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Nel corso dell’incontro l’oncologo insiste anche sul tracciamento dei rifiuti

Antonio Marfella, oncologo da sempre attento alle tematiche ambientali, ha presentato a Palma Campania, a cura dell’associazione culturale “Ecco” (libera associazione ecologista) il suo libro dal titolo “I miei cento passi nella Terra dei Fuochi”, edito da Guida. Un luogo emblematico, perché proprio Palma Campania al centro del dibattito da qualche tempo c’è il progetto dell’impianto di compostaggio.

Sollecitato dalla giornalista Olga Vicinanza, Marfella ha chiarito che “gli impianti di compostaggio ci vogliono, soprattutto in Campania”. Nella nostra regione, infatti, la media del compostaggio prodotto è intorno al 3% rispetto al 15% della media nazionale. Necessari gli impianti, dunque, “a norma e ben gestiti”, come specifica il medico. Marfella ha infatti spiegato che la “gli impianti ci servono anche perché il compostaggio in quanto  tale è stato sempre fatto, ma i controlli sono necessari, con una capacità seria e concreta soprattutto in campo informatico”. Marfella ha, infatti, insistito sul tracciamento dei rifiuti, spiegando che fino a questo momento è stato proprio il mancato tracciamento alla base delle incertezze sulla gestione e sulla conseguente preoccupazione per la salute dei cittadini.

Come è noto, a Palma Campania si discute di impianti destinati alla valorizzazione della frazione organica per la produzione di biometano, di compost e lavorazione di multimateriale. Una recente relazione, prodotta da esperti nominati dal consiglio comunale, ha scoraggiato la realizzazione dell’impianto per il multi materiale, dando il via libera a quello per biometano e compost, seppure dopo una serie di prescrizioni