- Tale scuola è stata realizzata su progetto di Aldo Loris Rossi, uno dei più noti architetti italiani e napoletani contemporanei, la cui architettura è tra le più originali nel contesto contemporaneo. In considerazione di questo la scuola andrebbe salvaguardata, valorizzandola addirittura con una targa ricordo, che possa evidenziare la presenza di questo fiore all’occhiello per la nostra comunità, e non considerarla solo come un’anonima opera architettonica da abbattere a tutti i costi.
- La scuola è stata sottoposta solo nel 2019 (e non qualche decennio fa) ad un’opera molto profonda di riqualificazione e manutenzione per un costo complessivo di circa 200 mila euro, soldi pagati in parte dalle casse comunali. Durante l’esecuzione di tali lavori i piccoli allievi, i loro genitori e tutto il corpo docenti è stato sottoposto a sacrifici non indifferenti (inizio dell’anno scolastico spostato ad ottobre, frequenza presso il plesso Fiordaliso, problematica per alcuni genitori non dotati di auto, e via discorrendo).
- La scuola, allo stato attuale, si presenta perfettamente funzionale ed a misura di bambino, con bagni nuovi e aule spaziose, con spazi comuni all’aperto ed al chiuso, dove i bambini possono giocare ed interagire tra loro. Una scuola moderna nonostante sia stata progettata negli anni 80, ma forse ancora moderna grazie alla lungimiranza del suo progettista.
- Ci sono tanti altri plessi fatiscenti che hanno bisogno di opere radicali di ristrutturazione estetica e funzionale, se non di una ricostruzione ex novo.
Somma Vesuviana, Auriemma (FDI): ” No all’abbattimento della scuola di Aldo Loris Rossi”
Dal coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Pasquale Auriemma riceviamo e pubblichiamo
Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Pasquale Auriemma dichiara di essere contrario al progetto di abbattimento e ricostruzione della scuola dell’infanzia Aldo Loris Rossi di Somma Vesuviana.
“Il partito Fratelli d’Italia, sezione di Somma Vesuviana, attraverso la persona del coordinatore cittadino, dott. Pasquale Auriemma, si dichiara fortemente contrario alla scellerata scelta fatta dalla Giunta cittadina di approvare con Delibera di Giunta n. 35 del 20/05/2021 il progetto di abbattimento e ricostruzione del plesso scolastico per la scuola dell’infanzia di via san Giovanni de Matha.
Tale contrarietà nasce dalla considerazione di alcuni fatti:
Somma Vesuviana, Lega Giovani : “Contrari all’abbattimento della scuola De Matha”
Dalla Lega Giovani di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo.
“La Lega giovani di Somma Vesuviana appresa la notizia di un possibile abbattimento della scuola di via San Giovanni de Matha, ci tiene a far presente che é in ogni sua forma contraria all’abbattimento della struttura (riqualificata nel 2019), in quanto non ne vediamo alcun motivo valido per distruggere un luogo di crescita e formazione dove sono passate generazioni di ragazzi. Inoltre, ricordiamo che tale struttura é stata progettata da uno dei più grandi architetti Italiani. Quindi, ci associamo ai consiglieri comunali che come noi pensano e si rifiutano di far abbattere tale struttura del nostro territorio.”
Marfella presenta il suo libro a Palma Campania e dice la sua sugli impianti: “Sono necessari”
Nel corso dell’incontro l’oncologo insiste anche sul tracciamento dei rifiuti
Antonio Marfella, oncologo da sempre attento alle tematiche ambientali, ha presentato a Palma Campania, a cura dell’associazione culturale “Ecco” (libera associazione ecologista) il suo libro dal titolo “I miei cento passi nella Terra dei Fuochi”, edito da Guida. Un luogo emblematico, perché proprio Palma Campania al centro del dibattito da qualche tempo c’è il progetto dell’impianto di compostaggio.
Sollecitato dalla giornalista Olga Vicinanza, Marfella ha chiarito che “gli impianti di compostaggio ci vogliono, soprattutto in Campania”. Nella nostra regione, infatti, la media del compostaggio prodotto è intorno al 3% rispetto al 15% della media nazionale. Necessari gli impianti, dunque, “a norma e ben gestiti”, come specifica il medico. Marfella ha infatti spiegato che la “gli impianti ci servono anche perché il compostaggio in quanto tale è stato sempre fatto, ma i controlli sono necessari, con una capacità seria e concreta soprattutto in campo informatico”. Marfella ha, infatti, insistito sul tracciamento dei rifiuti, spiegando che fino a questo momento è stato proprio il mancato tracciamento alla base delle incertezze sulla gestione e sulla conseguente preoccupazione per la salute dei cittadini.
Come è noto, a Palma Campania si discute di impianti destinati alla valorizzazione della frazione organica per la produzione di biometano, di compost e lavorazione di multimateriale. Una recente relazione, prodotta da esperti nominati dal consiglio comunale, ha scoraggiato la realizzazione dell’impianto per il multi materiale, dando il via libera a quello per biometano e compost, seppure dopo una serie di prescrizioni
Nola, litiga con i vicini e spara alcuni colpi con una pistola: arrestato 57enne
I carabinieri della sezione operativa e della stazione di Nola hanno arrestato per detenzione di arma clandestina e ricettazione Giuseppe Di Palma, 57enne del posto già noto alle forze dell’ordine.
Durante una lite con alcuni vicini di casa aveva esploso dal cortile della propria abitazione – forse a scopo intimidatorio – alcuni colpi di arma da fuoco.
Poi è fuggito. Quando i militari sono stati allertati hanno immediatamente diramato le ricerche e rintracciato il 57enne. Nella sua abitazione hanno rinvenuto una pistola cal. 6,35 con matricola abrasa, colpo in canna e 4 cartucce nel caricatore.
E ancora altre 5 cartucce cal. 38 e 1 cal. 9. Dal sopralluogo effettuato dai carabinieri sono stati repertati un bossolo e due ogive.
Il 57enne è finito in manette ed è stato tradotto al carcere di Poggioreale.
Ponticelli, Iti “Marie Curie”: l’impegno della scuola e dello Stato contro la criminalità
Atto criminoso a Ponticelli: si è assistito nelle scorse settimane allo scoppio di bombe che hanno generato non poca tensione tra gli alunni dell’istituto tecnico Marie Curie. Grande solidarietà da parte del Governo. La Dirigente Scolastica Gabriella Russo: “Ritengo sia sempre più centrale l’azione della scuola come presidio di cultura e legalità”.
La scuola non è sola nella lotta contro la criminalità. Lo scoppio di bombe rappresenta l’ennesimo atto di violenza criminale nel quartiere Ponticelli di Napoli. Solidarietà da parte delle Istituzioni che si sono recate in visita presso l’istituto, rappresentate dal sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Rossano Sasso, Gianluca Cantalamessa della Commissione parlamentare Antimafia, dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Luisa Franzese e dal presidente della Commissione regionale Anticamorra, Gianpiero Zinzi. Ne abbiamo parlato con la Dirigente Scolastica dell’istituto tecnico Marie Curie, Gabriella Russo.
Lo scoppio delle bombe: un episodio di violenza che ha turbato gli studenti dell’istituto tecnico e tecnologico Marie Curie di Ponticelli. Si è trattato di un atto di vera criminalità che ha messo in difficoltà anche un istituto di punta del territorio. Come commenterebbe questo atto efferato?
“Tengo a precisare che non si è verificato tale atto nelle adiacenze dell’istituto ma piuttosto nei luoghi dove abitano i nostri studenti che hanno manifestato paura e preoccupazione di fronte ad atti criminali di tale portata che vengono vissuti nell’ottica di una vera e propria guerra urbana. Questo è inaccettabile in un territorio che chiede la necessità di intervenire subito per evitare che ci siano altre vittime innocenti come Ciro Colonna, il ragazzo ucciso il 7 giugno del 2016. La camorra è il problema più drammatico di Napoli e ne condiziona la vita quotidiana e la possibilità di normalità e di sviluppo. Bisogna, altresì, sottolineare che certamente di fronte agli episodi che hanno coinvolto negli ultimi mesi il territorio di Ponticelli è fondante per la scuola fare una riflessione, attraverso la promozione di attività di prevenzione al fine di offrire alle giovani generazioni gli strumenti per scegliere”, spiega la Dirigente Scolastica Gabriella Russo.
L’istituto, però, non è stato abbandonato. In risposta allo scoppio delle bombe lo Stato ha dimostrato di essere presente perché atti di tale gravità non si manifestino più. La scuola non è sola e a testimoniarlo è stato l’incontro in presenza con il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Rossano Sasso, Gianluca Cantalamessa della Commissione parlamentare Antimafia, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Luisa Franzese e il presidente della Commissione regionale Anticamorra, Gianpiero Zinzi. Cosa ha significato questo per l’istituto?
“Sicuramente la presenza delle Istituzioni ha avuto un forte impatto sulla Comunità scolastica, che ha accolto favorevolmente la vicinanza e la solidarietà del Governo. Devo sottolineare che rilevante è stato, da parte delle forze politiche, constatare la presenza della Scuola come istituzione dello Stato, centro propulsore di formazione e cultura su di un contesto territoriale ad alto rischio sociale. L’Istituto tecnico tecnologico Marie Curie, presidio di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, porta avanti da tempo azioni miranti a formare cittadini corresponsabili, volano indispensabile per il recupero sociale e civile del territorio, contrastando in tal modo l’azione criminosa e violenta della criminalità presente sul territorio attraverso un sempre più forte impegno verso una dimensione educativa che promuova negli studenti senso di responsabilità civile e democratica”, aggiunge la Dirigente Russo.
Eppure, nonostante le difficoltà in cui versa il territorio, la voglia di crescere è l’arma efficace per combattere le illegalità. E l’istituto Marie Curie lo sa bene, vantando laboratori e tecnologie d’avanguardia per favorire la formazione dei propri studenti. Come descriverebbe oggi la scuola che rappresenta?
“Di fronte a queste azioni – spiega la Dirigente Scolastica – ritengo sia sempre più centrale l’azione della scuola come presidio di cultura e legalità. Oggi più che mai è essenziale promuovere iniziative che leghino sempre di più la scuola al territorio per rispondere alle esigenze dei nostri giovani studenti e per costruire sempre maggiori opportunità per il loro futuro. L’obiettivo della scuola è quello di mettere al centro i nostri studenti accompagnandoli nella loro crescita, rendendoli protagonisti nella costruzione del loro profilo professionale e culturale rendendoli cittadini responsabili ed attivi che possano diventare delle risorse preziose per il territorio nel quale vivono”.
L’istituto, però, non è stato abbandonato. In risposta allo scoppio delle bombe lo Stato ha dimostrato di essere presente perché atti di tale gravità non si manifestino più. La scuola non è sola e a testimoniarlo è stato l’incontro in presenza con il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Rossano Sasso, Gianluca Cantalamessa della Commissione parlamentare Antimafia, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Luisa Franzese e il presidente della Commissione regionale Anticamorra, Gianpiero Zinzi. Cosa ha significato questo per l’istituto?
“Sicuramente la presenza delle Istituzioni ha avuto un forte impatto sulla Comunità scolastica, che ha accolto favorevolmente la vicinanza e la solidarietà del Governo. Devo sottolineare che rilevante è stato, da parte delle forze politiche, constatare la presenza della Scuola come istituzione dello Stato, centro propulsore di formazione e cultura su di un contesto territoriale ad alto rischio sociale. L’Istituto tecnico tecnologico Marie Curie, presidio di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, porta avanti da tempo azioni miranti a formare cittadini corresponsabili, volano indispensabile per il recupero sociale e civile del territorio, contrastando in tal modo l’azione criminosa e violenta della criminalità presente sul territorio attraverso un sempre più forte impegno verso una dimensione educativa che promuova negli studenti senso di responsabilità civile e democratica”, aggiunge la Dirigente Russo.
Eppure, nonostante le difficoltà in cui versa il territorio, la voglia di crescere è l’arma efficace per combattere le illegalità. E l’istituto Marie Curie lo sa bene, vantando laboratori e tecnologie d’avanguardia per favorire la formazione dei propri studenti. Come descriverebbe oggi la scuola che rappresenta?
“Di fronte a queste azioni – spiega la Dirigente Scolastica – ritengo sia sempre più centrale l’azione della scuola come presidio di cultura e legalità. Oggi più che mai è essenziale promuovere iniziative che leghino sempre di più la scuola al territorio per rispondere alle esigenze dei nostri giovani studenti e per costruire sempre maggiori opportunità per il loro futuro. L’obiettivo della scuola è quello di mettere al centro i nostri studenti accompagnandoli nella loro crescita, rendendoli protagonisti nella costruzione del loro profilo professionale e culturale rendendoli cittadini responsabili ed attivi che possano diventare delle risorse preziose per il territorio nel quale vivono”.
Le ricette di Biagio: orecchiette e broccoli. Perché un babbeo è “’no vruoccolo”, a Napoli
Ma sarebbe più giusto usare la parola “vruoccolo” nel significato di “vezzo aggraziato” che è documentato nelle opere di G.B. Basile, del Cortese, di Ferdinando Russo. I Napoletani “mangiavruoccole”. Quando il Belli definì “broccoli” i cardinali del Sacro Collegio. Le complesse ragioni della metafora dello “stupido” e i contrasti tra gli studiosi. I significati di “vrucculiarsi” e di “vrucculuso”. La “trama” storico- filosofica della ricetta di Biagio.
Ingredienti (5 persone): gr. 400 di orecchiette; 800 g di broccoli; 1 spicchio d’aglio; provolone del Monaco grattugiato; peperoncino;olio; mezzo bicchiere di vino “per’’e palummo”; sale. Dopo aver eliminato le foglie dei broccoli, dividete i “fiori” in piccole cime, cospargetele con cura di gocce di “per’’e palummo”, aspettate che le gocce siano assorbite e lessate le cimette in acqua salata per pochi minuti. In un tegame scaldate due cucchiai d’olio, aggiungete l’aglio, il peperoncino e le cime. Dopo dieci minuti, calate nel tegame le orecchiette già lessate e scolate al dente. Miscelate tutto lentamente e con cura, preparate il “piatto” e dategli sapore con il provolone del Monaco grattugiato. (L’immagine è tratta dal sito “buonissimo.it”).
Fra Emanuele da Mirabella, che fu cellerario dell’Eremo di Santa Maria Coronata dei Camaldolesi a Visciano negli ultimi trenta anni del sec.XVIII, nel registrare l’acquisto dei broccoli specificava che erano di Somma. Fino a metà Settecento i Napoletani erano chiamati non solo dai Toscani, ma anche dai Siciliani “mangiabroccoli”. Nel “cunto” di G.B. Basile “Lo mercante” Cienzo, che si accinge ad andar via da Napoli, saluta la città che è l’approdo ultimo della “grazia” e della “virtù: “ Addio, pastinache e fogliamolle, addio, zeppole e migliaccio, addio, vruoccole e tarantiello…”.Nel 1678 il palermitano Andrea Perrucci, diventato famoso con “La Cantata dei pastori”, scrisse in un poemetto che l’esercito napoletano portava sulla bandiera “no mazzo de vruoccole”, con una scritta “ Ntra la panza haggio de la vittoria la speranza”. Già prima dell’unità d’Italia, quando i Napoletani da “mangiafoglie” erano ormai diventati “mangiamaccheroni”, i gastronomi sottrassero i broccoli al patrimonio delle squisitezze napoletane e li assegnarono a Roma A Napoli “ ‘o vruoccolo” è lo stupido, il babbeo. Secondo alcuni studiosi, l’insulto esatto era “per’’e vruoccolo”, “ piede di broccolo”, una parte inutile dell’ortaggio, che di buono ha le cime. Nel sonetto “ Er testamento der Pasqualino” Gioacchino Belli chiama “torzetto”, torso di broccolo, uno che vendeva l’ortaggio. E in un altro sonetto, “broccoli” sono i cardinali di un “collegio fiacco”, in mezzo ai quali il Papa è “come un fiore che non fa primavera”.Secondo altri, “’o vruoccolo” indicava gli sciocchi e i “semplici” d’animo e di espressione, perché, quando i Napoletani erano “mangiafoglie”, i broccoli venivano coltivati sulle colline della città, negli orti e tra le capanne e i casolari ancora abitati da “terragni” grulli e fessacchiotti nello sguardo e nei modi. Ma anche l’italiano “broccolo” può significare “stupido, tonto”. E allora c’è chi fa dipendere tutto dal latino medioevale “broccus” ( o “brocchus”), che indicava una persona “ con i denti in fuori” – ed è facile immaginare quale sia l’espressione di un volto in cui tutti i denti “ sono in fuori” – e, poi, per traslato, fu appioppato, questo “broccus” anche ai cavalli vecchi – i brocchi – che portano la somma dei loro anni scritta sulle labbra che si ritirano e lasciano scoperta la dentatura. Capitava che le coppie di innamorati si appartassero, per i loro ragionamenti d’amore, “mmiez’’e vruoccole”: e dunque, snodandosi la catena delle associazioni linguistiche, il verbo “vrucculià’” significò – e significa ancora per chi parla la lingua nostra -. “far vezzi e moine”, e “vrucculuso” è il “seducente” capace di “vezzi aggraziati”, ma anche chi esagera nelle effusioni e diventa “smorfioso” e “lezioso”. Con un traslato “inverso” “vruoccolo” assunse anche il significato di “vezzo, grazia, modi seducenti” e in questo senso lo usò G.B. Basile nel “cunto” “Le tre fate”: Cicella “aveva tante squasille, gniuoccole, vruoccole, vierre e cassesie, che scippava li core da li piette”.: e in questo senso lo usò anche Ferdinando Russo. Il sapore e le “virtù” dell’ortaggio meritano di essere collegati ai “cianci” descritti e cantati dai grandi poeti napoletani, e non all’immagine del babbeo. Nella versione che la ricetta di Biagio dà del classico piatto napoletano c’è una “trama” storico- filosofica, perché essa congiunge la storia dei Napoletani “mangiafoglie” a quella dei Napoletani “mangiamaccheroni” e mette insieme la pianura della Campania Felix ( i broccoli), il Somma – Vesuvio ( il vino “per’’e palummo”), la costa del Golfo ( le orecchiette e il provolone del Monaco).
(fonte foto: rete internet)
Somma Vesuviana, l’Associazione Ingegneri ed Architetti: “Scelta scellerata abbattere la scuola di Aldo Loris Rossi”
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dell’ Associazione Ingegneri ed Architetti di Somma Vesuviana indirizzata ai cittadini, al sindaco, ai consiglieri e alla giunta.
L’aver appreso che L’Amministrazione Comunale abbia consentito a far realizzare un progetto che prevede l’abbattimento della struttura adibita a scuola dell’infanzia, posta su via San Giovanni de Matha, in un primo momento, ci ha lasciati increduli!
Molti di noi hanno pensato ad un errore di localizzazione. Ci siamo detti: si tratterà dell’altra struttura posta all’incrocio tra via De Matha e la Circumvallazione. Una struttura nata per altri fini ed adattata a scuola, struttura senza alcuna velleità. Abbiamo pensato: Non può trattarsi della scuola per l’infanzia appena ristrutturata;
Poi abbiamo cercato maggiori informazioni e sul sito del Comune abbiamo trovato il progetto definitivo approvato con Delibera di Giunta – n. 35 del 20/05/2021 e pubblicato all’Albo Pretorio.
La notizia era dunque vera! La Scuola, in oggetto, è stata realizzata agli inizi degli anni 80 del secolo scorso su progetto di Aldo Loris Rossi, docente universitario ed uno dei pochi maestri dell’architettura contemporanea di Napoli.
La scuola rappresenta uno dei pochi esempi di architettura contemporanea del nostro territorio insieme all’altro progetto dello stesso progettista, ben nota, ancora in realizzazione da oltre 50 anni, la scuola di via Trentola.
La scuola è stata anche oggetto di una riqualificazione e manutenzione, costata alla comunità sommese circa 200.000 /00 euro solo due anni fa! (in rete si trovano ancora le foto della inaugurazione)
L’Associazione Ingegneri ed Architetti di Somma Vesuviana esprime tutta la sua amarezza per questa scelta. Ritiene che non ci siano motivi plausibili che giustifichino un tale atto, un tale “scempio”.
Questa significativa opera di architettura contemporanea può essere solo conservata!
Se non la si ritiene più idonea alla funzione di scuola dell’infanzia si può pensare ad altre destinazioni funzionali, ma abbatterla, NO!
Abbatterla ha il solo significato di cancellare uno dei pochi interventi significativi realizzati nel nostro paese, significa privare le prossime generazioni di un documento importante della nostra storia.
Si può avviare un dibattito pubblico sulle probabili e possibili destinazioni funzionali ; possiamo trovarne migliaia che andrebbero a soddisfare le tantissime carenze di luoghi pubblici ed aggregativi che tanto mancano alla nostra Comunità.
Sui media “social” tanto seguiti ed usati da questa Amministrazione abbiamo riscontrato che si è acceso un grande dibattito in merito, da cui si evince lo sbigottimento di tanti cittadini, ma anche tante proposte per un eventuale riutilizzo ad altre destinazioni.
Ci auguriamo che L’Amministrazione Comunale riconsideri questa scelta scellerata. Ci auguriamo che i tecnici coinvolti in questa scelta, in primis, il Dirigente della P.O. n. 4 arch. G. Rossi, che condivide con il progettista “solo” il cognome, e quelli presenti in Giunta, propongano soluzioni che evitino che questa scelta vada avanti .
Abbiamo tante strutture pubbliche prive di qualsiasi valore storico artistico – non ultima la struttura menzionata agli inizi di queste note, che il buon senso ci aveva fatto subito pensare, posta a poche centinaia di metri di distanza dall’asilo di Loris Rossi – che possono essere oggetto di abbattimento e ricostruzione con i necessari miglioramenti strutturali, estetici e funzionali richiesti.
Ci auguriamo che L’Amministrazione comunale esca finalmente da un atteggiamento autoreferenziale nelle scelte, che ha prodotto questo risultato e proceda ad un confronto con la comunità che rappresenta ed in particolare con i tecnici locali, che conoscono, amano e vivono il loro territorio.
Le scelte che si fanno su un territorio devono essere concertate, condivise e partecipate con la comunità, affinché rispondano alle sue esigenze.
L’AIASV si attiverà perché la scuola dell’infanzia realizzata da Aldo Loris Rossi sia riconosciuta opera di Architettura Contemporanea e per essa sia avviata un’azione di tutela e salvaguardia da parte del Ministero per i beni e le attività culturali.
Con tutte le nostre forze lavoreremo per difendere il patrimonio storico, artistico ed architettonico della nostra Città, di cu la scuola di Loris Rossi ne rappresenta un mirabile tassello.
Associazione Ingegneri ed Architetti di Somma Vesuviana
foto attuale foto del progetto
foto attuale foto del progetto
Somma Vesuviana, alla San Giovanni Bosco l’evento conclusivo del progetto “Indipendente …..Mente”
Dal Comune di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo
Alla media San Giovanni Bosco l’Orchestra a distanza dei giovani musicisti contro le dipendenze lancia lo slogan : “Mi faccio di musica” . Presso la palestra del plesso centrale della scuola media “San Giovanni Bosco – Summa Villa” l’evento conclusivo del progetto “Indipendente …..Mente” .
Con l’istituzione scolastica l’Arma dei Carabinieri e il Comune. Ernesto Piccolo (Preside) : “Vogliamo sensibilizzare gli alunni e le famiglie per tentare di porre rimedio a questa piaga sociale con la prevenzione”.
Coinvolgente il momento in cui il Capitano dei Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, Emanuele Palombi ha parlato ai ragazzi andando in mezzo a loro.
Salvatore Di Sarno (sindaco) : “Tutti siamo stati ragazzi e tentati dal fare qualcosa di diverso con gli amici. Tanti sono stati i casi di giovani ricoverati in ospedale e che hanno rischiato la vita perché bevono. Ma tutto questo per fare cosa? Per dimostrare cosa? Quale è il valore che voi ragazzi date alla vostra vita? Dobbiamo riportare la famiglia al centro, la scuola al centro”.
“Con lo slogan innovativo “Mi faccio di musica” i nostri ragazzi hanno dato vita ad una Orchestra a distanza contro le dipendenze come il consumo dell’alcol. Attraverso la musica, ma anche la lettura di passi, di storie reali, concrete di personaggi anche famosi che con grande forza sono riusciti a staccarsi dalla dipendenza, abbiamo dato vita al progetto “Indipendente ….Mente” ed io ringrazio i miei studenti, i miei docenti perché hanno realizzato un grande lavoro multidisciplinare. Abbiamo continuato così quel percorso sulla legalità che stiamo portando avanti da tempo. Vogliamo sensibilizzare gli alunni e le famiglie per tentare di porre rimedio a questa piaga sociale con la prevenzione. Un grazie di cuore vorrei rivolgerlo ai docenti dell’indirizzo musicale ma a tutti i docenti coinvolti nel progetto multidisciplinare. Colpisce il come nonostante la pandemia questi docenti, questi ragazzi siano stati uniti dalla voglia di divulgare un’ideale forte che è quello della condivisione per ribadire con forza che la vita di tutti è un dono”. Lo ha affermato Ernesto Piccolo, Preside della Scuola Media “San Giovanni Bosco – Summa Villa” di Somma Vesuviana.
Nella palestra del plesso centrale della Scuola Media San Giovanni Bosco – Summa Villa, l’evento conclusivo del progetto “Indipendente ….Mente” che ha visto insieme tutti i ragazzi delle Terze.
Sindaco, Arma dei Carabinieri sono andati proprio in mezzo ai ragazzi per trasmettere il senso della vita e l’importanza della loro vita.
“Cari giovani – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – ricordate che se volete diventare cittadini modello, dovete avere il massimo rispetto per l’istituzione scolastica e per tutte le istituzioni. Un giorno potreste essere voi al nostro posto. Tutti siamo stati ragazzi e tentati dal fare qualcosa di diverso con gli amici. Tanti sono stati i casi di giovani ricoverati in ospedale e che hanno rischiato la vita. Ma tutto questo per fare cosa? Per dimostrare cosa? Quale è il valore che voi ragazzi date alla vostra vita? Dobbiamo riportare la famiglia al centro, la scuola al centro. Sono scuola e famiglia i veri punti di riferimento. Qualche giorno fa ho ascoltato il cuore di mio figlio che sta per nascere: ecco la vita è così! Piena, bella, un vero dono!”
Coinvolgenti gli interventi del Capitano dei Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, Emanuele Palombi e del Comandante della Stazione Carabinieri di Somma Vesuviana, Alessandro Gambino, che hanno scelto di stare in mezzo ai ragazzi, incontrarli da vicino e parlare direttamente loro, di parlare ai ragazzi stando con loro.
Bello, vivo, coinvolgente, emozionante il video realizzato dagli studenti in grado di mettere insieme discipline ed arti diverse come: musica, narrazione, disegno, scenografia. Un lavoro in team, di gruppo per dire a tutti : “Mi faccio di musica”, dunque “Mi faccio di arte” uno slogan chiaro, netto, contro le dipendenze per far comprendere a tutti gli altri giovani che il positivo è in tutti, la vita è un dono per tutti e di tutti. Questi tempi impongono il ritorno dei valori di insieme, incontrarsi, vedersi, parlarsi, dialogare, dello stare insieme.
Somma Vesuviana, Tramandars: “Contrari a cancellare l’opera di Rossi”
Dopo il consigliere Rianna, il consigliere Piscitelli e altre componenti della politica e della società locale, anche il collettivo Tramandars dice no all’idea di abbattere un’opera riqualificata solo a fine 2019 e frutto della progettazione di un grande architetto del panorama italiano e internazionale.
“Abbiamo letto un comunicato stampa dall’articolo de ilMediano.it “Somma Vesuviana, approvati progetti per un nido comunale e la nuova scuola dell’infanzia De Matha” dove testualmente si cita “i progetti candidati sono…. la costruzione della scuola dell’infanzia, previa demolizione del plesso scolastico esistente , in via S.Giovanni de Matha.”
Siamo contrari a questa iniziativa, per l’importanza architettonica dello stabile.
Teniamo a ricordare che la struttura è stata progettata dal grande Architetto italiano Aldo Loris Rossi, uno degli architetti italiani più importanti dello scorso secolo.
Alleghiamo per chi magari non conosce la storia di quel luogo, un articolo di Summana, scritto e firmato dall’architetto in persona, precisamente il N°6 del 1986, in cui sono spiegati in maniera didattica i motivi della sua forma, del come è stato immaginato e del perché è stato realizzato in quel modo. 

E’ triste dover ricordare noi, a chi ne ha le competenze o a chi dovrebbe delegarle, chi sia Aldo Loris Rossi, e per questo decidiamo di non farlo, ma rimandiamo ad un articolo di ARTRIBUNE – Storia dell’Architetto Aldo Loris Rossi (https://www.artribune.com/…/aldo-loris-rossi-storia…/ ). 

Nonostante Somma sia “Città che legge” comprendiamo alcune criticità che magari hanno portato ad una decisione del genere, di fatto l’Italia è agli ultimi posti per la comprensione dei testi .
Per questo nel caso potesse essere difficoltoso o noioso leggere un articolo, invitiamo ancora una volta, chi di dovere, quanto meno a leggere la pagina di Wikipedia a lui dedicata, sperando che almeno lo sforzo di leggere mezza paginetta possa essere retto.
A Palma Campania un murales dedicato a Giancarlo Siani
Dal Comune di Palma Campania riceviamo e pubblichiamo.
Parteciperà anche Paolo Siani, medico, parlamentare e fratello di Giancarlo, alla presentazione del murales dedicato a Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra nel 1985, realizzato a Palma Campania dall’artista Luca Carnevale.
L’evento si terrà nei pressi dell’Istituto comprensivo “Vincenzo Russo”, in via Trieste, lunedì 31 maggio alle ore 11. Oltre a Paolo Siani interverranno la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo “Russo” Enza D’Agostino, l’assessore alla cultura del Comune di Palma Campania Elvira Franzese, il sindaco Nello Donnarumma e l’autore del murales Luca Carnevale.
Luca Carnevale è un muralista che da un po’ di tempo porta avanti un progetto che prende il nome di HUMAnhERO, con il quale cerca di rappresentare i fatti della vita attraverso il linguaggio del fumetto, celebrando i protagonisti di quest’ultima come dei veri e propri supereroi (di quelli americani), pur essendo loro persone normali, facendone però prevalere lo status di “umani” rispetto a quello di “super”. Gli eroi di tutti i giorni insomma, persone famose che hanno dato un contributo alla nostra cultura, ma anche persone che possiamo incontrare tutti i giorni per strada e che hanno a cuore il bene del prossimo. Nell’ambito di questo progetto è nato il murales di Palma Campania dedicato a Giancarlo Siani.
(fonte foto:rete internet)


