Il voto di Pomigliano per Zaki: cittadinanza si, ritiro dell’ambasciatore no. Avilio: “Amareggiati”

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Intanto il sindaco Ginaluca Del Mastro, dopo aver espresso soddisfazione per il conferimento della cittadinanza onoraria al giovane egiziano studente in Italia, annuncia un incontro importante con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio      Dopo ore ed ore di discussioni, urla e litigi la maggioranza del laboratorio politico M5S-PD ha votato in consiglio comunale per il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki ma, come invece hanno fatto altri comuni italiani, ha contemporaneamente bocciato la richiesta al governo di ritirare l’ambasciatore in Egitto, dove lo studente egiziano dell’università di Bologna si trova recluso per motivi politici. Intanto questo “voto a metà” di Pomigliano su uno dei casi internazionali più scottanti del momento non è stato ben digerito dalla compagine di sinistra Rinascita, la forza di maggioranza che oltre alla richiesta della cittadinanza onoraria per Zaki nella sua mozione aveva avanzato la proposta dell’appello simbolico al ritiro o al “richiamo” del nostro ambasciatore dal Cairo. E ora dunque Rinascita, che conta un solo consigliere nell’assemblea cittadina, appare sempre più distante sia dai cinque stelle che dai democrat. Una dolorosa spaccatura che peraltro si è consumata nella città del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. La figura del leader pentastellato ha aleggiato come un’ombra permanente sul consiglio comunale di mercoledi sera, che ha impiegato ben nove ore per decidere sull’appello al ritiro dell’ambasciatore, appello poi respinto da 13 consiglieri di maggioranza. A ogni modo il sindaco Gianluca Del Mastro non ha votato sull’appello al richiamo dell’ambasciatore avanzato da Rinascita. Al momento della votazione il primo cittadino era assente: sedia vuota. Del Mastro però era sembrato favorevole alla proposta del giovane consigliere Antonio Avilio, collegato in diretta streaming da casa poiché in quarantena fiduciaria. Il sindaco inizialmente aveva solo pensato di cambiare la parola “ritiro” con la parola “richiamo”. Quindi Avilio ha colto la palla al balzo modificando la sua proposta inserendo nella mozione la parola “richiamo” pronunciata da Del Mastro. A quel punto però il presidente del consiglio comunale, Salvatore Cioffi, ha deciso di interrompere il consiglio per trenta minuti. Nelle stanze del municipio è stato quindi dato il via a un conciliabolo. E alla ripresa dei lavori il sindaco ha modificato la sua posizione inziale. “La differenza tra ritiro e richiamo non inficia il mio giudizio complessivo sulla questione”, il sostanziale intervento di Del Mastro pronunciato attraverso il microfono. Quindi il voto con cui è stato respinto l’invito di Rinascita. Voto al quale comunque il sindaco non ha partecipato. “Siamo molto amareggiati da quello che è successo – ha commentato ieri pomeriggio Antonio Avilio – per quanto riguarda la situazione della maggioranza ne discuteremo in assemblea con tutti i militanti della nostra formazione”. Dal canto suo ieri pomeriggio anche il sindaco ha rilasciato una dichiarazione. “Sono molto felice – ha commentato anche nella sua veste di docente universitario – che il Comune di Pomigliano conceda la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, un’iniziativa che simboleggia la vicinanza della nostra comunità a un ragazzo che ha deciso di studiare nel nostro Paese. Un messaggio che va nella direzione della tutela dei diritti civili. Metteremo in campo – ha aggiunto il sindaco – anche iniziative importanti per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni: un barbaro omicidio che ci ha colpiti come cittadini e che mi ha colpito, prima ancora, come genitore. A questo scopo incontrerò il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per affermare fortemente la posizione della nostra città”.

Napoli – Granada (Partita 36), un segnale positivo, ma fine a se stesso

L’esperienza europea del Napoli si chiude con una figuraccia nel doppio incontro con gli spagnoli del Granada, sembrati il Barcellona nella partita d’andata, e pur fortemente ridimensionati al Maradona, tornano a casa con il passaggio del turno.

 

Napoli – Granada vede un Napoli emergenziale che va in campo con un’atipica difesa a 3 e in avanti ha Politano e Insigne come punte. Sembra avere il piglio giusto, e la classe di Zielinski concede un vantaggio a freddo. Ma non sfrutta appieno questa opportunità, il Napoli si raffreda e i suoi si congelano in mezzo all’area, non capendo chi debba prende chi. Vai tu, vado io, nessuno salta, e Montoro Sanchéz può segnare quasi indisturbato. Questa difesa fa acqua da tutte le parti. Oramai il gol lo inizi a percepire già qualche secondo prima, te ne accorgi dai segnali che i giocatori iniziano a mandarti. Si registra una bella punizione di Insigne. Il gol peserà. Ma nel secondo tempo tutto sembra cambiare. Il Napoli passa alla sua solita difesa a 4, entra anche Ghoulam e poi Mertens, io due danno soluzioni e contribuiscono alla giusta emotività, alla giusta attitudine. Il Napoli c’è, si propone, Ghoulam è ritrovato, gli azzurri sono pericolosi, peccato che Mertens non sia al 100%. Gli azzurri accorciano con Fabian, il Napoli trova tanto spazio, gli spagnoli iniziano a percepire la difficoltà. In realtà, dopo il gol il Napoli si assopisce, ma poi riprende. Ma sono ancora troppi gli errori quando la porta si avvicina, resuscito dalla mia apatia con un urlo dopo la palla che Fabian lancia in curva. Non entra nemmeno il colpo di testa di Ghoulam. Non basta.

Da registrare la condotta poco pulita degli avversari, che le provano tutte per rallentare il gioco e perdere tempo, non mancano i falli, e questo fa indispettire gli azzurri che perdono le staffe. Gli spagnoli, però, tornano a casa con la qualificazione. Non è la prima volta che nelle ultime settimane gli azzurri mostrano qualche segnale positivo, ma molto spesso fine a se stesso. Lo è oggi in Europa League, perché la volontà di rialzarsi non è bastata. Pesano i primi 45 minuti, pesa la partita d’andata, pesa una situazione che sembra difficile da risolvere. Non ci resta che aspettare la fine di questa stagione, o quantomeno provare a dare dignità al nostro campionato. Che ne dite, continuerete a provarci?

Ordigno fuori allo studio di Nocerino: la dinamica. Evitata una tragedia, arriva la solidarietà dei politici

La politica locale è sotto shock per l’episodio della “consegna” di un bomba carta allo studio del commercialista e consigliere comunale Peppe Nocerino. Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire la vicenda, ma intanto cominciano ad emergere alcuni dettagli sull’episodio.   Poco dopo le 20 di ieri sera, un uomo con  un giubbotto con cappuccio, mascherina e guanti (questo è quello che si vede dalle telecamere di sorveglianza che sono nei pressi dell’ufficio) bussa al citofono e sale nel palazzo di via Aldo Moro, chiede a una persona che si trova nelle scale dove si trova lo studio di Nocerino, lascia la busta ben posizionata fuori la porta, accende la miccia e va via. Intanto, il consigliere che stava già chiudendo per andare via dopo una giornata di lavoro, sente una forte puzza di fumo. Apre la porta e si ritrova una busta da cui esce fumo, per istinto chiude la porta e nel farlo per fortuna spegne la miccia. Lancia l’allarme e sul posto arrivano carabinieri, artificieri e il comandante della polizia locale. E’ bastato poco per capire che l’ordigno era abbastanza potente:  se fosse esploso avrebbe causato pesanti danni. Le forze dell’ordine hanno potuto appurare la  potenza dell’ordigno proprio nel momento in cui lo hanno fatto esplodere in un posto lontano dalla città. Intanto, sono state avviate le indagini e al momento non si esclude nessuna pista. Arriva, poi, la solidarietà della politica locale. I primi a pubblicare, sui social, post di sostegno a Nocerino sono stati, questa mattina, il consigliere comunale di minoranza a Somma Vesuviana Celestino Allocca (che nel 2017 si candidò a sindaco contro la coalizione in cui militava Nocerino), il sindaco di Ottaviano Luca Capasso e il sindaco di Somma. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)

Campania, covid-19: aumentano i contagi. È zona rossa?

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La Campania rischia di tornare nuovamente in zona rossa. Secondo il bollettino dell’Unità di Crisi della Regione nella giornata di ieri erano 2385 i nuovi positivi in Campania, 1000 in più rispetto a qualche giorno fa, con 15 persone decedute nelle ultime 48 ore. Molti sindaci lamentano da tempo ormai la grave situazione in cui i paesi si trovano: le persone positive al covid-19 aumentano di giorno in giorno e nonostante le multe salate e i controlli delle strade da parte delle forze dell’ordine, c’è ancora qualcuno che continua a non rispettare le regole. In più, la campagna vaccinale prosegue molto lentamente e purtroppo i segnali di una nuova zona rossa sembrano essere alle porte soprattutto a causa della variante inglese che si sta lentamente diffondendo. A San Giorgio a Cremano infatti, il Sindaco Zinno ha posto condizioni molto dure in termine di spostamenti proprio a causa dell’estrema facilità di contagio di questa nuova variante di covid-19. Sarebbero 31 i cittadini che hanno contratto il virus inglese su un totale di 215 positivi. Anche in altri paesi vesuviani i dati preoccupano e la chiusura delle scuole, con il conseguente proseguimento delle lezioni attraverso la dad, è uno dei campanelli d’allarme dell’inizio di questa terza ondata. Molti comuni, come Somma Vesuviana, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Sant’anastasia, solo per citarne alcuni, hanno deciso di sospendere le attività didattiche in presenza e, nonostante le continue lamentele da parte di molti genitori, sembra essere purtroppo l’unica scelta possibile. Intanto non resta che attendere la canonica diretta del venerdì del Presidente De Luca e sperare in un improvviso miglioramento evitando così un nuovo lockdown totale.

Fa tappa a Nola “Giovani Ambasciatori contro Bullismo e Cyber Risk, in giro per l’Italia”

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Riceviamo e pubblichiamo Fa tappa a Nola “Giovani Ambasciatori contro Bullismo e Cyber Risk, in giro per l’Italia”,  la campagna di formazione all’uso consapevole dei devices e della rete internet Arriva a Nola il tour del Moige contro il bullismo e i cyber risk e formare i giovani all’uso consapevole dei devices e della rete internet. Ieri presso l’IC Mameli si è tenuto l’Open Digital Day, una mattinata dedicata alla prevenzione dai cyber risk per studenti e docenti. La tappa di Nola rientra nel tour della campagna “Giovani Ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro in giro per l’Italia”, promossa dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori in collaborazione con la Fondazione Banco di Napoli. I DATI SUL FENOMENO PRESENTATI IN OCCASIONE DEL SID21 I dati dell’indagine “Tra digitale e cyber risk: rischi e opportunità del web” realizzata dall’Istituto Piepoli per il Moige, su un campione di circa 1200 minori (Indagine completa su https://www.moige.it/indagine/7313884/). Dall’analisi emerge che il mondo dei ragazzi italiani nel corso dell’ultimo anno si è concentrato nei 6 pollici del loro smartphone, che ha sostituito per quote rilevanti di ragazzi le chiacchierate con gli amici, le conversazioni in famiglia, e persino la televisione, che a volte, quasi come un camino digitale, riuniva la famiglia e generava occasioni di confronto e racconto. Infatti, 1 ragazzo su 2 tiene i genitori e gli adulti fuori dal mondo social e (1 su 4) cancella la cronologia. Aumentano le fake news presso i nostri figli: quasi 4 ragazzi italiani su 5 si informano sugli avvenimenti che accadono nel mondo attraverso il web, soprattutto sui Social Network. E lo fanno pur dichiarando apertamente di essere “caduti nella trappola” delle fake news nel 56% dei casi. Perché lo fanno? Perché il loro mondo si è concentrato, sempre di più, nello smartphone, che 2 ragazzi su 3 dichiarano di utilizzare molto più di prima, e di farlo da soli, senza la presenza dei genitori o di fratelli e sorelle. Una tendenza all’isolamento molto più forte tra i ragazzi che frequentano le scuole superiori. Inoltre, scoprire cosa fanno online è difficile, solo 1 genitore su 3 dà limiti di tempo di connessione, e meno della metà dei genitori sa cosa fa online il proprio figlio. E purtroppo i social non permettono ai genitori di avere alcun controllo sulle attività dei loro figli minorenni. I giovani italiani, dunque, frequentano molto i social network, ma non solo per informarsi. Lo fanno anche per condividere foto e raccontare parti delle loro vite. Per farlo utilizzano soprattutto Instagram e Tik Tok. Il 64% dei minori italiani tra gli 11 e 14 anni dichiarano di utilizzare Tik Tok, mentre il 60% utilizza anche instagram. Molto preoccupante però che il 17% dei bambini tra i 6 e i 10 anni dichiarino di avere un account Tik Tok, mentre il 14% Youtube e il 9% instagram. Attenzione, perché il 6% dei giovani dichiara di aver scambiato foto personali con gli altri tramite i social, e il 30% dichiara di aver dato il proprio numero di telefono a sconosciuti. Il bullismo è presente nelle scuole e fuori dalle scuole, tanto che quasi 6 bambini su 10 hanno assistito ad episodi di prepotenza, e quasi uno su due ha assistito ad episodi di cyberbullismo. Preoccupa che oltre la metà dei ragazzi che assiste a casi di bullismo non sanno come comportarsi o fanno finta di niente (56%). Tra i ragazzi che hanno subito atti di bullismo, dominano scherzi telefonici, messaggi di minacce, insulti ma non mancano foto o video. I ragazzi, davanti a questi atti, si sentono arrabbiati (37%), soli (25%), isolati (23%). Uno stato d’animo che condividono 1 su 2 (48%) con i genitori, ed 1 su 4 con amici, ma solo il 14%  con i docenti.

Pianeta Scuola, Inclusione e nuovo PEI

 

Dopo diversi arresti e rimandi, è stato pubblicato dal Ministero dell’Istruzione il nuovo assetto normativo per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Il decreto interministeriale del 29 dicembre 2020, n. 182 illustra le nuove modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno -previste dal decreto legislativo 66/2017- e i modelli di piano educativo individualizzato (PEI) e le rispettive linee guida da adottare da parte delle scuole. Queste ultime, data la pubblicazione ad anno scolastico ormai inoltrato, potranno continuare ad applicare per l’anno 2020/21 i modelli di PEI attualmente in uso ma dovranno progressivamente attuare un rapido passaggio ai nuovi modelli indicati dal decreto.

L’art. 7, comma 2-ter del D.Lgs 13 aprile 2017 n. 66 recita:

“Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le modalità, anche tenuto conto dell’accertamento di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per l’assegnazione delle misure di sostegno di cui al presente articolo e il modello di PEI, da adottare da parte delle istituzioni scolastiche”

Le “misure di sostegno” sono proprio quelle contenute nel I. .182/2020 dove vengono definiti i criteri di composizione e l’azione dei gruppi di lavoro operativi per l’inclusione (GLO) e l’indicazione ad uniformare, a livello nazionale, le modalità di redazione dei Piani Educativi Individualizzati (PEI).

Nel primo articolo vengono inoltre ribadite le definizioni di

  • alunni con disabilità in base alla certificazione ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104″
  • PEI: il Piano educativo individualizzato di cui all’articolo 12, comma 5 della legge 104/1992.
  • GIT: i gruppi per l’inclusione territoriale;
  • GLO: il gruppo di lavoro operativo per l’inclusione di cui all’art. 9, comma 10 del DLgs 66/2017
  • GLI: il Gruppo di lavoro per l’inclusione, di cui all’art. 9, comma 8 del DLgs 66/2017; L’art. 2 illustra il processo di elaborazione del PEI: sviluppo e approvazione da parte del GLO sulla scorta della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica e del Profilo di Funzionamento; attuazione dell’articolo 7 del DLgs 66/2017; redazione a partire dalla scuola dell’infanzia e aggiornamento in caso di modifica delle condizioni di funzionamento della persona; durata annuale e partecipazione, in caso di trasferimento, dei docenti delle scuole di provenienza e destinazione; proposta del numero di ore di sostegno alla classe; modalità di verifica e valutazione adattati alle peculiarità del discente; ruolo di figure professionali dedicate all’assistenza, all’autonomia e alla comunicazione.

L’articolo 3 stabilisce la composizione del Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione, decretata dal dirigente scolastico all’inizio dell’anno, sulla base della documentazione agli atti.  Il GLO è presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato ed è formato dai docenti contitolari o dal consiglio di classe, dai genitori, da figure professionali tra cui gli assistenti alla comunicazione, i referenti e un rappresentante territoriale del GIT. Nella scuola secondaria di II grado intervengono inoltre gli stessi alunni con disabilità, in virtù del principio di autodeterminazione e, infine, un’unità di valutazione multidisciplinare. A tutte le componenti del GLO non è destinato alcun compenso.

L’articolo 4 prevede che il PEI, redatto in maniera provvisoria entro il 30 giugno di ogni anno scolastico e in via definitiva entro il 30 ottobre, sia soggetto a periodiche verifiche da parte del GLO, nel corso dell’anno scolastico,  per concordare eventuali modifiche e integrazioni e verificare il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento.

L’articolo 5 stabilisce che il GLO prenda visione del Profilo di funzionamento, strumento necessario alla redazione del PEI. L’articolo 6 fa riferimento al raccordo tra PEI e Progetto individuale per elaborare strategie di inclusione rispetto a realtà esterne al mondo scolastico e pertinenti la partecipazione dell’alunno alla vita sociale in tutte le sue espressioni.

L’articolo 7 statuisce che i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale  (oppure altri componenti del GLO esterni all’istituzione scolastica) forniscano un “Quadro informativo” relativo al contesto familiare. Nella scuola secondaria di secondo grado è prevista anche una descrizione dello studente dal proprio punto di vista, attraverso colloqui e incontri.

L’articolo 10  fa riferimento alla partecipazione dell’alunno disabile alla progettazione didattica pensata per la classe oppure all’adozione di personalizzazioni degli obiettivi di apprendimento e di conseguenza dei metodi di valutazione eseguiti con verifiche ti tipo equipollente o non equipollente.

L’articolo 11 verte sull’esigenza di concretizzazione dei percorsi e competenze trasversali e per l’orientamento cui viene dedicata un specifica sezione del PEI, con relative specifiche (percorso scolastico, percorso aziendale, altre tipologie di percorso) e con indicazione delle barriere e dei facilitatori nella realizzazione del percorso.

Nell’articolo 13 si definisce l’organizzazione generale del progetto di inclusione: il PEI dovrà contenere resoconti sulla frequenza scolastica dell’alunno e sulle motivazioni addotte per le assenze, il numero di ore settimanali di sostegno e dell’assistenza per l’autonomia e/o per la comunicazione, sulla pianificazione degli interventi di supporto all’alunno onde permettergli di partecipare alle visite guidate, gite didattiche e viaggi d’istruzione. Dovrà inoltre tenere conto delle modalità di trasporto scolastico.

La certificazione delle competenze di base, di quelle raggiunte durante il percorso formativo e il raggiungimento degli obiettivi finali di apprendimento viene sistematizzata nell’articolo 14.

L’articolo 15 tratta della verifica finale del PEI e delle variazioni che il GLO propone per il PEI dell’anno successivo, in funzione delle eventuali complessità emerse durante l’anno in corso, come integrazione delle ore di sostegno e risorse non didattiche da rivolgere agli interventi di assistenza igienica e di base, all’assistenza, autonomia e comunicazione che il dirigente scolastico condividerà con l’Ente Territoriale e con l’USR  entro il 30 giugno di ogni anno.  Il GLO segnalerà dunque l’eventuale “debito di funzionamento” (Art.18) ossia le principali dimensioni interessate dal bisogno di supporto per l’alunno, le abilità e competenze acquisite, le barriere e le condizioni di contesto facilitanti. Con l’introduzione del decreto interministeriale del 29 dicembre 2020, n. 182 tale “debito” diventa il parametro principale per l’assegnazione delle ore di sostegno e di risorse professionali da destinare all’assistenza, all’autonomia e/o alla comunicazione per l’anno scolastico successivo. Infine, l’articolo 19 dispone che i modelli di PEI siano resi disponibili in modalità digitale tramite sistema SIDI da parte delle Istituzioni scolastiche e dei componenti dei rispettivi GLO.

Dall’esegesi complessiva delle modifiche ed integrazioni normative introdotte emerge, dunque,  la reale presa in carico dell’alunno da parte dell’intero consiglio di classe.

Francesco Pinto nominato coordinatore provinciale della Lega per l’area nord di Napoli

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa di Francesco Pinto, già sindaco di Pollena Trocchia   «Parte una nuova e stimolante sfida, che porterò avanti con entusiasmo, passione e determinazione. Ringrazio il coordinatore regionale della Lega Campania, onorevole Valentino Grant, per la fiducia che ha riposto nella mia persona, affidandomi la responsabilità di coordinare le attività del partito in una delle due aree nelle quali è stata divisa la provincia di Napoli». Con queste parole Francesco Pinto, già sindaco di Pollena Trocchia per dieci anni, ha commentato la nomina. Nelle scorse ore il coordinatore regionale della Lega Campania, onorevole Valentino Grant, ha infatti completato il processo di riorganizzazione del partito a livello regionale, assegnando la guida della provincia di Salerno al consigliere regionale Attilio Pierro e, della provincia di Napoli, divisa in area sud ed area nord, rispettivamente al consigliere comunale di Castellammare di Stabia Tina Donnarumma e a Francesco Pinto, attuale presidente del consiglio comunale di Pollena Trocchia e componente del consiglio nazionale dell’ANCI. Già nei mesi scorsi, il coordinamento della città di Napoli era stato invece affidato al consigliere regionale Severino Nappi. «Con il completamento delle nomine ci sono ora tutte le condizione per un proficuo lavoro di radicamento del partito sul territorio, necessario per renderlo punto di riferimento delle istanze e dei bisogni di quanti ci vivono e lavorano. Sono già a lavoro in questa direzione, pronto a dare il massimo nel mio nuovo ruolo» ha detto ancora il neocoordinatore Pinto, che ha infine rivolto i suoi migliori auguri alla squadra di ministri, viceministri e sottosegretari della Lega nel nuovo governo. «Sono sicuro – ha concluso – che sapranno offrire un contributo fondamentale non solo a livello nazionale, ma anche affiancando e supportando in modo adeguato la struttura del partito a livello regionale».

Somma Vesuviana, dipendente positivo al covid: chiusi gli uffici dei servizi sociali di via De Matha

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno: “Positivo un dipendente presso gli Uffici dei Servizi Sociali. Domani tali uffici in via San Giovanni De Matha resteranno chiusi al pubblico per consentire la sanificazione. Le attività saranno in smart working”. “Domani uffici dei Servizi Sociali saranno chiusi in quanto un dipendente è risultato positivo al Covid. Domani sanificazione di tutti gli ambienti in via San Giovanni De Matha. Le attività proseguiranno in smart working.  Oggi abbiamo registrato anche due nuovi casi nella platea scolastica della scuola media San Giovanni Bosco. La curva però è stazionaria con altri 11 nuovi positivi. In questo momento abbiamo 112 positivi attivi, di cui 2 ricoverati in ospedale, mentre le persone in sorveglianza sanitaria sono 129”. Lo ha annunciato ora Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. “Ricordo che abbiamo intensificato tutti i controlli sul territorio ed in particolare nelle zone a rischio assembramento. Chiedo a tutti di rispettare le norme e dunque ricordo che siamo in zona arancione. Non possiamo spostarci tra un comune e l’altro, dopo le ore 18 non è possibile consumare bevande all’aperto, in prossimità di locali o piazze, come invece è accaduto lo scorso fine settimana al Casamale.  C’è obbligo di mettere la mascherina sempre – ha concluso Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuvian – anche all’aria aperta e si rischia una multa pesante anche di euro 400. Il Corpo dei Vigili Urbani sta intensificando i pattugliamenti anche serali. Il mio appello forte è rivolto ai genitori perché dobbiamo assolutamente evitare che i ragazzi possano andare in giro senza indossare la mascherina. Ricordo ancora che c’è divieto di incontro a casa tra persone non conviventi”.

I lavoratori da licenziare presidiano il nuovo Conad di Mugnano: “Aiutateci”

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Sul posto stamattina sono accorsi anche il sindaco Luigi Sarnataro, il consigliere regionale Giovanni Porcelli (Campania Libera) e Antonio Napoletano, sindacalista della segreteria regionale Uiltucs

  Ci sono casi davvero disperati tra i 42 addetti alle vendite che hanno manifestato stamattina all’esterno del centro commerciale di Mugnano e che Conad non ha voluto assorbire nel nuovo superstore, inaugurato stamattina al posto dell’ipermercato ex Auchan. Casi come quelli di una coppia, marito e moglie con figli a carico, e di una donna separata che oltre a dover accudire i figli deve anche badare alla mamma gravemente ammalata. 42 lavoratori per 42 vite ormai appese al filo della più totale incertezza. Sono finiti in cassa integrazione a zero ore in attesa che il governo sblocchi i licenziamenti. Dopodiché, dopo un breve periodo di ammortizzatori sociali, resteranno senza soldi e senza posto. Stamane, contemporaneamente, dall’altra parte, all’interno del centro commerciale di Mugnano, c’erano altri 60 colleghi che si sono salvati dai tagli e che hanno dato vita all’inaugurazione del nuovo superstore della società bolognese, preso d’assalto dai clienti. Qui Conad ha voluto ridimensionare al massimo gli spazi prima occupati dall’ipermercato Auchan. E ora il superstore scoppia di gente. Intanto i lavoratori sono stati separati, divisi da due destini opposti. “Conad si è voluta sbarazzare degli addetti alle vendite che in Auchan avevano contratti full time, a tempo pieno , e di quelli più sindacalizzati: ha eliminato tutti i delegati sindacali”, racconta Antonio Napoletano, della segreteria regionale Uiltucs. Accanto al sindacalista, davanti all’ingresso della struttura commerciale, c’era Giovanni Porcelli, consigliere regionale di Campania Libera ed ex sindaco di Mugnano. Poco dopo è giunto pure il sindaco della città alle porte di Napoli, Luigi Sarnataro. “Se una multinazionale – accusa Porcelli – crea gravi problemi,  come nel caso della Whirpool di Napoli, allora tutto il mondo si mobilita e ne parla chiunque ma se, come in questo caso, a creare gravi problemi è una società italiana allora stanno tutti zitti: silenzio totale. Non è minimante accettabile questa situazione: qui si sta consumando un dramma di enormi dimensioni”.  Ci si chiede però cosa stia facendo la Regione sui licenziamenti nella grande distribuzione napoletana, che stanno interessando anche gli ex Auchan di Giugliano e Pompei. “L’assessore regionale alle attività produttive – replica Porcelli – si è subito mosso chiedendo a Conad in che modo la Regione possa mettersi a disposizione. Il problema è che Conad non dice niente”. Una delle possibili vie d’uscita potrebbe essere rappresentata dalle ricollocazioni. Finora però non si è mosso nulla in questa direzione.

Marigliano, la Polizia Municipale sequestra due autofficine: constatati anche illeciti ambientali

Riceviamo dal Comando di Polizia Municipale di Marigliano e pubblichiamo. Nell’ambito dei controlli del territorio la polizia locale di Marigliano, con il supporto del locale ufficio tecnico, effettuava un accesso in via Nuova del Bosco per un accesso carraio da verificare. Durante l’ispezione si riscontrava l’esistenza di tre grandi officine di riparazione e strumentazioni, di cui solo una in possesso di ogni requisito previsto. Una prima attività di autoriparazione, gommista e lavori di cerchi in lega, era priva di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e autorizzazione ambientale. Veniva dunque posta sotto sequestro penale per immissione abusiva in atmosfera e gestione illecita dei rifiuti. Inoltre, tutta l’attrezzatura veniva sequestrata a livello amministrativo per la confisca. La seconda attività interessata dai provvedimenti riguardava una autocarrozzeria priva dei requisiti commerciali (e SCIA), motivo per cui tutte le attrezzature venivano poste sotto sequestro amministrativo. All’interno delle attività veniva posto sotto sequestro penale anche il forno per la verniciatura delle auto e un relativo soppalco, anche per violazioni edilizie. Anche l’attività in questione è stata deferita all’autorità giudiziaria per illeciti ambientali. Le foto