neAnastasis, la crisi politica a Sant’Anastasia

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Sant'Anastasia, veduta panoramica

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione politica dall’associazione civica neAnastasis

 

La politica italiana degli ultimi decenni non sta particolarmente brillando. Sono molti a ritenere che una delle cause risieda nella crisi profonda dei partiti che si intreccia alla “questione morale”. Questo ha comportato una sempre maggiore identificazione del partito (o del movimento politico)  in un “condottiero”, e una sempre minore collegialità e legame con la base politica. Nei vecchi partiti  il  leader emergeva invece per i suoi meriti sul campo: la sua capacità di sintesi di idee collettive e la sua idea  di paese. Oggi il “condottiero” si impone con idee populiste e con una sistematica aggressività nei confronti dell’avversario politico, servendosi sempre di più della cassa di risonanza dei social dove, come è tristemente noto, la “complessività” si riduce in “banalità”.  Se a tutto ciò uniamo i continui scandali per corruzione non c’è da meravigliarsi troppo della crescente sfiducia dei cittadini nei confronti della politica.

Questo scenario nazionale si riflette, ovviamente, anche su scala locale come la nostra comunità anastasiana. Nelle ultime elezioni comunali i partiti sono completamente spariti (fatta eccezione del solo Partito Democratico). Al loro posto sono nate miriadi di liste civiche. Il termine “civico” sarebbe di per sé positivo, se queste liste fossero una espressione genuina di civismo, ovvero di gruppi di cittadini  realmente impegnati quotidianamente sul fronte del bene comune.  Purtroppo, la realtà non è questa. Queste liste civiche nascono dal nulla alla vigilia delle lezioni e muoiono nel nulla subito dopo.  Tutti sappiamo che questo tipo di liste sono dei comitati d’affari, e rappresentano un sistema di ramificazione per raccogliere quanti più voti è possibile, promettendo in cambio una serie di favori: dai posti di lavoro (come abbiamo potuto constatare) a semplici servigi che in realtà sarebbero dei diritti dei cittadini (l’illuminazione di un pezzo di strada piuttosto che il rifacimento di un tratto di marciapiede). Queste operazioni sono condotte da personaggi politici che spesso non hanno nessuna visione politica ma solo sete di potere. Tra l’altro una lista civica risulta molto comoda perché consente di camuffarsi e fare alleanze disinvolte di tipo trasversale che non sarebbero possibili con i partiti tradizionali (vedi quanto successo in casa PD nelle ultime elezioni). Le liste civiche, inoltre, consentono il riciclaggio di “pseudo leader “ che, qui a Sant’Anastasia,  condizionano ed ingessano la vita politica da oltre trent’ anni.

Il risultato di queste liste civiche è sotto gli occhi di tutti:  tre amministrazioni  sulle ultime quattro (Pone, Esposito, Abete e Abete-bis) sono saltate e due delle quali per gravi motivi giudiziari.

Noi non vogliamo esprimere giudizi  sulle vicende che competono esclusivamente alla magistratura, ma i fatti accaduti fanno riflettere perché le responsabilità, evidentemente, non possono concentrarsi nelle sole persone chiamate a giudizio.

In primis la co-responsabilità dei  consiglieri che hanno sostenuto  le maggioranze coinvolte nei fatti giudiziari. Come mai, ad esempio, prima, durante e dopo l’ultima campagna elettorale, quando già si mormorava dell’uso improprio dei concorsi in itinere, nessuno ha preso le distanze? E’ comodo oggi saltare dalla nave che affonda.

Un’altra nota negativa è stato  il trasformismo di politici che avvalendosi dello slogan “una pessima amministrazione  è sempre migliore del commissario” hanno fatto salti mortali per alleanze a tutti i costi (tra l’altro contraddicendosi perché questi stessi politici in passato (1997) hanno già consegnato il paese nelle mani di un commissario) pur di entrare nella gestione del PUC.

Un proverbio dice che “chi semina vento raccoglie tempesta“, e questo fotografa, purtroppo, quanto avvenuto a Sant’Anastasia negli ultimi anni dove le varie faide hanno trascinato la politica a livelli infimi, veramente mai visti prima, lasciando il paese in balia di una grave crisi morale e di problemi antichi e mai risolti.

Di fronte a questo disastro, nessuno ha osato fare la benché minima autocritica. Anzi, con grande ipocrisia (potremmo anche dire con faccia tosta) oggi quelli che hanno prodotto tutto ciò si dichiarano paladini  della legalità e si propongono come salvatori della patria. Ai “vecchi politici”, poi, se ne propongono dei nuovi, magari  anagraficamente più giovani, ma che sono vecchi sul nascere per la loro incoerenza e spregiudicatezza,  già ampiamente mostrata nel cambiare casacca e nel sapere gestire formidabili strumenti per creare clientele (sindacati, cooperative, etc.).

Occorre però anche dire che in questo scenario anche i cittadini non sono immuni da co-responsabilità se si considera la massa di voti che i suddetti politici hanno raccolto durante l’ultima  campagna elettorale: infatti, coalizioni che pochi anni fà sono state strettamente legate (Esposito- Abete-Gifuni), hanno raccolto quasi il 90 % dei voti. Insomma, sembra proprio calzare ad hoc il vecchio detto che ogni popolo ha la classe politica che si merita.

Oggi Sant’Anastasia si presenta spaventata e disorientata ad un appuntamento politico in un clima politico unico. Come tutte le condizioni di crisi si possono verificare due reazioni: continuare a selezionare male la loro classe politica affidandosi ai successori di coloro che hanno prodotto l’attuale sfacelo, oppure avere un sussulto di orgoglio e provare a voltare pagina.

Se i cittadini devono fare la loro parte anche i partiti e i movimenti politici hanno grandi responsabilità in questo delicato momento se veramente gli sta a cuore il futuro di questo paese.

Come associazione civica, che in questi anni ha cercato con obiettività di dare un contributo alla vita politica e culturale di questo paese, ci sentiamo di dare qualche suggerimento, scevro da ogni interesse di parte,  con la speranza che possa essere accolto e messo in pratica.

Per quanto detto ci auguriamo innanzitutto che tutti i protagonisti delle consiliature interrotte per motivi giudiziari  facciano non uno, ma dieci passi indietro per dare una netta discontinuità ad un passato torbido ed improduttivo.

Ci auguriamo anche  che alle prossime elezioni amministrative i candidati non utilizzino in modo “strumentale” liste civiche come l’ennesimo tentativo per “cambiare tutto per non cambiare nulla”. Ma che le persone si candidino prevalentemente nei partiti dai quali provengono e per i quali chiedono  voti  ai cittadini per le elezioni regionali, nazionali ed europee.

Auspichiamo anche che  quei deputati (nazionali e regionali) che sono venuti  a  Sant’Anastasia per sponsorizzare utilitaristicamente liste civiche, in contrapposizione alla loro area politica di appartenenza, possano anch’essi fare un serio esame di coscienza.

Ma sopra ogni cosa, auspichiamo che la nostra comunità possa reagire con un sussulto di dignità: mettere da parte le miopi logiche politiche che hanno portato all’attuale situazione ed essere in grado di intraprendere scelte serie e coraggiose per selezionare una classe politica onesta e capace, finalmente libera da logiche di mera appartenenza e da legami familistici.

Insomma, una Politica (con la “p” maiuscola) in grado di progettare  la “città del futuro”, in termini di vivibiltà, di solidarietà, di equità, di rilancio dell’economia e di rispetto dell’ambiente.

 

associazione civica neAnastasis