Napoli. Master in Giornalismo e Uffici Stampa, la SUN prepara i comunicatori del futuro
Lavorare in uffici stampa, giornali, radio e tv. La Seconda Università degli Studi di Napoli è pronta a preparare giovani professionisti per formarli e avviarli alla professione del comunicatore. Sono aperte le iscrizioni per il primo Master in Giornalismo e Uffici Stampa, una sinergia tra il mondo accademico e quello del giornalismo e della comunicazione.
In cattedra grandi nomi del giornalismo italiano e campano. Tra questi: Franco Di Mare, conduttore UnoMattina Rai1, Susanna Petruni, vicedirettore del Tg1, Maurizio Menucucci, giornalista Tg3 Leonardo, Manuela Perrone del Sole24Ore, Mirella Taranto, capo ufficio stampa Istituto Superiore di Sanità, numerosi giornalisti e direttori delle principali testate campane. Sono previsti Stage presso tv, quotidiani, radio e siti web della regione, oltre a Centri di ricerca, Aziende, e Società Sportive di grande richiamo. Gli iscritti potranno effettuare anche uno stage a Ginevra presso la sede dell’ESMO (European Society for Medical Oncology).
Si tratta di un Master di primo livello, annuale, aperto a tutti i laureati triennali, che sarà articolato su tre momenti didattici distinti: quello della didattica frontale e delle relative esercitazioni, quello della pratica giornalistica online e video, e lezioni sui diversi ambiti del giornalismo (dallo sport alla cultura, dalla moda agli spettacoli alla comunicazione istituzionale e d’impresa) oltre a lezioni su marketing editoriale e new business.
Il Master in Giornalismo e Uffici Stampa, si propone di formare professionisti della comunicazione che siano in grado di lavorare sia presso giornali, tv, radio e siti web, che come esperti in comunicazione di aziende, enti, centri di ricerca, con un occhio anche al marketing editoriale e ai new business.
Il bando del Master è visionabile sul portale www.unina2.it. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2016. Per informazioni: comunicazione@unina2.it.
Carro di San Barbato Patrono di Cicciano in Onore di Maria SS degli Angeli, ieri la sfilata in paese
Il Carro Artigiani oltre ad aver sfilato domenica 10 aprile a Cicciano (Napoli), nei prossimi mesi sfilerà a Castelvenere (Benevento), Casalattico (Frosinone), Valle dell’Angelo (Salerno) e Manocalzati (Avellino).
Descrizione del carro, L’ OPERA INTERAMENTE DIPINTA A MANO: sul fondale del carro è rappresentato il Castello di San Barbato Manocalzati AV, nel castello è stato realizzato un teatro medioevale con l’affresco di San Barbato a cura di Vincenzo De rosa. Al centro l’albero di noce avvolto dalle vipere malefiche, importantissimo il gesto del taglio liberatorio che San Barbato fece per scacciare i riti pagani dell’epoca. Le sponde del carro sono avvolte da Angeli realizzati da Nello De Luca e da sei tele dipinte a mano realizzati dal Liceo Enrico Medi di Cicciano indirizzo-artistico e dal Liceo Artistico di Roma. Su queste tele è stato rappresentano San Barbato in tutti e cinque i paesi dove si venera e dove si festeggia come Santo Patrono, ovvero Cicciano Na, Castelevenere Bn, Valle dell’Angelo Sa, Casalattico Fr, Manocalzati Av, la sesta tela raffigura Maria SS degli Angeli. La nuova statua di San Barbato realizzata dal maestro Michele Santonastso domina il carro in proscenio, la statua lo raffigura con una postura da combattente e spinto da una forza assoluta, da l’idea del movimento del Santo e rappresenta l’ atto di rompere il noce uccidendo tutte le vipere ( il male e le maleligue ). Realizzata in vetro resina, lo sguardo di San Barbato è un misto di dolcezza, comprensione, tenerezza ed empatia con le anime dei Cristiani. Inoltre sul carro è rappresentata la vipera a doppia testa (anfisbena) che San Barbato si fece consegnare dalla moglie del Duca Romuolado, Teodora, fondendo questa vipera San Barbato creò un calice per l’eucarestia. Mentre pregava ardentemente Maria Santissima, gli apparve la Madonna della libera anch’essa rappresentata su carro e realizzata dal maestro Santonastaso (riprodotta fedelmente la statua della Madonna della Libera di Cercemaggiore CB. Questo carro meraviglioso è avvolto da candide nuvole e angeli, poi il serpente, elemento biblico del male in agguato verso i Cristiani. Questo messaggio rappresenta l’ opera di conversione al cattolicesimo che San Barbato ha realizzato per le terre di Benevento e per tutto il sud. Il Carro Artigiani oltre a sfilare domenica 10 aprile a Cicciano (Napoli), nei prossimi mesi sfilerà a Castelvenere (Benevento), Casalattico (Frosinone), Valle dell’Angelo (Salerno) e Manocalzati (Avellino).
Descrizione storia San Barbato e notizie su chi ha realizzato
Quest’anno in Onore di Maria SS degli Angeli e in occasione del Giubileo straordinario della misericordia il Comitato carro Artigiani rende omaggio al Santo Patrono di Cicciano San Barbato: Castelvenere, 602 Benevento, 19 febbraio 683 d.C.. Da ricordare…
La superstizione longobarda: San Barbato è stato vescovo di Benevento e grandeggia sempre più, specialmente per avere distrutto la superstizione longobarda, ed aver difeso il popolo contro la tirannia dei prìncipi e dei potenti. Fu detto l’apostolo di Benevento per la magnifica opera episcopale spiegata dal 20 marzo 663 al 19 febbraio 683. Otre alla brillante attività di vescovo, il nostro Patrono estirpò dalla sua città il culto degli alberi votivi o sacri, che, presso i longobardi era tanto in voga. I longobardi infatti, quando invasero l’Italia, appartenevano, come altri popoli della Germania all’eresia ariana e forse portarono con loro il così detto culto degli alberi. In quel periodo adoravano anche la vipera e il simulacro di essa in pubblico o tra le pareti domestiche. Secondo la leggenda San Barbato non solo recise con una scure l’albero sacro del noce, ove convenivano i longobardi a celebrare i loro riti pagani, ma infranse perfino la vipera d’oro anfisbena a doppia testa, adorata da Romuoaldo, convertendone il prezioso metallo in un calice ed una patena per il divino sacrificio. San Barbato lottò contro tale superstizione e riuscì vittorioso, tanto che i longobardi e tutto il meridione si convertirono al cattolicesimo.
La Madonna della Libera appare a San Barbato: Durante il dominio longobardo su Benevento e precisamente nel 663 d.C., anno in cui i beneventani, incoraggiati da S. Barbato, già parroco di Morcone e poi Vescovo di Benevento, resistettero vittoriosamente all’assedio posto dall’imperatore bizantino Costante II, nipote di Eraclio e ci fu la “liberazione”, venne attribuita alla Vergine che ebbe così, da allora in poi, il titolo di “Liberatrice” o “della Libera”. Il Bollettino della Diocesi di Benevento racconta così la liberazione dall’assedio per intercessione di Maria Santissima: San Barbato, durante l’assedio alla città, incoraggiò i cittadini e il Duca Longobardo Romualdo a fidare in Dio, mostrando loro Maria SS. visibilmente apparsagli su una candida nube, e pronunciando queste memorabili parole: “io l’ho pregata; Essa già viene in vostro aiuto; guardatela!”. Quel giorno stesso l’implacabile nemico Costante toglieva pacificamente l’assedio a Benevento. A tale prodigio il Duca acclamò Barbato Vescovo di Benevento, e gli offrì ricchi donativi, ai quali il santo rinunziò. I Beneventani incominciarono a professare un grandissimo culto della Madonna della Libera che si propagò rapidamente in tutta l’area longobarda del Mezzogiorno, giungendo fino a Cercemaggiore (CB), dove nel 1414 fu ritrovata la statua in legno (stile bizantino).
Nel 1715 San Barbato viene eletto Protettore di Cicciano: La protezione affidata a San Barbato è documentata da un episodio datato 19 febbraio 1715 e vede protagonista l’allora parroco don Giovanni De Nardo che “per sua speciale divozione abbia eretta e fondata una Chiesa ed ultimandola procurata bellissima statua in onore e gloria d’Iddio e del glorioso San Barbato, chiamandolo in protettore della famiglia De Nardo, Capolongo e Santoriello, unitamente agli Eletti del popolo Giuseppe Passariello, ai quali si sono uniti altri cittadini, redigono un atto formale con il quale intendono eleggere il Santo Barbato per Nostro Protettore, affinché continuandosi dal Santo la sua efficace intercessione, come fin’ ora ce ne ha fatto sperimentare evidenti segni, ed essendo da tutti acclamato per protettore ci mantenghi libera questa Terra da qualsivoglia pericolo imminente, e da castighi che possa mai la Divina Giustizia sdegnata dei nostri peccati fulminare contro di noi (…)”.
Il 10 aprile del 2016 sul carro Artigiani c’è stata la rappresentazione artistica della storia di San Barbato, l’opera interamente dipinta a mano è stata realizzata nella nostra terra dai giovani Artigiani, dagli alunni del Liceo Statale Enrico Medi indirizzo-artistico, da Nello De Luca, dal maestro Vincenzo De Rosa e con la partecipazione straordinaria del Maestro Michele Santonastaso, progetto a cura di Barbato De Stefano. La popolazione di Cicciano è invitata a partecipare e ad iscriversi al nuovo Comitato San Barbato. W il Patrono di Cicciano.
Football Leader, Maurizio Sarri vince il premio come miglior allenatore dell’anno.
Maurizio Sarri vince l’edizione 2016 del premio “Football Leader – Allenatore dell’anno”.
Sarri si aggiudica per il secondo anno consecutivo il premio “Football Leader”, avendo vinto lo scorso anno il riconoscimento“Panchina Giusta” assegnatogli dai tecnici iscritti all’Aiac. L’allenatore della SSC Napoli, ha vinto il premio a margine di una votazione che ha visto riunirsi giornalisti ed esperti del settore. A decretare il vincitore sono stati infatti, Alberto Brandi (Direttore SportMediaset), Paolo De Paola (Direttore di Tuttosport), Gianluca Di Marzio (giornalista Sky), Xavier Jacobelli (Direttore Editoriale di Corrieredellosport.it e di Tuttosport.com), Matteo Marani (Vicedirettore SkySport), Andrea Monti (Direttore della Gazzetta dello Sport), Enrico Varriale(conduttore Rai) e Alessandro Vocalelli (Direttore del Corriere dello Sport e del Guerin Sportivo), in accordo con l’Assoallenatori(AIAC) presieduta da Renzo Ulivieri.
La motivazione per la vittoria dell’edizione 2016 è stata la seguente:
“Per aver guidato con personalità e intelligenza il Napoli, conferendo una precisa identità tattica e proponendo un gioco spettacolare, vincente ed internazionale. Grazie ai suoi metodi di allenamento e di gestione ha inoltre contribuito alla crescita e alla valorizzazione della rosa del Napoli”.
ll Premio “Allenatore dell’anno” di Football Leader 2016 sarà consegnato allo stesso mister Sarri nel corso della manifestazione in programma il 24, 25 e 26 maggio nella splendida cornice del Grand Hotel Il Saraceno di Amalfi.
Somma Vesuviana. Nietta Dalmini , ballerina dal fascino magnetico
Somma Vesuviana si rivela essere la base da dove partono in tanti per raggiungere altissime vette di popolarità. Nietta Dalmini è l’ esempio di quanto la determinazione, lo studio e la passione possano dare la giusta spinta per arrivare in alto.
Quanta fatica, sudore, forza fisica servono per inseguire un sogno, renderlo reale, tangibile. Tanta, e se si sceglie un percorso duro come quello della danza per sembrare leggeri, impalpabili, bisogna raddoppiare la dose: è quello che vi dirà chiunque ami la danza, chiunque l’abbia mai infilata nella propria vita, specialmente quelli che ne hanno fatto una priorità a costo di mille sacrifici. I sacrifici, alla lunga, pagano. Se vali prima o poi ce la farai, se hai talento prima o poi qualcuno se ne accorgerà.
A dare un’occhiata agli ultimi talent, quelli di maggior successo, si nota una lunghissima schiera di giovani provenienti da una terra madre, ricca di bellezze artistiche forse proprio per questo fucina di talenti veri e fortissimi. Somma Vesuviana si rivela essere la base da dove partono in tanti per raggiungere altissime vette. Come non ricordare gli Urban Strangers ad X Factor giunti ad un passo dalla vittoria, il giovane Giuseppe Guercia approdato alla corte di Milly Carlucci e il suo Ballando, lasciando tutti senza fiato.
E proprio nella parte opposta di questo mare di musica, danza e talento, tra le schiere dell’altra protagonista del sabato italiano, nostra signora delle televisione Maria De Filippi, scopriamo un altro giovane talento sommese. Un viso da principessa disneyana, due occhi verdi ipnotici, un nome che si è già imposto nella danza e adesso approda ai serali di Amici tra i ballerini professionisti: Nietta Dalmini corona il sogno di chiunque abbia coltivato il desiderio di fare di una passione, lavoro e arrivare a toccare il successo giungendo alla ribalta nazionale in uno dei talent più seguiti e apprezzati della televisione.
Ad annunciare la partecipazione della ballerina allo show qualche giorno fa , il suo emozionato maestro Angelo Parisi, ballerino e coreografo nella scuola che dirige a Somma Vesuviana “Percorsi di danza”: “Ancora grandi successi per la nostra accademia- scrive Parisi in un post, dove spiega che “Nietta danzerà tra i professionisti a partire dalla prima serata, iniziata il 2 aprile”. L’ultima performance nella quale abbiamo potuto ammirarla è stata in un “quadro” molto toccante del coreografo Giuliano Peparini con tema gli immigrati.
Il ballerino Michele della squadra Blu danzava sulle note di Ivano Fossati emozionando i giudici e lo stesso coreografo, e tra quella schiera di ballerini coinvolti in quella grande suggestione, la nostra conterranea ha sicuramente provato le stesse palpitanti emozioni che sicuramente prova chiunque stia regalando una parte di se agli altri, che sia con la musica, che sia con la danza. Non ci resta che fare un grande in bocca al lupo a questo giovane talento per il percorso bellissimo, in questa nuova avventura.
Fonte foto: FB
Il battito d’ali dei tifosi azzurri provoca un tornado altrove. Ma è tutta invidia
Vittoria netta del Napoli sul Verona, al termine di una settimana di polemiche: perché amare, a volte, diventa una colpa
Facendosi largo tra roghi di decoder e cumuli di schede Sky e Mediaset abbandonate per strada, i tifosi del Napoli hanno raggiunto in massa lo stadio San Paolo per sostenere i giocatori azzurri contro il Verona: perché mancava Higuain, mancherà ancora, ma non è mai mancato l’amore per la squadra, pure quando il numero 9 ce l’aveva Calderon, per fare un esempio. E il Napoli ha fatto il suo dovere: si è sbarazzato del Verona ed ha chiuso la pratica più facile tra tutte le gare che mancano fino alla fine del campionato, vincendo con un tondo 3 a 0. È stato bello tornare al calcio giocato dopo una settimana di chiacchiere e polemiche.
La verità è che per parlare del rapporto complicato tra Napoli, i napoletani ed il resto d’Italia bisogna scomodare Edward Lorenz, matematico e meteorologo statunitense che nel 1972 tenne una conferenza dal titolo: “Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?”, teorizzando, appunto, l’effetto farfalla. Parafrasando lo scienziato, possiamo ben affermare che spesso (troppo spesso) il batter d’ali a Napoli provoca un tornado nel resto d’Italia. E’ un tornado di reazioni, commenti, osservazioni, analisi, riflessioni. E questo succede perché a Napoli la passione si misura in maniera diversa che altrove. I gesti d’amore sono veementi ma spontanei, la difesa di chi si vuole bene è istantanea, senza troppe mediazioni. E, soprattutto, è naturale. Ed è un battito d’ali, ma tutti lo percepiscono come un tornado: pensano che siano agitazioni esagerate, sceneggiate fuori luogo. E invece sono solo gesti d’amore.
Ma è forse vietato amare una squadra? Mi devo forse vergognare se vado in piazza a cantare per il mio centravanti del cuore ingiustamente (a mio parere, of course) squalificato? Commentando il flash mob in piazza Plebiscito per Higuain, la Gazzetta dello Sport ha avuto il coraggio di scrivere, testualmente, “Per quei malati sistemati nei corridoi degli ospedali cittadini, per mancanza di posti letto, con tutti i disagi e le umiliazioni del caso, non c’è stata nessuna mobilitazione popolare, radio e tv locali non l’hanno nemmeno sfiorato l’argomento, tanto per citare uno dei problemi sociali che si vivono da queste parti”. Un paragone del tutto illogico, privo di senso. Un’offesa nei confronti di chi segue il calcio, tifa e ama ma, se permettete, segue anche il resto della vita, con le sue emergenze e i suoi drammi.
A questo punto non si capisce perché dei problemi degli ospedali cittadini non si facciano carico i partenopei tifosi della Juventus e delle altre squadre, visto che a detta della Gazzetta i supporter azzurri hanno colpevolmente deciso di dedicarsi alle frivolezze del pallone e basta. Non vivono forse anche loro a Napoli? Diano il buon esempio, insegnino la civiltà al popolo del San Paolo e si mobilitino per la sanità, l’ambiente, la criminalità.
Juventini e affini che state a Napoli, incontratevi anche voi in piazza Plebiscito, per un bel flash mob contro la camorra. La Gazzetta dello Sport vi farà sicuramente da media partner. Denunciate, segnalate, distinguetevi per impegno civile. Create un movimento politico, chiamatelo “Movimento 33 sul campo”, candidatevi a risolvere i guai che i fan degli azzurri, troppo impegnati a tifare per il Pipita, non vogliono neppure affrontare. Oppure sentite a me: datevi una calmata e ammettete che la passione azzurra, fondamentalmente, la invidiate moltissimo. Perché voi, questa passione naturale come un battito d’ali, non ce l’avete.
Somma Vesuviana. Giuseppe Guercia, il ballerino non udente che sente la danza e le sue vibrazioni
Giuseppe Guercia vince l’ultima delle puntate di selezione per il torneo “Ballando con te” , guadagnandosi la possibilità di accedere alle finali, conquistandosi l’affetto del pubblico con tecnica e sensibilità.
Nell’annosa battaglia del sabato sera, giocata a colpi di musica e ballo dalle due signore degli ascolti Maria De Filippi e Milly Carlucci lo share si condivide attraverso affilatissime lame di rasoio.
Chi ha preferito l’atmosfera soft della Carlucci rotta solo qua e là dalle polemiche spesso troppo protratte tra giudici e concorrenti, avrà comunque apprezzato lo spirito dei partecipanti lanciatisi nella gara sfidando prima di tutto se stessi, i propri limiti, le proprie possibilità. Cosa assolutamente veritiera per un concorrente particolarmente sentito dai suoi conterranei. Giuseppe Guercia, giovanissimo ballerino di Somma Vesuviana. nel corso di questa ottava puntata dell’undicesima edizione di “Ballando con le stelle” ha fatto rivivere emozioni fortissime a chi lo aveva già visto esibirsi sul palco di “Tu Si Qué Vales”, dove raccontava accompagnato dalla sorella quanto fosse importante per lui danzare: “Mi fa stare bene…Mi piace controllare il mio corpo” diceva, incantando i giudici. Come incantava il pubblico in una delle tappe del tour di Ballando, quando alla ricerca di talenti “comuni” on the road, si svelava la sua particolare sensibilità, incrociando la sua storia e il suo talento.
Orgoglio di tutti i suoi sostenitori, intorno a lui un parterre enorme ha sostenuto il suo percorso con il tam tam mediatico scatenatosi in occasione della partecipazione a queste puntate speciali del sabato sera. “Ballando con te” lo spin off dello show, partito il 19 marzo, ha visto Giuseppe in sfida contro Diego Girodo e Sara Di Mauro. Sulle dolcissime note di “Turning Tables” di Adele, il giovane sommese ha vinto l’ultima puntata di selezione per il torneo con il 54% dei voti raccolti con tweet arrivati numerosissimi fino alle 24, ora in cui si chiudeva il social voto. La sua danza, perfetta sintesi tra tecnica e passionalità, profonda e intima, sembra scaturire dal centro della terra, vibrando emozioni uniche.
Potremo vederlo ancora danzare nell’appuntamento della prossima settimana, quando ci sarà lo scontro tra i vincitori delle varie tappe.
(fonte foto: rete internet)
Rifiuti, è emergenza planetaria: l’allarme del Cnr
Secondo quanto emerso nella XXI Conferenza internazionale sulla gestione dei rifiuti solidi urbani Solid Urban Waste Management, organizzata a Roma dal Cnr e dallo Iupac, la crescita dei rifiuti solidi urbani nelle città dove vivono tre miliardi di persone, sta raggiungendo dimensioni preoccupanti, tanto che nei Paesi meno fortunati si è costretti a far fronte con delle frequenti emergenze sanitarie.
Continua inarrestabile fino a diventare un’emergenza planetaria, la crescita dei rifiuti solidi urbani (Rsu) prodotti nelle città dove ormai vivono tre miliardi di persone che producono 1,2 kg pro-capite di spazzatura al giorno (0,64 kg dieci anni fa). E’ quanto emerso nella XXI Conferenza internazionale sulla gestione dei rifiuti solidi urbani Solid Urban Waste Management, organizzata a Roma dal Cnr e dallo Iupac Chemrawn Committee (Chemical Research Applied to World Needs). Presenti oltre 300 esperti, alla ricerca di soluzioni per trasformare i rifiuti in una risorsa utilizzabile dalla collettività.
Dal 2010 per la prima volta, spiega una nota del Cnr, la maggior parte della popolazione mondiale vive in una città e questa percentuale continua a crescere. Cento anni fa vivevano in un’area urbana 2 persone su 10, nel 1990 meno di 4, entro il 2050 si stima che saranno 7 su 10. La quantità di Rsu sta crescendo anche più velocemente: si è passati dai 0,68 miliardi di tonnellate prodotte nelle città 10 anni fa agli 1,3 miliardi di oggi, e se ne prevedono 2,2 miliardi nel 2025 (1,42 kg per persona). Un’attenzione particolare viene data dalla Conferenza ai Paesi svantaggiati, dove la questione, spiega Mario Malinconico, ricercatore dell’Istituto dei polimeri, compositi e biomateriali del Cnr, “si ripropone in maniera più urgente e drammatica, creando spesso delle emergenze sanitarie”.
Marigliano: Tenta colpo in gioielleria, in manette 38enne
L’uomo è stato fermato dai militari mentre tentava di entrare nella gioielleria Fiorenza sul Corso Umberto I, dopo aver rotto la serratura della porta d’ingresso.
I carabinieri della stazione di Marigliano e dell’Aliquota Radiomobile di Castello di Cisterna hanno tratto in arresto Luigi Valentino, 38 anni, residente a Marigliano, già noto alle forze dell’ordine. Il predetto è stato bloccato dagli operanti mentre tentava di entrare nella gioielleria Fiorenza sul Corso Umberto I, dopo aver rotto la serratura della porta d’ingresso. Rinvenuti e sottoposti a sequestro vari arnesi atti allo scasso. Dopo le formalità di rito è stato tradotto ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.
Napoli, 360° di prevenzione
Intercettare il disagio giovanile e promuovere corretti stili di vita per prevenire dipendenze e Infezioni Trasmissibili Sessualmente.
Con il Ministro per la Salute Beatrice Lorenzin, lunedì 11 aprile alle ore 11.00, presso l’aula magna della Facoltà di Scienze biotecnologiche, in via T. De Amicis n. 95, Napoli, presentazione del programma multidisciplinare “360° di prevenzione” che partendo dagli adolescenti punta a intercettare il disagio per prevenire le diverse tipologie di dipendenza, le infezioni sessualmente trasmissibili e i disturbi dell’alimentazione, favorendo lo sviluppo di corretti stili di vita e relazionali e implementando le strategie vaccinali, in particolare per quanto riguarda l’HPV.
Molteplici gli ambiti di lavoro, che vanno dalla medicina di prossimità all’utilizzo educazionale dei social e delle piattaforme di comunicazione e consistente l’impegno che, ad oggi, ha reso possibile coinvolgere più di 5.000 adolescenti, oltre 30 istituti scolastici, circa 100 tra insegnanti e operatori sociali e culturali, grazie alla stretta collaborazione tra Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, Regione Campania che ha finanziato i vari progetti e Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico della Campania e ad un team straordinario composto da Gabriella Fabbrocini, Professore Associato di Dermatovenereologia Clinica -Univ. Federico II oltre che membro del Consiglio Superiore di Sanità, Maria Triassi direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica –Univ. Federico II e Mario Delfino, Professore Associato Dermatovenereologia Clinica -Univ. Federico II.
Ai lavori annunciata la partecipazione di Gaetano Manfredi Rettore dell’Università Federico II; Luigi Califano Preside della Scuola di Medicina e Chirurgia; Gennaro Piccialli preside della Facoltà di Scienze biotecnologiche; Raffaele Calabrò, vicepresidente della Commissione Affari sociali alla Camera dei Deputati, Luisa Franzese direttore dell’Ufficio scolastico della Campania. In aula anche una rappresentanza degli studenti nei vari progetti.
Particolare attenzione viene rivolta ai progetti “collegati alla vita”, ex D.D. n. 324/2013 Regione Campania – Direz. Gen. per la tutela della salute (Linea progettuale: Interventi socio sanitari Fondo per le dipendenze patologiche), che utilizza la forza comunicativa delle più diffuse piattaforme e social per veicolare la prevenzione tra i giovani utilizzandone il linguaggio e “la Ragnatela di Venere“, ex Decreto del Commissario ad Acta n. 105 del 01.10.2014 per l’implementazione della rete nazionale dei centri territoriali per la prevenzione primaria e la diagnosi precoce delle infezioni da HPV/ Linea progettuale 13.2, di cui è direttore scientifico il Prof. Mario Delfino, una vera “ragnatela” di programmi indirizzati a catturare l’attenzione non solo degli adolescenti, trasmettendo informazione per prevenire sia le Infezioni Trasmissibili Sessualmente sia le diverse forme di dipendenza ed educare l’affettività favorendo lo sviluppo di corretti stili di vita. Tra l’altro, contestualmente, al Centro Europeo di Studi (CEuS) di Nisida, prende ufficialmente il via “Cuori Ribelli”, programma specificamente rivolto ai giovani ospiti dell’Istituto di detenzione, con una tavola rotonda su disagio giovanile, dipendenze e Infezioni sessualmente trasmissibili, con Gianluca Guida direttore dell’Istituto penale per minorenni di Nisida, e i Prof. dell’Università di Napoli Giovanni Bonadies, Roberto Vitelli, Pasquale Martinelli, Dario Bacchini, Donata Martellotta, Vincenzo Barretta presidente di “Noesis” Associazione per la lotta al disagio psicologico ed alla malattia mentale.

