A Volla è partita ufficialmente la Campagna Elettorale di Andrea Viscovo e delle sue “Civiche”

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Andrea Viscovo, e i suoi “Civici”, per la prossima competizione elettorale amministrativa a Volla, del 5 giugno 2016, è partito sicuramente prima degli altri, e lo ha fatto come un razzo. “Chi ben comincia è a metà dell’opera”, recita il vecchio saggio. Per Andrea Viscovo e le sue “Civiche” il detto è stato un po’ modificato in: “Chi prima comincia, è a metà dell’opera”. Ma, non sempre nelle competizioni chi parte per primo, vince, anche se una buona partenza è importante, perché può consentire di acquisire un vantaggio verso la vittoria finale. Comunque, Andrea Viscovo, e i suoi “Civici”, per la prossima competizione elettorale amministrativa a Volla, del 5 giugno 2016, è partito sicuramente prima degli altri, e lo ha fatto come un razzo. Come per dire: “Poche idee, ma precise”. Prima degli altri competitor, l’avvocato ha presentato i simboli e i nomi delle liste che lo sosterranno (RisolleviAmo Volla, Cittadini X Volla e Volla Cambia Verso). Prima degli altri ha cominciato a far veleggiare la sua immagine su camion circolanti per il paese. Che poi trattasi di camion ingombranti ed inquinanti, poco importa, tanto è vero che anche qui il vecchio saggio recita: “più circolano i camion, più circola l’economia” (sempre per il bene del paese ndr). Prima degli altri ha fatto “attaccare” la sua immagine sui cartelloni pubblicitari che “abbelliscono” le vie di Volla. Prima degli altri, domenica 3 aprile alle ore 10.00, ha inaugurato la campagna elettorale al teatro “M. Aprea” dell’Accademia Musicale G. Verdi. La sala era gremita da più di duecento persone. Hanno partecipato molti giovani e donne. Erano presenti quasi tutti i candidati delle tre “Civiche” di sostegno. L’avvocato, seduto su una sedia spostata un po’ a destra del palco ha risposto a dieci domande fatidiche postegli dal giornalista Dino Viola, seduto su un’altra sedia a sinistra. Solo due gli interventi extra, di due sostenitori (Salzano Salvatore e Peppe Irace). L’intervista è stata condotta utilizzando “parole chiavi”: Famiglia, Anziani, Sicurezza, Giovani, Commercio e Attività Produttive, Ambiente, Partecipazione, Scuola, Trasparenza, Civico, Cultura, Arte e Spettacolo. Al motto di “Essere più che sembrare”, a ciascuna di esse Viscovo ha risposto esprimendo la sua opinione e le azioni politiche che, in caso di vittoria e di elezione, la sua amministrazione intende portare avanti. Tante le risorse investite e da investire, tante le buone intenzioni, un po’ meno i dettagli tecnici su come realizzare programma e progetti e, soprattutto su come e dove reperire le mancanti risorse. Quelli che non sono mancati, invece, sono stati gli applausi da parte del pubblico, che ha capito che non si trattava di una “commedia”, pur essendo in un teatro. Dopo quasi due ore di “interrogatorio politico” l’avvocato Andrea Viscovo ha terminato la sua presentazione ufficiale con un altro motto: “Con i giovani scriveremo la nostra storia (di Volla), e sarà una storia a lieto fine”. Non volendo contraddire Viscovo speriamo che la “Storia di Volla” se pur lieta, non abbia mai fine.

Mariglianella, M5S lamenta: “il comune non risponde ai cittadini”

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In un comunicato i pentastellati esprimono il loro dissenso in merito. È spiacevole doversi, sempre più spesso, rivolgere sino al Prefetto di Napoli per veder rispettate le norme elementari che regolano l’attività consiliare e di trasparenza amministrativa. Sono 7 MESI che abbiamo effettuato molteplici richieste di mastrini contabili, spese di rappresentanza, interrogazioni da portare in consiglio, con risposte scritte e/o orali. In più ci ritroviamo da PIÙ DI DUE MESI non poter neppure accedere al sito https://asp.urbi.it, l’Albo pretorio on-line per la ricerca degli atti già pubblicati e rimossi dal sito istituzionale per decorrenza del periodo di pubblicazione obbligatorio, le cui credenziali lo stesso Comune di #Mariglianella, il 25 Giugno del 2015 con prot. n°5714, trasmetteva a tutti i Consiglieri Comunali, perché risulta – database inesistente………” Dopo diversi tentativi di accesso, apprendiamo dal Comune di Mariglianella, che l’amministrazione aveva deciso di cambiare radicalmente software di gestione del sito istituzionale, che chi era preposto a procedere non era neanche a conoscenza dello strumento informatico a disposizione dei Consiglieri….e tutto ciò, era stato deciso e messo in atto, senza neanche comunicarcelo, senza avvisarci del disservizio, senza dirci se il servizio sarà ripristinato o meno. Uno strumento che ci consentiva di poter cercare, scaricare, consultare e stampare almeno delibere, determine, nonché tutti gli atti che scaduti i termini dei 15 gg sull’albo pretorio del sito non sono più reperibili, e che seppur in modo molto limitato, agevolavano il nostro compito, di Consiglieri di Opposizione, di vigilanza e controllo, nell’interesse della collettività. Facciamo presente che il Sindaco o gli assessori delegati, hanno il dovere di rispondere entro trenta giorni, ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri (art. 43 – comma 3 del D. Lgs. 267/2000). Il comma 2 del medesimo articolo, dispone inoltre che i consiglieri comunali abbiano diritto di ottenere dagli uffici del Comune, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato (Art. 43 del TUEL). L’atteggiamento del Sindaco e della Giunta, rappresenta un chiaro tentativo di ritardare e delegittimare l’azione dei consiglieri comunali. Gli atti di prevaricazione risultano scorretti e sgradevoli, ma ancor più irrispettosi, fondamento di ogni sana democrazia, quando perpetrati a danno di una minoranza consiliare. Atteggiamenti da stravecchia politica, ispirati alla completa chiusura verso le esigenze della minoranza, comportamenti che alterano negativamente, la vera valenza dei rispettivi ruoli di governo e di controllo e ledono il principio della pari dignità di tutti i Consiglieri. Forse l’Amministrazione non sa come rispondere alle nostre richieste, o piuttosto non vuole perché la materia è scomoda o spinosa? Ricordiamo che in ogni caso si sta operando al di fuori dei regolamenti, perché sono scaduti i termini entro i quali sarebbe stato necessario e obbligatorio assolvere alle questioni in argomento. Erano abituati, forse, ad una opposizione dormiente e/o inesistente. Sono mesi che oramai attendiamo invano quanto richiesto. È tempo che il Sindaco, in virtù della carica che ricopre, rispetti l’opposizione e soprattutto chi essa rappresenta. Noi non siamo qui a farci prendere per i fondelli da nessuno. Siamo stati chiamati a ricoprire questo ruolo e lo faremo anche a costo di metterci contro quella o quell’altra persona. Abbiamo già espresso più volte ed in più circostanze, il nostro pensiero concernente il nostro modo di pensare, essere e agire; quel pensiero coincide con legalità e trasparenza che più volte qui, in questo paese sono state decantate, ma altrettante volte qui, nello stesso paese, sono state dimenticate e disattese.

Pozzilli, Neuromed: il Progetto Moli-sani contribuisce a disegnare la situazione dell’obesità su scala internazionale

Con i suoi venticinquemila partecipanti, tutti del Molise, il grande studio epidemiologico ha collaborato a chiarire i termini di uno dei più grandi problemi attuali di salute. Una ricerca pubblicata sul giornale scientifico The Lancet. 700 ricercatori in tutto il mondo, quasi venti milioni di persone studiate. Sono i numeri di una gigantesca ricerca internazionale che ha ridisegnato la situazione dell’obesità nei vari Paesi. In questo prestigioso gruppo c’è anche il Progetto Moli-sani, una delle più ampie ricerche epidemiologiche condotte in Europa e nel Mondo. Pubblicato sulla prestigiosa rivista britannica The Lancet, lo studio ha aggregato i dati di 1698 ricerche svolte in tutto il mondo e li ha usati per calcolare l’Indice di massa corporea (BMI nella sigla inglese) e ottenere in questo modo un quadro preciso e aggiornato della situazione dell’obesità mondiale. Valutare la situazione dell’obesità è un obiettivo ritenuto cruciale perché questa condizione rappresenta un problema enorme a livello mondiale per la salute dei cittadini, e le autorità sanitarie sono fortemente impegnate in campagne di prevenzione. Conoscere quanto sia diffusa, e quanto gli interventi siano efficaci nel ridurne l’incidenza, significa affrontare meglio quella che è una vera e propria emergenza sanitaria. Il lavoro scientifico ha evidenziato alcuni dati molto interessanti. A cominciare da quello relativo all’andamento dell’obesità nel corso del tempo: negli ultimi quaranta anni la percentuale di uomini obesi è triplicata (dal 3,2% del 1975 al 10,8% del 2014), mentre nelle donne è stato osservato un raddoppio (da 6,4% a 14,9%). Significa 266 milioni di uomini e 375 milioni di donne colpiti da questo problema. Un intero continente, in pratica. Come prevedibile, gli Stati Uniti detengono il primato dell’obesità tra i paesi avanzati, mentre nello stesso gruppo i meno obesi sono gli uomini e le donne giapponesi. In generale, considerando le tendenze osservate, la situazione potrebbe andare presto fuori controllo. E le strutture sanitarie mondiali rischiano di collassare sotto il peso delle numerose patologie provocate dall’obesità. “Questa – dice Licia Iacoviello, capo del Laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Nutrizionale dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli e responsabile del progetto Moli-sani – era una delle promesse più importanti fatte dieci anni fa ai cittadini del Molise: la loro partecipazione allo Studio Moli-sani avrebbe avuto ripercussioni per la scienza e la medicina in tutto il mondo. Oggi, ancora una volta, questa promessa viene mantenuta. Grazie anche al nostro studio, possiamo lanciare un allarme per tutti i Paesi e tutti i cittadini del pianeta: l’obesità è una emergenza a tutti gli effetti”. “I risultati raccolti in questo lavoro – commenta Giovanni de Gaetano, capo del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed   – sono molto importanti perché sottolineano l’urgenza di uno sforzo internazionale per lanciare campagne di prevenzione capaci di arrestare l’epidemia di obesità  che rischia di minare il futuro di tante persone e della stessa economia mondiale. Ancora una volta siamo orgogliosi del grande contributo che la gente del Molise, con la sua partecipazione al Moli-sani, sta dando a tutto il mondo. La nostra regione, grazie alla generosità e all’entusiasmo dei suoi cittadini, è ormai entrata da protagonista sulla scena scientifica internazionale”. (Fonte foto: rete  internet)

Progetto educativo/concorso fotografico “Terra dei fuochi, Terra di bellezza” promosso da Legambiente ed Ecopneus: fase finale.

  Facciamo vincere le bellezze del nostro territorio!!! Votiamo le foto realizzate dai bambini e dai ragazzi che rappresentano la bellezza e le cose buone della nostra terra!!! Dal 4 aprile è possibile votare le foto inviate per il concorso sul sito: http://concorso.ioscelgolastradagiusta.it/contest-fotografico/vota-le-foto-del-contest-legambiente.html Ricordate il progetto educativo/concorso fotografico “Terra dei fuochi, Terra di bellezza” di Legambiente? Ebbene siamo giunti alla fase conclusiva. In questi mesi, grazie alla collaborazione di insegnati, docenti e genitori, diverse  scuole  dei  Comuni di Brusciano, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Ottaviano e Poggiomarino,  per un totale di 31 classi hanno fotografato le bellezze, le cose buone, gli aspetti  positivi del nostro territorio per partecipare al concorso “Terra dei  fuochi, Terra di bellezza” promosso da Legambiente ed Ecopneus. “Questa è la fase più importante, raccomanda Giovanni Romano di Legambiente, i ragazzi, le famiglie e gli amici devono aiutarci a far arrivare le foto in finale. Anche noi faremo la nostra parte comunicando suoi social e sulla stampa, la possibilità di votare le foto realizzate dagli alunni e studenti delle scuole coinvolte.”   E’ IMPORTANTE VOTARE, VOTARE, VOTARE!!!   Le 10 foto che riceveranno più voti saranno sottoposte ad una giuria che decreterà le 3 finaliste; alla prima classificata andrà il rifacimento dell’impianto sportivo scolastico con la gomma da riciclo mentre alle altre due finaliste arredi e aree relax in gomma da riciclo. Come si fa? E’ molto semplice dobbiamo andare su questo sito web: DAL 4 APRILE E’ POSSIBILE VOTARE LE FOTO INVIATE PER IL CONCORSO SUL SITO: http://concorso.ioscelgolastradagiusta.it/contest-fotografico/vota-le-foto-del-contest-legambiente.html Per votare, clicca sulla foto e vai sul tasto “Vota questa foto”. Cliccando sulla foto potrai inoltre vedere tutti i dettagli dell’intervento di riqualificazione proposto con la gomma da riciclo. E’ possibile votare anche più fotografie, esprimendo però un solo voto per ogni lavoro in gara.

Nola. Grande successo per la prima edizione della Castelicicala Ecomarathon

Più di 350 partecipanti tra atleti e semplici curiosi. La gara podistica si è svolta tra i paesaggi suggestivi regalati dalla splendida cornice del Castello di Cicala. Grande successo  per la manifestazione podistica “Castelcicala Ecomarathon” organizzata dall’ASD Atletica Nolana con il patrocinio dell’assessorato allo sport del comune di Nola.  Oltre 350 i partecipanti tra atleti e non. Suggestivi i paesaggi  ammirati lungo il percorso disegnato dagli esperti  dell’atletica Nolana,  specie  all’interno dell’eremo dei Camaldoli. Tutti soddisfatti gli atleti giunti al traguardo nella splendida cornice del Castello di Cicala.  “Un evento voluto per la valorizzazione  del nostro territorio,  da troppo tempo martoriato dalle tristi  vicende  ecologiche.  Oggi, grazie al lavoro  dei ragazzi  dell’ Atletica Nolana, si riscopre invece  in grado di ospitare una riuscitissima  ecomarathon”.  E’ il commento finale del Presidente Antonio Santella. Ad aggiudicarsi la  gara Gennaro Varrella dell’ International Security Services nel tempo di 1h07′. Secondo Tolino Giovanni  e terzo l’atleta nolano Giuseppe Angelillo. (Fonte foto: Facebook)

Prima prova tecnica di psicosi da terrorismo: evacuate Le Porte di Napoli

Per un banale errore tecnico fuga in massa dal centro commerciale di Afragola.

Ieri qualcuno ha pigiato il tasto sbagliato nella cassa centrale dell’Ipercoop di Afragola. Era uno di quei bottoni che si usano solo in casi estremi, il comando che fa scattare il piano di evacuazione dell’ipermercato. Un allarme sonoro con tanto di vocina elettronica che invita tutti a lasciare sul posto il carrello della spesa per poter guadagnare l’uscita nel più breve tempo possibile. Ma l’uscita dal centro commerciale è stata più che altro una fuga di massa. Qualche donna ha gridato indicando fantomatiche bombe o avvistando inesistenti zaini sospetti, di quelli che i kamikaze imbottiscono di tritolo. Tutte stupidaggini innescate da un tasto che non doveva essere pigiato e alimentate da una psicosi terrorismo che evidentemente è entrata anche nei cervelli dei napoletani. A ogni modo il piano di evacuazione è stato gestito dalla sicurezza e dalle forze dell’ordine in modo egregio. La fase di tensione è durata dalle 10 e 30 alle 11 e 30. I minuti cruciali sono stati però solo 5, quelli che la gente e i lavoratori dei 70 negozi, supermercato compreso, hanno impiegato per scappare all’esterno del capannone.    

Fuoco che non brucia

L’assai personale cronaca del Sabato dei Fuochi, la festa devozionale che da epoca immemorabile si svolge sulla cima del Monte Somma in onore della Mamma Schiavona di Santa Maria delle Grazie a Castello a Somma Vesuviana. 

Scrivere del Sabato dei Fuochi non è cosa facile perché non è cosa facile scrivere di emozioni, non lo è facile nel momento in cui lo si deve fare ad una certa età e possibilmente senza sfociare nel ridicolo e nella retorica. Forse anche per questo mi metto alla tastiera giorni dopo la festa, lascio che il tutto sedimenti e lasci sul fondo la sua posa. La metafora enologica in questo caso c’azzecca, e come se c’azzecca! Perché se in vino veritas la verità dell’uomo esce fuori solo in certi contesti e quelli li caccia fuori solo il vino, ‘o Ciglio e, a voi permettendo, ‘a Mamma Schiavona.

Quest’anno sono riuscito, assieme ai miei compagni d’avventura (perché di tale si tratta), Giovanni, Paolo e Vincenzo, ad evitare i gas di scarico delle rombanti Panda 4×4 che ascendono alla Traversa gravide di paranzari. Ci siamo riusciti sì, ma a scapito del sonno; ma chi ci pensa più al sonno quando ti trovi in alto sul Ciglio, al cospetto del Vesuvio e dell’alba incipiente? Chi ci pensa più quando la colazione, alle cinque di mattina, è a base di formaggio e Sangre de toro?

Ma che ne sanno i normali del Ciglio e dei Fuochi? Certe cose le potranno capire solo coloro che le avranno vissute ma, in un mondo di realtà virtuale, di emozioni interposte e verità mediate, spiegare quel che deve essere vissuto con patimento di anima e corpo, risulterà incomprensibile e troverai solo estraneità e derisione. E in un mondo di opportunismo ciò che non è quantificabile non esiste e detto questo mi dispiace per loro.

Partenza da Castello (presso il parcheggio del ristorante Hermes) ore 3.45 clima caldo e secco, quasi estivo, sul tratto Castello-Traversa, il terreno emana calore ma, ancora intorpiditi dal vicino inverno, la cosa ci aggrada e saliamo spediti e contenti verso la fine della carrozzabile e sempre più speranzosi di non incrociare i fumosi catorci della paranza. Una chiacchiera tira l’altra e si parla di tutto, della politica, della società e un passo tira l’altro e d’improvviso, dietro una curva, la lapide con i versi di Gino Auriemma ci annuncia la Traversa. Tempo per qualche foto e di assaporare a torce spente la tenue oscurità del mattino sommano e si riprende di buona lena la salita verso Punta Nasone.

Qui il tragitto, più impervio, ci impegna di più anche a causa dell’oscurità, ma poco male, il sentiero è cosa mia e potrei farlo anche ad occhi chiusi. A metà strada ci rivolgiamo a valle nell’ammirazione (se non nel timore) della galassia luminosa della conurbazione vesuviana. E incominciamo ad avvertire i rumori e le urla festanti della paranza che arriva alla Traversa. Più si sale e più un vento fresco e piacevole ci fa capire quanto si vicina la vetta, il silenzio di nuovo ci attornia e acceleriamo il passo nella speranza di essere i primi della giornata a calcare la sabbia vulcanica do Ciglio. Si sale e si sale ancora ma il buio, nonostante le lampade frontali ci avvolge e non ci lascia intravvedere la cappella che pure dovrebbe avere una luce alimentata a cellule fotovoltaiche a farci da faro ma nulla, solo l’apparizione improvvisa della cisternina mi fa capire che siamo arrivati.

La luce della cappella è spenta, probabilmente la batteria che il sole alimenta è ormai esausta e dura solo poche ore (ci confermeranno fino alle 2.30 del mattino). In salita avevo già avvertito odore di legna bruciata ma non capivo se venisse dal basso o dall’alto del Somma, o forse semplicemente volevo illudermi di salire per primo, e invece no, ci sono due coppie che hanno pernottato con sacco a pelo e tenda davanti la cappella e sotto la baracca della paranza e ad accoglierci con il tepore di un fuoco e del vino più buono, c’è Saverio, colui che appartiene a tutti e a nessuno e pilastro di tutte le devozioni mariane del Monte Somma. Sono le 5.15, ristorati, affrancati e soddisfatti di essere arrivati ancora una volta lì su, purificati dalle nostre vicissitudini mondane, siamo pronti per la Madonna e per l’alba imminente.

Pochi passi verso il punto più alto del Somma e si apre davanti a noi la sagoma inconfondibile del Vesuvio, il Gran Cono che s’erge paterno nella materna caldera del Somma, coronati entrambi dalle luci dell’Agro Nocerino-Sarnese e del Litorale Vesuviano. In fondo, a sud ovest, Capri brilla ancora delle luci di Marina Grande mentre, dietro di noi, l’Ager Nolanus luccica più che mai con i fari del CIS. Pochi minuti e un’aurora flebile delinea il profilo dei monti attorno a noi, a Nord il Matese col Miletto ancora innevato e man mano, in senso orario, i monti del Partenio, quelli di Avella e di Sarno; interrotte dalla sagoma dei Cognoli di Ottaviano, le montagne riprendono a delinearsi con i lontani Picentini e con monte Finestra e il Crocetta che avviano il debutto dei Lattari coperti poi dall’immane presenza del Cratere.

Soddisfatti celebriamo silenti e assorti il rito del Sole nascente; alle nostre spalle, alla spicciolata si aggiungono a noi i primi membri della paranza, ormai giunti anch’essi in vetta e rapiti come noi da ciò che è eterno. La luce sfuma ogni illusione e torniamo alla cappella e alle baracche per incontrare il folto del gruppo, operoso e festante. Il Ciglio diviene gradualmente un paese che, ordinato e gioioso, prepara l’ancestrale rituale.

Alici fritte e uova sode, fagioli, paccheri col baccalà, vermicelli coi purpetielli, olive, e carciffole arrustute. E poi vino, vino, vino a fiumi ma di quello buono e genuino, quello che quando ti sai moderare è tuo amico e non fa male. Ma non tutti capiscono questo semplice versetto e quanti al ritorno runciuleano lungo il sentiero. Il vino è fatto per star bene, non per star male e l’unico sballo che ci piace è quello sobrio e immenso del sorriso delle donne. Il ballo e il canto ci accompagnano per tutta la giornata, il sole e il caldo pure, il calore umano delle paranze presenti, quella del Sabato dei Fuochi e l’antica paranza omonima fanno a gara in ospitalità, così pure quella de L’Urdeme arrivate e della Mamma Altissima. I botti sono anch’essi una costante, la meno simpatica e la più pericolosa.

La compagnia, anche quest’anno, si è arricchita di nuovi amici e nuovi battesimi del vino hanno celebrato ancora una volta la fratellanza del Ciglio.

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Sant’Anastasia: sinergia di moda, musica e legalità

Una Fenice scelta dai ragazzi delle scuole per l’associazione intitolata a Filomena De Cicco. La presentazione in un evento che ha coniugato, domenica sera all’hotel «Casa del Pellegrino», volontariato, musica e moda con la sfilata di Raffaele Tufano in esclusiva per le boutique De Simone di Sant’Anastasia e Casoria.
La Fenice disegnata dai ragazzi del I Circolo che è divenuta simbolo dell'associazione FDC presieduta da Martina Fornaro
La Fenice disegnata dai ragazzi del I Circolo che è divenuta simbolo dell’associazione FDC presieduta da Martina Fornaro
Una fenice, il mitologico volatile simbolo di rinascita dalle ceneri, disegnata dai ragazzi del I circolo didattico di Sant’Anastasia, sarà il simbolo dell’associazione «FDC» nata nel 2006 ma presentata ufficialmente soltanto ieri sera nel corso di un evento condotto dal giornalista Francesco De Rosa che ha coniugato volontariato, musica, imprenditoria e moda. La fenice dalle sfumature arancio su sfondo azzurro è il disegno che ha vinto il concorso di idee, finanziato proprio dall’associazione con un premio in denaro che i ragazzi, rappresentati ieri sera dalla dirigente scolastica del I circolo e dalla docente Rita Fattorusso, potranno usare per attività extrascolastiche. La presidente del movimento FDC è Martina Fornaro, figlia di Filomena De Cicco, anastasiana uccisa ad ottobre del 2005. I suoi assassini non sono mai stati arrestati. Martina è sorella della consigliera comunale Rosaria Fornaro e all’evento tenutosi alla Casa del Pellegrino erano presenti il sindaco Lello Abete e l’assessore Cettina Giliberti. Gli scopi dell’associazione sono la divulgazione culturale sui temi della legalità, della giustizia e della sicurezza, il sostegno alla crescita di una cittadinanza attiva e di una coscienza civile tramite incontri, dibattiti, iniziative e progetti per la denuncia di abusi e soprusi. IMG_0779 In primo piano anche la valorizzazione dei talenti anastasiani, con l’esibizione del giovane batterista Antonio Di Marzo. Al centro dell’evento gli abiti disegnati dallo stilista Raffaele Tufano in esclusiva per le boutique De Simone con sede in via D’Auria a Sant’Anastasia e in via San Paolo a Casoria. Un marchio, De Simone, che nasce nel 1928 quando Antonio De Simone, nonno paterno delle attuali proprietarie Angela e Rosy, cominciava la vendita dei tessuti in tutto l’hinterland napoletano. La fondazione delle due boutique risale agli anni ’80 e oggi si aggiunge una linea con la griffe Tufano che, nella collezione sfilata in passerella ieri, si ispira al pittore olandese Pinet Mondrian, allo stilista basco André Courrèges e ad Yves Saint Laurent. Ricamo in 3D e merletto accostato a linee morbide con un’impronta vintage alla collezione haute couture. Per la sfilata ha lavorato alle acconciature un team composto dal coiffeur Enzo D’Alessandro con Lucrezia D’Alessandro e Grazia Donatacci; il maquillage è frutto della creatività di Antonella Palma, Antonia Ruggiero, Maria Merone, Rosa Romano e Tania Fragliasso; l’hair stylist per l’alta moda è Francesco Beneduce, i tessuti sono di Como Taroni, i ricami Svarovski, i fiori e gli addobbi di Fiorista La Primavera, le luci di Perretta Group, borse, accessori e scarpe di Glamour, la musica di Antonio Di Marzo e Dj Umberto. Con la collaborazione degli sponsor: Glamour, Viaggi e tempolibero di via Arco, studio Trimarco e Primar srl di via Pomigliano.    

Licenziato Fiat Pomigliano sulla ciminiera dell’Italsider: “Renzi deve vedere come ci hanno combinati lui e Marchionne”

A cento metri di altezza Mimmo Mignano rischia grosso. “Ma non me ne andrò”. “Da qui non me ne andrò. Ci starò oggi, domani e fino a quando ce la potrò fare. Si, è vero: qui è terribile e pericoloso. Non ci sono spazi adeguati dove stare e poi tutto traballa, le scale sono staccate, i bulloni spezzati. Non c’è un posto dove poter riposare. Insomma, ho paura: certo. Intanto anche se volessi scendere sento che non ce la farei proprio. Soltanto i vigili del fuoco potrebbero riportarmi giù sano e salvo. Ma Renzi deve vedere che fine hanno fatto gli operai in Italia, grazie a lui e grazie al suo amico Marchionne”. Parole strappate a Mimmo Mignano a cento metri dal suolo. L’operaio licenziato dalla Fiat da stamattina si trova infatti su una ciminiera dell’Italsider di Bagnoli. E’ riuscito a raggiungere la sommità della struttura grazie a uno sforzo notevolissimo e non privo di rischi, anzi. Da lì sta consumando la sua idea di protesta: azioni clamorose che abbiano la giusta eco mediatica. L’operaio ha steso sulla balaustra un telo, scritta rossa in campo bianco, che parla di “licenziamenti politici”. Sta comunicando con il cellulare. Una volta le contestazioni operaie a centinaia di metri di altezza erano “mute”. Ora però grazie alla tecnologia, ai telefonini che scattano foto e le mandano nel web da qualsiasi posto, è possibile intervistare anche uno che come Mignano è il protagonista di una vera e propria scalata. L’arrampicata sulla ciminiera della ex acciaieria è stata uno sforzo fisico enorme per un cinquantenne consumato dalla fatica della fabbrica e dallo stress di una serie di licenziamenti scaturiti dai ripetuti scontri con l’azienda. Intanto Mignano è lì sopra. Ci vuole restare almeno fino a quando Renzi sarà a Napoli, mercoledì, proprio per la cabina di regia sulla riconversione di Bagnoli. Mimmo sta lottando anche per altri quattro suoi compagni di lotta. Lui, Antonio Montella, Marco Cusano, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore furono licenziati dopo aver manifestato contro i suicidi di alcuni operai cassintegrati che lavoravano al reparto logistico di Nola della Fiat. Davanti all’impianto esposero un manichino impiccato a un patibolo raffigurante Sergio Marchionne. L’anno scorso il tribunale di Nola non ha accolto il loro ricorso per il reintegro, finalizzato alla  bocciatura del licenziamento. Ma domani ci sarà l’udienza di riesame, sempre a Nola. “Mi ha chiamato Giorgio Cremaschi – fa sapere nel frattempo Mignano – mi ha detto che interpellerà il famoso comico Crozza: quello nostro è un caso di satira che viene censurata e punita con i licenziamenti, con la perdita a vita del salario, del sostentamento”.

Nola: furto di portafogli in supermarket. I carabinieri arrestano due ragazze

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Nel supermercato “Auchan” del centro commerciale “Vulcano Buono” i carabinieri della stazione di Cimitile  hanno arrestato due ragazze scoperte e bloccate dopo aver rubato il portafogli con dentro contanti per 60 euro dalla borsa di una vittima 68enne intenta a fare la spesa. Le due sono entrambe di Bellizzi (SA) e già note alle forze dell’ordine: Veronica de Libero,  26enne e Giulia Bottone, 30enne. Risponderanno di furto aggravato in concorso. Il maltolto è stato restituito alla proprietaria. Le arrestate sono in attesa del giudizio per direttissima. (Fonte foto: rete internet)