Brusciano, elezioni comunali, entra nel vivo la campagna elettorale

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Riceviamo e pubblichiamo   Brusciano, Endorsement dell’ex Senatore Tommaso Sodano per Peppe Montanile Candidato a Sindaco alle Amministrative 2021.    A Brusciano fra quaranta giorni ci saranno le elezioni comunali. Il panorama della campagna elettorale delle Amministrative 2021 è segnato da un surreale clima di attesa e fino ad oggi è stato appena colorato dalle gigantografie di alcuni manifesti politici: “Al servizio della città. Per Brusciano” del Partito Democratico, unica compagine partitica, al momento, che è presente con proprio simbolo nazionale e che a Brusciano ha come segretario cittadino Maria Castaldo; “Ieri Oggi e Domani. Cultura e Identità per la Bruscianesità” con i simboli “Noi Campania”, “Fronte Comune” e “Brusciano protagonista”; “Nuovi Orizzonti con Coraggio per Brusciano” e “Lista del Cuore. Bruscianese Miettece ‘o Core”; “Brusciano ha ancora bisogno di un’Amministrazione Perbene” con il Candidato a Sindaco Peppe Montanile. Ad essi si è aggiunto il manifesto murale del 5 agosto 2021 intitolato “Salviamo Brusciano”, a firma del Giudice Carminantonio Esposito già Consigliere Comunale, capogruppo di minoranza nell’ultimo Consiglio Comunale. Infine registriamo la selettiva distribuzione di dissacranti volantini da parte del veterano Luigi Capasso, ex Sindaco di Brusciano negli anni ’80. Via social si colgono la proposta di “Brusciano Popolare” promossa da Pietro La Fortuna; l’animazione dell’ex Consigliere Comunale Avv. Giacomo Romano leader del gruppo “Fronte Comune” insieme ad altri; la costante presenza dell’Associazione “Nuovi Orizzonti” presieduta dal Dott. Mimmo Piccolo, ex Consigliere Comunale; le attività del Partito Democratico e del suo ex Consigliere Comunale Dott. Antonio Castaldo; le iniziative dell’Associazione “Il Fare perbene” a sostegno del Candidato a Sindaco Peppe Montanile. A favore di quest’ultimo una voce del territorio si leva con forza. Si tratta di Tommaso Sodano, che vanta una vasta esperienza politica: dal 1995 al 2001, Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Napoli; Senatore della Repubblica, eletto nella Circoscrizione Campania con Rifondazione Comunista e partecipante alle Legislature XIV e XV dal 2001 al 2008; Vicesindaco della Città di Napoli, dal 13 giugno 2011 al 22 giugno 2015 nell’Amministrazione Comunale retta da Luigi De Magistris. Tommaso Sodano, il quale dal 2020 è impegnato nella sua Pomigliano d’Arco con l’Associazione culturale e politica “Città Aperta”, attraverso FaceBook pone qualche interrogativo: «Brusciano. A pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle candidature per il rinnovo del Consiglio Comunale, non capisco cosa aspettano le forze politiche democratiche e progressiste ad annunciare il sostegno all’unica candidatura presente: Giuseppe Montanile, Sindaco minacciato e sfiduciato, in una stanza di un notaio, da chi si opponeva al cambiamento e alla trasparenza dell’azione di Governo che Montanile stava portando avanti. Cosa dicono il PD e i 5stelle? Da che parte si schierano? È scaduto il tempo della politica politicante. Ora bisogna fare una operazione verità. Sono curioso di conoscere anche la posizione del Presidente del PD, Paolo Mancuso che conosce bene il territorio e i legami tra certa politica e gli interessi economici in gioco».  

Marigliano, incendio al deposito in località Miuli: sequestrata area di 250 mq

Ancora un incendio sul territorio mariglianese.  Ieri pomeriggio, infatti , intorno alle 17  la polizia locale, diretta dal comandante Emiliano Nacar, è intervenuta su un incendio di un area esterna di un deposito in località Miuli. Le operazioni sono state coordinate dai vigili del fuoco e dal comando di Polizia locale . Il deposito in questione era già sottoposto a sequestro a seguito di capillari controlli condotti dalla polizia locale in collaborazione con i carabinieri forestali. Dopo lo spegnimento e il ripristino dei luoghi, il comandante Nacar ha avviato le indagini con il   conseguente sequestro di un area di 250 mq adibita a deposito rifiuti e sito di innesco doloso .

Napoli – Venezia, coraggio e uno strappo col passato (la prima dell’alieno Gennaro)

Ciao, sono Gennaro, sono un alieno venuto da un pianeta lontano (semmai ve ne scriverò in futuro), la mia civiltà ha scoperto come viaggiare attraverso lo spazio-tempo, ma qualcosa è andato storto nel mio viaggio e sono capitato sul vostro pianeta, in Italia, in questa città che si chiama Napoli. Ho assunto il nome Gennaro, sento sempre nominare questo San Gennaro. Sono tra voi, vi sto studiando, ho scoperto che c’è questo sport, il calcio, che vi appassiona molto, piace anche a me, lo seguo da un po’. La mia tecnologia e le mie elevate capacità mentali mi hanno permesso di documentarmi in dettaglio, di vedere molti documenti scritti e video sul calcio, quindi so di cosa parlo.

Mi hanno raccontato e ho letto un po’ della vostra storia recente, il presidente, Benitez, Sarri e i guai recenti. C’è un nuovo allenatore, mi piace, è molto pacato, ci impiega molto a parlare, ma mi piace. Ieri si giocava la prima di questo campionato, contro il Venezia. Ho visto che sui social si facevano battute sul fatto che non fosse il Verona, non le ho capite, mi dovrò documentare meglio. Il divario tecnico in campo è evidente, il Venezia si difende attento. Osimhen è il faro centrale. Che guaio averlo perso quasi subito (viene espulso per una manata), era il migliore in campo. Ragazzo stai attento in futuro. Il Napoli ha subìto il colpo solo per poco, lasciando spazio agli avversari, ma ha ripreso presto le redini dell’incontro. Aiutato dalle tendenze pallavolistiche degli avversari, il vostro Lorenzo va due volte sul pallino bianco del rigore. Il primo lo lancia in alto, sul secondo ha coraggio il ragazzo, è gol. Tutti lo abbracciano, sul mio pianeta siamo molto più freddi, voi dite che quelli del nord europa sono così. Bravo, ho letto che ha avuto un rapporto travagliato con i tifosi; lo stadio, dopo tanto tempo vuoto, lo ha supportato e acclamato. Che coraggio. L’allenatore butta in campo Lozano e Gaetano per dare un cambio di passo, al posto di Politano e di un opaco Fabian. Il Napoli raddoppia con Elmas (subentrato precedentemente all’infortunato Zielinski). Gli azzurri non si fanno mancare qualche rischio, gli avversari beccano un palo. Ma finisce così, 2-0.

Bravo Napoli per il coraggio, per non aver perso le redini della partita, bravo Lorenzo per essere ritornato sul dischetto dopo l’errore, mi sono piaciute le scelte dell’allenatore, soprattutto per quanto riguarda le sostituzioni. Non il massimo quello che vedo a centrocampo, male Fabian e Lobotka. Un mio amico mi ha spronato e ho rivisto un po’ di partite recenti, sembra una scelta atipica e coraggiosa quella di mettere in campo il giovane Gaetano. Negli anni recenti i mister azzurri sono stati sempre cauti, e invece, in un momento delicato della partita, Spalletti butta dentro un giovane con poca esperienza. Sembra essere un cambio di registro rispetto al passato, vedo che molti lo hanno apprezzato. Forse vorrà dire qualcosa? I tifosi del Napoli lo sperano.

Acerra, incendio devasta agriturismo confiscato. Si sospetta il dolo

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La struttura era stata sottratta dallo Stato a soggetti condannati per disastro ambientale aggravato. Area sequestrata. Ma fuma ancora.     Un casale del ‘700 ristrutturato, col patio delimitato da ampie arcate e poi gli orti, l’uliveto, lo chalet di legno, uno spazio attrezzato per i bambini. Un agriturismo completo di tutto che lo Stato confiscò a imprenditori condannati per disastro ambientale aggravato. L’agriturismo, che fa parte di un patrimonio confiscato di centinaia di milioni di euro, poteva essere dato in gestione per essere riutilizzato a scopo sociale. E invece l’altro giorno un incendio, si sospetta di origine dolosa, lo ha semidistrutto, messo in ginocchio. Sono finiti in cenere l’uliveto, gli orti e l’area giochi. Gravemente danneggiato dalle fiamme lo chalet. L’area interessata dal rogo è stata sottoposta a sequestro penale dalla polizia municipale. Indaga la Procura di Nola. Restano le scene, impietose, della devastazione. Peraltro l’incendio, domato in un primo momento la sera di giovedì dai vigili del fuoco, ieri pomeriggio ha ripreso vigore tanto che una colonna di fumo ancora faceva capolino dietro ai tetti dell’agriturismo. Un contesto da terzo mondo. Il bene confiscato si trova in località Lenza Schiavone, porzione di fertilissima campagna acerrana che si prolunga a nord, fino al Casertano. E’ una zona flagellata dalla prostituzione, dagli scaricatori abusivi di rifiuti e dai ladri: abbandono totale. Il bene confiscato è circondato dall’ immondizia, come del resto anche i vicinissimi ex impianti di smaltimento dei rifiuti, pure questi confiscati ai Pellini. Terra di nessuno: le porte, gli infissi e molti altri oggetti di valore sono stati trafugati dall’agriturismo rosa e bianco e dal suo chalet. I ladri hanno portato via pure l’inferriata del muro di cinta. L’hanno staccata dal muro. Il varco principale d’ingresso è completamente spalancato. “Interpellerò la commissione ecomafia per tutte queste vicende assurde”, preannuncia Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista di Acerra. Tutto ciò capita dopo la confisca disposta dalla seconda sezione del tribunale misure di prevenzione di Napoli, che ha nominato due amministratori giudiziari per la gestione del patrimonio confiscato.

Disagi generazionali: assenza senza presenza sui social network

Esistono due tipi di persone: quelle che affrontano la realtà e quelle che semplicemente spariscono. Alla seconda categoria appartengono – dati alla mano – quelli nati nel nuovo millennio. La generazione “senza sostanza” , sembra caratterizzata da varie forme di disagio comportamentali tra cui l’assentarsi (in un campo semantico quanto più ampio possibile per la parola). Se per comprendere il “proprio tempo” è necessario osservare i giovanissimi è bene allora fare luce su un fenomeno diffuso che è tratto distintivo delle ultime generazioni.

È nata addirittura una parola per definirlo: ghosting, diventare dei fantasmi, sparire improvvisamente, smettere di rispondere a chiamate, messaggi, e-mail; anche se fino ad un momento prima si era stati in contatto. Si parla di ghosting soprattutto per l’ambito sentimentale, ma può interessare anche rapporti d’amicizia o professionali.

La pratica del negarsi, sparire nel nulla, è sempre stata diffusa anche in passato ma l’iper-comunicazione dei social ha reso endemico il fenomeno. Le chat permettono lo scambio costante di messaggi, spesso anche in assenza di un rapporto diretto, abbattendo la differenza tra l’interazione presente e quella digitale. La comunicazione online rende molto più semplice non assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

Il passaggio dal contatto intensivo al silenzio è questione di un attimo: basta chiudere il pc e alzarsi dalla scrivania o rimettere in tasca il cellulare. Si smette di rispondere, si silenzia la chat, si va direttamente offline o si blocca il contatto. In sostanza è molto più semplice non rispondere ad un messaggio WhatsApp che ad una domanda posta da una persona davanti ad un caffè. Questa comfort zone cela la chiave del disagio esistenziale dei nativi digitali: l’assenza che non sa farsi presenza e la stanchezza della realtà.

Attraverso un sondaggio è stato rilevato che su un campione di utenti fra i 18 e 33 anni, l’80% di essi ha subito un’esperienza di ghosting.

Spesso il ghosting è l’esito di atteggiamenti disfunzionali, chi lo pratica ha un obiettivo: uscire da una situazione scomoda. Ci sono due strade che può seguire: quella più complessa – affrontando la questione col diretto interessato  e facendosi carico delle proprie responsabilità, oppure quella più semplice – scomparendo nel nulla, raggiungendo lo stesso risultato con molta meno fatica.

Il ghosting, dunque, è una forma di abuso e disagio emotivo da parte di chi lo pratica; ovvero – essenzialmente – un modo di gestire i problemi che nasconde una grande immaturità psicologica, un’assenza di empatia, una posizione di indifferenza e vigliaccheria. Questo fenomeno dissociativo – nella vasta gamma di morbi social che infettano gli utenti digitali – mostra la mancanza di autonomia e di coscienza reale; componenti essenziali per affrontare una realtà in presenza. Io posso annullare l’altro senza considerare se gli sto arrecando dolore, dispiacere o preoccupazione; ma cosa sarà di me quando non potrò più scappare? Arriverà il momento in cui non potrò ghostare la mia persona reale e lì comprendere i miei vuoti assoluti.

La generazione della leggerezza non ha forse ben presenti le conseguenze traumatiche del ghosting. Le ricerche dicono che il disagio che si sperimenta in casi del genere è violento: il rifiuto sociale attiva nel cervello gli stessi percorsi neurali del dolore fisico. È dilaniante e ingestibile avere a che fare con una persona che ti piace e che – senza un motivo – di punto in bianco è scomparsa. Il nostro cervello ha un sistema di monitoraggio sociale (SSM) che controlla l’ambiente per capire come reagire alle situazioni che coinvolgono gli altri e il ghosting priva proprio di questi segnali. Quando l’autostima collassa, si soffre molto di più perché si è visto che il corpo produce meno endorfine, le quali aiuterebbero a sentire meno il dolore della perdita. Il ghosting fa sì che la persona che ne è vittima impieghi più tempo per superare la separazione: nel silenzio immotivato si tenta di reagire.

L’urgenza di un’educazione digitale, per le future e attuali generazioni, si presenta come un imperativo al quale non si può continuare a non dare risposta. I disagi provenienti dalla vita digitale stanno corrodendo l’ontologia antropologica di un uomo che è sempre a metà sospeso tra virtuale e reale.

Incendi boschivi nel Parco Vesuvio:arrestato 70enne

Terzigno, Parco Nazionale del Vesuvio: Incendi boschivi. Carabinieri arrestano 70enne incensurato A Terzigno i Carabinieri della locale stazione insieme a quelli della stazione forestali “parco” di ottaviano hanno arrestato per incendio boschivo un 70enne incensurato di origini ucraine. I militari sono intervenuti in via vecchia campitelli – sentiero all’interno di una fitta pineta che porta al parco nazionale del vesuvio. Il personale volontario della onlus “N.O.T. Nucleo Operativo Territoriale” di Terzigno aveva notato un uomo che si aggirava con fare sospetto da quelle parti ed ha chiesto aiuto al 112. I Carabinieri hanno sorpreso l’uomo mentre appiccava l’incendio con un accendino in una zona boschiva estesa per 400 metri quadri. Fortunatamente, il tempestivo intervento dei militari ha evitato che le fiamme si propagassero. L’incendio è stato spento dai VV FF mentre l’arrestato è in attesa di giudizio. Sono in corso indagini per accertare i motivi del gesto.

Somma Vesuviana, buca in via Circumvallazione: ciclista cade rovinosamente sull’asfalto

Le nostre strade, si sa,  non sono le migliori e spesso anche dopo i lavori di riqualificazione presentano avvallamenti pericolosi. Forse dovuti a lavori fatti male o troppo in fretta. Fatto sta che nella tarda mattinata di ieri un  ciclista, proveniente da Sant’Anastasia direzione Ottaviano, giunto all’altezza del civico 83 /174 di via Circumvallazione,  ha  perso  il controllo della sua mountain bike a causa di una buca/avvallamento presente sulla sede stradale ed è caduto rovinosamente a terra . Di fatto sul posto  è visibile una buca proprio nella corsia che stava percorrendo il ciclista.  L’ uomo ha  lamentato subito un forte dolore ad una spalla e per questo è stato trasportato dal 118 all’ospedale  di Nola. Sul posto è intervenuta la Polizia Municipale,  unitamente ad un  operatore dell’istituto di vigilanza” AM Security” e i volontari della Protezione civile “Cobra2”. Via Circumvallazione è stata più volte  oggetto di riqualificazione e di ripristino dell’asfalto e sarà  dunque il tecnico comunale preposto a relazionare sulla questione.  

Ricette di Biagio: cannellini alla maruzzara. E mangiare fasci di prezzemolo “sfuttente”…

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Dobbiamo imparare di nuovo a ridere di noi stessi: solo così, diceva Umberto Eco, potremo misurare concretamente l’abisso in cui siamo precipitati: solo così, per esempio, oseremo chiedere a chi ci governa come e perché è successo quello che è successo nel “rave-party” in provincia di Viterbo.  “E’ tornata la legalità” ha annunciato l’altro ieri un ministro: ma vorremmo sapere perché se n’era andata, la legalità, in un momento in cui su tutti i canali televisivi  va in onda la predica quotidiana contro gli assembramenti, sulle mascherine, sul green pass, e sulle varianti del virus. Il prezzemolo è “sfuttente” e perciò può aiutarci a ridere di noi. Un riso amaro, ma necessario.   Ingredienti: 2 scatole di fagioli cannellini; 2 gambi di sedano; 2 spicchi di aglio tritato; olio d’oliva; origano; sale, pepe, pane raffermo. Mettere in una casseruola un trito di aglio, di prezzemolo e di sedano, l’olio, una parte dei fagioli scolati, e gli altri fagioli con il liquido in cui sono conservati. Dopo aver cosparso il tutto con il sale, con il pepe e con l’origano,  coprire la casseruola e far cuocere a fuoco moderato per un quarto d’ora. Completata la cottura, coprire il fondo dei piatti con fette di pane raffermo, versarvi sopra i fagioli e portare in tavola (l’immagine è pubblicata su internet).   Nella poesia  “‘e vermecielle a vongole” Giuseppe Marotta elencò, come ingredienti fondamentali, “ ‘ a resatella d’uoglio senza ‘mbruoglie, ‘a ‘nziria ‘e ll’aglio, ‘ a frunnella sfuttente ‘e pretusino”. In questo aggettivo denso di significati, “sfuttente”, Nello Oliviero vide “un senso mordente, piuttosto terroso, ritornante, insistente”. Insomma, per Oliviero, sugli spaghetti aglio e olio il prezzemolo esiste non in sé, ma solo in funzione dell’aglio, solo per contrastarlo. Mi permetto di dissentire. Lo sfuttente di Marotta significa proprio sfottenteche sfotte, che piglia in giro. E questa sua virtù, questa sua forza ironica, il prezzemolo la trasmette a tutto il piatto, all’aglio, agli spaghetti, anche al noioso peperoncino, perfino all’olio, che per sua natura è invece pacioso, e perciò non urta, non sfida. Il prezzemolo ci aiuterà a compiere un atto rivoluzionario: ridere. Non degli altri, ma di noi stessi. Se non impariamo di nuovo a ridere di noi stessi, le strade della conoscenza saranno tutte chiuse. Lo diceva Umberto Eco: non dimentichiamo che il “Nome della Rosa” è costruito su una storia di delitti compiuti in un’abbazia per impedire che venga scoperto un documento terribile: un documento in cui si provava che anche Cristo rideva. Non so se i nostri gesti e i nostri pensieri siano “orientati”, come accade per l’economia, da una “cupola”, più o meno segreta, che governa il mondo: ma se questa “cupola” culturale, chiamiamola così, esiste, certamente ha fatto in modo che gli uomini non sappiano più ridere di sé, non siano più in grado di esercitare su sé stessi quel riso amaro, “sfuttente”, anche lacerante, che è il fondamento primo di una visione consapevole della realtà effettiva. E dunque non vediamo e non “sentiamo” più in quale abisso stiamo precipitando. Lasciamo da parte la fuga vergognosa dall’ Afghanistan e il capo di un partito “governativo” che vede nel programma dei talebani le luci della moderazione, dimentichiamo per un momento la tragedia degli incendi, quasi tutti appiccati dall’uomo, che stanno distruggendo vite umane, un patrimonio “naturale” di incalcolabile importanza, l’oggi e il domani delle comunità, i cui rappresentanti accusano senza giri di parole l’inconsistenza dei sistemi di protezione e di pronto intervento, una inconsistenza che la competenza e lo spirito di sacrificio dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine solo in parte riescono a compensare. Io oggi cerco qualcuno che mi spieghi cosa è accaduto a Valentano, in provincia di Viterbo, dove si è svolto il “rave-party” di migliaia di giovani provenienti da tutta Europa: un “rave-partty” non autorizzato, durante il quale un giovane è morto annegato e ci sono “insistenti notizie di due ragazze violentate e di diversi ragazzi in coma etilico”. Per non parlare di furti, di danni alle proprietà degli abitanti, di pecore sgozzate (Corriere della Sera, 19 agosto). Per non parlare della droga. Dopo aver riso amaro pensando alle quotidiane prediche “televisive” sul pericolo degli assembramenti, sulle mascherine, sui green pass, sulle scuole che riaprono per intero, o a metà, o per un quarto, sui soldi spesi per i banchi a rotelle, vorrei capire cosa è successo in quei campi di Valentano. La legalità è tornata. Ma vorrei sapere chi aveva permesso che se ne andasse, la legalità, in quel modo, in quella misura. In tempi come questi. La legalità è tornata, e ora incominciano due “programmi” tipicamente italiani: far dimenticare queste scene al popolo (per fortuna riparte il campionato di calcio, e distrarre le masse sarà facile);  e se un colpevole bisogna trovarlo, a tutti i costi, inizierà – forse è già iniziato – il gioco dello scaricabarile: un povero cristo, da crocifiggere, lo si troverà agevolmente. (FONTE FOTO:BUTTALAPASTA.IT)

Qual è il perfetto menù sotto il sole?

Invitanti tartine per l’aperitivo, il piatto di carpaccio, l’insalata di pasta fredda con mozzarella o una insalata di farro sono sicuramente i piatti più gettonati quando si è tutto il giorno al sole, ma questi freschi piatti estivi possono nascondere moltissimi insidie.   Il caldo dell’ambiente esterno e la preparazione a crudo favoriscono la proliferazione di batteri. Non sono solo i paesi esotici  a farci paura dal punto di vista delle infezioni alimentari,  basta poco per incorrere in una problematica gastroenterica. Nausea, mal di pancia, febbre sono i sintomi preponderanti. Come si possono quindi evitare le tossinfezioni? Tutto comincia con la spesa.  Dobbiamo partire dall’acquisto di verdure, pesce, carne scegliendoli sempre freschi e visibilmente non devono presentare alcun deterioramento che possono manifestare un cattivo odore o un colore diverso. Nel caso delle uova, oltre alla scadenza verificare anche che il guscio sia  perfettamente diverso. I frutti di mare devono essere avvolti in reticelle  con la tracciabilità . Riguardo i cibi che si vogliono consumare crudi è importante osservare igiene scrupolosa nella fase di lavaggio sciacquandoli più volte dopo averli rilasciati a  bagno anche per qualche minuto. I cibi più sicuri restano sempre quelli ben cotti. Le cifre, dimostrano infatti, che le  infezioni alimentari insorgono in genere dopo il consumo di cibi  posti a tempi di cottura troppo brevi che non hanno permesso alle temperature di arrivare al cuore del prodotto. Molti sono i batteri nocivi che possono contaminare i cibi: la salmonella che predilige le uova, il latte, la carne, la verdura, l’acqua. Esiste anche il Clostridium Perfigens,  che attacca facilmente la carne ed il Bacillus Cereus più comune sui piatti a base di cereali e di legumi. Ma quali sono i sintomi di un’infezione intestinale? Nausea, mal di testa, dissenteria e, nei casi più gravi, vomito e febbre. In presenza di disturbi lievi, bisogna intervenire nella maniera immediata. Quali sono le regole quindi di una sana alimentazione sotto l’ombrellone?
  1. prima di toccare i cibi lavarsi le mani con saponi antibatterici per almeno 20 secondi
2.lavare bene tutti gli attrezzi che si utilizzano per cucinare
  1. evitare il ghiaccio se non si è certe che è stato prodotto rispettando igiene
  2.  consumare cibo ben cotto, ancora caldo
5  evitare pesci, carni, frutti di mare crudi
  1. mangiare verdure frutta crude solo se si è sicuri che è stata lavata con cura
  2. controllare che gli affettati abbiano un colore brillante e che l’eventuale grasso sia bianco perché il giallo segnala il deperimento
  3.  condire le preparazioni con succo di limone e aceto, dal potere altamente disinfettante.

Somma Vesuviana, Piscitelli e Di Pilato:”La maggioranza Di Sarno è risicata e ricattabile”

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Riceviamo e pubblichiamo dai consiglieri comunali Piscitelli e Di Pilato. Ancora Dissensi in Maggioranza. Il ricatto continua. Il Sindaco Di Sarno è ancora una volta ostaggio della sua maggioranza, o meglio ostaggio del singolo Consigliere Comunale. Ancora un volta si assiste ad un dissenso con tanto di nota e comunicato stampa, rispetto ad una deliberazione della Amministrazione Comunale. Una maggioranza risicata( solo 13 consiglieri comunali) come è quella che governa la nostra Città ( lo farà fino a giugno 2022) è continuamente ricattata dal 13esimo Consigliere, che determina la maggioranza minima in Consiglio Comunale. Vedi richieste particolari, vedi atti perentori sponsorizzati da qualche Consilgiere, vedi la nomina dell’assessore mancante, vedi la difesa/nomina di un dirigente: sono tutte situazioni che determinano continui litigi/ricatti ( politico/amministrativi, ovviamente ) che fanno gola all ultimo ( ovvero 13esimo) Consigliere . Secondo NOI è sconcertante che un paese come il nostro venga governato per un altro anno da una maggioranza risicata e ricattabile ( cosa che comporta azioni e risultati che potrebbero indirizzarsi verso il bene del singolo e non quello comune). Rimanendo sempre dalla parte dove ci ha voluti il popolo, ovvero all’ opposizione di questa maggioranza, SIAMO disposti per il bene di Somma Vesuviana a votare tutti quegli atti che valuteremo opportuni ed indispensabili per il bene comune. Inviatimo pertanto il Sindaco ad essere libero nelle scelte, senza doversi preoccupare continuamente di fare i calcoli per vedere come “azzeccare”, ricercandoli di volta in volta, a destra e/o a manca, i nuneri utili per raggiungere la maggioranza in Consiglio Comunale. NOIciSIAMO I Consiglieri Comunali Lucia Di Pilato Vincenzo Piscitelli