Somma Vesuviana: al Summarte Biagio Izzo in “E’ tutto un recito”

“E’ tutto un recito, è tutto un finto, è tutto un barzelletto per ridere”. Così sentenziava Biagio Izzo ai tempi gloriosi di Telegaribaldi…ed ora? Izzo arriva al teatro Summarte di Somma Vesuviana, in un imperdibile appuntamento con la comicità. Dopo l’enorme richiesta di pubblico che in poche ore ha riempito la sala del teatro di via Roma, si è deciso di replicare in una nuova data! Il divertimento raddoppia con la messa in scena fissata per il 2 e il 3 marzo alle ore 21. Il celebre attore Biagio Izzo si presenterà sul palcoscenico in “E’ tutto un recito”, un monologo esilarante, una performance esplosiva, divertente e di gusto. Lo scopo è ridere e divertirsi insieme, riflettendo sulle grandi verità della vita di tutti i giorni, ma senza dimenticare la verve napoletana che da sempre ha reso il repertorio dell’artista inimitabile e appassionatamente amato dal suo pubblico televisivo e teatrale. Per informazioni e prenotazioni: 081 3629579   

San Giuseppe Vesuviano: carabinieri arrestano spacciatore di ecstasy

0
Kadir Md, 29enne di origini bengalesi ma domiciliato a San Giuseppe Vesuviano, è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione perché ritenuto responsabile di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari mediante un servizio di osservazione hanno accertato che l’uomo nei pressi della propria abitazione aveva appena ceduto a un connazionale 2 pasticche di “ecstasy yava” in cambio di 30 euro. A quel punto i carabinieri sono intervenuti bloccando i due. Il pusher è finito in manette, mentre il cliente è stato segnalato alla Prefettura di Napoli quale assuntore di sostanza. I carabinieri hanno poi perquisito l’abitazione dell’arrestato, rinvenendo e sequestrando altre 6 pasticche di ecstasy, 2 gr. circa di hashish e 180 circa in banconote di vario taglio, ritenuti provento di attività illecita. Kadir Md è ora in attesa del rito direttissimo. (Fonte foto: rete internet)

Il sindaco di Napoli su San Gennaro: non snaturarne la storia

Luigi de Magistris contrario alla strada intrapresa dal Viminale, ma ‘no strappi’.
“Nelle prossime ore mi impegnerò per fare i necessari passi giuridici, amministrativi e istituzionali affinché non ci siano strappi ma affinché si continui a lavorare per aprire una nuova fase, ma senza snaturare la storia che ci ha consegnato San Gennaro”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris sul decreto del Viminale che potrebbe provocare la modifica dei criteri di nomina della Deputazione di San Gennaro, da sempre organismo laico e, da statuto, guidato dal sindaco. Una modifica che comporterebbe l’ingresso di componenti di nomina della Curia. De Magistris, sottolineando che la questione è “giuridicamente controversa” e di averne già parlato con il prefetto di Napoli Gerarda Pantalone, si è detto “contrario” rispetto alla strada intrapresa e indicata dal decreto del Viminale perché, ha spiegato, “nella storia si è trovata una straordinaria sintesi tra il momento laico e quello religioso che viene rappresentato da San Gennaro che interpreta tutta la città, la Deputazione e la cappella”. (Fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana, oggi la premiazione della IV edizione del Concorso Artistico Letterario “La montagna che cresce – Omaggio al maestro Salvatore Rea”

L’appuntamento è per oggi alle 17, presso il Relais de Charme “Rose Rosse”.   Oggi alle ore 17.00, presso il Relais de Charme “Rose Rosse”, via S.M.G. a Castello n. 93 in Somma Vesuviana, si terrà la Cerimonia di Premiazione  della IV edizione del  Concorso Artistico Letterario “La montagna che cresce – Omaggio al maestro Salvatore Rea” che ha coinvolto 93 alunni frequentanti la Scuola Secondaria di 1° grado “ San Giovanni Bosco – Summa Villa-” e 244 alunni frequentanti la Scuola Primaria ( I, II e III Circolo). Organizzato dall’Associazione “l’Aurora Cultura” in collaborazione con la Napoli Cultural Classic, il Concorso, per questa quarta edizione, ha proposto il tema  delle tradizioni, in particolare quelle della Montagna. Gli Alunni si sono cimentati, oltre che nello svolgimento di un componimento, nell’elaborazione di una poesia e nella scrittura creativa.                                                                                        Gli elaborati sono passati al vaglio della Giuria composta dalle prof.sse Anna Maria Rea, Rosa e Maria Rosaria Mastrogiacomo e da Anna Bruno, presidente de “l’Aurora Cultura” e vice presidente della “Napoli Cultural Classic”, che formano il direttivo dell’Associazione insieme alla prof.ssa Angela Natale e agli avvocati Ginevra Cervone e Assunta Iervolino. Sei i  premi attribuiti : ciascuno dei vincitori  riceverà una borsa di studio di euro cento,00. Gli elaborati, insieme ad altri  quattro selezionati, saranno pubblicati nell’Antologia del Premio Artistico Letterario Internazionale “Napoli Cultural Classic” a cura di Anna Bruno. L’Antologia sarà consegnata il giorno 6 maggio 2016, nel corso della Cerimonia di premiazione che si terrà nella Sala dei Medaglioni del Palazzo Vescovile di Nola. Premiati e selezionati potranno inoltre partecipare a un Laboratorio di Scrittura Creativa . Nel corso della Cerimonia, ai premiati dello scorso anno, che hanno partecipato al Laboratorio di Scrittura Creativa, sarà consegnata la pubblicazione dei lavori realizzati. Ad  Anna Bruno il compito di presiedere la  Cerimonia di premiazione; interverrà il  Gruppo Folk “Zi’ Riccardo e le Donne della Tammorra”.

A San Vitaliano Convegno su Nuovi Sistemi Costruttivi in Edilizia

Pasquale Mautone, giovane imprenditore di Mariglianella, divulga la conoscenza del “PlastBau”sul territorio dell’agro nolano.   A San Vitaliano la mattinata di sabato 27 febbraio presso l’Hotel Ferrari è stata animata da un incontro informativo, introdotto da Pasquale Mautone, giovane e lungimirante imprenditore di Mariglianella, inerente il “Sistema Costruttivo PlastBau”. L’iniziativa volta a diffondere innovazione nel settore dell’edilizia è stata realizzata con l’azienda “de.com srl” di Riccardo Van Den Hende di Marcianise, in collaborazione con “Mautone Costruzioni”, con il Patrocinio di Tubisider; AIPE; Airpop; Gruppo SAAD. L’edilizia innovativa secondo i principi del risparmio energetico, dell’antisismicità e della durabilità è stata illustrata dai relatori al convegno, con ampie proiezioni di immagini, studi, applicazioni e siti in corso d’opera o già realizzati. Dopo l’apertura di Pasquale Mautone direttore tecnico, figlio d’arte di “Mastro Bernardino” rappresentante legale e fondatore della “Mautone Costruzioni” si sono susseguiti i competenti interventi previsti dal programma curato dalla segreteria organizzativa di Antonio Chiavarone della “de.com”. Saluto del Presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli, Arch. Salvatore Visone il quale ha affermato che “dopo la crisi si sta ripartendo, facendo attenzione ai nuovi materiali ed al riuso, tenendo presente che c’è poco suolo. E’ prossima la nuova normativa e con la sua applicazione occorre rinnovare  una  dose di fiducia e di autostima da parte di tutti e pensare ad un consumo di suolo pari a zero!”. Per l’Associazione Italiana Polistirene Espanso, che raggruppa i produttori di EPS. L’ingegnare Marco Piana ha parlato del “nuovo brand ‘air pop’ fatto di tante palline più ingegnerizzazione dell’aria. Il polistirene espandibile è un prodotto composto da carbonio e idrogeno, che deriva dal petrolio, ottenuto dalla sintetizzazione, saldatura di tante  palline, e che fa passare il vapore ma non fa entrare l’acqua; essendo materiale che brucia gli viene aggiunto un additivo per farlo diventare autoestinguente e a basso rischio di incendio; è totalmente riciclabile, recuperabile al 100%”. Queste sono le  applicazioni in edilizia dell’EPS: Impermeabilizzazione tetti; Sistema a cappotto; Isolamento dall’interno; Pavimenti isolati; Riscaldamento a pavimento;Tetti verdi; Rilevati stradali. In rappresentanza della “de.com PlastBau”, l’ingegnere Francesco di Vico ha trattato l’argomento dei “casseri per implementare la struttura, con posa in opera semplice ed economica, leggerezza e autoportanza”. La geometra, Anna Mauro ha parlato della modularità degli elementi, riduzione dei costi e risparmio energetico. L’ingegnere Gaetano Merenda, consulente della “Tubisider SpA” di Castiglione Cosentino, ha trattato le “Travi Reticolari Miste TBS” per un sistema di travature rapido, economico e pratico. In chiusura sono state tante le domande poste dalla folta platea di professionisti, tecnici e imprenditori che hanno avuto le puntuali e soddisfacenti risposte dei relatori. Tutti sono stati congedati dal saluto finale di Pasquale Mautone.

Somma Vesuviana, il sindaco Piccolo alla consigliera Barone: «Superiamo le incomprensioni per amore della città»

Il primo cittadino sceglie il suo profilo ufficiale Facebook per fare appello a Preziosa Barone, consigliera uscita dalla maggioranza, e chiederle di rientrare prima di giovedì, giorno in cui approderà in consiglio comunale la mozione di sfiducia.  Se il sindaco Piccolo ha deciso di fare appello alla sua ex (da pochi giorni) consigliera di maggioranza, facendo inoltre leva sul senso di responsabilità verso la città, il tutto su un social network – consentiteci di fare previsioni pur non disponendo della classica sfera di cristallo – vuol dire solo una cosa: che in una probabile scommessa sul risultato del voto in assise circa la mozione di sfiducia c’è da puntare su un accordo già compiuto. Già, perché solo novellini della politica potrebbero credere che un sindaco, la cui maggioranza è stata praticamente ingestibile e in crisi dal primo giorno, che ha già una volta azzerato la giunta, che ha ringraziato il «sacrificio» del suo vicesindaco il quale ha rassegnato le dimissioni diciamo così «per amor di patria» trovandosi nella difficile posizione di «pomo della discordia», che è pronto a nominare un altro assessore al suo posto, affidi poi le sorti della sua amministrazione (il voto della consigliera Barone gli garantirebbe nuovamente la maggioranza consiliare) ad un appello su Facebook.
L'appello di Piccolo alla consigliera Barone
L’appello di Piccolo alla consigliera Barone
Dunque proviamo a dire le cose come stanno: il sindaco ha scelto un appello pubblico, visibile da tutti, plateale, affinché la consigliera possa rientrare senza remore, potendo domani dire di aver ricevuto, in fondo, quasi delle «scuse pubbliche» per le incomprensioni fin qui creatisi. Lo traduciamo in un linguaggio che non sia politichese? Suona più o meno così: «Io per Somma ho messo da parte l’orgoglio, ora tocca a te». Tant’è che Piccolo scrive, esaltando il comportamento fin qui tenuto dalla consigliera Barone: «La scelta tempestiva di uscire dalla maggioranza della consigliera Barone, persona che ha dimostrato concretamente con il suo proficuo percorso, in questo primo periodo di amministrazione, di saper anteporre sempre l’interesse della città ai propri, mi impone di chiederle di rivedere la sua decisione e di rientrare a far parte della maggioranza per continuare l’attuazione del progetto condiviso in campagna elettorale. Sono sicuro, vista la stima e la fiducia che ho sempre nutrito e nutro per il consigliere Barone, che questo mio invito sarà preso in considerazione. Sono certo, altresì, che le incomprensioni che si sono create saranno superate dall’amore e dal senso di responsabilità che la Barone nutre nei confronti della città». Insomma, volendo sempre rimanere sul piano della semplicità, il sindaco ha messo la consigliera nelle condizioni di non far brutta figura tornando sui suoi passi. Infiocchettando il tutto con parole di stima. E con un assessore.  

Acqua bene comune. Decide Renzi

Tempi  difficili per la democrazia partecipata dal basso. L’istituto del referendum popolare, così difeso da comitati e aggregazioni spontanee può ben trasformarsi in un boomerang . Ricordate quello vittorioso sull’acqua pubblica del 2011 ? L’acqua bene comune, sorvegliata e protetta dai cittadini, tutelata contro  gli interessi delle Company , sottratta alla speculazione  ed alla voracità del mercato. Ebbene, non sarà tutto questo. Non è la prima volta che le consultazioni referendarie  in Italia siano poi svuotate, annullate da leggi successive. Trascorsi 5 anni, il governo ha rimesso mano alla materia. Un prossimo decreto modifica il cuore della battaglia referendaria: le tariffe di erogazione. Il provvedimento all’esame del Parlamento esclude la possibilità di gestire il servizio idrico in economia o mediante Aziende locali. Il meccanismo riproposto riguarda la remunerazione del capitale , i soldi , che  i gestori investono per assicurare l’ erogazione dell’acqua. La competenza tariffaria è dell’ Autorità per l’energia elettrica il gas ed il  sistema idrico. La periodica revisione delle tariffe da applicare alle famiglie permetterà per l’appunto ai gestori di recuperare gradualmente i loro investimenti . Qualcosa in più dell’attuale 11 per cento, tanto per capirci. E’  pur vero che da  anni si dibatte con scarsissima  efficacia  su come riorganizzare il sistema italiano . Ma il tema che riemerge oggi è esattamente quello di cinque anni  fa:  chi e come deve assicurare l’acqua a tutti e con giuste tariffe. I casi di avvenuta pubblicizzazione del servizio, in seguito al  referendum, sono pochi. Il Comune di Napoli rivendica questo cambiamento . Ha leggermente abbassato le tariffe, ma ha anche  ridotto il personale dell’ex Arin  – oggi Abc – da 620 a 350 . In buona sostanza sopporta meno oneri. E’ sempre e ovunque una leva di successo e garanzia di qualità ?  Il risanamento  delle reti idriche  in Italia  richiede milioni di euro e le analisi su dove intervenire si sprecano. I costi di manutenzione su condutture che perdono circa il 40 per cento di quello che trasportano ,sono elevati. Non ha giovato a nessuno sbandierare rivoluzioni tecnologiche  e di efficienza che non ci sono state e non ci saranno. E’ stato giusto smuovere un Paese intero con un referendum per  la pubblicizzazione  dell’acqua, quando era chiaro che quell’obiettivo poco si sarebbe conciliato con la realtà. I comitati hanno svolto un grande esercizio di democrazia partecipata. Ma è mancata   e manca ancora adesso  una visione strategica di un servizio all’altezza di un paese civile. Il sistema ha accumulato altre inefficienze . Eccetto Napoli – con quel che si è detto – o l’Irpinia dove se ne discute in questi giorni , l’acqua continua ad essere gestita come prima del referendum.  Il paradosso di un popolo che obbliga lo Stato ad agire in un modo e lo Stato che preso atto dello sfascio del sistema nel quale nessuno ha messo soldi,  interviene sulle tariffe, cioè sul costo a carico dei cittadini.

Il forte vento flagella Napoli e provincia

Le forte raffiche di vento stanno mettendo in ginocchio la Campania. I sindaci della provincia di Napoli stanno invitando i cittadini alla prudenza. Alberi e rami divelti, lamiere che volano, motoveicoli parcheggiati abbattuti, pezzi di cornicioni che crollano: sono gli effetti delle forti raffiche di vento che soffiano su Napoli.     Decine le chiamate ai vigili del fuoco – distribuite su tutto il territorio cittadino – impegnati con tutte le squadre disponibili per far fronte alle varie emergenze. Diversi i gazebo travolti dal vento con relativi danni per i commercianti che svolgono le loro attività di ristorazione all’esterno. Nel vesuviano e nel nolano si registrano cadute di alberi, di cartelloni pubblicitari e di cartelloni autostradali e , per fortuna, al momento non si registrano grossi danni. Sulla SS268 f nella curva d’ingresso di sant’Anastasia, il vento ha portato via la messa in sicurezza del guard rail. A San Gennaro Vesuviano il vento ha abbattuto un grosso albero schiacciando un’auto in sosta. Molti sindaci stanno postando sui social network l’invito alla prudenza e non uscire di casa. Intanto, tutti i volontari della protezione civile di Napoli e provincia stanno pattugliando le zone a rischio caduta alberi e non solo. fonte foto: rete internet

Straordinari in Fiat, gli operai: “Renzi ci riempie di tasse. Ma lui non lavora in catena di montaggio”

Appello delle maestranze di Pomigliano per la defiscalizzazione delle prestazioni supplementari.    Continuano i sabati di straordinario nella grande fabbrica più strategica del Paese, la Fiat di Pomigliano. Qui ci sarà ancora lavoro extra per tre volte di seguito nel fine settimana, il 5, 12 e 19 marzo, dopo che sono già stati consumati, tra gennaio e febbraio, compreso quello di ieri, cinque sabati supplementari. Intanto si leva una sola richiesta da parte delle maestranze Panda: detassare lo straordinario e i premi di produttività. Circa il 40 % delle maggiorazioni del sabato se ne sta andando in tasse. Da qui la richiesta al governo di attuare politiche di defiscalizzazione da parte dei 2500 lavoratori che producono stabilmente, al ritmo di 800 vetture al giorno, l’auto più venduta in Italia. Sul fronte delle maggiorazioni straordinarie resteranno a bocca asciutta gli altri 1981 addetti di Pomigliano sottoposti al regime dei contratti di solidarietà. Per loro la Fiat ha avviato da lunedì una nuova turnazione, quella dei 12 turni, che non prevede il pagamento dello straordinario al sabato. Questo vuol dire che ieri, per la prima volta, è stato dato il via a un “esperimento” di livello nazionale: far lavorare fianco a fianco in una stessa azienda e nello stesso giorno colleghi che saranno però retribuiti in modo differente. A ogni modo in questa fase il refrain è quello della detassazione dei premi e dello straordinario. Un sentimento che emerge ascoltando gli operai davanti al varco numero due di Pomigliano. Luigi, 42 anni, da 16 in Fiat: “Purtroppo abbiamo firmato questi sabati di straordinario. Ma dovremmo essere remunerati di più, perchè comunque, alla fine dei conti, il gioco non vale la candela. Su quattro  sabati di straordinario ne perdiamo uno o due in tasse. Sarebbe necessaria una politica di defiscalizzazione dello straordinario. Ma se facciamo lo straordinario ora e poi scatta la cassa integrazione a settembre allora parliamo di cose inutili. Sarebbe necessario uno straordinario costante. In questo modo lavoriamo con un solo giorno di riposo, sei giorni su sette. Ma se si deve fare, si deve fare. Lo straordinario non è obbligatorio. Però il sindacato lo ha firmato e se vedono che per una o due volte non ci vai allora poi ti fanno capire che non servi più, che te ne puoi anche andare via dalla fabbrica. Io sto sulla catena di montaggio. E’ abbastanza dura. Stiamo andando al ritmo di 800, 820 vetture prodotte al giorno”. Numeri che giustificherebbero l’avvio del turno di notte. “Questo è un altro tassello particolare – aggiunge Luigi – dovrebbero prendere tutti a lavorare stabilmente, dal bacino della solidarietà. Noi ne saremmo contenti. Io sono un ex Fip ( la newco costituita dalla Fiat nel 2010 in previsione del nuovo contratto dell’auto e delle produzioni Panda ndr ), uno di quelli presi sin dal primo momento in cui hanno avviato le produzioni Panda. Noi siamo quelli selezionati per le nostre capacità, o così dovrebbe essere. Ma ora siamo provati. E’ molto faticoso tenere questi ritmi”. La consapevolezza che oggi c’è lo straordinario e domani potrebbe esserci il contrario, la cassa integrazione. Gianni, 38 anni, da 16 in Fiat : “Ormai così va il mercato. E’ la flessibilità. Stiamo per esempio pensando a quando avvieranno i 12 turni per i colleghi in solidarietà”. Sentimenti contrapposti, strane sensazioni, come quella di avere al sabato un collega che lavora accanto a te ma che stando in regime di solidarietà e soggetto ai 12 turni viene pagato di meno, pur facendo lo stesso lavoro. “E’ una brutta cosa – risponde Luigi – perché lavoriamo entrambi. Lui però lavora dodici-quindici giorni meno di me per cui non è nemmeno giusto che percepisca la mia stessa paga. Però è brutto vedere una persona che fa il tuo stesso lavoro e che prende di meno”. “Però non è che perde tanto – precisa Gianni – perché anche se fa due settimane meno di me prende lo stesso un bello stipendio, che non è da buttare”. E un altro giovane operaio, 30 anni, opta per la “politica” del meno peggio. “Siamo contenti del fatto che c’è lavoro e che l’azienda ci paga – dice – il fatto è che la Fiat i soldi li mette ma li dividiamo con lo Stato. Solo che Renzi non sta con me in catena di montaggio…. “. Gaetano, di Pomigliano, 41 anni: “La Fiat non ci può fare niente. Ma prendiamo per esempio il premio di produttività: è stato tassato del 37%. Tra stipendio e premio ho preso 2800 euro. Il premio lordo era di 1580 euro. Ma netti ne ho presi 900. Gli stipendi della Fiat sono buoni. Il problema è costituito dalle tasse che mette lo Stato. Per quanto riguarda i colleghi che non prenderanno lo straordinario a me dispiace pure. Purtroppo sono scelte aziendali, che non dipendono da noi”.    

Alenia, sindacati in bilico: lunedi le assemblee sul nuovo contratto integrativo

Futuro produttivo: i lavoratori chiedono alle organizzazioni di categoria di essere tutelati. I 2600 addetti dell’Alenia di Pomigliano, la grande fabbrica delle produzioni aeronautiche, attendono risposte concrete dal sindacato. Domattina, alle 8 e 30, inizierà l’assemblea di stabilimento sull’intesa raggiunta qualche giorno fa circa l’armonizzazione del contratto di secondo livello Finmeccanica. Ma l’attesa di ingegneri, tecnici e operai è tutta puntata sul futuro del comparto aeronautico campano. Serpeggia insistente tra i lavoratori la perplessità che punta sul seguente quesito: “Perché firmare l’intesa sul contratto integrativo senza vincolarlo a un piano industriale, a precisi impegni produttivi ?”. A ogni modo l’assemblea di domani sarà seguita il 7, l’8 e il 9 marzo prossimi dal referendum di fabbrica sull’intesa che dovrà, dopo l’eventuale si, essere trasformata in un vero e proprio accordo. C’è malumore nelle fabbriche napoletane. L’altro giorno, durante l’assemblea all’Alenia di Nola, anche questa relativa all’intesa sulle armonizzazioni, decine di lavoratori hanno abbandonato i lavori preferendo uscire dalla sala in cui stavano parlando i sindacalisti. Le foto che descrivono la vicenda sono diventate virali nei social network. CONTI IN TASCA http://ilmediano.com/category/conti-in-tasca-2/