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FCA Pomigliano, primo contagiato nella grande fabbrica: è un operaio. Ricoverato in ospedale
Primo contagiato da Coronavirus nella fabbrica più grande del Mezzogiorno, la FCA di Pomigliano, 4500 addetti più altri 500 dell’indotto. Si tratta di un operaio, un addetto del reparto qualità e metrologia, un reparto che supporta le attività della linea di produzione della Panda, la vettura più venduta in Italia. Nel frattempo da Torino l’azienda conferma: “si, c’è un caso in qualità-metrologia a Pomigliano”. E ora la paura fa novanta da queste parti anche perché questa notizia stava serpeggiando da giorni. Proprio la settimana scorsa c’era stato uno sciopero spontaneo sulla catena di montaggio, il primo dopo dieci anni di riorganizzazione attuata dallo scomparso ex ad del gruppo, Sergio Marchionne. L’astensione era stata messa in atto a causa dalla paura su una possibile diffusione del contagio. Quindi FCA ha deciso domenica sera, per tutelare i suoi lavoratori, di sospendere le attività fino al 27 marzo in tutti i principali impianti, Pomigliano, Cassino, Melfi, Mirafiori e Grugliasco. Altri impianti sono stati chiusi fino al 20 marzo. Ma la catena di montaggio di Pomigliano si era fermata già mercoledi 11 marzo. Preoccupazioni su preoccupazioni. Accanto alla FCA c’è l’Avio Aero, stabilimento aeronautico che conta 1100 addetti più altri 700 dell’indotto. Qui ci sono due contagiati. L’impianto ha riaperto oggi.
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Pomigliano, coronavirus, il sindaco:« Controlli serrati e aggiornamenti continui, ma i cittadini restino in casa».
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal comune di Pomigliano.
Quattro casi di positivi al Covid – 19 sul territorio di Pomigliano d’Arco, dei quali uno è guarito e altri tre in regime di ricovero. Venti cittadini sono in quarantena in stato di sorveglianza attiva e sono coloro i quali sono venuti in contatto con persone sicuramente contagiate. Trentotto sono le autodenunce e altrettante dunque le quarantene precauzionali.
«Di oggi – annuncia poi il sindaco Russo – la comunicazione pervenutami dalla Fiat di Pratola Serra: sarebbero quaranta i lavoratori di Pomigliano d’Arco entrati in contatto con colleghi provenienti da Ariano Irpino dove c’è un focolaio, anche loro dovranno andare in quarantena».
«In generale – aggiunge Russo – i cittadini di Pomigliano d’Arco hanno osservato le norme, sono rimasti in casa. Ci sono purtroppo i soliti incoscienti ma la Polizia Locale al comando del colonnello Luigi Maiello sta facendo un ottimo lavoro. Finora sono 41 i denunciati e i controlli proseguiranno serrati su tutto il territorio cittadino».
Una disinfezione delle strade è già stata fatta, altre sono previste nei prossimi giorni: dalle 22 di venerdì 20 marzo e dalle 22 di venerdì 27 marzo. «Per evitare che una qualsiasi zona della città sfugga a chi è preposto alla disinfezione – dice il sindaco – invito i residenti a segnalare chiamando il comando dei vigili urbani».
Intanto tutti i servizi comunali possibili sono digitalizzati, sono a disposizione mail e numeri di telefono ai quali ogni cittadino può prenotarsi e richiedere certificazioni. Se non fosse possibile il ritiro nella sede della casa comunale, provvederanno gli agenti di polizia locale a consegnarli a casa.
Russo chiude con un appello alla città: «Al momento – dice il sindaco – non esistono cure né vaccini contro il Coronavirus, tutto è in fase di sperimentazione. Ma noi sappiamo bene che se ad un pesce si toglie l’acqua muore, se ad una pianta si sottrae il terreno, muore. Funziona così anche per il virus: se non diamo ad esso la possibilità di aggredire le persone e diffondersi, muore e si estingue. Pomigliano d’Arco è una città civile e colta, i suoi cittadini hanno uno spiccato senso civico e sono certo che ascolteranno il mio appello: restate a casa, solo così ne usciremo. Dopo ci sarà tempo per riconquistare il tempo perduto».
Ogni giorno, sui canali social del Comune, ci saranno informazioni e aggiornamenti.
