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Cambiare l’acqua ai fiori. La cura del Cimitero, un bene comune per la vita della comunità. 

In “Cambiare l’acqua ai fiori”, romanzo di Valérie Perrin, la vita di Violette Toussaint, protagonista del libro, trascorre tra le tombe del cimitero di Borgogna, quelle di cui si prende cura da quando ci lavora lì come guardiana. La cura di quel luogo è sacra. Ha imparato ad accudire piante per coltivare l’esistenza. Accoglie infatti chi va a visitare i propri cari, consola i parenti e amici con una chiacchiera o il silenzio, sa stare vicino alle famiglie che si stringono nel lutto.

Il cimitero è tra i luoghi più significativi di una comunità, esso racconta, attraverso i ritratti, i fiori, le date e gli epitaffi sulle tombe, le nostre stesse esistenze con le sue radici e le sue memorie. C’è sempre qualcosa per chi sa come guardare in questo luogo carico di nostalgia e di pianto. Qualcosa che interessa la nostra vita. Un luogo comune importante quindi, e di cui prendersi cura per il bene di tutti noi.

Ma oggi “cambiare l’acqua ai fiori”, è diventato un esercizio e un servizio che ha dei costi; il personale è gestito di solito da una ditta e da un appalto con il suo bel capitolato che però – senza una seria programmazione e progettazione dell’Amministrazione – produce solo caos e confusione. Il cimitero di Somma Vesuviana è servito da lavoratori, pochi, rispetto al grande lavoro che necessita la cura quotidiana degli spazi e delle infrastrutture esistenti. Tuttavia, a onor del vero, tali lavoratori sono disponibili a qualsiasi ora per far fronte a diverse esigenze. Ma vivono le loro giornate in attesa della stabilizzazione di 8 ore e diretti da ben due ditte diverse. Ma perché non si cerca di migliorare le condizioni lavorative dei dipendenti? Perché ancora non si viene a capo delle criticità più volte portate all’attenzione dei media e della stessa amministrazione comunale? Il cimitero è per antonomasia il luogo della pace e del ristoro, auspichiamo che anche chi lavora in quel caro giardino possa farlo con un animo maggiormente sereno e per il benessere di tutta la comunità di Somma Vesuviana.

 

 Giuseppe Auriemma