Motori di ricerca, cosa sono e come funzionano

I motori di ricerca rappresentano gli strumenti essenziali per garantire il soddisfacimento dei bisogni dell’utente, sempre più assorbito dall’utilizzo di Internet, strumento fondamentale nella vita di tutti i giorni per i motivi più svariati. Per cominciare a prendere confidenza con i principali search engines che popolano il mondo del World Wide Web bisogna abbozzarne una definizione: essi sono dei sistemi automatizzati in grado di esaminare una mole enorme di dati, riconsegnandoli in un elenco organizzato secondo dei contenuti. La grande quantità di informazioni restituite all’utente nel momento in cui vengono interpellati i motori di ricerca viene ordinata da complessi algoritmi matematici. Sono questi ultimi a definire l’importanza di quelle informazioni sulla base di una determinata combinazione di keyword (chiavi di ricerca). Nello specifico, come lavorano Google, Yahoo! e tutti gli altri? Il modo in cui i search engines analizzano il web è strettamente connesso ad alcuni elementi. In particolare, ecco i cinque pilastri su cui essi si basano:
  1. Scheduler: il suo lavoro è quello di pianificare quando i crawler devono effettuare il download di una determinata risorsa nell’Url che gli viene affidata;
  2. Spider (crawler o robot): ha il compito essenziale di scandagliare un database di pagine web e, sulla base di particolari tecniche di catalogazione, registrarle e classificarle in opportuni archivi (repository);
  3. Indexer: facilitano il compito di motori di ricerca, creando indici e metadati. Catalogano le informazioni sui siti, successivamente scansionate da algoritmi che le interpretano;
  4. Parser: estrae una risorsa dal repository e ne interpreta i contenuti, dividendoli secondo differenti tipologie.
  5. Query processor (definito anche Search Engine Software): ha lo scopo di esaminare nell’indice tutte le keyword che l’utente inserisce, riconsegnando, di conseguenza, una pagina web esclusiva per quella ricerca.
Un’ultima considerazione va fatta sulla differenza che intercorre tra un search engine e una directory. In queste ultime l’inserimento dei siti e dei portali web viene effettuato manualmente dal gestore, mentre, come detto, i motori di ricerca sono dei veri e propri programmi automatizzati che effettuano ricerche su database con milioni di siti web.

Napoli, coro record: cantano in 13mila

Giannini, musica preziosa per spazio creatività nelle scuole.
Un coro di tredicimila giovanissimi studenti, più forti della pioggia. Piazza del Plebiscito a Napoli si è trasformata oggi ne “La Piazza Incantata”, ospitando il coro polifonico più imponente della storia della musica, composto da migliaia di ‘cantanti’ provenienti dalle scuole di 17 regioni italiane. Un coro che nemmeno la pioggia è riuscita a fermare. “Da Piazza del Plebiscito, da questo coro di tredicimila ragazzi e ragazze delle scuole di tutta Italia arriva una certezza, quando un Paese ha una scuola forte può dare ai propri giovani la libertà di trovare la propria strada”, ha sottolineato il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, rimarcando l’impegno del ministero per l’organizzazione del concerto ideato da Renato Parascandolo e Sergio Siminovich. Un’organizzazione durata un anno, durante il quale le scuole hanno seguito corsi di canto online del Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli, per armonizzare il grande coro. (Fonte foto: rete internet)

Giocare a fare il Draghi

Materiale didattico-informativo e simulazioni sul sito della BCE. La Banca Centrale Europea ha pensato ad un modo, simpatico ed efficace, per avvicinare i cittadini al suo operato: giochi online. Non si tratta di una novità, è già da un paio di anni che la BCE porta avanti quest’iniziativa sul suo sito che è però, purtroppo, poco diffusa.ECB_IT_RGB https://www.ecb.europa.eu/ecb/educational/html/index.it.html A questo indirizzo, potrete trovare materiale didattico-informativo e tre giochi. L’obiettivo è quello di spiegare concetti macroeconomici basilari, che aiuterebbero magari a meglio comprendere un servizio al telegiornale, con parole estremamente semplici e con esempi molto pratici: dai concetti di inflazione e tasso di interesse a quello di politica monetaria o liquidità. I destinatari potrebbero essere scolaresche, universitari, o chiunque voglia testare (e migliorare) il proprio livello in economia, giocando. bce-sede-francoforte-newIl primo gioco si chiama “TOP FLOOR”. Una grafica molto carina e alquanto realistica ricostruisce l’esterno e l’interno della sede centrale della BCE (Francoforte sul Meno); lo scopo del gioco è recuperare 7 documenti e, con un ascensore, portarli ai piani alti del grattacielo, dove una riunione importante si sta svolgendo. Per recuperare tali documenti è necessario rispondere correttamente a 7 domande su diverse tematiche, tutte ovviamente inerenti all’euro e alla storia della nostra Unione monetaria: una sorta di quiz a premi. economia_400.itIl secondo gioco si chiama €conomia, a mio avviso il più interessante. Si tratta di una vera e propria simulazione del compito di Draghi, e del Consiglio Direttivo: muovere il tasso di interesse di riferimento per raggiungere l’obiettivo di mantenere stabile l’inflazione nel lungo periodo, senza negativamente influenzare disoccupazione e crescita del PIL. È un semplice gioco, ma utile per comprendere il trade-off, insito nella politica monetaria: per far ridurre l’inflazione il tasso di interesse va aumentato, il che fa aumentare la disoccupazione. island_400.itIl terzo gioco è “Inflation Island”, meno interattivo dei due precedenti e più intenzionato a spiegare perché l’organizzazione economica più importante dell’Europa abbia come obiettivo la stabilità del tasso di inflazione. Ci sono tanti modi di intendere l’economia. L’italiano è una delle poche lingue in cui con la stessa parola, si fa riferimento a concetti ben diversi. Economia è un insieme di attività e risorse. Economia è un modo di operare. Economia è una scienza sociale, la più avanzata. Definirla sarebbe arduo un po’ per chiunque, tuttavia ciò non muta la percezione che l’economia sia d’interesse pubblico; sfido a trovare qualcuno che non se ne curi, a prescindere dal grado di comprensione dell’argomento. La crisi finanziaria del 2007-2008 ha sicuramente riportato a galla una serie di argomenti, ha rimesso in prima pagina la banca centrale: è molto più facile trovare persone che non conoscano il volto, o il nome, del Presidente della Repubblica Italiana piuttosto che non sappiano chi sia Mario Draghi. Resta ancora, però, la tanta confusione e la poca consapevolezza di come le decisioni prese ai piani alti abbiano effetti, tramite un processo di trasmissione, sull’economia reale. Avvicinarsi a questa sconosciuta, cercare di capirne i meccanismi e gli obiettivi, aiuterebbe ad aumentare il nostro senso critico. CONTI IN TASCA http://ilmediano.com/category/conti-in-tasca-2/

Ilaria, morta di meningite a 25 anni. Ieri i funerali a Napoli e poi la cremazione.

Il papà, la sorella, il marito e tanti amici e parenti alla cerimonia funebre di Illy, giovane estetista che da quando si era sposata viveva a Sant’Anastasia. Messaggi teneri e addolorati sulla bacheca Facebook di Ilaria Montilli, la giovane di 25 anni, mamma di una bimba di nemmeno due anni che dopo un calvario durato giorni è morta. Il corpo di Ilaria è stato cremato e per ora non c’è alcuna denuncia che possa portare alla verità e accertare eventuali responsabilità dei medici, molti e in più ospedali, che l’hanno visitata e curata. Ieri mattina i funerali nella parrocchia di Sant’Eframo Vecchio, nel centro storico di Napoli. Fuori dalla chiesa, amici di Napoli e di Sant’Anastasia per l’ultimo saluto ai familiari. La ragazza è morta venerdì all’ospedale Cotugno ma prima era stata ricoverata al Loreto Mare, a Villa Betania (Ponticelli) e al Policlinico federiciano. Al Loreto Ilaria arrivò lunedì 14 marzo, meno di un mese fa. La dimisero poco dopo senza fare una diagnosi di meningite. Tornata nella sua casa di Sant’Anastasia, le condizioni di Ilaria si aggravarono rapidamente. Il 17 marzo i familiari chiamarono il 118 e la donna fu trasportata d’urgenza a Villa Betania. Lì la soccorsero ma alcune ore più tardi fu trasferita nel reparto di rianimazione del Policlinico dove nelle stesse ore era ricoverato un paziente che qualcosa in comune con Ilaria l’aveva: aveva lavorato fino a poche settimane prima a Sant’Anastasia, ma lui è in via di guarigione e non contagioso. Per Ilaria invece la diagnosi fu chiara poche ore dopo: meningite, ad uno stadio già gravissimo. Interviene il coma e i medici preferiscono traferire la ragazza al Cotugno. Non c’è alcun rischio meningite in città: questo è già chiaro dall’inizio, dopo che l’Asl ha comunicato su sollecitazione del sindaco Lello Abete, il giorno dopo il ricovero di Ilaria al Policlinico, che la forma di meningite in questione non richiede profilassi nei luoghi frequentati dall’ammalato.  

Le ricette “vesuviane” di Biagio. Pasta, pesielle e lardiciello int’ ‘a scafarèa. Ricordando a qualcuno che i sinonimi non esistono.  

  Un piatto comune diventa particolare grazie al “lardiciello” e alla “scafarea”. L’ intraducibile nome napoletano di un recipiente di creta ha ispirato un cinico proverbio. I sinonimi esistono, o sono una invenzione per riempire di esercizi i libri di testo in uso nelle scuole?  Vennere ‘a scafarea pe’ ssicchietiello. Ingredienti: gr. 500 di tubetti rigati; gr. 700 di piselli; gr. 100 di pancetta; gr.50 di burro; gr. 100 di lardiciello; 3 uova; mezza cipolla; un po’ di vino bianco vesuviano; provolone del monaco grattugiato; olio, pepe e sale. Serve poi una scafarea, che è una zuppiera di creta a forma di cono tronco svasato verso l’alto, con le pareti rigate da solchi. Non appena la cipolla si è rosolata nel burro e nell’olio, versate i dadini di pancetta e i piselli, “allungate”, di tanto in tanto, con l’acqua, aggiungete sale e pepe: la cottura, a fuoco lento, durerà una ventina di minuti. Controllate che il “composto” sia sufficientemente diluito, fate bollire, calate i tubetti rigati, mescolate con movimenti regolari e lenti, aggiungete  il “sorso” di vino bianco, e a metà cottura versate la “miscela” di uova sbattute, di pepe e di provolone grattugiato; dopo altri cinque minuti di cottura calate il tutto dalla pentola nella scafarea il cui fondo  avete già provveduto a coprire con le fettine di lardiciello, sottili come veli. Aspettate che pasta e piselli si sistemino nella cavità a “riposare” e ad amalgamarsi: infine, portate in tavola e riempite i piatti. Un’antica tradizione contadina vuole che al lardo si accompagni sempre il vino bianco: noi abbiamo usato in cucina e bevuto a tavola il coda di volpe del Vesuvio. Biagio Ferrara E’ un piatto popolare, carico di storia e, come si dice, dei sapori di una volta. Il “lardiciello” usato da Biagio l’ha preparato un beccaio di Palma, attingendolo dalla gola di un maiale che è stato allevato secondo la tradizione, nell’orto di casa. E secondo tradizione il beccaio ha lavorato  anche il “lardiciello”, profumandolo con le erbe e con gocce di vino bianco. Ma il segreto sta nella “scafarèa”, in questo prodigio dell’artigianato campano, erede diretto del “bucchero nero” che veniva plasmato dai vasai di Nola e di Sarno, abilissimi nell’impastare e nel consolidare la terra nera e molle delle paludi:  tra Pompei e Nola c’erano decine di officine che “sfornavano”  le nere stoviglie dei poveri. La “scafarea” svolge un ruolo fondamentale nel rendere particolare questa piatto che nella sua struttura è banalmente comune: la forma e il materiale della zuppiera, rallentando il raffreddamento, permettono ai sapori principali – l’uovo, “il lardiciello” e la pancetta – di diffondersi tra la pasta e i piselli con uguale intensità, e  al calore di non disperdersi interamente: alla fine, la “minestra” ha una sensibile coesione , che però non annulla nessuna delle “note” essenziali. Una corposa agilità. Mi chiedono il significato del proverbio napoletano che ho citato ad alta voce, quando ho visto la scafarèa.   Talvolta i genitori della promessa sposa nel garantire al promesso sposo che la loro figlia era ancora vergine e del tutto illibata mentivano: poiché  “l’origine del mondo” della ragazza non era più un piccolo e intatto recipiente , ‘ nu sicchietiello, ma dall’uso piacevole era stata già trasformata in un vasto vaso, in una “scafarèa”. La discussione si concentra sulla ricerca di qualche parola italiana che possa tradurre convenientemente “scafarèa”. Il termine “sinonimo” accende la memoria di uno dei ragazzi, che chiede alla madre di aiutarlo a svolgere un difficile esercizio “ di grammatica”: si tratta di trovare i sinonimi delle parole indicate dal libro. “ Ma i sinonimi non esistono – gli dico, provocatoriamente (la provocazione è un effetto del lardo) -,  ti hanno assegnato un esercizio non solo inutile, ma anche dannoso, protesta con il tuo insegnante”. La madre del ragazzo, che pure insegna italiano alle medie, interviene immediatamente a difesa dei libri di testo e del collega, e intima al figlio: “ Non permetterti…Il signore scherza: dovremmo fare ogni giorno dieci esercizi sui sinonimi, così si arricchirebbe il nostro vocabolario”. Sfidato a duello, mi limito a ricordare alla signora docente che la legge fondamentale che governa dai giorni di Adamo ed Eva ogni sistema linguistico è l’economicità: se capita che i campi semantici, e cioè la somma di tutte le accezioni,  di due parole siano perfettamente coincidenti, una delle due parole verrà condannata a scomparire dall’uso. La signora va  a prendere il primo dei tre volumi del “Grande dizionario italiano dei sinonimi e dei contrari”, curato da Tullio De Mauro e pubblicato dalla Utet,  me lo porge, e “ Lo conosce?” mi domanda con un sorriso. Io, reso bugiardo dai piselli e dalla pancetta, le dico di no. Poi sfoglio, fingendo meraviglia, e, scelta a caso la parola  “campare”, leggo ad alta voce alcuni sinonimi: sopravvivere, sbarcare il lunario, arrabattarsi, arrangiarsi. “ Le sarà facile –  dico alla signora –  arrivare alla conclusione che i campi semantici di tutti questi presunti sinonimi non sono perfettamente coincidenti: ognuno di essi ha un suo spazio, anche ampio, di originalità. Dopo questa splendida pasta e piselli, sarebbe inopportuno parlare di Rudolf Carnap, di Ernst Cassirer, di Eco, dell’ermeneutica  e di Remo Bodei. Ma a pag 12 dell’ Introduzione, lo stesso Tullio De Mauro, che ha ideato e diretto il progetto di questo Dizionario, le dà la risposta che risolve il problema.  Diciamo sinonime – scrive De Mauro – due parole o, anche, due locuzioni, quando si accerti che almeno una accezione sia comune ad entrambe, sì da renderle interscambiabili non occasionalmente. Ha sentito? Non tutte le accezioni: almeno una. Insomma, fingiamo che le due parole siano dei sinonimi”. E’ come  fingere che una  scafarea  sia nu sicchietiello…. L’OFFICINA DEI SENSI http://ilmediano.com/category/terza-pagina/lofficina-dei-sensi/  

Se le trivelle non fanno paura

I ritardi dopo la Conferenza mondiale sul clima di Parigi. Energie fossili e rinnovabili costrette a convivere per un periodo di tempo.

Stordita dalle ragioni del si o del no al prossimo referendum sulle trivelle, l’Italia ha dimenticato gli impegni firmati a  Parigi quattro mesi fa alla Conferenza mondiale sul clima. Grandi temi come la decarbonizzazione, una nuova politica energetica solidale a tutela dell’ambiente e delle aree più esposte, sono stati racchiusi in dossier ministeriali e non riaperti. I dati diffusi dalle Agenzie internazionali continuano, intanto, a preoccupare. Le sorti del Pianeta sono correlate ad un aumento della temperatura terrestre, mentre  gli scarichi in atmosfera non scendono. Si è ancora i livelli del  2013 con  35 miliardi di tonnellate di CO2 immesse sulle teste di milioni di persone. Paesi del globo da Nord a sud sono contagiati a ritmi incalzanti, compresi quelli dell’area mediterranea, quelli alle prese con crisi industriali o minori consumi di energia. Anche il referendum sulle concessioni per trivellare gas e petrolio entro le 12 miglia dalle coste , per l’Italia  può essere un occasione per affrontare una strategia di lungo periodo. Una vision che manca da almeno due decenni. Il governo è in ritardo, certo. Viene visto come amico dei petrolieri o  incurante   delle esortazioni delle  encicliche papali. E chissà se per scuotere le coscienze anti trivelle qualcuno si aggrapperà ad una piattaforma in Adriatico o assisteremo a pellegrinaggi piangenti come ai vecchi tempi. Attori, artisti, veline,veggenti di sventure sono già in campo. Le questioni sono ben più serie. La Conferenza di Parigi dell’ Onu per il global warning ha tracciato un piano. Ha stabilito che ogni 5 anni i Paesi devono riallineare gli obiettivi di lungo termine, fissati al 2030. Già questo traguardo è sufficiente per capire che ambiente, clima, bisogni di energia richiedono una sintesi articolata e ragionata.  Che  in un arco temporale di più anni, fonti di energia fossili e  fonti rinnovabili devono convivere.Dovranno essere le seconde a prevalere sulle prime, sanno quelle che salveranno il Pianeta mantenendo a temperatura entro 1,5 gradi. Ma il loro utilizzo su larghissima scala, purtroppo, non è a portata di mano. L’Italia – ripetiamo: con ritardi di anni, cui nemmeno il governo Renzi ha ancora dato un’accelerazione – non è nelle condizioni di  svoltare in quattro e quattr’otto. Di gas e petrolio c’è ancora bisogno e l’equivoco in cui si cade a voler bloccare le concessioni estrattive è che le trivellazioni servono a ridurre la dipendenza delle importazioni dall’estero. In Italia l’energia costa mediamente il 30% in più degli altri Paesi europei. E’ noto, però,  che per fare andare avanti automobili, aerei, industrie con bassi capitali di rischio, strutture artigianali ci vogliono ancora le fonti  solide. Gli analisti nostrani hanno calcolato che con la prosecuzione delle trivellazioni fino ad esaurimento dei pozzi –  non con scadenza prefissata delle concessioni – l’autonomia energetica  aumenta di circa il 20%. Un obiettivo ragionevole con effetti di medio-lungo periodo, compatibile con la conclusione del 2030 per la riduzione degli scarichi in atmosfera anche nel nostro ecosistema.  Si assiste ad  un curioso paradosso dove gli investimenti nelle rinnovabili, hanno bisogno  di  non  annullare gli attuali  investimenti nelle energie fossili. La conferenza sul clima di Parigi, in fondo , si è  conclusa così. ****

SOCIETA’/PUBBLICO E PRIVATO

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Somma Vesuviana, fiaccolata per padre Costanzo: preghiere, canti e lacrime

Striscioni fuori ai vicoli e davanti ai negozi lungo il percorso . In centinaia in marcia e in preghiera. Padre Costanzo: “Questa è la vera chiesa, questa è la chiesa di Dio, questa è la chiesa che vuole Papa Francesco”   Candele, canti e preghiere per padre Costanzo , per il sacerdote di colore che con la sua allegria ha conquistato i residenti del borgo antico e ha ridato linfa vitale alla comunità parrocchiale tutta, aggregando giovani e meno giovani, bambini e genitori. Una marcia per i vicoli del borgo antico per fargli sentire la vicinanza della comunità parrocchiale, dei bambini, tantissimi, dei giovani, numerosi, dei tanti adolescenti , degli anziani del borgo Casamale e non solo . Una marcia di pace e di preghiera anche per gridare NO al trasferimento di padre Costanzo in Congo, nel suo paese natale. Un trasferimento decretato dell’Ordine Provinciale Trinitario di Napoli e che sembra essere ormai definitivo e irrevocabile. Perché l’Ordine Trinitario Provinciale ha deciso di interrompere il mandato di padre Costanzo dal borgo antico proprio ora che, dopo tanti anni di vuoto, la Collegiata è sempre piena di fedeli, i corsi di catechismo si sono raddoppiati, i giovani si sono avvicinati e i ragazzi ambiscono ad entrare nel gruppo dei giovani ministranti ? Perché? La comunità si interroga da settimane ormai e non riesce a darsi a trovare risposte, imbattendosi  contro dicerie  relative a un complotto che sarebbe stato architettato ad hoc per screditare il giovane parroco di colore agli occhi dei vertici Trinitari. Con questi ed altri interrogativi nella mente ,  ma anche con il cuore in preghiera e ancora colmo di speranza, centinaia di fedeli hanno partecipato alla fiaccolata di ieri organizzata dalla comunità parrocchiale e Da Fiore di Palma, vice presidente del coniglio pastorale. Lungo il percorso lenzuola bianche con quello che ormai è diventato un vero e proprio inno: Padre Costanzo, uno di noi . Sulla piazzetta della Collegiata , tra applausi e preghiere, si è levato il grido forte dei giovani: “Costanzo, sempre con noi “. Di fronte a tanta stima e tanto affetto, Padre Costanzo, visibilmente commosso, ha risposto dall’altare: “Grazie di vero cuore. Questa è la vera chiesa, questa la chiesa che vuole Dio, questa è la chiesa che vuole Papa Francesco, questa è la chiesa che vogliamo noi, una chiesa semplice, che chiede una sola cosa: stare in pace, vivere in armonia, vivere nella condizione del perdono e della comprensione. Con questa manifestazione penso che veramente il Signore ascolterà le nostre grida e  ci farà vivere tutti sereni. Vi voglio ricordare sempre una cosa: la vita non si vince parlando ma vivendo ogni occasione, ogni opportunità che il Signore ci dà. La nostra solidarietà va a questo quartiere, a questa chiesa bellissima, che tutti amiamo. Che il Signore veramente vi dia la pace e la serenità.  Se Lui esiste – conclude Padre Costanzo- vedremo tanti prodigi da parte sua, ma questa è già una dimostrazione forte di ciò che vogliamo fare, di ciò che vogliamo essere. Non vi dimenticherò mai , vi accompagnerò sempre con le mie preghiere”. Un lunghissimo applauso, sullo sfondo di singhiozzi e lacrime, ha accompagnato il discorso di Padre Costanzo.  E poi tutti a capo chino per la benedizione, tutti in piedi per cantare, tutti vicini, tutti in cerchio per un abbraccio comunitario e fraterno al parroco del borgo Casamale, al parroco a cui nessuno vuole rinunciare.

Renzi a Napoli, visita Museo e Parco Capodimonte

Renzi con il ministro Franceschini in visita a Napoli. Selfie con sportivi e frequentatori del Parco di Capodimonte.
Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è giunto a Napoli e sta visitando, col ministro Dario Franceschini, il Parco ed il Museo di Capodimonte. Il premier, successivamente, si recherà a Portici per la conclusione degli Stati generali del turismo in corso nel Museo ferroviario nazionale di Pietrarsa. Renzi ha attraversato a piedi alcune zone del Parco salutato dagli sportivi (l’area viene utilizzata anche per fare jogging) e dai visitatori, con alcuni dei quali ha fatto anche fotografie. Dobbiamo intervenire”. Così il Premier Matteo Renzi, in un improvvisato faccia a faccia con i frequentatori del Parco di Capodimonte, a Napoli. “Credetemi, vengo da Firenze, una città dove i Musei sono qualcosa, Capodimonte ha delle opere straordinarie, ma fa solo 140 mila visitatori all’anno. (Fonte foto: rete internet)  

San Giuseppe Vesuviano: dichiara ai carabinieri false generalità per evitare arresto

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Smascherato e ammanettato dai militari. Nella tarda serata di ieri, a San Giuseppe Vesuviano,  i militari della locale Stazione carabinieri hanno arrestato Nunzio Iovine, 30enne domiciliato a L’Aquila,  già sottoposto al divieto di dimora nei comuni della Regione Campania, ritenuto responsabile di false dichiarazioni sulla propria identità. Quando gli operanti hanno sorpreso Iovine in sella ad un “Piaggio Beverly 350”, in compagnia di un soggetto locale già noto anche lui, allo scopo di evitare una denuncia per l‘inosservanza del provvedimento a cui era sottoposto, ha dichiarato falsamente le proprie generalità. Dopo le formalità di rito Iovine è stato trattenuto presso le camere di sicurezza dell’Arma in attesa del rito direttissimo. (Fonte foto: rete internet)

Sant’Anastasia, muore di meningite a 25 anni all’ospedale Cotugno.

Ilaria Montilli, 25 anni e mamma di una bimba di un anno e mezzo, napoletana residente a Sant’Anastasia, si è spenta all’ospedale Cotugno, ultima tappa di un’odissea cominciata con il ricovero al Loreto Mare a metà marzo.  Era bellissima, Ilaria. Due occhi grandi e scuri, lunghi capelli neri e, sul suo profilo Facebook, tenere foto di personaggi Disney, quelle del suo matrimonio, con la mamma, i parenti, gli amici. Era mamma di una bimba di un anno e mezzo. Ed è lei la venticinquenne di Sant’Anastasia che a metà marzo fu trasportata d’urgenza al pronto soccorso del Loreto Mare. Viene dimessa poco dopo ma due giorni più tardi, il 16 di marzo, arriva a Villa Betania. Da lì viene trasferita al Policlinico e infine al Cotugno dove è morta ieri, per un edema alla testa causato dalla meningite. NAPOLI - OSPEDALE COTUGNO - GRAVI CASI DI INFLUENZA AAveva mal di testa la giovane mamma, vomitava e si lamentava di dolori allo stomaco ma al Loreto Mare le diagnosticarono soltanto una febbre e la dimisero in giornata. La febbre sale, assume dei farmaci da banco ma la temperatura non accenna a diminuire. Finché i parenti non decidono, dopo un ennesimo malore, di trasportarla a Villa Betania. Nella clinica di Ponticelli la sottopongono ad esami finché si decide il trasferimento al Policlinico dove Ilaria viene ricoverata nel reparto di rianimazione. I medici sospettano una meningite, perciò la trasferiscono al Cotugno. Ed era così, infatti. Una meningite a stadio avanzato. Dopo parecchi giorni di coma, Ilaria non ce l’ha fatta lasciando un vuoto immenso in suo padre, in suo marito, nella bimba che non ha nemmeno due anni. Era un’estetista, Ilaria. Lavorava con passione e con la stessa passione amava, ricambiata, i suoi cari. La chiamavano Illy e sotto le sue foto del profilo Facebook, nei giorni scorsi, in molti scrivevano messaggi affettuosi, augurando alla giovane mamma di guarire, per riabbracciare presto la sua “principessa”. Per il momento non risultano denunce da parte dei familiari e non si è ancora certi se la tragedia che ha strappato alla vita una ragazza così giovane poteva o meno essere evitata con una diagnosi ai primi sintomi della malattia.