Minacce al comandante della municipale: “Fermati o ti facciamo sparire”. E spunta il corvo 

A Pomigliano clima avvelenato da lettere minatorie e dossieraggio. Luigi Maiello consegna un esposto alla Procura. L’affare cemento al centro della vicenda    Tira una brutta aria a Pomigliano, un brutto clima che a giudicare dalle ultime novità potrebbe essere stato generato soprattutto dai sequestri dei 272 appartamenti ritenuti illegittimi dalla magistratura. Ma a scatenare minacce e polemiche ci potrebbero essere anche altre attività di polizia giudiziaria tese al ripristino della legge nella pubblica amministrazione del territorio. Comunque quel che è sicuro è che nel mirino di corvi e criminali anonimi c’è il comandante della polizia municipale, Luigi Maiello. Negli ultimi tempi infatti il casco bianco ha subito una minaccia di morte, contenuta in una lettera lasciata sull’uscio del comando, e un “dossieraggio” inserito in una missiva di sei pagine fatta circolare in municipio, un carteggio zeppo di accuse velenose verso il dirigente in divisa. Ovvio che il tutto sia rigorosamente anonimo. Il ritrovamento della lettera minatoria risale al 24 febbraio. Ma è stato reso noto soltanto ieri dallo stesso Maiello. E’ finita in una denuncia firmata dal comandante della municipale nella stazione carabinieri di Pomigliano. “Figlio di p….., sei un morto che cammina. Ti faremo sparire, non potranno nemmeno piangerti più. Sappiamo dove vivi tu e la tua famiglia”, le frasi violente all’indirizzo del colonnello. Nella lettera c’è anche l’indirizzo esatto della casa in cui Maiello abita con i suoi cari. Inoltre l’ipotesi che la minaccia possa essere collegabile ai sequestri degli appartamenti o alle altre operazioni messe a segno nell’arco di pochi mesi dal comandante della polizia locale è testimoniato da due fatti. Il primo è un documento allegato alla lettera di minacce. Si tratta di un articolo di giornale sui sequestri convalidati dal gip del tribunale di Nola (l’indagine è di Maiello) degli appartamenti realizzati negli ultimi anni in base alla legge denominata “piano casa”. Il secondo fatto è un’ulteriore frase contenuta nella missiva. Eccola: “Bravo Maiello, continua: nessuno mangia più adesso”. C’è poi la lettera di sei pagine che sta circolando nel Comune. Sembra scritta da un avvocato. All’interno si accusa Maiello di soffrire di “labilità psichica” e di aver fatto carriera con procedure truccate. Il dirigente di polizia municipale aveva subito la stessa accusa relativa alle procedure concorsuali in un precedente dossieraggio serpeggiato quando era al comando dei vigili in altri comuni del Napoletano. Accuse poi formulate da un pubblico funzionario che operava nel Nolano e che uscì allo scoperto tentando di far processare Maiello: i procedimenti che ne sono scaturiti sono stati archiviati dal tribunale di Nola e da quello di Napoli Nord, due anni fa. Ieri però Maiello non ha è stato a guardare. Ha portato il dossier anonimo che sta circolando a Pomigliano alla procura di Nola. Ha anche firmato una denuncia con cui ipotizza i presunti autori del carteggio infamante. Coinvolti un indagato dell’inchiesta sui palazzi sequestrati, un imprenditore legato alla criminalità organizzata, un ex dirigente comunale e un attuale consulente del Comune.

Covid tra i bambini: chiuse due scuole. Petizione contro i disagi al punto vaccinale

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Situazione piuttosto preoccupante sullo sviluppo della pandemia a Pomigliano. Si invocano maggiori attenzioni e responsabilità

  Focolai Covid tra i bambini: la direttrice del primo circolo didattico fa chiudere tutto. Dunque, attività sospese in classe e ritorno alla dad per oltre mille alunni della scuola elementare D’Acquisto e per quelli della media Leone, i due istituti più centrali di Pomigliano. I casi di positività al Coronavirus stanno aumentando, sia pure in modo lieve, per cui la dirigente scolastica, Flora Brunelli, si è assunta la responsabilità di far chiudere i vari plessi che dirige. Nel frattempo, sempre a proposito di pandemia, sta scoppiando una polemica sul punto vaccinale cittadino, quello che si trova in un rione molto popolato della città, a via Locatelli. Il punto è stato realizzato in un centro sociale, il “Borsellino-Atria”, che una volta era un piccolo supermercato poi confiscato alla camorra. Ma gli abitanti del posto sono inviperiti. E’ nato anche un comitato rionale di protesta, che ha fatto partire una petizione popolare attraverso il sito internet Change.org. “Qui non ci sono parcheggi e spazi adeguati – le lamentele – inoltre si creano sempre pericolosi assembramenti composti dalle persone che si recano al centro vaccinale, persone che spesso, a causa del maltempo o per la stanchezza creata dalle lunghe attese per il vaccino, si rifugiano negli androni dei nostri palazzi anche soltanto per riposarsi un po’ sulle scale”. L’obiettivo è almeno di far migliorare l’organizzazione complessiva del punto vaccinale. “Ma se potessero spostarlo in una struttura più adeguata – la speranza dei promotori della petizione – sarebbe certamente meglio. Noi non siamo affatto contro i vaccini ma ci teniamo alla sicurezza di tutti”. Tornando alla situazione nelle scuole c’è da precisare che la dirigente Brunelli ha scritto di aver preso la decisione di chiudere il suo istituto dopo che il sindaco, Del Mastro, le ha inviato una lettera attraverso cui le ha “consigliato” di farlo. “Il plesso elementare D’Acquisto – ha detto ieri mattina la dirigente – riaprirà martedi prossimo. Invece – ha aggiunto la responsabile del primo circolo – la riapertura della scuola media Leone è fissata a data da stabilire perché siamo in attesa delle ultime valutazioni sul contagio tra gli alunni”. A Pomigliano sono 40 in tutto i bambini fino ai 13 anni positivi al Covid. Il problema è che molti di questi sono iscritti al primo circolo.

Lega per l’ambiente Arci: nascita di una associazione

 Al mio amico Ciccillo, con una punta di autoironia, spesso ripeto questa frase: “Abbiamo fatto la storia, ma non ce ne siamo accorti”. Quasi sempre questa affermazione che vale quanto una esternazione dialettica, si conclude con una risata, come per dire “La stiamo sparando grossa”. A volte, però, l’esame approfondito di alcuni eventi vissuti mi convincono della fondatezza di questa asserzione.   Molti di noi, nel momento in cui per età o per piacere fanno un consuntivo della loro esistenza, pensano di aver realizzato cose speciali. E’ difficile rassegnarsi all’idea di aver vissuto un’esistenza normale se non addirittura mediocre. Oggi nella società delle immagini e nell’epoca di Instagram vale di più una esperienza raccontata piuttosto che una realmente vissuta.  Pertanto   vi sono persone che sono più preoccupate di costruirsi un passato, piuttosto che vivere al meglio il presente e pianificare il futuro. Eppure la velocità dei cambiamenti, avvenuti negli ultimi anni, grazie soprattutto al progresso tecnologico, rende significativa e degna di essere raccontata anche la più futile esperienza maturata dall’ essere umano. C’è solo il problema che la velocità degli accadimenti sta cancellando la memoria. Mi viene spesso in mente la commedia ‘Napoli milionaria’, in cui il protagonista, interpretato magistralmente da Eduardo De Filippo, ritornato dal fronte vuole raccontare dei drammi vissuti nel conflitto mondiale. Nessuno, però, vuole ascoltare. La memoria di quell’avvenimento, seppure molto vicino nel tempo che crea ancora conseguenze tragiche, deve essere cancellata. Non c’è solo il desiderio di dimenticare. Alcuni per affrontare il presente hanno bisogno di riscrivere in modo diverso il loro passato, senza farsi scrupolo di cambiare i connotati e le sequenze dei singoli eventi. Da anni, ad esempio, vorrei raccontare a qualcuno le vicende che hanno portato alla nascita di Legambiente, potente associazione ambientalista. Anche in questo caso nessuno vuole sentire. Ho provato più volte a svelare a qualcuno i segreti della nascita di una associazione che ha fatto la storia dell’Italia, ma non c’è niente da fare. La ricostruzione fatta da un testimone, seppure confortata da una ricca documentazione, non serve. Non interessa nessuno, meno che mai ai militanti ed ai dirigenti della associazione ecologista. Allora proverò io a mettere ordine nei miei ricordi, con la speranza che qualcuno mi corregga o aggiunga qualche particolare alla vicenda. L’idea di costituire una associazione ambientalista, che avesse come riferimento il mondo operaio, fu messa in pratica da quella mente vulcanica che fu il senatore Pci Carlo Fermariello. Questo personaggio, proveniente dal Partito d’Azione, è stato tra i protagonisti della lotta fatta a Napoli per sostenere la Repubblica. Fermariello ha svolto una intensa attività politica. E’ stato più volte senatore ed è famoso perché ha interpretato il ruolo del consigliere comunale di opposizione De Vita nel film ‘Mani sulla città’ di Francesco Rosi. Nella versione filmica, in pratica, Fermariello interpretava se stesso, ripetendo la battaglia che i partiti di sinistra sostenevano in consiglio comunale per fermare, nell’immediato dopoguerra i palazzinari, responsabili del sacco di Napoli. Fermariello, tra gli altri impegni, aveva assunto la carica di presidente nazionale dell’Arcicaccia, associazione venatoria molto forte soprattutto in Emilia ed in Toscana. Non ho mai capito se il compianto senatore con indubbie e sperimentate doti di attore praticasse realmente l’arte venatoria. La sua vocazione ambientalista era, però, fuori discussione. Negli anni Settanta io ero uno studente universitario, iscritto a Biologia e frequentavo l’Arci di Napoli, associazione ricreativa culturale legata a doppio filo con la sinistra. Nell’associazione avevo ricoperto ruoli importanti come responsabile provinciale della organizzazione e frequentavo i convegni scientifici proposti dall’Arci nazionale e dalle sue diramazioni. In quell’epoca negli Usa imperversavano le idee dell’ambientalismo scientifico di Barry Commoner, che contava tra pochi adepti italiani anche lo scienziato Giorgio Nebbia e Laura Conti, medico e scrittrice, che è stata assessore alla Sanità nella Regione Lombardia. Commoner, in pratica, rivisitava in chiave marxista l’ecologismo e forniva una nuova chiave di interpretazione di questo tipo di impegno politico. Carlo Fermariello, che aveva una visione pragmatica della realtà decise di lanciare una potente sfida. Propose di costituire un polo aggregativo nazionale   di ambientalismo scientifico, facendo perno sull’esperienza dei Cral aziendali (Centri Ricreativi culturali dei lavoratori), legati all’Arci. L’impresa non si presentava tra le più facili. In Italia l’esperienza ambientalista era agli esordi e la sua divulgazione era gestita da un numero esiguo di intellettuali e di scienziati. L’ambientalismo, infatti, non era tra le principali preoccupazioni degli abitanti. Eppure c’era necessità di costruire un legame tra il mondo operaio e la difesa dell’ambiente e degli ecosistemi. Diventavano sempre più pressanti ed urgenti i problemi dell’inquinamento, della difesa della salute dei lavoratori e la tutela dell’imponente patrimonio culturale e naturale della nazione. Si sentiva, insomma, la necessità di affermare un metodo scientifico nuovo che ponesse al centro del progetto di sviluppo politico anche l’uomo in relazione all’ambiente, il suo lavoro e le sue esigenze. La situazione prima della fondazione nel 1980 di Legambiente era abbastanza bloccata e priva di qualsiasi tentativo di sviluppo. Italia Nostra in Italia era diretta da un nugolo di architetti e di intellettuali, mentre il Wwf aveva come presidente il principe Carlo d’Inghilterra, che non aveva proprio una vocazione operaia. Non era neanche facile mobilitare le masse operaie e le avanguardie sui temi della difesa della natura e dell’ambiente. Non c’era una coscienza diffusa dei problemi ecologici ed esistevano solo sparute minoranze impegnate in battaglie politiche e culturali per tutelare l’acqua, il suolo e l’aria.  Le industrie facevano il bello ed il cattivo tempo. Appena si parlava di impegnare fondi per strutture atte ad evitare il carico inquinante, c’era sempre qualche   dirigente industriale che minacciava la riduzione di posti di lavoro o addirittura la chiusura degli impianti. Il lavoro veniva considerato un valore assoluto. La difesa della salute dei lavoratori o dell’ambiente, invece, rappresentava un aspetto secondario della vicenda. In una situazione del genere si intuisce la difficoltà di creare dal niente una nuova associazione ecologista, che facesse tesoro delle esperienze maturate nelle lotte per la tutela della salute e degli ecosistemi.  Alfiere di questa battaglia diventò, dunque, l’Arci Caccia, che economicamente si reggeva sulle tessere pagate dai cacciatori per praticare l’arte venatoria. Alla costituzione della nuova associazione ecologista lavorammo poche persone tra cui: Daniele Leoni, Bernardo Rossi Doria ed il sottoscritto. Filippo De Franco, funzionario dell’Arci nazionale, che poi curerà la nascita dell’Arci Pesca, forniva il supporto organizzativo. Daniele Leoni era, se non ricordo male, un esperto di progetti organizzativi, proveniente dalla Toscana o dall’Emilia Romagna, mentre Bernardo Rossi Doria, docente universitario di Urbanistica, forniva consulenza gratuita all’Arci nazionale di Roma.  Qualche anno dopo la fondazione della Lega per l’ambiente dell’Arci, lo scienziato Rossi Doria ricoprì il ruolo di assessore alla Cultura del comune di Roma nella giunta Petroselli. A Napoli ha fornito un contributo scientifico determinante per lo sviluppo di un progetto associativo ecologista il professor Pietro Battaglini, direttore del dipartimento di Zoologia dell’Ateneo napoletano. Il professor Battaglini ci aiutava nella impostazione delle tesi ambientaliste e curava la formazione dei guardacaccia. Ricordo che ci furono molte discussioni per delineare i tratti caratteristici dell’associazione ecologista, in cui coinvolgemmo anche le strutture periferiche con veri e propri convegni molto partecipati. In pieno accordo e dopo aver valutato con Carlo Fermariello i vari aspetti della vicenda, decidemmo di andare alla conferenza di fondazione dell’associazione.  Era un lunedì dell’autunno del 1980 quando io e una decina di amici, tutti provenienti da Somma Vesuviana ed aderenti all’Arci, ci recammo a Roma per il grande evento. Prendemmo il treno a Napoli centrale ed in meno di due ore arrivammo all’aula magna dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma per partecipare alla manifestazione di inaugurazione della associazione che avevamo deciso di denominare ‘Lega per l’Ambiente Arci’. All’inizio della manifestazione ero preoccupato perché nelle schede di adesione per i rimborsi, quel giorno eravamo in troppi a designare la provenienza da Somma Vesuviana. Ben presto, però, fui assalito da altri pensieri. Filippo De Franco mezz’ora prima dell’evento mi disse che dovevo tenere la relazione introduttiva perché non c’era al momento “Nessun compagno dell’Arci in grado di farlo”. Ricordo che mi appartai sugli scranni dell’aula magna per mettere in ordine i miei pensieri e per scrivere una breve scaletta dell’intervento. Il cuore andava a mille e l’impegno non era dei più facili. Non avevo avuto neanche il tempo di immaginare che avrei dovuto tenere un intervento e addirittura mi si proponeva di fare la relazione introduttiva. La platea era affollata e molto qualificata. Ricordo che erano presenti a quel convegno il rettore della Sapienza Antonio Ruperti, Giovanni Berlinguer, medico e responsabile scientifico del Pci, Fabrizio Cicchitto del Psi, Umberto Colombo del Cnel e numerosi personaggi del mondo culturale e scientifico.  A detta dei miei amici e di Filippo De Franco la relazione fu ascoltata con interesse e molti degli interventi successivi approfondirono le tematiche che avevo proposto. Penso, insomma, che tutto sia andato bene. In ogni caso in quel frangente mi conquistai la fiducia e la stima dei miei amici di Somma, che avevano assistito alla intera vicenda. Qualche mese dopo alla sala dello studente, vicino al ministero degli Esteri a Roma, ci furono due giorni di discussione molto partecipata per delineare il progetto associativo e culturale della nuova aggregazione. Molto impegnativo è stato il confronto tra il comitato scientifico e quello politico organizzativo. Da quel momento e fino al 1983 sono stato impegnato prima nel direttivo e poi nella segreteria nazionale della Lega per l’Ambiente.  Nel 1981 sono stato eletto primo presidente regionale della Campania. Ho cercato di ricostruire la nascita dell’associazione, perché ho l’impressione che molti eventi siano stati dimenticati oppure addirittura oscurati. Lo sviluppo invece di Legambiente negli anni successivi è un fatto noto. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)

Somma Vesuviana: “Tutelare i lavoratori”. Istanza dell’opposizione

Riceviamo e pubblichiamo dai consiglierei di opposizione Lucia Di Pilato, Piscitelli Vincenzo e Pasquale Piccolo.   I sottoscritti consiglieri comunali Di Pilato Lucia, Piscitelli Vincenzo e Piccolo Pasquale ,nel fare richiesta di accesso agli atti relativamente all’elenco dei mezzi mobili utilizzati dalla società Igiene Urbana Evolution s.r.l. affidataria del servizio  di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti, nonché copia dei registri matricolari contenenti i dipendenti in forza al cantiere di Somma Vesuviana, hanno evidenziato  che alcune unità, nel numero di  3/4, hanno raggiunto l’età pensionabile, quindi dovranno andare in pensione se non è stato già fatto. Per cui  visto che all’interno del cantiere di Somma Vesuviana ci sono 12 dipendenti part time a 4 ore giornaliere ,sarebbe opportuno  spalmare le ore di lavoro di coloro i quali andranno in pensione su questi 12 lavoratori così da trasformare il loro contratto da part time a full time e stabilizzarli definitivamente visto che sono presenti nell’organico del cantiere da diversi anni. Si vocifera che  si  provvederà a nuove assunzioni full time nel cantiere prevaricando ancora una volta  i diritti di questi 12 lavoratori part time. Abbiamo protocollato in queste ore una richiesta che si muove nella direzione di tutelare i suddetti lavoratori al fine di porre rimedio definitivamente a questa anomalia. Ancora una volta si evidenzia l’incompetenza di questa amministrazione che ,nonostante le gravi carenze di personale in vari settori in conseguenza dei numerosi pensionamenti avutisi e quelli che a breve ci saranno ,non provvede a bandire i concorsi per coprire i posti vacanti. Tale atteggiamento genera una grave carenza nell’erogazione dei servizi essenziali ed ancora una volta la cittadinanza viene penalizzata. FORSE E’ LA SOLITA  STRATEGIA  PREELETTORALE ?!!!

Somma Vesuviana, Di Sarno :” Presto l’Asl implementerà e aumenterà i servizi”

Riceviamo e pubblichiamo dal comune di Somma vesuviana   Salvatore Di Sarno (sindaco di Somma): “Incontro costruttivo con la Direzione Amministrativa dell’Asl Na 3 Sud. Ringrazio il Direttore Giuseppe Esposito. L’Asl implementerà ed aumenterà i servizi a Somma Vesuviana”. “Non possiamo assolutamente permettere che i servizi Asl vengano ridimensionati a Somma Vesuviana, una città di quasi 36.000 abitanti. In queste ore ho incontrato il Direttore Amministrativo dell’Asl Na 3, Giuseppe Esposito che ringrazio. E’ stato un incontro cordiale e costruttivo al quale ha partecipato anche il consigliere comunale Domenico Beneduce. L’impegno profuso dal sottoscritto e dall’Assessore alla Salute Ciro Cimmino è davvero costante. La Direzione Amministrativa dell’Asl Na 3 ha accolto le nostre richieste e presto verranno implementati ed anche aumentati i servizi sul territorio di Somma Vesuviana”.  Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.

Ottaviano, alla consigliera Rosa D’Ambrosio le deleghe alla Cultura, Turismo, Parco Vesuvio e Smart City

Il sindaco di Ottaviano ha conferito alla consigliera comunale Rosa D’Ambrosio le deleghe in materia di rapporti con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Smart City e Politiche energetiche, Cultura e Turismo.

 

“Sono deleghe di rilievo e ringrazio il sindaco Capasso per la fiducia – dice la consigliera D’Ambrosio – sarò da subito al lavoro per raccogliere la sfida dell’innovazione, operando per rispondere alla crescente richiesta di servizi sempre più efficaci ed efficienti, cooperando con l’Ente Parco e dando il giusto rilievo alla promozione della cultura e del turismo, nell’ottica di una città intelligente che riesca a mettere in connessione le infrastrutture e i servizi con il capitale sociale ed umano”.

La consigliera D’Ambrosio è avvocato, di recente nominata dal Vescovo di Nola promotore di giustizia e difensore del vincolo presso il Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Nola.

Mariglianella, restyling area esterna Scuola Media Istituto Comprensivo “Giosuè Carducci”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Mariglianella

 

 

A Mariglianella proseguono con buona lena i lavori di restyling dell’area esterna della scuola media dell’Istituto Comprensivo “Giosuè Carducci”. La Giunta Comunale, presieduta dal Sindaco, Dott. Arcangelo Russo, lo stesso detentore anche della delega ai Lavori Pubblici, con proprio atto deliberativo, n. 9 del 26 febbraio 2021, provvedeva, su proposta del Responsabile del Servizio Tecnico Comunale, Ing. Arcangelo Addeo, alla “Approvazione del progetto esecutivo per la riqualificazione e messa in scurezza della scuola secondaria di primo grado di via Torino”. La volontà dell’Amministrazione Comunale, che come delegato alla Scuola ha il Consigliere Comunale, Giovanni Corbisiero, è quella di vedere quanto prima l’effettuazione dei lavori di manutenzione straordinaria volti alla riqualificazione della pavimentazione dell’area esterna.

In particolare i lavori consistono in: “1) demolizione del marciapiede circostante la palestra comunale e rifacimento della pavimentazione con asfalti colorati; 2) riqualificazione della pavimentazione della rampa per disabili presente lungo il prospetto ovest della scuola; 3) riqualificazione della pavimentazione del percorso pedonale presente ad est che collega il plesso scolastico con la palestra; 4) messa in sicurezza degli infissi esterni e degli accessi al piano rialzato; 5) tinteggiatura delle opere in ferro”. L’importo complessivo dell’opera, come si desume dal quadro economico, è pari ad Euro 43.363,50, ed il suo finanziamento è interamente assicurato con i fondi del Ministero delle Infrastrutture, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 luglio 2020.

Pertanto una speciale soddisfazione, nel riconosciuto impegno del Consigliere Comunale, Giovanni Corbisiero, si coglie con la finale constatazione, fra l’altro, anche dell’abbattimento delle barriere architettoniche nella Scuola Media dell’I. C. “Giosuè Carducci” di Mariglianella, per la vivibilità di tutti gli spazi scolastici da parte di ognuno senza alcuna discriminazione per gli alunni disabili.

Il Sindaco, Dott. Arcangelo Russo, ha affermato: “Stiamo lavorando per cambiare volto al nostro paese e la scuola è una priorità. Intanto proseguono i lavori di restyling dell’area esterna della Scuola Media di Mariglianella. Il secondo step è dedicato alla realizzazione del vialetto d’ingresso pedonale, alla piantumazione degli alberi e alla messa in sicurezza degli accessi alla scuola e alla palestra. In corso d’opera, si è scelto di utilizzare il colore verde per avviare un’attività di armonizzazione in relazione al contesto. Un grazie al gruppo di maggioranza e al consigliere delegato per la scuola, Giovanni Corbisiero. Con questa Amministrazione Comunale, che ho l’onore e l’onere di guidare, – ha concluso il primo Cittadino -in totale condivisione e compattezza stiamo portando avanti coerentemente il programma elettorale, per noi un documento di impegno verso i cittadini di Mariglianella, nell’interesse generale”.

Richieste di denaro per scongiurare chiusure attività, arrestato un maresciallo della Guardia di Finanza

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Per non esporsi in prima persona si avvaleva di un complice attraverso il quale minacciava alcuni contribuenti di controlli fiscali da cui sarebbe potuta scaturire la chiusura o la sospensione delle loro attività commerciali: figura anche un maresciallo della Guardia di Finanza tra le due persone arrestate dai finanzieri della Sezione Anticorruzione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, specializzata in investigazioni su reati contro la Pubblica Amministrazione, al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. I due arrestati sono rispettivamente residenti a Caserta e Casoria (Napoli) ma il maresciallo prestava servizio nel capoluogo partenopeo. Le minacce erano finalizzate a costringere gli imprenditori a dare o promettere denaro o altra utilità per scongiurare conseguenze nefaste per le proprie attività. Il militare è indagato per concussione, insieme con il complice, e anche per i reati di falso, calunnia e collusione in contrabbando. Il finanziere è stato immediatamente sospeso dall’impiego.

Discarica dell’ecomafia, il gip: “indagare il sindaco di Acerra per la mancata bonifica” 

Il giudice del tribunale di Nola dispone un’indagine per omissione a carico di Lettieri accogliendo il ricorso degli ambientalisti Cannavacciuolo e Montesarchio  

  Bonifiche mancate ad Acerra: il tribunale di Nola dispone un’indagine a carico del sindaco, Raffaele Lettieri. Reato ipotizzato: aver omesso gli atti amministrativi dovuti per bonificare la grande discarica abusiva del Bosco di Calabricito. Dopo il disastroso incendio del 2019 torna dunque alla ribalta la questione dell’enorme invaso di campagna utilizzato dall’ecomafia fino ai primi anni Novanta per inghiottire i fusti tossici della Montefibre e i residui degli impianti chimici del nord Italia. Questo perché il gip del tribunale di Nola, Daniela Critelli, ha appena accolto il ricorso degli ambientalisti di Acerra, Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio, finalizzato a respingere la richiesta di archiviazione di un procedimento aperto dalla procura di Nola a carico di Lettieri, procedimento scaturito da una denuncia degli ambientalisti ma che lo stesso pubblico ministero aveva chiesto di archiviare. “Dai documenti però emerge una colpevole inerzia: il sindaco va indagato per omissione”, ha invece scritto nell’ordinanza appena emanata il giudice per le indagini preliminari. Critelli ha respinto la richiesta di archiviazione del pm “perché mancano richieste dell’organo requirente in riferimento all’indagato ed anche perché è mancata proprio un’indagine tesa ad approfondire quanto denunciato”. Il gip ha peraltro fatto notare che il reato di omissione in atti di ufficio non si può considerare prescritto perché “il protrarsi dell’inerzia colpevole, che sembra emergere dalla complessiva documentazione processuale, può manifestarsi come reato continuato quando, nonostante le sollecitazioni formali puntate a far agire il pubblico ufficiale ma rimaste senza esito, la situazione dello scarico dei rifiuti potenzialmente pericolosa continui a dare i suoi effetti negativi e quando l’adozione di un atto dovuto sia però in grado di far cessare il pericolo”. Il giudice ha quindi disposto che “il pm provveda entro sei mesi a effettuare le indagini indicate e ogni altro approfondimento ritenuto necessario o utile”. C’è un altro elemento che ha spinto il gip a bocciare l’archiviazione dell’indagine sul sindaco. Questa inchiesta, sempre secondo ciò che afferma il giudice per le indagini preliminari, era stata impropriamente inserita in un altro procedimento, che riguardava tutt’altra questione e tutt’altri indagati, poi archiviato. “Non era affatto possibile – aggiunge sostanzialmente il magistrato – mettere le due indagini in connessione e quindi archiviarle entrambe come se fossero un unicum. Per cui l’indagine su Lettieri, che non c’entra nulla con quella archiviata, deve proseguire ed, anzi, deve essere avviata effettivamente e approfondita”. Il sindaco di Acerra è ora formalmente indagato per aver omesso azioni finalizzate alla tutela della salute pubblica e alla salvaguardia dell’ambiente. Una svolta giudiziaria voluta dagli ambientalisti acerrani assistiti dall’avvocato Teresa Di Nuzzo. Ma anche una vicenda tormentata. L’ecologista Cannavacciuolo per aver accusato pubblicamente il sindaco della presunta omissione della bonifica di Calabricito ha subito un processo per diffamazione che alla fine lo ha visto assolto con formula piena. “Questo del gip – commenta intanto Francesco Picca, legale di Lettieri – è un provvedimento di estrema garanzia perché ha evidenziato la circostanza che il pm avesse avanzato una richiesta di archiviazione per due episodi completamente differenti tra loro, di cui quello relativo a Calabricito non aveva registrato alcuna attività d’indagine. Quindi il giudice ha ritenuto opportuno separare le due vicende e disporre che il pm valutasse autonomamente l’episodio di Calabricito. Depositeremo gli stessi documenti giù depositati in Procura dai quali era già emersa l’inesistenza di ipotesi omissive a carico del sindaco”.
l'incendio della discarica di Calabrito nel 2019
l’incendio della discarica di Calabrito nel 2019
                                                                        

Edilizia scolastica all’epoca della pandemia: Le strategie da mettere in campo

  La pandemia, che da un anno a questa parte ha colpito l’umanità, ha messo in luce non solo la fragilità dell’uomo, ma anche e soprattutto il sistema di vita costruito dalla rivoluzione industriale in poi. Le relazioni interpersonali, i trasporti, le stesse tipologie abitative e lavorative sono state messe in discussione perché non adeguate a contenere il virus. In questo contesto, si inserisce il mondo Scuola che ha dovuto adeguarsi più velocemente di altre categorie a questo passaggio, evidenziando lacune non solo nel gestire la formazione a distanza, ma anche e soprattutto nel consentire il normale svolgimento delle attività in presenza.   Quale momento migliore, dunque, per ipotizzare una trasformazione completa dell’edilizia scolastica, adeguandola alle sfide future dell’umanità ed è proprio di questo tema che parleremo con l’architetto Mario Chiurazzi, specializzato in Progettazione di Architetture Sostenibili e in Illuminotecnica. Architetto, innanzitutto mi chiedo, è possibile ripensare l’edilizia scolastica alla luce di quanto abbiamo vissuto in quest’ultimo anno? Mi piace pensare che il ruolo dell’architettura contemporanea e più in generale dell’architetto sia quello di traghettare, in maniera positivamente visionaria, la società verso muovi modelli di interazione interpersonale all’interno e all’esterno di spazi, concepiti sempre più come estensione dell’ambiente circostante, in un rapporto quasi simbiotico con la natura. Gli edifici che abbiamo progettato e poi costruito non sono più capaci di rispondere alle nuove esigenze sorte dopo la pandemia. Per questo, ripensare l’edilizia e infonderla di nuovi concetti è fondamentale non solo per la scuola, ma anche per gli uffici, le abitazioni, i luoghi di culto e di socialità. Cosa intende per spazi concepiti come estensione dell’ambiente circostante? E’ indispensabile passare dal modello di architettura funzionale con aule incastrate tra laboratori e corridoi, al modello dell’insegnamento diffuso, con classi pensate non più come ambienti chiusi e finiti, ma come zone aperte all’interno dell’edificio scolastico e per esteso all’interno della comunità in cui l’edificio scolastico è situato. L’imperativo deve essere utilizzare al meglio la superficie disponibile, garantendo agli insegnanti e agli studenti, spazi inclusivi, flessibili e multifunzionali. Ciò non vuol dire progettare grandi strutture, circondate da aree a verde, ma applicare i principi di sostenibilità ambientale in maniera spinta, recuperando il patrimonio edilizio esistente e modellandolo sulle nuove esigenze che abbiamo maturato durante questo difficile periodo. L’edilizia scolastica italiana come si configura all’interno del panorama europeo? La scuola gioca un ruolo fondamentale nel delineare l’immagine del futuro di una società e purtroppo il nostro Paese investe ancora troppo poco nell’educazione, nonostante abbia un tasso di dispersione scolastica pari al doppio della media europea ed edifici scolastici non adeguati ai criteri antisismici, costruiti con materiali scadenti e privi di certificazioni ambientali. In questo panorama, si inserisce l’iniziativa del New European Bauhaus, lanciata, nell’ottobre dello scorso anno, dalla Presidente delle Commissione Europea, un nuovo progetto culturale per tutta l’Europa, per far dialogare le diverse discipline con il comune fine di innescare un cambiamento radicale. Un cambiamento in cui credo molto e nel quale l’architettura dovrà dimostrare di essere capace di rispondere in modo preciso e coerente. Quali sono, dunque, le risposte che un architetto può dare sul difficile tema dell’edilizia scolastica? Innanzitutto dobbiamo iniziare a parlare di Architettura scolastica e non per dare risonanza alla materia, ma per permeare l’edificio scuola della qualità che solo un progetto architettonico, studiato in tutti i suoi dettagli, riesce ad infondere. A mio avviso, l’architettura scolastica deve partire dal contesto, capire il sistema dei percorsi che conducono all’edificio stesso, studiare la comunità che usufruirà dei servizi all’interno dell’edificio, rileggere gli spazi in funzioni di una vera inclusività, rendendoli flessibili e accoglienti. Bisogna smettere di pensare alla scuola come il luogo dove gli studenti vanno esclusivamente a fare lezione. Anche le nostre abitazioni, con lo smart working e la DAD, si sono dovute adattare al cambiamento imposto dalla pandemia. Perché la scuola non dovrebbe essere ripensata in funzione di una trasformazione che tenga conto di parametri diversi? E allora quali pensa siano i parametri da tener conto nella progettazione di un edificio scolastico nell’era post-pandemia? L’ecologia, la sostenibilità, il recupero edilizio, l’illuminazione artificiale collegata al nostro ritmo circadiano, il risparmio energetico, il rispetto della disabilità e della diversità in genere, la bellezza nel senso più profondo del termine, dovrebbero essere i parametri su cui impostare il progetto architettonico. Bisogna progettare tenendo presente che l’obbiettivo primario da raggiungere è il benessere dell’individuo, nella sua singolarità e come membro di una comunità. Un benessere che mai come adesso, con le incognite del futuro post-pandemico, dobbiamo custodire e preservare. foto: fonte internet.