Somma Vesuviana, scuola, storici locali e Comune insieme per il convegno “Perché non si inganni la memoria”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Morirono con l’accusa ingiusta di essere complici del brigantaggio – ora a distanza di 160 anni esatti, il Comune di Somma Vesuviana e la Scuola Media “San Giovanni Bosco – Summa Villa” dedicheranno loro ben 6 pietre di inciampo nella piazza principale del paese. Si tratta di 6 cittadini di Somma Vesuviana. Salvatore Di Sarno (sindaco): “Piazza Vittorio Emanuele III ben presto potrebbe cambiare nome. Domani in occasione della Festa della Repubblica, scopriremo 6 pietre di inciampo dedicate a 6 cittadini di Somma Vesuviana che furono accusati di brigantaggio e fucilati il 23 Luglio del 1861. I fatti, ben documentati, dicono invece che erano innocenti!”. Guido D’Agostino ( intellettuale ): “Escono sempre più libri su temi storici, dunque aumenta l’interesse”. Ciro Raia (Presidente Irescol) : “Al fianco della sensibilità mostrata dal Comune di Somma Vesuviana per fare in modo che tutti quanti partecipino ad un processo di democrazia e di conoscenza”. Ernesto Piccolo (Preside della Scuola Media San Giovanni Bosco) : “Partiamo dal dato che la nostra realtà locale è ricca di eventi di portata storica”. Il 23 Luglio del 1861, l’esercito piemontese fucilava 6 cittadini sommesi con l’accusa, poi rivelatasi infondata, di brigantaggio. Domani a distanza di 160 anni, in occasione della Festa della Repubblica, cerimonia di inaugurazione di 6 pietre di inciampo con i loro nomi. Sei pietre di inciampo per ricordare eventi storici! –  Domani – Mercoledì 2 Giugno ore 10, in Piazza Vittorio Emanuele III – Somma Vesuviana (NA). “Non è da escludere che ben presto la nostra Piazza centrale possa cambiare nome e non chiamarsi più Vittorio Emanuele III. Non siamo dinanzi ad una semplice operazione verità ma abbiamo l’onore di essere parte di un progetto culturale più ampio in grado di guardare al futuro con onestà soprattutto intellettuale”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano, intervenendo questa sera alla conferenza “Perché non si inganni la memoria” alla vigilia della Festa della Repubblica, svoltasi presso il cortile del Comune. E domani, alle ore 10, in Piazza Vittorio Emanuele III, per la prima volta cerimonia inaugurale di 6 pietre di inciampo dedicate a 6 cittadini di Somma Vesuviana, accusati ingiustamente di brigantaggio, condannati e fucilati nel 1861 dopo un processo sommario. “Siamo dinanzi ad una rivisitazione dei fatti storici. Con le pietre di inciampo anche i nostri giovani potranno leggere i loro nomi, i nomi di 6 sommesi fucilati il 23 Luglio del 186: Francesco Maria Carlo Di Mauro, di anni 45, abitava in Via Castello; Saverio Scozio di anni 28, abitava in Via Castello; Giuseppe Iervolino di anni 40, abitava in Via Persico; Luigi Romano di anni 40, abitava in Via Pigno; Vincenzo Fusco di anni 50, abitava invece in Via Spirito Santo; Angelo Granato, anni 48, abitava in Via Ciciniello. Il 23 luglio del 1861, questi giovani sommesi, furono fucilati – ha continuato Di Sarno –  passati per le armi dall’esercito piemontese, dopo un processo approssimativo, senza basi, con l’accusa di rapporti con il brigantaggio di allora.  I fatti, le documentazioni, le prove, la storia ridaranno loro verità, giustizia e memoria dimostrando che invece erano 6 innocenti, 6 ragazzi che non avevano rapporti con il brigantaggio e magari con ogni probabilità questi ragazzi forse nutrivano nei loro sogni anche la libertà e l’unità da Sud al Nord. A distanza di 160 anni esatti, il Comune di Somma Vesuviana, la città tutta, l’istituzione scolastica delle medie “San Giovanni Bosco – Summa Villa” renderanno onore e giustizia ai 6 sommesi con l’inaugurazione di ben 6 pietre di inciampo in Piazza Vittorio Emanuele III esattamente il 2 Giugno in occasione della Festa della Repubblica”. La storia recupera dunque centralità! “L’unica cosa bella e buona che è accaduta in questo periodo è che la gente ha letto molto di più. Ci sono più libri di storia in edicola. E’ uscito un libro sul 2 Giugno, un altro sull’Unità di Italia trattando anche temi del giorno. La storia che stava perdendo – il prof. Guido D’Agostino, Presidente dell’ICSR intervenendo questa sera a Somma Vesuviana alla Conferenza “Perché non si inganni la memoria” alla vigilia della Festa della Repubblica – colpi ha ritrovato una dimensione più umana, vicina”. Il ruolo della storia ora è ancora più importante “E’ importante per fare uscire dall’oblio fatti e personaggi e dare maggiori conoscenze – ha affermato il prof. Ciro Raia, intellettuale, Presidente dell’IRESCOL – e nella fattispecie superare gli specchi deformanti della storia che la fanno guardare solo in modo Nord – Centrico, guardarla come se ci fossero ancora le vecchie carte geografiche hic sunt leones e dunque fare in modo che tutti quanti partecipino ad un processo di democrazia e di conoscenza.  Diamo una mano alla scuola e alla sensibilità mostrata dal Comune di Somma Vesuviana”. La verità attraverso l’analisi storica. Dunque lo studio della storia come base per conoscere il presente e capire orizzonti futuri. La Scuola Media San Giovanni Bosco – Summa Villa ha dato vita proprio ad un Laboratorio storiografico che vede insieme docenti ed alunni nell’analisi critica degli eventi storici. “Intanto partiamo dal dato che la nostra realtà locale è ricca di eventi di portata storica. Per rafforzare il senso di appartenenza al territorio abbiamo voluto sempre valorizzare tutti i momenti importanti che hanno interessato la nostra comunità e hanno indirizzato i nostri alunni ad uno studio critico.  “In Somma…….la storia” è un progetto innovativo formato da un Laboratorio storiografico e anche da una newsletter con un apposito periodico per coinvolgere la platea scolastica in questo percorso basato sall’analisi di eventi storici. Il team è formato dalle prof.sse Giuseppina Di LorenzoFelicia TerraccianoMaria D’AmbrosioTeresa IovinoValeria SalernoAnnaMaria De Vita con la collaborazione del prof. Ciro Raia, scrittore e Presidente dell’IRESCOL. In questo momento storico particolare, la scuola oltre a non doversi sottrarre alla sua principale missione educativa – ha affermato Ernesto Piccolo, Preside della Scuola Media “San Giovanni Bosco – Summa Villa” che ha ideato l’intero progetto –  che è quella di accompagnare i giovani studenti nel loro percorso di crescita e di formazione umana e intellettuale, deve anche stimolare le giovani menti al pensiero critico. Per poter perseguire tali obiettivi, la Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco – Summa Villa” ha istituito il Laboratorio Storico Permanente che, in stretta collaborazione con l’IRESCOL, propone percorsi storiografici in un’ottica locale e nazionale. Dunque docenti ed alunni saranno impegnati nella ricostruzione storica di alcuni eventi. Nel caso specifico abbiamo analizzato un fatto avvenuto il 23 Luglio del 1861. Quel giorno ben 6 cittadini furono fucilati con l’accusa, poi rivelatasi ingiusta, di essere briganti o comunque complici del brigantaggio di allora. Ecco come attraverso lo studio e la narrazione di un evento come questo si possa ricostruire uno spaccato della vita di allora.  Andiamo in questo modo a ribadire la centralità e l’importanza dello studio della storia, senza il quale non possiamo comprendere il presente e capire dove possa andare il nostro futuro”. Ma la storia inizia dal quotidiano, dal nostro vicino, dal paese, dalla strada, da un vicolo, dalla realtà territoriale. “Per arrivare a fatti generali bisogna partire dalle piccole parti. Dunque la storia locale è fondamentale non solo perché ognuno dovrebbe sapere da dove viene – ha dichiarato Domenico Parisi, professore e ricercatore di storia locale –  chi è e dove vuole andare ma anche perché nelle micro – storie c’è tutto il fondamento dell’ambiente storico nel quale si è verificato un fenomeno magari anche generale. Nel caso ad esempio del brigantaggio è fondamentale vedere dove si è sviluppato questo fenomeno, perché si è sviluppato, quali le caratteristiche e se veramente ha inciso su tutta la storia generale”. La storia è scritta da uomini e il suo studio, la sua analisi sono oggi ancora più importanti. “La storia è fondamentale ma è ancora di più importante discutere sulla storia perché la storia è scritta da uomini. La storia è risultato di una memoria – ha concluso Rosalinda Perna, Assessore ai Beni Culturali del Comune di Somma Vesuviana –  sia essa una memoria individuale, sia essa una memoria collettiva. La memoria individuale è fatta di emozioni e anche la memoria collettiva è fatta di tanti fattori. L’importante però è parlare della storia e trovare quel giusto equilibrio tra memorie nascoste individuali e memoria pubblica”. A distanza di 160 anni, Somma Vesuviana ricorderà tutti loro con l’inaugurazione di ben 6 pietre di inciampo in Piazza Vittorio Emanuele III. Domani, Mercoledì 2 Giugno, alle ore 10, in occasione della Festa della Repubblica, inaugurazione delle SEI PIETRE DI INCIAMPO in Piazza Vittorio Emanuele III. Pietre di inciampo per ricordare e imparare la storia, conoscere gli eventi e averli in memoria, ed è la prima volta che accade a Somma Vesuviana.

Somma Vesuviana, Lega Giovani: “Più qualità al trasporto pubblico locale”

Dal coordinatore cittadino della Lega Giovani di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo.     Il coordinatore cittadino della Lega Giovani, Antonio Giuliano presenta un’ istanza al Comune di Somma Vesuviana per migliorare il servizio di trasporto pubblico locale. Premesso che: Siamo nel 2021, e ahimè, il comune di Somma Vesuviana è uno dei pochi comuni dell’area del vesuviano a non possedere un servizio di trasporto pubblico locale. Premesso che quest’idea di pianificare un servizio pubblico locale nasce dall’esigenza dei cittadini sommesi a non poter raggiungere il cimitero di Somma Ves.na dalle loro abitazioni, soprattutto per le persone anziane; noi della Lega Giovani, abbiamo pensato di instituire un servizio unico per la città e senza precedenti, infatti, abbiamo considerato tutte le fasce d’età, tutte le esigenze della popolazione (che non sia solo un servizio cimiteriale), tutti i fabbisogni che il cittadino senza un automobile personale può raggiungere in breve tempo, grazie ad un sistema strategico. Stiamo parlando di collegare tutte le zone di Somma per consentire il singolo cittadino impossibilitato di raggiungere in breve tempo: il supermercato più vicino, la posta più vicina, la tabaccheria più vicina, raggiungere il centro in modo più veloce, arrivare al cimitero e avere tutto il tempo necessario per andare a trovare i propri cari, ci si potrebbe raggiungere la circumvesuviana, quell’amico che abita a 7km distante, raggiungere la farmacia che è distante dalla propria abitazione, e così via… Questo porterebbe solo ed esclusivamente beneficio alla città, perché per esempio, in termini economici si andrebbe ad aiutare commercianti, negozi, attività commerciali della città senza che loro ci abbiano chiesto qualcosa. Come? Con il servizio di trasporto pubblico locale; questo progetto punta a migliorare l’economia del paese, e punta a sostenere quelle persone impossibilitate a muoversi dalla propria abitazione. Tutto al costo di un semplice biglietto, che potrà essere fatto dal cittadino nel pullman stesso, il biglietto potrà essere o di sola andata (noi proponiamo 1,20€) oppure andata e ritorno in giornata (noi proponiamo 1,80€); per inizio, lo si potrebbe fare dalle due alle tre volte a settimana con due corse giornaliere. In termini economici vuol dire, che se prendiamo un pullman da trenta posti, considerata la pandemia sarà capiente massimo al 50%, quindi 15 posti, se consideriamo: biglietto andata e ritorno, due corse al giorno, per un anno, al massimo della capienza per emergenza covid, sarebbe un valore di 2.592€, se vi dico che oltre le due corse settimanali (ipotizziamo il martedì e il venerdì) di un solo pullman, ci mettiamo un altro pullman, poiché abbiamo diviso Somma in due linee di collegamento il valore raddoppia quindi parliamo di 5.184€, se ci mettiamo che tra qualche mese con l’aumento dei vaccinati, e il crollo in giù progressivo della diffusione del covid, potremmo considerare che se il pullman predispone trenta posti a sedere, li potremmo usufruire tutti, quindi in termini economici staremo a parlare di 7.776€ annui, se le corse sarebbero tre, anziché due, allora staremo a parlare di un massimale ipotetico di 31.104€ annui, ed in tutto risolveremo il problema del trasporto pubblico locale e cimiteriale.  SI CHIEDE: Che i mittenti interpretati dall’istanza presentata prendano in seria considerazione questa nostra proposta; Che venga contattata di seguito qualche azienda di Somma Vesuviana, di trasporto pubblico locale che sia pubblica o privata, per stipulare un contratto di servizio. Oppure emanare un bando per le aziende di trasporti pubblici locali della zona vesuviana, ed accettare il miglior offerente. Di seguito vi mostriamo un esempio che abbiamo progettato, e che lo poniamo al vaglio della vostra attenzione:
  • Abbiamo diviso Somma in due linee che partono entrambe allo stesso punto ma percorrono percorsi diversi; La LINEA 1 percorrerà le zone centrali di Somma, mentre la LINEA 2 percorrerà le zone periferiche o quasi, di Somma; entrambe le linee termineranno al cimitero di Somma; e faranno percorsi di andata e ritorno in maniera inversa alle fermate con una sosta di 15 minuti. Ogni tragitto deve impiegare all’incirca un’ora.
  • LA LINEA 1 farà questo tragitto con le seguenti soste: Circumvesuviana di RIONE TRIESTE (ore 8:00) (Spazio adiacente, difronte la stazione), Via Costantinopoli (presso scuola elementare di Rione Trieste), Via Santa Maria a Castello (vicino castello d’Alagno), Via Gino Auriemma (difronte ‘o zingariello),zza Vittorio Emanuele 3 (spazio adiacente a parcheggio in piazza vicino ricarica veicolo elettrico), Circumvesuviana di SOMMA (altezza chiesa S. Domenico), Posta Centrale (sosta all’altezza della farmacia comunale), Via Spirito Santo (sosta all’altezza della tabella Bianco Arredamenti), Via Pomintella (altezza parco verde di Pomintella n 12), Cimitero di Somma (ore 9:00).
15 minuti di sosta. Cimitero di Somma (ore 9:15), Via Pomintella (altezza parco verde di Pomintella n 12), Via Spirito Santo (sosta all’altezza della tabella Bianco Arredamenti), Posta Centrale (sosta all’altezza della farmacia comunale), P.zza Vittorio Emanuele 3 (spazio adiacente a parcheggio in piazza vicino ricarica veicolo elettrico), Circumvesuviana di SOMMA (altezza chiesa S. Domenico), Via Gino Auriemma (difronte ‘o zingariello), Via Santa Maria a Castello (vicino castello d’Alagno), Via Costantinopoli (presso scuola elementare di Rione Trieste), Circumvesuviana di RIONE TRIESTE (ore 10:15) (Spazio adiacente, difronte la stazione). 15 minuti di sosta. E il giro si ripete. Partenza Circumvesuviana di RIONE TRIESTE (ore 10:30) e arrivo al Cimitero di Somma alle ore 11:30. 15 minuti di sosta. Partenza Cimitero di Somma ore 11:45 e arrivo ultimo (fine giro) Circumvesuviana di Rione Trieste ore 12:45.  LA LINEA 2 farà questo tragitto con le seguenti soste: Circumvesuviana di RIONE TRIESTE (ore 8:00) (Spazio adiacente, difronte la stazione), Via Colle (incrocio con via Bianchetto), Via Bianchetto (incrocio con via Malatesta), Via Nola (altezza scuola elementare), Via San Sossio (spiazzale vicino scuola ITIS), Via Traversa Allocca (altezza ex bar millennium), Via Scotola (incrocio con via Sant’Anna e via Capitolo), Via PomiglianoClinica Santa Maria del Pozzo, Via Santa Maria del Pozzo (spiazzale chiesa di Santa Maria), Cimitero di Somma (ore 9:00). 15 minuti di sosta. Cimitero di Somma (ore 9:15), Via Santa Maria del Pozzo (spiazzale chiesa di Santa Maria), Via PomiglianoClinica Santa Maria del Pozzo, Via Scotola (incrocio con via Sant’Anna e via Capitolo), Via Traversa Allocca (altezza ex bar millennium), Via San Sossio (spiazzale vicino scuola ITIS), Via Nola (altezza scuola elementare), Via Bianchetto (incrocio con via Malatesta), Via Colle (incrocio con via Bianchetto), Circumvesuviana di RIONE TRIESTE (ore 10:15) (Spazio adiacente, difronte la stazione). 15 minuti di sosta. E il giro si ripete. Partenza Circumvesuviana di RIONE TRIESTE (ore 10:30) e arrivo al Cimitero di Somma alle ore 11:30. 15 minuti di sosta. Partenza Cimitero di Somma ore 11:45 e arrivo ultimo (fine giro) Circumvesuviana di Rione Trieste ore 12:45.  

Sant’Anastasia, l’ultimo sciuscià sta ‘ccà!

Questo racconto di fantasia si basa su un incontro avvenuto in Sant’Anastasia all’angolo di via D’Auria e via De Rosa antistante a piazza Cattaneo, dove ancora oggi si può ad occhi chiusi rivivere un po’ di sano passato, mentre la mano esperta di Pietro, figlio di Mimì che avviò l’attività, ti lucida le scarpe come un tempo faceva il suo papà. Carmine: Buongiorno Ciro! Ciro: Ué, Carmine, che ci fai qua?
Carmine: Porto un po’ in giro il mio nipotino, e tu?
Ciro: Aspetto mia nipote Annalisa la figlia di mio cugino Silvio che non guida e arriva da Napoli col treno, ma a quanto pare sta in ritardo e nell’attesa guardo un vecchio baldacchino di lustrascarpe qui all’angolo che mi riporta con nostalgia ai tempi in cui ne vedevo tanti per la città.
Nipote: Nonno, nonno, che fa quel signore, pulisce le scarpe ai signori seduti sul trono – Agli occhi del bambino quel baldacchino é parso strano e la domanda gli è sorta spontanea.
Ciro: Ora te lo spiego: quel signore fa un vecchio mestiere che si chiama “il lustrascarpe”, ed é uno dei pochi rimasti.
É un mestiere che oggi si vede poco praticare perché sono cambiate le mode e pure le scarpe non richiedono più il suo intervento.
Ma da noi la pratica del lustrascarpe, devi sapere, ha un valore aggiunto: è una piacevole pausa, specialmente di buon mattino e nei giorni di festa in attesa di incontrarsi con gli amici per un caffè.
Diciamo che é un modo per riempire una noiosa attesa. Quasi sempre nei piccoli centri o quartieri c’è confidenza col cliente e mentre il signore mette in pratica la sua arte, con lucido e spazzole, scambia quattro chiacchiere con lui amichevolmente, come si fa dal barbiere.
Parlano delle solite cose: un po’ del Napoli, un po’ di politica locale e qualche considerazione sulle femmine, che tu adesso non puoi capire perché sei piccolo.
Nipote: E pure tu, nonno Carmine, fai la pausa piacevole e fai qualche considerazione che non posso capire?
Carmine: Certo, ma ora la pausa la fa zio Ciro che ha le scarpe adatte e intanto ti racconto un po’ di questo antico mestiere.
Devi sapere, Claudio, che questo mestiere è stato inventato e praticato negli anni successivi alla seconda guerra mondiale dai ragazzi napoletani che vivevano per strada, i famosi scugnizzi che, per racimolare qualche spicciolo, lustravano le scarpe ai soldati americani i quali li chiamavano “shoe-shine”.
Successivamente, questa pratica divenne, oltre che un espediente, un vero mestiere che si diffuse in Europa e in America.
Oggi, caro nipotino mio, hai avuto il piacere di incontrare un vero shoe-shine che napoletanizzato si dice sciuscià. Pietro forse è l’ultimo sciuscià ed è l’unico, proprio qui, nel tuo paese e un giorno potrai raccontarlo ai figli tuoi. Sei contento?
Ciro: Carmine si è fatto tardi, che dici ce pigliamm nu grande caffè e poi andiamo alla stazione a prendere Annalisa? Pietro, grazie per la lucidata e buona giornata; ti lascio un caffè sospeso al bar di fronte.

Casoria, uccise per errore un 19enne: preso il killer

Arrestato Russo Tommaso, il killer del giovane Antimo Giarnieri ucciso per errore dalla camorra nel 2008 a Casoria. Nel corso delle attività investigative sono stati inoltre contestati a Russo e a Sannino due episodi di natura estorsiva. Questa mattina a Casoria (NA) i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura partenopea nei confronti di due soggetti, Sannino Ciro, gravemente indiziato di estorsione aggravata dal metodo mafioso e Russo Tommaso, gravemente indiziato di due episodi estorsivi aggravati dal metodo mafioso (di cui uno tentato e uno consumato), nonché dell’omicidio di Giarnieri Antimo (all’epoca diciannovenne) e del tentato omicidio di un soggetto minorenne (C.S.), rimasto nell’occasione ferito al fianco sinistro. L’evento si verificava in data 8 luglio 2020 a Casoria, in III Traversa di Via Castagna, comunemente nota come “Parco Smeraldo” e, sin dalle prime attività investigative, la vicenda ha presentato agli inquirenti i classici tratti di un agguato connotato dal carattere mafioso. Quella sera, difatti, il killer disceso da una vettura guidata da una persona allo stato ignota, esplodeva all’indirizzo di un gruppo di persone ivi presenti  8 colpi di pistola cal. 7.65, di cui 4 colpivano il Giarnieri provocandone la morte e 1 colpo attingeva il soggetto minorenne (C.S.) scampato fortuitamente alla morte. Le indagini condotte dal Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e coordinate dalla D.D.A. di Napoli hanno permesso di accertare che il reale obiettivo del Russo fosse un altro soggetto fatalmente scambiato per l’incensurato Giarnieri, risultato invece estraneo a dinamiche delinquenziali. Il grave fatto di sangue, secondo gli elementi raccolti, va inquadrato in una violenta contrapposizione tra fazioni della criminalità organizzata in lotta per il controllo della piazza di spaccio del “Parco Smeraldo”, luogo in cui si è consumato il delitto. In particolare al Russo Tommaso, individuato dalle investigazioni in corso quale soggetto gravemente indiziato per l’agguato presso il parco Smeraldo (oltre ad essergli contestato l’uso di armi), viene contestata l’aggravante del metodo mafioso, in quanto avrebbe agito per agevolare l’attività e gli scopi criminali del gruppo camorristico di cui è referente territoriale Barbato Salvatore (alias “Totore O’ Can”, elemento contiguo al clan “Moccia” e allo stato detenuto per estorsione aggravata dal metodo mafioso), nonché allo scopo di affermare il controllo di quest’ultimo sul territorio. Nel corso delle attività investigative sono stati inoltre contestati al Russo ed al Sannino due episodi di natura estorsiva, di cui uno tentato e uno consumato, ai danni di due spacciatori del luogo che, per poter continuare nella loro illecita attività di spaccio, erano costretti a versare una quota imposta dal clan, altro elemento sintomatico della volontà di imporre un controllo capillare del territorio attraverso il cd racket sull’attività di spaccio. La violenza e la ferocia mostrata da Russo Tommaso si palesa poi nella circostanza da cui risulta che il Russo, in uno degli episodi contestatigli, strappava parte del padiglione auricolare ad una vittima minacciandolo “di fare il bravo, perché ora ci siamo io e Totore O’Cane”. Nella seconda estorsione poi Russo Tommaso e Sannino Ciro si facevano consegnare la somma di 500 €, quale quota mensile imposta dal clan, da un soggetto ristretto agli arresti domiciliari ricorrendo anche a violenza fisica per costringerlo a consegnare il denaro, il tutto dinanzi alla moglie della vittima, anch’essa aggredita brutalmente nel mentre cercava di reagire a difesa del marito. (Fonte foto: rete internet)

Palma Campania, inaugurata la nuova sede della guardia medica

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Palma Campania.  È stato inaugurato questa mattina il nuovo presidio di guardia medica a Palma Campania. Il Comune ha messo a disposizione dell’Asl una struttura che si trova nell’area parcheggio di via Querce, molto più ampia e funzionale di quella precedente. «Si tratta di un grande traguardo che ci eravamo prefissati, reso possibile grazie all’impegno del presidente del consiglio comunale Mariagiovanna Peluso che, lavorando spalla a spalla con il direttore distrettuale Francesco Lettiero, è riuscita a dotare il nostro Paese di un punto assistenziale nuovo e moderno, in un’area che fino a qualche tempo fa era lasciata al degrado», dichiara il sindaco Nello Donnarumma.    

Ponticelli, pistola e droga nascoste: arrestato 23enne

Arrestato un 23enne incensurato di Ponticelli per detenzione di arma e detenzione di droga. I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli hanno arrestato per detenzione di arma comune da sparo e detenzione di droga a fini di spaccio un 23enne incensurato di Ponticelli. Durante un servizio di controllo del territorio è stato sorpreso in Via Al chiaro di Luna (Conocal), nei pressi in un chioschetto ambulante per gelati all’interno del quale i militari hanno trovato una pistola bernardelli calibro 9 x 21 con un serbatoio contenente otto colpi. L’arma è risultata rubata a Napoli nel 1998. Durante una perquisizione nella sua abitazione i militari hanno poi rinvenuto e sequestrato 4 grammi di marijuana e un panetto di hashish del peso di 95 g. Finito in manette il giovane è stato tradotto al carcere di Poggioreale. (Fonte foto: rete internet)

Napoli, reddito di cittadinanza in maniera indebita: denunciate 298 persone

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C’è chi è evaso dai domiciliari per raggiungere i centri di assistenza fiscale e presentare domande per il Reddito di cittadinanza e chi ha presentato l’istanza mentre risultava addirittura detenuto. Sono 298 i soggetti che avrebbero percepito il reddito di cittadinanza in maniera indebita che sono stati denunciati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli.     L’attività investigativa effettuata sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Napoli Nord e nell’ambito della consueta collaborazione con l’Inps, dai finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore, ha individuato centinaia di domande irregolari presentate dai soggetti residenti nell’area nord della provincia di Napoli. E’ stato infatti rilevato, per il periodo settembre 2020 – maggio 2021, che molte domande comprendevano persone destinatarie di provvedimenti giudiziari che per legge fanno venir meno i requisiti per il reddito di cittadinanza. Il danno è stato quantificato dall’Inps di Afragola (Napoli) in circa 2,5 milioni di euro, mentre per i responsabili è scattata la revoca del sussidio e la denuncia all’Autorità Giudiziaria per truffa ai danni dello Stato. Dai successivi approfondimenti sulle singole posizioni, inoltre, le Fiamme Gialle hanno individuato anche 8 richiedenti che, oltre ad aver indebitamente percepito somme non spettanti, sono addirittura evasi dagli arresti domiciliari per raggiungere i centri di assistenza fiscale e presentare domande per il reddito; in un centro di assistenza fiscale di Frattamaggiore è stata recuperata l’istanza di un soggetto che, nel momento in cui risultava aver presentato la domanda, in realtà era detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere

Covid-19, la situazione in Italia tra restrizioni e libertà in vista dell’estate

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L’Italia combatte il covid-19 da un anno e mezzo ed ora iniziano a vedersi i frutti di mesi e mesi di restrizioni.        Il tasso di positività attualmente è al 2,1%, con un calo di 109 unità i ricoveri nei reparti ordinari e  28 invece in terapia intensiva. In totale i positivi della giornata di ieri erano 1.820, nettamente in calo rispetto ai giorni precedenti, con 82 deceduti. Inoltre, vengono ufficializzate anche le prime regioni inserite in zona bianca, ovvero Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise. Secondo il decreto ministeriale cambiano le restrizioni nazionali: da domani 1 giugno si potrà assistere ad eventi sportivi al coperto e mangiare nei locali al chiuso anche nelle regioni che si trovano in zona gialla, come ad esempio la Campania che ieri ha registrato 284 nuovi casi di coronavirus con una percentuale di 5,94%. Sono 15 i nuovi decessi registrati ieri, di cui 3 avvenuti in precenza mentre la restante parte nelle ultime 48 ore, che porta ad un totale di 7.206 persone decedute da inizio pandemia. Sul fronte vaccini, invece, i cittadini campani vaccinati con la prima dose sono 2.292.579, di cui 1.030.601 hanno ricevuto anche la seconda dose. Mentre da domani partirà finalmente la vaccinazione dei maturandi in Campania, i quali riceveranno il vaccino monodose Johnson. In Campania restano in vigore le regole della zona gialla fino al 6 giugno: si può circolare su tutto il territorio nazionale e il coprifuoco partirà dalle 23.00 ma dal 7 giugno verrà spostato alle 24.00 per poi essere abolito dal 21 dello stesso mese. Negozi, centri commerciali e palestre sono aperte in Campania, così come bar e ristoranti che da domani, 1 giugno, saranno aperti anche all’interno. Restano chiusi invece sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie, mentre sono aperti con capienza al 50% cinema, teatri, sale da concerto e live-club. Si avvicina l’estate e con essa anche la possibilità di un intero Paese di ripartire e di vedere finalmente, seppur con estrema cautela, la luce in fondo al tunnel.    

“La vita dalla porta principale”: l’inno di Enzo Ciniglio a Partenope, Sirena di luce e di misteri

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Le donne che il protagonista del romanzo, Antonio, incontra sono “figure” e incarnazioni di Napoli: attraverso questi incontri egli “scopre” aspetti nuovi della città, avverte l’importanza del Caso, capisce che ha ragione chi ha scritto che Napoli è il “luogo” dove si confrontano il Logos e il Caos. Con una splendida intuizione, e usando la penna come un bulino, Enzo Ciniglio collega gli incontri “femminili” del protagonista con i luoghi e con la “tavola” di Napoli: egli ci dice così che ogni simbolo e ogni metafora a Napoli hanno le radici nella solidità della realtà. E siamo indotti a pensare alla “città porosa” di Walter Benjamin.   Letti i primi capitoli del romanzo di Enzo Ciniglio, penso a Gadamer che definì Napoli una città filosofica e a Michel Onfray, che esortava tutti a non dimenticare che Napoli era stata la sede della scuola epicurea di Filodemo, e che a Napoli Orazio aveva incominciato a indossare l’abito dello scettico, e Virgilio quello del vate che crede nelle “magnifiche sorti e progressive”. Penso, dopo aver letto gli altri capitoli, a Stendhal, ad Alarçòn e ad Ozpetek, tutti concordi, pur nella diversità dei punti di vista, nell’affermare che la città della Sirena Partenope è il “luogo” in cui si confrontano, materialmente e simbolicamente, il Logos e il Caos. Antonio, il protagonista, è consulente di marketing e di pubbliche relazioni, e dunque conosce gli “appartamenti” signorili e anche i “sotterranei” dei palazzi di Napoli, i politici, i faccendieri, le belle donne, i mendicanti. Egli è amico di tutti, “convinto che bisogna dividere una parte della fortuna che la vita ci riserva”: “questa filosofia di vita lo rendeva felice”, e lui “godeva in leggerezza il successo”: poteva vantarsi di saper mettere ordine nei casini,  di esser capace di trasformare il Caos in Logos, così come il nonno, vesuviano, trasformava con cura l’uva della sua piccola vigna di famiglia in un “buon catalanesca” e in un “discreto ped’’e palummo”. Dunque, le “radici” di Antonio traggono dal Vesuvio i modi di vedere e di “sentire” il mondo: il Vulcano gli ha insegnato che nulla è definitivo, che la forza del Caso prorompe all’improvviso dalla trama dell’esistenza e travolge verità che fino a un momento prima apparivano assolute e definitive. Antonio sa bene che “Partenope è ruffiana”, ed è “una città pettegola”, dove è difficile “mantenere un segreto”, soprattutto se il segreto riguarda “una bella donna di origini aristocratiche”. Antonio sa che aveva ragione Walter Benjamin: Napoli è una città “porosa”, nella pietra delle sue case e nelle vicende della sua storia: a Napoli a tutto si lascia lo spazio per divenire teatro di nuove costellazioni mai viste prima. Si evita il definitivo, il codificato. Nessuna situazione, così com’è, sembra pensata per sempre, nessuna forma impone: così e non altrimenti. Antonio lo capirà ancora meglio, e a sue spese, nella seconda parte del romanzo: non dico altro, perché sarei scorretto. E dunque Antonio vuole godere e capire: le donne che egli “incontra” nella prima parte sono un’incarnazione della Sirena Partenope, splendida e misteriosa. Nel momento in cui egli le abbraccia e le stringe a sé egli sente che la città si svela, e manifesta al suo sguardo, al suo cuore, al suo intelletto aspetti nuovi e lo invita a riflettere, a meditare, a riconsiderare tutto il sistema delle sue convinzioni. Una turista, a cui Antonio si stringe nel fuoco dell’amplesso in un camminamento del carcere del Castello, urla, “nel pieno del piacere”: “voglio fare l’amore con Napoli, vederla mentre godo”. In quel momento, anche la turista di Parma diventa una “figura” della Sirena Partenope. Questa idea, di fare delle donne “figure” di Napoli, Enzo Ciniglio la sviluppa con coerenza di invenzione e di stile. Ogni donna è collegata a un luogo della città: e così entrano in scena via dei Mille, il Palazzo D’ Avalos, i portici di Palazzo Roccella, il Politeama, Port’ Alba, San Martino, Castel Sant’Elmo, via San Giovanni a Carbonara, la chiesa di Santa Caterina a Formiello. Ma i “luoghi” di Partenope non sono solo le strade, i palazzi e le chiese: Napoli rivela i suoi segreti anche a tavola, e i “piatti”, scriveva giustamente Christian Guy, aprono e concludono gli incontri “segnati” dall’eros. Al Borgo Marinari Antonio e la contessa “ordinarono spaghetti con alici, pesce San Pietro al forno, insalatina mista, falanghina della casa”, e nella trattoria di Donato a Pizzofalcone “i due amanti decisero per una pasta e fagioli, salsicce e friarielli e un mezzo litro di rosso della casa”: non sono menù scelti a caso, dallo scrittore, non sono un semplice divertimento: la “cucina” alta e quella “bassa” servono a sottolineare il significato del momento e della situazione. Alla turista di Parma Antonio non può offrire che “una pizza alla diavola, un trionfo di panzarotti, arancini, listelli di zucchine, melanzane, mozzarelline e ricotta fritta”. A tavola le incarnazioni della Sirena Partenope si aprono con grande libertà. La penna di Enzo Ciniglio è un bulino che taglia e congiunge. Alla prima lettura pare che le situazioni si “frantumino” in una serie di momenti, di parole, di pensieri: ma poi, alla fine della scena, senti l’unità dell’insieme, avverti la “necessità” narrativa di quei momenti, capisci che la scena deve essere “aperta”, perché è aperto, vario, molteplice il palcoscenico su cui gli attori recitano le loro storie; e alla fine, l’autore che cercavano – direbbe Luigi Pirandello – l’hanno trovato: ed è un autore che non fa sconti e non tace.

Sant’Anastasia, Raffaele Coccia: “Più personale all’Ufficio Tecnico per sbloccare EcoBonus e Bonus Facciate”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa da  Raffaele Coccia Quando parliamo degli Uffici Comunali di Sant’Anastasia, spesso viene detto che c’è mancanza di personale. Al di là dei motivi che hanno portato a questa situazione, cosa significa questa condizione nella vita dei cittadini? Uno dei problemi che in tanti stanno riscontrando in questo periodo è legato all’Ufficio Tecnico, nel quale oggi lavora solo il dirigente. Nella sua figura si concentrano tutte le funzioni ( condono edilizio, nuovo piano regolatore, istruttoria pratiche , rilascio certificati ecc.) che, normalmente, andrebbero svolte da un numero maggiore di professionisti. Questo problema è ancora più evidente se lo leghiamo alle pratiche del Super Bonus 110% e a quella del Bonus Facciate e Ristrutturazione, di cui tanti cittadini anastasiani stanno facendo richiesta. Per beneficiare di questi incentivi nazionali c’è bisogno di una serie di accertamenti legislativi, che non può svolgere una sola persona. Bisogna anche ricordare che per richiedere – e poi accedere – a questi incentivi, bisogna rientrare in dei tempi abbastanza ristretti; tempi per la verifica degli atti al Comune che oggi si allungano tantissimo, proprio per la mancanza di personale. A tal riguardo l’ex consigliere Raffaele Coccia propone una soluzione: “Chiedo a questa maggioranza, come già fatto a due Assessori Comunali e a qualche Consigliere di maggiornaza, di assumere una o più risorse a tempo determinato, fino a quando non ci sarà un nuovo concorso o un nuovo piano assunzioni”. Il rappresentante del Partito Democratico anastasiano precisa anche le modalità con cui potrebbero esserci queste assunzioni: “L’Ufficio Staff del sindaco oggi è composto da 6 persone, per un totale di 88 mila euro di stipendi annui (circa 270.000,00 i tre anni), come previsione al piano triennale del personale. Spostare parte di queste cifre per l’assunzione di una figura da inserire nell’Ufficio Tecnico secondo me è necessario”. “Gli Ecobonus” – conclude Coccia – “sono un’opportunità che non possiamo perdere, visto che non sappiamo neanche se questi incentivi saranno rinnovati. Il Bonus Facciate inoltre ci consentirebbe anche di rendere il nostro paese ancora più bello”.