Gara di letteratura a Casalnuovo: premi in danaro da “Una Città che scrive”. Nappi: “E’ cultura condivisa”

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  L’obiettivo è più che nobile: diffondere e stimolare la produzione culturale tra il maggior numero di persone possibile. Ma va raggiunto anche con metodi, come dire, “pragmatici”, magari pure con premi in danaro. E’ l’intento di fondo che dà il via alla quarta edizione del concorso letterario “Una città che scrive”, gara pubblica al cui esito saranno conferiti agli autori dei migliori scritti premi in danaro e pubblicazioni editoriali gratuite. Il concorso è aperto a tutti, partecipazione gratis. Il bando di concorso è stato pubblicato sul sito www.unacittàchescrive.it La scadenza per l’invio dei testi è fissata al 29 maggio prossimo. Premiazione prevista a settembre. Chi vorrà partecipare al concorso potrà inviare propri testi in tre sezioni: Poesia Inedita, Racconti Inediti e Poesia & Racconti Scuola. “Una Città che scrive” è un’iniziativa ideata a Casalnuovo da Giovanni Nappi e fa parte del più complessivo progetto “Luoghi di Musica & Poesia”, finanziato e patrocinato dalla Città Metropolitana di Napoli. Quest’anno la gara culturale è dedicata a Gianni Rodari, il grande intellettuale, scomparso nel 1980, specializzato in letteratura per l’infanzia. L’anno prossimo sarà dedicata a Dante Alighieri, del quale ricorreranno nel 2021 i 700 anni dalla morte. “Una città che scrive” ha fatto registrare in quattro anni la partecipazione di oltre 5mila persone. Ma attraverso ulteriori incentivi si punta ad allargare la platea di aspiranti scrittori e poeti o di professionisti del settore, già affermati o meno. Quest’anno il via alla quarta edizione sarà celebrato con un evento pubblico nel corso del quale sarà presentato il libro “Napoletanità”, ultima opera del giornalista e scrittore partenopeo Gigi Di Fiore. Il convegno si terrà appunto venerdi 6 marzo, alle 18 e 30, nella sala lettura della Biblioteca Sociale Giacomo Leopardi, a Casalnuovo, in via Roma 148. Si tratta di iniziative che nascono da un’idea di Giovanni Nappi, libero professionista casalnuovese impegnato nella politica locale ma soprattutto nella diffusione della cultura nel territorio nordorientale dell’area metropolitana di Napoli. E’ stato per esempio Nappi a portare l’anno scorso nella Biblioteca Sociale i manoscritti originali de “L’Infinito” di Leopardi. Una mostra, anche questa gratuita, che ha riscosso grande successo di pubblico da tutta la regione. “Mi auguro – l’auspicio del fondatore de “Una Città Che Scrive” –  che il concorso letterario popolare e la Biblioteca Sociale Giacomo Leopardi possano continuare a essere il più grande spazio di condivisione e diffusione culturale della città di Casalnuovo”.  

Il Punto di Vista: il Cimitero comunale di Somma Vesuviana

Soltanto ieri, su questa testata, si pubblicava una nota stampa del sindacato Failms. Vi si raccontavano le frizioni tra la ditta che gestisce i servizi cimiteriali ed i lavoratori che si sentono mortificati, violati nella privacy, destabilizzati, mal retribuiti. Il cimitero di Somma Vesuviana non è mai stato, da che ci si ricordi, negli ultimi decenni, un giardino dell’eden. I problemi sono tanti, il degrado impera, all’interno e anche fuori. Ecco che dunque cascano a proposito le riflessioni che per la rubrica Il Punto di Vista ci hanno voluto affidare Giuseppe Auriemma e Anna Naddeo. Il primo con un approccio rivolto proprio alla condizione dei dipendenti, la seconda con un occhio al degrado di una tomba di famiglia. A voi, lettori, le conclusioni. O altre riflessioni che di sicuro qui troveranno spazio.  

Il Punto di Vista di Anna Naddeo su…lo status del Cimitero di Somma Vesuviana

Era fine febbraio scorso quando ho deciso di scrivere una lettera e indirizzarla al Sindaco del Comune di Somma Vesuviana e al Gruppo i Cipressi… Una lettera informale, soltanto per chiedere il ripristino della pavimentazione attigua ad una tomba che mi è cara. Da circa un’ anno (se non di più) è inagibile, l’asfalto si presenta sollevato e sconnesso ed il perimetro di giardino attiguo alla stessa risulta essere transennato, ciò arreca disagio alle azioni ordinarie per cui si frequenta un cimitero, cioè fermarsi per una preghiera o accendere un cero, in quanto da un lato non si può accedere per via delle transenne , dall’altro la pavimentazione è scoscesa per via di dislivelli già presenti e nella parte anteriore alla stessa ci sarebbe solo un varco tra due cappelle dove però vi sono dei cavi elettrici penzolanti e si dovrebbe passare attraverso quelli. Io ed i miei familiari abbiamo fatto notare più volte agli addetti cimiteriali la situazione ricevendo giustamente in risposta, un “non è colpa nostra dovete scrivere al comune” oppure che la “colpa” sarebbe dei proprietari delle cappelle intorno a quest’area. Se ciò fosse, sarebbe comunque cura del comune chiedere ai proprietari delle stesse di metterle in sicurezza. Andare al cimitero rappresenta – non solo per me ovviamente – un momento di raccoglimento e di ricordo per i propri cari, pregare e portare un fiore sono di conforto. Ho chiesto e chiedo, ma costa tanto trovare una soluzione che ci permetta di fare tutto ciò in sicurezza come si dovrebbe in un paese civile?   Anna Naddeo

Il Punto di Vista di Giuseppe Auriemma su….lo status del Cimitero di Somma Vesuviana

Cambiare l’acqua ai fiori. La cura del Cimitero, un bene comune per la vita della comunità.  In “Cambiare l’acqua ai fiori”, romanzo di Valérie Perrin, la vita di Violette Toussaint, protagonista del libro, trascorre tra le tombe del cimitero di Borgogna, quelle di cui si prende cura da quando ci lavora lì come guardiana. La cura di quel luogo è sacra. Ha imparato ad accudire piante per coltivare l’esistenza. Accoglie infatti chi va a visitare i propri cari, consola i parenti e amici con una chiacchiera o il silenzio, sa stare vicino alle famiglie che si stringono nel lutto. Il cimitero è tra i luoghi più significativi di una comunità, esso racconta, attraverso i ritratti, i fiori, le date e gli epitaffi sulle tombe, le nostre stesse esistenze con le sue radici e le sue memorie. C’è sempre qualcosa per chi sa come guardare in questo luogo carico di nostalgia e di pianto. Qualcosa che interessa la nostra vita. Un luogo comune importante quindi, e di cui prendersi cura per il bene di tutti noi. Ma oggi “cambiare l’acqua ai fiori”, è diventato un esercizio e un servizio che ha dei costi; il personale è gestito di solito da una ditta e da un appalto con il suo bel capitolato che però – senza una seria programmazione e progettazione dell’Amministrazione – produce solo caos e confusione. Il cimitero di Somma Vesuviana è servito da lavoratori, pochi, rispetto al grande lavoro che necessita la cura quotidiana degli spazi e delle infrastrutture esistenti. Tuttavia, a onor del vero, tali lavoratori sono disponibili a qualsiasi ora per far fronte a diverse esigenze. Ma vivono le loro giornate in attesa della stabilizzazione di 8 ore e diretti da ben due ditte diverse. Ma perché non si cerca di migliorare le condizioni lavorative dei dipendenti? Perché ancora non si viene a capo delle criticità più volte portate all’attenzione dei media e della stessa amministrazione comunale? Il cimitero è per antonomasia il luogo della pace e del ristoro, auspichiamo che anche chi lavora in quel caro giardino possa farlo con un animo maggiormente sereno e per il benessere di tutta la comunità di Somma Vesuviana.    Giuseppe Auriemma   

Regione Campania, 63 tamponi positivi al Covid-19, una guarigione e un decesso. In quarantena la nave “Majestic” al porto di Napoli

Al Cotugno di Napoli sale a 63 il numero delle persone sottoposte al tampone con esito positivo al Coronavirus, ma si registra già un guarito. In provincia di Caserta un decesso: il tampone è risultato positivo. Nel porto di Napoli la nave “Majestic” in quarantena. All’Ospedale Evangelico Betania sono 18 i dipendenti messi in isolamento.  Stando all’ultimo comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale della Regione Campania, cresce il numero dei contagiati. Alle ore 21 del 6 marzo si legge l’ultimo aggiornamento: sono stati registrati 13 tamponi positivi su 92 analizzati. Sale a 63 il numero complessivo dei tamponi positivi, sei in più rispetto a quanto registrato nella mattinata di ieri. Cifre che fanno rabbrividire anche i più scettici, ma in casi di emergenza come questo è necessario non perdere il proprio senso critico, evitando di cadere nel baratro di una lacerante psicosi di massa. In questa baraonda di numeri che scorrono incessanti tra tg e breaking news si registra la prima guarigione di un paziente affetto da Covid-19, ricoverato presso l’Ospedale Cotugno di Napoli. A questa segue una seconda e infelice notizia: il decesso presso l’Ospedale di Sessa Aurunca di un 46enne di Caserta, già cardiopatico. Sono in corso accertamenti. Nel mentre, i familiari e il personale sanitario che gli ha prestato soccorso sono stati messi in quarantena. Un venerdì nero per le 125 persone a bordo della naveGnv Majestic”, bloccate al porto di Napoli. Nove sono i marittimi in quarantena perché entrati in contatto con un passeggero risultato positivo al Coronavirus in Tunisia. Nel pomeriggio di ieri è stata data l’autorizzazione per lo sbarco di 116 componenti dell’equipaggio, non interessati dal provvedimento preso per i marittimi attualmente in isolamento. È bene fare il punto sulla questione con un recap generale in base ai fatti accaduti nelle scorse ore con i relativi provvedimenti dirigenziali firmati nella giornata di ieri dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca:
  • Ischia: sulla base dell’ordinanza n.6 del 06/03/2020 sono state svolte operazioni socio-sanitarie volte alla gestione di un’emergenza ad Ischia con accertamento della positività al virus Covid-19 da parte di un turista soggiornante sull’isola insieme ad una comitiva di 90 persone. È stata ordinata la limitazione di accesso alle isole del Golfo di Napoli ai gruppi organizzati di visitatori provenienti dalle regioni e province delle cosiddette “zone rosse”, unitamente all’obbligo di sanificazioni straordinarie a bordo;
  • Luoghi di ritrovo: sulla base dell’ordinanza n.7 del 06/03/2020, in conseguenza al DPCM 4 marzo 2020 con il quale sono stati annullati eventi, spettacoli e manifestazioni di ogni genere, è stata ordinata la sospensione immediata fino al 15 marzo 2020, su tutto il territorio regionale, delle discoteche e di tutti gli altri luoghi di svago, la cui frequentazione comporti assembramento degli utenti, eludendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale.
Inoltre, in merito alla confusione creata da fake news con effetti negativi sullo status reale del nostro territorio, è stata diffusa una dettagliata precisazione dall’Unità di Crisi della Regione Campania per distruggere sul nascere notizie infondate secondo cui la Campania sarebbe stata inserita in una “zona gialla” nazionale, o addirittura alcuni Comuni sarebbero da oggi considerati “zona rossa“. Si precisa che queste affermazioni sono completamente errate, inventate e diffuse per il solo gusto di accrescere il senso di panico tra le persone. Sulla base di decreti nazionali e protocolli, in Campania non esiste alcuna suddivisione territoriale, per cui è bene diffidare da false notizie che attribuiscono alla nostra regione l’appartenenza a presunte “zone rosse” o “gialle”. Per tale motivo non c’è ragione di credere che la Campania sia un nuovo focolaio. Sempre in data 6 marzo 2020 è stato rilevate infondate tutte quelle notizie che affermano l’imminente chiusura dei pronto soccorso in Campania. Tutto ciò è assolutamente falso, perché le attività emergenziali non hanno mai smesso di funzionare, attive 24/24 h nel pieno rispetto delle norme, seguendo i protocolli che prevedono la sanificazione straordinaria degli ambienti e di tutte le apparecchiature. Per quel che riguarda la questione legata all’Ospedale Evangelico Betania, si rende noto con un comunicato diffuso dalla stessa struttura ospedaliera che: «In data 1 marzo si è presentata al pronto soccorso una paziente che, successivamente alla sua dimissione, il giorno 5 marzo è stata ricoverata all’Ospedale Cotugno per sospetto clinico di infezione da Covid-19. Per questo motivo […] è stato disposto, a scopo precauzionale, dalla nostra Direzione Sanitaria l’allontanamento dal lavoro e l’isolamento fiduciario a domicilio del nostro personale (n.18 dipendenti) che ha partecipato all’assistenza della suddetta paziente». Tutta questa situazione, al di là di un senso generale di preoccupazione per le sorti del Paese, lascia dell’amaro in bocca. Troppa è la disinformazione che annebbia la vista di chi cerca di capire che cosa debba affrontare il nostro Paese. Non mancano le fake news, gestite da chi ha bisogno di attaccare per il puro gusto di denigrare, svilire, mettere in ginocchio intere popolazioni già devastate da questo dramma incombente. Dunque, cosa fare? Come procedere per evitare di incappare in dati falsi, gonfiati per accrescere il divario che idealmente divide l’Italia a metà? Il consiglio è basarsi sempre su fonti attendibili. Nel caso in questione, il sito ufficiale della Regione Campania lancia quotidianamente bollettini aggiornati in tempo reale. È giusto affidarsi agli enti, ai giornali, agli articoli pubblicati da testate riconosciute, che col tempo si sono guadagnate la propria autorevolezza grazie alla correttezza delle informazioni e alla trasparenza dei contenuti.

Coronavirus. Garante dei Disabili Regione Campania Colombo: “Provvedimenti del Governo condivisibili ma non bisogna dimenticare le ‘persone fragili’

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Oltre 2700 casi e più di 100 morti. Sono i numeri provvisori del Coronavirus che sta mettendo in grossa difficoltà anche il nostro Paese. I provvedimenti del Governo per prevenire ed arginare questa influenza si susseguono nella speranza che molto presto si possa uscire dal tunnel.
Sull’argomento è intervenuto anche il Garante dei Disabili della Regione Campania, avv. Paolo
Colombo: “E’ un momento complicato perchè il virus sembra si stia diffondendo a macchia d’olio
anche in altre nazioni europee. L’augurio di tutti è che il coronavirus venga sconfitto quanto prima.
Il Governo ha varato una serie di misure straordinarie (condivisibili) che però potrebbero generare
l’insorgere di nuove problematiche per le persone con disabilità. Sono perfettamente daccordo – spiega Colombo- con la nota di Antonio Caponetto (Capo dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri), indirizzata, pochi giorni fa, al Capo del Dipartimento per la Protezione Civile e all’Ufficio di Gabinetto del Ministro della Salute. Infatti le persone con disabilità sono quelle più a rischio in situazioni di emergenza. E’ giusto allora, visto che il DPCM del 23 febbraio 2020 all’art. 1, comma 1, prevede la sospensione di attività pubbliche e private, con l’eccezione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, che i cosìdetti Centri Diurni per Disabili rientrino, almeno nella nostra Regione, dove fortunatamente non si registrano ad oggi focolai, tra i servizi essenziali.
Continuando, il provvedimento di ‘quarantena’ potrebbe indebolire la rete di assistenza, supporto e protezione destinata alle persone con gravissime disabilità o con forme di non autosufficienza che vivono al proprio domicilio. Penso ad un disabile assistito da un anziano genitore. Tali soggetti, in caso di quarantena, potrebbero avere maggiori
difficoltà ad autogestirsi e a seguire le istruzioni delle Autorità. Auspico perciò, nei limiti del consentito, che si possa assicurare maggiore coordinamento fra le strutture del Sistema Nazionale di Protezione Civile su base locale, le Asl, le strutture di assistenza e le associazioni su base locale, al fine di garantire il giusto supporto per tali casistiche. Inoltre -prosegue il Garante dei Disabili della Regione Campania- va creato un sistema che permetta il superamento delle barriere alla comunicazione. Ad esempio, i numeri verdi telefonici che sono stati istituiti a livello centrale e regionale non possono essere utilizzati da persone sorde o con ipoacusia. Pertanto andrebbe affiancata una modalità di comunicazione via email per questa categoria di persone.
Infine andrebbero previste traduzioni delle principali comunicazioni di emergenza in ‘Lingua dei Segni Italiana’ per permettere l’accesso alle informazioni utili anche ai sordi segnanti”.
Contributo foto: web

Boscoreale: manutenzione straordinaria nell’area archeologica di Villa Regina

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La Sma Campania, la società in house della Regione Campania, che ha una sua sede a Boscoreale, ha in corso un intervento di manutenzione straordinaria dell’area di viale Villa Regina.
La strada, che è di accesso al sito archeologico boschese e che conserva
l’unica villa rustica interamente visitabile esistente sul territorio vesuviano,
e il Museo Antiquarium “Uomo e ambiente nel territorio vesuviano”, custodi della storia
millenaria di questa città.
L’intervento è realizzato nell’ambito della consolidata collaborazione tra la Sma
Campania e l’amministrazione comunale, ed ha l’obiettivo di migliorare le funzioni
estetico, paesaggistiche e architettoniche del luogo che attira miglia di turisti; la
fruibilità del luogo; aumentare la capacità di difesa intrinseca del soprassuolo e
ridurre il rischio di innesco e il propagarsi di incendi.
“Prosegue la profonda collaborazione tra Comune e Sma che da alcuni anni ormai ci
affianca nella risoluzione di svariate problematiche di natura ambientale – spiega
Luca Giordano, consigliere comunale delegato ai rapporti con la Sma-, e questo
ennesimo intervento sul nostro territorio ne è la riprova. Quest’area, attraversata
quotidianamente da centinaia di turisti, necessitava di un intervento radicale visto che
era colma di vegetazione spontanea che rappresentava anche un pericolo di natura
igienico-sanitaria”.

Nola, Coronavirus, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati chiede la sospensione delle udienze

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa  dal COA di Nola 

  Di seguito il testo della richiesta: Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, composto dagli avvocati Domenico Visone (Presidente), Sonia Napolitano (Consigliere Segretario), Rosalba Lombardi (Consigliere Tesoriere), Giuliana Albarella, Carmine Amatucci, Lucio Barbato (Consigliere Anziano), Ciro Barone, Francesco Boccia (Consigliere Giovane), Felice Carbone, Raffaele Curcio, Avv. Luigi Manzi, Caterina Miranda, Rossella Montano, Salvatore Pandico, Mario Piccolo, Annalisa Sebastiani, Gian Vittorio Sepe, Ciro Sesto, Salvatore Travaglino, Arcangelo Urraro e Maria Viscolo, riunito da ieri in seduta permanente a causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19 (Coronavirus), ha adottato all’unanimità, oggi, 6 marzo 2020, la seguente delibera inviata con urgenza: al Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte al Ministro della Salute  Sig. Roberto Speranza al Ministro della Giustizia Avv. Alfonso Bonafede e trasmessa per conoscenza a: al Presidente della Corte di Appello di Napoli Dott. Giuseppe De Carolis di Prossedi al Presidente del Tribunale di Nola Dott. Luigi Picardi al Presidente del  Consiglio Nazionale Forense Avv. Andrea Mascherin “Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Nola, dopo ampia discussione sulla situazione di emergenza in corso, e facendo seguito alla proliferazione dei casi di contagio conclamati da virus Covid-19 nel territorio nazionale e nell’ambito locale che conducono nei casi più gravi all’evento morte ed in molti altri ad un doloroso percorso riabilitativo attraverso severo trattamento medico ospedalizzato, considerato che:
  • risultano positivamente accertati casi di contagio tra colleghi iscritti al Foro di Nola e tra i componenti della comunità facenti parte del Circondario di Nola e del Distretto di Corte di Appello di Napoli;
  • la persistente emergenza da Covid-19 e la alta contagiosità dello stesso consigliano di evitare, come da raccomandazioni inviate dal Comitato Tecnico Scientifico al Ministero della Salute, la permanenza in luoghi pubblici come da DPCM del 1 marzo 2020;
  • nella nozione di luogo pubblico va certamente ricompresa ogni struttura delegata all’esercizio della attività giurisdizionale e delle attività ad essa collegate;
  • le misure concordate con l’Ufficio di Presidenza del Tribunale di Nola alla riunione del 3 marzo 2020 afferenti la gestione delle udienze per fasce orarie, la sanificazione dei locali e la limitazione consigliata degli accessi al Tribunale di Nola e presso le sedi degli Uffici del Giudice di Pace, non appaiono idonee ad escludere aprioristicamente il concreto rischio di diffusione del Virus, vista anche la contaminazione di soggetti operanti abitualmente nel Tribunale di Nola e negli Uffici del Giudice di Pace del circondario;
ritenuto che:
  • non è più possibile procrastinare ulteriormente la sospensione delle udienze penali, civili e tributarie non assolutamente indifferibili e di tutte le attività di cancelleria soggette e non soggette a scadenze dei termini per un periodo di almeno 15 giorni con riferimento al Circondario del Tribunale di Nola e del Distretto di Corte di Appello di Napoli estendendo a questi ultimi le limitazioni contenute nel Decreto Legge 2 marzo 2020 n.9 recanti “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” ;
  • la proclamazione di astensione dalle udienze civile, penali e tributarie, individuata quale strumento alternativo di contenimento della possibilità di contagio in assenza della richiesta sospensione delle udienze, non risulta strumento idoneo in quanto il costituito difensore, quantomeno presso gli Uffici del Giudice di Pace del circondario non strutturati per l’eventuale ricevimento delle pec di adesione alla astensione, deve portarsi personalmente presso gli uffici al fine di provvedere alla dichiarazione di astensione;
rilevato che:
  • l’Organizzazione Mondiale della Sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;
  • con delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
  • le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire l’uniformità nell’attuazione del programma di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea ( cfr. DPCM del 04.03.2020)
  • da ultimo il Decreto DPCM del 04.03.2020 disponeva la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia, le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università fino al 15 marzo su tutto il territorio nazionale, estendendo, di fatto, la condizione di “zona rossa” a rischio di contagio epidemiologico da COVID-19 a tutta la penisola italica;
  • la continuità ordinaria dell’esercizio della giurisdizione si porrebbe in contrasto con le misure cautelari riconosciute nel DPCM del 04.03.2020 e i consigli comportamentali contenuti nelle raccomandazioni inviate dal Comitato Tecnico Scientifico al Ministero della Salute;
                                        Delibera di  CHIEDERE in applicazione delle richiamate emergenze sanitarie, la sospensione delle udienze non assolutamente indifferibili e dei termini processuali nonché di tutte le attività di cancelleria sul modello del periodo feriale, con salvezza delle sole attività urgenti, in ordine alle quali dovranno parimenti essere adottate misure che assicurino la trattazione delle udienze da remoto”. Nola, 6 marzo 2020 Il Responsabile dell’Ufficio Stampa COA Nola (dott. Salvatore Esposito)

Somma Vesuviana, dipendenti cimitero, Failms:”gestione sempre più caotica, l’azienda sfugge agli incontri sindacali”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal segretario provinciale Failms “Quando un’azienda sfugge ad incontri e relazioni sindacali, non sta lavorando in trasparenza. Ormai da tempo la ditta ATI ICIPRESSI/BERLOR ,che gestisce TUTTI i servizi cimiteriali di Somma Vesuviana, ha interrotto le relazioni sindacali. I Lavoratori, mortificati nella dignità, non sono trattati come  tali. La scrivente organizzazione sindacale denuncia la pessima gestione del lavoro e dei rapporti con i lavoratori, un’azienda dove la coerenza tra i soci e i responsabili non trova un filo conduttore. Tutti vengono a dirigere con disposizioni diverse, destabilizzando e confondendo i lavoratori. I Lavoratori infatti vengono lasciati alle loro attività senza un minimo di organizzazione e in una condizione di  scarsissima sicurezza sul lavoro.  I due gestori hanno solo pensato ad istallare telecamere per controllare l’operato dei lavoratori violando così non solo  la loro privacy  ma  anche  quella dei cittadini. Avevano promesso un aumento di ore lavorative a quei dipendenti che negli anni  si sono resi disponibili a collaborare e ad impegnarsi per rendere il cimitero sempre  più efficiente  e  per  non creare nessun disagio ai cittadini sommesi. Ma la promessa non è stata mantenuta!Anzi. Oggi ci troviamo con l’aumento dei servizi svolti con lo stesso personale,  al quale viene corrisposto una retribuzione uguale a quando si svolgevano  solo operazioni di polizia mortuaria. Un’azienda  che pensa solo ai propri interessi senza minimamente avere a cuore la figura più importante: il lavoratore. Siamo preoccupati soprattutto per questi cambi di società e  per i continui movimenti interni,che vengono comunicati di volta in volta con posizioni diverse dai dirigenti , destabilizzando l’ambiente lavorativo. Incutere timore e preoccupazione nei dipendenti sicuramente non aiuta a svolgere un buon lavoro, in particolar modo quando si lavora con il pubblico. Per tutto questo abbiamo chiesto un incontro con l’azienda, la quale ancora oggi sfugge. Pertanto, nel garantire tutte le operazioni di pulizia mortuaria , i lavoratori dal giorno 09 marzo 2020 saranno in stato di agitazione”.

Coronavirus, siAmo Anastasiani: “Stop alle tasse”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal movimento politico Siamo Anastasiani.
Il movimento politico “sìAMO ANASTASIANI – IL FUTURO CHE CI MERITIAMO” all’indomani della proposta operativa per mitigare il rischio di propagazione del contagio, lancia l’idea di attuare ‘Un Piano di alleggerimento fiscale’ rivolto al mondo produttivo anastasiano messo a dura prova dalla diffusione del virus prima in Italia e poi anche nella nostra Regione: “La diffusione del Coronavirus in Campania ha inevitabilmente avuto un impatto negativo molto forte anche sull’economia locale, per cui sarà indispensabile applicare tutte le misure necessarie per evitare conseguenze ancora più dirompenti” – spiega il segretario Ciro Terracciano.
Il Piano ideato dal movimento pevede due cose in particolare: “La positicipazione al 31.12.2020 di tutte le Imposte Comunali e la sospensione del pagamento delle morosità pregresse fino a nuovo avviso” – continua il portavoce Ciro Pavone. E aggiunge: “In questo momento sono due le priorità in assoluto, cercare di fermare il contagio, ovviamente, ed evitare il rischio di incorrere in un vero e proprio infarto finanziario a totale danno e scapito degli imprenditori anastasiani, come già sta avvenendo per le aziende operanti nel settore delle ricettività e quelle impegnate nell’export dei nostri prodotti. Bisogna fare presto”.