Giugliano, bevande alcoliche a tre dodicenni: denunciato titolare del bar

0
I militari della compagnia di Giugliano in Campania hanno denunciato a piede libero il proprietario di un bar del centro cittadino ed il suo dipendente. I due sono stati ritenuti responsabili di aver somministrato bevande alcoliche a persone minorenni. I Carabinieri, su segnalazione di un cittadino, hanno accertato che poco prima erano state servite al banco tre ragazze di 12 anni. 3 i “cicchetti” di superalcolici ordinati. Il titolare, oltre la denuncia penale, è stato segnalato alle autorità competenti ed ora rischia anche delle sanzioni amministrative e la sua licenza di esercizio. Le ragazze sono state affidate ai rispettivi genitori. (fonte foto: rete internet)

Prof. Sgarbi, perché gli Ottavianesi non si interessano della loro storia?

0
E’ la domanda che rivolgeremo a Vittorio Sgarbi. L’illustre critico  e storico dell’arte mercoledì, 3 novembre, a partire dalle ore 17  parlerà, nel Palazzo Medici, della valorizzazione del patrimonio culturale. Sarà utile  aprire la discussione sullo spesso velo d’oblio  che gli Ottajanesi hanno steso da tempo sulla loro storia.  L’immagine di corredo è quella di un quadro di Giorgio Vasari in cui, secondo gli studiosi, è raffigurato quel Bernardetto de’ Medici che nel 1567 comprò, con la moglie Giulia,  il feudo di Ottajano.   E poiché la parte più preziosa del patrimonio artistico  di Ottaviano è custodita nelle chiese e nelle congreghe, pare utile ricordare ciò che Sgarbi dichiarò nel 2012: “È vero che il patrimonio è proprietà di ogni cittadino, quando ne sia cosciente del valore. Insensato e falso dire, con altra e forzata contrapposizione manichea, che sia «laico», perché il patrimonio culturale italiano è non soltanto cristiano per tradizione, per religione e civiltà, ma è in larghissima misura custodito, se non amministrato, da preti, che vanno ammirati per avere tenuto insieme i valori estetici e quelli spirituali e, con ciò, l’aura delle opere d’arte con la conservazione delle funzioni originali, nella liturgia (soprattutto quando abbiano resistito all’adeguamento alle norme conciliari – vedi lo scempio, che Settis ben conosce, – della cattedrale di Pisa). Pensiamo a quali stravolgimenti abbiano patito edifici civili («laici» per l’appunto) e trasformati in uffici pubblici, con insopportabili mortificazioni. La «laicità» del patrimonio artistico è una assurdità programmatica e ideologica. Gran parte del nostro patrimonio è religioso e, fortunatamente, a religiosi affidato. Laica è la tutela.”. (IlGiornale, aprile 2012).  Nel patrimonio culturale di una comunità entrano non solo le opere d’arte, ma anche gli avvenimenti, i personaggi, l’economia, i modi del “sentire” sociale. La città di Ottaviano è stata governata e controllata per tre secoli, ininterrottamente, da un ramo importante dei Medici di Firenze;  ha avuto, fino al 1893, più abitanti di qualsiasi altro Comune della provincia di Napoli ( fatta eccezione di Napoli, ovviamente, e dopo il 1890, di Castellammare ); ha istituito il primo Ginnasio della provincia; i suoi produttori di vino e di liquori hanno vinto premi in tutta Europa; è stata frequentata dai Carelli, dai Palizzi, da Smargiassi, da E.A. Mario, da D’Annunzio, dalla Serao; occupa un posto drammaticamente importante nella storia delle eruzioni del Vesuvio. E se di tutto l’immenso “praedium” della famiglia degli Ottavi è il solo luogo che nel nome conserva la memoria di quel rapporto, una qualche ragione ci deve pur essere. E sterminato, e prezioso, è il tesoro di documenti relativi alla storia di Ottaviano conservati negli Archivi di Stato. Eppure questa comunità,  considerata, in tutto il territorio, sensibile ai valori della cultura, per decine di anni ha trascurato la sua storia, si è impegnata a dimenticarla. Qualche pagina, anche profonda, su questa storia l’hanno scritta Silvio Cola, Adolfo Ranieri, Francesco D’Ascoli, Raffaele Mezza; ma la sola “storia di Ottaviano” organicamente strutturata è quella di don Luigi Saviano, del quale scrivevo nel 2015: “Egli consultò gli archivi della Curia nolana, gli archivi di alcune famiglie, i manoscritti del Ranieri, l’opera del Remondini e prestò attenzione alla tradizione orale, spesso attendibile, talvolta fantasiosa. Ma non lesse nessuno dei documenti dell’archivio comunale, e non aprì nessuno dei fasci – sono migliaia – di carte “ottajanesi” conservati negli archivi statali a Napoli, a Caserta, a Salerno. I volumi più interessanti della sua opera sono il III e il IV, dedicati alla storia religiosa e ai personaggi di Ottaviano”: ad alcuni aspetti della storia religiosa e ad alcuni personaggi. Solo nel 1999, mentre scrivevo il mio libro sui Medici (vedi immagine in appendice), capii quanto fosse importante la storia della mia città. Sistematicità, attenzione per la “storia alta” e conoscenza vasta e profonda dei documenti d’archivio sono le caratteristiche del libro che Luigi Iroso ha scritto, successivamente, sui Medici. Era fatale, con queste premesse, che le scuole dedicassero pochissimo spazio alla storia della nostra città: e questa “distrazione” si incrocia oggi con il disinteresse che i giovani mostrano per lo studio della storia in generale, anche perché il metodo della filologia storiografica e la cultura dei “fatti” sembrano estranei alla loro visione del mondo e alla loro concezione del sapere.  Questo disinteresse si estende ormai anche alla storia dell’arte: dici a ragazzi che hanno frequentato il Liceo  che nella chiesa di San Michele c’è un “San Giovannino” di Guido Reni, ripeti più volte “Guido Reni” e quelli ti guardano con crescente fastidio, e il loro sguardo  ti chiede, irritato, “ma chi è, questo Guido Reni?”.  

San Giuseppe Vesuviano, arrestati tre spacciatori

  Ieri pomeriggio gli #agenti del #Commissariato di San Giuseppe Vesuviano, durante un servizio di contrasto allo spaccio di stupefacenti, hanno notato, nei pressi della stazione della #Circumvesuviana “Casilli” in via Torricelli a San Giuseppe Vesuviano, tre uomini che stavano scambiando qualcosa con due persone in cambio di denaro. I #poliziotti li hanno raggiunti e bloccati trovando gli spacciatori in possesso di una bustina di marijuana del peso di circa 40 grammi e di 32 euro mentre, nell’abitazione di uno dei tre, hanno rinvenuto 19 panetti di hashish del peso di circa 1,9 kg. I tre, due 26enni e un 35enne, tutti cittadini marocchini, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti mentre l’acquirente è stato sanzionato per detenzione di sostanza stupefacente per uso personale. #questuradinapoli #poliziadistato #essercisempre #viciniallagente

Salernitana – Napoli, sofferenza inaspettata (la quattordicesima dell’alieno Gennaro)

Ciao, sono Gennaro, vengo da un pianeta lontano, e ora mi godo il vostro pianeta. Ieri ho visto il derby, so quanto sia sentito da parte di qualcuno, ho visto gli sfottò che si sono scambiati le due tifoserie, ma mi aspettavo una partita diversa. Ti faccio sentire come mi sono sentito io.

 

Se ti dicessi che il tuo Sole è bianco, tu come reagiresti? Ti sorprenderesti ovviamente, perché lo vedi di un colore giallo. Se vedessi il Sole dalla Luna e dallo spazio, dove non c’è atmosfera, vedresti il vero colore del Sole. Ma nell’atmosfera, i fotoni di diversa frequenza (colore) si scontrano con le molecole dell’atmosfera e vengono deviati in maniera diversa. Secondo quella che voi chiamate Legge di Rayleigh, i fotoni con frequenze prossime al blu vengono deviati in tutte le direzioni, quelli con frequenze tendenti al rosso, invece, passano indenni. Quindi il cielo si colora di azzurro e vedi il Sole di un colore più prossimo alle frequenze rosse. La partita con la Salernitana ha sorpreso anche me, alla stessa maniera. Se ci aggiungi i rischi corsi, diventa una sofferenza inaspettata.

Partita all’apparenza facile, ma sentita dagli avversari, che vogliono rivalersi di un inizio di stagione pessimo, proprio contro i cugini. Come qualcuno ha ironizzato, il Napoli ha la maglia di Halloween, e non la indossa a ridosso di Halloween, scende in campo, però, con una bella maglia bianca, a striscie gialle. Il Napoli la può vincere facilmente, almeno così può essere. Mi piace la manovra, scambi stretti, negli spazi, una buona trama, ma non è mai pericoloso, non centra mai la porta, avrà poche vere occasioni durante la partita. La Salernitana fa un buon lavoro contenitivo. Ma il Napoli non occupa l’area avversaria, Mertens è molto mobile e lascia spazio per gli inserimenti dei mediani. Questa si dimostra essere una scelta sbagliata. La svolta arriva quando, al minuto 60, Spalletti fa entrare Elmas e Petagna per Lozano e Mertens. Dopo appena un minuto, i due nuovi entrati partecipano all’azione del gol. Finalmente il Napoli riempie l’area avversaria, lotta, Petagna centra la traversa, un tiro che rimpalla, e la palla arriva a Zielinski. Il polacco si fa perdonare per un errore del primo tempo, stoppa e tira, Belec può poco. Ma la Salernitana non si arrende, nemmeno dopo aver perso Kastanos per un fallo di espulsione su Anguissa. Colantuono lascia il trentottenne Ribery in campo, sperando nel guizzo del fuoriclasse, e lo trova, contropiede, passaggio in profondità e Koulibaly si fa espellere per fallo da ultimo uomo su Simy. Sulla punizione di Ribery, Di Lorenzo si sposta giusto all’ultimo per coprire il palo giusto, e deviare la punzione del francese. Il Napoli soffre, rischia, la Salernitana è anche imprecisa. Tutto finisce per il meglio.

E’ la decima vittoria in campionato, il Napoli guida il campionato assieme al Milan, dopo la partita dei rossoneri con la Roma non mancano le polemiche, L’Inter segue a 7 punti, Roma e Atalanta a 12. Il solco è creato, non resta che proseguire così, vincendo, soprattutto, dopo queste sofferenze inaspettate.

Ottaviano, lutto cittadino nel giorno dei funerali di Alessandro e Riccardo

0
È stato ufficialmente proclamato lutto cittadino ad Ottaviano nel giorno delle esequie di Alessandro e Riccardo, i due ragazzi che hanno perso la vita nell’incidente stradale a Casavatore la notte del 31 ottobre. Non è ancora certa la data in cui familiari e amici potranno dare il loro ultimo saluto ai due giovani, eppure ad Ottaviano si respira un’aria pesante, una profonda tristezza che coinvolge un’intera città. Si, perché Riccardo e Alessandro erano due ragazzi molto conosciuti ad Ottaviano, “vivaci e pieni di vita, due bravi ragazzi” come li ricordano molte persone. Due strade diverse quelle prese dai due giovani, Riccardo che subito dopo il diploma aveva iniziato a lavorare nell’azienda del padre, mentre Alessandro si era laureato lo scorso anno, proprio durante la pandemia. Centinaia i messaggi di cordoglio da parte di persone ottavianesi e non che hanno voluto mostrare la propria vicinanza, seppur solo con un breve messaggio sui social, alle persone vicine ai due giovani, in primis il sindaco Luca Capasso. Il primo cittadino infatti, ha espresso tramite un post su Facebook il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime sia come figura istituzionale che come uomo e padre: “Da padre posso immaginare quanto può essere forte il dolore dei genitori in questo momento e so che ogni parola è superflua. Nel silenzio e nella preghiera comunichiamo loro tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza.” In macchina con i due ragazzi erano presenti anche le giovani fidanzate entrambe ricoverate in ospedale per accertamenti di cui una in codice giallo e dimessa ieri stesso. Per l’altra ragazza invece, si parla di prognosi riservata, dunque resta ancora in ospedale ma non è in pericolo vita.

Somma Vesuviana, l’assessore Perna: “Da Somma lanciamo il Laboratorio della Creatività”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Salvatore Di Sarno (sindaco Somma Vesuviana): “Universo di Mimì, Coro “Gaetano Di Matteo”, Zì’ Riccardo e Le Donne della Tammorra: insieme per portare un messaggio di socializzazione attraverso la musica”. Rosalinda Perna : “Finalmente c’è fermento culturale e da Somma lanciamo il Laboratorio della Creatività. Tutte le associazioni che operano sul territorio propongano idee, progetti, iniziative per dare vita ad un laboratorio in grado di mantenere costante questo fermento”. “L’evento svoltosi in Piazza Mia Martini a Rione Trieste rappresenta una grande novità e una svolta in quanto diverse associazioni si sono unite per portare un messaggio di socializzazione attraverso la musica. Insieme abbiamo avuto l’Universo di Mimì che ogni anno organizza il Festival dedicato a Mia Martini oramai di richiamo nazionale, ma anche le Donne della Tammorra, il Coro “Gaetano Di Matteo” che spesso è protagonista del messaggio culturale nelle periferie. Ecco questo fermento deve continuare nell’interesse di Somma Vesuviana”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano, a margine dell’evento musicale “Concerto in LA Minore” con omaggio alla musica italiana all’insegna anche delle tradizioni popolari che ha visto insieme il Coro “Gaetano Di Matteo”, Universo di Mimì con il Patrocinio del Comune di Somma Vesuviana, Assessorato agli Eventi e la partecipazione straordinaria di Pino Iove, Accademia delle Tradizioni Etnostoriche, Zi’ Riccardo e le Donne della Tammorra. Hanno presentato la serata Ciro Castaldo e Lucia Terracciano. Da Somma Vesuviana il Laboratorio della Creatività “Finalmente a Somma Vesuviana è iniziato un fermento culturale che non ha precedenza. Somma ha sempre ospitato ed avuto eventi culturali ma abbiamo un calendario ampio in grado di dare voce a tutta  Somma Vesuviana. Ieri sera lo abbiamo fatto con Universo di Mimì  – ha dichiarato Rosalinda Perna, Assessore agli Eventi del Comune di Somma Vesuviana – associazione dedicata a Mia Martini e con il Coro “Gaetano Di Matteo” che diffonde il valore del canto. Ma non abbiamo dimenticato la tradizione popolare. Le associazioni che operano sul territorio propongano progetti, idee, iniziative per dare vita al Laboratorio della Creatività. Da Somma Vesuviana lanciamo il Laboratorio della Creatività perché la cultura non è anche il vivere la musica in collettività”. “Io nella mia vita sono docente di italiano – ha affermato Rosa Coppola, Direttrice del Coro “Gaetano Di Matteo” – ma con il coro “Gaetano Di Matteo” portiamo il canto, la musica nelle periferie. Dunque attraverso il canto, la musica, cerchiamo di trasmettere ovunque i valori della cultura”.

Bonifica con la truffa: indagato e interdetto noto imprenditore di Acerra

0
Lavori dal Comune dell’inceneritore per centinaia di migliaia di euro solo negli ultimi due anni E’ nei guai un noto imprenditore acerrano dello smaltimento, il cugino dei condannati per il disastro ambientale nell’agro in cui si trova l’inceneritore. La procura di Benevento lo accusa di aver partecipato a una truffa ai danni dello Stato, una serie di trasporti di rifiuti pagati dalla Regione ma non effettuati, durante i lavori di bonifica della ex discarica comunale di Puglianello, nei pressi di Telese Terme. Per questo motivo l’imprenditore risulta indagato mentre il gip del tribunale sannita lo ha interdetto per 12 mesi, vietandogli di tenere in questo periodo rapporti con la pubblica amministrazione. Nell’ambito della stessa indagine, condotta dai carabinieri forestali, il giudice per le indagini preliminari ha anche deciso di sequestrare, ai fini della confisca definitiva, 750mila euro, danaro che, sempre stando alle accuse, sarebbe frutto della presunta truffa messa a segno da varie società appartenenti a una serie di indagati (si parla di camion per il trasporto dei rifiuti che agli atti del Comune di Puglianello risultavano in servizio per i lavori di bonifica della discarica ma che in effetti, a seguito dei controlli satellitari fatti dagli inquirenti, rimanevano fermi nei parcheggi). Un’indagine partita due anni fa. Nel 2019 gli ambientalisti di Acerra, Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio, denunciarono i fatti ora emersi da Puglianello all’interno della richiesta inviata al tribunale di sorveglianza volta a impedire la scarcerazione dei condannati per il disastro ambientale acerrano. Adesso però questa inchiesta sta mettendo in allarme anche gli ambienti che gravitano attorno al Comune di Acerra, visto che il personaggio indagato e interdetto fornisce da tempo servizi alla municipalità locale. Proprio di recente ha ricevuto dal Comune due appalti per un importo complessivo di 120mila euro. A ottobre gli è stato affidato il servizio di taglio degli alberi pericolanti nel rione Gescal, in via Buozzi: un affidamento di 82mila euro. Poco prima, ad agosto, ha avuto un incarico di 38mila euro per fare la stessa cosa, tagliare alberi, in un’altra zona. L’anno scorso il Comune gli aveva affidato l’appalto per la sanificazione anti Covid delle case popolari: 40mila euro. E risultano appalti comunali per altre centinaia di migliaia di rimozione dei rifiuti e successiva bonifica.

Incidente a Casavatore, Ottaviano piange la morte di due venticinquenni

0
Il terribile incidente stradale avvenuto questa notte a Casavatore ha purtroppo portato via la vita di due giovani ragazzi di 25 anni. In casi come questi, le parole sono superflue, andrebbero evitati speculazioni e chiacchiericci che feriscono ulteriormente le persone vicine ai diretti interessati. Le dinamiche dell’incidente non sono ancora chiarissime, c’è ancora qualche dettaglio da approfondire ma ad un certo punto non importa più come sia successo né di chi sia la colpa. Non quando si parla della morte di due ragazzi così giovani. Ottaviano si stringe intorno al dolore dei familiari e degli amici dei due ragazzi in un giorno estremamente triste che tutti vorrebbero solo cancellare. Un intero paese in lutto che vede spegnere due giovani vite così presto, così ingiustamente. Ancora una volta sull’asfalto, ancora una volta a causa di un gravissimo incidente stradale per cui si è costretti a dare queste notizie che a volte è difficile anche solo scrivere. Perdere un figlio, un fratello, un amico in questo modo è sconcertante, lascia un amaro in bocca difficile da eliminare e una pesantezza al cuore che non va via mai, soprattutto se si parla di due ragazzi con tutta la vita davanti ancora da vivere. “Un incidente stradale gravissimo”, queste le parole delle fonti e guardando le foto che circolano si comprende immediatamente la gravità della situazione. E allora non importa più il come, il perché, conta la tristezza che non si può non provare in casi come questi. L’unica cosa da fare è restare in silenzio, nel rispetto dei familiari e degli amici delle vittime (e delle vittime stesse) e del profondo dolore che sono costretti a sopportare. Si attendono intanto notizie sulle condizioni delle due ragazze che viaggiavano a bordo della fiat al momento dell’incidente. Le giovani sono state immediatamente estratte dalle lamiere e trasportate in ospedale per accertamenti.  

Processo sul voto di scambio ad Acerra: è prescrizione. Ma la parte civile non molla

0
Prima del secondo grado sparì il fascicolo del procedimento. Fu necessario ricostruirlo.     Lungaggini giudiziarie: dopo nove anni di processo la Cassazione ha prescritto, sia agli effetti penali che civili, le condanne rifilate in primo e secondo grado a Nicola Ricchiuti, personaggio chiave dell’inchiesta sul voto di scambio alle elezioni comunali di Acerra del 2012. Elezioni che portarono all’inizio dell’era di Raffaele Lettieri, sindaco centrista della città dell’inceneritore. Dunque, tutto prescritto. Ricchiuti, consigliere comunale di maggioranza nonché marito di una cugina del sindaco, era stato condannato sia in primo che in secondo grado a 10 mesi di reclusione e all’interdizioni di 5 anni dai pubblici uffici per aver chiesto voti in cambio della promessa di posti di lavoro. Ma le lungaggini che hanno segnato il processo hanno portato alla prescrizione. Proprio per evitarla gli ambientalisti del territorio, guidati da Alessandro Cannavacciuolo, nel settembre del 2019 denunciarono la sparizione dagli uffici del tribunale di Napoli dei fascicoli che avrebbero dovuto far scaturire la sentenza di secondo grado. Lo scandalo determinò l’intervento degli ispettori ministeriali. A ogni modo le parti civili riuscirono a ricostruire l’intero fascicolo e a fornire allAppello le prove della colpevolezza di Ricchiuti, la cui condanna fu quindi confermata. Nel frattempo però sono trascorsi altri anni e la corte di Cassazione non ha potuto fare altro che prendere atto dell’avvenuta prescrizione del reato, quasi un decennio dopo il fatto. Il 27 ottobre scorso la quinta sezione della Corte ha prescritto la condanna. Dal canto suo intanto Nicola Ricchiuti, imprenditore della vigilanza privata. divenuto nel 2017 cavaliere della Repubblica,, esulta. “La Cassazione ha annullato i fatti che mi sono stati contestati”, sostiene l’ex consigliere comunale eletto con 300 voti nell’assemblea cittadina. Gli avvocati Antonino Taranto e Lello Della Pietra, legali di Ricchiuti, aggiungono che “la Cassazione ha annullato l’accertamento sui fatti contestati anche agli effetti civili”. C’è però da ricordare che Mario Calzolaio, l’altro imputato del processo, ha ammesso le sue colpe tirando in ballo proprio Ricchiuti, che lo aveva prima assunto a tempo determinato dopo aver procurato voti ma che poi lo estromise dal lavoro. Calzolaio è stato condannato, a seguito del patteggiamento, a 6 mesi. “Innanzitutto noi ci siamo costituiti parte civile perché il Comune non lo ha fatto – commenta Alessandro Cannavacciuolo – inoltre bisogna chiarire \che chiederemo comunque a Ricchiuti i danni in sede civile. La prescrizione non è un’assoluzione: le due condanne di primo e secondo grado hanno accertato che ad Acerra il voto di scambio c’è stato”.

Ricette di Biagio: zucca alla carrettiera. La zucca, dall’infamia al trionfo

0
Complicata è la storia dei significati simbolici attribuiti nei secoli alla zucca.  Cesare Ripa e Anton Francesco Doni contribuiscono a farne il simbolo della stupidità, ma la storia cambia direzione grazie ai medici del ‘700 e alle ricette a base di zucca che nel 1781  il grande cuoco napoletano Vincenzo Corrado pubblica in un suo libro: e tra queste anche la ricetta dei “ciurilli” – i fiori di zucca- imbottiti. Nel romanzo di Mark Twain “Wilson lo zuccone” Wilson si dimostra alla fine molto più intelligente dei suoi concittadini che lo consideravano un inguaribile stupido.   Ingredienti: gr. 700 di zucca; gr. 30  provolone del Monaco grattugiato; gr. 50 di pangrattato; 1 peperoncino dolce;  1 spicchio d’aglio; 40 ml. di aceto di mele; olio; prezzemolo, sale. Sbucciare la zucca e tagliarla in pezzi di media grandezza; far soffriggere in una padella uno spicchio d’aglio schiacciato, toglierlo via quando appare rosolato, “calare” i pezzi di zucca, aggiungere il peperoncino tagliato in parti non grandi, salare  e far cuocere per circa 8 minuti, mentre, in una padella antiaderente, viene tostato, nel prezzemolo tritato, il pangrattato. L’aceto va versato quando la zucca è completamente stufata.  In una zuppiera mescolare la zucca, il pangrattato opportunamente tostato e il provolone del Monaco,  amalgamare il tutto con destrezza fino ad ottenere la perfetta impanatura della zucca e, infine, portare in tavola. (blog giallo zafferano).   Non parlerò di Halloween, perché i diavoli nostri bastano e avanzano e non c’è proprio la necessità di adottare quelli degli altri. Non parlerò degli scrittori greci e latini, che molto hanno scritto sulle numerose varietà della zucca, senza trovare l’accordo sui loro pregi e sui loro difetti: faccio un’eccezione solo per un oste “cantato” da Marziale, quel Cecilio che nella sua osteria serviva solo piatti a base di zucca, dall’antipasto al dessert, ma riusciva a imitare, con le sue zucche, il sapore delle fave, dei funghi, delle “code di tonno giovane” e perfino delle salsicce. E poi con calma parleremo della maligna satira in cui Seneca prese in giro, dopo la sua morte, l’imperatore Claudio: una satira nota con il titolo di “apocolocyntosis”, parola greca che potrebbe significare “trasformazione in zucca”. A colorar di nero la fama della zucca contribuirono, nel sec. XVI, Anton Francesco Doni e Cesare Ripa che la elessero a simbolo di scempiaggine, di stupidità e di speranza vana e ingannevole, poiché “in pochissimo tempo cresce e si innalza, ma poi casca a terra e si secca”. Ma i medici del ‘700 incominciarono a parlare delle virtù salutari della zucca, benefica soprattutto per chi ha la digestione difficile, e nel 1781 il grande cuoco napoletano, Vincenzo Corrado, nel suo libro “Del cibo pitagorico ovvero erbaceo”, pubblicò trenta ricette con “le zucchette, le prime che compariscono con la primavera”, con le “zucche lunghe, le quali per uso della cucina sono eccellenti, ma non devono essere né troppo piccole, né troppo grosse” e con “le zucche vernine”: queste zucche, “lunghe, grosse, di corteccia dura e di un rosso gialliccio”, si chiamano “vernine perché durano fuor della pianta tutto l’inverno”, a patto che siano “ appese in luogo asciutto, e propriamente vicino al fumo della ciminiera siccome i contadini usano”. Vincenzo Corrado fornisce anche la ricetta delle “cime di zucche alla campagnola” che Ruggero Arcuri, nell’ultimo decennio dell’Ottocento, indicava come piatto “frequente” sulla tavola delle “genti di campagna”: le cime delle zucchette “si fanno cuocere in acqua con sale; e cotte si mangiano condite con olio, sale, pepe, sugo di limone e un senso d’aglio”.  Vincenzo Corrado ricordava anche che “ i fiori delle zucchette e delle zucche vernine sono buonissimi per fritture. Quando non sono ancora aperti si attuffano nell’acqua bollente, si asciugano con panno, si infarinano, si passano nell’uovo sbattuto e si friggono..e volendoli di più sostanza si riempiono con qualche delicato pastume”: è la ricetta dei “ciurilli” imbottiti, protagonisti assoluti del “cuoppo” napoletano. Anche la letteratura contribuisce a liberare la zucca dal peso dei simboli negativi. Nel romanzo “Wilson lo zuccone”, pubblicato nel 1894,  Mark Twain narra la storia di David Wilson, un giovane laureato in legge, che i cittadini di Dawson’s Landing  classificano impietosamente come un imbecille, uno “zuccone”, solo perché le sue battute di spirito e certe sue abitudini, come fare collezione di impronte digitali, sembrano strane. Ma proprio la collezione di impronte digitali consente allo “zuccone” di smascherare l’autore di un delitto e di dimostrare l’innocenza dell’italiano che è stato ingiustamente accusato. (fonte foto:giallozafferano/ rossella…pane e cioccolato)