Caccia all’untore, caccia alle streghe all’uso medievale. Un uomo di 65 anni, di Acerra, martedi mattina, mentre stava tentando di fare la spesa, è stato respinto da un commerciante, il proprietario di un minimarket ubicato sul corso Italia, il corso principale della città. “Visto che tuo nipote ha il Coronavirus tu non sei ben accetto”, l’aut aut dell’esercente. All’assurdo divieto l’uomo è rimasto in un primo momento basito, come paralizzato. Ma poi ha trovato la forza di replicare, sommessamente, con educazione. “Innanzitutto non ho avuto nessun contatto con mio nipote, non ho mai avuto nessun sintomo e sto indossando guanti e mascherina – la replica del cliente respinto – inoltre, ma non è cosa secondaria, vado fiero di mio nipote perché è un assistente socio sanitario di una casa di riposo il quale è rimasto contagiato aiutando le persone anziane. Da giorni mio nipote è in quarantena dove lavora, a Sant’Anastasia”. Il commerciante però non ne ha voluto sapere: “Non m’interessa, tu non entri lo stesso”. L’uomo quindi ha fatto mestamente ritorno a casa. Umiliato, offeso e per questo affranto. La vicenda però sembra sia destinata a non esaurirsi così. Ieri infatti il noto ambientalista acerrano, Alessandro Cannavacciuolo, rimasto indignato da questa vicenda, dopo aver ascoltato attentamente la vittima del terribile episodio, ha firmato e consegnato una denuncia indirizzata al prefetto di Napoli, al sindaco di Acerra e alla polizia municipale. Cannavacciuolo ha chiesto che “con somma urgenza vengano adottati tutti i provvedimenti previsti dalla legge e cioè che il commerciante venga sanzionato per il grave comportamento discriminatorio assunto nei riguardi dell’avventore”. “Ho chiesto anche – fa sapere l’ambientalista – l’avvio di una campagna informativa sul territorio affinché vicende tanto incresciose e frutto dell’ignoranza non si ripetano. Questi atteggiamenti non rappresentano la città ma anzi la offendono, ne ledono l’immagine distorcendola”. La denuncia è stata sottoscritta anche da un altro ambientalista della zona, Antonio Montesarchio. Proprio appena qualche giorno fa e sempre ad Acerra un gruppo di cittadini inviperiti ha protestato sotto la casa di una ragazza venuta dal Nord e poi risultata contagiata. La gente ha inveito contro la giovane e la sua famiglia rovesciando sulla strada anche alcuni bidoni dei rifiuti.

