“Conoscete il Mac Guffin?”
Napoli, contraffazione, 60 ordinanze di custodia
Due le organizzazioni nel mirino attive tra Italia e Turchia.
Circa 60 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di appartenenti a due distinti sodalizi criminali ramificati sull’intero territorio nazionale e in Turchia vengono eseguite in queste ore dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia. Nel mirino degli investigatori una vasta attività di contraffazione di prodotti recanti i marchi registrati di noti brand nazionali ed internazionali. Da approfondimenti d’indagine risulterebbe che erano contraffatti in maniera estremamente accurata e venivano esportati anche in Cina i capi di abbigliamento prodotti nel Napoletano e falsificati con i marchi di note Griffe di moda. La circostanza è emersa nel corso delle indagini della Guardia di finanza che oggi, nell’ambito dell’operazione Gran Bazar, ha eseguito decine di arresti e sequestri. I finanzieri hanno sgominato due distinti gruppi criminali che importavano materiale dalla Turchia. L’unico contatto tra le due organizzazioni è rappresentato da una banda di falsari che produceva marchi e accessori per entrambi i sodalizi. Prima di arrivare nei negozi di alta moda cinesi i capi di abbigliamento e di pelletteria passavano dalla Gran Bretagna e dalla Germania. In Campania venivano perfezionati per poi partire per la Cina. (Fonte foto: rete internet)Siani, in un film la mia città cartolina
Dal 7 aprile. Artista produttore con Cattleya, Ansanelli regista.
“Troppo napoletano” era l’appunto che veniva fatto spesso ad Alessandro Siani all’inizio della sua carriera “e proprio questo è il titolo che ho voluto dare al primo film realizzato con Cattleya Lab” racconta l’artista-produttore presentando la commedia diretta da Gianluca Ansanelli, nelle sale dal 7 aprile in 150 copie distribuite da 01 in Campania e nelle regioni del sud, ma non solo. “La nostra è una Napoli più vicina ad una cartolina che a una carta sporca – spiega Siani che ha seguito passo passo progetto e lavorazione, tutti i giorni sul set – volevo raccontare la storia di un bambino di un rione popolare e il suo primo amore per una compagna di scuola altolocata, di Posillipo. E attraverso i suoi occhi scoprire la straordinaria realtà di questa città. Si parla sempre del desiderio di veder mostrata un altra Napoli, che in realtà non esiste: Napoli è unica e siamo noi napoletani ad essere diversi”. (Fonte foto: rete internet)Somma Vesuviana, Padre Costanzo rompe il silenzio: “basta accuse! Il borgo antico ritrovi l’unità”
Il sindacalista di Pomigliano arrestato per estorsione: “Mi dimetto dalla Uil, ma sono innocente”
Sarri rende felici tutti i tabaccai, Buffon uno solo. Ma quanto è triste il festival delle polemiche sterili
Domeniche gratuite nei parchi archeologici , file e numeri da record a Pompei
Pomigliano, scandalo strisce blu: il sindacalista Uil arrestato per estorsione torna a casa
Le ricette di Biagio. Vongole non filippine, “cicinielli” non cinesi. I ricordi, e un quadro di Gustaf Soderberg
Il Ministro, le trivelle e la democrazia sconosciuta
Nuovi discussioni su energia e ambiente con un ritardo di oltre 20 anni. All’estero non comprendono i nostri comportamenti.
Le dimissioni di un Ministro e il prossimo referendum sulle trivellestanno solleticando gli italiani ad interessarsi di energia e di influenze ambientali. Un destino bizzarro per un Paese dove l’attenzione per questi straordinari argomenti scaturisce da momenti di angosciosa attualità. Nel caso dell’ex Ministro Federica Guidi accade un pò come il titolo di questa rubrica : pubblico ( un emendamento per un oleodotto da costruire ) e privato ( gli affari connessi a legami sentimentali).Tutto è ancora sottoposto alle indagini giudiziarie. Il caso delle trivelle in mare è un pò diverso: le piattaforme ci sono, le vedono tutti e gli interessi a farle fermare sono pubblici. Di privato finora sembra non esserci nulla . Le coscienze in questi giorni sono scosse dall’armamentario degli schieramenti politici. Etichettare il premier Renzi come ” amico dei petrolieri” da una parte, e bloccare le trivellazioni in nome di una rinata “sensibilità ambientale” dall’altra, sono messaggi allarmanti di chi fa poco sforzo per andare al cuore del problema. E il cuore del problema è che l’Italia da oltre 20 anni non ha una politica energetica degna del nome .Tutte le direttive europee e le deleghe di fatto o di diritto praticate a Roma o nelle Regioni non hanno cambiato il quadro generale di un settore tanto strategico quanto strapazzato.E tramite il referendum le Regioni vogliono più voce in capitolo. Di scandali legati agli interessi in campo energetico – e più recentemente in quello ambientale – è piena la storia del Paese. L’eccitazione di pochi giorni ha senso solo se, passato il clamore, tutto torna come prima. E nell’esaltazione collettiva non è necessario essere preparati, competenti. Parlano tutti sull’onda di un’emotività eccessiva. Il tema è ” coperto” dal nome, dal ruolo del suo malefico eroe. Ci si dà pace fino al prossimo scandalo, alla prossima intercettazione, alla successiva immancabile richiesta di dimissioni di Tizio o di Caio. E’ per un’azione forte e negoziata che ,invece, bisogna agire, recuperando il senso della realtà. Una oggettiva condizione di disparità che vede l’Italia pagare l’energia il 30% in più degli altri Paesi europei.Con un referendum popolare è stato detto no all’energia nucleare. Le 8 Regioni che chiedono di bloccare le trivellazioni offshore sono arrivate buon ultime dopo comitati e organizzazioni parrocchiali. Molti elettrodotti sono bloccati per mancanza di autorizzazioni. In Sicilia e Calabria i fondi europei per l’eolico sono finiti nella mani della criminalità organizzata. Le concessioni per nuove installazioni in Campania sono bloccate da una mozione della Regione. Il gasdotto proveniente dalla Turchia che arriva sulle coste della Puglia è contestato da Comuni e istituzioni locali. Per rifiuti urbani, inceneritori , ecoballe, bonifiche, nemmeno il Ministero dell’ambiente riesce a quantificare con esattezza la spesa annuale a carico dello Stato. Nessun oracolo aveva previsto un disastro economico e sociale di queste dimensioni. Lo sopportiamo quotidianamente. Le tecnologie e le capacità industriali non mancano. Tutt’altro. Le aziende italiane si aggiudicano commesse e progetti in campo energetico ed ambientale in ogni parte del mondo. Non di rado i loro fatturati crescono più all’estero che in patria. In quei Paesi dove non concepiscono comportamenti suggeriti da una coscienza ambigua che pur potendo risolvere un problema non trova di meglio che contestarne l’esistenza.Una forma di democrazia ancora sconosciuta ****

