San Giuseppe Vesuviano, covid-19: due decessi in 24 ore, morto un anziano e un 38enne

Dopo un anno intero trascorso in casa a causa della pandemia, tutti ormai sanno che il covid-19 è un virus potenzialmente mortale non solo per le persone anziane o i soggetti fragili. Il Sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano, poco fa ha confermato due nuovi decessi per covid in poche ore: si tratta di due uomini di 38 e 83 anni, rispettivamente ricoverati a Bosco Tre Case e a Nola. Tramite un post su Facebook, il Sindaco si è unito al cordoglio di tutti i san giuseppesi ed ha espresso la massima vicinanza alle famiglie e agli amici delle vittime. Nonostante la zona rossa e i continui controlli da parte delle forze dell’ordine incaricate con conseguenti multe per coloro che si spostano senza una motivazione valida, i contagi a San Giuseppe continuano ad aumentare. Secondo l’ultimo bollettino di qualche giorno fa, le persone positive erano 260 con 3 cittadini ospedalizzati. Ci si dovrebbe aspettare un notevole calo di contagi nelle prossime settimane proprio grazie alla zona rossa ma solo se tutti continueranno a rispettare le norme in vigore e ad assumere il giusto comportamento tenendo in considerazione la propria salute e quella degli altri.

Casamarciano, il Sindaco chiude la comunità. Coprifuoco anticipato alle 18:00 per i minorenni

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Casamarciano.

 

Chiusura piazze ed aree a verde interdette con il divieto assoluto di stazionare in spazi pubblici e coprifuoco anticipato alle 18:00 per i minorenni che dovranno comunque portare con sè sempre l’autocertificazione firmata da almeno un genitore. Sono le misure messe in campo dall’amministrazione comunale di Casamarciano ed inserite in un’apposita ordinanza firmata dal sindaco Carmela De Stefano.

Il provvedimento entrerà in vigore da oggi, mercoledì 17 marzo e fino al 6 aprile, salvo ulteriori proroghe, e si aggiunge alle disposizioni di questi giorni con posti di blocco all’ingresso della comunità.

Provvedimenti necessari che – come spiega il primo cittadino – si rendono obbligatori alla luce del quadro epidemiologico locale con il numero dei positivi raddoppiato nell’ultima settimana”.

Il momento è critico – aggiunge il sindaco – e la situazione rischia di precipitare se non adottiamo nell’immediato misure urgenti, sebbene la prima misura dovrebbe partire da noi stessi con un’autodisciplina che fatica a venire fuori. Le immagini di questi giorni con scene di assembramenti da parte dei giovani sono inquietanti se si considera che stiamo in zona rossa e nel pieno della terza ondata con oltre trenta positivi. Abbiamo intensificato i controlli e nella giornata di ieri sono state elevate cinque sanzioni. Bisogna stare a casa il più possibile limitandosi alle necessità impellenti e ai motivi di lavoro e salute. Forse non è ancora chiaro. Abbiamo contagi a macchia di leopardo non circoscritti solo a nuclei familiari e non c’è tempo da perdere. Bisogna intervenire e subito”.

Ecco le aree interessate nell’ordinanza: Piazza Umberto I, Via Monsignor Barone, Piazza Monumento, Piazzetta Salvo D’Acquisto, Via Nuova San Clemente, Via Domenico Vaccaro, Via Aniello Virtuoso, Piazza San Clemente in Arcangelo, Piazza Immacolata, Piazzetta Giacomo Leopardi, Viale Giuseppe Verdi.

Napoli, l’ambasciatore del sorriso Angelo Iannelli e il “dolce” pensiero per la festa del papà

Riceviamo e pubblichiamo.

Napoli, l’attore Iannelli lancia il contest anticovid “Un Pensiero per il mio Papà”. Giudici di gara: Ciro Poppella, Antonio Ferrieri, Cosimo Alberti e Giovanni Caso.

L’attore napoletano Angelo Iannelli , interprete della maschera di Pulcinella, definito ambasciatore del sorriso per il suo impegno verso i fragili e le persone meno fortunate, come nella prima ondata di Pandemia anche stavolta non fa mancare la sua creatività e simpatia. L’instancabile king del sorriso, ritorna dopo il successo del precedente contest gastronomico in occasione delle prime due ondate di Pandemia che hanno tenuto spensierate tante famiglie, ha pensato stavolta di dare risalto alla figura del padre nel giorno della ricorrenza della sua festa, mettendo in evidenza l’importante ruolo del Padre nella società, che a causa del Covid-19 hanno dovuto affrontare mille difficoltà, sono stati costretti a superarsi, sostituendo spesso la figura della mamma, basta pensare ai problemi della dad e l’emergenza epidemiale. L’eroe moderno del sociale Angelo Iannelli, ha lanciato il gioco sulla sua seguitissima pagina Facebook “Un Pensiero per il mio papà” dove ha invitato i tanti amici a inviare foto e brevi filmati, mentre declamano frasi, racconti, monologhi e dolci dedicati al papà in occasione della sua festa, che ricordiamo ricorre il 19 Marzo festa di San Giuseppe. Lo slogan è un “Papà sei il mio eroe” con l’intento di donargli un sorriso in Pandemia. Giudice e supervisori del contest due eccellenze italiane della gastronomia , parliamo dell’inventore del brand “Fiocchi di neve” Ciro Poppella e dell’ideatore del brand “Cuore di Sfogliatelle” Antonio Ferrieri , che giudicheranno e premieranno i filmati dei dolci preparati per l’occasione. I racconti, le poesie , le frasi e i monologhi dedicati al papà saranno giudicati dagli attori della famosa fiction Rai “ Un posto al sole” Cosimo Alberti e Giovanni Caso. Si prevede ancora un successo per l’importante iniziativa sociale che vedrà coinvolte intere famiglie a sfidare il Coronavirus con il vaccino del sorriso.

La festa dell’equinozio: per l’inizio della primavera un nuovo evento online delle associazioni astrofile

Riceviamo dal Gruppo Astrofili Mariglianesi e pubblichiamo. L’astronomia non si ferma: evento on-line per le associazioni astrofile campane in occasione dell’equinozio di primavera. Un appuntamento astronomico seppur consueto come quello dell’equinozio di primavera non poteva essere ignorato, soprattutto di questi tempi; per questo motivo le associazioni astrofili campane, per la prima volta riunite insieme, si incontrano anche se virtualmente per festeggiare la primavera che non è solo un evento stagionale, ma una significativa tappa del moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole. In diretta YouTube e sulla pagina FB dedicata (https://www.facebook.com/campaniaeventiastronomici), interventi a tema tenuti da esperti divulgatori spazieranno dall’universo attraverso gli occhi di Dante e la primavera a Napoli, passando per temi più tecnici come la precessione degli equinozi, fino a dare uno sguardo alla regina della notte: la Luna. È un messaggio forte quello che c’è dietro questo evento: la passione per l’astronomia non si è mai fermata, ed aspettando di mettere tutti nuovamente l’occhio al telescopio sotto un cielo pieno di stelle, questa è una buona occasione per rivedersi e imparare qualcosa di nuovo. L’evento è gratuito ed aperto a tutti, addetti ai lavori o semplici amatori e curiosi. L’evento online si terrà il giorno 20 marzo alle ore 18:30 sulla pagina-evento “La festa dell’equinozio” (https://www.facebook.com/campaniaeventiastronomici/videos/111075607617227) e sul canale Youtube dell’Unione Astrofili Italiani (https://www.youtube.com/watch?v=AvI3S4VwABU) L’iniziativa, patrocinata dall’Unione Astrofili Italiani, è organizzata dalle seguenti associazioni astrofile delle Campania: Associazioni Astrofili Aurunca, AstroCampania, Centro Astronomico Neil Armstrong, Gruppo Astrofili Beneventani, Gruppo Astrofili Marigliano ed Unione Astrofili Napoletani. Titoli dei talk
  • Inizio diretta ore 18:30 con Dario Castellano e Andrea Tomacelli
  • “Il Canto notturno dell’Ape”, Centro Astronomico Neil Armstrong, relatore: Biagio De Simone
  • “Stella comanda Pasqua”, Associazione Astrofili Aurunca, relatore: Pasquale Ago
  • “Virtute e canoscenza nell’universo di Dante”, Unione Astrofili Napoletani, relatore: Elio Pentonieri
  • “La precessione degli equinozi”, AstroCampania, relatore: Alfonso Noschese
  • “Relativamente parlando”, Gruppo Astrofili Beneventani, relatore: Dario Castellano
  • “La regina della notte: la Luna”, Gruppo Astrofili Marigliano, relatrice: Feliciana Sapio
  • “Emozioni al chiar di Luna”, Centro Astronomico Neil Armstrong, relatrice: Roberta Galluzzo
  • “E miez’ tiemp’, la Primavera a Napoli”, Unione Astrofili Napoletani, relatore: Raffaele D’Arco
  • Saluti conclusivi e ringraziamenti
Regia e conduzione Carmen Perrella (GAB) Biagio De Simone (CANA) Andrea Tomacelli (UAN) Dario Castellano (GAB)

Marigliano, zona rossa: le associazioni dei commercianti discutono sulla sospensione della sosta a pagamento

C’è bagarre politica in città, e questo si ripercuote inevitabilmente anche sulla vita della comunità: faide interne, consiglieri alla loro prima elezione che vogliono diventare assessori, assessori che rischiano di perdere il loro “posto” nella giunta dopo neanche sei mesi (la prospettiva era almeno di due anni) e, dulcis in fundo, candidati non eletti, ma molto votati, e non candidati in odore di santità che guardano con interesse allo sviluppo della situazione, magari al fine di potersi accomodare in consiglio. Senza contare che le forze di governo stanno ancora discutendo animatamente per assegnare il fatidico settimo assessore della giunta comunale. Non si parla ancora di crisi, ma è indubbio che l’orizzonte (di comprensione reciproca) non sia radioso e allora viene da pensare che a Marigliano la crisi politica sia soprattutto sistemica e culturale.  Tutto questo sembra non avere molto a che fare con la querelle sulle strisce blu che si è sviluppata negli ultimi giorni, e invece un (neanche troppo) sottile collegamento esiste. Lo scorso 12 marzo il presidente di Aicast Marigliano, Giuseppe Bonavolontà, candidato tra le fila del PD alle ultime elezioni amministrative, aveva protocollato una richiesta finalizzata alla sospensione della sosta a pagamento: l’istanza dell’associazione che rappresenta le imprese era stata anticipata anche dal consigliere di minoranza Sebastiano Guerriero nel corso della recente assise pubblica del 10 marzo. Tuttavia la richiesta non è stata accolta dall’ente comunale e questo ha portato Bonavolontà a formalizzare un secondo atto il 16 marzo, con il quale ancora una volta sollecitava il comune a prendere l’iniziativa, sottolineando come “l’inerzia sia infruttuosa in questo delicato momento storico”. La pagina Facebook di Aicast Marigliano ha sottolineato come la decisione sia stata presa “in base alla volontà degli esercenti cittadini che stanno ulteriormente risentendo delle restrizioni dovute alla zona rossa attualmente in vigore”: a quanto pare il presidente Bonavolontà non era nemmeno d’accordo, ma come ha scritto in un commento “la maggioranza ha voluto così, fare associazione significa prendere decisioni tutti insieme”. Oggi arriva anche il punto di vista di MIA Confcommercio Marigliano, l’associazione dei commercianti impegnata da anni sul territorio. “Diversamente da quanto ha voluto chiedere un’altra associazione di categoria del territorio, l’associazione MIA Confcommercio ritiene che questo intervento non sia assolutamente utile ed opportuno in questo momento”, afferma il presidente Domenico Tomo. “Non va assolutamente sospesa la sosta a pagamento. A differenza dello scorso anno, oggi la maggior parte delle attività commerciali sono regolarmente aperte, compresi i bar che nel primo lockdown era tutti chiusi. La sospensione del pagamento delle aree parcheggio riporterebbe a una sosta selvaggia nelle aree blu, privando di spazi quei pochi clienti motivati agli acquisti sul nostro territorio”, prosegue Tomo. “L’occupazione della aree parcheggio senza limiti di tempo e senza alcuna sanzione riporterebbe indietro nel tempo la città, arrecando un danno ulteriore alla crisi profonda che il commercio sta affrontando da tempo, già prima della pandemia. Le iniziative che invece l’associazione MIA ha inteso portare all’attenzione sono piuttosto ristori e indennizzi, attraverso la sospensione e l’annullamento della TARI del 2020 e del 2021, oltre agli indennizzi per i lavori di riqualificazione di Corso Umberto I iniziati a marzo 2019 e terminati a luglio 2020”, sottolinea il presidente della Confcommercio mariglianese. “Chiediamo azioni utili e concrete che possano dare sollievo nel presente e fiducia nel futuro, come hanno inteso fare anche i comuni limitrofi, e non interventi effimeri e soprattutto ulteriormente dannosi per il commercio locale”, conclude Domenico Tomo. Sulla stessa lunghezza d’onda sembrerebbe essere anche il Comandante della Polizia Muncipale, Emiliano Nacar, che non ha rilasciato dichiarazioni ma che fa notare come in questo periodo, a differenza dei mesi di lockdown dello scorso anno, la mobilità sia piena e dunque uno strumento di controllo come le strisce blu possa contribuire a regolare la situazione in città, nonostante la zona rossa. Critico anche l’ex assessore Giovanni Ricci che scrive ad Aicast: “Fate proposte contro voi stessi, trovare il posto auto libero nei pressi del negozio credo sia necessario per un’attività commerciale”.

Covid-19, casi in aumento: la Campania travolta dalla terza ondata

La Campania in ginocchio sotto i colpi del Covid. É questa la triste realtà descritta quotidianamente dai bollettini dell’Unità di crisi con 2.656 nuovi contagiati registrati nella sola giornata dello scorso 17 marzo. A livello locale la situazione peggiora anche nei comuni più piccoli.      Una zona rossa che tanto ricorda il primo lockdown, certo con meno restrizioni ma con controlli serrati. In Campania continua a crescere il numero di contagi e il Covid con tutta la sua violenza fa strage, lasciando dietro di sé vittime innocenti. Tra le corsie degli ospedali ritorna l’incubo, o forse è meglio dire che proprio lì questo terrore non è mai svanito, neanche a distanza di un anno. Si pagano le conseguenze di un incontrollato ritorno alla normalità che non ha fatto altro che riportare il Paese all’ennesima chiusura forzata. E poco è cambiato dallo scorso 2020. L’anno della paura, della disgrazia, un anno da azzerare, ma non si può voltare pagina, o almeno non ancora. Nel 2020 c’era la speranza di una svolta che sarebbe arrivata poi con i vaccini previsti per il 2021. Troppi i rallentamenti lungo la strada della tanto agognata salvezza. E proprio come l’anno scorso, quando l’ex premier Giuseppe Conte annunciava nella sera del 9 marzo 2020 l’Italia “zona protetta”, oggi non possiamo fare altro che rispettare le regole, l’unico dovere  morale che ci viene richiesto per cercare di affrontare quella che in tanti definiscono “terza ondata”. Una situazione non facile da affrontare neanche a livello locale, nonostante l’intensificarsi dei controlli in strada, con forze dell’ordine che pattugliano quotidianamente il territorio. Nella sola città di Nola, il sindaco Gaetano Minieri rende noto che sono 246 i positivi attuali, divisi tra 154 al centro, 81 a Piazzolla e 11 a Polvica. Non passa in secondo piano, però, la notizia della nuova sede vaccinale nel Seminario Vescovile di Nola. «Pienamente soddisfatto della scelta logistica che sta funzionando a pieno regime – spiega il sindaco Minieri. Mai come in questo momento risulta fondamentale la sinergia, mettendo in pratica azioni immediate e tempestive. Solo così ne usciremo il prima possibile. Nel frattempo teniamo duro e siamo cauti, adottando ogni misura preventiva». Nel comune di Saviano sale a 125 il numero dei cittadini che hanno contratto il virus con 81 persone in sorveglianza sanitaria. Nella vicina Marigliano, dove attualmente si contano 113 positivi, il sindaco Jossa comunica che per la giornata in memoria delle vittime del Covid-19 «il giorno 18 marzo anche la Città di Marigliano si unirà agli altri comuni italiani in un minuto di silenzio per ricordare la memoria di tutte le persone che sono decedute a causa di tale epidemia». Nel piccolo comune di Cicciano ad oggi sono registrati ben 110 positivi attivi e 99 persone in isolamento fiduciario. Forti le parole del sindaco che si appella al buonsenso dei cittadini: «Visto e considerato che non capiamo il rischio che stiamo correndo, sono stato costretto ad attuare nuove misure di restrizione. Chiedo il buonsenso di tutti, siamo adulti e vaccinati – ammonisce il primo cittadino, Giovanni Corrado – e non penso che abbiamo bisogno di un “tutore” per capire cosa sta succedendo. Dovete restare a casa! Vi prego, non mi parlate di più controlli perché noi non abbiamo personale e se lo Stato non ci dà una mano con fondi o altro personale, non ci possiamo fare nulla. Quindi tocca a noi: buonsenso e rispetto per la legge. Questo non significa che non allerterò i carabinieri e vigili urbani ogni volta che ce ne sarà bisogno – aggiunge il sindaco Corrado – però mi serve anche un vostro aiuto altrimenti non ne usciremo mai». Fino al 21 marzo 2021, infatti, a Cicciano sono vietati spostamenti verso altri comuni; spostamento pedonale consentito solo per comprovate esigenze di necessità; divieto per i minori di 16 anni di spostarsi senza accompagnamento di un adulto. Vietate, inoltre, soste nel centro storico o in qualsiasi altro luogo pubblico per scongiurare il rischio di assembramenti. Misure severe, ma necessarie per contenere il rischio di ulteriori contagi. (Fonte foto: rete internet)

Diocesi di Nola, un saggio su San Giuseppe di Nazaret

Nell’anno speciale di San Giuseppe – voluto da Papa Francesco per commemorare i 150 anni del “Decreto Quemadmodum Deus”, con il quale Papa Pio IX dichiarò San Giuseppe Patrono della Chiesa cattolica – è stato pubblicato un saggio devozionale in sua memoria, frutto di tre reverendi parroci della Diocesi di Nola.     Papa Francesco, come ben sappiamo, ha indetto un anno speciale per San Giuseppe da celebrarsi fino all’8 dicembre 2021. Nell’occasione tre reverendi parroci della Diocesi di Nola hanno curato un pregevole studio che rilegge attentamente la sua figura attraverso i Vangeli, la tradizione dei Padri della Chiesa e le preghiere che da sempre la chiesa ha tributato al santo falegname. Il titolo del saggio, di 46 pagine, è A Te, Beato Giuseppe – Custode di Gesù, stampato a Terzigno. I reverendi sono: Don Davide D’Avino, nativo di Somma Vesuviana, parroco di Maria SS. Immacolata a Pomigliano d’Arco, località Ponte di Ferro, direttore diocesano della Rete Mondiale di Preghiera del Papa e curatore della prefazione; Don Fernando Russo, originario di Sant’Anastasia, parroco a San Paolo Bel Sito presso la chiesa San Paolo Eremita e Santa Epifania, responsabile della Pastorale Biblica della Diocesi di Nola; Don Francesco Feola, sommese di nascita, parroco di Santa Maria la Pietà – S. M. la Scala in San Giuseppe Vesuviano, attuale direttore dell’Ufficio per la Pietà popolare della Diocesi. L’idea dell’opuscolo – afferma Don Francesco Feola – è nata durante un incontro con Don Fernando e Don Davide. L’ispirazione è legata non solo all’anno giubilare in corso, ma alla comune devozione al santo. Il culto di San Giuseppe fu introdotto molto tardi nella Chiesa. Una prima traccia si trova in alcuni calendari Copti ortodossi del secolo VIII – IX. In Occidente il suo culto si diffuse soltanto nel secolo XI. Nel secolo seguente i Crociati edificarono una grandiosa basilica nel luogo, dove la tradizione indicava la sua casa e bottega. Il culto, comunque, si propagò largamente a partire dal 1400 per opera, soprattutto, del teologo e filosofo Giovanni Gersone (1363 – 1429), San Bernardino da Siena (1380 – 1444), l’ Ordine francescano e quello carmelitano. Per richiedere una eventuale copia basta scrivere all’email seguente: pietapopolare@chiesadinola.it

Da dove “ripartirà Ottaviano”: ne parliamo con Michele Saviano, capogruppo del PD in Consiglio Comunale

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Il dott. Michele Saviano che è stato sindaco di Ottaviano, dice  che la città deve tornare ad essere “la perla dei Paesi Vesuviani” celebrata dalla Serao. La necessità di dissolvere tutte le ombre del passato. Il turismo ambientale e il turismo culturale: la novità di un progetto che richiede la collaborazione sistematica delle istituzioni politiche, della scuola, delle associazioni. I giovani sono al centro della visione del dott. Saviano.   Il dott. Michele Saviano è, per carattere, un combattente di prima fila: e questa immagine a lui cara della “ battaglia in prima fila” l’ha usata anche nel “post” di qualche giorno fa, con il quale ci comunicava che, in qualità di segretario provinciale del “Cipe”, uno dei tre sindacati dei “pediatri di libera scelta”, aveva sottoscritto con i dirigenti dell’ Asl Napoli3 un protocollo d’intesa per il quale da lunedì 15 marzo i pediatri partecipano, con i medici di “Medicina Generale”, alla campagna di vaccinazione. Alla sensibilità generosa del medico, all’esperienza del politico e alla sincerità dell’Uomo che non sa né dissimulare, né mentire chiedo qual è la strada che Ottaviano dovrà imboccare per “risorgere” dal disastro assoluto provocato da questa pandemia. Egli mi risponde che, prima di tutto, non è giusto che la nostra città, “patria di tradizioni gastronomiche di enorme pregio, sede di una sontuosa dimora medicea,” posta al centro di un territorio che ha ispirato scrittori e pittori, debba essere ricordata quasi esclusivamente come culla della Nuova Camorra Organizzata”. Le caratteristiche del territorio vesuviano non consentono l’insediamento di un polo tecnologico e industriale: queste strutture, i corrispondenti sistemi produttivi e la connessa rete di strade e di linee ferroviarie hanno definitivamente trovato il loro “luogo” nella pianura tra Nola e Sarno, e dunque a Ottaviano non resta che affidare il proprio futuro a un progetto di turismo culturale che possa e sappia “conciliare la tutela dell’ambiente, lo sviluppo economico, la valorizzazione delle radici storiche e del patrimonio artistico con l’integrazione in un mondo sempre più interconnesso e globalizzato”. La politica locale ha il dovere, dice il dott. Saviano, di “costruire un sistema sociale che offra concrete prospettive al domani dei nostri giovani: solo in questo modo essi potranno affrancarsi dalla pesante ipoteca – che purtroppo grava su tutto il Mezzogiorno – di una malavita organizzata che mette radici robuste e profonde approfittando spesso anche del silenzio di chi produce e della lentezza delle istituzioni”. “La nostra Montagna – continua il dott. Saviano – negli ultimi anni devastata dagli incendi e troppo spesso abbandonata all’incuria, va protetta e posta al centro di un’idea politica e culturale: infinite risorse, economiche e sociali, potrebbero venire al nostro territorio dall’interazione con l’Ente Parco, dalla collocazione della nostra città all’interno di un percorso turistico  che si sviluppi non solo attraverso l’ambiente naturale del Somma- Vesuvio, ma anche lungo il patrimonio d’arte e di storia della Campania Felix. Insomma, bisogna scegliere un’opzione orientata verso un futuro che guardi al passato come radice ancora viva, e dunque come risorsa.”. Il “percorso turistico” disegnato dal dott. Saviano potrebbe sembrare troppo lungo e troppo ambizioso, ma invece ha una sua valida giustificazione: per esempio, è corretto, da ogni punto di vista, costruire un “percorso augusteo” che tocchi Ottaviano, Somma e Nola, e se dovessi spiegare a un gruppo di turisti il rapporto tra i Medici di Ottajano e gli artisti napoletani, li condurrei prima ad ammirare la scala e la facciata del Palazzo “disegnati” da Luca Vecchione e ciò che resta delle decorazioni “pompeiane” del Mozzillo, poi ci recheremmo nella piazza di San Gennarello a cogliere la bellezza del “San Gennaro” scolpito da Matteo Bottiglieri e, infine, partiremmo per Sorrento, perché nel Museo Correale ci sono i quadri e le porcellane che Angelica de’ Medici, una delle eredi del patrimonio di famiglia, portò, come dote,  dal palazzo di Ottajano nel palazzo del marito, il barone Correale. Questo turismo culturale a vasto raggio chiede il potenziamento della rete dei trasporti, “oggi largamente insufficiente”, e delle strutture ricettive, e impone di valorizzare, con tutti i mezzi messi a disposizione dai sistemi di comunicazione, “il nostro patrimonio di storia, di arte, di architettura”. Ma se i nostri giovani devono vivere di turismo culturale e ambientale, è necessario che le scuole di Ottaviano li preparino a questa attività: “A tale vocazione- dice il dott. Saviano – va improntata la formazione dei nostri giovani, in un percorso che sappia coinvolgere scuole, aziende e associazioni, per dar vita ad una visione comune sulla nostra Ottaviano possibile. Sono proprio loro, i nostri giovani, a dover cucire e indossare  questo abito nuovo di città futura; saranno loro, i giovani ottavanesi, le guide che scorteranno i visitatori alla scoperta delle nostre bellezze, che daranno nuova vita alle tradizioni manufatturiere e agroalimentari della nostra città, che proteggeranno questo equilibrio fragile da speculazioni e malgoverno.”. E il dottor Saviano conclude il nostro colloquio dichiarando che solo “una nuova alleanza tra buona politica, società produttiva, scuola e enti locali” consentirà agli Ottavianesi di conseguire un obiettivo “arduo, ma bellissimo: portare a nuova vita i nostri sentieri, le nostre chiese, le case e le pietre del nostro centro storico, i nostri vini, i nostri “piatti”, le nostre eccellenze e i nostri racconti, affinché Ottaviano sappia proiettarsi nel domani e, allo stesso tempo, tornare ad essere quella che Matilde Serao chiamò “la perla” dei Paesi Vesuviani”. Sì, è un obiettivo bellissimo.  

Somma Vesuviana, covid, 40 nuovi positivi nelle ultime 48 ore

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno: “Domani, 18 Marzo, alle ore 11, osserviamo tutti un minuto di silenzio in memoria di chi non c’è più. Bandiere a mezz’asta! I positivi sono 40 nelle ultime 48 ore”. “Domani alle ore 11 invito tutti i cittadini a fermarsi per un minuto in ricordo di tutte le vittime del Covid. La Bandiera italiana sarà esposta a mezz’asta nel ricordo di coloro che non sono più con noi. Invito dunque tutta la cittadinanza ad unirsi al minuto di silenzio. Un modo per sentirci vicini e parte della comunità. Ricordo che a Somma Vesuviana le vittime ufficiali sono 22.  Nel nostro paese abbiamo registrato altri 40 nuovi positivi in 48 ore ed attualmente abbiamo 213 positivi attivi di cui 3 ricoverati in ospedale  e 221 persone in sorveglianza sanitaria”. Lo ha affermato poco fa, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.

Emergenza COVID, alla ricerca degli anticorpi per azzerare i rischi del vaccino e le paure della gente

I dati ufficiali dell’EMA, l’Agenzia Europea per i Medicinali, riportano che ad oggi sono 587 i decessi registrati su oltre sessanta milioni di dosi di vaccino inoculate alla popolazione dell’Unione Europea: in percentuale stiamo parlando dello 0,00096. Volendo ulteriormente scendere nei dettagli: 365 sono i decessi segnalati su 42.407.948 di dosi distribuite di Pfizer, il primo arrivato; 137 quelli segnalati su 3.600.862 di dosi distribuite di vaccino Moderna; infine sono 85 i decessi segnalati su 14.874.397 di dosi distribuite del tanto discusso AstraZeneca. Al momento in Italia – dove ieri i decessi sono stati 502, con le province di Salerno (+2505) e Napoli (+1510) che occupano le prime due posizioni nella “classifica” delle zone con il maggior numero di nuovi contagi – le persone che hanno completato la vaccinazione sono 2.145.434, un numero pari al 3,6% della popolazione, e alcuni casi di decessi registrati poche ore dopo aver ricevuto la dose di vaccino AstraZeneca hanno fatto scattare l’allarme (partito dalla Germania) che ha portato l’EMA a sospendere temporaneamente la somministrazione del siero inglese, almeno fino al pronunciamento di domani, dal quale si attende almeno una nota di avvertenza. Almeno così la pensa Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, che sulle pagine del Corriere della Sera afferma: “Se ci sono soggetti femminili che hanno avuto trombosi, bisognerà studiarli. Soprattutto le donne che prendono la pillola, che è un farmaco pro-trombotico o che hanno difetti della coagulazione. Una maggiore attenzione, cioè, per questi soggetti”. L’oggetto di discussione degli ultimi giorni è diventato, infatti, la trombosi, colpevole della morte di alcune persone, avvenuta appunto a poche ore di distanza da una somministrazione. Il dubbio, quindi, è relativo alla possibile causalità tra l’inoculazione del vaccino AstraZeneca e i decessi in questione. Tuttavia, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte dell’EMA, è già possibile affermare che “per un paziente che ha un aumentato rischio trombotico di qualunque natura è molto più pericoloso prendere il COVID, perché il coronavirus ha delle complicanze tromboemboliche nel 15% dei casi, con percentuali che vanno dal 3% al 40% a seconda dell’età e di altri fattori. Il rischio dato dalla vaccinazione è al momento valutato in 0,00003%”. Tuttavia il problema sollevato da molti cittadini (alcuni dei quali stanno rifiutando il vaccino), confusi e intimoriti dalle notizie che viaggiano sul web e anche altrove, riguarda proprio la possibilità che esista un rischio: un consuetudine per quanto concerne la farmacologia, ma che in questo periodo di pandemia diventa un valore aggiunto alla paranoia e all’angoscia. Perché rischiare la vita facendo il vaccino quando è da un anno che cerchiamo di proteggerci da ciò che rischia di ucciderci? Questo, verosimilmente, il pensiero comune di molti in questi giorni, analfabeti funzionali e non. E allora dove può essersi innescato il corto circuito? Forse l’EMA avrebbe dovuto dire qualcosa in più in merito ai rischi, seppur infinitesimali, che possono correre alcune tipologie di persone, magari già affette da determinate patologie: perché una percentuale dello zero virgola significa comunque qualche essere umano che perde la vita mentre sta cercando di preservarla, ammesso e non concesso che il vaccino incida in modo diretto (già escluso) o indiretto su alcune patologie preesistenti. Forse, però, il vero nocciolo della questione lo stiamo ignorando. Per esempio, il dottor Claudio Giorlandino, direttore scientifico del Centro Ricerche Altamedica di Roma, fa notare che “ad oggi i vaccini sono l’unico strumento per superare la pandemia ma non si può vaccinare a tappeto, senza conoscere lo stato immunitario e sierologico dei soggetti”. Stando ai suoi dati, infatti, oltre il 50% dei soggetti contrae il virus e guarisce senza accorgersene: di conseguenza, se contiamo i quasi tre milioni di vaccinati, in Italia sono almeno dieci milioni le persone non infettive e non infettabili, “per le quali non ha senso limitare le libertà personali, e che invece potrebbero dotarsi di un certificato sierologico”, spiega ancora il dottore. “In questo contesto si inserisce il gran numero di eventi avversi che si stanno verificando, determinando la fuga dalle vaccinazioni, e che devono essere evitati con un più razionale impiego dei vaccini”, spiega Giorlandino. “Perché ci sono queste forti risposte infiammatorie e si muore di infarto e trombosi dopo i vaccini L’attenzione si concentra sull’esagerata risposta anticorpale che colpisce, come una tempesta immunoglobilinica, chi è già protetto da una precedente immunizzazione (soprattutto soggetti ignari di essere stati infettati e guariti)”. E allora cosa fare? Il consiglio, al fine di evitare tali eventi avversi e non sprecare dosi di vaccini, è quello di effettuare prima della vaccinazione uno screening sierologico con tecnica di immunocromatografia per rilevare l’eventuale presenza di anticorpi. “È evidente che non si vaccina per un virus già contratto: è infatti escluso ogni beneficio per chi ha avuto il virus inoculato, anzi, si rischia una impropria e pericolosa risposta immunitaria”, conclude il dottor Giorlandino. Nuove strategie nel contrasto al coronavirus potrebbero dunque prevedere una campagna di test sierologici a tappeto, finalizzati a definire quali e quante persone abbiano davvero bisogno del vaccino, quindi operare una selezione chirurgica che possa aiutare chi ne ha bisogno e nel contempo contenere se non azzerare i rischi per gli altri, salvaguardando la salute di tutti. Veramente di tutti, nessuno escluso, nemmeno le percentuali minime.