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Somma Vesuviana, l’ Amministrazione acquisisce un pregevole patrimonio documentario ottocentesco
ASILO INFANTILE, GESTIONE SPESE 1866. Pagamento al cav. Michele Pellegrino Sindaco di Somma, Presidente dell’Asilo infantile per le spese del corrente anno 1866. Quattro documenti originali (pp. 6) manoscritti e a stampa a pieni margini (cm. 21×30) datati maggio, agosto e settembre 1866. Dalla delibera si evince che le somme della carità sono in possesso del legato Cianciulli per provvedere al mantenimento e all’educazione delle figlie del popolo secondo le intenzioni espresse nel testamento del benefattore. Inoltre è riportata la considerazione della spesa troppo alta per lo stipendio della direttrice, della sotto direttrice e una serviente per l’accudimento di 60 alunni (a confronto dell’Asilo di Pozzuoli con il doppio degli alunni e una spesa minore). I documenti contengono: due mandati di pagamento, due delibere provinciali; somme erogate; marca da bollo a colori; firme autografe di quietanza del Sindaco, dei Deputati, del Prefetto provinciale. Tutto in perfette condizioni.- ASILO INFANTILE, FONDAZIONE 1864. Pagamento a Carlo Colletta e Pasquale Cicarelli Deputati provinciali per l’impianto dell’Asilo infantile nel detto Comune. Due documenti originali manoscritti e a stampa a pieni margini (cm. 21×30) datati febbraio e maggio 1864. Il verbale riporta la decisione della Giunta municipale dell’installazione dell’Asilo infantile a spese della Provincia e stanzia per le spese di mantenimento la somma di Lire 425 atteso le attuali ristrette finanze del Comune, facendo voti perché la Provincia sopperisca al dippiù. I documenti contengono: mandato di pagamento, delibera provinciale; somma erogata; firme autografe del Deputato Colletta, del Prefetto provinciale, del Segretario contabile. Perfette condizioni.
- CASERMA CARABINIERI REALI 1870. Pagamento a Luigi Gaudioso per il semestre di pigione maturato a fine febbraio 1870 per l’affitto del locale addetto ad uso di Caserma dei Carabinieri Reali in Somma Vesuviana. Due documenti originali manoscritti e a stampa a pieni margini (cm. 21×30) datati marzo e aprile 1870. I documenti contengono: mandato di pagamento, somma erogata; due marche da bollo a colori; firme autografe di quietanza del Deputato Vitiello, del Prefetto provinciale. Perfette condizioni.
4. CASERMA CARABINIERI REALI 1876. Sequestro del pigione percepito da Luigi Gaudioso per l’affitto del locale addetto ad uso di Caserma dei Carabinieri Reali in Somma Vesuviana a favore dell’Esattore della sezione San Ferdinando di Napoli, delegato dall’Esattore di Somma Vesuviana, per l’importo di Lire 64,60 e a favore del creditore Francesco Saverio Montella per l’importo di Lire 208,17. Sei documenti originali manoscritti e a stampa a pieni margini (cm. 21×30) datati aprile, maggio e giugno 1876. Nei documenti sono presenti due Fedi di credito del Banco di Napoli, da cui si evince che il rimanente ricavo dell’affitto viene versato in parti diverse al proprietario Gaudioso e al creditore Montella. Inoltre i documenti contengono: mandato di pagamento; somme erogate; quattro marche da bollo a colori; firme autografe di quietanza, dei Deputati, del Direttore Nicola Scielzo, del Prefetto provinciale. Perfette condizioni.
5. ASILO INFANTILE ANNATA 1868. Pagamento a Luigi Passarelli Sindaco di Somma e Presidente dell’Asilo infantile delle somme erogate dal 1 gennaio a tutto dicembre 1868. Sei documenti originali (pp. 10) manoscritti e a stampa a pieni margini (cm. 21×30) datati settembre 1868 e gennaio 1869. Nei documenti sono presenti: il numero delle zuppe giornaliere passate ai figli del popolo, il numero degli alunni, gli stipendi, il costo della biancatura dei grembiuli e della carta. I documenti contengono: l’elenco nominativo dei componenti dell’Amministrazione dell’Asilo, due mandati di pagamento, delibera provinciale; elenco dettagliato delle spese; firma autografa del Sindaco. Perfette condizioni.
6. MANUTENZIONE STRADA PROVINCIALE 1876. Pagamento delle indennità dovute al Comune di Somma dalla Provincia per gli anni 1873, 1874, 1875 per il mantenimento del tronco di Strada provinciale che ne attraversa l’abitato. Due documenti originali manoscritti e a stampa a pieni margini (cm. 21×30) datati maggio e settembre 1876. Dai documenti si evince che le somme pagheranno parzialmente il debito del Comune per le opere pubbliche provinciali effettuate nell’anno 1862. I documenti contengono: mandato di pagamento, delibera provinciale; Somma erogata; Due marche da bollo a colori; firme autografe di quietanza, del Deputato D’Ambrosio, del Prefetto provinciale. Perfette condizioni.
7. MANUTENZIONE STRADA PROVINCIALE 1869. Pagamento per il mantenimento del tratto di Strada provinciale che attraversa l’abitato di Somma per le rate del 1867 e 1868. Due documenti originali manoscritti e a stampa a pieni margini (cm. 21×30) datati giugno e luglio 1869. Dai documenti si evince che le somme pagheranno parzialmente il debito del Comune per gli arretrati delle opere pubbliche provinciali. I documenti contengono: Mandato di pagamento, Delibera provinciale; Somma erogata; Due marche da bollo a colori; Firme autografe del Tesoriere cav. Caracciolo Avellino, del Deputato Vitiello, del Prefetto provinciale. Perfette condizioni.
8. COSTRUZIONE STRADA SOMMA-MARIGLIANO 1864-65. Pagamento a Ferdinando Riccardo, socio solidale superstite del defunto appaltatore Vincenzo Riccardo, per i lavori eseguiti per la costruzione della nuova Strada da Somma a Marigliano. Undici documenti originali (pp. 16) manoscritti e a stampa a pieni margini (cm. 21×30) datati luglio 1864, gennaio, maggio e novembre 1865. Nei documenti sono presenti le Certificazioni rilasciate dall’ing. Giordano per il controllo dell’opera in costruzione; Tre Contabilità dell’opera con dettagliata descrizione dei materiali e dei lavori eseguiti (con quantità e prezzi). I documenti contengono: mandati di pagamento, delibere provinciali; somme erogate; quattro marche da bollo a colori; firme autografe dell’ing. Giordano, del Deputato Colletta, del Prefetto provinciale. Perfette condizioni. Dalla lettura dei documenti si evince il pagamento in ducati con conversione in lire, in argento e in bronzo.
9. RISARCIMENTO PER OCCUPAZIONE FONDO 1864. Manifesto della Prefettura della Provincia di Napoli. Documento originale manoscritto e a stampa a pieni margini (cm. 21×30) datato 12 gennaio 1864. Il documento stabilisce la liquidazione dei compensi ai proprietari per i danni e l’occupazione dei fondi a causa dell’esecuzione dei lavori della strada in costruzione da Somma a Marigliano. I proprietari indicati sono: Pietro Colletta, gli eredi di Nunzio di Somma per dominio utile, Giuseppe La Montagna per dominio utile, Giovan Angelo di Somma per dominio utile, Giuseppe Cerciello per dominio utile. Sul retro del manifesto è riportata la dichiarazione di affissione presso il Municipio di Somma Vesuviana. Perfette condizioni.
10. RISARCIMENTO PER OCCUPAZIONE FONDO 1865. Manifesto della Prefettura della Provincia di Napoli. Documento originale manoscritto e a stampa a pieni margini (cm. 21×30) datato 1 marzo 1865. Il documento stabilisce la liquidazione dei compensi ai proprietari per i danni e l’occupazione dei fondi a causa dell’esecuzione dei lavori della strada in costruzione da Somma a Marigliano. Il beneficiario indicato è il Demanio Nazionale per il fondo pervenutogli dai Crociferi ai Mannesi. Sul retro del manifesto è riportata la dichiarazione di affissione presso il Municipio di Somma Vesuviana. Perfette condizioni.
11. RISARCIMENTO PER OCCUPAZIONE FONDO 1863. Processo verbale di liquidazione, misura e valutazione del Corpo Reale del Genio Civile per l’occupazione e dei danni provocati ad un fondo rustico sito in contrada San Sossio di dominio utile di Giuseppe La Montagna e di dominio diretto di Pietro Colletta a causa della costruzione della nuova Strada che unisce Somma a Marigliano. Documento originale manoscritto (pp. 3) a pieni margini (cm. 21×30) datato novembre 1863. Dal documento si evince che viene calcolata anche l’indennità per l’infertilità del suolo, e il mancato taglio degli alberi per ricavarne la legna, per l’occupazione dei materiali scaricati e per il danneggiamento del passaggio degli operai. Il documento riporta la firma autografa del Segretario provinciale. Perfette condizioni.
12. RISARCIMENTO OCCUPAZIONE FONDO 1863-66. Nota d’apprezzo redatta dall’Ufficio delle Bonifiche del Ministero dell’Agricoltura e dell’Industria e del Commercio a favore del signor Bruno Giuseppe per i danni arrecati e l’occupazione di una sua proprietà a causa dei lavori di rettifica della Strada laterale al Ponte Farina nei torrenti di Somma. Tre documenti originali manoscritti (pp. 4) a pieni margini (cm. 21×30) datati aprile 1863, agosto e ottobre 1866. Dai documenti si evince la demolizione parziale della casa e l’occupazione della stessa. I documenti contengono: Somme erogate, Firma autografa del Direttore provinciale Nicola Scielzo, del Prefetto Presidente. Due rinforzi al margine in carta ottocentesca. Perfette condizioni.
Somma, la coop restituisce i soldi, Rianna: “Ristabilito un principio fondante e rigettata la superficialità”
Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere Salvatore Rianna
Denaro incassato impropriamente da una cooperativa sociale è stato restituito al Comune. Il consigliere Salvatore Rianna: “Grazie ad una battaglia che ho testardamente portato avanti in difesa della legalità, sono stati restituiti al Comune di Somma Vesuviana 6.387,40 euro, era un pagamento non dovuto e riguardante un lasso di tempo in cui quella cooperativa vantava una proroga non valida, maldestra e avallata soltanto da uno scambio di corrispondenza”.
La somma che la cooperativa sociale ha dovuto restituire al Comune di Somma Vesuviana riguarda un lasso di tempo preciso ma il consigliere Rianna aveva già chiesto e ottenuto l’annullamento di un’altra determina di liquidazione riguardante la stessa cooperativa per una somma ancora più cospicua. “Finalmente, dopo accessi agli atti, diffide e interrogazioni, a Somma Vesuviana si è ristabilito un principio fondante della Pubblica Amministrazione e rigettata la superficialità con la quale si è agito in questo caso e in altri – dice il consigliere Rianna – infatti alla cooperativa in questione era stato prorogato il servizio in maniera impropria, con uno scambio di e – mail tra il responsabile di posizione organizzativa pro tempore e il rappresentante legale della coop, una scelta in spregio di ogni normativa francamente non tollerabile”.
E alle Olimpiadi di Anversa la banda suonò come inno italiano “’O sole mio”……
L’attacco russo a Odessa ha risvegliato la memoria di molti che hanno parlato di Odessa “città napoletana” e hanno ricordato che la musica della più celebre canzone napoletana “ ‘O sole mio” venne composta da Eduardo Di Capua nel1898 in “una Ucraina grigia, anzi plumbea” ( V. Paliotti).Il triste destino di Antonio Capurro e di Di Capua. Quello che avvenne ad Anversa, durante le Olimpiadi del 1920. L’articolo è corredato con l’immagine della “tavola” che E. Matania dedicò al marciatore Ugo Frigerio.
Tra gli eroi delle Olimpiadi che si svolsero ad Anversa nel 1920 ci fu anche un giovane tipografo milanese di19 anni, Ugo Frigerio, che vinse due medaglie d’oro, nei 10 chilometri e nei 3 chilometri di marcia. Al “fanciullo di Anversa” – così lo battezzarono i giornali italiani – Achille Beltrame dedicò una splendida “tavola” sulla “Domenica del Corriere”: nella didascalia il grande disegnatore ricordò che “il marciatore, giunto al termine della sua dura fatica, emulo degli eroi risorgimentali, non poté trattenersi dal gridare: Viva l’Italia”. Durante la premiazione per la vittoria sui 10 chilometri avvenne una cosa straordinaria: mentre la bandiera italiana saliva verso la cima del pennone, il direttore della banda belga incaricata di suonare gli inni ufficiali non trovò, tra le sue carte, lo spartito dell’inno italiano, e a lungo esitò, non sapendo che fare: ma poi, quando vide che tutti erano sconcertati dal silenzio della banda, ordinò ai musicisti di suonare “’O sole mio” . Il pubblico di Anversa, scrisse Vittorio Paliotti, “balza in piedi, è tutta una frenesia di consensi; ora sono decine di migliaia le persone che cantano, con accenti diversi, magari storpiandoli, quei celebri versi”. Bisogna dire che secondo Paliotti questo coro smisurato si esibì non durante la premiazione di Ugo Frigerio, ma nella cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e che lo spartito che non si trovò era, ovviamente, quello della “Marcia Reale”. Giovanni Capurro, l’autore dei versi di “’O sole mio”, morì il 18 gennaio del 1920, e quindi non poté trovare, in quel trionfale concerto di Anversa, un po’ di consolazione alle sofferenze e alla miseria dei suoi ultimi anni, amarissima conclusione di una vita di stenti e di disagi. Egli aveva composto i versi della celebre canzone nei primi mesi del 1898 e li aveva consegnati a Eduardo Di Capua, posteggiatore figlio di un posteggiatore, che aveva messo in musica anche versi di Di Giacomo. La povertà del musicista era nera quanto quella dei Capurro: “sua moglie Concettina Coppola – scrive Paliotti – in certi giorni non sa nemmeno cosa mettere sul fornello. …e il musicista ogni volta che ha qualche soldarello va a giocarlo al lotto con la speranza di indovinare almeno un ambo, ma quell’ambo non uscirà mai”. Nell’aprile del 1898 i Di Capua padre e figlio si recarono, per ragioni di lavoro, ad Odessa, dove era cospicua e importante la colonia dei napoletani: Eduardo, che era stato chiamato a suonare il violino in un’orchestra, trovò in quella città il tempo e l’ispirazione per comporre la musica che lo avrebbe reso celebre. Tornato a Napoli, il musicista propose a Capurro di inviare la canzone a un concorso che Ferdinando Bideri e il giornale “La tavola rotonda” avevano bandito per la festa di Piedigrotta. Capurro acconsentì e chiese di scrivere sullo spartito una dedica a Nina Arcoleo, moglie del deputato e professore universitario Giorgio Arcoleo: forse il poeta sperava in una raccomandazione. Ma la canzone “ ‘O sole mio” ottenne solo il secondo posto, preceduta da una canzone di Cinquegrana e De Gregorio, “Napule bello”, e Capurro e Di Capua ebbero non le 500 lire del primo premio, ma 200 lire. “’O sole mio” avrebbe portato ricchezza a tutti, editori, cantanti, disegnatori e tipografi di “copielle”, ma non portò una lira ai compositori. Di Capua morì nel 1917: anche lui morì povero, “ anzi poverissimo: si era dovuto vendere il pianoforte per pagarsi il trasporto in quell’ospedale dove trascorrerà i suoi ultimi giorni” ( V. Paliotti).


