Lavori dal Comune dell’inceneritore per centinaia di migliaia di euro solo negli ultimi due anni
E’ nei guai un noto imprenditore acerrano dello smaltimento, il cugino dei condannati per il disastro ambientale nell’agro in cui si trova l’inceneritore. La procura di Benevento lo accusa di aver partecipato a una truffa ai danni dello Stato, una serie di trasporti di rifiuti pagati dalla Regione ma non effettuati, durante i lavori di bonifica della ex discarica comunale di Puglianello, nei pressi di Telese Terme. Per questo motivo l’imprenditore risulta indagato mentre il gip del tribunale sannita lo ha interdetto per 12 mesi, vietandogli di tenere in questo periodo rapporti con la pubblica amministrazione. Nell’ambito della stessa indagine, condotta dai carabinieri forestali, il giudice per le indagini preliminari ha anche deciso di sequestrare, ai fini della confisca definitiva, 750mila euro, danaro che, sempre stando alle accuse, sarebbe frutto della presunta truffa messa a segno da varie società appartenenti a una serie di indagati (si parla di camion per il trasporto dei rifiuti che agli atti del Comune di Puglianello risultavano in servizio per i lavori di bonifica della discarica ma che in effetti, a seguito dei controlli satellitari fatti dagli inquirenti, rimanevano fermi nei parcheggi). Un’indagine partita due anni fa. Nel 2019 gli ambientalisti di Acerra, Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio, denunciarono i fatti ora emersi da Puglianello all’interno della richiesta inviata al tribunale di sorveglianza volta a impedire la scarcerazione dei condannati per il disastro ambientale acerrano. Adesso però questa inchiesta sta mettendo in allarme anche gli ambienti che gravitano attorno al Comune di Acerra, visto che il personaggio indagato e interdetto fornisce da tempo servizi alla municipalità locale. Proprio di recente ha ricevuto dal Comune due appalti per un importo complessivo di 120mila euro. A ottobre gli è stato affidato il servizio di taglio degli alberi pericolanti nel rione Gescal, in via Buozzi: un affidamento di 82mila euro. Poco prima, ad agosto, ha avuto un incarico di 38mila euro per fare la stessa cosa, tagliare alberi, in un’altra zona. L’anno scorso il Comune gli aveva affidato l’appalto per la sanificazione anti Covid delle case popolari: 40mila euro. E risultano appalti comunali per altre centinaia di migliaia di rimozione dei rifiuti e successiva bonifica.

