Meritata sconfitta del Napoli contro l’Udinese, preceduta dalle solite chiacchiere inutili
“La Juve gioca prima di noi? Ormai ci stiamo abituando…” Queste sono le parole che ha pronunciato Sarri nel corso della conferenza stampa che ha preceduto Udinese – Napoli, a proposito della non contemporaneità delle partite degli azzurri e dei bianconeri. Intorno a queste poche parole è stata costruita una polemica così inutile e priva di senso che non si può che disprezzare un certo modo di raccontare lo sport in Italia, con la stampa subito pronta a costruire occasioni di liti e la maggior parte dei lettori a sbavare dietro queste occasioni, entusiasta di poter alimentare la guerra delle congetture, che nulla c’entra con il calcio giocato. E c’è qualcosa di perverso nel fatto che a sguazzare nel fango delle diatribe sterili siano soprattutto i tifosi delle squadre più forti, che dovrebbero soltanto godere della superiorità tecnica ed agonistica della loro squadra, senza perdere tempo dietro quattro parole. In ogni caso, lo stesso Sarri nel pomeriggio di domenica, proprio commentando l’inesistente polemica, ha detto: “Se questo ci dà pressione, comunque, vuol dire che non siamo ancora una squadra che può gestire questa pressione”, facendo chiaramente emergere la volontà di far assumere al Napoli tutte le responsabilità di certe prestazioni.
Per fortuna (si fa per dire, ovviamente) a chiudere il discorso ci ha pensato il calcio giocato. “Irrati santo subito” ha mostrato lo stesso identico coraggio di quando, per i fischi a Koulibaly, interruppe la partita con la Lazio: ha dato rigori e tirato fuori cartellini gialli e rossi contro una squadra forte e quotata, il Napoli appunto. Ha fatto bene? Ha fatto male? Che importa: la sconfitta ci sta tutta e l’Udinese ha portato a casa 3 punti meritati.
Molto meno meritate le sigarette di cui ha beneficiato mister Maurizio Sarri durante la partita: è l’unico allenatore che gioisce quando viene espulso perché così può fumare in santa pace. Noi ce lo immaginiamo mentre, all’apice della sua crisi di astinenza, si alza dalla panchina e comincia ad inveire contro l’arbitro, prendendolo a male parole con la speranza di farlo arrabbiare. Poi, una volta cacciato dalla panchina, chiama il magazziniere Starace e dice: “Prepara ‘o cafè”, perché prima della sigaretta un goccino ci vuole sempre.
Insomma, Sarri è uno spot vivente a favore del fumo, fa felici tutti i tabaccai: al contrario di Buffon che ne fa felice uno solo.



