CONDIVIDI

Con lui i pianoforti ritornavano a vivere. Appassionato di musica sin dalla tenera età, diventò accordatore ufficiale della Ditta Ceruti di Napoli e della RAI.

Nato a Portici nel 1940, Francesco Maddaluno vive attualmente a Somma Vesuviana in via Trentola con la sua amata moglie. Il mestiere lo ha imparato da solo, da autodidatta, percependo nella sua interezza le vibrazioni delle corde percosse dai martelletti. Se c’è qualcosa, infatti, che Maddaluno conosce pienamente è il pianoforte: come è fatto, da quali materiali è composto, come si accorda, come si restaura e l’intero meccanismo. A dodici anni – racconta il maestro  artigiano – suonavo impeccabilmente la fisarmonica, regalata da mio padre e, successivamente, iniziai a studiare i primi rudimenti dell’arte pianistica. La passione fu così tale che all’età di 30 anni mi ritrovai con il mio orecchio assoluto ad accordare e fare manutenzione ai primi pianoforti. L’orecchio assoluto è la capacità di riconoscere e produrre l’altezza di una singola nota senza l’ausilio di un suono di riferimento. Quella di accordatore di pianoforte era un tempo una professione comune tra i ciechi. Sono diventato – spiega l’ottantenne artigiano – il tecnico e l’accordatore ufficiale del negozio Ceruti di Napoli in via San Sebastiano per 40 anni e mi sono occupato dei pianoforti della RAI di Napoli.

All’epoca c’erano numerosi pianoforti a coda preso l’ente televisivo. Ricordo ancora l’illustre Pippo Baudo che lo seguiva attentamente negli studi della RAI, mentre operava sugli strumenti. Divenuto socio dell’ANTP (Associazione Nazionale Tecnici Pianistici), giravo, inoltre, per i salotti aristocratici di Napoli. La musica in casa e in salotto erano ancora manifestazioni tipiche della cultura musicale napoletana. Per il ceto borghese la musica rappresentava ancora per poco una forte occasione di affermazione sociale, non solo nell’ambito del concerto pubblico, ma anche in quello della prassi musicale privata. Fino ad una quarantina d’anni fa il numero dei dilettanti era ancora enorme, mentre il pianoforte era un arredo indispensabile di ogni salotto borghese. Oggi – prosegue l’artigiano – dopo più di 45 anni di mestiere, mi dedico ad accordare i pianoforti degli amici e di qualche buon amatore: le tastiere elettroniche e digitali hanno soppiantato definitivamente l’illustre pianoforte. Il suo laboratorio è fatto ora di due piccole valigette, dove possiede attrezzi e strumenti necessari ad accordare e rivitalizzare ogni tipo di pianoforte.

Quello dell’accordatore – afferma Maddaluno – non è un mestiere che si improvvisa. Ci vogliono anni per carpirne i segreti ed ogni pianoforte ha le sue caratteristiche, i suoi pregi e i suoi difetti legati soprattutto alla condizione climatica. I pianoforti ne subiscono le conseguenze. Un all’altro elemento che influisce di più sulla performance di questo strumento è il modo di usarlo e la sua manutenzione. I martelletti, che percuotono le corde, in un pianoforte, utilizzato un paio d’ore al giorno, possono durare circa 60-70 anni, mentre in un Conservatorio dopo 10 anni sono finiti. Francesco Maddaluno, insomma, parla del suo lavoro con grande passione. Un mestiere, ormai, in via di estinzione ed eseguito, oggi, solo grazie ad una valida e moderna strumentazione adatta a percepire la frequenza delle corde.