“La Notte della Tammorra” di Carlo Faiello, questa sera il debutto a Mondragone

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Questa sera, dalle ore 18.30 debutta, per la prima volta, a Mondragone, il Festival di Musica e Cultura Popolare La Notte della Tammorra, a cura di Carlo Faiello. Approda nella città di mare della provincia di Caserta dopo anni di magiche notti consumate a Napoli; tra Piazza Mercato, Piazza del Plebiscito e la Rotonda Diaz. Si prevede, come sempre, una carovana di artisti, tammurrianti, danzatrici, musicanti, cantatori; un fiume in piena, impetuoso e scatenato, alla ricerca del “Ballo perduto”. L’intento de La Notte della Tammorra a Mondragone, fortemente voluta dal sindaco  Virgilio Pacifico, l’assessore alla produttività Maria Tramonti e l’Amministrazione Comunale, è sempre lo stesso; quello di far conoscere quanto di più significativo esiste, e resiste, nell’ambito della Cultura Popolare oggi in Campania.   Si promette una Notte di Festa, dove il Suono della Tradizione rappresenta un punto di partenza forte e vitale; una piattaforma di lancio verso una musica senza frontiere. Con la speranza che la Canzone Popolare possa inondare di vecchie e nuove sonorità la terra dell’Antica Sinuessa, per concertare un percorso alternativo di condivisione e valorizzazione del territorio, amplificando, altresì, il richiamo e l’impatto turistico della zona.   Il programma della serata è volto a valorizzare la Cultura della Regione Campania come risorsa fondamentale di una comunità e di una terra; e a testimoniare che, attraverso di essa, si può riuscire a portare sviluppo, occupazione e crescita alla collettività.   La Notte della Tammorra, ormai, è diventato un appuntamento a cui non si può rinunciare; unica realtà nel convenzionale panorama dei festival campani degli ultimi anni, dove lo spettatore non è un testimone passivo ma, diventa protagonista di uno spazio umano per persone incapaci di star ferme; per gente che balla senza rallentare il passo. Canzoni a ballo, Tammurriate, Danze circolari, Tarantelle … musiche di ampio respiro aperte ai suoni del mondo contribuiranno, nel corso della serata, a liberare energie e risorse straordinarie custodite in ogni ascoltatore che avvertirà una forza liberatoria incommensurabile. Carlo Faiello, compositore napoletano, autore di alcune delle pagine più emozionanti della nuova musica partenopea, come sempre, sarà il cerimoniere dell’evento. A capo di una ‘Formazione di Musici” di estrazione classica, folk, jazz, “ad orecchio”, il musicista condurrà il baccanale notturno, favorendo momenti di scambio, movimento, circolazione, armonia; senza prendersi troppo sul serio. Una vera e propria invasione di suoni, ritmi, canti e danze nella città di Mondragone; alla scoperta dei sapori e profumi della zona costiera della Terra di Lavoro; tuttora, abitata, segretamente, da Dragoni e Santi, Divinità e Fantasmi. Un raduno di tamburi che saranno percossi per scacciare via i demoni che quotidianamente ci tormentano; un insieme di canti sospesi tra eros e poesia, devozione ed ebbrezza; una girandola di danze vivificatrici per risvegliare i sensi assopiti, la bellezza nascosta, l’emozione dimenticata.

“La Magia del Natale 2019” a San Giuseppe Vesuviano: ecco il programma degli eventi

Animazione per i più piccoli, sport, musica e cultura per gli adulti Il Natale a San Giuseppe Vesuviano inizia, quest’anno, domenica 8 dicembre, con l’accensione dell’albero di Natale in piazza Garibaldi, alle ore 20:00, preceduta dallo spettacolo “Cerchio di Natale”. Molteplici i successivi eventi in programma: tornei sportivi, animazione per gli studenti delle scuole, concerti di musica leggera e musica sacra, attività tematiche dedicate all’ambiente. Il 28 dicembre, infatti, si svolgerà la “ciclo-pedalata con Babbo Natale”, con partenza da piazza Garibaldi. Dal 16 al 19 dicembre, invece, agli studenti delle scuole saranno distribuite borracce “plastic free”. Di particolare interesse per i bambini, oltre agli spettacoli di animazione previsti nei fine settimana del mese di dicembre, venerdì 20, in piazza Garibaldi, alle ore 16, 18 e 20 si svolgeranno tre spettacoli dei “Burattini Ferraioli”. Sabato 21 dicembre piazza Garibaldi ospiterà il suggestivo spettacolo “That’s Napoli”, che sta riscuotendo grande successo sia a livello regionale che nazionale. Il 26 dicembre, invece, sarà il turno del concerto di Stany Roggiero ed i Bottari. Sabato 28 dicembre, a seguito della grande affluenza riscontrata lo scorso anno grazie alla qualità dell’evento, riconosciuta da tutti i partecipanti dei comuni vesuviano, sarà inaugurato il Presepe Vivente di Villa Pironti, in via Muro dei Boschi. Il calendario degli eventi si esaurirà solo a gennaio inoltrato, dopo l’Epifania, quando il 10 dicembre, in Sala Consiliare, saranno premiate le “Eccellenze Sangiuseppesi”. “Anche quest’anno, grazie ad un lavoro di squadra, garantiremo ai cittadini di San Giuseppe Vesuviano un clima natalizio sereno e festoso – ha dichiarato Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe  Vesuviano –  Il nostro impegno amministrativo è a tutto tondo e tiene  conto delle esigenze di una città che ha desiderio di crescere in termini di infrastrutture e che, al contempo, desidera un miglioramento complessivo della qualità della vita, che in questi anni stiamo perseguendo con attenzione”.

L’Uici di Sant’Anastasia promuove un corso di lettura e scrittura del metodo Braille

Il Presidio Dici di Sant’Anastasia organizza un corso di lettura scrittura del metodo Braille. Di seguito tutte le informazioni per chiunque fosse interessato a partecipare: Il corso inizierà l’11 Gennaio 2020, avrà una durata di 40 ore e si concluderà con un esame finale il giorno 28 Marzo 2020 per il rilascio dell’attestato di frequenza. Il Corso avrà luogo ogni sabato, presso il Presidio UICI di Sant’Anastasia in Via Arco, 54 e le lezioni avranno una durata di 3 ore, dalle ore 9 alle ore 12. Il suo costo è di €160 (i docenti possono attivare la Carta Docente) ed è rivolto ad educatori, insegnanti, genitori, volontari, disabili visivi e a tutti coloro che ne fossero interessati. Le iscrizioni saranno aperte dal 2 al 20 Dicembre 2019 effettuando il pagamento, entro e non oltre il 20 Dicembre, tramite bonifico bancario, intestato a: Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione di Napoli – IBAN: IT 70 M 02008 03443 000104815866 La ricevuta del pagamento dovrà essere consegnata entro il 20 Dicembre presso il Presidio UICI di Sant’Anastasia nei giorni di apertura al pubblico: lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16,30 alle ore 18,30. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Presidio chiamando al numero 3346048850. Programma del Corso: Che cosa è il metodo Braille (storia e struttura); alfabeto; lettura e scrittura; metodologie per l’insegnamento del Braille ai non vedenti; il metodo Braille applicato alla matematica; il Braille dedicato alla musica; utilizzo degli ausili e cenni di tiflologia.

Elezioni Regionali, le mosse dei sovranisti all’ombra del Vesuvio

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La nomina di Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano, a coordinatore provinciale della Lega di Salvini rende i sovranisti che gravitano intorno al Vesuvio ancora più protagonisti del dibattito politico regionale. Non che non lo fossero già: Catapano è stato il primo sindaco della Campania ad aderire alla Lega e, pertanto, di lui si sta parlando spesso e da parecchio tempo. C’è attesa per le sue mosse: molti profetizzano una sua aspirazione al Parlamento (quando si andrà al voto, naturalmente), altri immaginano che, non potendo candidarsi al consiglio regionale senza dimettersi da sindaco, indicherà un nome su cui puntare e far convergere i voti dei salviniani. Ma c’è attenzione anche per l’altra faccia del sovranismo italiano, Fratelli d’Italia. Anche in questo caso alle falde del Vesuvio e pure nell’area nolana l’attivismo non manca. A Terzigno da tempo agisce Giuseppe De Simone, presidente del consiglio comunale e fan della Meloni della prima ora. A San Giuseppe Vesuviano e a Ottaviano di recente sono stati indicati i due nuovi coordinati cittadini. Si tratta rispettivamente di Raffaele Boccia e Massimo Ragosta. Tutti, comunque, sembrano voler concentrare le forze (elettorali e politiche) su Carmela Rescigno, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, reduce da una buona prestazione alle ultime elezioni europee ed ora pronta a correre per un posto a Palazzo F13 del Centro Direzionale.

Sant’Anastasia, inchiesta sui concorsi “truccati”: l’algoritmo prezioso

 Un sistema ben oliato, perfetto, matematico si potrebbe dire. Il mercimonio dei concorsi pubblici che con varie accuse ha portato in carcere l’altro ieri quattro indagati – il sindaco Lello Abete, il segretario generale Egizio Lombardi, il consigliere di maggioranza Pasquale Iorio e Alessandro Montuori – aveva bisogno di una conoscenza informatica di alto profilo. E Montuori l’aveva: presidente del consiglio di amministrazione e rappresentante legale della Agenzia Selezioni e Concorsi di via San Leonardo a Salerno, con esperienze in vari comuni e non solo della provincia di Napoli. A lui l’amministrazione di Sant’Anastasia aveva demandato (senza alcun bando ma per affidamento diretto) la responsabilità della gestione automatizzata della prova preselettiva dei concorsi. Era lui che doveva alterare l’esito delle prove favorendo i soggetti individuati da Abete e contattati da Iorio che materialmente chiedeva loro i soldi. Ma per poter garantire i candidati «paganti» la graduatoria doveva essere inattaccabile anche ad eventuali ricorsi. Qui entra in scena il trucchetto informatico, l’algoritmo. Deciso chi dovevano essere i primi tre classificati, la mattina dell’esame Montuori «lavorava al computer». Su trenta candidati che consegnavano i quiz, solo ventisette erano sottoposti all’esame meccanografico, i tre da tutelare erano «bloccati» in anticipo così da capeggiare la classifica. In teoria avrebbero potuto sbagliare anche tutte le risposte, sarebbero comunque risultati vincitori. Un meccanismo che tutelava il «sistema» da ogni ricorso, da ogni accesso agli atti, da ogni rischio. Tant’è che Pasquale Iorio lo dice, intercettato in una conversazione, con supponenza, quasi speranzoso: «Lo devono fare l’accesso agli atti!». Se qualcuno ci avesse provato avrebbe solo constatato che i tre vincitori avevano dato le risposte esatte perché il loro nominativo era abbinato ai risultati migliori. Questa è solo una delle attività che hanno convinto la Procura di Nola, dopo indagini accurate della Guardia di Finanza, pedinamenti, intercettazioni, registrazioni, riprese, prove documentali e fotografiche, dell’esistenza di un sistema criminale a scopo di lucro. Non c’era alcuna speranza, per i partecipanti ai bandi di concorso pubblicati dal Comune di Sant’Anastasia il 18 dicembre 2018 e in scadenza il 28 gennaio 2019, di arrivare per merito ad essere assunti tra le quindici figure professionali messe a concorso.  Per alcune era richiesta una laurea specialistica, per altre bastava un diploma. Impieghi a tempo pieno o parziale. Sono particolari importanti, questi. Perché, secondo la Procura e da risultati delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, il prezzario del «sistema» variava: un posto di categoria C si “limitava” ai 30 mila euro, tranche da diecimila prima di ciascuna delle tre prove di concorso. Per i posti più ambiti si arrivava a 50mila.  Chi individuava i prescelti? Il sindaco Abete, secondo la Procura. Era lui ad intervenire indebitamente per motivi che gli inquirenti ritengono «di lucro personale», sia sul segretario Egizio Lombardi, sia su Montuori per la cui società era stato previsto l’affidamento diretto. Ad organizzare l’associazione, intervenendo sulle prove, era il segretario nonché presidente delle tre commissioni esaminatrici. A Montuori toccavano gli aspetti logistici, favorendo gli esiti positivi dei candidati che gli erano indicati da Abete e Lombardi. La parte più rischiosa dell’organizzazione era affidata al già componente dello staff Pasquale Iorio (nonché dal 2017 componente del nucleo di valutazione del comune di Castello di Cisterna) il quale, qualche mese più tardi, pur non avendo ricoperto mai cariche pubbliche veniva eletto in consiglio comunale con 590 voti nella lista «Insieme per Costruire», surclassando politici di lungo corso. Costruiva, Iorio: stando alle risultanze investigative, era addetto al reclutamento e acquisiva personalmente il denaro in cambio della garanzia di posti di lavoro. Nell’ordinanza di custodia cautelare, per la Procura le posizioni più gravi riguardano il sindaco e il segretario in quanto promotori, costitutori ed organizzatori del sodalizio criminoso.  Altri due, in questa storia, sono gli indagati e sottoposti a misure cautelari: mentre però per Abete, Lombardi, Montuori e Iorio considerato il braccio del primo cittadino, si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale, gli indagati Georgia Biscardi e Paolo Manna, moglie e marito, sono sottoposti al divieto di dimora in tutta la regione Campania. La Biscardi era la prescelta per il posto più ambito, quello di istruttore direttivo contabile, doveva arrivare prima. Così è stato. Dietro pagamento di 50 mila euro, la cui ultima tranche è stata versata a Iorio il 1 luglio 2019.

Sant’Anastasia, ora che si fa con i concorsi?

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Come è giusto stanno tutti pensando ad altro, al destino di Lello Abete che lunedì, dopo l’interrogatorio di garanzia potrebbe o meno vedersi mitigare la misura cautelare. Ed è giusto, umanamente giusto. Ma comunque andrà, se il sindaco dovesse dimostrare la sua estraneità ai fatti, a dispetto di quello che Guardia di Finanza e Procura sostengono identificandolo come leader del sodalizio, o se dovesse per forza di cose – anche dichiarandosi innocente – optare per le dimissioni (è la sua carica la ragione della detenzione perché è quella che gli darebbe agio, eventualmente, di inquinare le prove), insomma comunque vada: e i concorsi? Le migliaia di persone che speravano in un lavoro? C’entri o meno il sindaco con tutta questa brutta storia, che fine fanno le speranze, le ambizioni di quelle persone che 30 o 50 mila euro da consegnare sia pure a rate non ce li avevano? Sarà pure naturale che tutti siano concentrati sul futuro di questa amministrazione comunale, che ci sia chi difende a spada tratta l’onestà del primo cittadino e chi invece profitta dell’occasione per dirne male. A prescindere dai sentimenti – perché fa anche bene ricordare quando arrestano qualcuno e di qualunque cosa sia accusato che a casa ci sono una moglie, un figlio, una mamma e via di seguito e dunque sarebbe bene risparmiarsi i giustizialismi, vale adesso come sempre –  o dagli interessi personali di ciascuno, la situazione è difficile. Per la politica, per la città, per tutti coloro che hanno partecipato con speranze ai concorsi, per gli altri indagati. Ecco, gli altri indagati. Tra loro c’è un consigliere comunale di maggioranza ma, nel momento in cui parte l’indagine, Iorio non era né consigliere, né staffista del sindaco, né a qualsivoglia titolo autorizzato ad agire per nome e per conto suo da posizioni ufficiali. Era un privato cittadino, perché il suo ruolo nello staff termina nel 2015. Con quale licenza si interfacciava con candidati, segretario comunale e sodali?  Era il 18 dicembre 2018 il giorno in cui il Comune di Sant’Anastasia pubblicò cinque bandi di concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 15 figure professionali. La scadenza era fissata al 28 gennaio 2019. Per alcune delle figure professionali era richiesta una laurea specialistica in economia, ingegneria, architettura, giurisprudenza o scienze politiche, per altre bastava un diploma. Impieghi a tempo pieno o parziale. Sono particolari importanti, questi. Perché, secondo la Procura e da risultati delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, il prezzario del «sistema», così gli inquirenti hanno definito il team composto dal sindaco di Sant’Anastasia Lello Abete, dal segretario generale Egizio Lombardi, dal consigliere comunale di maggioranza (nonché ex componente dello staff del Comune e uomo di fiducia del sindaco) Pasquale Iorio e da Alessandro Montuori, presidente del consiglio di amministrazione e rappresentante legale della Agenzia Selezioni e Concorsi Società Cooperativa incaricata (con determina 155 dell’8 febbraio 2019) della gestione automatizzata della prova preselettiva dei concorsi, colui cioè che doveva alterare l’esito delle prove favorendo i soggetti individuati. Già, ma individuati da chi? Dal sindaco Abete, secondo la Procura. Sarebbe stato il sindaco ad intervenire indebitamente, dall’alto della sua carica, per motivi che gli inquirenti ritengono «di lucro personale», sia sul segretario Egizio Lombardi, sia su Montuori per la cui società era stato previsto l’affidamento diretto. Ad organizzare l’associazione, intervenendo sulle prove, era proprio il segretario nonché presidente delle tre commissioni esaminatrici. A Montuori toccavano gli aspetti logistici, favorendo gli esiti positivi dei candidati che gli erano indicati da Abete e Lombardi. La parte più rischiosa dell’organizzazione era affidata a Pasquale Iorio (dal 2017 anche componente del nucleo di valutazione del comune di Castello di Cisterna) il quale, qualche mese più tardi, pur non avendo ricoperto mai cariche pubbliche veniva eletto in consiglio comunale con 590 voti nella lista «Insieme per Costruire». Costruiva sì, Iorio: stando alle risultanze investigative, era addetto al reclutamento e acquisiva personalmente il denaro in cambio della garanzia di posti di lavoro. Nell’ordinanza di custodia cautelare, le posizioni più gravi riguardano il sindaco e il segretario in quanto promotori, costitutori ed organizzatori del sodalizio criminoso.  Altri due, in questa storia, sono gli indagati e sottoposti a misure cautelari: mentre però per Abete, Lombardi, Montuori e Iorio si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale, gli indagati Georgia Biscardi e Paolo Manna, moglie e marito, sono sottoposti al divieto di dimora in tutta la regione Campania. La Biscardi era la prescelta per il posto più ambito, quello di istruttore direttivo contabile, doveva arrivare prima in graduatoria. Così è stato. Tra lei e il secondo classificato, Pasquale Maione, un distacco di oltre quattro punti. Lei e suo marito avevano promesso, tramite Pasquale Iorio, ben 50 mila euro. Che hanno pagato in varie tranche, l’ultima il 1 luglio 2019. COME SONO INIZIATE LE INDAGINI. Tutto parte da una denuncia, sporta alla Guardia di Finanza di Nola il 12 febbraio 2019, da una donna avvocato con la quale Pasquale Iorio collaborava. La donna, avendo appreso agli inizi del 2018 dei concorsi al Comune di Sant’Anastasia, pensò di chiedere a Iorio quando li avrebbero banditi perché aveva intenzione di far partecipare le sue nipoti. Iorio promise di interessarsi e infatti alla fine dell’anno la informò e precisò che erano stati previsti anche dei concorsi per categoria C (requisiti limitati al diploma) a tempo determinato. Una scelta compiuta per due motivi: la prima è che l’indizione a tempo determinato non avrebbe consentito ad altri impiegati pubblici di accedere alle posizioni per mobilità, la seconda stava nella convenienza elettorale giacché il primo mandato di Abete stava per scadere. L’avvocato chiese a Iorio, che sapeva benissimo essere vicino al sindaco, di interessarsi non per le nipoti ma per il fidanzato di una di loro che effettivamente presentò la domanda. Quel che ha fatto decidere la donna per la denuncia è stata poi un’affermazione di Iorio: «Dei sei posti tre sono nostri e ce li dobbiamo dividere». Perché non tutti e sei? Fu questa la domanda di fronte ad una simile dichiarazione. «Tutti e sei si va in galera, tre danno meno nell’occhio. Con questi concorsi noi diremo: vuoi passare? Allora ci devi votare. Ma solo tre passeranno e ognuno dei tre ci deve dare diecimila euro prima della prima prova, diecimila prima della seconda e diecimila prima della terza e ultima prova». Una conversazione che l’avvocato provvede a registrare. Anche quando Iorio aggiunse che per il fidanzato della nipote le cose dovevano andare esattamente alla stessa maniera. Si rivolge alla Guardia di Finanza e da quel momento partono le indagini. I primi riscontri, gli accertamenti, le intercettazioni, i pedinamenti, le fotografie, le riprese. I telefoni messi sotto controllo sono quelli del sindaco, del segretario, di Iorio (che poi diventerà consigliere con preferenze che travalicano di parecchio pure quelle dei politici più gettonati in città), dell’avvocato che aveva raccontato tutto alla Gdf, ma anche quelli delle componenti lo staff del sindaco, della Biscardi e di suo marito dopo accertamenti che avevano condotto ai loro nomi. Oltre a tutti i mezzi messi in campo, la guardia di finanza si avvale della stessa donna avvocato che con decreto autorizzativo viene munita di strumentazione idonea, una “Agente attrezzata al suono”, così la definisce il gip… E nelle conversazioni con la professionista il cui studio frequenta e con la quale ha evidentemente confidenza, si riferisce al segretario Lombardi come un “ponticellaro delinquente” (ndr, Lombardi è residente nel quartiere Ponticelli pur avendo domicilio fiscale ad Ateleta (L’Aquila). La donna gli chiede come mai se lo tengano al Comune e la risposta è incredibilmente naturale: dove lo si trova uno che fa quel “pezzo di lavoro”? Molti altri sono i dettagli rintracciabili tra i meandri delle pagine fatte di conversazioni e risultanze investigative, molte sono ancora le domande che gli anastasiani si pongono. Di fatto, nessuno ha i titoli per ergersi a giudice, meglio lasciare a chi di dovere il compito.  C’è anche chi fa ipotesi: si scaricheranno tutte le responsabilità su chi si è esposto, spesso incautamente diciamolo, di più? Ossia su Pasquale Iorio? Qualcuno lo sussurra già in strada. Basterà aspettare per conoscere le strategie difensive.

Dopo il Pd, anche il resto dell’opposizione invoca le dimissioni del Consiglio Comunale

I movimenti politici “Agire”, “Alleanza per Sant’Anastasia”, “Arcobaleno”, “Sant’Anastasia in Volo” e “sìAmo Anastasiani” – insieme ai consiglieri comunali di riferimento e ai loro rispettivi coordinamenti – rompono il silenzio di queste ore successive all’arresto del sindaco Lello Abete, del segretario generale Egizio Lombardi e del consigliere comunale di maggioranza Pasquale Iorio: «È un momento delicato per la città e soprattutto per il futuro della nostra comunità, pertanto chiediamo a tutti, cittadini compresi, di agire con serietà e rispetto, senza perdere mai di vista l’unica cosa realmente importante: il bene comune». «Confidiamo nell’operato della magistratura – proseguono – e ovviamente auspichiamo che il sindaco possa chiarire la sua posizione e risultare estraneo alle accuse. Nel frattempo – però – pretendiamo da parte di chi rappresenta le Istituzioni un atteggiamento trasparente e integerrimo di fronte a fatti gravi e delittuosi come quelli di cui si parla; perciò, chiediamo con forza le dimissioni dell’intero Consiglio Comunale, tra le altre cose per consentire il sereno svolgimento dell’iter giudiziario».

Afragola/Acerra, all’Ipercoop il giocattolo è sospeso come il caffé: ok dalla Chiesa

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Rendere il Natale solidale anche in un centro commerciale, umanizzare il commercio per dare un segnale di pubblica utilità chiaro e concreto. Come ? Sfruttando la tradizione napoletana del caffè sospeso, cioè lasciando pagato alla cassa un prodotto che potrà essere regalato ai più bisognosi. Quindi dal caffè è stato un attimo passare al giocattolo, visto che ormai siamo in pieno clima natalizio e quindi di regali. L’idea davvero originale è degli Ipercoop ubicati in località Afragola/Acerra e a Quarto, rispettivamente nei centri commerciali Le Porte di Napoli e  Quarto Nuovo. Qui i giocattoli sospesi acquistati dai clienti saranno lasciati alle casse per poi essere tutti consegnati alla Chiesa, che poi li “girerà” ai bambini poveri. Per concretizzare l’iniziativa, “benedetta” dal cardinale Crescenzio Sepe, è giunto nell’Ipercoop ubicato nel territorio di Afragola ma praticamente accanto agli abitati di Acerra e Casalnuovo, padre don Massimo Vellutino, decano dell’undicesimo decanato. Il primo giocattolo sospeso preso dall’ipermercato è stato appena consegnato nelle sue mani dall’assessore del comune di Afragola , Affinito. “Il cardinale Sepe mi ha inviato qui e io ne sono ben contento – ha dichiarato don Massimo – finalmente potremo distribuire ai bambini tanti giocattoli nuovi visto che quelli usati che giungono alle nostre parrocchie spesso sono rotti e dobbiamo fare i salti mortali per aggiustarli. L’altro dato molto positivo è che con un’iniziativa del genere anche un centro commerciale può essere reso un luogo di solidarietà umana”. “Questo progetto – aggiunge Fabrizio De Rosa, direttore commerciale degli Ipercoop di Afragola e Quarto e dei supermercati Coop di Torre Annunziata e Castellammare – nasce dall’esigenza di fare qualcosa per il territorio facendolo interagire in maniera positiva e costruttiva con le attività commerciali”. Presente all’inagurazione tenuta giovedi 5 dicembre del “giocattolo sospeso”, iniziativa che sarà valida fino al 20 dicembre, anche Gianfranco Wurzburger, esponente dell’associazione Gioventù Cattolica di Napoli. “Con i giocattoli sospesi acquistati dai clienti in segno di solidarietà negli Ipercoop – annuncia – faremo un’importante inziativa al teatro Trianon di Napoli, nel giorno dell’Epifania”. “Questo nostro è commercio solidale e consapevole fatto da strutture che hanno senso di responsabilità e rispetto della legge – conclude il direttore dell’Ipercoop di Afragola, Carmine D’Agostino – bisogna fare in modo che i consumatori capiscano questo e si rendano partecipi di un sistema più umano e responsabile”. Proprio di recente gli ipermercati e i supermercati coop del Napoletano sono stati salvati da una società campana che ne ha rilevato anche il marchio. L’azienda ha sosttoscritto con i lavoratori un accordo sindacale con cui sono stati tutelati i posti, i salari e i diritti. Prossime aperture di due store: a Vico Equense e a Marcianise.                                              

Il Natale sicuro dei NAS: 9mila litri di vino sequestrati a Sant’Anastasia. Blitz anche a Marigliano e in tutto il Napoletano

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Con l’approssimarsi delle festività i Carabinieri del NAS di Napoli, insieme ai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, hanno eseguito numerosi controlli nei settori di competenza allo scopo di prevenire attività illecite dannose per i cittadini:   Qualiano: l’Ufficio Tecnico del Comune con un’ordinanza ha disposto che il gerente di una struttura alberghiera di via Circumvallazione esterna, già sottoposta a ispezione dei carabinieri del NAS di Napoli, proceda alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi di una parte dell’immobile, parte che ha una superficie di circa 150 mq è che utilizzata come deposito di alimenti. L’ordinanza scaturisce dal controllo igienico-sanitario durante il quale era stata accertata la realizzazione della struttura in assenza di un titolo autorizzativo e quindi in violazione della normativa edilizia. Sant’Anastasia, via Alighieri: i Carabinieri del NAS hanno individuato e sottoposto ad immediata chiusura amministrativa un’attivita’ di produzione, confezionamento e vendita di vini imbottigliati e sfusi. Motivo: è risultata priva di titoli autorizzativi e dei requisiti minimi igienico-sanitari e strutturali previsti dalla normativa comunitaria vigente. Nel corso del controllo sono stati rinvenuti e sequestrati amministrativamente 9000 litri circa di vino imbottigliato e sfuso, risultato privo di indicazioni e/o procedura in autocontrollo. Ischia, corso Colonna: presso un’attività commerciale, al termine di una verifica igienico sanitaria, i Carabinieri del NAS hanno proceduto al sequestro amministrativo di 50 chili di prodotti dolciari da commercializzare in quanto sono risultate violate le norme in materia di tracciabilità/rintracciabilità alimentare. Villaricca, via Palermo: militari del NAS, nel corso di un controllo eseguito presso un minimarket,  hanno   proceduto   alla   chiusura   amministrativa   immediata   di   un’attivita’   di panificazione abusiva, di un deposito di generi alimentari e di una cella frigorifera di tipo industriale. Tutte strutture risultate prive di titolo autorizzativo e dei requisiti minimi igienico-sanitari e strutturali previsti dalla normativa comunitaria vigente. Durante il controllo sono stati rinvenuti e sequestrati amministrativamente 100 chili circa di alimenti vari tra cui pane, panini, noci e castagne, 62 bottiglie di plastica riciclata contenenti vino, per un quantitativo complessivo di 76 litri circa. Il tutto è risultato privo di indicazioni e/o procedura in autocontrollo. Ercolano, via Cozzolino: militari del NAS hanno eseguito una verifica igienico sanitaria in un panificio al termine della quale hanno proceduto a sequestrare amministrativamente 80 chili di alimenti privi di qualsiasi informazione utile a garantirne la tracciabilita’ alimentare. Sono anche state impartite prescrizioni per una serie di non conformita’ riscontrate, per motivi igienici, per  le carenze   strutturali   del   laboratorio   di   produzione  e  per il mancato aggiornamento del sistema di monitoraggio previsto dal manuale di autocontrollo. Caivano, via Risorgimento: i Carabinieri del NAS hanno eseguito una verifica igienico sanitaria in un panificio al cui termine hanno proceduto al sequestro amministrativo di 50 chili di alimenti  (dolci natalizi, gnocchi, prodotti ittici,panini) poiche’ privi di informazioni utili a garantirne la rintracciabilita’ alimentare. E’ stata poi disposta una “diffida” per una serie di non conformita’ riscontrate nel corso della verifica igienico sanitaria per carenze strutturali del laboratorio di produzione e per il mancato aggiornamento del sistema di monitoraggio previsto dal manuale HACCP. ​Caivano: in un cash & carry i militari del NAS, al termine di alcuni accertamenti, hanno effettuato il sequestro amministrativo di oltre 20 confezioni da 8 chili ciascuna di un noto marchio di prosciutto spagnolo. Le confezioni erano sprovviste dell’etichettatura necessaria ai fini della tracciabilita’/rintracciabilita’alimentare. Villaricca: durante un controllo igienico sanitario in un “cash and carry” i Carabinieri del NAS di Napoli hanno rinvenuto e sequestrato amministrativamente 58 Bottiglie contenenti vino rosso perché prive di tracciabilita’/rintracciabilita’ alimentare. Giugliano in Campania, via Domitiana: i militari del NAS, al termine di una verifica igienico sanitaria in un ristorante , hanno proceduto alla chiusura amministrativa di un   locale   adibito   a deposito di  alimenti   poiche’  risultato   privo   dei   minimi   requisiti   igienico sanitari/strutturali. Il deposito era stato messo in funzione abusivamente. Calvizzano, via Baracca: il NAS ha condotto un’ispezione igienico sanitaria in un bar. Alla fine è stato disposto il sequestro amministrativo di 100 chili circa di prodotti di pasticceria risultati privi di informazioni utile a garantirne la rintracciabilita’ alimentare. E’ stata anche disposta una contestaione per la mancata predisposizione delle procedure di autocontrollo ispirate ai principi H.A.C.C.P. I gestori sono stati inoltre diffidati per una serie di carenze igienico sanitarie riscontrate, carenze verificate in ambienti ed aree in cui viene svolta l’ attivita’. Marigliano, corso Umberto: militari del NAS hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria in un’attivita’ di ristorazione veloce al termine della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 50 chili di alimenti, tra cui prodotti carnei e preparati gastronomici conservati in appositi frigoriferi ma risultati privi di qualsivoglia indicazione e/o procedura in autocontrollo.

“Pane ‘nfuso int’’e fasule”: alla Taverna del Mauro lo condivano, a crudo, con l’olio “nobile” del Vesuvio, l’olio di Terzigno

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Una pagina significativa della storia dei “sapori di una volta”.  La Taverna del Mauro a Terzigno,  dove sostavano i carrettieri che trasportavano merci dal porto di Torre Annunziata verso i Comuni del Vesuviano interno.  L’olio del  Vesuvio nelle  “ville” e nelle masserie di Terzigno dall’ antichità alla fine del sec. XIX. Il ruolo dei Medici, principi di Ottajano, nel promuovere l’uso di nuove tecniche di produzione e di conservazione dell’olio.  La tradizione rinnovata, al livello più alto, dall’olio prodotto dagli Ambrosio di “Villa Dora”.   Ingredienti: gr. 400 fagioli; pane “cafone” raffermo;  uno spicchio d’aglio; olio extra vergine, origano, pepe nero.  Si lessano a fuoco lento i fagioli, tenuti in ammollo per una notte. In una padella, nell’olio d’oliva, si mette a cuocere lo spicchio d’aglio; come si indora, lo si porta via e  si versano, nella padella,  i fagioli lessati e due mestoli di acqua di cottura.  Sui tocchetti di pane “cafone”, cosparsi lievemente di olio, si dispongono i fagioli insaporiti e aggiustati di sale. Come atto finale, si fa cadere delicatamente su tutti i tocchetti un filo d’olio, a crudo, e si aggiungono una punta di origano e un po’ di pepe nero ( Abbiamo seguito, nelle linee generali, la ricetta di Tommaso Esposito).   Una pagina importante del libro della memoria, un capitolo significativo della storia, forse un po’ retorica, dei “sapori di una volta”. Questa zuppa di pane era la colazione di metà giornata dei carrettieri che venivano dal porto di Torre Annunziata,  trasportavano merci di ogni genere verso l’interno e sostavano alla Taverna del Mauro: una carovana interminabile di circa 300 “carrette” a quattro e a sei ruote, spesso seguita, bloccata e controllata, nell’estate del 1861, dai soldati del 7° fanteria che andavano a caccia di Pilone e dei suoi briganti. Il pane era quello “della Torre” e i fagioli venivano dall’agro sarnese. I carrettieri consumavano “’o ppane ‘nfuso” nell’ampio cortile che si apriva alle spalle della Taverna, seduti sulle pietre vulcaniche, accanto ai cavalli che intanto si riposavano e consumavano la biada. Gli scavi archeologici recenti hanno dimostrato che nelle “villae rusticae” ai piedi del Vesuvio la produzione di olio era molto più importante di quanto pensasse, nel 1966, Robert E’tienne. Olio si produceva tra Boscoreale e Terzigno anche nella seconda metà del ‘600, come certificano i documenti del catasto di Ottajano del 1675: Giovanni e Gaspare Casillo, Antonio Boccia e Giuseppe Nappo coltivavano olivi ed erano autorizzati a usare il frantoio che si trovava nella “casina al Bosco”..Ma la svolta nella coltivazione dell’olivo e nella produzione di olio nel territorio di Terzigno la impresse, nella seconda metà del ‘700, Giuseppe III Medici, sollecitato forse dalla famiglia della moglie Maria Isabella, i Caracciolo di Avellino, che amministravano oliveti importanti nell’Avellinese e nel Vallo di Lauro. Tre  “ministri” del principe, Angelo Auricchio, Marsilio Guastaferro e Marziano D’Avino, ebbero l’incarico di piantare olivi solofrani e pugliesi nella Masseria “La Gatta”, nel podere “Bosco” in cui per qualche tempo olivi e viti vennero coltivati in promiscuità, e nella vasta tenuta del Mauro: qui ai margini del bosco “le Logge” c’erano il “casino” e il “cellaio” con il torchio per la frangitura delle olive. Il figlio di Giuseppe III, Michele II, ampliò gli oliveti, introdusse  nuove tecniche di conservazione e di trasporto dell’olio, strinse solide relazioni commerciali con i grossisti di Napoli, e, soprattutto, affidò la cura del settore a due “periti” pugliesi, Pasquale Saporito e Giovanni Contaldo. Il figlio di Saporito, Michele, portò anche nelle masserie di Terzigno la pressa idraulica che nel 1828 Pietro Stefano Ravanas, un francese di Aix en Provence, aveva introdotto a Bitonto, meritando, grazie a questa “novità”, l’elogio di Ferdinando II. Paolo Collaro, che a metà dell’Ottocento, “conduceva” per conto dei Medici la Taverna del Mauro, era autorizzato a produrre l’olio dall’oliveto del “fondo” San Marco, poco lontano dalla Taverna. Nell’Ottocento altri proprietari terrieri di Terzigno, i Contaldi, per esempio,i Di Luggo e i Sangiovanni dedicarono molta cura alla produzione dell’olio: nel1888 l’olio di Angelo Sangiovanni, enfiteuta della Masseria Masche al Mauro, conquistò il diploma d’onore al Concorso di Castellammare, organizzato dall’Istituto Agrario di Portici. All’inizio del ‘900 Orazio Comes e Marzio Cozzolino elogiarono l’olio di Terzigno, che “è pulito de’ soliti grassi”, ma conserva “tutti i pregi”, il profumo e il sapore propri di un olio “eccellente”. Oggi, l’olio extra vergine di “Villa Dora” rinnova e rinvigorisce la tradizione dell’olio “vesuviano” di Terzigno: la nobiltà del suo profumo e il vigore elegante del suo sapore consentono all’olio che Vincenzo Ambrosio cura con luminosa saggezza di condire, a crudo,  “piatti” antichi e nuovi, e di vincere agevolmente ogni sfida. Perché è un olio che porta dentro di sé, con i segni di una storia millenaria, il fascino misterioso di un sapore che è un “signore” forte, intenso, ma delicato, padrone di sé e perciò rispettoso della natura degli altri ingredienti. Un vero “signore” vesuviano, in cui toni, valori e sapori si dispongono con l’armonia di una sinfonia.