Somma Vesuviana, Di Sarno: “La curva epidemiologica sembra stabilizzarsi. Da oggi in presenza medie e quinte delle superiori”
Napoli – Cagliari (Partita 48), è tornato
E’ tornato il mostro, è tornato nella seconda frazione di Napoli – Cagliari, è tornato ciò che stavamo dimenticando, è tornato l’incubo di quello che è stato e che non avremmo voluto più vedere.
La partita con il Cagliari è bruttina, ma il Napoli riesce a portarla sui giusti binari, Insigne inventa verso il centro e Osimhen fa l’attaccante d’area con le palle, combatte e segna. Ma il Napoli galleggia, si assopisce, inizia a regalare spazi ed occasioni, soprattutto nella ripresa. Il Napoli riesce a creare qualche occasione, Demme becca una traversa, bravo Zielinski, Osimhen viene lanciato verso qualsiasi direzione, Meret salva almeno in un paio di occasioni. Ma quando concedi così tanto, e sempre di più nel finale, puoi ricevere la punizione per la tua condotta lasciva e molle. E infatti, il Napoli dorme, e il Cagliari conquista il meritato pareggio.
E’ tornato il Napoli che avevamo imparato a conoscere, debole e lascivo. Nel frattempo quell’Inter abbordabile di due partite fa è riuscita a meritarsi il campionato con coerenza, attenzione e continuità. Nel nostro caso, questa rincorsa alla Champions potrebbe essere un vano tentativo, un obiettivo complicato da questa giornata di campionato, che riporta a galla le insicurezze del Napoli. E’ tornato….
Ospedale di Nola, al pronto soccorso generale crolla il soffitto
Uno spiacevole evento si è manifestato nella giornata di ieri al presidio ospedaliero del Santa Maria della Pietà di Nola. Nel reparto dove generalmente si effettua il triage è crollato il soffitto. Un boato che ha messo in agitazione non solo il personale ivi presente, ma soprattutto un paziente che si trovava in quella stanza.
Pericolo scampato, per fortuna. Perché è proprio di fortuna che si è trattato dato che è stata evitata la tragedia, mettendo in pericolo pazienti e operatori sanitari. Dopo aver transennato la zona in questione, questa mattina sono stati avviati i lavori di ripristino e messa in sicurezza del reparto.
Problemi che si aggiungono ad altre criticità già esistenti a causa di un aumento dei pazienti che hanno contratto il virus e a fronte di un personale che si è dimezzato. Un primo maggio di fuoco all’ospedale di Nola, dove tre pazienti ricoverati sono risultati positivi e dopo l’intervento del primario e della direttrice sanitaria, alcuni degli ammalati sono stati trasferiti al presidio ospedaliero di Boscotrecase. Per non parlare di una parte del personale sanitario, sia infermieristico che OSS, risultato anch’esso positivo al covid. Una situazione per nulla facile da gestire per medici e operatori sanitari, o meglio, per chi di essi è ancora attivo in prima linea tra le corsie dell’ospedale.
Casamarciano, nuova ordinanza anti assembramento: stop alle aree a verde San Clemente e in via Santa Maria
Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Casamarciano.
Casamarciano, operazione anti assembramento: stop alle aree a verde in località San Clemente ed al passaggio pedonale e veicolare in via Santa Maria. Nuova ordinanza anti assembramento del sindaco Carmela De Stefano.
Prorogata fino al 16 maggio l’interdizione alle aree a verde in località San Clemente. Stop anche al traffico veicolare ed alla circolazione pedonale in via Santa Maria.
Vietato inoltre l’ingresso nei pubblici uffici salvo per le urgenze e con prenotazione obbligatoria.
“I dati sono in miglioramento ma è necessario continuare a tenere alta l’attenzione evitando assembramenti – spiega il sindaco Carmela De Stefano – Con il primo caldo comprendo che restare a casa diventa difficile ma dobbiamo ricordarci che non è questo il momento di distrarci e di abbandonarci a leggerezze che potrebbero essere pericolose. Stringiamo i denti e raccomando a tutti di rispettare le regole. Come sempre, chi sbaglia paga”.
Praticità, scelta e convenienza: quali sono i motivi del boom dello shopping online
I dati sul commercio elettronico in Italia
Gli ultimi dati registrati parlano chiaro: il commercio elettronico è sempre più una realtà apprezzata e consolidata dai consumatori, che scelgono questo canale per concludere i propri acquisti. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio B2C del Politecnico di Milano e dal Consorzio Netcomm, infatti, il solo 2020 ha visto triplicarsi il numero di utenti che scelgono di acquistare sul web, toccando anche settori solitamente distanti dal mondo digitale.
L’anno appena trascorso ha rappresentato da questo punto di vista un vero spartiacque per il mondo del commercio, con un aumento del 15,4% delle transazioni effettuate online e ben il 36,4% dei consumatori che ha scelto di comprare online beni prima reperiti nei negozi fisici. Al di là dell’aspetto statistico ed economico, ciò dimostra un vero e proprio cambio delle abitudini generali di acquisto dovuto a diversi fattori, come sicurezza, comodità e varietà di scelta.
Standard di sicurezza sempre più alti per gli acquisti online
Tra i fattori che hanno maggiormente influenzato le scelte degli utenti finali, sicuramente spicca il miglioramento dei livelli di sicurezza delle transazioni web, un tema che ha rappresentato inizialmente uno dei principali ostacoli alla crescita dello shopping online e non solo.
Gli investimenti effettuati negli anni in alcuni settori in particolare, come quello finanziario o dei giochi online, dove le piattaforme per i giochi da casino hanno continuamente ricercato soluzioni via via più efficienti, hanno permesso infatti di mettere a disposizione degli utilizzatori spazi privi di rischi. Oggi, grazie all’adozione di sistemi sempre più sofisticati sia da parte degli stessi siti web di e-commerce che di banche e altri intermediari per l’esecuzione dei pagamenti, è infatti possibile effettuare acquisti in maniera protetta, riducendo al minimo il rischio di furti di dati personali o monetari.
Il merito è delle tecnologie basate su complessi sistemi di riconoscimento e certificazione dell’utente, come le doppie chiavi di autenticazione, il criptaggio delle informazioni e l’uso dei dati biometrici, ormai in grado di assicurare il pieno rispetto dei singoli consumatori.
Praticità, scelta e convenienza: ecco perché acquistare online
Quando si parla di e-commerce, uno dei primi aspetti che viene in mente è quello della convenienza economica: molto spesso, infatti, si sceglie di acquistare online per ottenere prezzi migliori rispetto ai negozi fisici. Ciò è in parte vero, soprattutto quando ci si rivolge a grandi store digitali o marketplace capaci di spuntare migliori condizioni commerciali ai fornitori rispetto ai piccoli negozi locali, ma non sempre online è sinonimo di risparmio. Occorre infatti, anche sul web, prestare attenzione alle offerte reali e non lasciarsi convincere da comunicazioni poco veritiere, purtroppo sempre dietro l’angolo.
Oltre al risparmio, però, lo shopping online presenta anche altri vantaggi per l’utente, soprattutto in termini di varietà di scelta e comodità di acquisto. Navigando sul web, infatti, è possibile innanzitutto accedere a un’offerta globale, quindi molto più ampia rispetto a ciò che si può trovare sotto casa, il tutto con la praticità di poter confrontare caratteristiche e prezzi e concludere l’acquisto direttamente da PC e smartphone. Poter comprare e pagare online e ricevere il prodotto a casa si traduce in un risparmio anche in termini di tempo e di opportunità, un fattore questo che convince sempre più persone a scegliere questa modalità.
E-commerce e negozi fisici: è possibile integrare i due mondi?
Chi opera nel commercio di stampo tradizionale, ossia con negozi fisici dislocati sul proprio territorio di riferimento, spesso vede come una minaccia l’e-commerce. Da un certo punto di vista, le preoccupazioni sono giustificate, poiché alla crescita degli acquisti online sta effettivamente corrispondendo un minore ricorso ai negozi di vicinato, addirittura per settori come quello food fino a oggi meno appetibile nel mondo digitale.
Nella realtà dei fatti, però, quella che sembra una preoccupazione può trasformarsi in una interessante opportunità per gli stessi commercianti, che grazie ai servizi digitali possono ampliare il proprio bacino di utenza e offrire qualcosa in più anche ai clienti storici, per esempio garantendo la consegna a domicilio o promozioni particolari sul territorio di riferimento.
Un piano digitale ben definito che integri le due realtà può dunque trasformarsi in un plus anche per chi non nasce prettamente come attività commerciale online, creando una base solida per guardare al futuro senza dimenticare la propria storia. Covid, De Luca: “Immunizzare tutta Napoli per il mese di Luglio”
La tammurriata: una tradizione tra sacro e profano
Tra i balli etnici italiani, la tammurriata rimane senza dubbio uno di quelli di più antica tradizione. Nonostante le varianti regionali e sub regionali, è il ballo che meglio rappresenta l’animo popolare, in particolare dell’Italia meridionale, dove è ampiamente diffuso. Intervista allo studioso e archeologo Nicola Castaldo di San Paolo Belsito.
Nicola, come si sviluppa la tammurriata?
“Nell’accezione corrente, con il termine tammurriata si suole indicare un ballo di coppia, sia mista che non, che rientra nella famiglia della tarantella meridionale. E’ una danza a ritmo binario, che coinvolge braccia, mani, busto e piedi in un particolare movimento incalzante e frenetico. Il termine trae origine dalla sapiente percussione manuale della tammorra, ossia un tamburo a cornice, di varie dimensioni, su cui sono applicati doppi sonagli di latta e, a volte, con aggiunta di un addobbo di nastri e pitture policrome. Nell’antichità classica i sonagli non esistevano. Altri strumenti di accompagnamento, che rientrano nel repertorio della tammurriata, sono le castagnette, il putipù, il triccheballacche, lo scetavajasse, i campanelli e il flauto”.
Cosa designava in passato la tammurriata e il suo ambito geografico?
“La tammurriata, che in passato designava solo un repertorio canoro – strumentale, inizialmente si diffuse tra i contadini del Sud Italia per poi acquistare popolarità regionale in Campania, Molise, Basilicata e Calabria. In Campania viene, tuttora, eseguita in una vasta area geografica che comprende la bassa valle del Volturno, il casertano, l’area circumvesuviana, l’agro nocerino – sarnese, il nolano e la costiera amalfitana. Tra i sottogeneri si ricorda la giuglianese, la sarnese – sommese, quella del agro nocerino e la pimontese – amalfitana. Tra le varianti, quella sarnese – sommese implica uno stile caratterizzato da una paranza di suonatori e vari strumenti a percussione e a fiato, tra cui, a volte, anche la fisarmonica”.
Quali sono le sue origini storiche?
“Sicuramente l’aspetto storico e quello archeologico in senso lato sono molto interessanti. In riferimento alle origini remote della tammurriata, basta rivolgere l’attenzione ad un certo tipo di documentazione visiva, che trova chiaro riscontro in alcuni dipinti del XVII secolo. Nell’epoca vicereale, infatti, sembra che alla tammorra vengano aggiunti i primi sonagli metallici di latta. Comunque, un antecedente della tammurriata è rinvenibile nei ritmi della danza frenetica, orgiastica e selvaggia in onore di Cibele, divinità di origine anatolica, la Grande Madre, da parti dei coribanti: i sacerdoti della dea, identificabili con divinità minori dell’antica religione greca, che costituivano il seguito della dea stessa. Ad essi si attribuisce l’invenzione di un tipo di danza svolta con l’accompagnamento di strumenti a fiato e dal tympanon, una sorta di tamburo, che provocava un effetto di stordimento e di estasi. Catullo (84 a.C. – 54 a. C.) presenta i coribanti come eunuchi vestiti da donna. Oggi, non è un caso, che la festa della Candelora trova la sua massima espressione nel culto dei femminielli“.
Cosa può dirci, a proposito, sul culto di Cibele?
“Nell’area campana, il culto di Cibele fu introdotto dai coloni greci di Cuma, Puteoli e di Neapolis. Queste prime comunità si spinsero in un secondo momento verso Nola, Avella ed Avellino. Sul monte Partenio portarono il loro nume tutelare, creando un grande santuario. La festa in onore era caratterizzata, in particolare, dalla processione di un gran pino inghirlandato di rose e viole ed un’immagine raffigurante il giovane dio Attis. Il pino, infatti, era l’albero in cui era stato trasformato il giovane prediletto di Cibele. Con l’avvento del Cristianesimo, il culto per la dea si estinse, ma restò vivo nelle coscienze delle popolazioni campane. Dal Partenio, con la mamma Schiavona, si rifugiò nell’agro nolano, dove tuttora si celebrano feste sostanzialmente di origine pagana”.
Esiste, quindi, una connessione con gli attuali riti?
“Quest’ultimo aspetto di connessione al sacro, infatti, richiama le molteplici tradizioni folcloristiche campane legate soprattutto alle feste mariane: da Montevergine, la vera e prima trasfigurazione della dea Cibele, alla Madonna di Castello di Somma Vesuviana, fino ad arrivare alla Madonna delle galline di Pagani, dove la processione della statua è accompagnata, come quelle in onore di Cibele, dai tammorrari. Un tempio in onore a Cibele fu scoperto nel 1863 a Gragnano in località Trivione. Un tempio di Cibele doveva sorgere anche a Nola, da dove provengono statuette votive della stessa divinità. Nel nolano, comunque, famose, un tempo, erano le tammurriate, che si svolgevano il lunedì successivo alla festa di Santa Maria a Parete presso il Santuario di Liveri, che ricade la terza domenica dopo Pasqua.
Senza dubbio le tammurriate che hanno luogo a Somma Vesuviana – già subito dopo la Pasqua, in occasione delle cosiddette feste della Montagna calda, con pellegrinaggio sulla vetta del Monte Somma, pranzo in loco ed esibizione delle famose paranze sommesi – sono quelle più suggestive e che conservano intatto un patrimonio ricco di sonorità e gestualità arcaica. Qui, i simboli dionisiaci sopravvivono ancora tra i filari ordinati della uve catalanesche, i canti, il doppio flauto e l’uso dei tirsi, ossia delle lunghe pertiche addobbate di edera e rami frondosi con cui la divinità, dell’ebbrezza e della sensualità, amava accompagnarsi.”
Cimitile, il Cif festeggia l’ultra centenaria Anna Gaetano
Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Cimitile.
Cimitile, il Centro Italiano Femminile (Cif) presieduto da Donatella Provvisiero “festeggia” la ultra centenaria Anna Gaetano, una donna che è un esempio di rigore e coraggio”.
Una festa rinviata lo scorso anno a causa della pandemia che, però, quest’anno non è riuscita a fermare l’entusiasmo e la voglia di brindare. E così con tutte le precauzioni del caso e nel pieno rispetto delle normative anti Covid19, nonna Anna Gaetano è stata festeggiata stamattina per i suoi 101 anni, abbracciata dall’affetto delle amiche del Cif (Centro Italiano Femminile)
L’idea è stata della presidente Donatella Provvesiero, anima di tante iniziative culturali e sociali sul territorio che non ha voluto lasciarsi scappare questa bella opportunità “perché la vita – spiega – va festeggiata sempre”.
“Anche perché – aggiunge Donatella – la signora Anna è la socia più longeva dell’associazione ed anche della comunità ed un traguardo di storia, testimonianze e coraggio come il suo andava raccontato. Una “festa” sobria ma ricca di emozioni che nonna Anna ha raccontato alle telecamere del Tgr Campania che ha ripreso la bella mattinata. Ringrazio – continua la presidente Provvisiero – il giornalista Geo Nocchetti che subito ha accolto l’invito del Cif, ben comprendendo la straordinarietà dell’evento e l’impossibilità di condividerlo con tutta la comunità se non attraverso le telecamere. E ringrazio le socie del Cif sempre pronte a promuovere momenti di intense emozioni nonostante le difficoltà del momento. Ma il ringraziamento più grande va alla festeggiata, Anna Gaetano ed alla sua splendida famiglia che ci ha dato la possibilità di raccontare la memoria storica di Cimitile e del sud d’Italia attraverso aneddoti e curiosità. Anna rappresenta, ed è, il punto di riferimento del nostro vissuto capace di farci comprendere con la sua storia come e quanto è cambiato il ruolo delle donne in questi decenni. Un esempio di rigore e coraggio”.


