Con la bombola del gas a venti metri di altezza: i Cub di Acerra sul tetto del castello. Fantoccio “suicida” sulle impalcature
Acerra: addetti consorzio sul tetto del castello
Senza stipendio da 41 mesi, a impalcature manichino dipinto rosso.
Due lavoratori dell’ex Consorzio di Bacino, sono saliti sul tetto del Castello Baronale di Acerra ed hanno legato un manichino dipinto di rosso alle impalcature che rivestono la struttura a causa di alcuni lavori in corso. I manifestanti, che sono senza stipendio da oltre 41 mesi, chiedono il pagamento immediato per tutti i lavoratori Cub delle spettanze dovute. Sul posto sono giunte le forze dell’ordine ed i vigili del fuoco. I manifestanti erano saliti sulla stessa struttura anche il mese scorso, bloccando i lavori di rifacimento del Castello per alcuni giorni. (Fonte foto: rete internet)Napoli e Pino Daniele: l’omaggio con un concerto
Al Palapartenope nel giorno dell’onomastico e del compleanno.
Ieri, giorno del suo onomastico, Pino Daniele avrebbe compiuto 61 anni. Per l’occasione Napoli gli ha reso omaggio in serata con un concerto gratuito al Palapartenope. Il Teatro della Musica di Fuorigrotta gremito ha accolto i tanti artisti, vecchi amici di Pino e giovani talenti che lo hanno voluto ricordare. Gli oltre tremila biglietti distribuiti gratuitamente sul sito del Comune di Napoli erano andati infatti esauriti in 11 minuti. Non casuale la scelta del Palapartenope. È lì infatti che Pino Daniele ha tenuto negli ultimi anni i suoi concerti napoletani insieme agli amici storici e dove ha sempre dimostrato quanto fosse legato alla sua Napoli. ‘Je sto vicino a te’, titolo di una delle sue canzoni più amate e cantate dai fan, è stato il nome dell’evento destinato. Sul palco, insieme al fratello Nello Daniele, motore e anima della serata si sono alternati, tra gli altri, Enzo Avitabile, Joe Barbieri, Mel Collins, Tony Esposito, Claudia Megrè, i Neri per Caso, Valentina Stella. (Fonte foto: rete internet)Castello di Cisterna: controlli ad “alto impatto” dei carabinieri, 3 arrestati
Le ricette di Biagio. La frittata di maccheroni al basilico e al caciocavallo: piatto dei nobili e dei “pannazzari” con la “bardinella”
Volla. Ufficializzata una delle coalizioni di Centro-Destra
Somma Vesuviana: Video-intervista ad Antonio Onorato in concerto al Summarte
In Regione la moratoria per le pale eoliche.
Per le imprese del settore , un attacco che mette a rischio 10 mila posti di lavoro. Lo stop alle nuove installazioni avviato dal M5S. Ritarda il novo piano energetico.
Detto e fatto. Il Consiglio Regionale della Campania, impegnato nei provvedimenti collegati alla legge finanziaria, ha approvato ieri una moratoria di 180 giorni al rilascio di nuove autorizzazioni per impianti eolici sull’intero territorio campano. Tutto scaturisce da una iniziativa del M5S, che ha avuto l’adesione anche della Giunta. Dopo le proteste delle Associazioni delle aziende delle rinnovabili, è arrivata netta anche la censura dell’ Anev, l’organizzazione che riunisce le imprese dell’eolico. E’ in assoluto la più colpita. Il mediano.it nelle settimane scorse ha documentato come lo stop all’eolico stia provocando resistenze e discussioni che imbarazzano anche la Giunta De Luca. L’iniziativa dei cinquestelle coincide , infatti, con l’avvio dell’elaborazione del nuovo Piano energetico regionale e l’inserimento della Campania in un programma di investimenti per nuove strutture alimentate da fonti non inquinanti.Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca ha apprezzato l’iniziativa grillina votando i provvedimenti in Consiglio. Si dice che sottovoce abbia chiesto ai grillini di non calcare troppo la mano. Ora, il piano di investimenti per la Campania è pluriennale e vede impegnati i colossi della produzione energetica. Che ne sarà alla fine dell’iniziativa dell’On. Viglione (proponente M5S ) ? Si deve dubitare che la moratoria non sarà compatibile con una strategia che dovrà integrare energie fossili e rinnovabili a salvaguardia dell’ambiente e dei consumi di cittadini ed imprese . Nei 180 giorni che si fa? Si bruciano i progetti e le richieste di autorizzazioni, salvo poi scommettere sull’eolico per i futuri fabbisogni ? E le indicazioni nazionali per maggiore spazio alle rinnovabili ? In altre Regioni il problema ha trovato soluzioni condivise, oltre che ben ponderate. Per non dire di altri Paesi, dove tutela del paesaggio, infrastrutture di energie e fabbisogni sono stati condensati in protocolli che tutti rispettano.Gli esponenti cinquestelle si dichiarano disposti a dialogare con le aziende, preoccupati della tutela del territorio e delle tradizioni locali. Ma così non appare.Il dialogo è respinto e l’Anev senza giri di parole, dice che la moratoria campana mette a rischio 10 mila posti di lavoro. Tanto saranno gli occupati nel settore entro il 2020, con le nuove autorizzazioni. La politica è accusata di demagogia e di vecchi pregiudizi. Le aziende vedono un ulteriore attacco da parte nei confronti del loro settore , soprattutto ” a fronte delle numerose segnalazioni sull’illegittimità di simili provvedimenti già sancita per analoghe sciagurate iniziative in altre Regioni “. L’eolico, spiegano, soffre già di altri ostacoli e ritardi normativi, per cui non rimane che la strada dei ricorsi. Qui – per ora- non si intravedono fenomeni speculativi o di truffe comunitarie, come purtroppo avvenuto in Sicilia. La politica sbanda , anche se è alla sua capacità negoziale che occorre guardare . Il generale impegno per rimettere a posto un ambiente devastato da mille mani e decenni di incuria dovrebbe chiudere in fretta queste discussioni. Concepire un nuovo Piano energetico-ambientale che integri tutte le fonti di produzione con norme e regole rispettose dei territori. A maggior ragione – come abbiamo scritto ieri – che l’Europa su questi temi, ormai delude ***
SOCIETA’/PUBBLICO E PRIVATO
–Luigi Di Maio nel corteo dei lavoratori Gepin: tutto pronto per dopodomani. A Napoli
- MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
- MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
- MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

