Castello di Cisterna, minacciava e picchiava i nonni: arrestato nipote violento

Era da mesi che minacciava e picchiava i nonni per ottenere denaro. I carabinieri della stazione di Castello di Cisterna hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia ed estorsione un 28enne del posto. I militari – allertati dal 112 – sono intervenuti presso l’abitazione di una coppia, un 82enne e una 77enne. Lì hanno constatato che il nipote avesse minacciato e percosso i nonni paterni conviventi. I Carabinieri hanno ricostruito diversi episodi analoghi avvenuti in passato mai denunciati dalle vittime che sono state curate da personale del 118. L’arrestato è stato tradotto al carcere in attesa di giudizio.

Somma Vesuviana, approvato il progetto per la scuola primaria a S. M.del Pozzo

Riceviamo e pubbluchiamo dal Comune di Somma Vesuviana Dopo il progetto per la realizzazione dell’Asilo Nido, arriva un’altra importante notizia: Salvatore Di Sarno (sindaco Somma Vesuviana): “Il Ministero dell’Istruzione ha approvato il progetto anche per la realizzazione della nuova Scuola Elementare in località Santa Maria del Pozzo”. E intanto si continua nell’opera di recupero delle strade! “A distanza di pochi giorni dalla notizia dell’approvazione, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione del progetto, per la realizzazione dell’asilo nido in Via Giulio Cesare, arriva un’altra importante notizia: il Ministero della Pubblica Istruzione ha approvato anche il progetto, da ben 5 MLN di euro, per la realizzazione della nuova Scuola Elementare in località Santa Maria del Pozzo. Si tratta di un progetto che nel campo dell’edilizia scolastica è risultato tra i migliori. Daremo a Somma Vesuviana anche una nuova Scuola Elementare e la dedicheremo a Mario Cerciello Rega. Volevo ringraziare l’Assessore all’Edilizia Scolastica, Salvatore Esposito per il lavoro eccellente che sta mettendo in campo affinché questo paese possa avere nuove strutture scolastiche”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano. Nei giorni scorsi era arrivata la notizia relativa al progetto dell’asilo nido. “Ben 2.632.000 euro per la realizzazione dell’Asilo Nido in Via Giulio Cesare. Il Ministero dell’Istruzione ha approvato anche questo progetto. Dunque le scuole, a Somma Vesuviana, hanno priorità assoluta. Dobbiamo dare ai nostri bambini – ha proseguito Di Sarno –  ai nostri ragazzi, ai nostri insegnanti, scuole belle”. Non solo scuole ma a Somma Vesuviana si stanno anche asfaltando strade centrali e periferiche. “Poche ore fa abbiamo finito di asfaltare tutto il piazzale antistante il Cimitero ed anche Via Cimitero – ha concluso Salvatore Di Sarno – e sono circa una ventina le strade asfaltate in questi mesi. A breve continueremo in altre aree centrali e periferiche del paese”.

Marigliano, lavori di un complesso monumentale:controlli della polizia locale

Riceviamo e pubblichiamo   Nel periodo a cavallo di ferragosto il nucleo di Polizia edilizia, diretto dal maresciallo Ardolino, orientava le indagini su una recente ispezione della sovrintendenza ad un complesso monumentale di interesse storico ed archeologico in Marigliano. Dalla analisi effettuata sulle pratiche in archivio presso l’ ufficio tecnico e i permessi a costruire e i nulla osta rilasciati dalla sovrintendenza, emergevano irregolarità sensibili. La soprintendenza aveva acconsentito sul complesso monumentale solo lavori di tipo conservativo e di sostituzione di infissi con ristrutturazione dell’esistente, preservando il vincolo architettonico con il solo abbattimento del piano superiore non rientrante nel vincolo. Dopo un sopralluogo congiunto con il locale ufficio tecnico, il pdc rilasciato dal comune di Marigliano risultava anche come accertato dalla soprintendenza a seguito delle indagini dirette sul campo dal comandante della PM incompatibile con il vincolo di cui al DM 184 del 25.05.2016. Difatti a seguito del sopralluogo risultava abbattuta tutta la struttura prospicente il cortile interno del complesso, lasciando inalterato il solo arco e torrione. In data 13.08.2021 la polizia giudiziaria poneva sotto sequestro l’ intero fabbricato oggetto del permesso a costruire e, contestualmente,  eseguiva di iniziativa il sequestro del permesso a costruire. Il comandante  dichiara: “questi interventi restituiscono la corretta vigilanza sul patrimonio anche importante di questa città e solo con innesto di personale adeguato si riuscirà sempre meglio a garantire standard di elevata qualità”

Somma Vesuviana, dal culto di Santa Lucia al culto di S. Maria del Pozzo

Un mezzo miglio fuori dal centro di Somma, nella parte settentrionale, sorge la celebre e devotissima Chiesa di Santa Maria del Pozzo con annesso convento. Una chiesa, che conserva tesori d’inestimabile valore, la cui origine è per certi versi di leggendaria memoria. E’ di questi giorni la ristampa di un prezioso compendio sulla storia del complesso monumentale a cura del prof. Emanuele Coppola.     Un mezzo miglio fuori dal centro di Somma, nella parte settentrionale, sorge la celebre e devotissima Chiesa di Santa Maria del Pozzo con annesso convento.  E’ una chiesa che conserva tesori d’inestimabile valore. A tal riguardo, l’amico Emanuele Coppola ha ripubblicato, con il patrocinio della Municipalità cittadina, un pregevole ed interessante lavoro, che non solo riporta alla luce la storia di questo sacro luogo, ma ci offre una nuova serie di documenti (archivistici, fotografici, araldici etc.) di una certa rilevanza, che sono il frutto dell’appassionata e amorevole ricerca dell’emerito studioso. Peraltro, il prof. Coppola, dalla sua cabina di regia, sta gestendo con ampio risalto la valorizzazione di quest’ immenso patrimonio per raggiungere, finalmente, adeguate condizioni di accessibilità e fruizione. Sarebbe utile, inoltre, prendendo esempio dal Complesso Monumentale di S. M. del Pozzo, che anche altre strutture monastiche e chiese della città avessero un proprio direttore dei beni culturali. Solo in questo modo si eviterebbe la dispersione di tante opere d’arte, come è successo, ad esempio, nella chiesa municipale di San Domenico negli anni passati. Resta il fatto che Santa Maria del Pozzo, oggi, è in prima linea nello sviluppo per la conservazione e il corretto restauro dell’ inestimabile patrimonio storico – artistico, che costituisce una preziosa eredità da salvaguardare e tramandare alle generazioni future. L’origine della Chiesa di S. Maria del Pozzo – quella superiore che oggi noi vediamo – è stata sempre difficile da comprendere, in quanto molto ingarbugliata secondo le numerose fonti scritte. In un certo senso, la sua origine è permeata da un sottile alone di miracoloso. A riguardo, come leggeremo, furono elaborate diverse tesi sull’origine. Certo è che in questo luogo, dove attualmente si erge il complesso monumentale, era ubicata anticamente una piccola chiesa dedicata alla gloriosa Vergine e Martire S. Lucia. Secondo l’abate Placido Troyli (1688 – 1757) dell’Ordine cisterciense, questa chiesetta fu fatta costruire nel 1333 da re Roberto d’Angiò (1276 – 1343) a riverenza di Nostra Donna, per perpetrare memoria di un incontro con Carlo Roberto (Caroberto 1288 ca. – 1342), Re d’Ungheria, il cui figlio, Andrea, andò per isposo alla Reina Giovanna I (s.1333 – 1345). Lo storico fiorentino Giovanni Villani (1280 – 1348) – nella sua Nuova Cronica del 1348, libro XI – afferma che, alla fine di luglio del 1333, Giovanni, Principe della Morea e Duca di Durazzo, accompagnò il Re Unghero infino a Napoli, donde il Re Roberto gli uscì incontro infino a Prati di Nola, e quivi con grande allegrezza si baciarono in bocca: in memoria della qual congiunzione re Roberto fece poi fare in quel luogo una bellissima chiesa dedicata a nostra Donna, detta oggi S. Maria del pozzo. A tal riguardo, la località denominata i prati di Nola sembra che sia stata identificata con il territorio ad oriente del palazzo reale della Starza Regina. L’intitolazione a Santa Lucia della chiesetta trova riscontro nella forte predilezione che la famiglia reale D’Angiò nutriva per la martire siracusana, tantoché all’epoca furono edificate in suo onore numerose cappelle nell’intero Regno. Santa Lucia – oltre ad essere una delle sante più venerate e facilmente riconoscibili grazie all’attributo oculare che reca – incarnava gli ideali di forza, di combattente contro l’infedele e di martirio, come afferma lo studioso Francesco Calò (Dalla Sicilia alla Puglia: Santa Lucia e gli Angiò. L’iconografia luciana tra culto e propaganda (secoli XIII-XV), in Arte Cristiana, 911 marzo/aprile 2019, pp. 122-12). La venerazione luciana, inoltre, che si sviluppò precocemente in Sicilia, già all’epoca di Ruggiero I d’Altavilla, non solo si diffuse rapidamente in Campania, ma fu portatrice di precisi significati politici e dinastici nel Medioevo, attraverso le numerose testimonianze monumentali, realizzate dalle due case reali concorrenti: gli Angioini e gli Aragonesi. Nella Terra di Somma, già precedentemente, Carlo I d’ Angiò (+1285) fece costruire, nel 1268 ca., all’interno della possente cerchia muraria dell’arce svevo – normanno sul monte Somma, un’ altra devota cappella (vedi foto sotto) dedicata, anch’essa, alla martire siracusana, col dovuto stipendio ad un cappellano. La chiesetta, giù in paese, invece, non solo era situata molto lontana dall’abitato, ma era normalmente anche chiusa al culto, come ci racconta P. Serafino Montorio (1647 – 1729), nella sua opera del 1715 Lo Zodiaco di Maria. Un giorno, verso il 1500 – racconta il Padre domenicano – forse per divina ispirazione, tale chiesetta rimase aperta ai fedeli del luogo. Oltretutto, intorno, pascevano animali di ogni genere. Avvenne che un maiale, allontanatosi dalla compagnia degli altri, entrò nella suddetta chiesetta e nel mezzo di essa, scavando col muso, spezzò un mattone del vecchio pavimento e senza passar oltre, se né usci fuori. L’animale fu veduto entrare da chi avea pensiero della Cappella, e timido, che quel zozzo animale non facesse ivi qualche notabile danno, vi accorse in compagnia di alcuni altri, li quali vedendo smosso il mattone, o pietra che fosse, curiosi si accostarono per osservarne la frattura. Ecco che, sorprendentemente, i presenti videro traspirare di sotto due come camerette tutte dipinte, e particolarmente vi osservarono l’Immagine della Madre di Dio. L’ incredulità popolare, allora, vide nel gesto dell’animale un eccezionale miracolo della Vergine. Padre Gianstefano Remondini, però, nella sua opera Della Nolana Ecclesiatica Storia, Volume 1, 1747, a pagina 303, conferma, si, l’esistenza di una chiesetta dedicata a San Lucia, ma all’epoca dell’evento del maiale, afferma che la struttura era stata seppellita da uno strepitoso torrente del Vesuvio, sicché rimastavi abbandonata vi si portavano a giacere a loro agio gli animali più immondi. Lo storico Candido Greco (cit. Fasti di Somma), a tal riguardo, attesta che la piccola chiesa era stata completamente interrata a causa di una violenta alluvione del 1488 che innalzò il livello della strada di alcuni metri. Padre Serafino Montorio, invece, come abbiamo sopra letto, ci ha attestato che la chiesetta era solo abbandonata e chiusa al culto. La dedicazione alla santa siracusana, comunque, ci viene confermata sia dal primo storico di Somma, l’abate Domenico Maione, nella sua opera del 1703 dal titolo Breve descrizione della Regia Città di Somma, in cui attesta, a pagina 16, che vi era la Chiesa della Beata Lucia, la quale si è poi chiamata S. Maria del Pozzo vecchia; e poi dal francescano e storico irlandese Luca Wadding (1588 – 1657), che, nei suoi Annales minorum, vol.15 del 1736, scrive a proposito: In Campania felici, ad radices montis Vesuvii in planitie, aliquanto procul a Summa oppido, Nolanæ dioecesis, erat sacellum Sanctæ Luciæ, quod ingressa suś, rictu seu rostro effodiens… Ebbene, ritornando al racconto di Padre Serafino Montorio, della sorprendente scoperta fu avvisata la regina Giovannella (1479 – 1518), che dimorava nella vicina casa reale o starza. All’epoca, la donna era afflitta dalla morte del suo amato consorte Ferdinando (1467 – 1496), morto di malaria tra Somma e Napoli. La buona regina subito si prodigò per offrire a quel luogo un più decoroso culto, soprattutto in relazione alle numerose grazie, che la Vergine stava iniziando a dispensare. Fatta istanza al Vescovo di Nola, Mons. Orlando Orsini (in carica dal 1475 fino alla morte nel 1503), la regina non solo comprò la struttura, ma fece costruire a proprie spese una chiesa molto più grande con un annesso convento, concedendolo nel 1503 (o 1504), con assenso pontificio di Papa Giulio II (1443 – 1513), ai Frati Minori Osservanti, affinché tenessero vivo il culto per quella sacra immagine, come attesta Remondinii. Diversa impressione ci fornisce, invece, il sopracitato storico Luca Wadding, che attesta l’acquisto di Giovanna nel 1510, in relazione ad un atto di permuta di quell’anno. All’ epoca il Vescovo di Nola era Giovan Francesco Bruno. Ecco le testuali parole del frate irlandese: Prope hanc statuit Joanna Regina, relicta olim Ferdinandi Siciliæ Regis, quæ tunc in illo oppido hærebat, Coenobium construere Fratrum Observantum, & Ecclesiam terramque adjacentem ad mensam Episcopalem spectantes, ab Episcopo Nolano, nuncupato Joanne Francisco, aliorum bonoruna compensatione redemit. Obtenta itaque hoc anno a Julio Pontifice permutationis confirmatione, & fabricandi facultate, commodum & pulchrum quidem ædificavit Fratrum ferme triginta habitaculum (traduzione: Proprio nelle vicinanze, viveva la regina Giovanna, che, dopo la morte di Ferdinando, si era stabilita a vivere in questa città. Fece costruire un Cenobio (convento) per i frati Osservanti, e riscattò dal Vescovo di Nola, di nome Giovan Francesco, con la compensazione di altri beni, la cappella e le terre adiacenti, appartenenti alla Mensa Vescovile di Nola. Così, quest’anno (1510), ottenuta da Papa Giulio la conferma della permutazione, con la facoltà di fabbricare, edificò, inoltre, quasi trenta convenienti e graziose stanze per i frati). Frate Wadding, inoltre, affascinato dal luogo, scrisse ancora: Vidi ipfe locum amoenum valde & salubrem, & subterraneam luftravi Ecclesiam piam valde & devotam, in qua tria nunc conspiciuntur Altaria, unum sanctæ Mariae Gratiarum, secundum sanctæ Mariæ Coronæ, tertium ad modum parvi sacelli, & reliquis demissius sanctæ Mariæ Puteis (traduzione: Vidi questo luogo assai ameno e salubre, dove risaltava una chiesa sotterranea assai consacrata e devota, in cui chiaramente si vedevano allora tre altari: uno a Santa Maria delle Grazie; il secondo a Santa Maria della Corona; il terzo, sotto forma di cappella, con ciò che rimaneva dell’altare di  Santa Maria del Pozzo). Wadding, infine, scrupoloso nella descrizione, attesta che: Ante Altare beatæ Mariæ de Corona jacet in sepulcro marmoreo nobilis vir Paulus de Capograsso, anno MCCCCLXXXI defunctus; prope quem sepultus est Josephus Capograssus nobilis Salernitanus, & Patritius Romanus. In seguito, sicuramente, dopo la divisione dell’Ordine francescano, il complesso  passò ai Frati Riformati di San Francesco d’Assisi. Per l’occasione – afferma Padre Serafino Montorio – fu fatta costruire anche una statua in legno della stessa Vergine, appellandola anche con il titolo iniziale del Presepe. Da allora, la Madonna non solo operò strepitosi miracoli, ma sparse ovunque copiose grazie, specialmente nei sacri giorni della Pentecoste, nei quali si solennizzava la festa principale con grande concorso di popolo. Oltretutto, l’intercessione della Vergine si rivelò miracolosa nel frenare le ceneri ed i torrenti del fulminante Vesuvio, senza recarle verun danno, benché sia nel più basso luogo situata (cit. G. Remondini). La Chiesa superiore, infine, fu consacrata nell’anno 1575, il giorno 15 marzo, da Aurelio Griani, O.F.M. (+ 1576), Vescovo Minorita di Lettere e Gragnano. In questo luogo – conclude Wadding – incumbunt Fratres juniores studio Philosophiæ.          

Campania, Covid-19, aumento dei contagi: sono 622 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore

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Secondo il bollettino ufficiale della Regione Campania, i contagi da Covid-19 stanno nuovamente risalendo. Sono 622 i nuovi casi registrati solo nelle ultime 24 ore su più di 14mila tamponi effettuati che porta il tasso di positività ad un nuovo balzo in avanti, esattamente a 8,62 %.   Sono invece 3 i decessi delle ultime 24 ore causa coronavirus mentre aumenta anche il numero dei ricoveri: attualmente sono 319 i pazienti ricoverati di cui la maggior parte però si trova in reparti di degenza ordinaria. Questa la differenza sostanziale rispetto all’estate 2020: i numeri delle persone ricoverate in reparti di terapia intensiva risulta essere minore rispetto allo scorso anno, segno, dunque, che il vaccino contro il Covid-19 riesce, almeno in parte, a contrastare anche la variante Delta. Certo, è ancora presto per essere certi dell’efficacia totalitaria dei vaccini soprattutto contro le nuove varianti ma al momento i dati forniti dal Governo e dalle singole regioni sono alquanto positivi. Intanto, con l’inizio delle vaccinazioni anche per gli under 15 si ha una buona speranza per la riapertura delle scuole in Campania e per permettere ai ragazzi di frequentare le elezioni finalmente in presenza. Le somministrazioni del vaccino effettuate fino ad oggi sono state 6.908.009, di cui 3.758.666 di cittadini hanno ricevuto almeno la prima dose. La Campania resta tra le prime regioni in Italia per quanto riguarda la rapidità di somministrazione del vaccino contro il Covid-19 (circa 14 mila al giorno tra prime e seconde dosi), come ha sostenuto il Governatore De Luca, il quale ha nuovamente espresso il suo pensiero sulla recente discussione dell’obbligo vaccinale: ” Credo sia sbagliato prendere mezze misure che hanno come unico effetto quello di prolungare all’infinito la stagione del covid. Personalmente non avrei dubbi su una decisione da prendere a livello nazionale: rendere obbligatoria la vaccinazione. È una cosa obiettivamente complicata, c’è un problema di controlli, ma se vogliamo uscire definitivamente dal Covid dobbiamo prendere decisioni impegnative.”  

Elezioni a Castello di Cisterna, debutta Nocerino, rivale del sindaco: è il suo assessore

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“Cambiare dando fiducia ai giovani”, il messaggio del 39enne docente e ricercatore universitario per la sua prima candidatura alla guida del Comune “Il sindaco Rega ? Non me la sento di attaccarlo perché fare il sindaco è difficile. Ma gli anziani devono lasciare spazio alle nuove generazioni per consentire rinnovamento e cambiamento”. L’altro ieri ha gettato la maschera Davide Nocerino. Il trentanovenne assessore ai lavori pubblici della giunta locale, retta dal sindaco Aniello Rega, mercoledi sera ha aperto la campagna elettorale nel centro di Castello di Cisterna. Sarà proprio lui, Nocerino, docente e ricercatore di scienze motorie, il rivale del “suo” sindaco alle prossime elezioni comunali del 3 e 4 ottobre. Un “rivale” in casa, per così dire. Intanto è ormai noto che Rega, 69 anni, si ripresenterà per conquistare un secondo mandato alla guida di questo comune di 8mila abitanti. Un piccolo centro che appare da sempre come un rione della “dominante” Pomigliano, città delle fabbriche e della movida di tutta la provincia a oriente di Napoli. “Castello di Cisterna è il dormitorio di Pomigliano – ha spiegato Nocerino nel suo discorso d’esordio di questa campagna elettorale ferragostana – per cui dobbiamo assolutamente cancellare l’etichetta di comune in cui c’è poca vita, in cui non c’è dinamismo nei commerci e nell’ economia in generale. Ma per farlo sarà necessario un cambio di mentalità dell’elettorato, che se vuole una vera svolta dovrà dare fiducia alle nuove generazioni”. Nocerino è il candidato sindaco più giovane che finora si sia presentato per un posto alla guida di questa municipalità. Ma non se la sente di criticare aspramente il “suo” primo cittadino. “Se però c’è un appunto da fare a Rega – tiene a sottolineare – è il fatto di non aver portato avanti il PUC, il Piano Urbanistico Comunale, una cosa che avevamo promesso agli elettori, nel 2016. Per tutto questo tempo è stato proprio il sindaco a riservarsi la delega al PUC. Intanto molti concittadini stanno pagando l’IMU inutilmente da anni. Sono proprietari di terreni edificabili ma non hanno potuto costruire nulla a causa delle decisioni mancate”.

Il Ferragosto ci offre una visione del futuro…

Grazie alla decisione del buon dio degli Israeliti che il settimo giorno si riposò, abbiamo potuto gustare il momento più bello della fatica umana, quando essa s’interrompe e lascia tutto come sospeso e immobile. Gli dei romani avevano deciso, invece, che il lavoro, almeno quello materiale, fosse destinato solo agli schiavi o ad alcuni strati sociali; per il resto, patrizi, intellettuali e compagnia bella,  potevano godersi il settimo giorno tutta la vita. Ora per chi non possiede nemmeno un minuto libero ed è sempre lì a fare riunioni o per chi si appresta al peso a volte insopportabile delle attività può essere piacevole pensare al lavoro alla stregua dei nostri avi, ma per chi il lavoro non ce l’ha e lo cerca disperatamente o lo perde dopo averlo cercato diventa problematico immaginare una sosta ritemprante. Il lavoro ci appartiene come fattore di costruzione civile, ma deve coinvolgere l’intero sistema e questo è un traguardo non proprio vicino. Il Ferragosto, invece, mette d’accordo tutti, perché ferma il ritmo del tempo usato e non rappresenta una semplice pausa dal lavoro quotidiano, ma ci offre una visione del futuro. Possiamo dire quasi che esso introduce nel flusso della storia il concetto di speranza, in quanto possiamo immaginare un orizzonte nel quale mangiare gli spaghetti o fare una semplice passeggiata, senza orologio, sia considerato una liberazione rispetto alla necessità di calcolare anche in quelle circostanze il ricavo o la perdita. In fondo al Ferragosto siamo affezionati perché non lo percepiamo come un premio, ma come l’anticipo di una festa che prima o poi verrà e alla quale siamo disponibili a dare credito. Inoltre non proviamo in questi giorni la soddisfazione utilitaristica che ci viene dal pensare all’interruzione lavorativa come qualcosa che abbia uno scopo. Siamo lontano mille miglia dal riposarci perché ci fa bene o perché ce lo ha consigliato il consulente yoga o perché le amiche del condominio potranno riunirsi per gustare l’indipendenza, che da lì all’ora di cena avrà un certo valore psicologico. Non siamo presi dall’ansia di divertirci, né indotti a mostrarci superfelici perché ce lo impone la pubblicità o addirittura a chiedere un finanziamento pur di essere alla pari del nostro collega, il quale può permettersi una vacanza all’ultimo grido. Ferragosto aiuta la maggior parte di noi a ripensare ad un’altra identità umana, quella che non ha a che fare con la competizione,  con la lotta ad essere più in vista, con il grado di abbronzatura misurato al millesimo. Ci suggerisce un’identità semplice: riprenderci il senso della vita, che poi non ha nessun senso se non quello di lasciarsi andare all’umano in noi. E a stare con qualche amico all’ombra, mentre il vento leggero muove le foglie, senza che noi muoviamo un dito. Finalmente inutili.

Mariglianella, ultimazione prelievi per la caratterizzazione dell’ex deposito “Agrimonda”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Mariglianella. Il Sindaco di Mariglianella, Dott. Arcangelo Russo, che detiene anche la delega ai Lavori Pubblici, nel fare il punto della situazione sull’annosa questione “Agrimonda”, l’ex deposito di fitofarmaci, pesticidi, concimi ed altro, distrutto da un incendio per mano ignota, nella notte del 18 luglio del 1995 a Mariglianella, in Via 11 Settembre, sul confine con Marigliano, plaude all’avvenuta chiusura delle attività di “Indagini di caratterizzazione e annessi servizi tecnici” sulla suddetta area. La filiera istituzionale, con i diversi livelli di ruoli e funzioni, competenze e responsabilità e con la massima trasparenza sta portando alla definitiva soluzione della problematica che vede il Comune di Mariglianella in prima linea vicina alle esigenze dei cittadini. Negli anni scorsi i lavori di rimozione dei 4.500 metri cubi di materiali giacenti sono stati effettuati dall’affidataria “ATI Edilgen SpA – Forino Ecologia Srl” e nel corso dell’esecuzione dell’appalto sono state effettuate attività di monitoraggio ed analisi, estrazione e trattamento del gas interstiziale trattenuto dal cumulo dei rifiuti, rimozione, caricamento e trasposto degli stessi presso idonei impianti di trattamento e smaltimento e successiva analisi dei materiali. Sul sito istituzionale http://www.comune.mariglianella.na.it nella sezione “Trasparenza” è possibile prendere visione dei dati inerenti il “Monitoraggio Agrimonda”. Gli stessi lavori sono stati seguiti da un Tavolo Tecnico composto dai rappresentanti dei Comuni di Mariglianella e di Marigliano, dall’ASL Na 3, dall’ARPAC, dalla Direzione Lavori e dal Direttore operativo, entrambi funzionari della Giunta Regionale della Campania ed infine dai rappresentanti della Città Metropolitana e della Ditta esecutrice dei lavori. Il costo complessivo degli interventi fino ad oggi effettuati è di circa 1,5 milioni di Euro. Ora, in seguito alla sottoscrizione della Convenzione tra Comune di Mariglianella e Regione Campania inerente il Sito denominato “Ex Agrimonda” per la realizzazione del “Piano di Caratterizzazione Ambientale di cui all’art. 242 del D. lgs, 152/2006”, sono state eseguite le previste indagini tecniche la cui ultimazione è avvenuta in data 10 agosto 2021, in anticipo di tre giorni rispetto al tempo disponibile. La “Comunicazione della conclusione delle indagini in campo” è stata redatta e trasmessa ai competenti uffici della Regione Campania, in data 11 agosto 2021, dal Responsabile del Servizio Tecnico Comunale di Mariglianella, Ing. Arcangelo Addeo, nominato con decreto n. 396 del 30 settembre 2020 della stessa Regione Campania, Direttore dell’Esecuzione del Contratto. Sul campo interveniva il competente tecnico. Ing. Benedetta Rubei, incaricato della ditta “Ecopoint S.r.l.” che in RTI con la “Aureli Soil” è risultata aggiudicataria della specifica gara di appalto inerente le previste indagini ambientali. In pratica, come ha illustrato il Direttore dell’Esecuzione del Contratto, Ing. Addeo, nell’area interna al sito “Agrimonda” sono stati effettuati, al fine di rilevare campioni del massetto in calcestruzzo su cui giacevano i rifiuti rimossi, del terreno sottostante e dell’acqua di falda, che nella zona è presente da 10 a 14 metri di profondità: “n. 5 sondaggi verticali a carotaggio continuo, di cui n. 3 sondaggi allestiti a piezometri; n. 4 punti di prelievo per campioni di top soil ubicati nelle aree non pavimentate adiacenti alla platea in calcestruzzo dove erano stoccati i rifiuti”. Per quanto riguarda le aree limitrofe al sito, entro un raggio di 100 metri, sono stati realizzati: “n. 6 piezometri al fine di valutare lo stato qualitativo delle acque sotterranee in relazione ad un’eventuale migrazione e trasporto in falda dei contaminanti provenienti dal sito e di definire la direzione di deflusso delle acque sotterranee”. Ad operazioni concluse è stato ripristinato il telo nell’area interna al sito essendo stato necessariamente rimosso in corrispondenza dei punti di indagine. Il Sindaco, Dott. Arcangelo Russo, ha espresso “la mia soddisfazione personale e quella di tutta l’Amministrazione Comunale di Mariglianella, per le concluse attività di raccolta dei campioni per l’indagine ambientale volta alla esauriente e definitiva caratterizzazione dell’area “Agrimonda”. Appena saranno pronti i risultati essi verranno debitamente pubblicati, così come fatto ogni volta in piena trasparenza per tutti i singoli precedenti interventi effettuati. Ringrazio l’Ente Regione Campania, i dirigenti e tecnici collaboranti ed in particolare le nostre risorse interne, il Responsabile dei Servizi Tecnici, Ing. Arcangelo Addeo, ed il Comandante della Polizia Municipale, Ten. Andrea Mandanici. Uno speciale ringraziamento rivolgo ai cordiali e generosi concittadini proprietari dei lotti di terreno che hanno permesso l’installazione dei piezometri per valutare la qualità delle acque sotterranee. Restiamo in ascolto dell’opinione pubblica ed apprezziamo anche la meritevole azione di sensibilizzazione fatta dall’associazionismo culturale e ambientale territoriale”.

Casalnuovo, furto aggravato di energia elettrica:un arresto

 Carabinieri forestali della stazione di Marigliano in campo a Casalnuovo e dintorni.

I carabinieri forestali in questi giorni sono impegnati in servizi volti al controllo del settore agroalimentare. A Casalnuovo di Napoli i militari della Stazione forestale di Marigliano, mentre controllavano un bar di via pigna, hanno notato delle manomissioni sul contatore elettrico. Allertato il personale tecnico dell’Enel, è emerso che il misuratore di elettricità fosse stato manomesso: 2 delle 3 fasi erano state saldate facendo così diminuire il consumo. Negli ultimi 5 anni – è stato accertato – il titolare dell’attività commerciale, un 44enne incensurato, ha sottratto illecitamente energia elettrica per un importo di circa 38mila euro. I carabinieri hanno arrestato l’uomo per furto aggravato. Il 44enne è in attesa di giudizio.

Pomigliano, sicurezza alimentare:controlli dei Carabinieri forestali

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I carabinieri forestali della stazione di Marigliano hanno denunciato e sanzionato il titolare di un supermercato di Pomigliano D’Arco. Durante un controllo i militari, insieme a personale dell’ASL locale, hanno rinvenuto e poi sequestrato 100 chili di alimenti privi di indicazioni sulla tracciabilità. All’interno dei locali dell’attività hanno poi rilevato un soppalco adibito a deposito totalmente abusivo e il cui accesso era garantito da un montacarichi sollevato da un cavo evidentemente prossimo a spezzarsi e potenzialmente pericoloso per i dipendenti. Struttura e montacarichi sono stati sequestrati.