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A Pomigliano clima avvelenato da lettere minatorie e dossieraggio. Luigi Maiello consegna un esposto alla Procura. L’affare cemento al centro della vicenda

 

 Tira una brutta aria a Pomigliano, un brutto clima che a giudicare dalle ultime novità potrebbe essere stato generato soprattutto dai sequestri dei 272 appartamenti ritenuti illegittimi dalla magistratura. Ma a scatenare minacce e polemiche ci potrebbero essere anche altre attività di polizia giudiziaria tese al ripristino della legge nella pubblica amministrazione del territorio. Comunque quel che è sicuro è che nel mirino di corvi e criminali anonimi c’è il comandante della polizia municipale, Luigi Maiello. Negli ultimi tempi infatti il casco bianco ha subito una minaccia di morte, contenuta in una lettera lasciata sull’uscio del comando, e un “dossieraggio” inserito in una missiva di sei pagine fatta circolare in municipio, un carteggio zeppo di accuse velenose verso il dirigente in divisa. Ovvio che il tutto sia rigorosamente anonimo. Il ritrovamento della lettera minatoria risale al 24 febbraio. Ma è stato reso noto soltanto ieri dallo stesso Maiello. E’ finita in una denuncia firmata dal comandante della municipale nella stazione carabinieri di Pomigliano. “Figlio di p….., sei un morto che cammina. Ti faremo sparire, non potranno nemmeno piangerti più. Sappiamo dove vivi tu e la tua famiglia”, le frasi violente all’indirizzo del colonnello. Nella lettera c’è anche l’indirizzo esatto della casa in cui Maiello abita con i suoi cari. Inoltre l’ipotesi che la minaccia possa essere collegabile ai sequestri degli appartamenti o alle altre operazioni messe a segno nell’arco di pochi mesi dal comandante della polizia locale è testimoniato da due fatti. Il primo è un documento allegato alla lettera di minacce. Si tratta di un articolo di giornale sui sequestri convalidati dal gip del tribunale di Nola (l’indagine è di Maiello) degli appartamenti realizzati negli ultimi anni in base alla legge denominata “piano casa”. Il secondo fatto è un’ulteriore frase contenuta nella missiva. Eccola: “Bravo Maiello, continua: nessuno mangia più adesso”. C’è poi la lettera di sei pagine che sta circolando nel Comune. Sembra scritta da un avvocato. All’interno si accusa Maiello di soffrire di “labilità psichica” e di aver fatto carriera con procedure truccate. Il dirigente di polizia municipale aveva subito la stessa accusa relativa alle procedure concorsuali in un precedente dossieraggio serpeggiato quando era al comando dei vigili in altri comuni del Napoletano. Accuse poi formulate da un pubblico funzionario che operava nel Nolano e che uscì allo scoperto tentando di far processare Maiello: i procedimenti che ne sono scaturiti sono stati archiviati dal tribunale di Nola e da quello di Napoli Nord, due anni fa. Ieri però Maiello non ha è stato a guardare. Ha portato il dossier anonimo che sta circolando a Pomigliano alla procura di Nola. Ha anche firmato una denuncia con cui ipotizza i presunti autori del carteggio infamante. Coinvolti un indagato dell’inchiesta sui palazzi sequestrati, un imprenditore legato alla criminalità organizzata, un ex dirigente comunale e un attuale consulente del Comune.