Vacanzare: imparare a svuotarsi

vacanza s. f. [dal lat. vacantia, neutro pl. sostantivato di vacans -antis, part. pres. di vacare (v. vacare), attrav. il fr. vacance]. – 1. Il fatto, la condizione di essere o di rimanere vacante; 2. Intermissione, temporanea cessazione di un’attività. “La felicità dell’uomo consiste nel lavorare il giorno in cui riposa”. L’uomo contemporaneo: non si ferma mai, poiché la società del consumo – che ha costruito a partire dalla globalizzazione – non gli permette di “respirare”. In questa direzione, la felicità non è intesa come uno stato di sospensione dai mali esistenziali che caratterizzano la vita di tutti ma da una posizione instancabilmente produttiva. Marx – alla soglia delle grandi trasformazioni industriali – aveva intuito e analizzato l’alienante prospettiva che attendeva l’uomo: creare plusvalore a tal punto da non essere più ciò che è. Questa brevissima introduzione ci occorre per ragionare sul attuale concetto di vacanza. Siamo capaci, oggi, di abitare quel vuoto che la vacatio ci richiede?
Le attuali “ferie” sono concepite per essere brevi ed intense: si va da un minimo di 6 giorni ad un massimo di 15. I villaggi turistici, le crociere, il programmi delle agenzie sono pensati affinché il vacanziere non abbia momenti vuoti. Attività quotidiane, scandite momento per momento affinché l’uomo non pensi ma si lasci guidare. Anche in vacanza quindi si rispetta un ritmo che deve capitalizzare ad ogni costo il tempo e che impone degli schemi entro i quali bisogna muoversi. Nella società dell’iper-consumo capitalistico non c’è spazio per il vuoto e l’illusione di rilassarsi maschera invece una forzatura.
Consumiamo ogni giorno senza pensare, senza accorgerci che il consumo sta consumando noi e la sostanza del nostro desiderio. È una guerra silenziosa e la stiamo perdendo. “Non possiamo annoiarci, spegnerci, svuotarci, liberarci, meravigliarci. Tutto deve avere il disgusto calcolato della programmazione. Tutto deve essere stato studiato mesi prima, analizzato a tal punto che quando lo viviamo non ci lascia stupore.”Imparare a vacanzare significa svuotarsi senza doversi affannare per “riempirsi” di nuovo. Il vuoto ha una condizione destabilizzante che può aiutarci ad abbandonare alcune strutture che per noi sono tossiche. Bisogna far vibrare la parte emotiva di sé stessi, condursi come su di una zattera in mare aperto, rischiare la novità senza atrofizzarsi.
 

Brusciano, detenzione di droga ai fini di spaccio. Un arresto

Carabinieri arrestano pusher 41enne I Carabinieri della Stazione di Brusciano hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Carmelo Mastrojanni, 41enne di Nola già noto alle ffoo. E’ stato notato  nel complesso popolare “219” in Via Paolo Borsellino e durante una perquisizione trovato in possesso di 32 dosi di cocaina, 9 di hashish, 4 di marijuana. Nelle sue tasche anche 405 euro in contante ritenuto provento illecito. Mastrojanni è stato sottoposto ai domiciliari ed è in attesa di giudizio.

Sant’Anastasia, in auto con più di mezzo chilo di marijuana: in manette due persone

A Sant’Anastasia i Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno arrestato per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio G. G., 26enne, e M. P. di 42 anni. Sono del posto e sono già noti alle forze dell’ordine. I militari li hanno fermati in via San Martino. Il loro atteggiamento – eccessivamente nervoso – ha spinto i Carabinieri ad approfondire il controllo. Durante la perquisizione sull’auto in cui i due erano a bordo, sono stati rinvenuti e sequestrati 570 grammi di marijuana. Gli arrestati sono in carcere in attesa di giudizio.

Le ricette di Biagio: spaghetti all’assassina. Anche Lolita Lobosco direbbe: “mi piacciono”

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E’ il piatto della pasta croccante. E’ il piatto della pasta del giorno prima, preparato dovunque, dalla società degli “umili” nei tempi in cui non si gettava via nulla. Ha conquistato la fama come piatto barese, anche grazie al romanzo “La casa nel bosco” di Gianrico e Francesco Carofiglio e ai “gialli” di Gabriella Genisi, di cui è protagonista il vicequestore Lolita Lobosco (interpretata in TV da Luisa Ranieri). Uno di questi “gialli” porta proprio il titolo di “Spaghetti all’assassina”. La presenza importante del peperoncino e l’uso della padella di ferro possono spiegare l’origine del nome. Nel 2013 venne fondata, a Bari, un’Accademia degli spaghetti” all’assassina.”   Femmina piccante, pigliala per amante Femmina cuciniera, pigliala pe’ mugliera     Ingredienti: gr. 400 di spaghetti; gr. 150 di passata di pomodoro; 3 peperoncini secchi; 2 spicchi di aglio; olio e sale. In sostanza, il passaggio fondamentale è la risottatura degli spaghetti, cotti direttamente nel condimento. Perciò nella padella di ferro fate soffriggere, nell’acqua abbondante e aggiustata di sale, l’aglio, i pezzi di peperoncino e la passata di pomodoro. Calate poi gli spaghetti, che devono attaccarsi al fondo della padella, ma non troppo: perciò la mescolatura sapiente, fatta con un mestolo di legno, e la progressiva e graduale aggiunta di altra passata diluita nell’acqua di cottura sono di fondamentale importanza: alla fine alcuni spaghetti devono risultare bruciacchiati. La padella deve essere particolare: un tempo usavano quella di ferro, che però è dannosa alla salute. Biagio ha usato una  padella “lyonnaise”, che con i soffritti fa miracoli.   La goliardica Accademia degli spaghetti” all’assassina”, che gira per i ristoranti pugliesi a controllare che la ricetta classica venga rispettata, non consentì fin dall’inizio l’iscrizione delle donne. E così le donne fondarono una “Controaccademia”:  perciò capita spesso che nei ristoranti da controllare si incontrino i signori “accademici” e le signore “contro accademiche”, e dunque i cuochi sanno che non possono sgarrare. Racconta lo storico barese Felice Giovine che il “piatto” nacque negli anni ’60, inventato dal foggiano Enzo Francavilla, che faceva il cuoco nel ristorante “La sirenetta” quando c’erano le “serate” di cantanti importanti, ma era anche proprietario di un piccolo locale, “Al sorso preferito”, dove preparava, come primi piatti, solo orecchiette e spaghetti all’assassina. “ Il mio aiuto alla “Sirenetta” -raccontò il Francavilla – era necessario soprattutto in quelle serate in cui venivano ad esibirsi i grandi cantanti di quegli anni, come Mina, Fred Bongusto, Peppino di Capri, Patty Pravo, Bruno Martino, Gianni Morandi e popolari attori dell’epoca come Gino Bramieri e Renato Rascel.Appena aprii il “Sorso”, solo un paio di giorni dopo, entrarono due signori provenienti dal Nord Italia e mi chiesero di preparare loro un primo piatto che fosse gustoso e sostanzioso. Mi inventai così un piatto di spaghetti con una salsa di pomodoro e una generosa dose di peperoncino, preparati direttamente nella padella di ferro, facendo “stringere” bene il condimento e creando così una gustosa crosticina esterna. Li servii consigliando loro di bere soltanto a fine piatto e così fecero. Poi mi avvicinai per chiedere se avessero gradito e uno di loro mi disse soddisfatto: ”Buonissimi davvero”. E poi aggiunse “Sei un assassino””, riferendosi alla presenza robusta del peperoncino. E così il piatto fu battezzato spaghetti all’assassina”.(Enzo Romano, Ora viaggiando, 6 luglio 2020). Gabriella Genisi ha intitolato “Spaghetti all’assassina” il “giallo” in cui il vicequestore Lolita Lobosco, interpretata in TV da Luisa Ranieri, indaga sull’assassinio di Colino Stramaglia, immaginario inventore degli “spaghetti all’assassina”, che viene trovato cadavere nella cucina del suo ristorante, tra grumi di salsa di pomodoro. Il ristorante si chiama “’O ciucc’”: era, all’inizio, un “localuccio malfamato dove per anni e per poche lire si cenava carne d’asino”. Poi Colino ha “inventato” gli spaghetti “all’assassina”, forse grazie a un errore, e “’O ciucc’” è diventato il ristorante dei personaggi importanti della città. L’introduzione del romanzo è aperta da una massima  che la Genisi attribuisce ai “Soliti ignoti”: Femmina piccante, pigliala per amante/ femmina cuciniera, pigliala pe’ mugliera”. E Luisa Ranieri, che in TV interpreta la Lobosco è dolce e piccante, allo stesso tempo. Dopo Camilleri nessuno si permetterebbe di scrivere un “giallo” senza dedicare almeno il 15% delle pagine alle “indagini” gastronomiche dell’investigatore protagonista: Pepe Carvalho, il personaggio di Montalbàn ha aperto una strada che ai “giallisti” di oggi, fatta qualche rara eccezione, conviene e piace percorrere fino in fondo. La Lobosco ci ricorda, in apertura di romanzo, che “per preparare degli spaghetti all’ assassina come si deve, occorre che la padella sia rigorosamente di ferro,  comprata nel negozio di tegami di Bari Vecchia”. (FONTE FOTO:SCATTI DI GUSTO)  

PER strada e PER caso, il degrado del fiume Sarno…

Mi sono imbattuto nei giorni scorsi, durante una escursione nella città di Sarno, in una spiacevole visione sulle sponde del fiume.

Una sgradevole immagine di spazzatura che scivolava sulle torbide acque verso il mare. La cronaca locale  ha riportato sia la notizia che le immagini, creando indignazione per questa piaga che non si riesce a sanare. Il COVID l’anno scorso con le restrizioni aveva creato l’illusione di un recupero – ricordate le immagini delle acque cristalline? – APPUNTO una ILLUSIONE. E allora la mia rabbia si è trasformata in sarcasmo dopo aver assistito a questo degrado e voglio condividere con un pizzico d’ironia un messaggio sociale.

MOON RIVER?… NA VOT! Ricordo un brano musicale del 1961 dal titolo “MOON RIVER…” nel testo” MOON ” si scrive con due “o” e si pronuncia  “u”; la romantica parola MOON (luna) associata a RIVER (fiume), che dal punto di vista romantico, ha ispirato il brano, si trasforma quindi in MUN e la visione di questo ” fiumescempio” , mi fa pensare ad una poco romantica parola “MUNnezz” e ad una meno delicata immagine, più precisamente ad un vergognoso RIVER DI MUNNEZZA… e disturbato da questa ottusa umanità, voglio rendergli merito ricordando un pò del suo passato.

Il Sarno  è un  fiume  della Campania della modesta lunghezza di 24 km. Un tempo il fiume era navigabile e pescoso nonché citato da poeti e scrittori nelle loro opere, dal XX secolo, oggi è diventato noto per essere considerato il corso d’acqua  più inquinato d’Europa praticamente diventando per la nostra incuria… “A MUNNEZZ RE SCIUMM”.

VinGustandoItalia, gusti autentici e piatti dimenticati

  Il suo aspetto di certo non la aiuta, specie se messa a confronto con le altre varietà di mele, ma la mela cotogna è talmente ricca di proprietà che sarebbe un vero peccato non rispolverarla, così come la pastenaca …     Perché alcune ricette si sono perdute nel tempo? Perché alcuni cibi sono stati dimenticati? Queste sono domande che mi sono posto spesso, soprattutto quando ho riscoperto il vero gusto di un piatto antico e tradizionale, oppure di un cibo non più utilizzato. Il nuovo mondo ha trasformato negli anni il modo di cucinare; il benessere, dovuto al boom economico a partire dagli anni Sessanta, ha progressivamente cambiato l’approccio al cibo, segnando anche la corsa all’uso di ingredienti sempre più sofisticati. I grandi maestri culinari hanno cercato quasi con ossessione elementi e cibi esclusivi, per rendere i loro piatti unici, dimenticando spesso la tradizione. Bisogna sottolineare però, che negli ultimi anni il trend si è invertito ed oggi si ricercano cibi più autentici e vicini al passato, inoltre si sono evolute le tecniche in cucina, dove si privilegiano metodi orientati a mantenere inalterate le proprietà degli ingredienti, come le cotture a bassa temperatura, che non stressano gli alimenti e li lasciano teneri e succosi, oltre a preservarne i nutrienti. Quanti di voi conoscono le giuggiole, i corbezzoli, la pastenaca, le sorbe… forse qualcuno conosce le mele cotogne, ma son sicuro che pochi conoscono i cibi che ho appena enunciato, quindi è giunto il momento di colmare le vostre lacune. Note probabilmente per il famoso brodo, le giuggiole sono frutti dalla forma simile a quella delle olive e dal sapore dolce. Protagoniste assolute di marmellate e liquori, tali frutti si distinguono per le preziose proprietà, in questo caso antinfiammatorie e lenitive. I corbezzoli si presentano come piccole bacche dal colore rosso e dal sapore vagamente acidulo. Sono caratterizzati da proprietà antireumatiche ed antinfiammatorie e possono essere gustati al naturale o essere utilizzati nelle marmellate. Ed eccoci ad una radice che a prima vista si presenta come una carota insolita e di colore bianco, è la pastinaca, diffusa nel ‘500 e successivamente caduta lentamente nel dimenticatoio, è caratterizzata da un sapore dolce che ricorda, a tratti, quello della noce. È fonte di fibre, di vitamina C, di potassio e di magnesio. Probabilmente avrete assaggiato la marmellata o il liquore di sorbe: altro non sono che dei frutti antichi tipici del periodo autunnale non più particolarmente diffusi. Inoltre, tra i cibi dimenticati, questi frutti potrebbero non incontrare il favore dei più perché sono caratterizzati da un sapore acidulo che non a tutti può piacere, e sono ricchi di vitamina C; Il suo aspetto di certo non la aiuta, specie se messa a confronto con le altre varietà di mele, ma la mela cotogna è talmente ricca di proprietà che sarebbe un vero peccato non rispolverarla. Cruda, cotta, al forno, sotto forma di marmellata insomma è buona sempre. Oltre ai cibi vi sono molti piatti caduti nel dimenticatoio, piatti tramandati oralmente da generazioni in generazioni. Un piatto che ho riscoperto grazie ad una nonnina è la cosiddetta carne dei poveri: una frittata di pane che la attempata signora preparava, perché a suo marito non piaceva la carne. Per fargli mangiare proteine, mescolava il pane vecchio con le uova, facendo un impasto arricchito con formaggio, prezzemolo e menta, di per sé molto buono, e dopo averlo fritto lo calava nel sugo. Questo passaggio ne aumentava notevolmente sia il volume che il gusto. Pur non trattandosi di carne, questa particolare frittata è comunque nutriente, oltreché appetitosa e bella da vedere. Altro piatto che ho avuto la fortuna di assaporare è stato la trippa, ma non solo di quella classica al sugo, preparata con la mentuccia e il pecorino, classicissima ricetta ormai diventata un’icona di Roma e della sua cucina tradizionale. La trippa la si può preparare in tanti altri modi, uno dei quali, il mio preferito, tra l’altro, è friggerla. Non hai mai assaggiato la trippa fritta? Male, anzi malissimo, perché vuol dire che non hai mai provato uno dei primissimi “street food” originali di Roma, antico di secoli. Non dimenticando le tre T”Tipicita, tradizione e territorio” a questi piatti, abbinate sempre vini del territorio e non sbaglierete mai.  Ricordate che “La più bell’ora per il mangiare è quella in cui si ha fame…” (fonte foto: rete internet)  

Somma Vesuviana, finanziato il progetto Asilo Nido

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana. Salvatore Di Sarno (sindaco Somma Vesuviana): “E’ una grande notizia per la mia città: realizzeremo l’asilo nido! Il Ministero degli Interni e il Ministero dell’Istruzione hanno finanziato il progetto di realizzazione dell’Asilo nido. E costruiremo anche una nuova scuola elementare a Santa Maria del Pozzo”. Salvatore Esposito (Ass. all’Edilizia Scolastica) : “Avremo anche il Primo Parco Pubblico con annessa una scuola materna completamente nuova”. Sergio D’Avino (Ass. alle Politiche Sociali) : “A breve anche importante progetto per le famiglie”. “E’ una grande notizia per l’intera città: il Ministero degli Interni e il Ministero dell’Istruzione hanno approvato il finanziamento di ben ‪2.632.000‬ euro per la costruzione dell’asilo nido comunale in via Giulio Cesare a Somma Vesuviana. E’ l’ennesimo risultato vincente, la prova concreta dell’operato di questa Amministrazione. Un finanziamento che giunge dopo quello ancora più cospicuo per la realizzazione della nuova Scuola Elementare a Santa Maria del Pozzo. Un progetto classificatosi tra i migliori 5 in Campania nel campo dell’Edilizia Scolastica. Finalmente scuole nuove in questo paese”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana. “E’ un risultato che arriva dopo un duro lavoro condotto da questa Amministrazione – ha affermato Sergio D’Avino, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Somma Vesuviana – nel quale l’Assessorato alle Politiche Sociali ha creduto molto. Scuole e famiglie sono priorità. L’asilo nido è una notizia di fondamentale importanza per i nostri bambini che devono entrare in scuole belle e sicure”. Ed ora a Somma Vesuviana anche il Parco Pubblico con una nuova scuola materna. “Sono veramente soddisfatto di quest’altra bella affermazione nel campo dell’ Edilizia Scolastica. Il progetto definitivo di costruzione dell’asilo nido in via Giulio Cesare è risultato assegnatario di finanziamento dal Ministero degli Interni e quello dell’Istruzione, per un importo di euro ‪2.632.000‬. Quest’ultimo intervento  – ha dichiarato a caldo, Salvatore Esposito, Assessore all’Edilizia Scolastica del Comune di Somma Vsuviana – andrà a completare il puzzle progettuale dell’intera area di proprietà comunale in via Giulio Cesare. Sul primo lotto (quello più grande) il comune ha già ottenuto un finanziamento di circa ‪3.500.000‬di euro dalla Città Metropolitana, per la realizzazione di un Parco Pubblico con scuola materna annessa”.

Secondigliano, camorra :arrestata Maria Licciardi

Il 7 agosto 2021, il ROS ha eseguito un Fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli, nei confronti di LICCIARDI Maria, gravemente indiziata di essere l’attuale vertice dell’omonimo clan, avente base nel quartiere Secondigliano di Napoli – località Masseria Cardone, con proiezioni regionali ed extraregionali. La donna è indagata per associazione di tipo mafioso, estorsione, ricettazione di somme di denaro di provenienza illecita e turbativa del regolare svolgimento di un’asta giudiziaria, reati aggravati dalle modalità mafiose. L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli, ha evidenziato che LICCIARDI Maria – sorella del fondatore del clan, LICCIARDI Gennaro, deceduto in detenzione nel 1994 – fin dalla sua ultima scarcerazione, risalente al dicembre 2009 (dopo circa 8 anni di detenzione), ha progressivamente assunto la direzione della consorteria, gestendo le attività illecite attraverso disposizioni impartite, anche durante incontri e summit riservati, ad affiliati con ruoli apicali e ai capizona ai quali erano affidate porzioni dell’area di influenza dell’organizzazione (Masseria Cardone, Don Guanella, Rione Berlingieri e Vasto). Sotto il profilo delle sinergie operative, oltre ai rapporti (connotati da profonda reverenza nei confronti della donna) con esponenti dei clan “CONTINI”, “VINELLA GRASSI”, “DI LAURO” e “POLVERINO”, sono state registrate le strette relazioni con il clan “MALLARDO” delle cui dinamiche la LICCIARDI era costantemente aggiornata. Le investigazioni hanno anche posto in luce un’attenta gestione della cassa comune da parte dell’indagata, che puntualmente provvedeva al sostegno delle famiglie degli affiliati detenuti, ciò anche per evitare pericolose defezioni collaborative. Sono state censite condotte di natura estorsiva, tra cui l’intervento in occasione di un’asta giudiziaria riguardante la vendita all’incanto di alcuni immobili ubicati a Secondigliano, e le minacce rivolte dalla LICCIARDI nei confronti una donna ritenuta responsabile di aver sottratto un’ingente somma di danaro alla famiglia mafiosa. L’attività d’indagine, eseguita dal Reparto Anticrimine del ROS di Napoli, resa particolarmente difficoltosa delle continue bonifiche degli ambienti e dei mezzi in uso all’organizzazione (volte a scongiurare la presenza di dispositivi di intercettazione), ha documentato il capillare controllo del territorio, ottenuto grazie al massiccio impiego di sentinelle, che consentiva alla donna di allontanarsi dall’area in caso di anomale presenze delle forze di polizia. Al riguardo, rileva che LICCIARDI Maria si era resa irreperibile in occasione dell’esecuzione di misure cautelari del giugno 2019 (op. CARTAGENA) all’esito di complessa e articolata indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli, sviluppata anche dal ROS in direzione della c.d. Alleanza di Secondigliano (l’o.c.c. a suo carico è stata successivamente annullata). Le investigazioni confermano l’operatività dell’Alleanza di Secondigliano – facente capo alla famiglia“LICCIARDI”, ai “CONTINI” e ai “BOSTI” dei quartieri Vasto-Arenaccia, nonché ai “MALLARDO” di Giugliano in Campania – che esercita le proprie attività secondo precise strategie criminali e di ripartizione dei proventi delle attività illecite comuni, che assicurano il rafforzamento della coesione interna, l’ampliamento del rapporto di superiorità rispetto alle altre consorterie-satellite e il consolidamento delle dinamiche di reciproca solidarietà con autonome organizzazioni camorristiche, comunque legate al cartello camorristico da saldi  e risalenti rapporti.

Somma Vesuviana, il consigliere Piscitelli: “Sindaco, sei sotto attacco: dimettiti!”

Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere di minoranza Vincenzo Piscitelli   “Siamo sulle prime pagine Tedesche Svizzere ed Olandesi… In fila per i diritti d autore Taiwan e Isole Cayman !!!! Voi vi chiedete perché? Perché ieri sera al Consiglio Comunale abbiamo tolto la scena al più famoso “Ciampolillo”, quando alla 27esima chiama (più o meno) del Segretario Generale per stabilire il numero legale, si presenta nell aula da remoto il 13esimo Consigliere che, seppur uscito da parecchio, stava “rincorrendo internet che aveva perso”, ristabilendo, dopo circa 10 min di appello ( prima é toccato ai presenti, poi gli assenti, poi stavano per iniziare a contare ad uno ad uno tutti i cittadini di Somma, nome per nome…… io non mi trovo Lei dice 12, io non mi trovo, né vedo molti di più in video). Il tutto frutto di una chiamata telefonica, avvenuta durante i 10 min di cui sopra, che chissà quale impegno sarà costato al Sindaco Di Sarno. Sarà sempre cosi: il Sindaco ( la Città di Somma Vesuviana) sarà per questo ultimo anno, vittima del ” Cianpolillo ” di turno…. Impegni dopo impegni il 13esimo Consigliere sarà colui che terrà l Amministrazione Comunale in perenne scacco. SINDACO SEI “SOTTO ATTACCO” ….. DIMETTITI PER IL BENE DELLA CITTA ‘.

La Gori lancia la campagna di sensibilizzazione per la tutela del mare #Nonabbandonarmi

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa della Gori   Sei soggetti ma un solo monito: #Nonabbandonarmi!  È questo il claim della nuova campagna di sensibilizzazione sviluppata da Gori e che, con l’obiettivo di promuovere le buone prassi nella vita in spiaggia, reinterpreta il tema dell’abbandono estivo degli animali domestici, sostituendone i protagonisti. Sono mascherine, bicchieri di plastica, mozziconi di sigaretta, bottiglie di vetro che, dopo l’uso, vengono abbandonati sulle spiagge, contribuendo ad aggravare la già compromessa condizione in cui riversano i nostri mari. “La salvaguardia del mare e dell’ambiente sono valori fondamentali per Gori. Nel corso degli anni ci siamo impegnati costantemente per efficientare il servizio di depurazione, anche attraverso un approccio sempre più innovativo e sostenibile, che ci ha consentito di ottenere alcuni importanti risultati come le bandiere blu per Anacapri, Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Sorrento e Vico Equense. Una sfida a fare sempre di più, e sempre meglio, anche con l’obiettivo di restituire la balneabilità all’intero golfo di Napoli” il commento del Presidente di Gori, Sabino De Blasi. Un impegno che passa anche attraverso le azioni di sostenibilità ambientale messe in campo dall’azienda, come il progetto Plastic Free per la lotta all’utilizzo della plastica monouso, che tra il 2019 e il 2020 ha portato alla consegna di 16.960 borraccine ecosostenibili agli alunni delle scuole primarie del territorio. “Quella sulla tutela del mare è una campagna che abbiamo diffuso già negli anni scorsi, ma che questa estate abbiamo pensato di attualizzare con nuovi spunti e suggestioni – dichiara la Responsabile Comunicazione e Corporate Social Responsibility di Gori, Mara De Donato – La nostra narrazione parte dall’osservazione della vita quotidiana, in considerazione anche delle abitudini assunte per far fronte all’emergenza sanitaria, al fine di informare correttamente i cittadini e orientarli verso scelte consapevoli e rispettose dell’ambiente, ricordando a tutti noi che la leggerezza nascosta dietro un rapido gesto può arrecare danni che richiedono tempi lunghissimi per essere riparati”. Un bicchiere di plastica, infatti, resta in mare dai cento ai mille anni, mentre una bottiglia di vetro ha tempi di biodegradabilità indeterminati, al contrario dei mozziconi di sigaretta, tra i rifiuti più frequentemente rinvenuti sugli arenili, che in genere impiegano più di un anno a decomporsi in acqua. La plastica resta il materiale più pericoloso: in base ai dati contenuti nel report Beach Litter 2021 di Legambiente, in circa un terzo delle 47 spiagge monitorate dai volontari in 13 regioni, tra cui la Campania, la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti campionati, mentre sul 72% dei lidi sono stati trovati oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria: tra questi, le mascherine sono state rinvenute su quasi tutte le spiagge monitorate. La campagna, esclusivamente digitale, utilizza il linguaggio visivo tipico dei cartoon giapponesi particolarmente amati dai giovanissimi, a cui Gori intende rivolgere sempre di più i propri messaggi sostenibili. Personaggi capaci di trasferire emozioni forti attraverso il minimo utilizzo di segni e colori: è così che i nostri protagonisti prendono vita, assumendo un’espressione imbronciata a causa dell’abbandono. I soggetti sono calati in un contesto reale: un orizzonte cristallino, granelli di sabbia dorata e luccichii di sole richiamano le bellezze naturali in cui siamo immersi e che dobbiamo necessariamente tutelare. Sulla scia di quanto già fatto negli scorsi anni, la campagna prevede solo supporti digitali e sarà diffusa esclusivamente attraverso strumenti di comunicazione che non producono potenziali rifiuti per l’ambiente: niente fogli da stampare, nessuna locandina da affiggere, ma solo un racconto pensato per il web, in un’ottica sempre più smart e sostenibile. Via libera, quindi, a banner, gif animate e grafiche per i canali social aziendali: Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn.