Nola, alvei e allagamenti, i sindaci del nolano scrivono a De Luca

Riceviamo e pubblichiamo
Bacino idrografico degli alvei e allagamenti: i sindaci dell’area nolana scrivono a De Luca e ai consiglieri regionali. “Occorre un intervento definitivo, ulteriori ritardi nella pulizia e ripristino del sistema idraulico potrebbe determinare conseguenze ancora più dannose”.
Su invito del Sindaco di Saviano, avv. Vincenzo Simonelli, si è tenuta nell’aula consiliare del Comune un incontro al quale hanno partecipato, oltre allo stesso Simonelli, il Sindaco di Nola, Gaetano Minieri, il Sindaco di Palma Campania, Nello Donnarumma, il Sindaco di San Gennaro Vesuviano, Antonio Russo, per discutere sull’annosa questione della pulizia dei Regi Lagni e degli allagamenti.
Al termine della proficua riunione, a cui hanno partecipato anche i tecnici comunali, i Sindaci, consapevoli che la competenza ad ogni tipo di intervento inerenti i Regi Lagni spetta alla Regione Campania, hanno deciso di inoltrare all’organo regionale, ed a tutti i Consiglieri Regionali del comprensorio Nolano, un documento congiunto al fine di “sensibilizzare dette competenti autorità ad una attiva e sollecita risoluzione delle anzidette problematiche. Un ulteriore ritardo, allo stato dei fatti, potrebbe determinare in breve tempo conseguenze dannose ancora più serie di quelle che periodicamente interessano il territorio”.
Nel contempo, è stato conferito mandato ai rispettivi tecnici di approntare un tavolo tecnico congiunto volto allo studio sistematico della problematica da sviluppare in maniera sinergica anche con gli uffici tecnici della Regione nonché degli enti tenuti alla risoluzione della fattispecie. Uno studio di tal genere contribuirà, si spera in tempi rapidi ad a risolvere i disagi della intera comunità.

Il Prefetto Valentini in visita al comune di Brusciano

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Brusciano     Il Prefetto di Napoli, Marco Valentini, si è recato presso il Comune per una visita istituzionale. Il Prefetto è stato accolto dal Commissario prefettizio, dr. Roberto Esposito e dal sub Commissario, Dr.ssa Adriana S.A.D’Angiò . Nel corso dell’incontro, alla presenza anche del Segretario Generale, dr.ssa Anna D’lsidoro e del Comandante della Polizia Municipale, sono state affrontate diverse tematiche di interesse per la nostra comunità ed è stato condiviso l’impegno a rafforzare  la coesione istituzionale tra i diversi livelli di governo per garantire la sicurezza e il buon andamento dell’Amministrazione. Il Prefetto ha inoltre sottolineato l’importanza di raggiungere obbiettivi concreti per migliorare la vivibilità del territorio, garantendo servizi sempre più efficienti e di qualità.

Brusciano, la città piange la scomparsa di Brigida Castaldo

Riceviamo e pubblichiamo La Comunità di Brusciano piange la morte di Brigida Castaldo, deceduta all’età di 69 anni nel pomeriggio del 18 marzo 2021. Il sociologo Antonio Castaldo, dell’Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, Iesus, nel ricordare con grande stima: “la Signora Brigida impegnata attivamente, in una lodevole esperienza di civismo in politica, come Assessore all’Igiene e Sanità dell’Amministrazione Comunale di Brusciano, retta dal Sindaco Avv. Luigi Travaglino (1993-1997). La sua vocazione educativa l’ha vista poi svolgere con successo la docenza scolastica, mentre privatamente, sempre con garbo, riservatezza e umiltà sosteneva opere di carità, nella devozione di Sant’Antonio di Padova. Sempre al centro della sua amata famiglia, ora di lei resta un ricordo indelebile, nei suoi cari, in chi l’ha conosciuta e nell’intera Comunità di Brusciano”, esprime a nome personale, familiare e di tutta la Comunità di Brusciano, le condoglianze all’intera famiglia: al marito, Salvatore Terracciano; ai figli, Giovanni, Giuseppe, Angela Maria e Guglielmo; alle nuore, Antonietta Capasso e Annamaria Damiano, ai nipoti, Ilaria e Martina Lourdes, ai cognati, nipoti e parenti tutti che, affranti, hanno dato il triste annuncio. Le Esequie muoveranno il 19 marzo 2021, alle ore 16:00, dalla casa dell’estinta, in Via Cucca n. 103 a Brusciano, per la Parrocchia di San Sebastiano Martire. Nel rispetto del protocollo governativo di sicurezza anti-contagio da Covid-19, l’ingresso in Chiesa è limitato ad un ristretto numero di partecipanti con mascherina.    

Mariglianella, settecentenario di Dante Alighieri, il Comune promuove un Concorso letterario

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Mariglianella   A 700 anni dalla morte di Dante Alighieri (1265-1321) in tutta Italia si tengono celebrazioni in alla memoria del “Sommo poeta”. Il Comune di Mariglianella retto dal Sindaco, Dott. Arcangelo Russo, per questo Settecentenario ha promosso un “Concorso letterario per studenti destinato agli alunni delle classi seconda e terza della Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Giosuè Carducci” di Mariglianella singolarmente o come gruppi o come classe”, come deciso dalla Giunta Comunale con la Delibera n. 19 del 12 marzo 2021. L’originale iniziativa culturale, nella forma del concorso intitolato “Dante e l’amore”, è nata da un’idea del Consigliere Comunale, Giovanni Corbisiero, ed ha trovato immediato positivo riscontro del Sindaco Russo, immediata condivisione dell’Amministrazione Comunale ed avvio delle competenti procedure per la sua realizzazione a cura del Responsabile dell’Area Amministrativa, Dott. Francesco Principato. Per rendere omaggio attraverso variegate opere creative ispirate all’autore della “Divina Commedia” la platea dei partecipanti, come indicata nell’avviso e nel regolamento del Concorso letterario “Dante e l’amore”, esclusivamente della popolazione scolastica dell’Istituto Comprensivo “Giosuè Carducci”,  dovrà consegnare, entro le ore 18.00 del 31 maggio 2021, gli elaborati prodotti a scelta in una di queste tipologie: Canzone; Disegno; Poesia; Riscrittura creativa di un passo della Divina Commedia; Sceneggiatura di una rappresentazione teatrale; Tema; Video. Tali opere, rese anonime per le operazioni di selezione, saranno esaminate da una giuria qualificata, composta da esperti dell’educazione, della letteratura e della critica ed il cui giudizio finale è insindacabile, La premiazione avverrà nell’autunno del 2021 nei modi e nei tempi che saranno comunicati dal Comune di Mariglianella e nel rispetto delle norme anti-Covid vigenti nel giorno della stessa premiazione. Il Sindaco, Dott. Arcangelo Russo ed il Consigliere Comunale, Giovanni Corbisiero, hanno dichiarato: “Nel ricorrente Settecentenario della morte di dante Alighieri, abbiamo ritenuto opportuno celebrare la figura e l’opera del “Sommo poeta” con un Concorso letterario a lui dedicato, promosso ed organizzato da questa Amministrazione Comunale. Crediamo nel protagonismo e nella creatività delle ragazze e dei ragazzi del nostro paese e non vediamo l’ora di scoprire in che modo affronteranno il tema dell’amore in Dante. La crescita culturale è centrale nella vita di ogni comunità ed è per questo che moltiplicheremo gli sforzi per rendere Mariglianella un punto di riferimento per l’intero territorio”.  

Sant’Anastasia, all’assessore Veria Giordano la delega alla “Gentilezza”

 La delega alla «Gentilezza» all’assessore Veria Giordano. Il sindaco Carmine Esposito è tra gli amministratori italiani, poco più di cento in tutta la penisola, che hanno accolto l’invito dell’associazione «Cor et Amor», la quale fin dal 2014 ha contribuito, dal Piemonte, a diffondere buone pratiche con l’obiettivo di migliorare la vita sociale e le relazioni. Ma l’idea di un vero e proprio assessorato l’associazione culturale, poi trasformata in associazione di promozione sociale, l’ha lanciata nel 2019 per sopperire al clima causato da confronti politici troppo aggressivi sobillati dai social e dai cosiddetti «leoni da tastiera». Da quel momento l’associazione ha tentato di diffondere l’iniziativa e numerosi comuni – da nord a sud – vi hanno aderito. Anche in Campania, in provincia di Caserta e Salerno. Ora la delega è istituita, con decreto sindacale, anche a Sant’Anastasia.  L’assessore Giordano aggiunge dunque alla delega alla salute e alla pubblica istruzione, anche quella alla gentilezza, associando al logo del comune di Sant’Anastasia anche il «cuore tangram», simbolo della delega. «Ho accolto con molto favore l’iniziativa – spiega – poiché ritengo che per accrescere il benessere delle proprie comunità sia necessario promuovere contesti in cui si possa riflettere e attuare pratiche di gentilezza. Faccio mia una frase di Fabrizio Caramagna: dovremmo riempire il cuore di gentilezza, la bocca di educazione, le mani di accoglienza e la testa di buoni libri, forse solo così potremmo tornare ad essere umani. Un assessore alla gentilezza si occupa di buona educazione, del rispetto verso il prossimo ma anche verso la cosa pubblica, favorendo l’unità e coinvolgendo i propri concittadini e le associazioni in iniziative di cittadinanza attiva per il bene comune». A Sant’Anastasia si mutueranno dunque numerose delle iniziative lanciate dall’associazione piemontese «Cor et Amor» e gli assessori che fanno parte della rete si impegnano a promuovere buone pratiche, mettendo al centro soprattutto i bambini e i ragazzi. Tra gli input che l’associazione promotrice definisce «buone pratiche», l’assessore Giordano ha già annunciato che accoglierà, per esempio, «il pacco dono della gentilezza ai nuovi nati», un regalo di benvenuto a tutti i neonati, futuri cittadini della comunità. «Inoltre, per ciascuno di loro – dice l’assessore – sarà piantato un albero, ovviamente tutte le iniziative avverranno, per ora e per tutta la durata della pandemia, senza pubblico e senza incontri: i doni e le pergamene saranno consegnati con l’ausilio della protezione civile». Sul sito ufficiale di Cor et Amor, costruiamogentilezza.org, è possibile consultare tutte le attività messe in piedi sul territorio nazionale.

Relazioni virtuali ed inconscio: il reale del Covid-19 come possibilità di crescita per gli adolescenti

La pandemia ha sostituito lo spazio reale con lo spazio virtuale fatto di riunioni e didattica a distanza. Dunque la tecnologia ha trovato lo spazio per sconfinare nella nostra vita a tutti i livelli, ha azzerato le distanze e compresso i tempi. L’aumento delle interazioni ci ha però privato dei corpi includendoci in automatismi, in app, in app per il cibo, per il tracciamento…   Per aiutarci a comprendere quanto questo modo di interagire virtuale abbia modificato le relazioni umane ho incontrato la Dr.ssa Antonella Falco, Psicologa Clinica specializzanda in Psicoanalisi,  che ha svolto la sua formazione professionalizzante anche presso il Centro clinico per adolescenti dell’Asl Napoli 1 centro distretto 53, salute mentale. Dottoressa Falco, da un punto di vista psicologico come le tante relazioni virtuali che stiamo vivendo durante il Covid-19  sono destinate ad impattare e stanno impattando nel nostro modo di intendere la relazione e sul nostro io? “Sicuramente il grande assente è il corpo e, sulla dimensione corporea possiamo operare delle riflessioni che talvolta possono fungere anche da suggestioni che ci permettono di interrogare noi stessi e le esperienze che viviamo, che talvolta riescono ad orientarci più che istruire per indirizzarci sulla strada della saggezza piuttosto che della concettualizzazione, inutilizzabile nel “vivere”. E dunque abitata tale premessa il corpo è quello che scorgo in procinto di agire, quello che sento paralizzato dal dolore, accelerato dall’emozione della paura, non è il mio corpo ma sono Io. Questa identità di corpo ed esistenza è quella presenza e va considerata come quella dimensione originaria senza la quale non si costituisce una presenza al mondo. Dunque perchè acquisti significato è necessario che questo organismo si faccia presenza al mondo e allora il disequilibrio delle sue funzioni, come il dolore o ad esempio la malattia, non sarà più un fatto biologico, ma assumerà il significato psicologico di un’esistenza che vive una dimensione d’essere in tutto ciò che non può più fare, osare, intraprendere. Solo quando il corpo si è fatto presenza al mondo, noi soffriamo per ciò che non c’è più concesso fare, intraprendere, osare e la condizione pandemica ci ha messo di fronte a tale situazione, attraverso il confinamento sociale, i limiti da non oltrepassare, al nostro corpo e dunque a noi stessi non è concesso oltrepassare luoghi e confini. Ecco perché per alcuni pazienti deliranti durante questa pandemia da covid che ha minacciato la vita in modo traumatico con la sua imprevedibilità, in queste particolari condizioni psicopatologiche di ordine psicotico si è assistito ad un miglioramento dei sintomi, come se il delirio persecutorio avesse così preso una forma reale, l’evento minaccioso e distruttivo contenuto nel delirio si è tradotto nella realtà, facendosi reale attraverso il covid. Ma per la maggior parte di noi in condizioni di impossibilità ad agire nel mondo, non c’è una parte dell’organismo che soffre, ma è il rapporto con il mondo che si è compresso, è la mia distanza dalle cose. Durante questo scenario pandemico abbiamo assistito alla medesima condizione, la pandemia ha inserito i suoi tempi sconvolgendo la temporalità di ognuno di noi e ciò ha portato ad una mutilazione delle prospettive. Le prospettive alle quali stiamo facendo riferimento sono le ragionevoli prospettive di un governo che ci indica: limiti, tempi, cosa possiamo fare e cosa no, non ci sono più le mie prospettive, ma le prospettive che mi vengono dettate dall’altro. Questo può certamente comportare una difficoltà di immaginare il domani, costruire le proprie prospettive e così assumersi i propri desideri realizzandoli attraverso una progettualità che non riusciamo più a scorgere e sono i molteplici vissuti depressivi generati dall’attuale stato delle cose che sovente siamo chiamati come professionisti della salute mentale, a interrogare e a sostenere attraverso il mantenimento delle speranze che molti pazienti non riescono più a sostenere da soli. Sicuramente uno degli aspetti positivi ad oggi dell’impossibilità di interagire relazionale  è stato il rimando ad una dimensione di interazione con l’altro in cui il corpo non è più rigidamente il protagonista dell’esposizione all’altro, veicolo quindi di identificazioni attraverso la fisicità e l’abbigliamento, veicolo attraverso il quale espongo e comunico aspetti di me stesso, concreti, di superficie, o mediante i quali mi identifico attraverso una categoria di appartenenza sociale ed economica. Potrebbe dunque essere interessante studiare gli sviluppi e le ripercussioni nel nostro futuro agire relazionale, passata la pandemia”. Perché la percezione della paura del covid è così differente negli individui, assistiamo a forme precauzionali da contagio rigide e al contempo vediamo persone che agiscono liberamente senza rispettare le misure, quasi come se non fossero toccate dalla paura? “Innanzitutto è utile definire l’emozione protagonista nella situazione pandemica, che ci aiuta a capire perchè si è assistiti prima e meno attualmente a fenomeni opposti, da un lato un’estrema chiusura e protezione e dall’altro un atteggiamento per così dire sottovalutativo, è necessario comprendere che la paura è un ottimo meccanismo di difesa che consiste nel fatto che quando io vedo un pericolo e il pericolo è sempre determinato da un oggetto identificabile o un evento, mi difendo ad esempio se vedo un incendio scappo, se devo attraversare la strada guardo a destra e a sinistra perché ho paura di essere investito da un’automobile e invece nel caso del coronavirus non possiamo parlare di paura perché il coronavirus non è un oggetto determinato non sappiamo da dove viene, chi ne è affetto non è identificabile, chiunque potenzialmente potrebbe contagiarci e quindi è indeterminato e quando abbiamo a che fare con la dimensione indeterminata allora la paura non funziona più, non esiste più la paura ma siamo al cospetto dell’angoscia, essa è caratterizzata dal fatto che non c’è un oggetto di cui avere paura, la mancanza dei riferimenti genera angoscia, in quanto non mi è permesso, prevedere la minaccia, proteggermi, utilizzare una qualsiasi strategia di difesa.  L’importante è determinare l’oggetto di cui si ha paura, solo così è possibile contenere l’angoscia e diciamo che questa funzione in una prima fase è stata svolta dalla politica e dalle governance degli stati esteri quando hanno additato prima la Cina come gli untori, colpevoli e poi gli altri stati del mondo quando hanno chiuso le frontiere a noi Italiani perchè rei di essere gli untori. Dunque la funzione di un nemico, portatore e causa di una minaccia aiuta a trasformare l’angoscia per natura indeterminata con la “paura di”. Altro caso è l’atteggiamento sottovalutativo che nasce da molteplici cause legate sicuramente da un fattore comune che è abitare una dimensione di onnipotenza che rende immune dalla possibilità di vivere la minaccia in prima persona. Dobbiamo anche che la ripresa alla vita è una spinta naturale dell’essere umano e pertanto è qualcosa impossibile da imbrigliare”. Gli adolescenti hanno forse sofferto un po’ di più anche perché si sono visti molto limitare soprattutto per quel che riguarda la socialità e per quel che riguarda la possibilità di andare a scuola. Secondo il suo punto di vista le chiedo esiste un’emergenza covid nella generazione degli adolescenti rispetto cui tutti noi siamo chiamati in qualche modo a cercare di trovare delle soluzioni? “Genitori ed educatori non dovrebbero identificare i propri figli come vittime, non andrebbero commiserati, sarebbe come spogliare la realtà della sua complessità e il  processo di formazione dovrebbe rispecchiare gli andamenti e moti della vita, nessun percorso è senza intoppi, i bambini non vanno tenuti al riparo dalle complessità come minacce ed eventi infausti della vita, ai bambini vanno spiegate le cose che succedono, non va fatta passare l’idea che la vita, come d’altronde la formazione è un processualità senza intoppi e senza sofferenza, se ciò accade e questo pensiero ideale prende spazio il rischio è di destinarli all’insoddisfazione, all’incapacità di reggere le incertezze e sofferenze e di renderli molto probabilmente privi delle risorse per poter costruire la relazione con se stessi e con “l’altro”. (fonte foto: rete interne)

[VIDEO] Marigliano, COVID: al via le vaccinazioni nell’ex chalet della villa comunale

Molto probabilmente il cosiddetto “ex chalet della villa comunale” è l’edificio comunale che ha cambiato più volte pelle negli ultimi anni. Nato come luogo di ritrovo e di svago per i fruitori della villa negli anni novanta – ma anche come obbrobrio edilizio nel cuore della città – solo di recente la struttura è stata interessata da lavori di ristrutturazione e riqualificazione che ne hanno consentito la conversione in centro socioculturale, successivamente adibito a biblioteca pubblica (a proposito, chissà che fine hanno fatto tutti i libri ivi contenuti fino a poco tempo fa) e poi sviluppato anche in aula studio, curata dall’azione cattolica con il progetto Aula ICS, che aveva reso l’ex chalet nuovamente punto di riferimento per le giovani generazioni, ma stavolta all’insegna della cultura. A partire da oggi, a causa della pandemia, il fu centro socioculturale cambia ancora una volta l’abito e diventa centro vaccinale gestito dall’ASL competente. Una soluzione di emergenza che almeno ha offerto l’opportunità di sistemare i servizi igienici esterni, ma non di dare una passata di vernice fresca alle pareti esterne, imbrattate da murales che in questo caso non sembrano avere un costrutto artistico. Per l’occasione si sono dati appuntamento tanti politici locali, tra consiglieri e assessori, che poco prima, in aula consiliare, avevano osservato insieme un minuto di silenzio in onore delle vittime della pandemia, commemorate proprio oggi, 18 marzo in occasione della prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Coronavirus. Esprime soddisfazione il sindaco Peppe Jossa: “Finalmente parte il centro per le vaccinazioni per il distretto sanitario 48. Bisogna ringraziare i cittadini di Marigliano che hanno messo a disposizione dell’azienda sanitaria locale una struttura funzionale alle operazioni da svolgere. Abbiamo messo in campo, grazie al comando di polizia locale, anche un servizio di sorveglianza atto a garantire la sicurezza del trasporto dei vaccini. In questa giornata la nostra speranza diventa certezza di poter portare quanto più rapidamente possibile, al netto del grave ritardo accumulato, la campagna di vaccinazione per tornare a vivere nella normalità e nella serenità”. Il primo cittadino non ha contezza delle dosi riservate ai cittadini mariglianesi, però nei prossimi giorni riceverà ulteriori informazioni dal nuovo direttore sanitario, la dott.ssa Tavella, che si è insediato solo di recente. “In questo momento stiamo vaccinando ancora la fascia degli ultraottantenni” – spiega la dottoressa Tavella – “Le convocazioni avvengono in ordine cronologico tramite il portale Soresa della Regione Campania, dove ci si può prenotare grazie all’aiuto dei familiari, dei medici di famiglia e delle farmacie. Successivamente si passerà ai settantenni e poi alle fasce fragili e tutti riceveranno il vaccino Pfizer”. Nel frattempo l’Agenzia Europea del Farmaco ha autorizzato (nuovamente) il vaccino AstraZeneca, annunciando di voler comunque aggiornare il foglietto illustrativo, ma allo stesso tempo negando qualunque tipo di legame tra la somministrazione del siero inglese e il rischio di trombosi. Tra i protagonisti di questa prima giornata di vaccinazioni in città, che ha visto somministrare dosi a 18 persone nell’intera mattinata, ci sono sicuramente i giovani infermieri, coinvolti in un momento storico molto delicato e dunque alle prese con le responsabilità e le emozioni generate dalla situazione particolare. Nei loro occhi si legge la fierezza di poter contribuire in maniera determinante all’azione di contrasto contro il COVID, ma anche la tensione di chi è stato calato in trincea. A tal proposito, come ci ha detto la coordinatrice del centro mariglianese, Carmela Tufano, a partire dalla prossima settimana si lavorerà sia di mattina che di pomeriggio, con due turni no-stop che accoglieranno i cittadini convocati di volta in volta e invitati a presentarsi in maniera scaglionata, nel tentativo di scongiurare pericolosi assembramenti. Per il momento, insomma, tutto sembra funzionare a dovere: chissà se anche in città vedremo scene come quelle in qualche modo auspicate dal generale Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza pandemica, e già viste in alcune città del nord, con i cittadini di passaggio alla fine della giornata, alla ricerca di una dose avanzata che non si può assolutamente sprecare.

Pomigliano d’Arco, anziana salvata dal sistema comunale di emergenza

Riceviamo e pubblichiamo.

Un’ anziana donna non rispondeva ai familiari, i quali hanno subito segnalato alla sala operativa multifunzionale del comune che ha provveduto ad attivare il sistema comunale di emergenza che l’ha salvata.

Alle ore 10:00 circa del 18 marzo 2021 è giunta alla sala operativa multifunzionale del comune di Pomigliano d’Arco una segnalazione per una donna sola in casa che non rispondeva ai familiari. Subito attivata una pattuglia del Comando di Polizia Locale e una squadra di protezione civile con volontari di croce rossa a supporto.
Giunti sul posto e constatata la gravità della situazione è stato richiesto l’intervento di vigili del fuoco.
L’intervento congiunto permette di individuare la donna priva di sensi nel suo appartamento, una persona ultraottantenne che, per desaturizzazione d’ossigeno in ipossia (saturazione di ossigeno inferiore al 90%), necessita di ospedalizzazione tramite ambulanza giunta dal vicino presidio sanitario.

Somma Vesuviana, il centro vaccini sorgerà nell’ex convento delle suore a Rione Trieste

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana.   Di Sarno: “Presto a Somma Vesuviana avremo il Centro per la campagna di vaccinazione. Tempi burocratici non dipendenti dal Comune”.   “Somma Vesuviana avrà il Centro per la campagna di vaccinazione che sorgerà in località Rione Trieste. La speranza che l’iter burocratico che non dipende dal Comune, porti a termine la stipula della convezione. Il Centro per le vaccinazioni nascerà presso l’ex Convento delle Suore e spero al più presto in modo tale da dare la possibilità ai sommesi e penso ad esempio alle categorie fragili, di fare il vaccino senza spostarsi da Somma Vesuviana”. Lo ha annunciato oggi, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano dopo aver ricordato le vittime del Covid. “A Somma Vesuviana da dati ufficiali abbiamo avuto 22 vittime e non sono morti solo gli anziani – ha dichiarato Di Sarno – ed oggi abbiamo voluto ricordarle fermandoci almeno per un minuto. Dovremmo ricordarle sempre e non solo oggi e soprattutto rispettando le regole. Il mancato rispetto delle norme contribuisce all’allungamento della pandemia con le centinaia di morti giornaliere che in Italia continuiamo a registrare. Dobbiamo essere tutti responsabili: come tutta la Campania siamo in zona rossa e dunque sono vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dal proprio Comune e dalla propria abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, vietato sostare nelle piazze. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Sono sospese le attività didattiche in presenza anche per autoscuola come da ultima ordinanza della Regione Campania. Chiusi barbieri, parrucchieri e centri estetici. Chiuse tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle che vendono alimentari o beni di prima necessità. Restano aperti solo tabaccai, farmacie, parafarmacie e edicole. Per ristoranti, pizzerie, pub è consentito solo asporto fino alle 22 e consegna. Per i bar l’asporto è consentito fino alle 18, poi chiusura. NON possiamo incontrarci con parenti ed amici anche all’interno dello stesso comune.  L’attività fisica è consentita solo in prossimità dell’abitazione e solo con uso obbligatorio della mascherina anche se all’aria aperta. Vietata attività motoria di gruppo. Ringrazio le Forze dell’Ordine, carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili Urbani per le attività di controllo messe in campo sul territorio”.

Vaccini anche a Ottaviano, il Comune mette a disposizione la tensostruttura

Riceviamo e pubblichiamo:  I vaccini contro il covid verranno somministrati anche ad Ottaviano, nella tensostruttura che il Comune ha messo a disposizione dell’Asl. A spiegarlo è il sindaco Luca Capasso: “Abbiamo effettuato la sanificazione della struttura, poi abbiamo completato l’installazione dei moduli, stamattina ho effettuato un ulteriore sopralluogo e nei prossimi giorni firmeremo la convenzione con l’Asl. Desidero ringraziare il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, Gennaro Sosto, il direttore del distretto sanitario, Francesco Lettiero, l’Unità di Crisi comunale, tutti i medici di base ed i pediatri del territorio, l’ufficio tecnico del Comune con gli architetti Angelo Napolitano ed Enrico Del Giudice, gli straordinari volontari della Protezione civile coordinati dall’assessore Giorgio Marigliano e l’assessore Virginia Nappo che ha dato un grande contributo organizzativo. Abbiamo lavorato da squadra e siamo riusciti in poco tempo ad allestire il centro per le vaccinazioni”. Il primo cittadino aggiunge: “Siamo pronti a fare la nostra parte in un’attività in cui crediamo molto: si tratta dell’unica strada per uscire da questa emergenza terribile, per tornare alla normalità, per tornare alla vita vera”.