Il primo cittadino sceglie il suo profilo ufficiale Facebook per fare appello a Preziosa Barone, consigliera uscita dalla maggioranza, e chiederle di rientrare prima di giovedì, giorno in cui approderà in consiglio comunale la mozione di sfiducia.
Se il sindaco Piccolo ha deciso di fare appello alla sua ex (da pochi giorni) consigliera di maggioranza, facendo inoltre leva sul senso di responsabilità verso la città, il tutto su un social network – consentiteci di fare previsioni pur non disponendo della classica sfera di cristallo – vuol dire solo una cosa: che in una probabile scommessa sul risultato del voto in assise circa la mozione di sfiducia c’è da puntare su un accordo già compiuto.
Già, perché solo novellini della politica potrebbero credere che un sindaco, la cui maggioranza è stata praticamente ingestibile e in crisi dal primo giorno, che ha già una volta azzerato la giunta, che ha ringraziato il «sacrificio» del suo vicesindaco il quale ha rassegnato le dimissioni diciamo così «per amor di patria» trovandosi nella difficile posizione di «pomo della discordia», che è pronto a nominare un altro assessore al suo posto, affidi poi le sorti della sua amministrazione (il voto della consigliera Barone gli garantirebbe nuovamente la maggioranza consiliare) ad un appello su Facebook.

Dunque proviamo a dire le cose come stanno: il sindaco ha scelto un appello pubblico, visibile da tutti, plateale, affinché la consigliera possa rientrare senza remore, potendo domani dire di aver ricevuto, in fondo, quasi delle «scuse pubbliche» per le incomprensioni fin qui creatisi. Lo traduciamo in un linguaggio che non sia politichese? Suona più o meno così: «Io per Somma ho messo da parte l’orgoglio, ora tocca a te».
Tant’è che Piccolo scrive, esaltando il comportamento fin qui tenuto dalla consigliera Barone: «La scelta tempestiva di uscire dalla maggioranza della consigliera Barone, persona che ha dimostrato concretamente con il suo proficuo percorso, in questo primo periodo di amministrazione, di saper anteporre sempre l’interesse della città ai propri, mi impone di chiederle di rivedere la sua decisione e di rientrare a far parte della maggioranza per continuare l’attuazione del progetto condiviso in campagna elettorale. Sono sicuro, vista la stima e la fiducia che ho sempre nutrito e nutro per il consigliere Barone, che questo mio invito sarà preso in considerazione. Sono certo, altresì, che le incomprensioni che si sono create saranno superate dall’amore e dal senso di responsabilità che la Barone nutre nei confronti della città».
Insomma, volendo sempre rimanere sul piano della semplicità, il sindaco ha messo la consigliera nelle condizioni di non far brutta figura tornando sui suoi passi. Infiocchettando il tutto con parole di stima. E con un assessore.







