Padre Costanzo ringrazia per la mobilitazione in suo favore e inviata la comunità a non cercare colpevoli. “Ho fatto voto di obbedienza e andrò dove i miei superiori mi indicheranno”
Si fa sempre più incandescente l’atmosfera sul borgo antico Casamale, dove da circa dieci giorni i residenti cercano di capire e di sapere chi ha complottato( se complotto c’è stato, ovviamente) contro padre Costanzo al punto da spingere l’Ordine Trinitario Provinciale a trasferirlo in Congo. Il quartiere è profondamente deluso per la decisione presa dal Provinciale e , soprattutto, profondamente in collera contro chi avrebbe “montato” ad arte una serie di calunnie contro Padre Costanzo che, stante alla comunicazione ricevuta, dovrebbe lasciare la Chiesa Collegiata entro giungo. La notizia ha destabilizzato fortemente la comunità parrocchiale che si sta mobilitando da giorni con una petizione da consegnare alle autorità religiose preposte e con una fiaccolata che si terrà venerdì 8 aprile.
Le voci insistenti, le accuse, le tensioni che in questi giorni aleggiano sul borgo hanno spinto ieri, durante la messa, Padre Costanzo a rompere il silenzio : “ Vi ringrazio di cuore di quanto state facendo per me, non immaginavo così tanto affetto da parte della comunità e la cosa mi riempie di gioia. Ma se mi volete bene davvero, vi prego, mettete fine alle calunnie, alle accuse, alle dicerie. Io non ho fatto nomi e né ho additato nessuno perciò nessuno va accusato, nessuno va insultato o offeso. Basta calunnie, basta offese! Siate uniti, vi prego. Io sono un Trinitario, sono un soldato del Signore , ho fatto voto di obbedienza e devo andare ovunque decidono di mandarmi i miei superiori. Questo è un quartiere che va ricostruito, valorizzato e perché ciò avvenga è necessario che la comunità viva in pace, sia unita. Anche se Padre Costanzo andrà via, voi dovete restare casamalisti, dovete restare uniti. Grazie di cuore a tutti voi.”
Ma la comunità non vuole perdere il suo pastore e non sembra disposta ad ascoltare o a voler accettare la “scusa” del voto d’obbedienza o qualsiasi altra motivazione, per cui è partita con la raccolta firme e tutto è pronto per la fiaccolata che- ha spiegato dall’altare Fiore Di Palma- “vuole essere il nostro modo per dimostrare vicinanza a solidarietà a Padre Costanzo. Le dicerie i e i pettegolezzi non ci appartengono, questa fiaccolata vuole essere semplicemente il nostro segno di solidarietà per colui che ormai è mio fratello Costanzo, nostro fratello Costanzo”.








