Marigliano, Asl e sindaco chiudono nuovamente le scuole: didattica a distanza fino al 27 febbraio

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Con l’ordinanza numero 412, pubblicata pochi minuti fa in Albo Pretorio, il sindaco Peppe Jossa ha decretato la sospensione delle attività didattiche in presenza presso tutti gli istituti scolastici, pubblici e privati, presenti sul territorio comunale, dal 17 al 27 febbraio. Il provvedimento ricorda inoltre che “è consentito lo svolgimento in presenza delle attività destinate agli alunni con bisogni educativi speciali, previa valutazione, da parte dei dirigenti scolastici, della sussistenza delle condizioni di contesto idonee a consentirla”.

Poco fa il primo cittadino è anche intervenuto personalmente, in video, per spiegare le motivazioni che sostanzialmente lo hanno obbligato a pubblicare l’ordinanza. Il diktat è arrivato direttamente dalla locale ASL (distretto 48 della Napoli 3 Sud), che in base ai nuovi criteri formulati dalla Regione Campania, e che riguardano esclusivamente i dati dei contagi nelle scuole, ha “raccomandato caldamente” la nuova chiusura dei plessi. L’unità operativa di prevenzione, dati alla mano, ha dunque imposto il ritorno alla didattica a distanza, pochissimi giorni dopo la ripresa delle lezioni in presenza: il sindaco Jossa ha annunciato che nelle prossime ore verranno pubblicati anche i documenti ufficiali inviati dall’azienda sanitaria locale e forse sapremo qualcosa in più in merito alla situazione dei contagi nelle scuole, numeri che verosimilmente riveleranno cosa abbia fatto scattare l’allarme.

Edit: ecco i dati annunciati dal sindaco Jossa, che poco fa ha pubblicato la lettera dell’ASL Napoli 3 Sud con l’adozione dei provvedimenti della Circolare dell’Unità di Crisi della Regione Campania del 9 febbraio scorso.

In una nota diramata proprio dall’ente comunale lo scorso 11 febbraio era possibile leggere che “il dato dell’incidenza (ossia numero positivi su numero abitanti moltiplicato per 100mila) è di 89,72 casi/100.000, ben al di sotto del dato regionale che è nella settimana 160 casi/100.000 dal 1 al 7 febbraio. Pertanto la Città di Marigliano è in zona “verde” ovvero va fatto un monitoraggio e una rivalutazione a 3 e 5 giorni degli indicatori”. La nota, dati alla mano, interveniva per rassicurare in merito alle nuove flow chart regionali che davano Marigliano tra i comuni più a rischio, facendo chiarezza. Tuttavia nei giorni scorsi qualche cittadino si è chiesto come mai il calcolo dell’incidenza, al netto degli 88 casi attivi (dato dell’11 febbraio 2021), desse un risultato di 89,72 per 100mila abitanti, quando invece, considerando i quasi trentamila abitanti della città di Marigliano, il risultato corretto indicherebbe circa 264 per 100mila, quindi cento oltre il limite fissato dalla Regione.

Nel video condiviso in mattinata sulla sua pagina Facebook ufficiale, il sindaco Jossa ha aggiornato il dato dei positivi attivi in città, che oggi sono 87, con un nuovo positivo e 10 guariti. Scorrendo l’Albo Pretorio si scopre che solo negli ultimi quattro giorni, a partire dal 12 febbraio, sono state inserite ben 92 ordinanze di Sorveglianza attiva e permanenza domiciliare per rischio COVID-19. Evidentemente gli upload non avvengono in tempo reale e dunque non si è in grado di calcolare se effettivamente quelle ordinanze coincidano con i numeri dei bollettini.

Ad ogni modo la notizia della nuova chiusura delle scuole arriva in un momento di grande tensione: la cittadinanza, soprattutto quella formata dai genitori, è spaccata. C’è chi vuole che la didattica in presenza prosegua a tutti i costi, tra l’altro in piena sintonia con quanto accade nel resto d’Italia da mesi, e c’è chi vive con particolare apprensione il nuovo rischio posto dalle varianti del coronavirus e dunque preme per lasciare i propri figli a casa. Lo stesso primo cittadino ha accennato al fatto che nella comunicazione dell’ASL si parla di scolari contagiati e intere classi poste in quarantena. Tra l’altro gli esperti, in queste ore, stanno “avvisando” che la variante inglese, in particolare, potrebbe raddoppiare i casi nelle prossime due settimane, e il virologo Galli dell’ospedale Sacco di Milano ha appena annunciato di avere i reparti pieni, e di prepararsi dunque a dover gestire una situazione più grave nei prossimi giorni.

Un altro argomento di grande discussione sono i controlli, che secondo qualcuno mancherebbero in città, ma anche l’atteggiamento di qualche genitore, poco incline a rispettare il distanziamento fisico, soprattutto all’esterno dei plessi scolastici, nell’accompagnare i figli a scuola, per esempio. I Popolari, che rappresentano la minoranza in consiglio comunale, hanno sollevato la questione nei giorni scorsi con un post nel quale si chiedono “quali misure precauzionali idonee a scongiurare il diffondersi del contagio nell’ambito scolastico e nelle famiglie degli scolari e del personale in servizio si sono intraprese o si vogliono adottare”. “Quotidianamente assistiamo ad assembramenti dei genitori davanti ai varchi di accesso/uscita dai plessi oltre il tempo necessario e idoneo a consegnare i figli al personale scolastico – scrivono i consiglieri su Facebook – “comportamenti scorretti dovuti soprattutto ad una mancanza di vigilanza. Siamo consapevoli delle difficoltà del corpo della Polizia Municipale in questo momento, dello sforzo che la Protezione Civile sta facendo per sopperire alla mancanza dei vigili e per questo ci chiediamo se fosse il momento di mettere in campo altre forze. A Marigliano ci sono diverse associazioni di volontariato (Croce Rossa?, ndr) che in più occasioni hanno dato disponibilità e grande contributo nei momenti di emergenza e che probabilmente, se interpellati, potrebbero dare una mano”. Tuttavia in replica al post è arrivato un intervento della vicepresidente del Nucleo Operativo di Emergenza “La Salamandra” che ha ribadito la necessità di mettere in campo persone formate, che abbiano l’autorità giusta per ottenere il rispetto delle regole: “Occorre la Polizia Municipale”, chiosa Mariarosaria Nappa, ma lo fa proprio nei giorni in cui il comando è falcidiato dalle assenze, a causa di un focolaio di Covid19 che ha coinvolto diversi agenti nei giorni scorsi.

I Popolari rilanciano anche l’annoso tema dei percettori del Reddito di Cittadinanza, che secondo loro “potrebbero essere impiegati per svolgere lavori socialmente utili come controllare il distanziamento di bambini e ragazzi in entrata e uscita dalle scuole, iniziativa intrapresa già da diversi comuni e che vedrebbe finalmente tutti quei cittadini volenterosi che percepiscono il RdC potersi rendere utili restituendo un servizio così prezioso per la propria comunità di appartenenza”. Una opportunità alla quale stanno lavorando alcuni consiglieri di maggioranza, tra cui Antonio Di Sauro, il quale, nei mesi scorsi, ha indirizzato una prima lettera agli amministratori, sottolineando la necessità di promuovere progetti finalizzati al miglioramento dei servizi di pubblica utilità attraverso l’impiego delle risorse umane percettrici del Reddito di Cittadinanza, nel pieno rispetto della sua norma istitutrice (ossia la Legge 30/12/2018 n° 145).