A Napoli l’acqua zuffregna di Santa Lucia guariva tutti i mali, anche quelli provocati dalla “Malora di Chiaia”

La “Malora di Chiaia”, l’origine dell’espressione  e le testimonianze di Villari e di Mastriani. L’acqua sulfurea, “zuffregna”, di Santa Lucia, e l’articolo pubblicato da E. Bidera nel 1857. Il commercio dell’acqua, le “voci” dei venditori, l’acquaiuolo di R. Viviani, e i significati metaforici della “mommara”, l’orcio di creta in cui l’acqua veniva trasportata.La festa in onore della Madonna della Catena e una strana abitudine dei Luciani.   Prima che Ferdinando II e gli ingegneri dell’ “Istituto di Incoraggiamento” avviassero risolutamente l’organica realizzazione del sistema fognario di Napoli, tutti i problemi maleodoranti dell’ igiene della città erano riassunti nell’espressione la “Malora di Chiaia” e nell’ immagine di “vecchia stregaccia” che a questa “Malora” diedero il teatro popolare e, nel romanzo “I Vermi”, Francesco Mastriani: “orribile e mostruosa la faccia”, e “gli occhi erano due fossi orlati di rosso: la cornea, la pupilla, tutto era perduto tra le caccole e gli afflussi sanguigni. Nel mezzo di quei bulbi schifosi un punto di luce d’inferno rilevava la ferocia della megera”. Già i viceré spagnoli accusavano gli abitanti del quartiere Chiaia di aver “generato” questo mostro, perché, come spiegarono prima il Galiani, e poi Pasquale Villari nelle “Lettere meridionali”, le case del quartiere erano “edificate tutte al livello del mare”, e poiché non c’era sufficiente “caduta”, non era stato possibile costruire “chiaviche e condotti sotterranei”: perciò, scriveva il Villari, “alla fine di Chiaia c’era un luogo, in cui al cader della sera, si andava a versare nel mare “ l’immondizia tutta, di ogni tipo: le stesse cose aveva scritto, tre secoli prima, il viceré marchese di Mondejar. I Napoletani combattevano i guai prodotti dalla Malora e ogni malattia, eccezion fatta delle “infezioni del rene”, con l’acqua sulfurea – l’acqua zurfegna – della sorgente “che sta a Santa Lucia, in un misterioso oscuro grottone, tempio salutare di migliaia di persone.”. Emmanuele Bidera scrisse, per l’antologia di Francesco de Bourcard, un vivace ritratto della “vendita dell’acqua” che i Luciani gestivano come “privativa”, e “con tale lucro” vivevano tutto l’anno: era una “vendita” ininterrotta: “si fa dagli uomini da un’ora di notte sino al mezzodì, quindi dalle donne sino al ritorno dell’ora accennata.”. Sull’ “amenissima riviera” di Santa Lucia arrivano “nobili e plebei” : li aspettano le venditrici, giovani e vecchie, e mostrano ai clienti i bicchieri colmi dell’acqua che spumeggia “come sciampagna”. Ogni cliente sceglie la venditrice che “più gli aggrada”: ma nei giorni seguenti sempre a lei si deve rivolgere, per non “essere scortese”: del resto, se si rivolgesse ad un’altra, questa lo allontanerebbe, non farebbe uno sgarbo alla collega: è “una costumanza” del quartiere, che tutti rispettano: chi la “infrange” scatena “risse sanguinose”. L’acqua si trasportava in mommare, gli orci di creta – solo di creta, e mai d’argilla – che ricavavano il loro nome dal tardo latino “bombyla” e ispirarono pittori e scultori, anche perché consentivano allusioni maliziose, come nel quadro di Vincenzo Caprile: per analogia, il termine indicava anche il seno sostanzioso delle donne, e in alcuni scrittori, come in Viviani, che citeremo, anche la testa, “’a capa” di chi è travagliato da problemi che non riesce a risolvere.  Mommare e mommarelle piene di acqua zurfegna venivano portate di notte, sulle barche, fino a Portici e a Torre del Greco, e, su carri, anche a Capua, e anche a Madonna dell’Arco. Tutta la famiglia, dice Bidera, partecipava al viaggio dei carri: anche la “vecchia madre”, che sta seduta “come in trono sopra le mmommare, tenendo un nipotino sulle ginocchia come Iside che porta Horus nel seno; e tutti cantano canzoni d’amore con prolungata e noiosa cantilena”. Una cantilena era anche la voce dei venditori che giravano per i vicoli della città:chi vo vèvere, che è fredda fredda! Uh, la tengo annevata …Vattenne, mmalora de Chiaia, co mmico nce pierde lo tiempo.” Dice il Bidera che i Luciani venditori di acqua zuffregna l’ultima domenica di agosto celebravano una “festa speciosa” in onore della Madonna della Catena: durante il rito “si tuffano in acqua, e nel secolo scorso vi gettavano a forza chiunque a quell’ora si trovasse passando per la riviera.” Ma le sofferenze dell’amore non trovavano rimedio nell’acqua di Santa Lucia. Inutilmente l’acquaiuolo di Raffaele Viviani lancia la sua “voce”: la donna che lo ha lasciato non sente, non si affaccia, dorme: ma è sango dint’’ e vvene, / acqua zurfegna, o che ? Lui lo ammette: pe’ chesta capa sciacqua / aggio perduto ‘a mummera. Egli sta lì, ad aspettare inutilmente, da due ore: e intanto l’acqua zurfegna, che lui garantisce fredda fredda, si riscalda, certo mo vullarà.  A quel punto l’acquaiuolo perde la pazienza, m’’o joco stu purtone / nun passo cchiù pe’ ccà. Ma lo giura ogni mattina…  

Sant’Anastasia, lutto per la famiglia Gifuni

Rosa Sannino Gifuni
È mancata questa notte, mercoledì 18 marzo, la signora Rosa Sannino. Novant’anni compiuti lo scorso 20 febbraio, era vedova di Vincenzo Gifuni.   Una vita per la famiglia, la signora Rosa era mamma di quattro figli: Teresa e gli imprenditori Alfonso, Carmine e Ferdinando Gifuni, titolari della Gif.Fer, azienda di autodemolizioni in via Pomigliano a Sant’Anastasia. Il direttore e tutta la redazione del Mediano.it si stringono ad Alfonso, presidente della Confederazione Autodemolitori Riuniti, presidente del Lions Club Castello di Cisterna Vesuvio Nord e già consigliere comunale a Sant’Anastasia, a sua moglie Luisa Esposito, titolare dell’Atelier Gifuni di Sant’Anastasia, ai figli Vincenzo e Alba. L’intera famiglia della signora Rosa aveva appena fatto in tempo, era metà febbraio scorso, a festeggiare i suoi 90 anni. Il cordoglio di tutti noi al figlio Carmine, con la moglie Antonietta Passariello e i figli Vincenzo, Nunzio e Rossella; al figlio Ferdinando e a sua moglie Anna Allocca con i figli Emanuela, Daniela e Pietro; alla figlia Teresa e al marito Carmine Romano con i figli Vincenzo e Matteo. Gli affetti non muoiono mai, il ricordo delle persone care vive per sempre nei cuori di chi le ha amate, più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di ogni parola. Anche se, come in queste surreali circostanze che tutti stiamo vivendo, non si può dare loro l’ultimo saluto.        

FCA Pomigliano, primo contagiato nella grande fabbrica: è un operaio. Ricoverato in ospedale


Primo contagiato da Coronavirus nella fabbrica più grande del Mezzogiorno, la FCA di Pomigliano, 4500 addetti più altri 500 dell’indotto. Si tratta di un operaio, un addetto del reparto qualità e metrologia, un reparto che supporta le attività della linea di produzione della Panda, la vettura più venduta in Italia. Nel frattempo da Torino l’azienda conferma: “si, c’è un caso in qualità-metrologia a Pomigliano”. E ora la paura fa novanta da queste parti anche perché questa notizia stava serpeggiando da giorni. Proprio la settimana scorsa c’era stato uno sciopero spontaneo sulla catena di montaggio, il primo dopo dieci anni di riorganizzazione attuata dallo scomparso ex ad del gruppo, Sergio Marchionne. L’astensione era stata messa in atto a causa dalla paura su una possibile diffusione del contagio. Quindi FCA ha deciso domenica sera, per tutelare i suoi lavoratori, di sospendere le attività fino al 27 marzo in tutti i principali impianti, Pomigliano, Cassino, Melfi, Mirafiori e Grugliasco. Altri impianti sono stati chiusi fino al 20 marzo. Ma la catena di montaggio di Pomigliano si era fermata già mercoledi 11 marzo. Preoccupazioni su preoccupazioni. Accanto alla FCA c’è l’Avio Aero, stabilimento aeronautico che conta 1100 addetti più altri 700 dell’indotto. Qui ci sono due contagiati. L’impianto ha riaperto oggi.

Sant’Anastasia, esponenti politici di schieramenti diversi uniti per l’emergenza Coronavirus

Nasce a Sant’Anastasia un gruppo di «collaborazione sociale». Si chiama «Emergenza Covid 19 – Uniti per l’emergenza» e ne fanno parte esponenti politici di segno opposto. Hanno già stilato una «scaletta» di proposte per fronteggiare la situazione surreale che tutta Italia sta vivendo ma che a Sant’Anastasia si sente particolarmente per l’assenza di un’amministrazione comunale che informi passo passo i cittadini come stanno facendo i sindaci dei paesi limitrofi. Negli ultimi giorni la commissaria prefettizia Stefania Rodà sembra star cambiando passo sul fronte dell’informazione, sia pure con laconiche e istituzionali comunicazioni indirizzate alla stampa. Ma i rappresentanti politici che si stanno coordinando, ovviamente dalle proprie case, tramite messaggeria istantanea, pretendono di più e non hanno voluto che comparissero i propri nomi, né le sigle, per evitare facili sospetti di strumentalizzazione dell’emergenza. Al momento, il filo conduttore è rendersi utili alla comunità. «Alcuni rappresentanti politici del territorio si sono uniti, superando le loro differenze, per offrire ai propri cittadini il sostegno necessario in un evento così drammatico che sta colpendo tutto il mondo. Abbiamo deciso di porre al primo posto il bene collettivo. Restare uniti, adesso, è la più alta dimostrazione di maturità, nonché responsabilità, che possa esistere. Vogliamo aiutare e non strumentalizzare. Per questo abbiamo deciso di muoverci collegialmente e senza sigle di partito. Una sola entità al servizio della comunità» – fanno sapere.   Il gruppo ha già inviato una richiesta ufficiale (tramite posta elettronica certificata) al commissario prefettizio e la stessa è stata inoltrata anche al viceprefetto e al presidente Vincenzo De Luca. «Abbiamo battuto tutte le strade possibili – dicono –  per garantire la migliore tutela ai nostri cittadini. Il gruppo chiede un maggior impegno delle forze di polizia nella loro opera di controllo del territorio. Vanno assolutamente bloccati e sanzionati con priorità i cittadini che stazionano in strada senza le necessarie urgenze previste dal decreto». «Chiediamo inoltre – proseguono –  un report quotidiano o in alternativa almeno settimanale sull’evolversi della situazione. In modo tale da fornire un quadro reale di quel che sta accadendo. Su quali comportamenti e nuove strategie adottare, di giorno in giorno, per contrastare l’infezione. Potrebbe essere utile, citiamo degli esempi, una macchina dotata di megafono che possa girare sul territorio anastasiano invitando i cittadini a non uscire dalle loro abitazioni Oppure, o in parallelo, la diffusione di manifesti volantini con le indicazioni da seguire».

I sindaci del Nolano a De Luca:”Tamponi anche all’ospedale di Nola”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dall’agenzia Area Nolana.  “Fare in modo che all’ospedale di Nola si eseguano le analisi dei tamponi per velocizzare la gestione dell’emergenza Coronavirus in caso di picco di contagi”: è la richiesta che i sindaci dell’area nolana hanno inviato al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.  Per i primi cittadini “Ad oggi per eventuali casi sospetti in osservazione all’ospedale di Nola i tamponi vengono inviati due volte al giorno presso l’ospedale Cotugno di Napoli. In caso di forte aumento degli accessi di soggetti a rischio presso l’ospedale di Nola i tempi di risposta delle analisi dei tamponi potrebbero creare grossi problemi nella gestione dell’emergenza”.  Da qui la proposta inoltrata anche alla luce del fatto che  “l’ospedale di Nola è strutturato, sia in termini di attrezzature che di uomini, per l’analisi dei tamponi”.

Pomigliano, coronavirus, il sindaco:« Controlli serrati e aggiornamenti continui, ma i cittadini restino in casa».

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal comune di Pomigliano. 

Quattro casi di positivi al Covid – 19 sul territorio di Pomigliano d’Arco, dei quali uno è guarito e altri tre in regime di ricovero. Venti cittadini sono in quarantena in stato di sorveglianza attiva e sono coloro i quali sono venuti in contatto con persone sicuramente contagiate. Trentotto sono le autodenunce e altrettante dunque le quarantene precauzionali.

«Di oggi – annuncia poi il sindaco Russo – la comunicazione pervenutami dalla Fiat di Pratola Serra: sarebbero quaranta i lavoratori di Pomigliano d’Arco entrati in contatto con colleghi provenienti da Ariano Irpino dove c’è un focolaio, anche loro dovranno andare in quarantena».

«In generale – aggiunge Russo – i cittadini di Pomigliano d’Arco hanno osservato le norme, sono rimasti in casa. Ci sono purtroppo i soliti incoscienti ma la Polizia Locale al comando del colonnello Luigi Maiello sta facendo un ottimo lavoro. Finora sono 41 i denunciati e i controlli proseguiranno serrati su tutto il territorio cittadino».

Una disinfezione delle strade è già stata fatta, altre sono previste nei prossimi giorni: dalle 22 di venerdì 20 marzo e dalle 22 di venerdì 27 marzo. «Per evitare che una qualsiasi zona della città sfugga a chi è preposto alla disinfezione – dice il sindaco – invito i residenti a segnalare chiamando il comando dei vigili urbani».

Intanto tutti i servizi comunali possibili sono digitalizzati, sono a disposizione mail e numeri di telefono ai quali ogni cittadino può prenotarsi e richiedere certificazioni. Se non fosse possibile il ritiro nella sede della casa comunale, provvederanno gli agenti di polizia locale a consegnarli a casa.

Russo chiude con un appello alla città: «Al momento – dice il sindaco – non esistono cure né vaccini contro il Coronavirus, tutto è in fase di sperimentazione. Ma noi sappiamo bene che se ad un pesce si toglie l’acqua muore, se ad una pianta si sottrae il terreno, muore. Funziona così anche per il virus: se non diamo ad esso la possibilità di aggredire le persone e diffondersi, muore e si estingue. Pomigliano d’Arco è una città civile e colta, i suoi cittadini hanno uno spiccato senso civico e sono certo che ascolteranno il mio appello: restate a casa, solo così ne usciremo. Dopo ci sarà tempo per riconquistare il tempo perduto».

Ogni giorno, sui canali social del Comune, ci saranno informazioni e aggiornamenti.

Coronavirus, la proposta di Capasso: “In Campania tamponi per tutti, ecco come si può fare”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal comune di Ottaviano   “Tutti i cittadini della Campania, nessuno escluso, deve essere sottoposto al tampone per verificare la positività da Covid – 19: è l’unico modo per garantire sicurezza fisica e psicologica alla gente, per individuare i positivi asintomatici e, in più, porterebbe anche ad un notevole risparmio economico. Possiamo fare i test a domicilio, coinvolgendo i centri diagnostici e le cliniche di tutta la Regione: in pochi giorni tutti finalmente avremo una risposta vera sulla positività da Covid – 19”. A lanciare la proposta è Luca Capasso, sindaco di Ottaviano, che fa un appello al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Spiega Capasso: “Se dotassimo i centri diagnostici e le cliniche della possibilità di fare il tampone, in pochi giorni potremmo riuscire a sottoporre al test tutti i cittadini della Campania. Si tratterebbe di farlo due volte, la seconda dopo 14 giorni dalla prima volta. Soltanto così riusciremmo a trovare tutti i positivi asintomatici, a metterli in isolamento e a fare uscire dall’incubo milioni di persone, che comunque dovrebbero rispettare gli accorgimenti sull’igiene e la distanza di sicurezza”. Capasso chiarisce ancora: “Il tampone potrebbe essere fatto a domicilio, dal personale che lavora nei laboratori di analisi, nei centri diagnostici e nelle cliniche e che arriverebbe nelle case con tutte le attrezzature di protezione. Con una operazione del genere si risparmierebbero anche soldi: i costi dei tamponi sono molto più bassi dei costi di ricoveri e terapia intensiva”. Il sindaco di Ottaviano, poi, propone anche un’altra iniziativa: “A Ottaviano c’è una struttura sanitaria privata che ha 15 posti mai utilizzati, 7 per la rianimazione e 8 per la terapia intensiva cardiologica. È autorizzata ma non accreditata. Chiedo alla Regione di pensare ad una convenzione per usare questi posti, inviare personale e dare un aiuto alla sanità pubblica. E’ incredibile che in una situazione di emergenza come questa ci siano posti per la rianimazione e la terapia intensiva completamente nuovi e mai utilizzati. Dobbiamo usare tutte le risorse a disposizione, senza tregua”. Infine l’appello a De Luca: “Speso che prenda in considerazione questa proposta. In pochi giorni potremmo intraprendere davvero la strada che porta fuori dal tunnel: non mi faccio illusioni, né voglio alimentarle nei cittadini, ma credo che almeno se ne possa discutere. Io sono a disposizione, così come tanti altri sindaci che in questi giorni sono in prima linea”.  

Somma Vesuviana, coronavirus: al via il servizio di supporto psicologico online

L’AMBITO N22 ha pensato di attivare un servizio online di Psicologia per l’Emergenza Covid19 destinato a tutti i cittadini appartenenti ai Comuni dell’Ambito N22.   L’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova le persone:cambio di abitudini, difficoltà economiche, un virus sconosciuto ed invisibile da affrontare , la paura che facilmente rischia di trasformarsi in panico. Pertanto, l’AMBITO N22 ha pensato di attivare un servizio online di Psicologia per l’EmergenzaCovid19 destinato a tutti i cittadini appartenenti ai Comuni dell’Ambito N22: Somma Vesuviana (Comune Capofila), Castello di Cisterna, Brusciano, Mariglianella, Marigliano e San Vitaliano, per supportarli ed aiutarli ad affrontare questo delicato momento di vita. Il servizio vuole offrire suggerimenti psicologici pratici, atti ad affrontare e gestire le paure, le incertezze connesse al Covid19 e vuole fornire informazioni utili su come proteggersi con comportamenti adeguati, pensieri corretti ed emozioni fondate al fine di garantire ai cittadini un possibile BENESSERE PSICOLOGICO durante questa emergenza. A fornire il servizio saranno le Psicologhe dell’Ambito N22 attraverso la piattoforma Skype e/o il numero dedicato per l’emergenza Covid19. La DISTANZA SOCIALE non è ISOLAMENTO SOCIALE!  

Verifica del decreto sicurezza in GE Avioaero di Pomigliano d’Arco, La Failms scrive al Consiglio dei Ministri

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dalla Failms   Con la presente ci corre l’obbligo di informarVi dei fatti gravi che abbiamo riscontrato presso lo stabilimento GE Avioaero di Pomigliano d’Arco. Stamane presso l’ingresso dei dipendenti si formava un assembramento (vedi foto allegata) con il non rispetto della minima distanza di sicurezza così come indicato nel decreto del Governo in materia di Covid 19.. La maggioranza dei Lavoratori, all’interno dei reparti, sono sprovvisti di mascherine e guanti, di conseguenza lo stato di preoccupazione aumenta vertiginosamente. La scrivente O.S. nutre forte preoccupazione per i lavoratori e per le loro famiglie. È nostra responsabilità tutelare i Lavoratori e la cittadinanza tutta in quanto ogni persona che contrae il virus diventa un moltiplicatore per ulteriori contagi; chiediamo pertanto a tutti i destinatari di adoperarsi affinché vengano rispettate le norme di sicurezza per scongiurare ben più gravi scenari. Segreteria Regionale Vincenzo Russo, segretario regionale Failms Campania                       

Sant’Anastasia, secondo caso di coronavirus

Secondo tampone positivo per un cittadino di Sant’Anastasia, contagiata una donna ultraottantenne. L’anziana signora, residente nel centro della cittadina vesuviana, è da oltre due settimane ricoverata all’Ospedale del Mare. Il tampone ha dato esiti positivi e da Palazzo Siano si è già provveduto ad avvisare i familiari che saranno, in via precauzionale, in totale isolamento. Non è chiaro se la donna, ricoverata per altre patologie, abbia contratto il virus prima o dopo il suo ingresso in ospedale. Intanto la polizia locale di Sant’Anastasia, al comando di Pasquale Maione, sta dando una stretta ai controlli, applicando le sanzioni per chi esce senza motivo o trasgredisce alle regole stabilite dai decreti della presidenza del consiglio e della regione Campania.