De Luca, da noi situazione tranquilla

Non crescono ricoveri in intensiva, forse virus meno aggressivo.

Parla di una “situazione di assoluta tranquillità” il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. “Se non avessimo avuto due zone rosse in quarantena, il Vallo di Diano e Ariano Irpino oltre che alcuni risultati pesanti nelle residenze per anziani soprattutto private, oggi saremmo molto al di sotto di questi dati. Ma nonostante tutto siamo in media con le previsioni che dava il nostro algoritmo – ha spiegato – quindi c’è una situazione di assoluta tranquillità”. C’è poi un dato che “va verificato e che per ora è oggetto di una prima valutazione da parte dei nostri virologi e infettivologi”. E cioè: “Non sono cresciuti i ricoveri in terapia intensiva. E’ probabile che il virus in qualche modo abbia perso una parte della sua aggressività ma, ripeto, è una prima valutazione”.

L’ottavianese Daniele Ciniglio dona i proventi del suo video alla Protezione Civile. L’appello: “Più condivisioni, più soldi”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Ottaviano  

Donare senza pagare, limitandosi a condividere un video di facebook. L’iniziativa solidale è possibile grazie a Daniele Ciniglio, attore e youtuber di Ottaviano che gestisce la seguitissima pagina “La mia routine”.

Facebook, infatti, ha da pochissimo attivato la monetizzazione sul video “Ci voleva il virus”, che Daniele ha realizzato qualche giorno fa. Vuol dire che d’ora in poi tutte le visualizzazioni del video verranno convertite in denaro. E Daniele Ciniglio ha deciso di donare tutto il ricavato delle visualizzazioni alla Protezione Civile. Di qui l’invito: vedere per almeno un minuto il video “Ci voleva il virus” (Facebook monetizza solo le views da un minuto in poi) e condividerlo quanto più possibile per farlo arrivare a quanta più gente possibile

“È il mio modo per mettere a disposizione di tutti il mio lavoro e aiutare a dare una mano anche a chi non può spendere nemmeno 1 euro”, spiega Daniele Ciniglio

“Si tratta di una iniziativa che sosteniamo volentieri: Daniele è una ragazzo sensibile, oltre che talentuoso. Con questa idea ha mostrato, ancora una volta, tutto il suo valore”, aggiunge il sindaco di Ottaviano Luca Capasso

“Ci voleva il virus” è un video ironico ma anche molto profondo: “in una guerra contro un nemico invisibile stiamo tutti perdendo qualcosa. Ma ci sono anche delle cose che abbiamo riscoperto. Ci voleva il virus parla di quelle cose”, dice Daniele

Ecco il link da condividere:

https://www.facebook.com/lamiaroutine/videos/145351003458278/

Dalla Cina 20mila mascherine per la Città Metropolitana di Napoli

Un carico di 20mila mascherine, destinato alla Città metropolitana di Napoli è partito da Chengdu, la città che ospita l’Eu-China, il Salone che ogni anno, nel mese di ottobre, mette in contatto le realtà imprenditoriali europee con quelle del gigante asiatico. All’edizione 2019 di Eu-China ha preso parte anche il vice sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Francesco Iovino, che ha costituito la rappresentanza istituzionale di una delegazione che annoverava imprese ed operatori economici dell’area metropolitana partenopea. Lo scorso 25 febbraio, alcuni rappresentati della Cina sarebbero dovuti essere ricevuti per un tavolo bilaterale a Palazzo Matteotti, ma l’incontro fu rimandato a causa dell’esplosione del Covid-19. “Voglio esprimere – scrive Lin Li, direttrice del distretto di Wuhou della città di Chengdu, che si trova nella provincia del Sichuan – l’amicizia della nostra comunità ai cittadini dell’area metropolitana di Napoli. Abbiamo instaurato, nell’ottobre scorso, relazioni amichevoli, e di fronte all’epidemia, il distretto di Wuhou vuole offrire il suo contributo per aiutarvi a superare questo momento di difficoltà, malgrado qui in Cina stiamo ancora compiendo ogni sforzo per combattere l’epidemia. Il virus è il nemico comune dell’umanità e dobbiamo combatterlo insieme. Un vecchio detto cinese dice che l’unione fa la forza. Confidiamo – conclude Li – che la nostra amicizia possa essere rinsaldata in questo sforzo congiunto contro l’epidemia e che, quando tutto sarà passato, possano riprendere gli scambi e la cooperazione tra le due città”. Iovino ha definito “encomiabile” il gesto, reso “ancor più nobile perché arriva da una popolazione che ancora lotta contro il terribile virus”. ( Fonte foto: rete internet)

Acerra, dopo il contagio del medico riaperto il pronto soccorso. Ma in clinica c’è un primo morto di covid19

Ieri la notizia del tampone positivo per il medico del pronto soccorso della clinica Villa dei Fiori di Acerra aveva fatto scattare l’allarme nel grande ospedale privato convenzionato. Intorno alle 18 e 30 il pronto soccorso è stato chiuso e quindi sanificato per ore. Ha riaperto alle 10 e 30 di questa mattina. Ma c’è voluto poco per passare dalla buona alla cattiva notizia. Sempre stamattina c’è stato infatti il primo decesso per covid 19 in clinica. Si tratta di un uomo anziano residente a Casalnuovo.  Aveva 79 anni. E tutto questo capita proprio quando il nosocomio ha da qualche giorno inaugurato il reparto Covid 19: 12 posti, 4 di terapia intensiva e 8 di sub intensiva. E’ diretto dal dottor Nicola Maresca, che fino a poco tempo fa dirigeva il pronto soccorso per poi passare alla direzione di un reparto interno.

Somma Vesuviana, covid 19, si allarga la catena di solidarietà: in campo anche il campione Claudio De Vivo

Somma Vesuviana sta dando una grande lezione di solidarietà. Associazioni, imprenditori, istituzioni tutti uniti per sostenere le famiglie in difficoltà. In questi giorni cosi bui anche il campione italiano paralimpico Claudio De Vivo con l’associazione Atletica Picardi ha deciso di aiutare le persone più in difficoltà, donando dei pacchi di prima necessità al comune di Somma Vesuviana per la distribuzione. De Vivo, sempre molto attivo sul territorio per sostenere  iniziative sociali, in questo difficile momento di emergenza sociale  non si è tirato indietro  e si sta attivando costantemente e  per dare sostegno a chi ne  ha bisogno .  De Vivo :”Sono a disposizione per dare una mano alla mia città , ringrazio il Sindaco Salvatore Di Sarno,  la protezione civile Cobra 2 e i supermercati  Decò di Somma Vesuviana”.

Somma Vesuviana, la comunicazione ai tempi della pandemia, il contributo di uno psichiatra

Dominare la Tigre -1- : la comunicazione del rischio in tempo di pandemia Covid-19 e suoi effetti sulla salute mentale. Le considerazioni dello psichiatra Giuseppe Auriemma che darà il suo contributo sul  nostro giornale  anche nei prossimi giorni.  La pandemia del nuovo Coronavirus SARS-CoV-2 segnerà un prima e un dopo nella storia. Un’emergenza che ha invaso e occupato il nostro tempo, le nostre relazioni, il nostro corpo, sovvertendo la normale quanto frenetica vita quotidiana. Decreto dopo decreto la nostra vita ha prima rallentato, poi in modo inesorabile si è quasi fermata. Il flusso enorme di informazioni e le indecifrabili verità nascoste dietro i numeri, algoritmi e proiezioni hanno creato un contesto nuovo e in continua evoluzione. Una comunicazione spesso incerta e a tratti ambigua, ha poi accompagnato ogni fase di espansione dell’epidemia a pandemia, iniziata a Wuhan a inizio gennaio 2020, spostandosi e invadendo tutto il pianeta. Un Virus assassino, invisibile e sconosciuto, che in una percentuale di casi porta a morte, una morte orribile, in isolamento, senza respiro, una polmonite interstiziale bilaterale. È uno shock collettivo senza precedenti, un’intera nazione in quarantena, costretta in metri quadri diversi, a seconda della condizione, un’esperienza inedita, accompagnato da un pesante carico emotivo che bisogna gestire e ordinare. In pochi giorni la nostra continuità quotidiana è stata stravolta. Una “epidemia emotiva”, l’imposizione/necessità della distanza porta con sé un senso di impotenza e frustrazione, e in alcuni casi ad angoscia, solitudine, insonnia, una profonda tristezza e rabbia. Non tutti sono capaci di reggere, di elaborare l’angoscia e la paura e affrontare un tempo così incerto e sospeso. Segregati e obbligati, perché si resta immuni se ci si isola da tutti. Ci salvano le risorse tecnologiche, i tempi di immersione nei social, li dove amici e parenti ritrovano un volto in uno smartphone o nel monitor del pc. Quest’emergenza mette a dura prova la nostra salute psicologica, le preoccupazioni e l’incertezza si caricano con l’aggiornamento quotidiano del numero dei contagi, dei deceduti e dell’inesorabile avvicinamento dei CoVid-19 positivi ai luoghi in cui viviamo. Il tutto è reso più drammatico da una comunicazione poco adeguata alla grandezza, gravità e totalità del fenomeno pandemico che genera reazioni psicologiche sia individuali che collettive. La comunicazione in tempo di pandemia. L’allontanamento dalle zone di focolaio, il ritornare a casa dalla famiglia al sud o altre regioni, l’assalto iniziale dei supermercati, descrivono comportamenti di massa dettati dalla necessità di reagire proporzionalmente ad una situazione di crisi. I mezzi di comunicazione non hanno fatto altro che moltiplicare questa reazione nel dare notizie senza opportuna spiegazione tipo” scaffali svuotati”, “impossibile trovare un disinfettante per le mani”, circostanze che hanno indotto a ulteriori eccessi negli acquisti. “Questo non è panico, è una reazione che ha una sua razionalità, date le informazioni ricevute” spiega Lorenzo Montali, professore di psicologia sociale università Milano Bicocca. Invece Una comunicazione chiara, puntuale, responsabile, che usi un linguaggio semplice può affrontare adeguatamente le preoccupazioni e l’incertezza della comunità, prevenendo comportamenti apparentemente incontrollati ma che possono risultare dannosi durante un’epidemia. Brook e collaboratori in un articolo pubblicato recentemente su The Lancet affermano che la comunicazione è fondamentale per rendere tollerabile il più possibile la quarantena e perché questa non diventi un’esperienza negativa che può avere effetti a lungo termine sulla salute psicologica dei cittadini. John Drury, (University of Sussex) suggerisce tre strategie di comunicazione per queste circostanze:
  • Evitare l’espressione “non fatevi prendere dal panico”
  • La convinzione che ci sia “panico” rende logico agire in modo individualistico
  • “il panico della spesa non è panico”
Sembra evidente che un uso responsabile della comunicazione perché si favorisca un’identità condivisa, promuovendo comportamenti cooperativi che risultano i più adatti a fronteggiare le emergenze e le catastrofi. “Quando le persone pensano a se stesse come identità sociale (ad es,“sono membro della mia comunità”) sono più collaborative, meno pronte a fare code e più disposte a condividere con gli estranei le merci in diminuzione. Lo slogan “resta a casa, così fai bene a te stesso e agli altri” per esempio, mette in moto un movimento emotivo che fa crescere la solidarietà” come ha detto lo psichiatra Cancrini Che fare? il Dott. Federico Angelucci, psichiatra e psicoterapeuta che lavora in un Centro di Salute Mentale a Napoli afferma: “L’incertezza e contraddittorietà dell’informazione è spesso fonte del mantenimento dell’ansia più chela paura della malattia in sé. Cerchiamo di capire se è una paura reale o infondata? Possiamo certamente dire inizialmente che non è stata fatta una buona comunicazione forse perché se ne sapeva ben poco. Così è creato il terreno fertile per fomentare questa paura Anche i virologi inizialmente sembrava dessero informazioni discordati, e senza un punto d’incontro è stato facile si scatenasse il panico. Facendo leva solo su alcune informazioni che spaventano invece di contestualizzare: per esempio, mettono in risalto le notizie preoccupanti sul primo morto in Italia di coronavirus senza citare le statistiche sulla mortalità, senza parlare dei casi di guarigione, senza dire che spesso che è asintomatico e senza consultare gli esperti prima di scrivere un articolo del genere. La paura è un’emozione che si sviluppa per evitarci un danno o la morte e assicurarci la sopravvivenza. La paura è un’emozione che si è evoluta per favorire la nostra sopravvivenza. È una reazione di fuga davanti a un pericolo e aumenta con la percezione del rischio. Quando non si ha la sensazione di controllo sulla minaccia, perché non la si conosce adeguatamente e quindi non si hanno le armi per difendersi, allora scatta il panico e la paura. Cerca di Ritrovare la calma. Per sedare questa psicosi che si è creata, è importante raccogliere informazioni corrette, quindi riconoscere le fake news, controllare da chi è stato scritto l’articolo e se si tratta di una testata giornalistica seria oppure l’ennesimo sito web di notizie false. Fidatevi dei veri esperti e quindi fidatevi soprattutto dei dati diffusi del Ministero delle Salute e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Solo con le corrette informazioni si potrà fare una valutazione precisa del rischio a cui siamo sottoposti. Nella situazione iniziale di emergenza, è stato normale essersi messi in stato di allerta e preoccupazione, l’importante è non subire in modo passivo ma essere critici nelle informazioni che ci arrivano dando credito ai veri esperti e non agli opinionisti. Essere costantemente in ansia compromette il nostro organismo abbassando le difese immunitarie e quindi rendendoci più vulnerabili a contrarre malattie”. Scegliere i canali ufficiali da cui attingere le informazioni: Ministero della Sanità  www.salute.gov.it/nuovocoronavirus Istituto superiore della Sanità www.epicentro.iss.it/coronavirus    (Continua) Giuseppe Auriemma – Medico Psichiatra – Psicoterapeuta  

Somma Vesuviana, coronavirus, una famiglia in difficoltà: scatta la solidarietà dei carabinieri

Proseguono le iniziative di solidarietà  sociale intraprese dall’Arma Nella giornata del 1° aprile un 44enne di Somma vesuviana ha chiesto aiuto al comandante della stazione carabinieri. l’uomo ha riferito di vivere problemi economici e di non riuscire a mantenere il proprio nucleo familiare composto dalla convivente  e da una bimba nata lo scorso 20 marzo. Vivono  in un monolocale di 30 metri quadrati e non avevano neanche una lavatrice. L’ispettore si è rivolto a un esercizio commerciale del luogo facendogli recapitare gratuitamente una lavatrice usata. Alla famiglia in difficoltà – su iniziativa di un altro carabiniere della caserma – sono state consegnate numerose confezioni di latte per la neonata. La persona, allo scopo di ringraziare pubblicamente l’arma per la vicinanza mostratagli, ha indirizzato un messaggio di apprezzamento per l’operato istituzionale al sindaco di quel centro pubblicando nel contempo un post – con analogo contenuto – sulla propria pagina social. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)

Marigliano, contro il Coronavirus un’opera inedita di Costantino Sasso all’asta per beneficenza

Non si ferma la solidarietà in città, alle prese con un’emergenza sanitaria che da queste parti è anche e soprattutto un’emergenza sociale, economica. Per questo motivo, dopo le tante iniziative si volontariato, di sostegno e di beneficenza ad opera di imprenditori, commercianti e semplici cittadini, anche Costantino Sasso, in arte Costattoo, ha deciso di contribuire alla gara di solidarietà. Tatuatore dal 1993, organizzatore da oltre sedici anni dell’International Tattoo Fest Napoli e titolare del Costattoo Studio che da quasi venticinque anni rappresenta un’eccellenza del territorio mariglianese, Costantino ha voluto realizzare un’opera traendo ispirazione dal particolare momento storico che tutti stiamo vivendo. “Meglio essere protagonisti della propria tragedia che spettatori della propria vita. Questa frase di Oscar Wilde identifica esattamente il mio modo di essere, mai sarei riuscito ad assistere indifferente al dolore della mia terra, dei miei concittadini e così provo a rappresentare i miei sentimenti come meglio so fare: con l’Arte. Metto ciò che il mio cuore mi ha suggerito a disposizione di chi ha bisogno, dono questo mio dipinto (anche se non sono un pittore ma un tatuatore) per poter ricavare quanto più possibile. Rappresenta un’Italia martoriata, un’Italia sofferente, un’Italia che piange, un’Italia che invoca e ritorna all’Essenziale, a Lui, unica via di salvezza, il nostro Dio che è sempre presente ed è motore di ogni cosa. L’oro delle spine sta a simboleggiare, accanto al dolore, la rinascita e nuova luce per le nostre vite”. Nell’ultima diretta Facebook il sindaco Antonio Carpino ha annunciato che l’artista ha donato l’opera al Comune di Marigliano: è in fase di organizzazione l’asta virtuale alla quale si potrà partecipare per accaparrarsi il manufatto con l’offerta più alta che verrà interamente devoluta in beneficenza, rinforzando il conto corrente attivato dall’amministrazione per il contrasto alla diffusione di COVID -19.

Acerra: “Tu non entri nel negozio, sei parente di un contagiato”. Denunciato il commerciante

Caccia all’untore, caccia alle streghe all’uso medievale. Un uomo di 65 anni,  di Acerra, martedi mattina, mentre stava tentando di fare la spesa, è stato respinto da un commerciante, il proprietario di un minimarket ubicato sul corso Italia, il corso principale della città. “Visto che tuo nipote ha il Coronavirus tu non sei ben accetto”, l’aut aut dell’esercente. All’assurdo divieto  l’uomo  è rimasto in un primo momento basito, come paralizzato. Ma poi ha trovato la forza di replicare, sommessamente, con educazione. “Innanzitutto non ho avuto nessun contatto con mio nipote, non ho mai avuto nessun sintomo e sto indossando guanti e mascherina – la replica del cliente respinto – inoltre, ma non è cosa secondaria, vado fiero di mio nipote perché è un assistente socio sanitario di una casa di riposo il quale è rimasto contagiato aiutando le persone anziane. Da giorni mio nipote è in quarantena dove lavora, a Sant’Anastasia”. Il commerciante però non ne ha voluto sapere: “Non m’interessa, tu non entri lo stesso”. L’uomo quindi ha fatto mestamente ritorno a casa. Umiliato, offeso e per questo affranto. La vicenda però sembra sia destinata a non esaurirsi così. Ieri infatti il noto ambientalista acerrano, Alessandro Cannavacciuolo, rimasto indignato da questa vicenda, dopo aver ascoltato attentamente la vittima del terribile episodio, ha firmato e consegnato una denuncia indirizzata al prefetto di Napoli, al sindaco di Acerra e alla polizia municipale. Cannavacciuolo ha chiesto che “con somma urgenza vengano adottati tutti i provvedimenti previsti dalla legge e cioè che il commerciante venga sanzionato per il grave comportamento discriminatorio assunto nei riguardi dell’avventore”. “Ho chiesto anche – fa sapere l’ambientalista – l’avvio di una campagna informativa sul territorio affinché vicende tanto incresciose e frutto dell’ignoranza non si ripetano. Questi atteggiamenti non rappresentano la città ma anzi la offendono, ne ledono l’immagine distorcendola”. La denuncia è stata sottoscritta anche da un altro ambientalista della zona, Antonio Montesarchio. Proprio appena qualche giorno fa e sempre ad Acerra un gruppo di cittadini inviperiti ha protestato sotto la casa di una ragazza venuta dal Nord e poi risultata contagiata. La gente ha inveito contro la giovane e la sua famiglia rovesciando sulla strada anche alcuni  bidoni dei rifiuti.

Acerra, “furbata” per saltare la fila: “Mia madre ha il virus”. Fuggi fuggi nella posta. Denunciata

I soliti furbetti non mancano mai, anche negli oscuri tempi del contagio. Stavolta però il malizioso gesto del furbo di turno avrebbe potuto provocare conseguenze pericolose sul fronte dell’ordine pubblico. Accade ad Acerra. Qui stamattina, nell’ufficio postale di Corso delle Resistenza, una donna pur di saltare la fila durante l’erogazione delle pensioni non ha esitato a inventarsi la scusa “del momento” più che disgustosa. “Devo ritirare la pensione di mia madre, ha il coronavirus, lasciatemi passare”, ha urlato nel mezzo della fila bella lunga anche a causa dell’obbligatorio metro di distanza da rispettare. Comunque subito dopo quella frase c’è stato il classico apriti cielo: è scattato subito il fuggi fuggi. La signora, definiamola così, dopo aver pronunciato la fatidica parola “Coronavirus” si è aperta un varco nel mare, proprio come Mosè. Nessuno più davanti a lei. Nessuno però nemmeno ai lati, nemmeno dietro. Tutti scappati, impauriti. Ma qualcuno c’ha voluto vedere più chiaro. Ha subito chiamato la polizia municipale. Sul posto sono giunti due caschi bianchi, che hanno avviato una rapida indagine. Hanno scoperto che la donna, 57 anni, ha la mamma in perfetta salute. La signora furbetta è stata denunciata a piede libero per procurato allarme. Ora rischia il processo.