Somma Vesuviana, nuova iniziativa gastronomica da “I Fontana”: vincere la crisi al tempo del Covid-19

A Somma Vesuviana, coraggio e prodotti del territorio, questi gli ingredienti per vincere la crisi al tempo del virus Covid-19. Nuova iniziativa gastronomica da “I Fontana”.
Lopa: coniugare la passione enogastronomica attraverso la valorizzazione
della pizza napoletana e dei prodotti del territorio unitamente alla passione e
al coraggio di fare impresa artigianale e familiare son un volano socio
economico e culturale per il rilancio identitario del nostro territorio e una
risposta concreta al panico da virus e agli attacchi mediatici alle nostre
produzioni.
Bella è suggestiva inaugurazione della nuova Pizzeria-Ristorante I FONTANA della
omonima famiglia, da tempo impegnati nel vasto panorama della ristorazione del territorio di Somma Vesuviana della Provincia Metropolitana Partenopea.
Grazie alla tenacia e all’impegno dei Fontana, in particolare di Pietro, si è aperto una nuova sede nel cuore del comune alla pendici del Vesuvio, un nuovo punto dove poter gustare le tante prelibatezze che, nonostante la crisi sociale ed economica dovuta alla nuova emergenza sanitaria, tantissime le persone ai tavoli hanno partecipato all’evento, probabilmente anche per esorcizzare la psicosi da corona-virus. Pietro, pizzaiolo di eccellenza, si è circondato di uno staff di grande esperienza e di forte motivazione, lanciando le sue versioni della pizza, con un successo assicurato, grazie al sapore autentico della vera pizza napoletana. IL nostro obiettivo è quello di valorizzare prodotti agro-alimentari del territorio, da una composizione storica del prodotto, da una ricetta tipica da un metodo di produzione tradizionale. Coniugare la passione enogastronomica attraverso la valorizzazione della pizza napoletana e dei prodotti del territorio, unitamente alla passione e al coraggio di fare impresa artigianale e familiare, sono un volano socio economico e culturale per il rilancio identitario del nostro territorio, una risposta concreta al panico da virus e agli attacchi mediatici alle nostre produzioni. Con queste motivazione abbiamo voluto condividere la nuova iniziativa di Pietro FONTANA e della sua famiglia. Cosi il Portavoce della Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo, già Delegato al settore Agricoltura della Provincia di Napoli,componente del Dipartimento Nazionale Agricoltura Agroalimentare Ambiente Acqua Biodiversità Pesca Risorsa Mare Ristorazione Servizi MNS, già per diversi anni Presidente del Comitato per la Promozione Valorizzazione e Tutela della Pizza Napoletana, Delegato per l’Agroalimentare della Provincia di Napoli Rosario Lopa.
Tra gli intervenuti anche il Sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, il giornalista e conduttore televisivo, Franco Capasso, l’esponente di Confesercenti Donna e Presidente di Officina delle Idee, Rosa Praticò e il fotografo-blogger, Umberto Raia.
Rosario Lopa intervistato

Coronavirus, Conte ‘chiude’ Lombardia e 14 province: ‘Mi assumo responsabilità politca’

Scuole chiuse fino al 3 aprile. Stop a discoteche e pub in tutta Italia. Bar e ristoranti aperti se garantita la distanza di un metro

Non è un “divieto assoluto”, spiega, “non si ferma tutto”, non si bloccano treni e aerei: sarà possibile muoversi per comprovate esigenze lavorative o per emergenze e motivi di salute. Ma la polizia potrà fermare i cittadini e chiedere loro perché si stiano spostando in territori dove la crescita dei casi di contagio porta il governo a disporre misure mai così restrittive. “Mi assumo la responsabilità politica” delle decisioni che vengono prese in queste ore: “Ce la faremo”, dice Conte a notte fonda. E lancia un appello alla “auto responsabilità”: per fermare il contagio non si può più “fare i furbi”, dice invitando i ragazzi a stare in casa a leggere e tutelare così la salute dei loro nonni. La firma del decreto del presidente del Consiglio, frutto dell’accorpamento di due dpcm inizialmente previsti, arriva dopo una lunga giornata di contatti con le Regioni e dopo una fuga di notizie (“irresponsabile” e “rischiosa per la sicurezza”, dice Conte) che porta al diffondersi della bozza non ancora ultimata. I presidenti di Regione su quella bozza dichiarano perplessità, dubbi. Ma milioni di cittadini del centro nord, dopo la diffusione della notizia, iniziano a interrogarsi sulla portata delle misure: “Si è creata confusione”, accusa Conte. E sono passate le due di notte quando scende nella sala stampa di Palazzo Chigi a illustrare le misure. Nel dpcm finale ce ne sono alcune generalizzate per tutta Italia, tra cui lo stop a pub, discoteche, sale gioco e manifestazioni di cinema e teatro. E ce ne sono altre, molto più rigorose, che riguardano un’ampia fascia del nord Italia. “Non c’è più una zona rossa – spiega il premier – scomparirà dai comuni di Vo’ e del lodigiano. Ma ci sarà una zona con regole più rigorose che riguarderà l’intera Lombardia e poi le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli,Padova, Treviso e Venezia. Qui fino al 3 aprile – per fare solo due esempi – saranno limitati i movimenti, salva la possibilità di rientrare a casa propria, e i bar e i ristoranti dovranno chiudere alle 18 e per il resto della giornata garantire distanze di almeno un metro. Chi ha 37,5 di febbre è invitato a restare a casa, chi è in quarantena ha il divieto assoluto di uscire. Restano chiuse intanto le scuole in tutta Italia. E Conte assicura che si lavora anche sul fronte delle misure economiche: lunedì o martedì non appena sarà pronta una bozza del decreto da 7,5 miliardi annunciato dal governo, incontrerà le opposizioni Ma, sottolinea, è il governo a gestire. L’altro fronte su cui il governo opera è quello sanitario: il premier annuncia la firma di un contratto per la produzione tutta italiana di 500 dispositivi al mese di rianimazione, con l’obiettivo di fare di più. E anche l’incremento della linea produttiva dei dispositivi di protezione come le mascherine. Ma poiché nelle aree dove il contagio è più forte gli ospedali fanno fatica, il presidente del Consiglio annuncia anche la possibilità di ridistribuire i pazienti tra le regioni. Intanto, l’appello ai cittadini è “entrare nell’ottica della responsabilità, senza furbizie” ma accettando qualche restrizione: il governo, assicura Conte, sta facendo la sua assumendo decisioni “coraggiose”. Contributo foto web.

Somma Vesuviana, Salvatore Granato:”basta polemiche inutili, pensiamo a fronteggiare il coronavirus”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal consigliere Salvatore Granato. Gentile direttrice, l’Italia ed il mondo sono scossi da uno tsunami che mai avremmo immaginato di vivere in tempi moderni. Il coronavirus ha di fatto azzerato le nostre libertà: le nostre certezze che sembravano un diritto acquisito sono crollate come un castello di sabbia. Oggi noi tutti apprendiamo che le persone contagiate hanno raggiunto le 6000 unità, la fievole crescita economica si è trasformata in recessione,le aziende del nord ed i negozi sono chiusi o stanno chiudendo: ora sembra e speriamo di no, possa toccare anche a noi.E’ sorprendente quindi leggere manifesti murali nonché polemiche sui social da parte di tutte le forze politiche della nostra città su argomenti che allo stat, rappresentano problematiche assolutamente secondarie, rispetto al tema della salute pubblica ed al pericolo imminente che potrà vivere la nostra comunità ovvero la chiusura delle attività. Oggi più che mai le forze politiche tutte( maggioranza, opposizione) insieme al mondo delle associazioni, asl e medici del territorio devono unirsi mettendo da parte i personalismi per cercare di arginare l’avanzata di questo maledetto virus che ha cambiato per sempre la geopolitica mondiale. Uniti sono sicuro che ce la faremo: la salute di ogni singolo cittadino sommese e la salvaguardia delle nostre aziende vengono prima di ogni altra cosa. Salvatore Granato Capogruppo Forza Somma

Marigliano, un appello al rispetto delle misure per contenere il contagio da Coronavirus

In una nota congiunta del sindaco Antonio Carpino e del comandante della Polizia Municipale, Emiliano Nacar, si ribadisce anche per la comunità mariglianese quanto espresso dal decreto del Consiglio dei Ministri del 4 marzo scorso: una esortazione alla cittadinanza affinché vengano rispettate le misure adottate per il contrasto e il contenimento del contagio da COVID-19. Queste le parole del governatore De Luca che hanno messo in moto ulteriori attività di controllo, anche a Marigliano: “abbiamo comunicato ai Prefetti della Campania che in molte realtà, nelle ore serali e notturne, vi sono esercizi pubblici, bar e pub, nei quali non si rispettano le misure di prevenzione e di sicurezza previste come la distanza tra le persone con pericolo di contagio. Abbiamo sollecitato le forze di polizia ad attivarsi per procedere alla chiusura di questi esercizi in caso di assembramento di persone”. L’amministrazione comunale ha già predisposto e predisporrà verifiche tese all’osservazione delle prescrizioni che riguardano in particolare la sospensione di manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura che comportino affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Sospesi anche i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali in cui sia coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità. Inoltre, con on ordinanza n. 46 il primo cittadino ha disposto la sospensione della fiera mercato settimanale, prevista come di consueto per il giorno di lunedì 9 marzo 2020. “Si raccomanda il rispetto delle misure di prevenzione previste dal DPCM e dell’ordinanza della Regione Campania per tutti i locali interessati. Sono iniziati controlli serrati e al momento sono impegnate tre pattuglie tra bar, ludoteche, pub e altri locali pubblici. I titolari che non si adegueranno alla misure saranno deferiti all’attività giudiziaria e rischiano la sospensione dell’attività”, queste le parole del comandante Nacar, impegnato da stamane in un’operazione di prevenzione e controllo sul territorio.

Somma Vesuviana. Si è spento l’avv. Nicolò Iossa, fu sindaco dal 1981 al 1983

Nicolò Iossa nasce a La Spezia il 19 luglio 1936. Orfano di guerra: il padre, Angelo, fu capo di Seconda Classe del Comando Militare Marittimo in Grecia Occidentale. Morì il 3 febbraio 1942, in località Capo Papas, in seguito ad una accidentale esplosione di cariche nell’interno di una torre d’artiglieria durante i tiri di esercitazione, lasciando la moglie e i due figlioletti Nicolò e Matilde. Dopo aver conseguito la licenza liceale classica presso la Scuola Militare Nunziatella di Napoli, Nicolò si laureò in giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Avvocato e professore ordinario di discipline giuridiche ed economiche negli Istituti d’istruzione di secondo grado, ha ricoperto la carica di Sindaco della Città di Somma Vesuviana, ove è stato pure consigliere ed assessore dal 1960 al 1987. E’ stato membro della Direzione Regionale Campana dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), presidente dei revisori dei conti dell’USL 29 e presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’ IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) di Napoli dal 1992 al 1996. E’ stato, inoltre, tra i fondatori della CISL – Scuola napoletana e Grande Ufficiale all’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Viveva a Napoli e da anni  era in pensione.  Ha guidato il governo della Reale Arciconfraternita del Pio Laical Monte della Morte e Pietà di Somma Vesuviana, in qualità di prefetto, subentrando al Generale Gennaro Ottavio Rossi. Il suo ricordo di uomo semplice, ma dal carattere forte e deciso, resterà sempre vivo nei nostri cuori. Il rito esequiale sarà celebrato domani, 8 marzo, alle ore 9:30 nella Chiesa di San Francesco in via Luca Giordano a Napoli.

Coronavirus, Ordine giornalisti e Corecom Campania istituiscono l’Osservatorio sulle fake news

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  Ordine dei giornalisti della Campania e Corecom Campania hanno istituito un Osservatorio sulle fake news. “La decisione – spiegano i presidenti Ottavio Lucarelli e Mimmo Falco – nasce dal dilagare di notizie false soprattutto su social e web. Su questa piaga le nostre istituzioni lavorano da tempo anche con numerosi corsi di aggiornamento professionale e incontri nelle scuole, ma in questo momento è necessario intensificare la battaglia con ogni mezzo di contrasto. Un dovere nei confronti dell’opinione pubblica in nome della trasparenza e della correttezza dell’informazione”. L’Osservatorio diffonderà un report settimanale su web, social, carta stampata e televisioni con la collaborazione dell’Agcom, della Polizia postale e del giornalista Stanislao Montagna, esperto in materia di fake news e algoritmi informatici.

Scuole chiuse, bimbi a casa, meno lavoro. Il lato positivo? Impariamo a viver sano!

Al tempo in cui un virus importante ci costringe a limitare le nostre uscite, il lavoro, la nostra vita in comunità con gli altri, i contatti umani, guardiamo a ciò che possiamo migliorare nel nostro quotidiano.

Forse è il momento buono per “vivere”, di più e meglio i nostri figli ed insegnare loro i principi di una sana alimentazione. Ci avete mai pensato?… Il tempo a nostra disposizione ci viene incontro e così, i buoni consigli e le sane indicazioni per stare lontani dai “cibi spazzatura” che, nel quotidiano, siamo costretti spesso ad “urlare”, tra un “rientro” da scuola ed un “buona sera” post giornata lavorativa, adesso possono essere elargiti e, magari anche discussi, serenamente, con la possibilità di un maggiore ascolto da parte dei nostri piccoli interlocutori. Ancora oggi – e forse più che mai oggi – le difficoltà che nella nostra società si riscontrano rispetto alla corretta alimentazione, dovrebbero farci comprendere che ancora tanto abbiamo da imparare ed insegnare. E’ recentissimo l’articolo su Nature Medicine (2020) che ha per titolo:“Joint international consensus statement for ending stigma of obesity” – letteralmente tradotto: “dichiarazione di consenso internazionale congiunta per porre fine allo stigma dell’obesità”-. Le persone con obesità affrontano comunemente una forma pervasiva e resistente di stigma sociale. Sono spesso soggetti a discriminazione sul posto di lavoro, nonché in ambito educativo e sanitario. La ricerca indica che questa “impronta”, questo segno che ci si porta dietro, può causare danni fisici e psicologici e che le persone colpite hanno meno probabilità di ricevere cure adeguate. Danneggia la salute, mina i diritti umani e sociali ed è inaccettabile nelle società moderne. Noi genitori, siamo i primi responsabili dell’educazione dei nostri figli, compresa quella alimentare. Il “vecchio” pezzo di pane ed olio come merenda, oppure una fetta di torta di mele fatta in casa, oggi, non devono rappresentare una “scelta”, ma quasi un obbligo vero, per risolvere una problematica di non piccola importanza. Per informare gli operatori sanitari, i responsabili delle politiche e l’opinione pubblica su questo problema, un gruppo multidisciplinare di esperti internazionali, tra cui rappresentanti di organizzazioni scientifiche, ha esaminato le prove disponibili sulle cause e i danni del peso ed sviluppato una  dichiarazione con raccomandazioni per cercare di eradicare il problema del peso corporeo non fisiologico. Le istituzioni accademiche, le organizzazioni professionali, i media, le autorità di sanità pubblica e i governi dovrebbero incoraggiare l’educazione sul peso per facilitare una nuova narrazione pubblica sull’obesità, coerente con le moderne conoscenze scientifiche. I bambini con sovrappeso e obesità, sono spesso soggetti a prese in giro basate sul peso e vittime di deplorevoli atti di bullismo a scuola. Rispetto agli studenti “normopeso”, gli adolescenti in sovrappeso o obesità hanno una probabilità significativamente maggiore di sperimentare l’isolamento sociale e sono a maggior rischio di vittimizzazione relazionale, verbale, informatica e fisica. Sono altresì più sensibili allo sviluppo di disturbi della salute mentale, in particolare ansia e depressione, oltre all’obesità, al diabete di tipo 2 e alle malattie cardiovascolari nella vita successiva. Lo stigma del peso, piuttosto che l’obesità stessa, può essere particolarmente dannoso per la salute mentale ed è associato a sintomi depressivi, livelli di ansia più elevati, minore autostima, isolamento sociale, stress percepito, consumo di sostanze stupefacenti. In un mio precedente articolo, ho evidenziato i  comportamenti alimentari non salutari e di controllo del peso, come il binge eating , l’ortoressia, la vigoressia e l’eccesso di cibo emotivo. In questi giorni di “forzato rallentamento” delle nostre attività quotidiane, di allontanamento dalla nostra frenetica routine, quindi, approfittiamo per parlare con i nostri figli; cerchiamo di ritrovare maggiore serenità e, grazie a questa, ampliare, migliorare la conoscenza ed educazione alimentare e, in generale, l’educazione rivolta alle sane abitudini. Più cibi sani, meno sedentarietà e perché no?… La serata pub o serata pizza, la possiamo tranquillamente anche fare in casa, aspettando che tutto rientri alla “normalità”. Intanto, abbiamo insegnato a fare un plum-cake oppure una crostata, a far lievitare l’impasto per una pizza o a pelare e poi tagliare le patate, quelle “vere”, non le confezionate surgelate, per farle occasionalmente anche fritte. E a noi stessi? …Cosa abbiamo insegnato? A dedicarci ai nostri figli e “rallentare” i nostri ritmi, per un VIVERE PIU SANO. Talvolta esistono situazioni che, in un momento determinato della vita, ci mettono con le ​spalle al muro, generandoci profonda tristezza o rabbia e in alcuni casi facendoci anche mettere in discussione il senso della vita stessa. Tuttavia, più tardi, considerandole in prospettiva diversa, ci rendiamo conto che quelle situazioni ci hanno rafforzato, ci hanno trasmesso una lezione, trasformandoci in persone migliori o almeno più sensibili. Insomma, non tutti i mali vengono per nuocere.  

Quando Francesco Scaturchio inventò un dolce per Anna Fougez, la “stella” del “Caffè concerto” napoletano

L’origine del “Cafè concerto” nella Napoli della “Belle ‘Epoque”. La storia del “Salone Margherita”, del “Gambrinus”, del “Caffè Calzona”. Le “sciantose”. Anna Fougez e il dolce “il Ministeriale” creato per lei da Francesco Scaturchio.   Gli anni della “Belle ‘Epoque” a Napoli furono caratterizzati anche dal fenomeno dei “Caffè concerto”, che rinnovarono il modello parigino del “café- chantant”. Fu, questo fenomeno, il segnale dei nuovi orientamenti della cultura e dei gusti della borghesia, che creava, per il suo divertimento, nuovi spazi e nuovi modi, e associava, nei “caffè”, la “buona tavola”, il bel canto, il fascino delle cantanti- le “sciantose”- e di qualche cantante. E’ stato detto, giustamente, che la storia della canzone napoletana partì proprio dagli spazi dei “ Caffè concerto”, in cui le cantanti dal nome francese, ma che quasi sempre francesi non erano, promuovevano con la loro popolarità il successo delle canzoni che esse interpretavano: scrisse Vittorio Paliotti che a questa situazione dovettero adattarsi non solo i compositori già importanti, come Salvatore Di Giacomo e Mario Costa, ma anche i giovani talenti, come Gennaro Ottaviano e Salvatore Gambardella che nel 1893 scrissero, l’uno il testo, l’altro la musica, di “’O Marinariello”. Nel 1890 iniziò l’attività il “Salone Margherita”, di cui erano proprietari i fratelli Marino, e si convertì alla nuova moda anche il “Gambrinus”, frequentato da artisti, scrittori e giornalisti: seduto a un tavolino del “Gambrinus” D’Annunzio scrisse nel 1907 il testo di “’A vucchella”, che venne messo in musica da Tosti.Nel maggio del 1919 Ardendo Soffici confessò che nel “Gambrinus” aveva “innaffiato la polvere di una mattinata militare”, conquistato dalla “pace”che regnava nelle sale del caffè “in margine al viavai di una piazza che giudico deliziosa prima di saperla celebre”. A lungo il “Salone Margherita” restò fedele al modello francese: i cartelloni pubblicitari e i contratti con gli artisti erano scritti in francese, nomi francesi adottavano le cantanti – “Songo frangesa e vengo da Parigge” cantò nel 1894 la “sciantosa” di Mario Costa- e in francese parlavano, o tentavano di parlare, anche i camerieri, sollecitando, con i loro inevitabili errori, il genio comico e satirico di Viviani prima, e poi di Totò e  di Eduardo. Nella Galleria Umberto I aprì i battenti anche il “Caffè Calzona”: qui la notte del 31 dicembre 1899 12 splendide ballerine salutarono il secolo che se ne andava e l’arrivo del Novecento. Scrissero i cronisti che il ballo era stato un po’ troppo audace, ma il codice dei “Caffè concerto” prevedeva la violazione misurata di qualche regola: del resto, la strada dell’audacia era stata già aperta, nel 1875, da Luigi Stellato e da Francesco Melber con la canzone “’ A cammesella”, la “camiciola” che la fresca sposa non vuole togliersi, respingendo con fermezza l’appassionata richiesta del fresco sposo. Sul palcoscenico del “Salone Margherita” Nicola Maldacea  osò recitare una “macchietta” ideata da Ugo Ricci in cui proclamava che il caffè del vicino “Caffè Calzona” non aveva rivali, era il migliore di tutta Napoli, migliore anche di quello che si preparava al “Caffè Turco”. Ai “Caffè concerto” sono legate le vicende, talvolta romanzesche, di artisti eccezionali, Lina Cavalieri, Maria Campi, Pasquariello, Elvira Donnarumma. Ma in questo articolo vogliamo ricordare la storia, che pare incredibile, di un dolce, di un pasticciere innamorato e di una “stella” del “Caffè concerto”. Maria Annina Laganà Pappacena prese il cognome d’arte Fougez dalla famosa cantante francese Eugénie Fougère, che i Napoletani chiamavano Fougé. Anna Fougez non solo divenne una diva del “Caffè concerto”, del teatro e del cinema, ma seppe restare in prima fila per tutta la sua carriera: ed è una cosa straordinaria in un mondo in cui fama e successo si spegnevano presto. Dicono le cronache che per lei E.A. Mario scrisse, nel 1919, la canzone “Vipera”, un capolavoro, e che tra gli ardenti ammiratori della “stella” ci fu anche Francesco Scaturchio, della famosa famiglia di pasticcieri. A lui Anna Fougez espresse un desiderio: devi inventare un dolce che dedicherai a me. E Francesco creò un “medaglione” di cioccolata fondente, in cui congiunse liquore, ricotta e nocciola: gli parve, forse, che ogni ingrediente rispondesse a un aspetto della affascinante personalità di Anna. Il dolce fu chiamato “Ministeriale”, forse perché la burocrazia rese lungo e difficile il cammino della pratica avviata da Francesco Scaturchio per assicurarsi il diritto di proprietà. O forse fu un guizzo dell’ironia napoletana: chiamare con un nome che non suscita emozioni un dolce che era, ed è, una magia per gli ingredienti, per l’arte di chi lo crea, e per la storia della sua nascita. AUTORE: M.P.      

Marigliano, proseguono le iniziative della Polizia Municipale per la sicurezza stradale

Nuovi controlli effettuati dal comando di Polizia Municipale di Marigliano, guidato dal Comandante Emiliano Nacar che, dal 10 febbraio scorso, può contare sulla presenza di ulteriori dieci agenti. I nuovi arrivati, già in parte formati, non hanno avuto bisogno di molto tempo per passare dalla teoria alla pratica e sono già operativi. In giornata, infatti, sono proseguiti i controlli finalizzati a preservare le condizioni di sicurezza degli automobilisti: al vaglio della Polizia Municipale tutte le violazioni legate alle norme di comportamento che incidono sulla tranquillità di chi si mette al volante. Due le postazioni collocate sul territorio comunale e 60 i veicoli controllati: 13 le sanzioni comminate per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, 3 verbali elevati per omessa revisione e 4 per mancanza di documenti. Inoltre, due automobilisti sono stati sanzionati perché erano alla guida delle proprie vetture ma senza la prescritta copertura assicurativa, il che ha portato al sequestro di entrambe le automobili. Avendo a disposizione il nuovo personale a tempo determinato – in attesa della probabile proroga per gli altri dieci agenti che hanno concluso il rapporto di lavoro nei mesi scorsi – il Comando annuncia che verranno effettuati controlli settimanali atti a verificare le eventuali  violazioni legate alle norme di comportamento che non rispettano il Codice della Strada, incidono sulla viabilità e mettono a repentaglio la sicurezza di automobilisti e pedoni. Infine, la PM sta predisponendo anche il controllo del traffico veicolare con sistemi elettronici tipo photored, in particolare all’altezza delle intersezioni semaforiche di via Vittorio Veneto, un pericoloso incrocio oggetto di numerosi incidenti nel recente passato.

Gara di letteratura a Casalnuovo: premi in danaro da “Una Città che scrive”. Nappi: “E’ cultura condivisa”

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  L’obiettivo è più che nobile: diffondere e stimolare la produzione culturale tra il maggior numero di persone possibile. Ma va raggiunto anche con metodi, come dire, “pragmatici”, magari pure con premi in danaro. E’ l’intento di fondo che dà il via alla quarta edizione del concorso letterario “Una città che scrive”, gara pubblica al cui esito saranno conferiti agli autori dei migliori scritti premi in danaro e pubblicazioni editoriali gratuite. Il concorso è aperto a tutti, partecipazione gratis. Il bando di concorso è stato pubblicato sul sito www.unacittàchescrive.it La scadenza per l’invio dei testi è fissata al 29 maggio prossimo. Premiazione prevista a settembre. Chi vorrà partecipare al concorso potrà inviare propri testi in tre sezioni: Poesia Inedita, Racconti Inediti e Poesia & Racconti Scuola. “Una Città che scrive” è un’iniziativa ideata a Casalnuovo da Giovanni Nappi e fa parte del più complessivo progetto “Luoghi di Musica & Poesia”, finanziato e patrocinato dalla Città Metropolitana di Napoli. Quest’anno la gara culturale è dedicata a Gianni Rodari, il grande intellettuale, scomparso nel 1980, specializzato in letteratura per l’infanzia. L’anno prossimo sarà dedicata a Dante Alighieri, del quale ricorreranno nel 2021 i 700 anni dalla morte. “Una città che scrive” ha fatto registrare in quattro anni la partecipazione di oltre 5mila persone. Ma attraverso ulteriori incentivi si punta ad allargare la platea di aspiranti scrittori e poeti o di professionisti del settore, già affermati o meno. Quest’anno il via alla quarta edizione sarà celebrato con un evento pubblico nel corso del quale sarà presentato il libro “Napoletanità”, ultima opera del giornalista e scrittore partenopeo Gigi Di Fiore. Il convegno si terrà appunto venerdi 6 marzo, alle 18 e 30, nella sala lettura della Biblioteca Sociale Giacomo Leopardi, a Casalnuovo, in via Roma 148. Si tratta di iniziative che nascono da un’idea di Giovanni Nappi, libero professionista casalnuovese impegnato nella politica locale ma soprattutto nella diffusione della cultura nel territorio nordorientale dell’area metropolitana di Napoli. E’ stato per esempio Nappi a portare l’anno scorso nella Biblioteca Sociale i manoscritti originali de “L’Infinito” di Leopardi. Una mostra, anche questa gratuita, che ha riscosso grande successo di pubblico da tutta la regione. “Mi auguro – l’auspicio del fondatore de “Una Città Che Scrive” –  che il concorso letterario popolare e la Biblioteca Sociale Giacomo Leopardi possano continuare a essere il più grande spazio di condivisione e diffusione culturale della città di Casalnuovo”.