Napoli, CUB trasporti: CTP condizioni disperate di sicurezza per i lavoratori degli appalti di pulizia

Né Comune, né Regione né gli organi ispettivi intervengono. Anche qui si aspetta il morto prima d’intervenire. Da lunedì si asterranno dal lavoro. Non si può rischiare la vita lavorando gratis.

La scrivente O.S., già nei giorni scorsi aveva denunciato al comune di Napoli, alla
Regione Campania, al prefetto di Napoli e la Protezione civile, pregandoli
d’intervenire per mettere in sicurezza il lavoro dei dipendenti della ICI Servizi
dell’appalto della CTP di Napoli nella pulizia e la manutenzione dei mezzi. Sono
giorni ormai che questi lavoratori operano senza mascherine, guanti mono uso e non
hanno a disposizione il disinfettante per le mani, il tutto contravvenendo a quanto
disposto del DPCM sicurezza Covid-19. Il loro è un servizio considerato essenziale.
Le istituzioni le considerano essenziali solo per non farli scioperare, ma possono
morire tranquilli. Basti pensare che ai lavoratori l’azienda le ha dato come divisa
lavorativa un kit di una sola divisa monouso. Una divisa mono uso dal giorno 9
marzo giorno che la società a presso l’appalto. Un unica tutta che una volta sporca è
stata buttata via è i lavoratori per poter lavorare sono al lavoro con indumenti propri
non adatti a questa emergenza sanitaria, si 17 giorni con una divisa monouso, non
solo non è più tollerabile ma è vergognoso che nessuno intervenga. Avevamo detto che era una situazione insostenibile che se dovrebbe perdurare ancora metterebbe a rischio contagio (si non lo ha già fatto) sia i lavoratori che le proprie famiglie. Va aggiunto che la ditte uscente, La SAMIR, oggi nell’occhio del ciclone per le
problematiche Anm, non ha versato le ultime due mensilità. I lavoratori sono al limite
del sopportabile.
Per tanto se le autorità competente non interverranno urgentemente a ripristinare la
sicurezza minima del lavoro da lunedì 30 i lavoratori si asterranno dal lavoro ai sensi
dell’art. 2 comma 7 della Legge 146/90. Non si può rischiare la vita obbligati a
lavorare gratis.

Somma Vesuviana, Covid 19, il consigliere Piccolo: “Il sindaco convochi un tavolo per dare valide risposte ai commercianti”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal consigliere comunale Pasquale Piccolo Cari amici,cari concittadini, non amo fare proclami,ed in modo particolare in questo periodo in cui stiamo vivendo la più grande tragedia che io ricordi. Credo di aver dimostrato ampiamente nel corso del mio mandato a Sindaco l’affetto e l’attenzione per la mia città. E’ vero che durante l’amministrazione da me guidata attraverso l’assessorato alle politiche sociali del Comune furono fatti dei pacchi alimentari ,per un importo di €.11.000,00,che furono distribuiti, con l’ausilio della protezione civile ,alle famiglie che versavano purtroppo in condizioni economiche non floride. Tale attività fu realizzata ,e grazie al lavoro certosino dell’allora assessore alle politiche sociali avv.Giovanni Salierno, e grazie ai fondi che riuscimmo ad accumulare con il mio stipendio da Sindaco, al quale avevo rinunciato fin dal mio insediamento. Approfitto di questo momento per fare anche un’ulteriore precisazione dalla quale mi ero astenuto sempre perché ritenevo che non fosse il momento opportuno. Faccio notare che mentre rappresentanti di altre amministrazioni precedenti e successiva alla mia litigavano a mezzo stampa ed attraverso manifesti murari circa la spesa annuale dello staff del Sindaco: €.103.000,00 l’una ed €.98.000,00 l’altra; nel mio mandato invece per lo staff che mi coadiuvava   la spesa annuale fu poco più di €.40.000,00. Tutto questo per ricollegarmi a quanto oggi sta avvenendo in Campania,in Italia e nel mondo. Pur apprezzando le attività poste in essere dall’amministrazione comunale ,ritengo che esse siano al momento insufficienti sia in ottica di supporto alle attività commerciali che di aiuto e sostegno alle famiglie in difficoltà. Chiedo al Sindaco un tavolo per l’emergenza COVID 19,utilizzando anche modalità online, con tutte le forze presenti in Consiglio Comunale,indipendentemente dai ruoli di maggioranza ed opposizione al fine di dare una valida risposta alle tante emergenze che in questi giorni stanno arrecando gravi danni al tessuto socio-economico della nostra città. Allo stesso modo credo che sia utile coinvolgere,dato il momento,tutte le realtà associative laiche e cattoliche,nonchè i movimenti politici non presenti in Consiglio Comunale al fine di contribuire ad un piano operativo congiunto per i prossimi mesi. Come prima misura chiedo che venga istituito un apposito capitolo di bilancio per la creazione di un fondo di sostegno sia delle attività commerciali che delle famiglie in difficoltà, rimpinguato da tutti gli emolumenti spettanti agli amministratori comunali(sindaco,assessori,presidente del consiglio,consiglieri comunali e componenti di commissioni)nei prossimi mesi ,nonchè l’istituzione di un apposito assessorato per la gestione del”coronavirus” preferibilmente da individuare nella persona di un medico.  (fonte foto: rete internet)

San Vitaliano, COVID-19, didattica a distanza: “ottimo strumento di integrazione da sviluppare anche dopo l’emergenza”

0

Un “ottimo strumento di integrazione da sviluppare anche dopo l’emergenza”  così definisce la didattica a distanza, l’assessore Ivana Mascia.

La scuola al tempo del Coronavirus. Non si ferma la didattica che, anche a distanza, sta iniziando a dare i suoi risultati in termini di gradimento e di apprendimento. Lo sa bene l’istituto comprensivo “Omodeo Beethoven” di San Vitaliano guidato dalla dirigente scolastica Rosanna Lembo, tra i primi del territorio ad adottare lo scorso 16 marzo  il nuovo metodo sperimentale all’indomani delle sollecitazioni giunte dal dpcm del 4 marzo scorso

Ad oggi accanto al registro elettronico con inserimento di materiali di studio multimediale, c’è la possibilità di accedere alla piattaforma Cisco webex meeting, che permette di creare classi virtuali nelle quali avere contatti con gli alunni tramite chat, video lezioni, caricare materiali didattici e interagire con test motivanti.
Un sistema integrato di idee e contenuti su cui è intervenuta il vicesindaco di San Vitaliano con delega alla cultura Ivana Mascia che ha spiegato come “in un momento come quello che stiamo vivendo essere riusciti in così breve tempo ad assicurare ai ragazzi ed alle famiglie servizi così delicati e complicati, come la didattica a distanza, non è cosa da poco”.
“Apprezzo molto l’impegno straordinario della nostra dirigente, Rosanna Lembo – continua il vicesindaco –  e di tutti i docenti che hanno lavorato con lo spirito di dedizione,la professionalità e la passione che li contraddistingue, affinché per tutti i ragazzi fosse garantita una continuità didattica adeguata. Questa è la dimostrazione che anche nei momenti di crisi possono nascere delle opportunità”.
Per l’assessore Mascia, infatti, questo metodo nato  in emergenza, visti i risultati, potrebbe in futuro rientrare nel piano didattico formativo ad integrazione di quello ordinario.
“La didattica a distanza può essere un’alternativa valida in condizioni particolari come quella in cui ci troviamo – aggiunge – potrebbe diventare un formidabile strumento di integrazione anche quando l’emergenza sarà passata”.
Infine un pensiero rivolto a chi è sul campo ogni giorno a lottare contro il virus.
“A fronteggiare l’emergenza covid-19, accanto ai medici, sanitari e forze dell’ordine in prima linea ci sono anche insegnanti e dirigenti alle prese con una realtà nuova,
come la nostra dirigente scolastica ed i nostri  insegnanti, che rappresentano un insostituibile presidio di cultura. Gli insegnanti, oggi ancora di più, sono un valido punto di riferimento per gli studenti, che hanno perso quasi tutte le certezze – spiega il vicesindaco –
L’istituto comprensivo Omodeo Beethoven  sta dimostrando ancora una volta di essere una grande comunità educante . Insieme supereremo questo difficile momento”.

Somma Futura e Di Pilato, appello al Sindaco:”Misure concrete per fronteggiare l’emergenza”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato da Somma Futura e la consigliera Di Pilato. i sottoscritti Consiglieri Comunali, considerando la situazione di emergenza dovuta alla epidemia in atto, che sta coinvolgendo tutto e tutti, e nell’ottica di garantire, a coloro che ne hanno maggiore necessità, di superare quasi indenni sia la emergenza in atto sia e soprattutto lo stato di incertezza socio-economica che ne scaturirà quale sua naturale conseguenza, garantendo la loro piena ed immediata disponibilità a valutare, comunemente, ogni azione tesa in tal senso, propongono alla tua attenzione di valutare ogni tipologia di risorse comunali, disponibili nell’immediato, tese al recupero di fondi, salvaguardando, ovviamente  quelle che sono le spese vive necessarie (stipendi dipendenti, ecc).   Ci vengono in mente, ad esempio, voci di spese di bilancio comunale che sono state sospese e/o annullate per tutto il 2020 da disposizioni superiori ( vedi i vari DPCM emanati in tal senso), come ad esempio le rate dei mutui contratti; ancora spese legate ad attività che a tutt’oggi, e per altri mesi a divenire, sono comunque sospese, e quindi rappresentano risparmi per l’Ente; tutti gli altri capitoli di bilancio che sicuramente saranno bravi gli uffici preposti ad individuare e a mettere immediatamente a disposizione per le conseguenze di detta  epidemia.   Ci sarà bisogno di atti amministrativi indispensabili, come variazioni di bilancio, che sono, nell’immediato, ad appannaggio della Giunta Comunale, ma che vedrebbe le stesse limitate e/o proporzionate in dodicesimi.  Per tale motivo, e per garantire una azione amministrativa piena ed risoluta, non esitare nel proporci una approvazione (anche con procedure emergenziali) del bilancio di previsione 2020 e dei relativi allegati.    Sicuri di un positivo riscontro in merito, Ti giunga il nostro saluto ed il nostro ringraziamento per quanto di buono stai operando. I Consiglieri Comunali  C. Allocca          L. Di Pilato         U. Parisi        V. Piscitelli    

Emergenza Coronavirus alla residenza anziani di Madonna dell’Arco, l’intervento del Priore

Di seguito pubblichiamo l’intervento che il priore del Santuario di Madonna dell’Arco, padre Alessio Romano – che è anche rappresentante legale della RSA Anziani – ha postato pochi minuti or sono sulla sua pagina facebook Non avrei mai voluto dover scrivere questo post, ma le voci, i pettegolezzi, i giudizi che stanno debordando dal web e sui telefonini in queste ore, mi impongono di non restare in silenzio. La mia priorità è stata, fin dal principio di questa emergenza e ancor prima che fossero adottate in tutta Italia misure ad hoc, di tutelare le persone. I degenti della Residenza Sanitaria Anziani, i dipendenti, i confratelli, tutti. L’ho fatto subito, adottando misure di prevenzione ancor prima che queste ultime diventassero regole imposte da Governo, Regione, Asl. Ho deciso io di prenderle, conscio che mio dovere è rassicurare, garantire un clima di serenità. Purtroppo il nemico non è di quelli da sottovalutare e noi non lo abbiamo fatto. Leggo commenti che creano allarmismi inutili e che profittano del momento difficile sostenendo che tutto ciò sarebbe colpa nostra, mia e dei Domenicani, mia e della direzione della Rsa. Smettetela, perché non sapete di cosa state parlando! Tuttora, dopo circa 16 ore l’Asl non ha ancora consegnato tutti i risultati. Io stesso ho un risultato ufficioso, per quel che mi riguarda. Mettiamo ordine: il primo tampone è stato richiesto dal medico curante di un degente il 17 di marzo. Lo sapete quando sono arrivati ad effettuarlo? Ve lo dico io: lunedì scorso, il 23 marzo, in seguito a ben tre morti due dei quali risultati positivi. Otto giorni fondamentali. Solo allora chi di dovere ha compreso che ciò che noi avevamo chiesto era urgente ed importante. Nonostante le sollecitazioni, mie e del medico curante, il risultato è giunto solo dopo che ci è scappato il morto. Perciò, se chi parla da dietro una tastiera si sente più bravo, efficiente, efficace dei medici, dei dirigenti Asl e di tutti coloro che hanno la responsabilità di vite umane, scendessero in strada e andassero a dar loro una mano, andassero a richiedere tamponi se ci riescono, venissero a darci una mano nelle case di riposo che stanno diventando, la Mamma dell’Arco ci salvi, focolai in tutta Italia, come gli ospedali.

Sant’Anastasia, 24 positivi al coronavirus: la residenza sanitaria anziani potrebbe essere focolaio

Arrivati i risultati di 70 tamponi sui 107 effettuati martedì: sono negativi il priore dei Domenicani, padre Alessio Romano e tutti i confratelli che vivono in convento, compreso padre Luca, il cappellano della residenza anziani. Positivi al Covid- 19 sono risultati invece nove degenti e 14 dipendenti della RSA, per la maggior parte donne. Positivo anche un medico curante. Tra i dipendenti contagiati ci sono lavoratori che arrivano da Somma Vesuviana, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Cicciano, Pollena Trocchia, Acerra, Volla. I test sono stati eseguiti a Nola, nel dipartimento di patologia dell’ospedale, nel laboratorio apposito attivato per tutta l’area compresa nel distretto sanitario, al fine di velocizzare i tempi nello screening del coronavirus. La notizia è giunta ieri – giorno in cui alla residenza anziani si è verificato un altro decesso, il settimo in poco più di due settimane –  a cavallo della mezzanotte. Il numero dei positivi, 24, ai quali si aggiungono quelli dei test compiuti nei giorni scorsi e i tre casi verificatisi precedentemente in città, portano improvvisamente a quota 30 i contagi da Covid 19 a Sant’Anastasia. Potrebbero diventare di più, parliamo naturalmente di quelli noti, già oggi quando saranno comunicati gli esiti degli altri 40 tamponi sui 107 effettuati martedì. Il Santuario, pur con l’esito negativo dei tamponi per il priore e tutti i confratelli (eccetto un padre domenicano, anch’egli degente e ricoverato in Rsa da qualche anno), resta per ora chiuso. Intanto già dalla mezzanotte di ieri, seguendo le linee guida dell’Asl, tutti i positivi sono stati isolati nella struttura di via padre Raimondo Sorrentino. In stanze singole, in attesa di altre direttive e attendendo l’esito degli altri tamponi.

Ottaviano, covid 19, il sindaco: “Qui 40 posti per contagiati fuori pericolo, ma fate presto”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Ottaviano.

 

“Fate presto! La clinica Trusso di Ottaviano mette a disposizione circa 40 posti letto, dove i pazienti possono essere ospitati anche in condizioni di isolamento. In questo modo, possono essere ricoverati anche i contagiati da covid – 19 fuori pericolo. Ma bisogna muoversi, bisogna fare presto per liberare i primi 40 posti dagli ospedali intasati: ci vogliono risposte rapidissime dalla Regione”. Lo rende noto il sindaco di Ottaviano Luca Capasso, che ha concordato l’appello con i responsabili della casa di cura ottavianese.

“Grazie alla disponibilità della Trusso possiamo dare una risposta concreta ai problemi di sovraffollamento degli ospedali: i posti sono qui, sono disponibili, ma bisogna evitare di perdere tempo. Fate presto!”, aggiunge Capasso.

Pomigliano, terzo decesso per Coronavirus. Grave un operaio Fiat. Denunciato farmacista

Pomigliano piange un terzo morto mentre la paura aumenta anche a causa di altri due casi di sospetto contagio da Coronavirus, ancora una volta nelle grandi fabbriche della città. Dopo il decesso di Francesco Rea, 55 anni, l’operaio, moglie e due figli, che lavorava in una ditta di rifiuti a San Vitaliano, e dopo quello di un’anziana di 80 anni, reduce da un funerale tenuto in provincia di Salerno al quale avevano partecipato vari familiari poi risultati positivi, martedi sera è stata la volta di Alberto Piccolo, 54 anni, un carpentiere che lavorava a Piacenza, uno degli epicentri nazionali del contagio. Piccolo alcuni giorni fa era rientrato dal capoluogo emiliano. Secondo quanto trapelato, non appena giunto a Pomigliano si sarebbe autodenunciato presso le autorità locali ponendosi in quarantena volontaria. L’uomo, vedovo da alcuni anni, al rientro da Piacenza era andato ad abitare in un alloggio del vecchio centro cittadino già occupato dalla figlia venticinquenne. Piccolo si sarebbe quindi sentito male la settimana scorsa. I parenti hanno scritto sui social che “per giorni avrebbe chiesto inutilmente il ricovero alle autorità sanitarie”. Martedi il carpentiere è stato ricoverato nell’ospedale di Nola. Era in preda a una potente crisi respiratoria. Ieri sera è arrivato il risultato del tampone: morte per Coronavirus. In base a quanto fatto sapere dalle autorità sanitarie “l’uomo di Pomigliano deceduto era passato per il pronto soccorso di Nola presentando difficoltà respiratorie”, cioè i sintomi tipici dell’insidioso virus che sta terrorizzando tutti. Paura alle stelle alimentata anche dalla situazione nelle grandi fabbriche. Ieri FCA ha infatti comunicato ai sindacati che un operaio dello stabilimento automobilistico di Pomigliano è stato ricoverato in ospedale, a Napoli. Si tratta di un lavoratore del reparto affidabilità, l’ultimo reparto chiuso dall’azienda, il 22 marzo. Tutto il resto della fabbrica era stato chiuso già dieci giorni prima. Per questo motivo il sindacato Si Cobas parla di “colpevole ritardo nonostante le diffide a non tenere nessun reparto aperto” e preannuncia azioni legali. Comunque ora S. C. , per il quale ancora si attende il risultato del tampone, versa intubato in gravi condizioni nell’Ospedale del Mare, quartiere Ponticelli, a Napoli. Si teme anche per un altro lavoratore del polo delle fabbriche, un dirigente della Leonardo che ha febbre alta e tosse insistente e che sta chiedendo invano il tampone da dieci giorni, chiuso in casa. In tutto, tra casi sospetti e conclamati sono sei i casi che stanno facendo tenere il fiato sospeso tra le migliaia di addetti delle grandi fabberiche Fiat, Avio Aero e Leonardo.  Nella città di Pomigliano comunque si combatte. Il comandante della Polizia Locale, il colonnello Luigi Maiello, ha creato una rete tra il Comune, la Polizia Locale, la Caip, l’associazione dei commercianti, e l’associazione “Legami di Solidarietà”. Attraverso le centrali operative della Polizia Locale e della Protezione Civile gli operatori si stanno occupando dei primi interventi urgenti, ad esempio della raccolta e della consegna a domicilio dei farmaci salvavita. Con questa rete si stanno anche consegnando alimenti a una serie di famiglie totalmente prive di reddito, anche del Reddito di Cittadinanza, e che in una situazione del genere si trovano stipate nelle abitazioni senza nulla.  “Tutto questo – dice Maiello – è stato possibile grazie alla generosità dei commercianti di Pomigliano e al personale della stessa Polizia Locale che ha donato buoni pasto e versato cinque ore alla settimana di straordinario, una scelta che abbiamo fatto nei primi giorni dell’emergenza”. Controlli serrati. Maiello ieri ha denunciato in procura un farmacista del centro che vendeva mascherine usa e getta a venti euro l’una.
alberto piccolo con la figlia_
alberto piccolo con la figlia_

Emergenza coronavirus, l’allarme del Cocer: “Soldati dimenticati e discriminati”

Il Cocer Esercito, con una recente delibera, a tutela del personale militare, ha chiesto che tutti i Soldati impiegati nell’operazione strade sicure (operazione riconvertita ad esigenza Covid) abbiano lo stesso trattamento economico del colleghi delle forze di polizia. È inaccettabile, secondo il Cocer, che gli uomini dell’Esercito, che in questo momento stanno dando il maggior supporto a sostegno delle istituzioni impiegati per  ospedali da campo, medici ed infermieri in prima linea, nuclei di bonifica  controllo biologico, trasporto salme e controllo del territorio, siano ricompensati con indennità straordinarie, nettamente inferiori ai colleghi del Comparto Sicurezza. Una disparità di trattamento inaccettabile. Aprire le casse per dare 70 ore di straordinari (al mese) sia ai poliziotti che ai  carabinieri e 20 (forse 40) ai Soldati i quali, per buona parte, lavorano fuori sede è una mancanza di sensibilità ed attenzione verso chi nel momento del bisogno corre al capezzale del paese. Il Cocer Esercito si  appellato con un comunicato stampa nei giorni scorsi al ministro Guerini affinché questa ingiustificabile sperequazione venga presto sanata a tutela della dignità di tutti i militari dell’esercito. I soldati rispondono come sempre “signorsì” quando occorre salvare vite umane, ma non possono essere trattati come militari di serie B ed alla bisogna essere abbandonati al loro destino di potenziali bersagli di un nemico invisibile contro il quale nessuno può nulla se non i soldati a garanzia del bene comune.

Covid Center Boscotrecase, corsa contro il tempo per allestire i nuovi reparti

0
Mario Casillo (Capogruppo regionale Pd), i sindaci di Boscotrecase e Torre Annunziata incontrano i vertici dell’Ospedale “Abbiamo voluto incontrare personalmente la direzione generale dell’Asl Napoli 3 Sud, la direzione sanitaria dell’Ospedale Sant’Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase, una rappresentanza di medici, anestesisti, infermieri, operatori sanitari e rappresentanze sindacali della struttura ospedaliera trasformata da qualche settimana in Covid Center” – è quanto affermano in una nota congiunta Mario Casillo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale della Campania, e i sindaci di Boscotrecase e Torre Annunziata, Pietro Carotenuto e Vincenzo Ascione. All’incontro tenutosi presso la sala riunioni dell’Ospedale di Boscotrecase erano presenti il direttore Generale dell’Asl Napoli 3 Sud, dottor Gennaro Sosto, il direttore dell’azienda sanitaria, dottor Gaetano D’Onofrio, il dirigente dell’azienda sanitaria, dottor Savio Marizani, il direttore sanitario dell’Ospedale, dottor Ferdinando Siani, il suo vice, dottor Adriano De Simone, oltre ad una rappresentanza del personale medico, infermieristico e sindacale della struttura ospedaliera. “La conversione dell’Ospedale in Covid Center è stata un’operazione non semplice, effettuata in tempi rapidi per far fronte alla situazione di emergenza che viviamo in tutta Italia. Le attività, nonostante le difficoltà, stanno proseguendo celermente. Come confermato anche dai medici, l’allestimento della struttura prosegue senza sosta e anche le attrezzature che stanno confluendo sono all’avanguardia e tecnologicamente avanzate” – spiegano i tre esponenti politici. “Continuano senza sosta i lavori per l’allestimento di altri 40 posti letto di sub intensiva con la dotazione di altrettanti ventilatori, molti dei quali sono già arrivati e in funzione. Inoltre è stata già bandita la gara da 3 milioni di euro che verrà aggiudicata entro il 31 marzo, per permettere già dall’1 aprile l’inizio dei lavori per realizzare altri 12 posti di terapia intensiva. Un reparto che andrà a integrare l’attuale numero di terapie intensive che in tutta l’Asl Napoli 3 Sud è di 20 unità”. “Per quanto concerne il blocco dei ricoveri la situazione è stata determinata esclusivamente dalla saturazione dei posti disponibili. Scelta operata dalla direzione sanitaria per continuare a garantire livelli adeguati di assistenza ai pazienti presenti nella struttura ospedaliera dove si sta somministrando il farmaco della cosiddetta cura Ascierto, tanto che fino ad ora si registrano 10 pazienti in via di guarigione. Smentendo categoricamente chi vuole disegnare scenari apocalittici e che in questo momento alimentano solo sterili e inutili polemiche”. Nel corso dell’incontro si è affrontato anche la questione sicurezza degli operatori, per i quali è partito lo screening che sarà esteso a tutto il personale. “Vogliamo rivolgere loro il nostro più vivo ringraziamento per lo straordinario lavoro che stanno portando avanti unitamente alla direzione generale e sanitaria. Come confermato dagli stessi sanitari e dalle rappresentanze sindacali quotidianamente arrivano 160 kit per gli 80 operatori impegnati che comprendono anche le mascherine ffp3. La direzione generale ha assicurato che saranno predisposti anche tutti gli accorgimenti per garantire la totale sicurezza per gli operatori in entrata e uscita, con l’implementazione dei percorsi di vestizione” – “Infine si provvederà fin da subito a intensificare un duplice canale comunicativo: il primo tra la direzione sanitaria e i familiari dei pazienti per informarli del loro stato di salute, il secondo verso la popolazione sulle attività sanitarie svolte e che saranno affidate al sindaco di Boscotrecase che provvederà ad informare gli altri colleghi sindaci e la popolazione. La nostra azione di vigilanza sarà quotidiana nell’interesse esclusivo della collettività” -continuano- “Grazie allo sforzo della direzione sanitaria e all’abnegazione del personale ospedaliero che sta lavorando in maniera instancabile e al quale va il nostro più sentito ringraziamento, stanno dimostrando di fronteggiare al meglio questa criticità. Siamo sicuri che ne usciremo tutti più forti e più consapevoli delle nostre enormi potenzialità” – concludono.