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Egizio Lombardi e Lello Abete
Lello Abete
Pasquale Iorio

A difendere il primo cittadino di Sant’Anastasia, l’avvocato Pansini. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia lunedì, sarà chiesto conto al primo cittadino di alcune conversazioni e contatti con candidati ai concorsi pubblici al Comune di Sant’Anastasia. Quattro gli indagati ritenuti responsabili di associazione per delinquere e corruzione finiti in carcere: oltre al sindaco Abete c’è il consigliere di maggioranza Pasquale Iorio, il segretario generale dell’Ente, Egizio Lombardi (assistito dall’avvocato Antonio De Simone) e il titolare dell’agenzia di selezioni e concorsi di Salerno, quella cui era stato affidato direttamente l’incarico di organizzare le prove dei concorsi pubblici indetti pochi mesi prima delle elezioni amministrative. Altre due misure cautelari, ma di divieto di dimora, sono state disposte per una vincitrice di concorso e suo marito, complice della vicenda.

Nella conferenza stampa, il Procuratore della Repubblica Anna Maria Lucchetta parla di «sistema», di sodalizio «criminale» per manipolare i concorsi.  Stamane la guardia di finanza, le cui indagini sono iniziate a febbraio, ha sequestrato in municipio un computer e un corposo faldone. Nell’ordinanza di custodia cautelare, 140 pagine, esistono conversazioni tra Abete e dei candidati, tra Iorio e dei candidati e anche una tra Abete e Iorio dove il sindaco fa cenno al segretario Lombardi, colui che secondo gli inquirenti – essendo nelle commissioni d’esame – pilotava i risultati. Dice, Abete: «Deve fare quello che dico io».  Stando a fonti attendibili, il sindaco non avrebbe fatto mai riferimento a denaro e secondo la Procura colui che di fatto aveva il compito di maneggiare i soldi era il consigliere Pasquale Iorio. Del «sistema», così lo definisce la procuratrice Lucchetta, facevano parte il provetto informatico titolare della ditta per selezioni di Salerno e lo stesso segretario. In giornata sono stati perquisiti alcuni studi professionali e anche private abitazioni di professionisti anastasiani – nel novero c’è anche un assessore di un comune limitrofo – che erano stati candidati ai concorsi o che abbiano legami diretti con gli indagati. Perquisizioni e sequestri pure in altri comuni vesuviani, tanto che potrebbero essere messi in dubbio alcuni concorsi espletati altrove e che l’inchiesta potrebbe avere come conseguenza un effetto domino.

Dettagli e altri particolari domani mattina sul Mediano.it