Sant’Anastasia, Coronovirus, Siamo Anastasiani: “Il Comune provveda a sanificare piazze, strade e luoghi pubblici”.

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal movimento politico Siamo Anastasiani
Il movimento politico “sìAMO ANASTASIANI – IL FUTURO CHE CI MERITIAMO” lancia una proposta che nelle prossime ore sarà ufficializzata con una lettera protocollata all’Ente e indirizzata direttamente al Commissario Prefettizio: “Chiederemo da parte del Comune un impegno straordinario per il lavaggio e la sanificazione delle piazze, strade e luoghi pubblici, comprese le chiese, per mitigare il rischio che l’infezione possa propagarsi come sta accadendo negli ultimi giorni da nord a sud” spiega il segretario cittadino Ciro Terracciano.
“È indispensabile mettere in sicurezza il territorio dal rischio contagio, attuando tutte le soluzioni possibili in materia igienico-sanitaria e valutare anche l’ipotesi di estendere con un’Ordinanza l’obbligo di sanificazione a tutte le attività commerciali anastasiane. Serve uno sforzo comunitario in un momento difficile e preoccupante, dove a rischio è la salute pubblica e per cui ci sono già state conseguenze molto pensanti, anche in termini economici, ed in particolare per chi opera nel settore della ricettività”, aggiunge il partavoce del movimento Ciro Pavone. E conclude: “Non si faccia nessun tipo di allarmismo, ma si affronti l’emergenza con serietà e rigore, con la massima collaborazione da parte di tutti”.

Sant’Anastasia, Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti: lettera ai politici

Riceviamo e pubblichiamo un lettera aperta  da Giuseppe Fornaro dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Rappresentanza di Sant’Anastasia.   Gentili politici, In qualità di rappresentante di una categoria di disabili, Vi ricordo che il voto dei disabili vale doppio, vale doppio perchè per raggiungere il seggio elettorale ci arrampichiamo tra mille barriere sperando che valga finalmente la pena di spendere stima e la fiducia nel voto che stiamo per dare. Cara futura Amministrazione, vorrei che quando si parla di abbattere le barriere architettoniche, i disabili vengano consultati, consiglino e guidino gli amministratori per far emergere le tante difficoltà che hanno i non vedenti e chi è costretto sulla carrozzella e tutte le altre disabilita’. Le azioni di promozione dell’accessibilità e della mobilità della persona con disabilità, si incrociano con molte attività dell’ente comunale, quali i servizi sociali, l’urbanistica, i trasporti e la scuola. La trasversalità del tema richiede di organizzare e dare impulso all’attività amministrativa, in modo da consentire che esigenze e diritti delle persone con disabilità, siano rappresentate in tutti gli ambiti decisionali, di gestione e controllo. Per questo è necessario adottare le linee guida su accessibilità e mobilità urbana (linea guida per gli enti locali) che suggeriscono di avere uno specifico riferimento politico all’interno dell’amministrazione e un’organizzazione che attribuisca a una specifica entità amministrativa, la responsabilità di realizzare e monitorare le azioni di sostegno delle persone con disabilità. Si suggerisce, di creare un osservatorio sulla accessibilità e fruibilità urbana, osservatorio previsto anche dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Il primo passo verso il miglioramento della situazione deve essere fatto educando la comunità tutta: bisogna educarla a rimuovere le barriere culturali prima di quelle architettoniche al fine di promuovere l’integrazione sociale parallelamente a quella ambientale. È di questa cultura che deficitiamo enormemente perchè non riusciamo a capire che adeguare spazi e ambienti per i disabili, significa rendere un paese vivibile. Agevolare anziani, mamme con carrozzini, percorsi sicuri per i bambini, significa rendere raggiungibili strutture pubbliche ed esercizi privati con conseguenze positive per tutti. Caro futuro sindaco, assessore alle politiche sociali, alla cultura , allo sport e teatro , alla viabilità, all’ecologia e bilancio e non me ne voglia se dimentico qualcuno, non dimenticate che i disabili non appartengono soltanto alle politiche sociali, ma devono essere tenuti in considerazione per ogni Assessorato meritevole di designarsi tale. Non c’è cultura se non è inclusa l’accessibilità ai disabili, non c’e’ degno spettacolo se non è programmato tenendo conto delle difficoltà e delle pari opportunità previste per i disabili, non ha senso parlare di viabilità senza prestare la massima attenzione alla vivibilità di tutti i cittadini, non c’è qualità nemmeno nell’assessorato all’ecologia se non si interviene adeguatamente con opportuni strumenti ed interventi nei confronti dei cittadini disabili che intendono essere parte attiva per la conservazione dell’ambiente. Dalla lunga esperienza maturata nel corso degli anni, l’associazione ha riscontrato che nel  70% dei casi le persone che presentano disabilità visiva, sono anziani. Il disabile-anziano si trova molto spesso solo, privo di chi lo possa accompagnare e assistere anche nelle più elementari forme di vivere quotidiano es. rapporti con Enti; compilazione e lettura pratiche; semplici acquisti quali medicinali o alimentari. Per le fasce più giovani è necessario adottare strategie di inclusione e supporto all’accettazione della menomazione, attraverso attività sportive, corsi di  lettura Braille, attività ludico ricreative, Importante e’ anche  l’accompagnamento finalizzato all’inclusione sociale, che a seconda della gravità della deficienza visiva ed in relazione all’esigenza specifica del soggetto preso in carico sia il più possibile finalizzata a rendere la condizione di disabilità meno pesante. Accompagnamento presso Ospedali, Consultori, Laboratori medici, ma anche volte allo svolgimento delle incombenze quotidiane. Introdurre la figura  dell’infermiere domiciliare che possa  vigilare ed intervenire  con competenza laddove  sia necessario il suo intervento. In mancanza di strategie idonee e di Indicazioni su specifiche aree di innovazione da introdurre nella programmazione  si rischia di favorire l’emarginazione di soggetti resi deboli dalla condizione fisica. Giuseppe Fornaro dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Rappresentanza di Sant’Anastasia 

Contro il virus e contro i soliti “mostri”- “untori, complotti, la resa della scienza”-  una ricetta napoletana del 1865

Senza scomodare Manzoni, facciamo il confronto con la breve “epidemia colerica” che colpì Napoli nel 1865. I “mostri” sono gli stessi che si aggirano oggi tra noi: forse quelli di oggi sono più terribili, perché sono “demoni” globali.  Allora e oggi: gli untori, i complotti, le fantasiose ricette per combattere il male: allora, bicchieri di acqua di mare; oggi olio di origano e candeggina diluita. Ieri e oggi, la grande lezione di “humanitas” dei medici. E la bella “ricetta” consigliata, nel 1865, da un “ameno spirito” napoletano.   Le epidemie e il Medioevo eterno. Senza scomodare Manzoni, leggiamo le cronache  del 1865, quando, tra agosto e novembre,  Napoli e il Napoletano vennero aggrediti da un’ “epidemia di colera che non fu  catastrofica”.   Il 31 agosto a Castellammare “una turba di donne furibonde, di monelli e di lazzari” accerchiò due stranieri, accusandoli di “spargere sostanze venefiche, atte a suscitare epidemie coleriche”. I due infelici vennero bastonati: la polizia, quando arrivò sul posto, trovò “due corpi malconci, sfigurati, coperti di polvere e di sangue”. Il 10 novembre in una strada della Vicaria una folla minacciosa circonda un ufficiale del 68° Rgt. Fanteria e gli impone di spiegare cosa è la polvere bianca che è caduta da un “fagotto che egli ha sottobraccio”. L’ufficiale apre il fagotto, prende un pizzico di quella polvere, se lo mette in bocca, lo mastica, lo ingoia, e spiega che è zucchero. E mentre la folla si allontana, egli “si dice fortunato di non aver comprato il cloruro di calce, di cui pure aveva bisogno. Non potendolo inghiottire, come ha fatto con lo zucchero, avrebbe passato un brutto quarto d’ora”.Il 30 ottobre una schiera di “donne tumultuose” invade la chiesa dell’Arcivescovado e tenta di “impossessarsi della statua di S. Gennaro e portarla in processione per la città allo scopo di scongiurare l’aggravarsi del colera”. Il 2 novembre, nella sezione Stella dove “il colera infuria”, la folla minaccia di morte una giovane cameriera che porta in mano “un’ampolla” piena di liquido giallo. I poliziotti intervengono immediatamente e salvano l’ingenua ragazza: ma la folla si disperde solo quando il commissario di polizia spiega, con calma, che quel liquido è un medicinale. Nel dramma dei nostri giorni gli “untori” devono essere degni della società globale: comandi militari, strutture segrete di politici e di finanzieri. I nostri untori possono essere i russi, gli israeliani (huffingtonpost.it, 25 febbraio), possono essere gli americani che avrebbero deciso di abbattere “il detestato impero del Dragone” con la guerra dei virus, e non più con quella dei “noiosi dazi” (ilsole 24 ore. com  17 febbraio). Ma potrebbero essere i cinesi stessi, che, negligenti e superficiali, avrebbero fatto fuggir via il virus da qualche laboratorio militare. E perché Bill Gates disse, nel 2018, che il mondo doveva prepararsi ad affrontare una pandemia da almeno 30 milioni di morti? (Ilgiornale.it, 2 maggio 2018). E qui la “bufala” arriva agevolmente: Gates, che già sapeva, avrebbe investito una somma enorme nella preparazione del vaccino, sollecitato non dalla carità cristiana, ma dalla possibilità di ricavare un guadagno 20 volte superiore alla somma investita. La scienza medica è in seria difficoltà: non solo non c’è il vaccino, ma i virologi dicono tutto e il contrario di tutto: il che permette a molti di sentirsi autorizzati ad aprir bocca sul tema e sui connessi argomenti. Il 10 agosto 1865 un anonimo napoletano scrisse a tre giornali “giurando che il colera può essere scongiurato e debellato bevendo, ogni mattina, due bicchieri di acqua di mare”. Durante il colera del 1973 alcune anziane “zie” ottajanesi suggerivano di difendersi dal morbo mangiando, tre volte al giorno, del peperoncino crudo. Oggi viene ospitato nei salotti TV, e in prima serata,  un tale che propone di combattere il virus con la vitamina C e con la vitamina D: altri consigliano antibiotici e tachipirina, altri ancora aglio – che, come si sa, mette in fuga, anche il diavolo-, oppure olio di origano e olio di sesamo. Ma poiché bisogna essere all’altezza della epica stupidità della società globale, qualche americano ha suggerito, come perfetto antidoto, la “Miracle Mineral Solution”, e cioè candeggina allungata con acqua (ilsole24ore.com, 17/02). E qui conviene ricordare la ricetta anticolerica pubblicata da uno “spirito ameno” sul “Monitore napoletano” il 6 novembre del 1865: “Grani due di indifferenza/ grani cinque di pazienza/ once quattro di allegrezza,/ dramme zero di tristezza,/ aver flemma e tolleranza/ aria pura nella stanza,/ libbre due di pulizia/ cibi sani e frutti…”. Il 10 dicembre 1865 Vittorio Emanuele II giunse “ alle 10.30 di sera alla stazione di Napoli, dalla linea di Nola”. L’11 e il 12 “visitò le zone maggiormente colpite e gli ospedali dei colerosi.”.I politici di oggi, e i titoli di alcuni giornali, meritano un articolo a parte. Ma in ogni dramma c’è la nota nobile dell’humanitas. Il 27 novembre 1865 a Napoli morì di colera un medico importante, Francesco Del Giudice, “ che, sprezzante del pericolo e incurante dei consigli che ai primi sintomi del male gli davano i proff. Ramaglia e Tizzani, continuava a disimpegnare la sua opera filantropica a favore dei colerosi”.  Anche oggi, i medici e il personale sanitario stanno onorando, nel modo più alto, il giuramento di Ippocrate.  

Somma Vesuviana, blitz al Parco Fiordaliso, nove indagati per traffico e spaccio di stupefacenti

All’alba di oggi, i militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 9 indagati (per 4 – di cui uno già detenuto – la misura cautelare della custodia in carcere e per 5 quella del divieto di dimora nella Regione Campania), per i quali sono emersi gravi indizi di colpevolezza quanto alla partecipazione ad una associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed alla commissione di episodi di spaccio di sostanza stupefacente . L’attività ha documentato la presenza, nel corso degli ultimi anni, di un’associazione imperante sul complesso popolare denominato Parco Fiordaliso/San Sossio di Somma Vesuviana, imperniata intorno alla famiglia DE BERNARDO, ed articolata in tre sottogruppi, che controlla lo spaccio su quella zona della cittadina vesuviana. Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e coordinate dalla D.D.A. di Napoli, sono state realizzate attraverso attività di intercettazione, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, individuazioni fotografiche e l’escussione di persone informate sui fatti. Durante l’attività è stata posta sotto sequestro sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e marijuana. La attuale operatività della associazione è stata confermata dalle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia BASELICE Daniele (quest’ultimo in particolare appartenente alla famiglia DE BERNARDO), PIEZZO Cristiano, PIEZZO Fortunato e PELLICCIA Massimo. I collaboratori hanno anche evidenziato i legami che la famiglia DE BERNARDO ha mantenuto nel corso degli anni con il potente clan metropolitano dei MAZZARELLA, in particolare attraverso la figura di DE BERNARDO Vincenzo ( fratello e cognato di alcuni degli odierni arrestati), ucciso in un agguato di stampo camorristico nel 2015, episodio relativamente al quale si è già proceduto a carico di esponenti del clan RINALDI e MINICHINI. I NOMI D’URSO Gennaro, nato a Napoli il 04.04.1968; DE BERNARDO Assunta, nata a Napoli il 14.08.1972 GRIMALDI Salvatore, nato a Napoli il 25.04.1965; LA VECCHIA Enrico, nato a Napoli il 20.01.1964; ( custodia cautelare in carcere) CAPUTO Loredana, nata a Napoli il 08.03.1966; DE BERNARDO Maria, nata a Napoli il 24.08.1968; GRAUS Rosaria, nata a Napoli il 30.10.1964; GRIMALDI Vincenzo, nato a Napoli il 12.01.1988; ZANNELLI Umberto, nato a Napoli il 25.08.1971; ( divieto di dimora nella regione Campania)

San Sebastiano al Vesuvio, ruba energia elettrica: in manette macellaio 27enne

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I carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio hanno arrestato per furto aggravato il titolare di una macelleria di via Plinio, un 27enne incensurato. I carabinieri hanno accertato che l’uomo ha manomesso il contatore elettrico della sua attività commerciale rubando la fornitura energetica il cui valore ammonta a 28mila euro circa. Il 27enne è stato collocato agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Coronavirus, ad oggi in Campania le persone contagiate sono 31

E’ di 31 persone il bilancio dei contagiati da coronavirus in Campania. Nella giornata di ieri, nel laboratorio dell’ospedale Cotugno, centro di riferimento regionale per le malattie infettive, sono stati effettuati 42 tamponi di cui 3 sono risultati positivi. Come per tutti gli altri finora positivi, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Restano 9 i pazienti ricoverati nell’ospedale e le loro condizioni di salute non destano preoccupazione, nessuno è in terapia intensiva e tutti respirano in maniera autonoma. Tra loro anche il ‘paziente 1’ di Napoli, ricoverato ieri in osservazione. L’uomo era rientrato a Napoli da Milano poco prima di Carnevale e, ai primi sintomi, si era sottoposto al tampone risultato positivo. Per lui, come da prassi era scattata la quarantena domiciliare. Anche i casi registrati ieri sono ‘contagi da migrazione’, rientrati cioè nel territorio della Campania dopo essere stati in Lombardia.

Nuovo PUC a Marigliano: si entra nel vivo con la fase delle osservazioni

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L’amministrazione comunale di Marigliano, guidata dal sindaco PD Antonio Carpino, anche responsabile ad interim dell’Urbanistica, con delibera di Giunta Comunale n. 24 del 18 febbraio scorso ha adottato il nuovo Piano Urbanistico Comunale. Lo strumento è teso a garantire nuove norme che regolino la gestione delle attività di trasformazione urbana e territoriale della città, a quarant’anni esatti dal PRG (Piano Regolatore Generale) del 1990, tuttora in vigore. Lunedì 2 marzo il PUC mariglianese è stato pubblicato anche sul BURC della Regione Campania con il relativo avviso di adozione: da questo momento ed entro 60 giorni, ai fini delle previste attività di “Partecipazione al procedimento di formazione del PUC”, chiunque può presentare le proprie osservazioni al Piano. Pertanto i cittadini, anche riuniti in associazioni o comitati, possono prendere parte a questa dinamica di adesione, contribuendo in maniera determinante all’operato di chi è chiamato ad amministrare il territorio. Il PUC proposto è stato elaborato con il supporto scientifico del centro di ricerca L.U.P.T., il Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione Territoriale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, e prevede tra le antiche centralità e le nuove polarità la valorizzazione delle preminenze architettoniche, la riqualificazione e il recupero del costruito recente, l’integrazione delle aree produttive e la connessione alla mobilità sovracomunale. Tra gli asset strategici individuati dai progettisti, invece, troviamo la villa comunale, il Palazzo Ducale con il relativo parco, il recupero del centro storico e delle aree urbane centrali, il boulevard nord-sud, l’area del mercato, via Giannone e il complesso della Collegiata, il parco urbano di interesse regionale della Vasca San Sossio, l’integrazione urbana del quartiere Pontecitra, il complesso di San Vito, le aree di sedime della vecchia Circumvesuviana, la tutela delle aree rurali e il riordino della campagna urbana, le aree di sedime della vecchia linea FS per un nuovo “parco lineare” e le aree delle stazioni del nuovo tracciato della Circumvesuviana. Il Piano però non convince i consiglieri di opposizione, su tutti la consigliere Filomena Iovine che promette battaglia dalla sua pagina Facebook ufficiale, annunciando di essere quasi pronta con le osservazioni: intanto, però, ha provveduto a condividere alcune considerazioni tecniche preliminari, lamentando approssimazione e superficialità nella progettazione del Piano. Nello specifico, scrive la Iovine, “nelle stesse norme il PUC non prevede abitazioni e prevede edifici a destinazione prevalente residenziale con un altissimo indice di 1.5 mc/mq”. Rincara la dose il consigliere Michele Cerciello che, nel condividere le considerazioni della collega di opposizione, ha aggiunto : “Ancora una volta raggirate le aspettative dei cittadini. Marigliano merce di scambio, oramai diventata la nuova Casalnuovo del nolano”.

Coronavirus, mascherine protettive a prezzi esorbitanti:bliz della Guardia di Finanza

Vendevano mascherine protettive con rincari anche del 6150%: è quanto hanno scoperto i finanzieri della compagnia di Giugliano in Campania (Napoli) che ne hanno sequestrate ben 10mila, nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, guidata dal procuratore Francesco Greco. Le fiamme gialle hanno scoperto che in una parafarmacia in località Varcaturo di Giugliano venivano vendute due tipologie di mascherine rispettivamente con rincari del 6150% per quelle “LifeGuard” e 300% per le “monovelo”. L’esercente aveva acquistato le maxi confezioni per poi rivenderle dopo averle confezionate in singole bustine. La Procura – informa una nota – sta verificando le condizioni per procedere alla vendita coattiva immediata dei prodotti sequestrati.

Sant’Anastasia, La Pro Loco promuove l’incontro su nuove opportunità di sviluppo per le imprese dell’area vesuviana

Mercoledì 4 marzo alle ore 17.00 presso il Centro Anziani di Sant’Anastasia, in piazza IV novembre (detta anche “piazza Monumento”), la Pro Loco Dell’Arco Sant’Anastasia ha organizzato l’incontro che ha per tema le nuove opportunità di sviluppo per le imprese dell’area vesuviana, con particolare riferimento alle ZONE ZES (zone economiche speciali) della Regione Campania. L’argomento è stato scelto in relazione alla natura di molte attività produttive presenti sul territorio anastasiano, e in special modo per mostrare nuove opportunità di sviluppo alle aziende del settore degli autotrasporti. Le Zone economiche speciali sono infatti: “aree portuali, retro portuali o piattaforme logistiche in cui le imprese potranno investire con incentivi fiscali definiti dalla legge (credito di imposta per gli investimenti, semplificazioni amministrative, altri benefici che le singole Regioni intendono definire)”. In altre parole, si prevede la possibilità di istituire le ZES sul territorio campano, da realizzarsi intorno ad aree portuali e interportuali che presentino le caratteristiche di snodi di rilevanza strategica. In Campania le imprese che vorranno investire potranno, immediatamente,  usufruire  del credito d’imposta  in quanto l’Amministrazione regionale ha già provveduto  –  una delle prime in Italia –   al riconoscimento della  “ZES Campania” istituita con D.P.C.M dell’11 maggio 2018 . Alle imprese che investiranno è concesso il credito d’imposta su investimenti effettuati nel limite massimo di 50 milioni di euro, per ciascun progetto, con una agevolazione  commisurata alla quota del costo complessivo dei beni che dovranno risultare acquisiti entro e non oltre il 31 dicembre 2020. L’incontro organizzato dalla Pro Loco Dell’Arco è rilevante non solo per la tematica affrontata, ma anche perché vi parteciperanno personalità competenti della materia, che potranno approfondire tutti i temi connessi. Saranno presenti all’incontro:
  • Antonio Marchiello, Assessore alle Attività produttive della Regione Campania;
  • Enza Amato, Consigliera Regione Campania;
  • Claudio Ricci, Amm. Delegato dell’Interporto di Nola;
  • Giuseppe Romano, Presidente del Consorzio ASI (per l’area di sviluppo industriale) della Provincia di Napoli;
  • Amedeo D’Alessio, segretario regionale FILT – CGIL.
A introdurre e moderare l’incontro sarà Raffaele Coccia, sostenitore della Pro Loco Dell’Arco Sant’Anastasia e motore di tutta l’iniziativa. “L’instaurazione delle zone ZES può comportare notevoli agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative di cui non tutti sono a conoscenze” – dichiara Raffaele Coccia, che continua – “Questa è un’occasione in cui gli imprenditori del nostro territorio hanno la possibilità di ascoltare direttamente le indicazioni di chi fa parte degli enti interessati da questa misura. Un momento in cui possono chiedere loro tutti i chiarimenti di cui hanno bisogno. Le Zone ZES sono un’opportunità da cogliere per le imprese, che, in questo modo, possono portare ricchezza a tutto il nostro territorio”.

Sant’Anastasia, due famiglie sgomberate dalle case popolari Iacp della Gescal

 L’operazione di sgombero di due appartamenti delle case popolari Iacp nella Gescal di Sant’Anastasia era iniziata già gennaio con numerose resistenze da parte degli occupanti, ieri la polizia locale guidata dal comandante Pasquale Maione, insieme alla polizia di Stato del commissariato Ponticelli ha eseguito l’ordinanza a case già libere. L’appartamento del quarto piano, occupato da circa due anni dalla signora Carmela M. che vi abitava con tre figli piccoli è stato già riassegnato al legittimo destinatario, chiavi alla mano. L’altro, al primo piano, occupato fino a qualche giorno fa da una vedova, anch’ella con bimbi piccoli, è stato murato dagli operai Iacp intervenuti sul posto. Sul web è circolato ieri un video girato a gennaio durante il primo intervento della polizia locale insieme ai carabinieri, immagini dove si vede la resistenza di una mamma che non ha lavoro e non ha altri posti dove vivere. «Ma è un video girato più di un mese fa – dice il comandante della polizia locale di Sant’Anastasia, Pasquale Maione – ieri abbiamo trovato gli appartamenti già liberi, quello al quarto piano è già stato assegnato al legittimo destinatario, quello al primo piano è stato murato perché c’è al momento una sorta di contenzioso tra l’ufficio patrimonio del Comune e l’Iacp». Al momento Carmela M.  si sarebbe trasferita da parenti, ma già qualche settimana fa si sarebbe rivolta al subcommissario prefettizio del Comune di Sant’Anastasia, Massimo De Stefano, il quale avrebbe poi interessato i servizi sociali per consentire alla donna di percepire almeno un contributo e poter affittare regolarmente una casa. La giovane mamma è comunque andata di sua spontanea volontà in municipio autodenunciandosi e cercando di regolarizzare la sua posizione, ma la soluzione tampone offerta dai servizi sociali, ossia un alloggio temporaneo in casa famiglia, non le consentirebbe di trovare una soluzione adeguata per sé e per i suoi bambini. Carmela ha dichiarato ai giornalisti di non poter vivere a lungo presso i parenti. La madre sarebbe infatti allettata e in gravi condizioni di salute. «Io sto dormendo in auto – spiega la signora Carmela M. – e non mi muovo di qui finché non mi dicono cosa deve fare una mamma con i suoi bambini, senza una casa dove andare, è lo Stato che deve intervenire». L’altra occupante abusiva degli appartamenti Iacp sarebbe invece a Pollena Trocchia, anch’ella ospite di parenti.