Marigliano, il PUC della discordia scuote la maggioranza a pochi mesi dalle elezioni
Grande tensione politica in città dopo la pubblicazione della nota ufficiale del PD Marigliano, a firma del segretario Carmine Napolitano. Il documento prende posizione sul recente Piano Urbanistico Comunale, ma soprattutto prende le distanze dal PUC adottato il 18 febbraio scorso dall’amministrazione del sindaco Carpino, che del Partito Democratico è espressione.
“L’adozione dello strumento urbanistico, atteso da un tempo infinito – scrive Napolitano – imponeva la massima condivisione possibile a partire dall’individuazione di specifiche linee in Consiglio comunale, al confronto costante con la popolazione, con le associazioni e con le forze politiche. […] Il Partito Democratico di Marigliano aveva dettato precise linee direttive, tra le quali la salvaguardia delle zone sature e la perfetta conformità al Piano Territoriale di Coordinamento della Città Metropolitana di Napoli. Il Puc adottato dall’Amministrazione comunale, non risulta in armonia con le linee tracciate dal Partito”.
Una dichiarazione molto netta che spiazza l’amministrazione comunale e prefigura iniziative forse anche più spiazzanti in vista delle prossime elezioni comunali. In tal senso sembrano annunciare qualcosa le ultime righe del comunicato: “E’ il momento di recuperare il tempo perduto, il Partito Democratico garantirà, dopo la imminente tornata elettorale, un confronto leale e trasparente per le nuove scelte di sviluppo della Città di Marigliano”.
Diverse le reazioni sui social, dove i cittadini hanno manifestato perplessità in merito al fatto che la maggioranza rischi di sconfessare se stessa, almeno sull’argomento caldissimo della pianificazione urbanistica. Mancano due mesi alla fine del mandato, e dopo quasi cinque anni di governo sembra aprirsi una crisi che agli occhi degli elettori sembra palesare quantomeno uno strano tempismo. Intanto nella tarda serata di ieri si è fatto registrare anche lo strappo della lista Cambia con Noi, che appoggia la maggioranza e di cui fanno parte, tra gli altri, anche Assunta De Rosa, assessore con delega a SUAP, Area PIP e Cimitero, e i consiglieri comunali Raffaele Caliendo e Sebastiano Molaro. Queste le parole del segretario Jimmy Esposito che prende posizione sul Piano, sulla scia di quanto fatto il giorno prima dal PD: “[…] Un P.U.C. atteso ormai da tempo e adottato all’ultimo minuto, anche dal nostro gruppo per il solo senso di responsabilità verso la città, ma non in linea con gli indirizzi politici condivisi dalle forze di maggioranza. La lista civica CAMBIA CON NOI non può accettarlo ed è pronta ad un approfondito confronto politico con tutte le forze di maggioranza nell’area di centrosinistra sulla condotta irresponsabile della pianificazione urbanistica della città”.
Molto piccata la reazione di Filomena Iovine, consigliere di opposizione che in mattinata ha affidato a Facebook il suo sfogo: “Nessun comunicato stampa stamattina? Sono finiti gli articoli sui giornali pilotati? Nessun altro si é accorto di aver votato broccoli per carciofi? Eppure le concessioni edilizie ai partner fioccano e addirittura avete deliberato di non rispettare il giusto protocollo”.
A questo punto, ricordando e sottolineando che il sindaco Antonio Carpino ha assunto anche l’interim dell’Urbanistica dopo le dimissioni dell’ex assessore Pino Napolitano, si attende proprio la replica del primo cittadino.
Sant’Anastasia, Teatro, rinviato lo spettacolo di Antonio Merone
Rinviato a data da destinarsi lo spettacolo di Antonio Merone previsto per per sabato 28 e domenica 29 marzo.
In ottemperanza al decreto legislativo del 4 marzo 2020 che sospende manifestazioni ed eventi culturali, lo spettacolo teatrale di Antonio Merone “Le farse di Antonio Petito”, previsto per sabato 28 e domenica 29 marzo al cine- teatro Metropolitan di Sant’Anastasia, è rinviato a data da destinarsi. Per coloro che hanno acquistato il biglietto, questo sarà valido per le prossime date. L’attore Antonio Merone spiega: “Siamo dispiaciuti per il rinvio, ma è giusto rispettare il decreto firmato dal Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e tutelare la salute pubblica. A breve comunicheremo le nuove date”.
Pomigliano d’Arco, sicurezza ambientale, sequestrata un’area di 350 mq e denunciato un 41enne
Nell’ambito dei servizi di contrasto ai roghi di rifiuti e alle condotte illecite connesse disposti dal comando provinciale di napoli, i carabinieri della stazione di Pomigliano d’Arco insieme a quelli della Tenenza Carabinieri di Casalnuovo di Napoli e della Stazione Carabinieri Forestali di Marigliano, hanno denunciato un 41enne per il reato di smaltimento illecito e deposito incontrollato di rifiuti.
I militari hanno trovato in via Nazionale delle Puglie 56 – all’interno di un’area che in passato era di proprietà di un noto pastificio (struttura sequestrata a seguito di procedura fallimentare) – scarti ferrosi, materiale di plastica e guaine. Il piazzale di 350 metri quadrati è stata sequestrata.
Casamarciano, Emergenza sanitaria, il Comune sospende la rassegna teatrale “Scenari al Plesco”
A seguito del decreto ministeriale del 4 marzo, emanato per contenere e prevenire la diffusione del Coronavirus, tutti gli spettacoli della rassegna teatrale “Scenari al Plesco” promossa dal Comune di Casamarciano in cartellone fino al 3 aprile sono rinviati a data da destinarsi.
“Una misura necessaria in un momento già di grande preoccupazione – spiega il sindaco Andrea Manzi – In accordo con gli artisti coinvolti ci impegneremo a riprogrammare gli spettacoli annullati di cui daremo tempestiva comunicazione. Facciamo rete ma soprattutto invitiamo al dialogo reciproco e alla solidarietà. Solo così – chiude Manzi – supereremo questa emergenza”.
neAnastasis, la crisi politica a Sant’Anastasia
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione politica dall’associazione civica neAnastasis
La politica italiana degli ultimi decenni non sta particolarmente brillando. Sono molti a ritenere che una delle cause risieda nella crisi profonda dei partiti che si intreccia alla “questione morale”. Questo ha comportato una sempre maggiore identificazione del partito (o del movimento politico) in un “condottiero”, e una sempre minore collegialità e legame con la base politica. Nei vecchi partiti il leader emergeva invece per i suoi meriti sul campo: la sua capacità di sintesi di idee collettive e la sua idea di paese. Oggi il “condottiero” si impone con idee populiste e con una sistematica aggressività nei confronti dell’avversario politico, servendosi sempre di più della cassa di risonanza dei social dove, come è tristemente noto, la “complessività” si riduce in “banalità”. Se a tutto ciò uniamo i continui scandali per corruzione non c’è da meravigliarsi troppo della crescente sfiducia dei cittadini nei confronti della politica.
Questo scenario nazionale si riflette, ovviamente, anche su scala locale come la nostra comunità anastasiana. Nelle ultime elezioni comunali i partiti sono completamente spariti (fatta eccezione del solo Partito Democratico). Al loro posto sono nate miriadi di liste civiche. Il termine “civico” sarebbe di per sé positivo, se queste liste fossero una espressione genuina di civismo, ovvero di gruppi di cittadini realmente impegnati quotidianamente sul fronte del bene comune. Purtroppo, la realtà non è questa. Queste liste civiche nascono dal nulla alla vigilia delle lezioni e muoiono nel nulla subito dopo. Tutti sappiamo che questo tipo di liste sono dei comitati d’affari, e rappresentano un sistema di ramificazione per raccogliere quanti più voti è possibile, promettendo in cambio una serie di favori: dai posti di lavoro (come abbiamo potuto constatare) a semplici servigi che in realtà sarebbero dei diritti dei cittadini (l’illuminazione di un pezzo di strada piuttosto che il rifacimento di un tratto di marciapiede). Queste operazioni sono condotte da personaggi politici che spesso non hanno nessuna visione politica ma solo sete di potere. Tra l’altro una lista civica risulta molto comoda perché consente di camuffarsi e fare alleanze disinvolte di tipo trasversale che non sarebbero possibili con i partiti tradizionali (vedi quanto successo in casa PD nelle ultime elezioni). Le liste civiche, inoltre, consentono il riciclaggio di “pseudo leader “ che, qui a Sant’Anastasia, condizionano ed ingessano la vita politica da oltre trent’ anni.
Il risultato di queste liste civiche è sotto gli occhi di tutti: tre amministrazioni sulle ultime quattro (Pone, Esposito, Abete e Abete-bis) sono saltate e due delle quali per gravi motivi giudiziari.
Noi non vogliamo esprimere giudizi sulle vicende che competono esclusivamente alla magistratura, ma i fatti accaduti fanno riflettere perché le responsabilità, evidentemente, non possono concentrarsi nelle sole persone chiamate a giudizio.
In primis la co-responsabilità dei consiglieri che hanno sostenuto le maggioranze coinvolte nei fatti giudiziari. Come mai, ad esempio, prima, durante e dopo l’ultima campagna elettorale, quando già si mormorava dell’uso improprio dei concorsi in itinere, nessuno ha preso le distanze? E’ comodo oggi saltare dalla nave che affonda.
Un’altra nota negativa è stato il trasformismo di politici che avvalendosi dello slogan “una pessima amministrazione è sempre migliore del commissario” hanno fatto salti mortali per alleanze a tutti i costi (tra l’altro contraddicendosi perché questi stessi politici in passato (1997) hanno già consegnato il paese nelle mani di un commissario) pur di entrare nella gestione del PUC.
Un proverbio dice che “chi semina vento raccoglie tempesta“, e questo fotografa, purtroppo, quanto avvenuto a Sant’Anastasia negli ultimi anni dove le varie faide hanno trascinato la politica a livelli infimi, veramente mai visti prima, lasciando il paese in balia di una grave crisi morale e di problemi antichi e mai risolti.
Di fronte a questo disastro, nessuno ha osato fare la benché minima autocritica. Anzi, con grande ipocrisia (potremmo anche dire con faccia tosta) oggi quelli che hanno prodotto tutto ciò si dichiarano paladini della legalità e si propongono come salvatori della patria. Ai “vecchi politici”, poi, se ne propongono dei nuovi, magari anagraficamente più giovani, ma che sono vecchi sul nascere per la loro incoerenza e spregiudicatezza, già ampiamente mostrata nel cambiare casacca e nel sapere gestire formidabili strumenti per creare clientele (sindacati, cooperative, etc.).
Occorre però anche dire che in questo scenario anche i cittadini non sono immuni da co-responsabilità se si considera la massa di voti che i suddetti politici hanno raccolto durante l’ultima campagna elettorale: infatti, coalizioni che pochi anni fà sono state strettamente legate (Esposito- Abete-Gifuni), hanno raccolto quasi il 90 % dei voti. Insomma, sembra proprio calzare ad hoc il vecchio detto che ogni popolo ha la classe politica che si merita.
Oggi Sant’Anastasia si presenta spaventata e disorientata ad un appuntamento politico in un clima politico unico. Come tutte le condizioni di crisi si possono verificare due reazioni: continuare a selezionare male la loro classe politica affidandosi ai successori di coloro che hanno prodotto l’attuale sfacelo, oppure avere un sussulto di orgoglio e provare a voltare pagina.
Se i cittadini devono fare la loro parte anche i partiti e i movimenti politici hanno grandi responsabilità in questo delicato momento se veramente gli sta a cuore il futuro di questo paese.
Come associazione civica, che in questi anni ha cercato con obiettività di dare un contributo alla vita politica e culturale di questo paese, ci sentiamo di dare qualche suggerimento, scevro da ogni interesse di parte, con la speranza che possa essere accolto e messo in pratica.
Per quanto detto ci auguriamo innanzitutto che tutti i protagonisti delle consiliature interrotte per motivi giudiziari facciano non uno, ma dieci passi indietro per dare una netta discontinuità ad un passato torbido ed improduttivo.
Ci auguriamo anche che alle prossime elezioni amministrative i candidati non utilizzino in modo “strumentale” liste civiche come l’ennesimo tentativo per “cambiare tutto per non cambiare nulla”. Ma che le persone si candidino prevalentemente nei partiti dai quali provengono e per i quali chiedono voti ai cittadini per le elezioni regionali, nazionali ed europee.
Auspichiamo anche che quei deputati (nazionali e regionali) che sono venuti a Sant’Anastasia per sponsorizzare utilitaristicamente liste civiche, in contrapposizione alla loro area politica di appartenenza, possano anch’essi fare un serio esame di coscienza.
Ma sopra ogni cosa, auspichiamo che la nostra comunità possa reagire con un sussulto di dignità: mettere da parte le miopi logiche politiche che hanno portato all’attuale situazione ed essere in grado di intraprendere scelte serie e coraggiose per selezionare una classe politica onesta e capace, finalmente libera da logiche di mera appartenenza e da legami familistici.
Insomma, una Politica (con la “p” maiuscola) in grado di progettare la “città del futuro”, in termini di vivibiltà, di solidarietà, di equità, di rilancio dell’economia e di rispetto dell’ambiente.
associazione civica neAnastasis
Marigliano, lo stato dell’arte delle opere pubbliche in città
Marigliano cantiere aperto, parafrasando il titolo del celebre film neorealista. Per fare il punto della situazione abbiamo incontrato Giovanni Ricci, assessore ai Lavori Pubblici dal 21 aprile 2018.
Subentrato a Pino Napolitano, che ha pagato uno dei rimpasti di governo attuati dall’amministrazione Carpino in questi cinque anni, l’assessore Ricci gestisce anche le dinamiche dell’Ambiente, della Polizia Municipale e della Protezione Civile. A quasi due anni dal suo insediamento gli abbiamo chiesto di verificare lo stato dell’arte delle opere pubbliche, in un periodo in cui buona parte della comunità lamenta il fatto che una città impraticabile ne comprometta la vivibilità, denunciando anche una gestione approssimativa dei lavori in corso. Diversi, infatti, sono i disagi con cui si scontrano quotidianamente residenti e non, alle prese con un sistema di segnaletica non adeguato, ma anche e soprattutto i commercianti, che da diversi mesi protestano contro i tempi lunghi e l’invasività dei lavori, in particolare nel centro città.
Al momento sono otto i cantieri allestiti sul territorio comunale. Si va dal rifacimento del basolato lungo Corso Umberto I, compresi servizi e sottoservizi, alla messa in sicurezza dei marciapiedi lungo via Dante e al confine con Mariglianella. Dall’ampliamento della sede stradale in via San Giuseppe ai lavori sul manto stradale e la rete idrica in via Vittorio Veneto, fino ad arrivare alla rigenerazione urbana che coinvolge la tratta ex Circumvesuviana, abbandonata dalla rete ferroviaria oltre vent’anni fa. È imminente l’apertura di altri quattro cantieri, prevista entro il mese di marzo: tra questi anche il restyling che coinvolgerà la zona di San Nicola, con la realizzazione di una piazza nello spazio antistante la scuola “Settembrini” e il rifacimento di via Casafalco e una parte di via Alise. Ci sarà ancora da attendere, invece, per l’inizio dei lavori che coinvolgono quelle che secondo Ricci sono “le opere più importanti del piano triennale”, ossia il teatro comunale, che verrà realizzato negli spazi dell’ex istituto Torricelli a Pontecitra, il completamento del campo sportivo “Santa Maria delle Grazie” e della rete fognaria a Miuli, che comporta un investimento di oltre tre milioni di euro. “Il piano triennale delle opere pubbliche – spiega ancora l’assessore – prende corpo nonostante le difficoltà e questo grazie all’impegno dei consiglieri e dei tecnici che collaborano al mio fianco. Grazie anche al meticoloso lavoro degli uffici comunali abbiamo portato a zero le cifre da spendere e messo tutto in lavorazione”.
Riguardo al campo sportivo, ossia lo “stadio” tanto atteso dalla squadra di calcio della città e non solo, i lavori sono stati consegnati di recente e si attende il completamento da realizzare con i fondi della Città Metropolitana di Napoli. L’intenzione dell’assessorato è quella di noleggiare delle strutture mobili per le tribune, in modo tale da assicurare che almeno l’ultima partita casalinga della stagione possa essere giocata davvero in casa dalla U.S. Mariglianese, compagine che è inserita nel Girone A del campionato di Eccellenza e che al momento gioca sul campo di Sant’Anastasia, quindi sempre in trasferta. Quella espressa dall’assessore è una speranza “le cui aspettative vanno soddisfatte innanzitutto in consiglio comunale, dove i consiglieri sono chiamati a esprimersi in merito al bilancio comunale, ancora da approvare. Se il bilancio non verrà votato in tempi stretti (entro il 20 marzo, ndr) non sarà possibile intervenire sulle finanze di cui c’è bisogno per realizzare quanto necessario, ma sono fiducioso”.
Tutto fermo per il centro storico e la villa comunale, due asset che anche l’assessore Ricci considera strategici e sui quali ammette un deficit di attenzione, dovuto anche al mancato reperimento di ulteriori fondi da investire: “Si poteva e doveva fare di più, in particolare per il centro storico che però richiede uno sforzo economico importante, di circa tre milioni di euro. Questo sarà l’obiettivo principale di un eventuale secondo mandato dell’amministrazione targata Carpino. Abbiamo dato incarico a un progettista per una nuova idea di villa comunale e a breve potremo contare sul suo lavoro, dopodiché proveremo a dare un input anche a questa operazione, entro la fine dell’attuale legislatura”.
Il Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2019/2021 è stato approvato in consiglio comunale il 15 aprile del 2019 con un intervento dell’assessore al ramo cui fecero seguito le reazioni dell’opposizione.
Nola, Coronavirus, disposizioni della Diocesi di Nola
In seguito al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 marzo – con misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus – e tenuto conto del Comunicato della Conferenza Episcopale Campana in materia, il vescovo Francesco Marino dispone quanto segue.
Carissimi,
in seguito al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e tenuto conto del Comunicato della CEI in materia, d’intesa con il Vescovo, in risposta a quesiti di alcuni confratelli vi comunico le seguenti indicazioni:
• Le attività pastorali parrocchiali, interparrocchiali e diocesane per ragazzi e giovani sono
sospese fino al 15 marzo al pari di quanto deciso dal governo in merito alla sospensione
scolastica.
• Il provvedimento non tocca le SS. Messe che potranno essere celebrate osservando le
precauzioni già indicate nei giorni scorsi (evitare il segno della pace, ricevere l’Eucaristia
nella mano, togliere l’acqua dalle acquasantiere, mantenere una distanza tra le persone).
• Matrimoni, esequie, funerali si possono celebrare invitando i fedeli a osservare le misure di prevenzione igienico- sanitarie indicate dalle autorità (evitare contatti fisici diretti, abbracci, strette di mano, distanza tra le persone ….).
• I Vescovi invitano ad assicurare la vicinanza della preghiera a quanti sono colpiti dalla
malattia, ai loro familiari e a quanti lavorano per la soluzione immediata della problematica in corso.
Invitiamo le persone a vivere questa esperienza senza drammatizzare ma con spirito di collaborazione e di senso civico.
Coronavirus, Campania: sospese le attività ambulatoriali fino al 18 marzo
La Regione Campania ha sospeso, da oggi al 18 marzo prossimo, le attività ambulatoriali nelle ASL, negli Ospedali, nei presidi Ospedalieri, nella case di Cura – comprese quelle private accreditate – ed all’ Istituto per i tumori “Pascale”. La decisione rientra nelle misure di contenimento del contagio da coronavirus.
Dal provvedimento sono escluse le prestazioni ambulatoriali di urgenza, quelle di dialisi, la radioterapia e le prestazioni di tipo oncologico-chemioterapico.
Francesco Urraro presenta una interrogazione per chiedere la sospensione delle attività del tribunale di Napoli
ieri abbiamo presentato un’interrogazione urgente al Ministro della Giustizia chiedendo la sospensione delle attività nei tribunali di Napoli, o comunque su tutto il territorio nazionale.
Con interrogazione urgente al Ministro della Giustizia, premettendo la sussistenza di casi di contagio da Covid-19 in Campania tra cui anche Avvocati che esercitano attività professionale nel Distretto della Corte di Appello di Napoli così come segnalato dall’Ordine Forense di Napoli, ho chiesto, tra l’altro, quali misure intende adottare nonché la sospensione temporanea delle udienze e la sospensione dei termini processuali, così da contenere il rischio di una possibile propagazione del contagio tenuto conto delle attività e degli spostamenti degli Avvocati e del personale nello stesso Circondario. Tale sospensione avrebbe tra l’altro il vantaggio di evitare e/o coordinare al meglio forme di autoquarantena che probabilmente non pochi avvocati, venuti a contatto nei giorni passati con soggetti positivi al test di covid-19, decidano o siano indotti ad adottare a tutela della salute non solo di se stessi e delle loro famiglie ma anche di tutti i cittadini.
Sen Francesco Urraro
Somma Vesuviana. Francesco Maddaluno, l’artigiano accordatore di pianoforti si racconta…
Con lui i pianoforti ritornavano a vivere. Appassionato di musica sin dalla tenera età, diventò accordatore ufficiale della Ditta Ceruti di Napoli e della RAI.
Nato a Portici nel 1940, Francesco Maddaluno vive attualmente a Somma Vesuviana in via Trentola con la sua amata moglie. Il mestiere lo ha imparato da solo, da autodidatta, percependo nella sua interezza le vibrazioni delle corde percosse dai martelletti. Se c’è qualcosa, infatti, che Maddaluno conosce pienamente è il pianoforte: come è fatto, da quali materiali è composto, come si accorda, come si restaura e l’intero meccanismo. A dodici anni – racconta il maestro artigiano – suonavo impeccabilmente la fisarmonica, regalata da mio padre e, successivamente, iniziai a studiare i primi rudimenti dell’arte pianistica. La passione fu così tale che all’età di 30 anni mi ritrovai con il mio orecchio assoluto ad accordare e fare manutenzione ai primi pianoforti. L’orecchio assoluto è la capacità di riconoscere e produrre l’altezza di una singola nota senza l’ausilio di un suono di riferimento. Quella di accordatore di pianoforte era un tempo una professione comune tra i ciechi. Sono diventato – spiega l’ottantenne artigiano – il tecnico e l’accordatore ufficiale del negozio Ceruti di Napoli in via San Sebastiano per 40 anni e mi sono occupato dei pianoforti della RAI di Napoli.
All’epoca c’erano numerosi pianoforti a coda preso l’ente televisivo. Ricordo ancora l’illustre Pippo Baudo che lo seguiva attentamente negli studi della RAI, mentre operava sugli strumenti. Divenuto socio dell’ANTP (Associazione Nazionale Tecnici Pianistici), giravo, inoltre, per i salotti aristocratici di Napoli. La musica in casa e in salotto erano ancora manifestazioni tipiche della cultura musicale napoletana. Per il ceto borghese la musica rappresentava ancora per poco una forte occasione di affermazione sociale, non solo nell’ambito del concerto pubblico, ma anche in quello della prassi musicale privata. Fino ad una quarantina d’anni fa il numero dei dilettanti era ancora enorme, mentre il pianoforte era un arredo indispensabile di ogni salotto borghese. Oggi – prosegue l’artigiano – dopo più di 45 anni di mestiere, mi dedico ad accordare i pianoforti degli amici e di qualche buon amatore: le tastiere elettroniche e digitali hanno soppiantato definitivamente l’illustre pianoforte. Il suo laboratorio è fatto ora di due piccole valigette, dove possiede attrezzi e strumenti necessari ad accordare e rivitalizzare ogni tipo di pianoforte.
Quello dell’accordatore – afferma Maddaluno – non è un mestiere che si improvvisa. Ci vogliono anni per carpirne i segreti ed ogni pianoforte ha le sue caratteristiche, i suoi pregi e i suoi difetti legati soprattutto alla condizione climatica. I pianoforti ne subiscono le conseguenze. Un all’altro elemento che influisce di più sulla performance di questo strumento è il modo di usarlo e la sua manutenzione. I martelletti, che percuotono le corde, in un pianoforte, utilizzato un paio d’ore al giorno, possono durare circa 60-70 anni, mentre in un Conservatorio dopo 10 anni sono finiti. Francesco Maddaluno, insomma, parla del suo lavoro con grande passione. Un mestiere, ormai, in via di estinzione ed eseguito, oggi, solo grazie ad una valida e moderna strumentazione adatta a percepire la frequenza delle corde.
