FCA Pomigliano, la “strage” dei vigilantes al tempo del Covid19: licenziato un altro sorvegliante

La “strage” dei vigilantes Fiat ai tempi del contagio: settimo vigilante licenziato nel giro di alcuni mesi da FCA Security, controllata del gruppo FCA, a Pomigliano. E’ un giovane della vicina acerra, R.C., 35 anni. Qualche giorno fa è stato estromesso dal mondo del lavoro per motivi disciplinari. Anche gli altri colleghi che lo hanno preceduto hanno subito un provvedimento disciplinare del genere. Comunque quest’ultima è una storia complessa. R.C. aveva fatto ricorso al tribunale del lavoro contro l’azienda per un presunto demansionamento. Tra le prove presentate dal lavoratore c’erano alcune registrazioni telefoniche fatte da lui. Ma secondo l’azienda quelle registrazioni fatte conversando al telefono con colleghi e responsabili di lavoro sono state realizzate senza avvisare gli interlocutori. “E’ quindi venuto meno il rapporto di fiducia”, il motivo sostanziale del licenziamento. Intanto è una mattanza occupazionale quella che si sta abbattendo sui 70 vigilantes della grande fabbrica automobilistica di Pomigliano, per la gran parte ancora impegnati nei servizi di sorveglianza dello stabilimento, chiuso da quasi un mese a causa del contagio. Una sfoltita silenziosa che sta avendo come sfondo la tragedia nazionale del Coronavirus. Intanto pare proprio che il taglio sia pure consentito in questo periodo maledetto. Si perché il licenziamento disciplinare non rientra nella moratoria provvisoria sui licenziamenti, lo stop varato dal governo nell’ambito dei decreti economici anti contagio. “Più che di provvedimenti formativi – commenta Mario Di Costanzo, della Fiom di Napoli settore auto –  dovremmo parlare in questi casi di provvedimenti punitivi, vale a dire il cui obiettivo non è quello di richiamare il lavoratore a un comportamento corretto ma piuttosto di punire e basta. C’è inoltre, ma non è cosa secondaria, la sensazione netta che questi provvedimenti punitivi servano a ridimensionare gli organici di FCA Security Pomigliano in una fase aziendale difficile”.

Sant’Anastasia, fissato per venerdì 10 aprile il riesame per l’ex sindaco Abete

L’avvocato Isidoro Spiezia, difensore del sindaco Lello Abete
 Rigettata l’istanza di scarcerazione per l’ex sindaco Lello Abete, i suoi legali presentano appello al tribunale del Riesame. Il 12 marzo scorso furono concessi i domiciliari ad altri due indagati per l’inchiesta «Concorsopoli» e l’ex segretario generale di Sant’Anastasia e Pimonte, Egizio Lombardi, come l’imprenditore Alessandro Montuori – titolare dell’agenzia selezioni e concorsi di Salerno – sono nelle proprie abitazioni da allora, con misure meno afflittive del carcere. Così era stato già mesi fa per l’ex consigliere comunale Pasquale Iorio. Abete, invece, rieletto sindaco nella scorsa primavera, è nella casa circondariale di Poggioreale dal 6 dicembre scorso. Ed è l’unico a non aver confessato il proprio coinvolgimento nello scandalo dei concorsi truccati emerso dopo le indagini della guardia di finanza e della Procura di Nola. Posti di lavoro «venduti» a venti, trenta o cinquantamila euro. I suoi legali, gli avvocati Isidoro Spiezia e Valentino Di Ludovico, avevano presentato istanza di scarcerazione a metà marzo, considerata anche l’emergenza sanitaria da Covid -19 in corso e l’impossibilità di reiterare i reati contestati oltre che di occultare eventuali prove, giacché Abete aveva a suo tempo presentato le dimissioni dalla carica di primo cittadino. Respinta l’istanza, Spiezia e Di Ludovico hanno fatto ricorso al tribunale della Libertà che deciderà venerdì 10 aprile, due giorni prima della Pasqua che a questo punto Abete potrebbe trascorrere a Sant’Anastasia dove da dicembre, per effetto delle sue dimissioni e dello scioglimento del consiglio comunale, si sono avvicendati già due commissari prefettizi.

Somma Vesuviana, grave incidente in via Aldo Moro: coinvolti due carabinieri

E’ di poco fa un grave incidente all’incrocio di via Aldo Moro, altezza bar Food e Rir.  A scontrarsi, in una dinamica ancora tutta da chiarire, un’auto di grossa cilindrata e un’auto con a bordo due carabinieri. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, il comandante dei carabinieri della stazione locale, i carabinieri di Castello di Cisterna, la polizia municipale,  la protezione civile Cobra 2 e il sindaco Di Sarno. Ad aver la peggio i due carabinieri che sono stati estratti dall’auto con poche difficoltà e trasportati all’Ospedale del Mare. Il conducente della Mercedes non ha riportato ferite.

Casoria: rissa al supermercato. Carabinieri denunciano le altre due persone coinvolte

Pochi giorni fa sono stati coinvolti – insieme ad altre due persone già denunciate – in una rissa scoppiata per futili motivi in un supermercato di Casoria.

I carabinieri hanno acquisito il filmato circolato online che riprendeva quanto avvenuto e le immagini del sistema di video sorveglianza del centro commerciale identificando i restanti 2 responsabili. I militari della stazione di arpino di Casoria li hanno denunciati per rissa aggravata in concorso: si tratta di un 44enne e un 43enne, entrambi del posto e già noti alle forze dell’ordine.  

Napoli: nasce “MANOAMANO”, la piattaforma web per sostenere la ristorazione campana

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Nasce MANOAMANO la piattaforma web (www.manoamano.eu) per sostenere la ristorazione e tutte quelle piccole e medie imprese oggi messe a dura prova dall’emergenza Covid-19.

MANOAMANO è un modo per fare rete, per restare UNITI e guardare al futuro con FIDUCIA, per dare UNA MANO ad un settore in ginocchio, per procedere tutti MANOAMANO verso tempi migliori. Un progetto no profit, nato dall’esperienza e dalla professionalità del gruppo WSTAFF, agenzia pubblicitaria napoletana che opera da quindici anni nel settore della comunicazione di impresa in tutta Italia, sviluppato a quattro mani con DABLIU spin off del gruppo imprenditoriale per la parte strategica. “Vogliamo tendere UNA MANO agli amici ristoratori e a tutte le persone che lavorano in questo settore offrendo un servizio semplice: il principio è quello del coupon, si compra ora un pranzo o una cena per consumarla alla riapertura del ristorante o della pizzeria quando l’emergenza sarà finita”, spiega Aldo Carlotto co-fondatore di DABLIU e Direttore Clienti della Wstaff. Il concetto è quello del pay&save ovvero dell’acquisto anticipato di una cena o di un pranzo, da consumare successivamente. Un modo semplice e trasparente per rimettere subito in moto l’economia del settore. Il ristoratore pubblica sulla piattaforma la propria offerta, il consumatore acquista e riceve un voucher che potrà utilizzare entro 6 mesi dalla data dell’acquisto. Da qui il nome MAMOAMANO, come darsi una mano, aiutarsi, tenersi per mano per uscire da questa emergenza che ha travolto tutto e tutti. Il progetto nasce a Napoli per le imprese campane, ma non si esclude un raggio di azione più ampio. La Campania con oltre 15mila imprese di ristorazione attive è terza in Italia per numeri nel settore, un comparto fondamentale all’economia locale con un indotto importante oggi seriamente compromesso. “Ci siamo chiesti come potevamo essere d’aiuto a tanti amici e clienti che all’improvviso hanno dovuto chiudere la propria attività e abbiamo deciso di impegnarci con quello che sappiamo fare: comunicare – aggiunge Antonello Vivace, co-fondatore di DABLIU e Direttore Commerciale Wstaff -, MANOAMANO vuol essere solo un tramite tra gli imprenditori della ristorazione e il consumatore finale, una mano tesa per ricominciare”. Il progetto mira a mettere in pratica un consumo e un approccio critico in questo particolare momento storico, e a generare una piccola economia che possa essere di sostegno a tante piccole e medie imprese. INFO: www.manoamano.eu  

Bomba Auchan-Conad: da lunedi 8mila in cigs per crisi. Poi i licenziamenti. Trema la Campania

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L’accordo per il momento  è stato firmato dalla Fisascat-Cisl e da Margherita Distribuzione e Conad alla presenza del  governo. Non hanno ancora sottoscritto Filcams Cgil e Uiltucs Uil 

Margherita Distribuzione e Conad hanno dato il via  a un’ondata di tagli ai posti di lavoro nel settore della grande distribuzione commerciale, ipermercati e supermercati. L’accordo è stato firmato ieri dal sindacato Fisascat Cisl ma non  ancora dalle altre due organizzazioni maggiormente rappresentative, la Filcams Cgil e la Uiltucs Uil, che si sono rifiutate di sottoscrivere l’intesa solo nella parte relativa alle ricollocazioni del personale eventualmente licenziato. L’accordo è stato quindi fatto trapelare da ambienti vicini  alla  Fisascat Cisl  che in call conference ha partecipato alla riunione insieme al sottosegretario al ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Francesca Puglisi (PD), e  al sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico Alessandra Todde (Movimento Cinque Stelle). Nel documento, oltre all’avvio della cassa integrazione a zero ore per stato di crisi dal 6 aprile fino al 12 dicembre 2020, è stato annunciato l’avvio della procedura di mobilità, cioè il licenziamento, per un numero non ancora precisato di lavoratori non appena terminerà la moratoria sui licenziamenti fatta scattare dal governo Conte nell’ambito dei provvedimenti economici volti a contrastare le conseguenze del contagio da Coronavirus. Dunque, ora che a causa del contagio c’è l’impossibilità di protestare, scioperare e far scendere in piazza la reazione “difensiva” dei lavoratori, Conad dà il via ai tagli che tutti temevano. Non c’è che dire: per l’azienda è il momento più propizio. Chi finirà da lunedi in cassa integrazione non si sa se rientrerà più al lavoro. Conad nell’accordo parla anche di possibili ricollocazioni e piani di formazione. Ma proprio su questo punto Filcams e Uiltucs sospettano il più classico dei tranelli.  Intanto un settore che si riteneva essenziale in questa tragica fase del paese, quello della distribuzione dei generi alimentari, rischia di finire in ginocchio per volontà della cooperativa finanziaria bolognese che non ha voluto attendere la fase delle ripresa economica dopo la tempesta Covid 19, in pieno svolgimento peraltro. Intanto nel Napoletano tremano i 700 lavoratori degli ipermercati Auchan di Nola, Pompei, Mugnano e Giugliano.

  

Scuole paritarie e servizi educativi: caos per il pagamento delle rette scolastiche

C’è fibrillazione nel mondo delle scuole paritarie e delle strutture che gestiscono servizi educativi. La questione che sta infiammando gli animi di famiglie e addetti ai lavori riguarda il pagamento delle rette scolastiche in conseguenza della sospensione delle attività per l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Ma le scuole paritarie si sono riorganizzate, proponendo servizi a distanza e ripensando le modalità didattiche. Nonostante ciò, non sono pochi quelli che sostengono che nulla sia dovuto alle strutture. Confcooperative Campania, così come le Associazioni di categoria FIDAE ed AGIDAE, opta per una mediazione, e prova a stemperare i conflitti tra le famiglie degli utenti ed i gestori delle strutture scolastiche, sostenendo la funzione educativa della comunità scolastica. “Il blocco dell’attività scolastica con l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha generato fraintendimenti tra le famiglie degli alunni ed i gestori di scuole paritarie e dei servizi socio-educativi. Alcune famiglie, infatti, mettono in discussione il pagamento delle rette. A tal proposito, è utile qualche precisazione. Le rette scolastiche sono rette annuali e coprono le spese dell’intero anno scolastico, ossia 12 mesi per la gestione e ben 14 mesi per i costi del personale. Per prassi le scuole sono solite frazionare, con rate mensili, bimestrali, trimestrali, la retta annuale, la cui entità resta l’unica somma di riferimento per tutti i servizi educativi e amministrativi resi. Nel momento in cui un genitore iscrive il proprio figlio, infatti, si impegna a corrispondere alla scuola l’intero importo annuo, a prescindere da eventi imponderabili o prevedibili: assenze, malattie, eventi straordinari, risultati conseguiti, ecc. Inoltre, in particolare per la scuola dell’obbligo, è stata attivata la modalità della didattica a distanza per assicurare continuità al percorso scolastico e, pertanto, la retta scolastica va regolarmente ed indiscutibilmente pagata. Per la scuola dell’infanzia, tuttavia, se il servizio didattico è stato sospeso del tutto, è congruo riconoscere alle famiglie uno sconto sulla retta, valutando responsabilmente l’impatto sugli equilibri complessivi della gestione scolastica e della sostenibilità economica” fa sapere Manrico Gesummaria, vicepresidente Confcooperative Campania e referente del settore scuola in Consiglio nazionale di Confcooperative Cultura Turismo Sport. E continua: “Per nidi e sezioni primavera, l’INPS ha confermato il rimborso riconosciuto alle famiglie attraverso il “bonus nido” anche nel periodo di sospensione del servizio. Non va sottaciuto che la retta scolastica esula da un mero discorso utilitaristico: essa ricomprende l’esperienza formativa ed educativa di un intero anno scolastico, perché la scuola opera, cresce, progetta, anche quando gli alunni sono assenti”. “Il dialogo e il senso di responsabilità sono fondamentali in questo momento. Siamo certi che le famiglie sosterranno il valore della comunità educante che accoglie i loro figli e li guida anche da remoto. I gestori, invece, hanno il compito di salvaguardare gli equilibri economici della scuola e di comprendere le richieste delle famiglie, stabilendo modi e tempi idonei a tutelare i diritti e gli interessi di tutti” conclude Gesummaria.  

De Luca, da noi situazione tranquilla

Non crescono ricoveri in intensiva, forse virus meno aggressivo.

Parla di una “situazione di assoluta tranquillità” il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. “Se non avessimo avuto due zone rosse in quarantena, il Vallo di Diano e Ariano Irpino oltre che alcuni risultati pesanti nelle residenze per anziani soprattutto private, oggi saremmo molto al di sotto di questi dati. Ma nonostante tutto siamo in media con le previsioni che dava il nostro algoritmo – ha spiegato – quindi c’è una situazione di assoluta tranquillità”. C’è poi un dato che “va verificato e che per ora è oggetto di una prima valutazione da parte dei nostri virologi e infettivologi”. E cioè: “Non sono cresciuti i ricoveri in terapia intensiva. E’ probabile che il virus in qualche modo abbia perso una parte della sua aggressività ma, ripeto, è una prima valutazione”.

L’ottavianese Daniele Ciniglio dona i proventi del suo video alla Protezione Civile. L’appello: “Più condivisioni, più soldi”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Ottaviano  

Donare senza pagare, limitandosi a condividere un video di facebook. L’iniziativa solidale è possibile grazie a Daniele Ciniglio, attore e youtuber di Ottaviano che gestisce la seguitissima pagina “La mia routine”.

Facebook, infatti, ha da pochissimo attivato la monetizzazione sul video “Ci voleva il virus”, che Daniele ha realizzato qualche giorno fa. Vuol dire che d’ora in poi tutte le visualizzazioni del video verranno convertite in denaro. E Daniele Ciniglio ha deciso di donare tutto il ricavato delle visualizzazioni alla Protezione Civile. Di qui l’invito: vedere per almeno un minuto il video “Ci voleva il virus” (Facebook monetizza solo le views da un minuto in poi) e condividerlo quanto più possibile per farlo arrivare a quanta più gente possibile

“È il mio modo per mettere a disposizione di tutti il mio lavoro e aiutare a dare una mano anche a chi non può spendere nemmeno 1 euro”, spiega Daniele Ciniglio

“Si tratta di una iniziativa che sosteniamo volentieri: Daniele è una ragazzo sensibile, oltre che talentuoso. Con questa idea ha mostrato, ancora una volta, tutto il suo valore”, aggiunge il sindaco di Ottaviano Luca Capasso

“Ci voleva il virus” è un video ironico ma anche molto profondo: “in una guerra contro un nemico invisibile stiamo tutti perdendo qualcosa. Ma ci sono anche delle cose che abbiamo riscoperto. Ci voleva il virus parla di quelle cose”, dice Daniele

Ecco il link da condividere:

https://www.facebook.com/lamiaroutine/videos/145351003458278/

Dalla Cina 20mila mascherine per la Città Metropolitana di Napoli

Un carico di 20mila mascherine, destinato alla Città metropolitana di Napoli è partito da Chengdu, la città che ospita l’Eu-China, il Salone che ogni anno, nel mese di ottobre, mette in contatto le realtà imprenditoriali europee con quelle del gigante asiatico. All’edizione 2019 di Eu-China ha preso parte anche il vice sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Francesco Iovino, che ha costituito la rappresentanza istituzionale di una delegazione che annoverava imprese ed operatori economici dell’area metropolitana partenopea. Lo scorso 25 febbraio, alcuni rappresentati della Cina sarebbero dovuti essere ricevuti per un tavolo bilaterale a Palazzo Matteotti, ma l’incontro fu rimandato a causa dell’esplosione del Covid-19. “Voglio esprimere – scrive Lin Li, direttrice del distretto di Wuhou della città di Chengdu, che si trova nella provincia del Sichuan – l’amicizia della nostra comunità ai cittadini dell’area metropolitana di Napoli. Abbiamo instaurato, nell’ottobre scorso, relazioni amichevoli, e di fronte all’epidemia, il distretto di Wuhou vuole offrire il suo contributo per aiutarvi a superare questo momento di difficoltà, malgrado qui in Cina stiamo ancora compiendo ogni sforzo per combattere l’epidemia. Il virus è il nemico comune dell’umanità e dobbiamo combatterlo insieme. Un vecchio detto cinese dice che l’unione fa la forza. Confidiamo – conclude Li – che la nostra amicizia possa essere rinsaldata in questo sforzo congiunto contro l’epidemia e che, quando tutto sarà passato, possano riprendere gli scambi e la cooperazione tra le due città”. Iovino ha definito “encomiabile” il gesto, reso “ancor più nobile perché arriva da una popolazione che ancora lotta contro il terribile virus”. ( Fonte foto: rete internet)