Vacanzare: imparare a svuotarsi
Brusciano, detenzione di droga ai fini di spaccio. Un arresto
Sant’Anastasia, in auto con più di mezzo chilo di marijuana: in manette due persone
Le ricette di Biagio: spaghetti all’assassina. Anche Lolita Lobosco direbbe: “mi piacciono”
Gabriella Genisi ha intitolato “Spaghetti all’assassina” il “giallo” in cui il vicequestore Lolita Lobosco, interpretata in TV da Luisa Ranieri, indaga sull’assassinio di Colino Stramaglia, immaginario inventore degli “spaghetti all’assassina”, che viene trovato cadavere nella cucina del suo ristorante, tra grumi di salsa di pomodoro. Il ristorante si chiama “’O ciucc’”: era, all’inizio, un “localuccio malfamato dove per anni e per poche lire si cenava carne d’asino”. Poi Colino ha “inventato” gli spaghetti “all’assassina”, forse grazie a un errore, e “’O ciucc’” è diventato il ristorante dei personaggi importanti della città. L’introduzione del romanzo è aperta da una massima che la Genisi attribuisce ai “Soliti ignoti”: Femmina piccante, pigliala per amante/ femmina cuciniera, pigliala pe’ mugliera”. E Luisa Ranieri, che in TV interpreta la Lobosco è dolce e piccante, allo stesso tempo. Dopo Camilleri nessuno si permetterebbe di scrivere un “giallo” senza dedicare almeno il 15% delle pagine alle “indagini” gastronomiche dell’investigatore protagonista: Pepe Carvalho, il personaggio di Montalbàn ha aperto una strada che ai “giallisti” di oggi, fatta qualche rara eccezione, conviene e piace percorrere fino in fondo. La Lobosco ci ricorda, in apertura di romanzo, che “per preparare degli spaghetti all’ assassina come si deve, occorre che la padella sia rigorosamente di ferro, comprata nel negozio di tegami di Bari Vecchia”.
(FONTE FOTO:SCATTI DI GUSTO)
PER strada e PER caso, il degrado del fiume Sarno…
Mi sono imbattuto nei giorni scorsi, durante una escursione nella città di Sarno, in una spiacevole visione sulle sponde del fiume.
Una sgradevole immagine di spazzatura che scivolava sulle torbide acque verso il mare. La cronaca locale ha riportato sia la notizia che le immagini, creando indignazione per questa piaga che non si riesce a sanare. Il COVID l’anno scorso con le restrizioni aveva creato l’illusione di un recupero – ricordate le immagini delle acque cristalline? – APPUNTO una ILLUSIONE. E allora la mia rabbia si è trasformata in sarcasmo dopo aver assistito a questo degrado e voglio condividere con un pizzico d’ironia un messaggio sociale.
MOON RIVER?… NA VOT! Ricordo un brano musicale del 1961 dal titolo “MOON RIVER…” nel testo” MOON ” si scrive con due “o” e si pronuncia “u”; la romantica parola MOON (luna) associata a RIVER (fiume), che dal punto di vista romantico, ha ispirato il brano, si trasforma quindi in MUN e la visione di questo ” fiumescempio” , mi fa pensare ad una poco romantica parola “MUNnezz” e ad una meno delicata immagine, più precisamente ad un vergognoso RIVER DI MUNNEZZA… e disturbato da questa ottusa umanità, voglio rendergli merito ricordando un pò del suo passato.
Il Sarno è un fiume della Campania della modesta lunghezza di 24 km. Un tempo il fiume era navigabile e pescoso nonché citato da poeti e scrittori nelle loro opere, dal XX secolo, oggi è diventato noto per essere considerato il corso d’acqua più inquinato d’Europa praticamente diventando per la nostra incuria… “A MUNNEZZ RE SCIUMM”.
VinGustandoItalia, gusti autentici e piatti dimenticati
(fonte foto: rete internet)

