Linea difensiva ancora impostata sull’assoluta estraneità ai fatti contestati.
Antonio Esposito è stato sospeso venerdi dalla Uil, sindacato nel quale milita da oltre venti anni. Intanto il sindacalista sabato sera, subito dopo il suo ritorno a casa, agli arresti domiciliari, ha maturato la decisione di dimettersi al più presto. Lo rende noto il suo legale, l’avvocato Gian Mario Sposito. Stamane, lunedi, Esposito farà trasmettere alla Uil la raccomandata con cui renderà nota questa scelta, che molto probabilmente anticipa quella che sarebbe stata la prossima mossa del sindacato, vale a dire l’espulsione. “Il sottoscritto Esposito Antonio – scrive intanto l’indagato nella missiva – iscritto al sindacato Uil Trasporti, premette di essere stato oggetto delle note vicende giudiziarie dalle quali rifugge con tutta la sua forza nel contempo gridando a piena voce tutta la sua innocenza, e di confidare pienamente nella magistratura e nel suo operato sicuro del raggiungimento della vera verità. Il sottoscritto premette inoltre di ritenere, per ragioni di opportunità di dimettersi dalla carica in attesa del giudizio a compiersi, anche a tutela dell’organismo del quale sono onorato di aver fatto parte. Con la presente formulo quindi le mie dimissioni dalla carica di dipartimentista e dunque dal sindacato”. L’avvocato Sposito sta intanto valutando l’opportunità di ricorrere al Tribunale del Riesame allo scopo di ottenere una nuova valutazione della vicenda, anche in ragione delle dimissioni di Esposito dal sindacato. Il gip Roberto D’Auria nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari ha comunque ritenuto necessario di svolgere “ulteriori approfondimenti con riferimento alla specificazione delle modalità con le quali venivano registrate le deleghe sindacali”.






