La lingua napoletana ai tempi del virus: “’o scemanfù”, “statt’a casa”, “’o strummolo scacato”, “’o tabbaccaro s’’a scioscia”
Agrimonda: l’impegno di un singolo cittadino per raccontare un problema collettivo
Abbiamo incontrato il signor Tufano, presidente del Comitato Ambiente e Territorio, per delineare il quadro della situazione a quasi un anno dall’avvenuta messa in sicurezza del sito.
“La situazione è sempre più drammatica. Dopo la fine dei lavori di rimozione del cumulo, a gennaio 2019, abbiamo atteso altri cinque mesi per l’esito delle analisi validate da ARPAC. I risultati sono allarmanti e quella che io definisco la pseudo messa in sicurezza operata dagli enti regionali ha peggiorato la situazione. È stata coperta la superficie del sito da bonificare con un telo HDPE (geomembrane in polietilene, ndr) che però ha dato vita a un acquitrino, una fogna a cielo aperto che danneggia ulteriormente la salute di chi vive nei dintorni del sito. In seguito alla installazione del telo, avvenuta a giugno 2019, nessun tecnico o esponente delle autorità è venuto ad aggiornarci sullo stato dell’arte e qui non si vede mai nessuno, a parte la Polizia Municipale di Mariglianella che passa ogni tanto per constatare il livello dei miasmi maleodoranti, perché qui l’aria continua a essere irrespirabile”.

Oggi Ciro e Salvatore si mostrano particolarmente amareggiati dalla scarsa (o per meglio dire nulla) partecipazione della comunità a questa situazione che chiama in causa molti altri cittadini, anche considerando il problema della volatilità delle esalazioni nocive, ampiamente certificate. Già nel lontano 2007, infatti, le determinazioni ambientali frutto del monitoraggio del C.R.I.A. (Centro Regionale Inquinamento Atmosferico) evidenziava, per il solo benzene, valori che possono essere ritenuti d’attenzione. Al momento vige, come da ordinanza, il divieto assoluto di emungimento e utilizzo dei pozzi nelle zone limitrofe il sito ex Agrimonda: questo perché si ipotizza che le esalazioni maleodoranti possano essere collegate all’attività di irrigazione dei campi con acqua proveniente dalla falda inquinata. Tuttavia, non ha ancora avuto luogo l’annunciato screening gratuito della popolazione messo in campo dalle istituzioni, ossia ASL e comuni interessati.
“A questo punto, e non da oggi, esigiamo una certezza dei tempi tecnici necessari per la caratterizzazione e la bonifica, l’installazione di una centralina in grado di monitorare le emissioni inquinanti che possono pervenire dal sito e, dulcis in fundo, un po’ di vicinanza perché ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni e anche dai cittadini che sottovalutano la portata collettiva del problema”, aggiunge Ciro Tufano, capitano coraggioso alla ricerca di una rete civica che non riesce a trovare.
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Somma Vesuviana, Somma Futura e FI: “si cerca di svilire e mortificare il nostro ruolo, il sindaco accolga le nostre proposte”
- ma allora lo stato centrale, gli altri enti locali, i comuni limitrofi, che stanno valutando di promuovere le stesse o analoghe misure, non capiscono una emerita mazza di finanze ne sono buoni amministratori ed esperti in materia fiscale?
- le casse del comune non sono mai state in emergenza tanto da richiedere anticipazioni di cassa?
- se nel caso si dovesse verificare uno stato di emergenza (temporaneo) per le casse comunali, di poche centinaia di migliaia di euro, dovute ad una nobile causa, non sarebbe ampiamente giustificato un intervento di anticipazione di cassa, includendo anche il pagamento degli interessi (se dovessero maturare) ?
- spostando il pagamento della I^ rata TARI di qualche mese, ad esempio dopo l’estate, quale “buco” cosi profondo si provocherebbe al bilancio annuale?
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Somma Vesuviana, il consigliere Rianna:”“È il momento di essere una comunità, non solo a parole”
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal consigliere Rianna.
Il mio è un appello a tutte le forze politiche di Somma Vesuviana, anche a quelle non rappresentate in Consiglio Comunale. Credo sia giunto il momento di mettere da parte personalismi e protagonismi, di dare spazio al “Noi”, non più all’Io. L’emergenza e il rischio generato dalla diffusione del Coronavirus e la circostanza del primo contagio sul nostro territorio è una chiamata precisa alla Responsabilità, una doverosa opportunità di mettere in pausa le fazioni, per il momento. Le Istituzioni, i rappresentanti del Popolo, devono essere da oggi un unico “corpo” compatto. Questo è l’unico modo per ingenerare fiducia nei cittadini ed è oggi, in questo preciso momento, un nostro DOVERE. La Politica è il perseguimento del Bene Comune, questo basta e ben sappiamo che amministrare è difficile ma in momenti come questo lo è ancor di più. Naturalmente, passata l’emergenza, ciascuno tornerà nelle proprie posizioni naturali, laddove il popolo ci ha collocato, con la dialettica politica e le contrapposizioni di sempre. Ora no, ora Somma Vesuviana ci chiede Unità. Quanto alle azioni concrete, mettiamoci tutti al servizio della Città, di chi chiede risposte, coinvolgendo le associazioni di volontariato per portare, con tutti gli accorgimenti del caso, il necessario aiuto alle persone sole, agli anziani, a coloro che non hanno materialmente qualcuno che se ne prenda cura.
