I dettagli sulla manifestazione di dopodomani. Le iniziative finora intraprese dal vicepresidente della Camera.
Dopodomani, lunedì 21 marzo, alle 9 e 30, il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, parteciperà al corteo dei lavoratori del call center Gepin Contact, minacciati da una procedura di licenziamento collettivo che scadrà il 10 maggio. La partenza del corteo è stata organizzata da via Galileo Ferraris, davanti al centro di smistamento di Poste spa, la società pubblica che ha dirottato ad altre aziende le commesse destinate per anni a Gepin. “I lavoratori – si scrive nel comunicato diramato dall’ufficio stampa di Luigi Di Maio – manifestano contro la chiusura della sede di Casavatore, 220 gli esuberi, a causa della recessione del contratto con Poste Spa di cui hanno curato il call center per oltre 12 anni”. ” Il vice presidente della Camera – si aggiunge nel messaggio del leader del Movimento Cinque Stelle – ha chiesto in un’interrogazione ai ministri del Lavoro, Sviluppo Economico ed Economia di estendere ai lavoratori di Gepin la clausola sociale e salvaguardare così i livelli occupazionali e ha, inoltre, scritto al ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, una lettera per invitarla al corteo di Lunedì ed incontrare i lavoratori Gepin e le loro famiglie”. Di seguito i contenuti integrali dell’interrogazione e della lettera al ministro Guidi scritte dal vicepresidente della Camera.
Roma, 16 marzo 2016
Alla cortese attenzione
della Dott.ssa Federica GUIDI
Ministro dello Sviluppo Economico
e, p.c.,
del dottor Giampiero CASTANO
Responsabile dell’Unità Gestione
Vertenze del Ministero
dello Sviluppo Economico
Via Molise, 2
00187 – ROMA
Ho personalmente incontrato una delegazione di lavoratori della società Gepin Contact Spa con sede legale a Roma e una distaccata a Casavatore in provincia di Napoli.
Dalle vicende illustrate nell’interrogazione che ho depositato ieri e che allego, èevidente come la crisi occupazionale di Gepin Contact Spa, che presso il sito di Casavatore (Na) conta 220 dipendenti, derivi dalle decisioni di Poste Italiane, che hanno condotto alla risoluzione unilaterale del rapporto in essere da oltre 10 anni.
Con lettera del 21 settembre 2015,l’azienda ha chiesto al Gruppo Poste Italiane di trovare una soluzione che potesse garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali, offrendo diverse soluzioni, ma alla lettera non è tutt’ora pervenuta risposta.
Intanto, il 6 aprile 2015 i lavoratori si sono visti avviare la cassa integrazione ordinaria, che scadrà il prossimo 13 aprile 2016.
Nel frattempo, lo scorso 9 febbraio è stato aperto un tavolo di crisi al Ministero dello Sviluppo Economico nel corso del quale l’Amministrazione di tale Ministero si è impegnata a convocare Poste Italiane.Tuttavia, a distanza di oltre un mese non vi sono state rilevanti novità.
Lo scorso mercoledì 9 marzo il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato le sigle di categoria nazionale e le aziende del settore call center coinvolte negli esuberi generati dalle gare di Poste Italiane ed ENEL, aziende entrambe partecipate dello Stato, ma non è ben chiaro quale sia stato l’esito dell’incontro e, al contempo,è evidente come in tutta questa vicenda si sia realizzata una gara al massimo ribasso senza tenere in alcuna considerazione la clausola sociale.
Pertanto Le chiedo di sposare una interpretazione estensiva della cosiddetta “clausola sociale”, comma 10 dell’articolo 1 della legge 28 gennaio 2016, n. 11, invitando in sede di tavolo tecnico le parti ad applicare immediatamente il dettato normativo anche ai bandi di gara usciti prima della sua entrata in vigore.
È doveroso che aziende con importanti partecipazioni pubbliche applichino la “clausola sociale” al fine di garantire la continuità dei livelli occupazionali in aree particolarmente gravate da fenomeni di disoccupazione e carenza di lavoro.
Intanto,i lavoratori del sito di Casavatore hanno organizzato per il prossimo 21 marzo alle ore 9.30 una manifestazione di protesta che inizierà dinnanzi la sede di Poste italiane(Centro Smaltimento di via G. Ferraris a Napoli)e terminerà alla Regione Campania (Centro Direzionale di Napoli, IsolaA6).
Ritengo che la situazione richieda un impegno diretto che vada oltre la burocrazia e, proprio per questo, lunedì prossimo io sarò con quei 220 lavoratori della Gepin nel tentativo di trovare uno sbocco positivo per questa annosa questione.
Se vuole, signora Ministro, possiamo andare insieme e parlare di soluzioni, confrontandoci direttamente con le 200 famiglie che stanno vivendo questo dramma.
Luigi DI MAIO
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12517
Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 590 del 15/03/2016
Firmatari
Primo firmatario: DI MAIO LUIGI
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 15/03/2016
Destinatari
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
- MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
- MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO delegato in data 15/03/2016
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-12517
presentato da
DI MAIO Luigi
testo di
Martedì 15 marzo 2016, seduta n. 590
LUIGI DI MAIO. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
l’interrogante ha incontrato una delegazione di lavoratori della società Gepin Contact Spa, con sede legale a Roma e una distaccata a Casavatore, in provincia di Napoli, collegati con la società Uptime (compartecipata al 70 per cento da Gepin Contact e al 30 per cento da Sda Express Courier);
la Gepin Contact Spa è stata detentrice dei servizi di assistenza clienti del gruppo Poste italiane dal 2003 per la gestione dei servizi di risoluzione dei reclami per Poste italiane e Sda. Tuttavia, nel 2014, la nuova dirigenza designata dal Governo Renzi e affidata alla dottoressa Luisa Todini, presidente, e al dottor Francesco Caio, amministratore delegato, ha deciso di indire una gara al massimo ribasso che ha condotto, con un importo di 0,296 centesimi di euro al minuto per la chiamata che ha visto vincere la commessa alla società I Care, che di fatto già oggi sta espletando il servizio;
è evidente come la crisi occupazionale di Gepin Contact Spa, che presso il sito di Casavatore conta 220 dipendenti, deriva integralmente dalle decisioni di Poste italiane che hanno condotto alla risoluzione unilaterale del rapporto in essere da oltre 10 anni;
l’azienda, con lettera del 21 settembre 2015, ha tentato di chiedere al Gruppo Poste italiane di trovare una soluzione che potesse garantite la salvaguardia dei livelli occupazionali, offrendo diverse soluzioni, ma alla lettera non è tutt’ora pervenuta risposta;
intanto, i lavoratori si sono visti avviare il 6 aprile 2015 la cassa integrazione ordinaria che scadrà il prossimo 13 aprile 2016;
secondo quanto si apprende da fonti di stampa, nell’aprile 2015, il proprietario pro tempore della Gepin Contact Spa è stato arrestato con l’accusa di bancarotta fraudolenta per un crac da 170 milioni di euro. Poco dopo l’azienda è stata ceduta ad un’altra proprietà, ma la sensazione è che questa sia subentrata solo per smantellare;
di fatto, di fronte al silenzio di Poste italiane e alla disdetta pervenuta il 29 dicembre 2015, con una proroga formale di 6 mesi fino al 30 giugno prossimo, Gepin Contact il 26 febbraio 2016 ha di fatto annunciato la mobilità per 350 dei 430 dipendenti tra Roma e Napoli, decretando di fatto la chiusura del sito di Casavatore, che – secondo fonti di stampa verrebbe chiuso, mentre, presso la sede di Roma, dovrebbero essere tagliati 130 dei 230 posti di lavoro;
la scadenza della procedura è prevista per il prossimo 10 maggio;
il 9 febbraio 2016 è stato aperto un tavolo di crisi al Ministero dello sviluppo economico nel corso del quale l’amministrazione di tale Ministero si è impegnata a convocare Poste italiane, tuttavia, a distanza di oltre un mese non vi è stata alcuna novità;
i lavoratori del sito di Casavatore hanno organizzato manifestazioni di protesta dinnanzi la direzione generale della Campania di Poste italiane, fino alla prefettura ove chiederanno un incontro col prefetto;
il 9 marzo 2016 il Ministero dello sviluppo economico ha convocato le sigle di categoria nazionale e le aziende del settore call center coinvolte negli esuberi generati dalle gare di Poste italiane ed Enel entrambe partecipate dello Stato, ma non è ben chiaro quale sia stato l’esito dell’incontro;
è evidente come in tutta questa vicenda si sia realizzata, per l’interrogante, una gara al massimo ribasso senza tenere in alcuna considerazione la clausola sociale;
il 13 febbraio 2016 è entrato in vigore il comma 10 dell’articolo 1 della legge 28 gennaio 2016, n. 11, recante deleghe al Governo per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Il primo periodo di tale comma stabilisce che «in caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center, il rapporto di lavoro continua con l’appaltatore subentrante, secondo le modalità e le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati e vigenti alla data del trasferimento, stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative sul piano nazionale» –:
quali urgenti iniziative intenda assumere il Ministro del lavoro e delle politiche sociali per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per il rispetto delle clausole sociali;
quali urgenti iniziative intenda assumere il Ministro dello sviluppo economico per la risoluzione della crisi aziendale di cui sopra e, in particolare, se non ritenga, vista la drammaticità della situazione, di dover sposare una interpretazione estensiva del citato comma 10 dell’articolo 1 della legge 28 gennaio 2016, n. 11, invitando, in sede di tavolo tecnico, le parti ad applicare immediatamente il dettato normativo anche ai bandi di gara usciti prima della sua entrata in vigore, ma il cuiiter procedurale non è ancora concluso;
quali urgenti iniziative di competenza, il Governo, nella sua qualità di azionista di Poste italiane, intenda assumere al fine di evitare che l’azienda indica gare al massimo ribasso e senza tenere in alcuna considerazione la clausola sociale. (4-12517)
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/12517&ramo=CAMERA&leg=17



