Ricette di Biagio: spaghetti alle olive “nocellara” del Vesuvio.Le posate degli antichi Romani….

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Perché questi spaghetti alla “nocellara” del Vesuvio non sono una variante degli spaghetti alla “puttanesca”. Le posate degli antichi Romani: i cucchiai, i coltelli, gli stuzzicadenti. E nelle sale da pranzo dei ricchi c’era lo scacciamosche fatto con la coda di un pavone. Quando si diffuse l’uso della forchetta. Fu Richelieu a disporre che i coltelli da tavola avessero la punta arrotondata. In appendice è pubblicato il “Banchetto nell’antica Roma” dipinto dal pittore belga Joseph Coomans (1816- 1889).   Ingredienti: gr. 350 spaghetti; gr. 600 polpa di pomodoro; gr. 100 olive “nocellara” denocciolate; ½ cipolla; olio di “nocellara”, origano, pepe, sale, provolone del Monaco grattugiato. Tritate la mezza cipolla, fatela rosolare in una padella ampia, in un filo d’olio di “nocellara” del Vesuvio.  Aggiungete le olive “nocellara” tagliate a rondelle, fate rosolare; poi versate la polpa di pomodoro, una punta di origano, un poco d’acqua, pepate e salate con moderazione, perché il sapore delle olive non sia contaminato dall’eccesso di sale, coprite la padella e lasciate cuocere il sugo, rimestando di tanto in tanto.  Al momento opportuno, versate nella padella gli spaghetti cotti a parte e presi rigorosamente “al dente”, e fateli “saltare”, aggiungendo un poco d’acqua di cottura;  infine portate in tavola il piatto, moderatamente cosparso di provolone del Monaco grattugiato.   Questi spaghetti alle olive “nocellara” del Vesuvio non sono una versione variata degli spaghetti alla “puttanesca”. Che sono tutta un’altra cosa: sono un “piatto” che “’e chiapparielle” e le ulive di Gaeta rendono fiammeggiante, mentre la “nocellara” del Vesuvio riesce a trasformare il fuoco in luce e fa sì che venga su dagli spaghetti l’invito a una serena “pausa”, alla piacevole suggestione di un momento d’oblio. Mentre Biagio tagliava a rondelle le olive con uno strano coltello da cucina che il figlio gli ha portato da Vienna, mi sono ricordato di alcune amene “notizie” sulle posate degli antichi Romani, “notizie” che ricamavano un articolo pubblicato sui “social”. In realtà i Romani non usavano la forchetta: i forchettoni a tre o quattro denti, che si vedono in qualche affresco, venivano usati in cucina dagli “scissores”, gli schiavi addetti al taglio delle vivande. Dicono alcuni storici che fu la corte dell’imperatore di Bisanzio a diffondere l’uso della forchetta da tavola. Da Bisanzio lo strumento fu esportato a Venezia. Secondo Ludovico Muratori, la forchetta comparve in Italia, per la prima volta nel 1071, durante il banchetto in cui si festeggiava, a Venezia, il matrimonio del doge Orseolo con la principessa bizantina Maria.  Due erano i modelli di cucchiaio: la “ligula”, fatta di legno o di metallo, e il “cochlear”, di cui venivano usate entrambe le estremità, una per le minestre o, come dice Marziale, per le chiocciole – e da qui il nome -,  l’altra, più piccola, per reggere un uovo. La tavola dei ricchi non permetteva l’uso dei coltelli, di cui i commensali, stesi sul triclinio, non potevano servirsi: se ne servivano quelli della cucina e coloro che mangiavano, stando seduti, nelle osterie e nelle cantine, le “tabernae” e le “popine”. Raccontano gli storici che fu Richelieu a disporre, con un decreto, che i coltelli da tavola avessero la punta arrotondata: lo indussero ad adottare il provvedimento le ragioni della sicurezza e il tentativo di porre fine alla disgustosa abitudine del cancelliere Sèguier di pulirsi i denti con la punta del coltello: a tavola, davanti a tutti. I Romani usavano come stuzzicadenti – “dentiscalpium” – una scheggia di lentischio, o, ci dice Marziale, una penna. Trimalchione, invece, usava una “spina d’argento”. Nelle sale da pranzo non mancava mai il “muscarium”, lo “scacciamosche”: Marziale consigliava che fosse “pavoninum”, fatto con la coda di un pavone. I ricchi potevano mettere in tavola grandi piatti cesellati in oro, ma quella malalingua di Marziale svelava che qualche ricco avaro offendeva questi preziosi piatti usandoli per una triglia piccola: una triglia degna di stare in queste opere d’arte doveva pesare almeno 700 grammi. Grande era la varietà di coppe, bicchieri, boccali e tovaglie: ma la “nocellara” incomincia a produrre le sue suggestioni e mi invita al silenzio.   (FONTE FOTO:RETE INTERNET)  

A San Giuseppe Vesuviano  il Concerto “ La Canzone di Napoli dalle Villanelle al ‘900”

Il “Lions Club San Giuseppe Terre del Vesuvio”, di cui è Presidentessa Maria Lucia Ambrosio, organizza il Concerto di Ferdinando Guarino ( con Filippo Vitiello alla chitarra) “La Canzone di Napoli dalle Villanelle al ‘900”.   Il concerto si terrà martedì 29 giugno a “ Villa Sant’Andrea” in San Giuseppe Ves.no. Ferdinando Guarino è cantante, regista, giornalista. Laureato in   “Discipline delle arti e dello spettacolo” e in “Beni Culturali e Scienze dello Spettacolo”, egli è uno storico ed è uno studioso profondo della civiltà napoletana: tra l’altro, ha scritto pagine di notevole valore su Roberto Bracco, Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani e  Eduardo.  

Volla, abbandono rifiuti: appostamenti e sanzioni da parte della polizia locale

Riceviamo e pubblichiamo.  A seguito di controlli predisposti dal Comandante della Polizia Locale Ten. Col. Giuseppe dott. Formisano sul territorio e finalizzati alla prevenzione di reati ambientali, in via Palazziello zona ingresso Centro Agroalimentare (CAAN), si accertava l’abbandono da parte di ignoti di un notevole quantitativo di rifiuti divenendo l’area di fatto una discarica di rifiuti. A tal fine per individuare i responsabili venivano effettuati degli appostamenti dal personale della Polizia Locale di Volla utilizzando in ausilio anche telecamere all’uopo predisposte e posizionate. Tali appostamenti permettevano di sanzionare diverse persone beccate a gettare rifiuti per violazione dell’ordinanza sindacale che dispone il divieto di abbandono rifiuti e che prevede per tale violazione la sanzione amministrativa pari ad €. 210,00. Nell’area erano ben visibili gli appositi cartelli descrittivi con dicitura “Area sottoposta a videosorveglianza”.-    

Marigliano, ritrovati gli Angeli della Collegiata Santa Maria delle Grazie

Riceviamo e pubblichiamo.  Dopo gli angeli di Domenico Antonio Vaccaro, restituiti alla Chiesa di Nola lo scorso luglio, ritornano a casa quelli sottratti alla comunità parrocchiale della Collegiata Santa Maria delle Grazie di Marigliano, staccati da due singolari vasi in ceramica di fine ‘800, in stile liberty – un tempo corredo dell’altare dedicato al Sacro Cuore nella cappella del Crocifisso – per essere più facilmente vendibili sul mercato nero dell’arte. Per l’inaspettato ritorno è stata organizzata Libert…ando, serata di presentazione dei putti e del loro restauro, che si svolgerà martedì 29 giugno, alle 18, presso la chiesa della SS. Annunziata, adiacente alla parrocchiale. Dopo i saluti del vescovo di Nola, Francesco Marino, della soprintendente Abap per l’area metropolitana di Napoli, Teresa Elena Cinquantaquattro, e di Antonia Solpietro, direttore dell’ufficio beni culturali diocesano, interverranno: don Lino D’Onofrio, parroco di Santa Maria delle Grazie, Maria Grazia Gargiulo dell’Accademia di belle arti di Napoli e il maggiore Giampaolo Brasili, del Comando carabinieri tutela del patrimonio culturale di Napoli. «La comunità parrocchiale è felice di poter nuovamente godere della bellezza di questi piccoli angeli e dei vasi dai quali erano stati barbaramente staccati – sottolinea il parroco don Lino D’Onofrio -. Un ritrovamento quello avvenuto, e che racconteremo martedì prossimo, che potrebbe ispirare un piccolo racconto, per la sua eccezionalità. Ringrazio l’ufficio per i beni culturali della diocesi e il Comando carabinieri tutela del patrimonio culturale di Napoli senza il cui celere intervento il ritorno dei nostri angeli non sarebbe stato possibile». Saranno presenti anche Palma Recchia e Marianna Merolle, rispettivamente, funzionario restauratore e funzionario storico dell’arte della soprintendenza Abap per l’area metropolitana di Napoli, e Maria Foglia, titolare della ditta Alfart restauri che ha riportato gli angeli a nuova vita. A moderare l’incontro sarà Mariangela Parisi, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali diocesano. Dal 29 giugno al 2 luglio sono previste visite guidate a cura dell’Associazione Meridies.    

Somma Vesuviana, ritorna “Crisommole”, la kermesse dedicata all’eccellenza vesuviana

Dal 2 al 4 luglio 2021 tra le stradine dell’antico borgo Casamale di Somma Vesuviana ritorna la quinta edizione di “Crisommole”, la manifestazione per valorizzare l’albicocca vesuviana in un mix di storia, arte e cultura. Dopo il successo delle edizioni passate, nello storico borgo Casamale di Somma Vesuviana ritorna il tradizionale evento che ormai da anni porta al centro della scena un prodotto di autentica eccellenza vesuviana, sua maestà la “crisommola”, la dolcissima albicocca di cui Somma può vantare il primato. Saranno tante le novità proposte per “Crisommole”, evento giunto ormai alla quinta edizione, che dal 2 al 4 luglio 2021 offrirà ai visitatori tour all’insegna dell’arte e della gastronomia per favorire la riscoperta di un territorio che affonda le sue radici nel lontano periodo aragonese. Una tre giorni dedicata al rilancio del territorio e dei suoi frutti, tra storia, cultura e degustazioni, che non ovviamente non mancheranno. La manifestazione – chiaramente molto diversa dagli altri anni, quando di assembramenti non ci si preoccupava, anzi rappresentavano la buona riuscita di un evento – raccoglie l’invito di enti amministrativi e Asl per realizzare un momento di ritrovo nel rispetto delle norme anti-covid, senza però rinunciare alla promozione del territorio e soprattutto delle attività in programma. Insieme, ma a distanza e soprattutto liberi di scegliere: saranno i visitatori, infatti, a decidere dove fermarsi lungo il percorso organizzato e soprattutto cosa seguire tra le attività proposte, solo su prenotazione. Un momento di gioia, ma anche di riflessione. Dietro ogni “crisommola” si cela tanto duro lavoro, non sempre ripagato soprattutto a causa della crisi che da tempo investe una delle produzioni agricole di eccellenza del territorio. A tal proposito, sarà previsto anche un convegno nella Sala dei Padri che quest’anno seguirà una formula diversa, molto più vicina al modello di tavola rotonda in occasione della quale ognuno potrà contribuire, dando la propria visione della difficoltà della coltivazione e della promozione delle albicocche. L’evento, organizzato dall’associazione Amici del Casamale, gode quest’anno del supporto di Somma Trekking, Outdoor Vesuvio Trekking, Tramandars, Pro Loco, Isola che c’è, AIASV (Associazione Ingegneri e Architetti di Somma Vesuviana) e dell’Ordine Santissimo dei Tributari. Attese per la manifestazione anche autorevoli personalità del mondo politico, universitario e dirigenti regionali. Insomma, un’ottima occasione per coinvolgere anche agricoltori e, più in generale, chiunque sia interessato alla produzione, commercializzazione e trasformazione delle albicocche vesuviane. A seguire il programma completo dell’evento: Venerdì 02 luglio 2021 Ore: 17.30: Presentazione evento Crisommole V° edizione Ore : 18.00: Tavola Rotonda – Prospettive per l’albicocco del Vesuvio Ore: 20.00: Apertura progetto Chiesa-Museo “La Collegiata come non l’avete mai vista” a cura di Tramadars e Associazione Amici del Casamale   Sabato 03 luglio 2021 Ore 09.00: Percorso di Trekking urbano. Passeggiata tra la storia e le goloserie di Somma Vesuviana, a cura di Associazione trekking Outdoor Vesuvio Ore: 10.00: Convegno – “Mens sana in corpore sano”, a cura dell’Associazione L’Isola che c’è Ore 18.00: Convegno di valorizzazione del territorio, a cura di AIASV (Associazione Ingegneri e Architetti Somma Vesuviana) Ore 19.30: Visita guidata “A spasso Co Munaciell”. Percorso tra storia e leggenda, racconti, fatti e aneddoti realmente accaduti tra il Borgo Casamale e la Chiesa Collegiata, a cura di Tramadars Ore 20.00: Visita Chiesa-Museo “La Collegiata come non l’avete mai vista”, a cura di Tramadars e Associazione Amici del Casamale   Domenica 04 Luglio 2021 Ore 09.00: Percorso di Trekking extra-urbano. Trekking dell’oro – Passeggiata tra i sentieri del monte Somma alla scoperta delle albicocche, tra degustazioni, storia e cultura, a cura dell’associazione Somma Trekking Ore 19.00: Visita guidata “A spasso Co Munaciell”. Percorso tra storia e leggenda, racconti, fatti e aneddoti realmente accaduti tra il Borgo Casamale e la chiesa Collegiata, a cura di Tramadars e Associazione Amici del Casamale

La movida violenta, riflessioni di Ciro Notaro

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Ho già avuto modo in altre circostanze, di esporre rilievi sociali riguardanti il mio territorio. Spesso mi capita di riflettere su fatti e notizie di ogni giorno, ma più in particolare su quelle che mi indignano.

Quando ciò accade, trattandosi  di temi sociali che interferiscono con la nostra quotidianità non riesco a trattenere il mio sarcasmo per indignare a mia volta chi mi legge. OGGI voglio anticipare alcune considerazioni, prima che parta la Movida serale, anticipando sarcasticamente  le conclusioni per scongiurare, spero, uno spiacevole finale.

  ~  RAGAZZACCE IN AZIONE  ~

È del fine settimana scorso questo titolo: POMIGLIANO D’ARCO: rissa tra giovani ragazze finisce a bottigliate – É diventato VIRALE, il video che le ha riprese.

Ma il riferimento a questi episodi di bullismo, gang e violenze i cui protagonisti sono sempre ragazzi, è più datato e tragicamente sempre più attuale… purtroppo!

Ormai il fondo è toccato, gli attacchi relativi a questo problema di bulli e gang e movide violente, arrivano a tutte le  ore, ragazzi ed ora ragazze, coinvolte durante la movida di Pomigliano  in una clamorosa rissa a suon di bottigliate, che per niente impaurite dalle conseguenze di questi atti – mai contrastati  peraltro in modo incisivo – continuano, nella loro fantasia a marcare il territorio a discapito della pubblica sicurezza.

Credo non resti altro da fare, che sperare in una legge seria, che faccia passare loro (ed ai loro genitori  di conseguenza) la voglia di far scorribande a disprezzo della libertà altrui, una legge che restitituisca la libertà alle persone perbene costrette nei fine settimana, agli arresti domiciliari.

Consentitemi dunque, lo sfogo con un  pensiero espresso a modo mio.

      “ARRESTI DOMICILIARI”    

Bulli, gang e giovani immaturi, non fanno paura… se stai a casa rinchiuso dint’e quattro mura.

É cchiù semplice e nun te’ fai male… si ti vivi la vita solo per telegiornale.

Fino a quando una legge seria restituirà la libertà… ai  BUONI che stanno rinchiusi a casa, mentre ‘e MALAMENT  fanno movide violente pa’ citta’… po’ s’azzuffano, sparano  p’ave’ successo… e  allora li rinchiudono maschi e femmine, dint’a na’ cella…. ma con un solo *ceXXo!!! *(Figura poetica retorica per scoraggiare i giovinastri e ricordare loro che in carcere anche i servizi sono “DEFICIENTI” )

Pollena Trocchia, il sindaco azzera la giunta

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Dal Comune di Pollena riceviamo e pubblichiamo   Azzeramento della Giunta per stimolare un maggiore coinvolgimento dell’intero consiglio comunale nell’azione amministrativa, quanto mai necessario per raggiungere entro fine mandato gli obiettivi qualificanti del programma elettorale. È questo quanto ha appena annunciato il sindaco di Pollena Trocchia Carlo Esposito, che in queste ore ha revocato ufficialmente la deleghe ai cinque componenti della Giunta comunale che da giugno 2018 lo ha affiancato nel governo cittadino. «Ho assunto questo provvedimento nella prospettiva di un effettivo e concreto rilancio dell’azione politico-amministrativa nel segno di un maggior coinvolgimento dell’intera maggioranza di governo, fondamentale per portare a termine progetti e iniziative rilevanti per la comunità locale e proseguire il programma politico con il quale questa squadra di governo si è presentata alle ultime elezioni amministrative, meritando la fiducia dei cittadini di Pollena Trocchia» ha detto la fascia tricolore del comune vesuviano, che ha voluto «ringraziare tutti i componenti della giunta per il lavoro svolto in questi tre anni. L’azzeramento è una decisione – ha proseguito Esposito – che non guarda al passato, ma al futuro. Non è, infatti, un giudizio su quanto i singoli assessori e la giunta nel suo complesso hanno fatto, bensì un’iniziativa che guarda ai prossimi due anni di amministrazione e non solo, con la convinzione che le sfide che l’Ente municipale deve affrontare, anche in vista del PNRR, richiedono il coinvolgimento vivo e pieno di tutto il consiglio comunale».

Commercio: a Pomigliano un nastro adesivo contro il tavolino selvaggio

La necessità di ripristinare la legalità nel settore della somministrazione di alimenti dietro l’ultimo provvedimento del Comune     Movida sfrenata dopo i lockdown e regole violate anche dagli stessi operatori commerciali. Intanto a Pomigliano, epicentro a est di Napoli del tempo libero, i proprietari di bar, pub e ristoranti sono stati avvisati con un’ordinanza del Comune. Gli esercenti dovranno segnare con del nastro adesivo bianco e rosso il perimetro oltre il quale non si possono installare sedie e tavolini nelle piazze e sui marciapiedi. In caso di mancata apposizione del nastro negli spazi effettivamente autorizzati i trasgressori saranno puniti con una sanzione da 400 a 3000 euro. La misura messa in campo dalla municipalità punta a stroncare l’occupazione abusiva del suolo pubblico concesso dal Comune. Ma le autorità locali avvertono anche la necessità di regolamentare al meglio un settore che in questo momento costituisce il motivo di preoccupazione più forte sul fronte della lotta al Covid. Basti pensare agli inevitabili sovraffollamenti che si moltiplicheranno in questa torrida estate nei principali luoghi della movida. A ogni modo l’ordinanza non è stata accolta male dalle associazioni dei commercianti. “Diversi nostri iscritti – racconta Ciro Esposito, dirigente territoriale della Confcommercio – hanno già attaccato a terra il nastro che delimita gli spazi esterni dei locali. A me sembra un’ordinanza giusta, che premia chi rispetta le regole”. Qualcuno però non ha compreso bene in che modo applicarla. “Si, è vero – risponde Esposito – ma basterà attaccare al suolo soltanto pochi centimetri di nastro, giusto per segnare in modo visibile gli angoli esatti del perimetro dello spazio in cui il Comune ha stabilito che si possono mettere sedie e tavolini, che saranno debitamente distanziati tra loro seguendo le norme anti Covid”. Anche il presidente dell’altra associazione cittadina degli esercenti, l’Aicast, ha dato un giudizio complessivamente positivo. “Il bisogno di contenere chi viola le regole c’è – conferma il presidente Gioacchino Cuorvo – in ogni caso ho chiesto un incontro con il sindaco e l’assessore al commercio, fissato a giovedi: necessario monitorare e coordinarci”. Ma dall’opposizione c’è chi dissente. “Un nastro bianco e rosso fa tanto scena del crimine – scrive la consigliera comunale Elvira Romano – l’amministrazione mortifica i commercianti invece di sostenere chi investe sul territorio”. L’ordinanza porta la firma del comandante della polizia municipale, Luigi Maiello. “In effetti – spiega Maiello – è il prodotto delle stesse segnalazioni inoltrate da tanti commercianti, un provvedimento che oltre a consentire a tutte le forze dell’ordine di controllare velocemente il rispetto delle occupazioni di suolo pubblico evita anche conflitti tra i titolari dei locali”. Regole indispensabili in vista del ritorno al pagamento della tassa sul suolo pubblico previsto a ottobre dopo la moratoria Covid, ancora in vigore. “Abbiamo rilevato attraverso i nostri controlli l’utilizzo indisciplinato degli spazi esterni: ci sono stati frequenti problemi di transito a piedi per i portatori di handicap e per tutti gli altri cittadini – spiega l’assessore al commercio, Domenico La Gatta – quindi abbiamo verificato le autorizzazioni comunali per l’occupazione del suolo pubblico e ci siamo accorti che sono pochi quelli che la detengono. Questa dunque è un’ordinanza che riordina il settore e che tutela i commercianti rispettosi delle regole. Siamo l’amministrazione dalla parte dello sviluppo del commercio nel rispetto del cittadino e della legalità”

Charles Saatchi prima “inventa” l’arte contemporanea e poi la definisce “volgare”. Perché?

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Brevi cenni sul ruolo di Saatchi nel controllo delle tendenze e del mercato dell’arte contemporanea. I prezzi stratosferici delle “opere” di Koons (decine di milioni di dollari per ogni opera) e di Hirst, e la crisi di mercato delle opere di Chia dopo la lite con Saatchi. L’improvviso e duro “mea culpa” del 2011, con l’accusa, “mostruoso e volgare”, al mondo dell’arte  che egli aveva contribuito a costruire. I sospetti di Vincenzo Trione sulla sincerità del “mea culpa”.   Charles Saatchi, iracheno diventato cittadino britannico,  imprenditore, proprietario, con il fratello, di una delle più importanti agenzie di pubblicità, collezionista e mercante d’arte, ha fatto in modo che la sua Galleria londinese sia il luogo di nascita e il tempio sacro dell’arte contemporanea. Saatchi ha lanciato Koons, Kiefer, Hirst e i fratelli Chapman. Per capire meglio la misura del personaggio, conviene ricordare che il “Rabbitt” di Koons, la cui immagine apre l’articolo, è stato venduto nel 2019 per 91 (dico: novantuno) milioni di dollari, battendo il record del “Ballon Dog” (vedi immagine in appendice), dello stesso artista, che era stato acquistato per soli 58 (dico: cinquantotto) milioni di dollari. Nel 1991 Saatchi commissionò per 50000 sterline a Damien Hirst  lo squalo in formaldeide (immagine in appendice), che nel 2005 Steve Cohen acquistò per 12 milioni di dollari. Il collezionista londinese comprò alcune opere di Sandro Chia, un artista della “Transavanguardia” inventata da Bonito Oliva: ma nel 1985, poiché Chia si rifiutò di vendergli altre opere, Saatchi decise di espellere dalla sua collezione i lavori dell’artista, e vendette le opere in suo possesso ai due galleristi che rappresentavano Chia negli Stati Uniti e in Europa. “Un artista rinnegato (svenduto?) da Charles Saatchi all’ epoca era un bruttissimo segno…Una cosa è certa: da quel giorno Chia subì lentamente una flessione di immagine e di mercato”( Giancarlo Politi, Artslife, 2/08/ 2018).Un episodio di cui parla Donald Thompson nel libro “Lo squalo da 12 milioni di dollari”, pubblicato nel 2009, indica chiaramente  l’intensità dell’influenza che il collezionista – mercante ha esercitato sul mercato e sulle tendenze dell’arte contemporanea. Nel 1978 egli acquistò dieci opere di Julian Schnabel  che allora aveva 27 anni ed era quasi del tutto sconosciuto: le pagò 2000 dollari l’una. Pochi anni dopo ne rivendette alcune a 200.000 dollari l’una, ma non mise sul mercato le altre: sapeva che Schnabel sarebbe diventato famoso come artista e come regista, e che il valore di ogni suo lavoro avrebbe superato i due milioni di dollari. Ma in un articolo pubblicato dal “The Guardian” il 2 dicembre 2011 Charles Saatchi attaccò con feroci giudizi tutto il teatro dell’arte contemporanea, quel teatro di cui egli era il regista più importante. Gli artisti – tuonò Saatchi – fanno solo fotografie o “installazioni post concettuali incomprensibili”; i collezionisti sono dei nuovi ricchi che vedono nell’arte uno strumento di affermazione e di consenso sociale; i critici pensano solo a tenere alto il livello “masturbatorio” dell’ “autostima”; il pubblico partecipa alle mostre e ai vernissage come “a riti mondani, concentrandosi non su ciò che viene esposto, ma sulle chiacchiere e sui gossip” ( la traduzione è di Vincenzo Trione, Corriere della Sera, 9 dicembre 2011).Sapendo che tutti gli avrebbero ricordato le sue gravi responsabilità, Saatchi provvide  a spuntare, con un chiassoso “mea culpa”, le frecce di cui sarebbe stato bersaglio: “Fino a poco fa credevo che qualsiasi cosa potesse allargare l’interesse nell’arte contemporanea dovesse essere la benvenuta: soltanto uno snob vorrebbe vedere l’arte confinata all’attenzione di pochi aficionados all’altezza. Ma persino un narciso egoista come me trova questo nuovo mondo dell’arte profondamente imbarazzante”. Vincenzo Trione ci invita a non dimenticare che Saatchi è un genio della pubblicità. In tutta l’arte delle “avanguardie” il critico capace di giocare con le parole in modo magistrale è diventato più importante dell’artista, perché è lui che inventa il “significato” dell’opera, di qualsiasi opera. Per esempio, Damien Hirst capi che se il suo squalo in formaldeide l’avesse “intitolato” “Squalo imbalsamato”, non avrebbe sollecitato l’attenzione di nessuno; e perciò diede all’opera un complicato titolo filosofico “L’impossibilità fisica della morte nella mente di un essere vivente”. E dunque Vincenzo Trione giustamente si chiede se il “mea culpa” di Saatchi sia sincero: è probabile che egli abbia colto “l’insofferenza sempre più diffusa nei confronti degli abusi delle avanguardie” e perciò abbia deciso di “farsi interprete del vento diverso che sta soffiando nel mondo dell’arte contemporanea”, della tendenza di questo mondo a iniziare una nuova era, che Edward Docx ha chiamato l’ “Età dell’autenticità”. Un’Età “dominata non più dall’improvvisazione, ma dalla serietà , dalla consapevolezza tecnica, dal saper fare.” Anche nel mondo dell’arte viene il tempo in cui uno non è uguale ad uno. Però resta da capire perché quel bambolotto di acciaio fatto da Hirst  ha indotto qualcuno a sborsare 91 milioni di dollari. Anche Umberto Eco scrisse sulla “volgarità” di certa arte contemporanea, e forse ci indicò la strada per capire. Alla prossima.

Somma Vesuviana, al via l’assistenza a domicilio per gli anziani

Dal Comune di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo   D’Avino ( Ass. Politiche Sociali) : “Assistenza a domicilio per gli anziani: sul sito del Comune le graduatorie”. Comune di Somma Vesuviana – Sito istituzionale della Città di Somma Vesuviana (NA). Salvatore Di Sarno (sindaco) : “Ed a breve avremo novità anche per i ragazzi con l’attivazione dei Centri Estivi”. “E’ partito anche il Servizio di assistenza a domicilio per gli anziani. Sul sito del Comune è possibile visionare la graduatoria relativa a tutti i Comuni rientranti nell’Ambito 22 che vede capofila Somma Vesuviana e abbraccia anche i comuni di Marigliano, Mariglianella, San Vitaliano, Castello di Cisterna, Brusciano. Anziani e giovani sono al centro delle nostre politiche. A breve avremo novità importanti anche per i Centri Estivi con attività di socializzazione per i nostri ragazzi”. Lo ha annunciato Sergio D’Avino, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Somma Vesuviana. “Ieri abbiamo salutato i ragazzi, ben 38, che hanno iniziato a Somma Vesuviana le loro attività nel Servizio Civile – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – oggi annunciamo che a breve, ancora per i ragazzi, avremo novità importanti sull’attivazione dei Centri Estivi. Parte anche il servizio di assistenza a casa per gli anziani. Purtroppo siamo legati alle risorse disponibili ma stiamo dando il massimo e ringrazio l’Assessore alle Politiche Sociali per il notevole lavoro messo in campo”.