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parco urbano george sand acerra
parco urbano george sand acerra

Nella privatizzazione anche centri sportivi e altri beni comunali. Il sindaco Lettieri risulta assente nella votazione che ha dato il via libera all’operazione 

 

Nonostante le tante assunzioni di impiegati e vigili urbani decise negli ultimi anni secondo il Comune di Acerra c’è comunque carenza di personale per cui bisogna privatizzare parchi e strutture sportive allo scopo di evitarne degrado e mancato utilizzo. Da queste parti il primo passo nella direzione della privatizzazione è stato già compiuto con una delibera di giunta che, raccogliendo un preciso indirizzo votato a dicembre dalla maggioranza del consiglio comunale, è stata approvata il 10 febbraio scorso. In base a questo provvedimento il primo parco pubblico che finirà in mano privata sarà il George Sand, ubicato nel rione Spiniello. Poi sarà la volta del centro sportivo Arcoleo e della piscina comunale. Ma c’è già chi è pronto a scommettere che saranno privatizzati anche il parco di via Manzoni, sorto al posto dell’ex stadio comunale sui resti archeologici della città romana (una meraviglia purtroppo prontamente ricoperta dopo essere emersa durante i lavori per la struttura attrezzata, tre anni fa), e il futuro parco Akeru, il grande spazio verde di Acerra previsto nei prossimi anni e che si svilupperà su una superficie di 60mila metri quadrati, nella periferia nord della città. Ma veniamo alla delibera dell’amministrazione comunale che sta spianando la strada all’arrivo dei privati nella gestione del patrimonio municipale. Il provvedimento non è stato votato dal sindaco, Raffaele Lettieri, che risulta assente. L’approvazione della delibera è stata quindi presieduta dal vicesindaco, Cuono Lombardi. Comunque, sindaco a parte, alla riunione in municipio del 10 febbraio scorso hanno partecipato tutti gli assessori: il già citato Lombardi e poi Nicola De Matteis, Giovanni Lombardo, Milena Petrella e Milena Tanzillo. Obiettivo: la concessione a terzi dei beni patrimoniali. “Siccome numerosi dipendenti dell’ente – vi si legge – hanno lasciato il lavoro perché hanno accumulato i requisiti per la pensione oppure grazie a quota 100, i dirigenti hanno manifestato la difficoltà ad assicurare la funzionalità e a garantire l’erogazione dei servizi all’utenza per diverse strutture comunali, tra cui il parco urbano George Sand e il centro sportivo Arcoleo”. L’intenzione è di garantire la manutenzione di queste strutture attraverso l’organizzazione di eventi di interesse generale ed interventi per il decoro e il giardinaggio da parte “di singoli o associati, purché individuabili in ambito territoriale”. Per il parco George Sand, costruito con i fondi europei e inaugurato nel 2015, già sono pervenute al Comune le richieste dei privati. La struttura dispone di un grande parallelepipedo di cemento sottoutilizzato ma che avrebbe dovuto fungere da centro polivalente. All’esterno, nell’ambito di circa 6000 metri quadrati di terreno, ci sono giardini e attrezzature per il tempo libero. Le attività che dovranno essere espletate dai privati e che sono previste dal Comune sono racchiuse in un rigo e mezzo della delibera: “ludico-ricreative, culturali, sportive amatoriali, educative e motorie e che comprendono il gioco educativo e il gioco libero”. Intanto la questione della gestione del patrimonio comunale resta un importante argomento di discussione politica in tutto il territorio. Al confine con Acerra, nella vicina Pomigliano, ci sono i più grandi parchi pubblici municipali di tutta la provincia a est di Napoli. Non sono stati affidati ai privati. Sono rimasti nelle mani della municipalità. Qui le uniche strutture privatizzate sono un grande chiosco e due immobili esterni del gigantesco parco comunale Giovanni Paolo II.