Sant’Anastasia, è ancora scure giudiziaria: le “caramelle” e le indiscrezioni

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Il municipio che ieri era addobbato a festa per un matrimonio
«Caramelle». Così uno degli indagati, nelle intercettazioni ambientali e veicolari effettuate dalla guardia di finanza su disposizione della Procura, si riferiva al denaro. Denaro in cambio di posti, per quei concorsi pubblici che già in campagna elettorale, a maggio scorso, avevano fatto scalpore tanto da provocare una interrogazione parlamentare del senatore Antonio Iannone al ministro per la pubblica amministrazione, chiedendo di verificare la correttezza e la trasparenza delle preselezioni. In quell’atto parlamentare, oltre a Sant’Anastasia, si tirava in ballo un altro comune campano, quello di Pimonte.
La conferenza stampa di ieri in Procura
Ciò che i due enti avevano in comune era il segretario generale: Egizio Lombardi, tra gli arrestati di ieri. Segretario a Sant’Anastasia e segretario a Pimonte dove alle prove preselettive parteciparono anche cittadini anastasiani. Con le commissioni composte a maggioranza da funzionari dei due Comuni. L’agenzia era la stessa, la Società Cooperativa Agenzia Selezioni e Concorsi di via San Leonardo, a Salerno. E  – aggiungeva il senatore Iannone  chiedendo verifiche e controlli in piena campagna elettorale per le amministrative – risultavano aver superato le prove preselettive parenti di amministratori, funzionari, ex funzionari, amministratori in carica dei comuni limitrofi a Sant’Anastasia, candidati nelle liste del sindaco Abete alle precedenti elezioni e così via. Le accuse, tali furono considerate quelle di Iannone, le smentì il sindaco, sia in campagna elettorale che in una successiva seduta di consiglio comunale ad elezioni già avvenute. «Se qualcuno vuole leggere questi concorsi in chiave elettorale sbaglia – disse all’epoca Abete – se così fosse non avremmo proceduto alle preselezioni». E aggiunse, nel commentare la partecipazione di persone notoriamente vicine a lui ai concorsi di Pimonte: «Non posso mica impedire alle persone di ambire ad un lavoro». Ma in quei giorni si insinuava che i concorsi potessero divenire merce di scambio elettorale non certo che – come invece la guardia di finanza stava già accertando – mercimonio di funzione pubblica. Le indagini di fatto erano iniziate a febbraio. Nella storia sarebbe coinvolta una donna che avrebbe registrato le conversazioni con il consigliere Iorio. «Ma il sindaco lo sa?» – chiedeva. «Si si, tutto a posto» – avrebbe risposto Iorio. Nelle lunghe conversazioni documentate da 140 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, ci sarebbero pure conversazioni tra il sindaco e un’altra candidata a uno dei concorsi indetti due mesi prima della campagna elettorale, stavolta un’insegnante che chiede al primo cittadino di mettere «una buona parola». «Si si, non ti preoccupare» – risponde lui. Ma la donna non è tra le vincitrici del concorso. Nelle parole del sindaco carpite dagli inquirenti comparirebbe una sua conversazione con il consigliere Iorio, discorso in cui Abete si lamenta del segretario comunale. «Questo deve fare quello che dico io» – esclama Abete, difeso dall’avvocato Pansini. Il sindaco dovrebbe essere interrogato già lunedì. Dalla Procura non si conferma l’esistenza di una denuncia presentata da altri candidati al concorso ma fonti attendibili fanno intendere che le indagini abbiano preso il via da intercettazioni disposte per un’altra inchiesta. A indagini ancora in corso, Antonio De Simone, uno dei legali già nominati da uno degli indagati, il segretario Lombardi, mantiene stretto riserbo sulla linea difensiva. «Le misure cautelari sono ancora in esecuzione, per ora non c’è nulla da dire». La Procura ha mantenuto anch’essa, almeno per ora, il riserbo sui nomi dei due indagati cui sono state applicate le misure cautelari del divieto di dimora, una delle vincitrici di concorso a Sant’Anastasia e suo marito. Ma l’inchiesta potrebbe causare un effetto domino in altri comuni vesuviani dove, come la Procura ha confermato, le indagini sono aperte. Un brutto risveglio ieri per Sant’Anastasia, paragonabile a quello del 14 dicembre 2013 quando ad essere arrestato fu un altro sindaco, Carmine Esposito, zio dell’attuale primo cittadino. La vicenda di Esposito, è attualmente oggetto di Appello dopo una condanna per tentativo di induzione indebita ma intanto i rapporti tra i due si erano deteriorati tanto da portarli ad uno scontro diretto nell’ultima campagna elettorale, tant’è che Esposito è oggi consigliere comunale di opposizione. Fu lui in una delle ultime sedute di assemblea pubblica, a presentare un’interrogazione sui concorsi e dai banchi di maggioranza, alle sue insinuazioni sulla correttezza degli stessi, si minacciarono querele.

Sant’Anastasia, il Pd sull’arresto del sindaco Abete: “Attendiamo le dimissioni del consiglio comunale”

Riceviamo e di seguito pubblichiamo una nota stampa inviataci dal Partito Democratico di Sant’Anastasia che ha di recente rinnovato le sue cariche eleggendo segretario Antonio Pone.  CI RISIAMO!!! Per la seconda volta in pochi anni il governo cittadino è stato decapitato dall’azione giudiziaria. Per il bene del paese e delle persone coinvolte ci auguriamo che si possa dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati. Il PD oggi ha il diritto e il dovere di ribadire che la politica che si dedica solo a raccattare voti e offrire piaceri non può che generare malaffare, carriere immeritate nonché i sospetti e l’intervento della Magistratura penale. Il PD è stato isolato ed emarginato nel paese da una cultura qualunquista, senza valori e progetti, attenta alla cura degli interessi e non al bene comune. Con orgoglio abbiamo presentato il nostro simbolo e le nostre facce, certi di proporre i valori della buona politica, anche a dispetto di chi ha preferito abbandonarci per essere sicuro di vincere: noi non ci siamo mai piegati alla logica perversa della vittoria a tutti i costi! Attendiamo ora solo le dimissioni dell’intero consiglio comunale, primi tra tutti quei consiglieri di maggioranza che tanto hanno speso in campagna elettorale, quei consiglieri tanto votati quanto distratti. Andate via!!! Ci auguriamo che questa volta Sant’Anastasia sappia indignarsi e ribellarsi a questa vergogna, ritrovando finalmente fiducia nella politica. Insieme voltiamo pagina!!! Il Partito Democratico di Sant’Anastasia

Sant’Anastasia, ecco il “sistema” che secondo la Procura travalica i confini comunali

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 A dicembre si aspetta Babbo Natale e invece, per la seconda volta in sei anni, arrivano le manette. Il sindaco Lello Abete, tra gli indagati attualmente in custodia a Poggioreale, sarà interrogato lunedì. Intanto dovrà decidere se dimettersi o meno dalla carica e forse sarà proprio questa decisione il fulcro che farà optare o no i magistrati per una misura più morbida in attesa del giudizio.  Manette e custodia cautelare in carcere per il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete, per il segretario generale Egizio Lombardi, per il consigliere comunale di maggioranza Pasquale Iorio e per il titolare dell’agenzia salernitana «Selezioni e Concorsi». Quattro arresti, quattro vertici del «sistema», questo è il termine utilizzato ieri in conferenza stampa dal Procuratore di Nola, Anna Maria Lucchetta. Un sistema, un sodalizio criminale che secondo gli inquirenti sarebbe accertato da una mole enorme di prove documentali. Ciascuno dei quattro, stando ai risultati dell’operazione condotta dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli sotto la direzione della Procura di Nola, aveva un ruolo ben preciso: il sindaco Lello Abete, primo cittadino di Sant’Anastasia dal 2014 e rieletto nella scorsa primavera, individuava i candidati che secondo lui erano da ritenersi «avvicinabili» senza rischio di eventuale delazione, il segretario comunale – che rivestiva spesso la doppia funzione di presidente delle commissioni d’esame dei concorsi pubblici – dirigeva le prove orali in maniera da far risultare vincitore chi era stato precedentemente scelto dal «sistema», il titolare dell’agenzia di Salerno, provetto informatico, alterava le griglie e modificava le prove scritte indirizzando così il risultato sui favoriti paganti. Infine, il consigliere comunale Pasquale Iorio, già in precedenza componente dello staff del sindaco, era addetto alla ricezione del denaro.  Altre due misure cautelari, di divieto di dimora in Campania, sono state applicate ad altri due indagati, anche loro come i quattro che sono invece stati arrestati e trasferiti nel carcere di Poggioreale, ritenuti responsabili di associazione per delinquere e corruzione. Una vendita di posti pubblici, un sistema che affossava i sogni e le legittime speranze di tanti giovani che partecipavano ai concorsi. Con un prezzario. Dai 30 ai 50 mila euro, la cifra più alta era quella stabilita ovviamente per i posti più ambiti, quelli dirigenziali, a tempo indeterminato. E la scelta ricadeva sempre su persone che si consideravano fidate. Nel racconto che il procuratore Lucchetta ha fatto ieri in conferenza stampa ci sono almeno due casi nei quali si è potuta monitorare la concussione in diretta. Una proposta di trentamila euro prima accettata e poi non mantenuta. Niente soldi, niente posto, tant’è che il candidato in questione non è stato mai assunto. Diversamente è andata la storia per il posto di istruttore direttivo al Comune di Sant’Anastasia: la vincitrice ha versato la somma pattuita in varie tranche, alla preselezione, agli orali, infine a concorso vinto e ambitissimo posto pubblico conquistato. Le indagini però sono ancora in corso e, a domanda diretta su quanto questo sistema abbia potuto influire sulla scorsa campagna elettorale amministrativa dopo la quale Abete è stato riconfermato sindaco della città di Sant’Anastasia, il procuratore risponde: «È già abbastanza grave quanto accertato, ma anche su questi aspetti le indagini sono attualmente in corso». Ciò che invece è già accertato è il trasferimento di detto sistema altrove. Per la Procura tutti gli elementi probatori raccolti nel corso di intercettazioni ambientali, pedinamenti e prove documentali, sono solo un piccolo aspetto del programma criminoso – tale lo definisce il gip – per un’operazione che travalicherebbe i confini del Comune di Sant’Anastasia. Altre perquisizioni ed altri accertamenti relativi alle indagini sono state messe in atto dalla guardia di finanza ieri.  Sarebbero altri i comuni dove la longa manus del sistema era già arrivata e ieri in alcuni comuni vesuviani, Cercola compare nel novero di questi ultimi, la guardia di finanza ha acquisito atti e documenti. Al comune di Sant’Anastasia invece, ieri mattina addobbato a festa per un matrimonio civile, è stato sequestrato un computer e un cospicuo faldone di documenti. Sequestrata pure la società salernitana utilizzata dagli indagati – coinvolti a vario titolo in un’associazione per delinquere dedita a delitti di corruzione e finalizzata a favorire illecitamente il superamento di concorsi pubblici – come strumento per raggiungere gli obiettivi prefissati. Per i concorsi, infatti, era affidataria sempre la stessa società, «in spregio – si sostiene dalla Procura – alle regole di rotazione e libera concorrenza di mercato, così come l’assegnazione dei posti messi a concorso, avvenuta in totale violazione ai principi di trasparenza».  

Sant’Anastasia, mercimonio di funzione pubblica il sindaco Abete sarà interrogato lunedì

Lello Abete
Pasquale Iorio
A difendere il primo cittadino di Sant’Anastasia, l’avvocato Pansini. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia lunedì, sarà chiesto conto al primo cittadino di alcune conversazioni e contatti con candidati ai concorsi pubblici al Comune di Sant’Anastasia. Quattro gli indagati ritenuti responsabili di associazione per delinquere e corruzione finiti in carcere: oltre al sindaco Abete c’è il consigliere di maggioranza Pasquale Iorio, il segretario generale dell’Ente, Egizio Lombardi (assistito dall’avvocato Antonio De Simone) e il titolare dell’agenzia di selezioni e concorsi di Salerno, quella cui era stato affidato direttamente l’incarico di organizzare le prove dei concorsi pubblici indetti pochi mesi prima delle elezioni amministrative. Altre due misure cautelari, ma di divieto di dimora, sono state disposte per una vincitrice di concorso e suo marito, complice della vicenda. Nella conferenza stampa, il Procuratore della Repubblica Anna Maria Lucchetta parla di «sistema», di sodalizio «criminale» per manipolare i concorsi.  Stamane la guardia di finanza, le cui indagini sono iniziate a febbraio, ha sequestrato in municipio un computer e un corposo faldone. Nell’ordinanza di custodia cautelare, 140 pagine, esistono conversazioni tra Abete e dei candidati, tra Iorio e dei candidati e anche una tra Abete e Iorio dove il sindaco fa cenno al segretario Lombardi, colui che secondo gli inquirenti – essendo nelle commissioni d’esame – pilotava i risultati. Dice, Abete: «Deve fare quello che dico io».  Stando a fonti attendibili, il sindaco non avrebbe fatto mai riferimento a denaro e secondo la Procura colui che di fatto aveva il compito di maneggiare i soldi era il consigliere Pasquale Iorio. Del «sistema», così lo definisce la procuratrice Lucchetta, facevano parte il provetto informatico titolare della ditta per selezioni di Salerno e lo stesso segretario. In giornata sono stati perquisiti alcuni studi professionali e anche private abitazioni di professionisti anastasiani – nel novero c’è anche un assessore di un comune limitrofo – che erano stati candidati ai concorsi o che abbiano legami diretti con gli indagati. Perquisizioni e sequestri pure in altri comuni vesuviani, tanto che potrebbero essere messi in dubbio alcuni concorsi espletati altrove e che l’inchiesta potrebbe avere come conseguenza un effetto domino. Dettagli e altri particolari domani mattina sul Mediano.it

Marigliano, sequestrata fabbrica abusiva di pellet

 La Polizia Locale di Marigliano, diretta dal Magg. Emiliano Nacar, congiuntamente ai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Marigliano, diretti dal Maresciallo Alessandro Cavallo, insieme al personale della ASL NA 3 Sud distretto 48 hanno effettuato controlli in una fabbrica adibita alla produzione del pellet sita alla Località Masseria Spadella. Sul posto, in un’area di circa 800 mq, il personale ha rinvenuto una parte adibita a discarica abusiva con presenza di svariate tipologie di rifiuti depositati sul suolo e posti a contatto con le intemperie. Nello specifico, sono stati trovati rifiuti ferrosi, imballaggi vari in plastica, macchinari fuori uso, pneumatici e scarti della lavorazione del legno. Controlli anche su un’area adibita alla produzione di pellet, dove si è riscontrato che la produzione veniva effettuata senza alcun tipo di autorizzazione sia di carattere ambientale che amministrativo. Non è stato possibile risalire neanche alla tipologia di materiale utilizzato per produrre  il pellet che, secondo la ricostruzione degli investigatori, era privo di tracciabilità e da classificare, così come riportato nei sacchetti confezionati da lui prodotti e posti in vendita, con certificazione ENPLUS A1. Non veniva fornita alcuna documentazione atta a poter far risalire alla tipologia di materiale legnoso acquistato dal soggetto per produrre il pellet; da ciò ne derivava che quanto indicato nelle confezioni traesse in inganno il consumatore finale nell’acquisto di un prodotto che poteva per sua conformazione e qualità essere pericoloso per la salute pubblica. Dall’esame delle fatturazioni presentate dal produttore, ne scaturiva che lo stesso ampliava la propria filiera di vendita, commercializzando i prodotti di specie anche a rivenditori della città di Marigliano. Immediatamente, il controllo ispettivo si estendeva alle attività commerciali scoperte dagli investigatori e si effettuava immediatamente anche il sequestro di circa 200 sacchetti di pellets da 15 kg venduti dal produttore abusivo a diversi esercizi commerciali di Marigliano. Il titolare dell’attività, un uomo di 52 anni, è stato deferito in stato di libertà per frode in commercio, emissioni in atmosfera senza autorizzazione, smaltimento illecito di rifiuti e abbandono di riifuti. Sono ancora in corso indagini per verificare se il pellet è stato ceduto ad altri esercizi commerciali dell’area nolana ampliando così la filiera dei prodotti messi in commercio e non tracciati. E’ opportuno precisare che il pellet, in base alla classe di appartenenza, può avere un impatto devastante a livello di inquinamento ambientale. Nel caso specifico, quanto sequestrato, quasi certamente non rientra nella classe indicata dal commerciante, vale a dire quella ENPLUS A1.  

Concorsi truccati, arrestati sindaco, consigliere comunale e segretario di Sant’Anastasia

C’è anche il sindaco di Sant’Anastasia , Raffaele Abete, tra le sei persone destinatarie di una misura cautelare emessa dal gip di Nola su richiesta dal locale ufficio inquirente diretto dal procuratore Anna Maria Lucchetta. Da questa mattina, negli uffici del comune, sono in corso perquisizioni da parte dei finanzieri. Nel dicembre del 2013 venne arrestato lo zio di Raffaele Abete, Carmine Esposito, allora sindaco dello stesso comune.  Nei suoi confronti venne ipotizzato il reato di corruzione. All’epoca dei fatti il nipote ricopriva la carica di presidente del Consiglio comunale. A breve approfondimenti.

San Vitaliano: Natale Plastic Free con alberi decorati con materiale da riciclo

Si chiama “Alberiamo San Vitaliano” il progetto promosso dall’amministrazione comunale di San Vitaliano guidata dal sindaco Pasquale Raimo con l’assessore alla cultura Ivana Mascia. L’iniziativa, giunta alla II edizione e sostenuta quest’anno anche dalla Camera di Commercio con un contributo pari a 25mila euro, sarà presentata domenica 8 dicembre, a partire dalle ore 19 nell’aula consiliare del Municipio in contemporanea all’accensione delle luminarie natalizie.
Il progetto è rivolto agli alunni delle scuole cittadine e alle associazioni a cui toccherà decorare gli abeti, posizionati dall’amministrazione comunale in alcuni punti della città, con materiali da riciclo. Ad ogni albero sarà abbinato un numero identificativo necessario ai fini della votazione.
Ciascuno, infatti, potrà esprimere la preferenza mediante un’apposita cartolina che sarà distribuita nelle attività commerciali che hanno aderito all’iniziativa, oppure tramite mail all’indirizzo alberiamosanvitaliano.concorso@gmail.com
I primi tre classificati riceveranno in premio tre buoni spesa, rispettivamente di 500, 300 e 200 euro, da spendere nei negozi gemellati al concorso.
“Un’occasione per avvicinare i giovani e l’intera comunità di San Vitaliano al Natale – spiega l’assessore Ivana Mascia – ma anche lo strumento per accendere i riflettori sulle tematiche legate alla tutela ambientale. È necessario rafforzare in ciascuno di noi il concetto di raccolta differenziata abituandoci al riuso degli oggetti. Solo così – conclude l’assessore Mascia – avremo una società più consapevole ed attenta alle buone pratiche di inclusione e socializzazione”.
“Promuovere ed incentivare attività ed iniziative che possano contribuire a consolidare un modello culturale incentrato sulla sostenibilità, sulla ricerca artistica e tecnologica a basso impatto ambientale è da sempre stato uno dei principali punti dell’amministrazione comunale – aggiunge il sindaco Pasquale Raimo – Un’opportunità intercettata anche dalla Camera di commercio, che ringrazio per la fiducia, che ci consentirà di apportare nuovi elementi a questo Natale”.
La cerimonia di premiazione si terrà dalle 10.30 di martedì 24 dicembre in piazza Leonardo da Vinci nel corso di un evento che coniugherà divertimento ed intrattenimento. Il progetto, del resto, oltre al concorso, prevede anche due iniziative interamente dedicate ai bambini. Oltre a quella del 24, in agenda il villaggio di Babbo Natale in programma domenica 22. Lo start alle 10, sempre in piazza Leonardo da Vinci.

Concorso truccato dietro pagamento: arrestato sindaco, consigliere e segretario di un Comune vesuviano

La Guardia di Finanza della compagnia di Nola ha dato esecuzione a misure cautelari personali emesse dal gip di Nola nei confronti di un sindaco di un Comune dell’area vesuviana, del segretario generale dello stesso Comune, di un consigliere comunale, di un imprenditore, della vincitrice di un concorso pubblico per titoli ed esami e del marito di questa, che devono rispondere a vario titolo in associazione per delinquere dedita alla corruzione e finalizzata a favorire illecitamente il superamento di concorsi pubblici. I dettagli dell’operazione in una conferenza stampa che si terrà alle 1l,30 presso la procura di Nola

Marigliano, sequestrati 1400 cosmetici privi di tracciabilità

Ancora un maxi sequestro del nucleo di polizia commerciale diretto dal maresciallo Montella. Gli agenti della polizia, sotto la guida del Comandante Maggiore Emiliano Nacar, hanno effettuato un sequestro di 1400 cosmetici privi di tracciabilità e delle spiegazioni in lingua italiana. Negli ultimi due mesi il nucleo di nuova istituzione ha sequestrato circa 10000 prodotti per la tutela dei consumatori. “Continueremo su questa strada per il controllo della tracciabilità dei prodotti” dichiara prontamente il Comandante Nacar.

Il fascino irresistibile dell’antica masseria Resina di Somma Vesuviana

Il Palazzo della Resina con la sua campagna circostante è forse la più rappresentativa e meglio conservata, nonostante il frazionamento della proprietà, fra le masserie di Somma Vesuviana. Insediamento antichissimo, per essere sorto al fianco delle chiese benedettine di S. Maria del Pozzo, deve il suo aspetto attuale all’Illustre Principe e Duca D. Marcello Carafa.  Poco distante dal cinquecentesco complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo,  esattamente a circa centocinquanta metri sulla sua destra, al di là di quello che fu un antico alveo che tagliava da nord a sud l’intera zona, è ubicata l’ imponente masseria con casa palazziata della Resina. Il termine masseria conserva tutt’ora il duplice significato sia di azienda agricola che di casa rurale o padronale, dove vivevano contadini, massari e proprietari. La parola Resina deriva da ravine ovverosia luogo scavato dalle acque o piccolo torrente. Il podere, già presente nel 1308, comprendeva – come riferisce il compianto prof. D’ Avino Raffaele – oltre cinquanta ettari di campagna, altamente fertile e ricca di abbondanti frutteti con una vasta produzione di ciliegie, susine, albicocche e noci. La conformazione morfologica, quindi, si presentava già all’inizio del XIII secolo, scavata dalle acque pluviali calanti dal Monte Somma. Nel XVII secolo l’ operosità degli agricoltori del luogo resero la zona più o meno piana come attualmente si presenta. La masseria – secondo lo storico Domenico Russo –  è forse la più rappresentativa e meglio conservata, nonostante i vari frazionamenti, fra le masserie di Somma. Al centro del predio si innalza la stupenda fabbrica che conserva ancora la sua disposizione quattrocentesca con una vasta corte ed ampie sale raggiungibili da una coperta scalea all’interno del cortile. Una seconda scala, invece, architettonicamente rilevante, è situata sul lato destro del cortile lungo l’androne che immette nel giardino retrostante. La facciata ha subito nel corso dei secoli numerosi rifacimenti: nel XVIII secolo subì qualche aggiunta di gusto neoclassico ben visibile a coronamento della parte centrale dell’ampio timpano. Il suo aspetto – continua Russo – è probabilmente dovuto all’ illustre  D. Marcello Carafa,  nato a Somma il 28 ottobre 1673 e probabilmente qui morto il 3 luglio 1750. Il Catasto Onciario del 1744 ci attesta a pagina 817 che l’ Ill. Principe D. Marcello Carrafa Patrizio Napolitano e Duca di Jelsi  possedeva una casa palaziata nel luogo detto la Resina per uso proprio. Di più possedeva una masseria di moggia centovent’otto incirca, oltre delle partite censuate ut infra, arbustata, vitata, fruttata nel suddetto luogo Resina assieme con un giardino attaccato alla suddetta casa, stimata la rendita per annui ducati seicentotre, sono oncie 2010. Monumentali si presentano invece i cellai, o cantine, di enorme capienza, a cui si accedeva direttamente con i carri attraverso un lungo corridoio in pendenza. Tutte le aperture – continua D’Avino – del cantinato sono incorniciati da bordi lavorati in pietra vesuviana, mentre sui mastodontici e alti pilastri si impostano vigorosi archi che sostengono le ampie volte. Lo stesso D’Avino, in una sua relazione, accosta questo luogo, dal punto di vista architettonico, alla cisterna romana Piscina Mirabilis di Miseno in cui confluivano le acque dell’ antichissimo acquedotto Augusteo passante pure per Somma e che forse ispirò l’ideatore di questa costruzione. Nella masseria veniva adoperato il grande torchio ricavato da un annoso tronco di quercia, la cosidetta  cercola, tipica  quasi della maggior parte della cantine delle masserie sommesi. Essa grandeggia nella parte nordorientale del cellaio con una lunghezza di circa dieci metri. A manovrarlo con perizia e stento ci volevano ben cinque o sei persone. Fusti e botti, oltretutto,  di dimensioni non comuni sono ovunque distribuiti nella penombra dei freschi locali. All’esterno, invece, nello spiazzale antistante la masseria, luogo di sosta e di convegno, troneggia l’alto e immenso albero di platano, che ancora oggi ci rinfresca nelle assolate giornate estive.