora mira ai mercati internazionali. Ma si parlerà anche di social e di nuove tecnologie. Il TgTech andrà in onda anche in versione radiofonica su i-Talicom Radio, la web radio che fa capo alla testata giornalistica.