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La guardia di finanza ha sequestrato ieri un pc ed un faldone di documenti al Comune di Sant'Anastasia

 A dicembre si aspetta Babbo Natale e invece, per la seconda volta in sei anni, arrivano le manette. Il sindaco Lello Abete, tra gli indagati attualmente in custodia a Poggioreale, sarà interrogato lunedì. Intanto dovrà decidere se dimettersi o meno dalla carica e forse sarà proprio questa decisione il fulcro che farà optare o no i magistrati per una misura più morbida in attesa del giudizio. 

Manette e custodia cautelare in carcere per il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete, per il segretario generale Egizio Lombardi, per il consigliere comunale di maggioranza Pasquale Iorio e per il titolare dell’agenzia salernitana «Selezioni e Concorsi». Quattro arresti, quattro vertici del «sistema», questo è il termine utilizzato ieri in conferenza stampa dal Procuratore di Nola, Anna Maria Lucchetta. Un sistema, un sodalizio criminale che secondo gli inquirenti sarebbe accertato da una mole enorme di prove documentali. Ciascuno dei quattro, stando ai risultati dell’operazione condotta dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli sotto la direzione della Procura di Nola, aveva un ruolo ben preciso: il sindaco Lello Abete, primo cittadino di Sant’Anastasia dal 2014 e rieletto nella scorsa primavera, individuava i candidati che secondo lui erano da ritenersi «avvicinabili» senza rischio di eventuale delazione, il segretario comunale – che rivestiva spesso la doppia funzione di presidente delle commissioni d’esame dei concorsi pubblici – dirigeva le prove orali in maniera da far risultare vincitore chi era stato precedentemente scelto dal «sistema», il titolare dell’agenzia di Salerno, provetto informatico, alterava le griglie e modificava le prove scritte indirizzando così il risultato sui favoriti paganti. Infine, il consigliere comunale Pasquale Iorio, già in precedenza componente dello staff del sindaco, era addetto alla ricezione del denaro.  Altre due misure cautelari, di divieto di dimora in Campania, sono state applicate ad altri due indagati, anche loro come i quattro che sono invece stati arrestati e trasferiti nel carcere di Poggioreale, ritenuti responsabili di associazione per delinquere e corruzione. Una vendita di posti pubblici, un sistema che affossava i sogni e le legittime speranze di tanti giovani che partecipavano ai concorsi. Con un prezzario. Dai 30 ai 50 mila euro, la cifra più alta era quella stabilita ovviamente per i posti più ambiti, quelli dirigenziali, a tempo indeterminato. E la scelta ricadeva sempre su persone che si consideravano fidate. Nel racconto che il procuratore Lucchetta ha fatto ieri in conferenza stampa ci sono almeno due casi nei quali si è potuta monitorare la concussione in diretta. Una proposta di trentamila euro prima accettata e poi non mantenuta. Niente soldi, niente posto, tant’è che il candidato in questione non è stato mai assunto. Diversamente è andata la storia per il posto di istruttore direttivo al Comune di Sant’Anastasia: la vincitrice ha versato la somma pattuita in varie tranche, alla preselezione, agli orali, infine a concorso vinto e ambitissimo posto pubblico conquistato. Le indagini però sono ancora in corso e, a domanda diretta su quanto questo sistema abbia potuto influire sulla scorsa campagna elettorale amministrativa dopo la quale Abete è stato riconfermato sindaco della città di Sant’Anastasia, il procuratore risponde: «È già abbastanza grave quanto accertato, ma anche su questi aspetti le indagini sono attualmente in corso». Ciò che invece è già accertato è il trasferimento di detto sistema altrove. Per la Procura tutti gli elementi probatori raccolti nel corso di intercettazioni ambientali, pedinamenti e prove documentali, sono solo un piccolo aspetto del programma criminoso – tale lo definisce il gip – per un’operazione che travalicherebbe i confini del Comune di Sant’Anastasia. Altre perquisizioni ed altri accertamenti relativi alle indagini sono state messe in atto dalla guardia di finanza ieri.  Sarebbero altri i comuni dove la longa manus del sistema era già arrivata e ieri in alcuni comuni vesuviani, Cercola compare nel novero di questi ultimi, la guardia di finanza ha acquisito atti e documenti. Al comune di Sant’Anastasia invece, ieri mattina addobbato a festa per un matrimonio civile, è stato sequestrato un computer e un cospicuo faldone di documenti. Sequestrata pure la società salernitana utilizzata dagli indagati – coinvolti a vario titolo in un’associazione per delinquere dedita a delitti di corruzione e finalizzata a favorire illecitamente il superamento di concorsi pubblici – come strumento per raggiungere gli obiettivi prefissati. Per i concorsi, infatti, era affidataria sempre la stessa società, «in spregio – si sostiene dalla Procura – alle regole di rotazione e libera concorrenza di mercato, così come l’assegnazione dei posti messi a concorso, avvenuta in totale violazione ai principi di trasparenza».