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Napoli – Granada (Partita 36), un segnale positivo, ma fine a se stesso
L’esperienza europea del Napoli si chiude con una figuraccia nel doppio incontro con gli spagnoli del Granada, sembrati il Barcellona nella partita d’andata, e pur fortemente ridimensionati al Maradona, tornano a casa con il passaggio del turno.
Napoli – Granada vede un Napoli emergenziale che va in campo con un’atipica difesa a 3 e in avanti ha Politano e Insigne come punte. Sembra avere il piglio giusto, e la classe di Zielinski concede un vantaggio a freddo. Ma non sfrutta appieno questa opportunità, il Napoli si raffreda e i suoi si congelano in mezzo all’area, non capendo chi debba prende chi. Vai tu, vado io, nessuno salta, e Montoro Sanchéz può segnare quasi indisturbato. Questa difesa fa acqua da tutte le parti. Oramai il gol lo inizi a percepire già qualche secondo prima, te ne accorgi dai segnali che i giocatori iniziano a mandarti. Si registra una bella punizione di Insigne. Il gol peserà. Ma nel secondo tempo tutto sembra cambiare. Il Napoli passa alla sua solita difesa a 4, entra anche Ghoulam e poi Mertens, io due danno soluzioni e contribuiscono alla giusta emotività, alla giusta attitudine. Il Napoli c’è, si propone, Ghoulam è ritrovato, gli azzurri sono pericolosi, peccato che Mertens non sia al 100%. Gli azzurri accorciano con Fabian, il Napoli trova tanto spazio, gli spagnoli iniziano a percepire la difficoltà. In realtà, dopo il gol il Napoli si assopisce, ma poi riprende. Ma sono ancora troppi gli errori quando la porta si avvicina, resuscito dalla mia apatia con un urlo dopo la palla che Fabian lancia in curva. Non entra nemmeno il colpo di testa di Ghoulam. Non basta.
Da registrare la condotta poco pulita degli avversari, che le provano tutte per rallentare il gioco e perdere tempo, non mancano i falli, e questo fa indispettire gli azzurri che perdono le staffe. Gli spagnoli, però, tornano a casa con la qualificazione. Non è la prima volta che nelle ultime settimane gli azzurri mostrano qualche segnale positivo, ma molto spesso fine a se stesso. Lo è oggi in Europa League, perché la volontà di rialzarsi non è bastata. Pesano i primi 45 minuti, pesa la partita d’andata, pesa una situazione che sembra difficile da risolvere. Non ci resta che aspettare la fine di questa stagione, o quantomeno provare a dare dignità al nostro campionato. Che ne dite, continuerete a provarci?
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Pianeta Scuola, Inclusione e nuovo PEI
Dopo diversi arresti e rimandi, è stato pubblicato dal Ministero dell’Istruzione il nuovo assetto normativo per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Il decreto interministeriale del 29 dicembre 2020, n. 182 illustra le nuove modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno -previste dal decreto legislativo 66/2017- e i modelli di piano educativo individualizzato (PEI) e le rispettive linee guida da adottare da parte delle scuole. Queste ultime, data la pubblicazione ad anno scolastico ormai inoltrato, potranno continuare ad applicare per l’anno 2020/21 i modelli di PEI attualmente in uso ma dovranno progressivamente attuare un rapido passaggio ai nuovi modelli indicati dal decreto.
L’art. 7, comma 2-ter del D.Lgs 13 aprile 2017 n. 66 recita:
“Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le modalità, anche tenuto conto dell’accertamento di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per l’assegnazione delle misure di sostegno di cui al presente articolo e il modello di PEI, da adottare da parte delle istituzioni scolastiche”
Le “misure di sostegno” sono proprio quelle contenute nel I. .182/2020 dove vengono definiti i criteri di composizione e l’azione dei gruppi di lavoro operativi per l’inclusione (GLO) e l’indicazione ad uniformare, a livello nazionale, le modalità di redazione dei Piani Educativi Individualizzati (PEI).
Nel primo articolo vengono inoltre ribadite le definizioni di
- alunni con disabilità in base alla certificazione ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104″
- PEI: il Piano educativo individualizzato di cui all’articolo 12, comma 5 della legge 104/1992.
- GIT: i gruppi per l’inclusione territoriale;
- GLO: il gruppo di lavoro operativo per l’inclusione di cui all’art. 9, comma 10 del DLgs 66/2017
- GLI: il Gruppo di lavoro per l’inclusione, di cui all’art. 9, comma 8 del DLgs 66/2017; L’art. 2 illustra il processo di elaborazione del PEI: sviluppo e approvazione da parte del GLO sulla scorta della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica e del Profilo di Funzionamento; attuazione dell’articolo 7 del DLgs 66/2017; redazione a partire dalla scuola dell’infanzia e aggiornamento in caso di modifica delle condizioni di funzionamento della persona; durata annuale e partecipazione, in caso di trasferimento, dei docenti delle scuole di provenienza e destinazione; proposta del numero di ore di sostegno alla classe; modalità di verifica e valutazione adattati alle peculiarità del discente; ruolo di figure professionali dedicate all’assistenza, all’autonomia e alla comunicazione.
L’articolo 3 stabilisce la composizione del Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione, decretata dal dirigente scolastico all’inizio dell’anno, sulla base della documentazione agli atti. Il GLO è presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato ed è formato dai docenti contitolari o dal consiglio di classe, dai genitori, da figure professionali tra cui gli assistenti alla comunicazione, i referenti e un rappresentante territoriale del GIT. Nella scuola secondaria di II grado intervengono inoltre gli stessi alunni con disabilità, in virtù del principio di autodeterminazione e, infine, un’unità di valutazione multidisciplinare. A tutte le componenti del GLO non è destinato alcun compenso.
L’articolo 4 prevede che il PEI, redatto in maniera provvisoria entro il 30 giugno di ogni anno scolastico e in via definitiva entro il 30 ottobre, sia soggetto a periodiche verifiche da parte del GLO, nel corso dell’anno scolastico, per concordare eventuali modifiche e integrazioni e verificare il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento.
L’articolo 5 stabilisce che il GLO prenda visione del Profilo di funzionamento, strumento necessario alla redazione del PEI. L’articolo 6 fa riferimento al raccordo tra PEI e Progetto individuale per elaborare strategie di inclusione rispetto a realtà esterne al mondo scolastico e pertinenti la partecipazione dell’alunno alla vita sociale in tutte le sue espressioni.
L’articolo 7 statuisce che i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale (oppure altri componenti del GLO esterni all’istituzione scolastica) forniscano un “Quadro informativo” relativo al contesto familiare. Nella scuola secondaria di secondo grado è prevista anche una descrizione dello studente dal proprio punto di vista, attraverso colloqui e incontri.
L’articolo 10 fa riferimento alla partecipazione dell’alunno disabile alla progettazione didattica pensata per la classe oppure all’adozione di personalizzazioni degli obiettivi di apprendimento e di conseguenza dei metodi di valutazione eseguiti con verifiche ti tipo equipollente o non equipollente.
L’articolo 11 verte sull’esigenza di concretizzazione dei percorsi e competenze trasversali e per l’orientamento cui viene dedicata un specifica sezione del PEI, con relative specifiche (percorso scolastico, percorso aziendale, altre tipologie di percorso) e con indicazione delle barriere e dei facilitatori nella realizzazione del percorso.
Nell’articolo 13 si definisce l’organizzazione generale del progetto di inclusione: il PEI dovrà contenere resoconti sulla frequenza scolastica dell’alunno e sulle motivazioni addotte per le assenze, il numero di ore settimanali di sostegno e dell’assistenza per l’autonomia e/o per la comunicazione, sulla pianificazione degli interventi di supporto all’alunno onde permettergli di partecipare alle visite guidate, gite didattiche e viaggi d’istruzione. Dovrà inoltre tenere conto delle modalità di trasporto scolastico.
La certificazione delle competenze di base, di quelle raggiunte durante il percorso formativo e il raggiungimento degli obiettivi finali di apprendimento viene sistematizzata nell’articolo 14.
L’articolo 15 tratta della verifica finale del PEI e delle variazioni che il GLO propone per il PEI dell’anno successivo, in funzione delle eventuali complessità emerse durante l’anno in corso, come integrazione delle ore di sostegno e risorse non didattiche da rivolgere agli interventi di assistenza igienica e di base, all’assistenza, autonomia e comunicazione che il dirigente scolastico condividerà con l’Ente Territoriale e con l’USR entro il 30 giugno di ogni anno. Il GLO segnalerà dunque l’eventuale “debito di funzionamento” (Art.18) ossia le principali dimensioni interessate dal bisogno di supporto per l’alunno, le abilità e competenze acquisite, le barriere e le condizioni di contesto facilitanti. Con l’introduzione del decreto interministeriale del 29 dicembre 2020, n. 182 tale “debito” diventa il parametro principale per l’assegnazione delle ore di sostegno e di risorse professionali da destinare all’assistenza, all’autonomia e/o alla comunicazione per l’anno scolastico successivo. Infine, l’articolo 19 dispone che i modelli di PEI siano resi disponibili in modalità digitale tramite sistema SIDI da parte delle Istituzioni scolastiche e dei componenti dei rispettivi GLO.
Dall’esegesi complessiva delle modifiche ed integrazioni normative introdotte emerge, dunque, la reale presa in carico dell’alunno da parte dell’intero consiglio di classe.Francesco Pinto nominato coordinatore provinciale della Lega per l’area nord di Napoli
Somma Vesuviana, dipendente positivo al covid: chiusi gli uffici dei servizi sociali di via De Matha
I lavoratori da licenziare presidiano il nuovo Conad di Mugnano: “Aiutateci”
Sul posto stamattina sono accorsi anche il sindaco Luigi Sarnataro, il consigliere regionale Giovanni Porcelli (Campania Libera) e Antonio Napoletano, sindacalista della segreteria regionale Uiltucs
Ci sono casi davvero disperati tra i 42 addetti alle vendite che hanno manifestato stamattina all’esterno del centro commerciale di Mugnano e che Conad non ha voluto assorbire nel nuovo superstore, inaugurato stamattina al posto dell’ipermercato ex Auchan. Casi come quelli di una coppia, marito e moglie con figli a carico, e di una donna separata che oltre a dover accudire i figli deve anche badare alla mamma gravemente ammalata. 42 lavoratori per 42 vite ormai appese al filo della più totale incertezza. Sono finiti in cassa integrazione a zero ore in attesa che il governo sblocchi i licenziamenti. Dopodiché, dopo un breve periodo di ammortizzatori sociali, resteranno senza soldi e senza posto. Stamane, contemporaneamente, dall’altra parte, all’interno del centro commerciale di Mugnano, c’erano altri 60 colleghi che si sono salvati dai tagli e che hanno dato vita all’inaugurazione del nuovo superstore della società bolognese, preso d’assalto dai clienti. Qui Conad ha voluto ridimensionare al massimo gli spazi prima occupati dall’ipermercato Auchan. E ora il superstore scoppia di gente. Intanto i lavoratori sono stati separati, divisi da due destini opposti. “Conad si è voluta sbarazzare degli addetti alle vendite che in Auchan avevano contratti full time, a tempo pieno , e di quelli più sindacalizzati: ha eliminato tutti i delegati sindacali”, racconta Antonio Napoletano, della segreteria regionale Uiltucs. Accanto al sindacalista, davanti all’ingresso della struttura commerciale, c’era Giovanni Porcelli, consigliere regionale di Campania Libera ed ex sindaco di Mugnano. Poco dopo è giunto pure il sindaco della città alle porte di Napoli, Luigi Sarnataro. “Se una multinazionale – accusa Porcelli – crea gravi problemi, come nel caso della Whirpool di Napoli, allora tutto il mondo si mobilita e ne parla chiunque ma se, come in questo caso, a creare gravi problemi è una società italiana allora stanno tutti zitti: silenzio totale. Non è minimante accettabile questa situazione: qui si sta consumando un dramma di enormi dimensioni”. Ci si chiede però cosa stia facendo la Regione sui licenziamenti nella grande distribuzione napoletana, che stanno interessando anche gli ex Auchan di Giugliano e Pompei. “L’assessore regionale alle attività produttive – replica Porcelli – si è subito mosso chiedendo a Conad in che modo la Regione possa mettersi a disposizione. Il problema è che Conad non dice niente”. Una delle possibili vie d’uscita potrebbe essere rappresentata dalle ricollocazioni. Finora però non si è mosso nulla in questa direzione.Marigliano, la Polizia Municipale sequestra due autofficine: constatati anche illeciti ambientali

