Napoli: grande successo a Pasqua per il contest gastronomico anti-Covid 19

Giudice di gara Antonio Ferrieri che ha premiato Francesco Di Maro: Veronica Maya, Rossella Giaquinto, Valentina Capuano e Mary Coppola

Strepitoso successo nel giorno di Pasqua per il primo contest gastronomico ai tempi del Corona Virus.  Tanti gli artisti e non solo che  hanno partecipato alla nona  sfida di intrattenimento, visto la restrizione in casa  per l’emergenza Covid 19.
Ad ideare l’evento Angelo Iannelli  conosciuto come l’interprete della maschera  di Pulcinella. Ha pensato bene di stimolare le persone a casa  e  tenere impegnate   intere  famiglie a Pasqua dove  in questa domenica i partecipanti  hanno preparato piatti tradizionali di Pasqua e dolci . Una  emozionante kermesse, dove non è mancata inventiva, passione e originalità di ogni concorrente.
Sul profilo Facebook dell’artista sono state inviate tantissime foto delle specialità di Pasqua: Pastiere, casatielli, tortani   ma anche primi piatti alcune corredate da video – presentazione.
Tanti i partecipanti  che hanno preso parte al contest gastronomico  con le loro ricette: La conduttrice e attrice Veronica Maya , l’attore Nunzio Ceglie,i giornalisti: Francesca Cicatelli, Valentina Capuano ,l’imprenditrice Rossella Giaquinto, la modella Giulia Accardo  e ancora :Pasquale Ragosta, Sandro Ferrara, Pasquale Imma Angelini, Luigi Italo Dangelo, Silva Marzullo,  Michele Conte, Giovanni Di Mattia, Mary Coppola ed Elena Giordano .  Giudice è stato il noto Imprenditore  Antonio Ferrieri del noto brand “Cuori di Sfogliatelle ,  che ha apprezzato tutte le specialità  preparate dai partecipanti, apprezzando l’impegno e la creatività di ognuno, decretando poi come  vincitore assoluto   il giovanissimo aspirante chef Francesco Di Maro con le specialità:  Pastiera e Tortano , Ferrieri  ha affermato:  Non è semplice fare la pastiera , ma il giovane Di Maro ha presentato una vera specialità  ,   ben cotta , alta e degna rappresentate della città  di Napoli.  A  voluto  premiare ancora la conduttrice TV  e attrice Valentina Maya che ha coinvolto i suoi piccoli  bambini nella preparazione della pastiera napoletana e ancora Rossella Giaquinto  , Valentina Capuano e Mary Coppola con le loro specialità il tortano napoletano “In cucina con Pulcinella continua e  vi aspetta  la prossima sfida sempre più emozionante ” – ha dichiarato lo stesso Iannelli seguitissimo sui social – con un post scritto di ringraziamento per tutti coloro che hanno preso parte a questa bella iniziativa.
Il contest lanciato su Facebook dal  popolare Pulcinella è diventato ormai un evento imperdibile  e  contagioso per tanti partecipanti   occasione di lavoro .

Cercola: truffa ad anziani. Carabinieri arrestano un 30enne

Tra dicembre e gennaio mette a segno due truffe a delle povere vittime di Cercola e Pollena Trocchia, oltre a tentarne un’altra nei confronti di un cittadino di San Gennaro Vesuviano, ma nella serata di venerdì viene arrestato dai Carabinieri della Tenenza di Cercola, che in pochi mesi hanno svolto le indagini e raccolto elementi a sufficienza per incastrarlo.

Nella circostanza il ragazzo di 30 anni, originario del quartiere Sanità di Napoli, con una telefonata aveva avvisato le ignare vittime di un incidente stradale occorso a un loro familiare, convincendole con raggiri a consegnare soldi e gioielli, per evitare che venisse falsamente arrestato dalle forze dell’ordine; in alcune circostanze il truffatore si era addirittura inventato che nel sinistro stradale una donna incinta aveva perso il bambino per colpa del parente. I poveri anziani, per via di quei tragici e assurdi racconti, avevano elargito contanti e gioielli (rispettivamente 10mila euro circa in monili e 500 euro) come cauzione per non far andare in prigione il figlio o il nipote. Grazie alle indagini dei Carabinieri di Cercola, l’autore delle truffe è stato assicurato alla giustizia e dopo l’esecuzione della misura cautelare emessa dal Tribunale di Nola, dovrà scontare gli arresti domiciliari e rispondere all’Autorità Giudiziaria del grave delitto di truffa agli anziani. Contributo foto: web.

Madonna dell’Arco, Lunedì di Pasqua del 1845: arrivano “’ncannaccate” le donne di Ottajano e di Somma. E la “festa” del ritorno…..

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L’abbigliamento delle donne di Ottajano e di Somma nel pellegrinaggio a Madonna dell’Arco: le note di un cronista del “Poliorama” I momenti della giornata: l’arrivo dei Napoletani. L’abbigliamento degli uomini.  I banchi dei venditori. Lo speziale ciarlatano che vende unguenti “miracolosi”. Lo spettacolo del ritorno a Napoli, un “rito”in tutto simile al ritorno dal  santuario di Montevergine: le ragioni di questo rito secondo Enrico Cossovich. Una mia idea sull’etimologia di “’ncannaccata”, “ingioiellata”.   Il cronista del “Poliorama Pittoresco” racconta, nel 1845, alcune scene “colorate” della “iuta” alla Chiesa della Madonna dell’Arco, il 24 marzo, Lunedì di Pasqua. Le donne di Somma indossano le vesti di fine bambagia: azzurre e rosse le nubili, gialle e verdi le maritate; e le sopravvesti, fatte di cotone- le hanno comprate con i risparmi di un intero anno – si aprono sul davanti, per mettere in mostra i corpetti di panno colorato a strisce o i busti ricamati a fiori dorati. I capelli li hanno raccolti in reti di seta rossa, “fermati” da lunghe spille che finiscono in minuscole rose d’argento, mentre le donne meno giovani avvolgono  le chiome in ruvidi panni di lino annodati sulla nuca. Le donne di Ottajano portano vesti e sopravvesti di cotone, prodotte dai numerosi telai “famigliari” e lavorate a “doppio panno” – che è una tecnica costosa e difficile – e tutte di colore azzurro: così potranno indossarle anche durante le festa di San Michele, “ a cui quel colore si adatta”. Le Ottajanesi hanno i capelli divisi in trecce, arrotolate all’indietro, ma in modo da non coprire i lunghi orecchini a catena, fatti d’argento, o “di osso, o anche di legno”. Le donne di Nola si distinguono per la “pezza di lino o di canapa” che, tagliata a triangolo, copre la testa, ed è, all’indietro, divisa in tre o quattro strisce stese sulle chiome: anche loro portano all’orecchio lunghi pendagli e ai polsi vistosi bracciali. Tutte le donne sono “’ncannaccate”, ingioiellate (il termine napoletano, che tutti fanno venire dall’arabo, a me pare che abbia qualcosa in comune con il greco “kanakè”, “ stridio di metalli”). Gli uomini della provincia portano gli abiti e i cappelli adatti a indicare il loro rango sociale: il cappello a forma di cono tronco dei “calessieri”, “la berretta” a cuffia degli artigiani, la “chianetta” a tesa larga “di paglia intrecciata” dei mercanti, la giacca di sarica, un tessuto di lana grezza, dei sensali, che spesso fanno anche un altro mestiere, quello della camorra, e sono devoti, nella stessa misura, alla Madonna del Carmine e alla Madonna dell’Arco. Sotto la “sciascina” floscia che copre la testa dei “proprietari” i capelli sono rasi fino alla nuca, ma il collo è coperto dalla zazzera. Gli uomini della provincia sono tutti armati di “sferra lunga e corta”, anche perché sono partiti di notte e hanno percorso strade che sono pericolose anche di giorno. Nella tarda mattinata, sui carri, tra il crepitare delle nacchere e dei tamburelli, arrivano i Napoletani: le donne indossano mantelle di seta nera e “scialli” di lino doppio, i pescatori ostentano la “berretta rossa” e gli artigiani si pavoneggiano con il “tubo”, il cappello lungo sormontato da due o da tre piume. Nell’ampia piazza sono stati montati, già durante la notte, i “padiglioni” dei mercanti, che vendono di tutto, stampe della Madonna, copie delle tavolette votive, “rosari” con i grani di corallo, fazzoletti, piatti e vassoi, pentole, cucchiai di legno, dolci, “’nzerte” di castagne e di nocciole, “mele di Somma”, le annurche. In un angolo della piazza, il più lontano dalla Chiesa, c’è il carro del “ mmierecone”, il santone ciarlatano che vende pomate, creme, unguenti e cere, “tutti miracolosi”, egli grida, tra gli squilli della sua tromba, “ anche contro i morsi delle vipere e di altri animali velenosi”, quelli, che provocano il tarantismo: e tutti sanno che tra i carismi della Vergine dell’Arco c’è anche il potere di guarire i tarantolati. All’altro capo della piazza i “maestri”, eternati dal quadro di Gaetano Gigante, raccontano i prodigi della Madonna, e sui cartelloni ne indicano le scene, disegnate dagli stessi artisti delle tavolette votive. La sera c’è la festa del ritorno. Quelli della provincia ritornano nei loro paesi, dopo aver fatto un devoto pellegrinaggio attraverso le “cantine”  che “mettono frasca” lungo le strade, e invitano all’assaggio dei vini, del salame, della sontuosa caponata. Ma i  Napoletani mettono in scena lo stesso spettacolo  di cui sono attori quando tornano dal santuario di Montevergine di Mercogliano, la fantastica “ arretenata”. La litografia Gatti- Dura che correda l’articolo e i quadri di Gaetano Gigante e di Pasquale Mattei descrivono fedelmente lo scoppiettante  “teatro” di carri, di tarantelle, di cembali e di putipù, di aste con l’immagine della Madonna, di cappelli ornati con penne di gallo e di pavone, e di lunghe corone di salami, di castagne e di  “antrite”, le nocciole tostate.  Al Ponte della Maddalena  il corteo è atteso da una folla di curiosi che vogliono “elettrizzarsi”  con “l’inno baccanale dei “ canti a figliola” “ che si “levano fino alle stelle”: “tutto annunzia che la festa è terminata, che l’oggi è finito e si approssima il domani… E, domani, Iddio provvede”.  Con questa nota di filosofia fatalistica Enrico Cossovich spiegava le ragioni della festa del ritorno:  i Napoletani tenterebbero di conservare fino all’ultimo momento, e di trasmettere a tutta la città, l’energia che essi hanno assorbito, nel corpo e nel cuore, dalla “montagna di fuoco”, da un “luogo”, il Somma-Vesuvio,  in cui la Terra Madre assunse, nell’antichità, l’aspetto di una dea  pagana e ora affida il suo mito all’immagine della Madonna dell’Arco.  

Pomigliano, pic nic ai parchi nella Pasquetta: 5 droni per impedirli. Denunciato runner

Ieri mattina a Pomigliano un runner che correva sulla ciclabile è scappato alla vista degli agenti della polizia locale. I caschi bianchi lo hanno inseguito, fermato, multato e anche denunciato. Intanto il comandante della municipale, il colonnello Luigi Maiello, dopo i controlli di ieri, come sempre a tappeto, ha già preparato il blocco dei parchi pubblici di Pomigliano, unica città del territorio a nordest di Napoli a disporre di ampi spazi verdi attrezzati, due parchi pubblici di notevoli dimensioni. Ma nei tempi bui del Coronavirus quella che fino all’anno scorso poteva essere un’innocua passeggiata con il pic nic di Pasquetta oggi costituisce purtroppo un pericolo di contagio potenzialmente mortale per se stessi, per le proprie famiglie e per gli altri. A Pomigliano ci sono anche aree periferiche circondate ancora dalla campagna, cortili di origine contadina che si prestano a eventuali spuntini di gruppo. “A Pasquetta chiunque farà scampagnate improvvisare verrà denunciato”, preannuncia però Maiello. Allo scopo ieri il colonnello, insieme con i suoi colleghi, ha fatto provare davanti a uno degli ingressi del parco pubblico ben cinque droni dotati di telecamere che in diretta possono osservare il suolo. Sono tutti manovrati da personale abilitato dall’Enac, l’Ente nazionale per la protezione civile. A ogni modo la speranza è che oggi tutta la gente del territorio resti a casa nella giornata tradizionalmente dedicata alle gite fuori porta.

Madonna dell’Arco, il pellegrinaggio virtuale e il flash -mob a distanza sui balconi

Sant’Anastasia. La frazione di Madonna dell’Arco è blindata già da sabato per effetto dell’ordinanza del governatore De Luca. Impediti gli accessi alla cittadella Mariana, con presidi di carabinieri, polizia locale, protezione civile. Il pellegrinaggio dei fujenti, per la prima volta in 568 anni, non ci sarà. O meglio, sarà virtuale. Alle 3 del mattino padre Alessio Romano, priore dei Domenicani, spalancherà in solitudine le porte del Santuario e si inginocchierà, in rappresentanza di tutti i devoti, alla Vergine. Poi, offrirà sull’altare del tempio tre simboli: una fascia con i colori della Madonna, quella che i fujenti indossano nel loro pellegrinaggio, fiori ed un cero che l’associazione dei fujenti di Casamiranda ha fatto pervenire in Santuario. Dopo il rituale e l’offerta sarà celebrata la prima Messa, altre seguiranno alle 8, 30, alle 11, alle 16, 30 e alle 19, 30 sempre in diretta streaming sulla pagina Facebook del Santuario. Intanto, alcuni «battenti» hanno esposto gli stendardi ai balconi delle proprie case, in una sorta di flash mob a distanza a Napoli e in provincia.

Somma Vesuviana, coronavirus: c’è il primo decesso

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno: “A Somma Vesuviana purtroppo registriamo il primo decesso. Inoltre è notizia anche di altri due nuovi contagi. Il totale sale a 23. Chiedo a tutti i cittadini amore e responsabilità”.    “E’ arrivata la notizia che non avrei mai voluto dare: a Somma Vesuviana purtroppo abbiamo il primo decesso. Si tratta di una persona molto anziana. Nella tarda serata di ieri è giunta anche la notizia di altri 2 contagi. Ad oggi la situazione è questa: 23 casi in totale di coronavirus, 20 contagi attuali, 2 persone guarite ed una deceduta. Oggi siamo a lutto. Chiedo ai cittadini amore e responsabilità”. Lo ha annunciato poco fa  il sindaco Salvatore Di Sarno.

I nostri “Auguri” nel segno della Luce di Cristo Risorto, che è Luce di Verità

L’augurio dei collaboratori del nostro giornale e mio personale è che la Luce di Cristo che risorge dissolva le tenebre di questa nera notte che ancora ci avvolge, e ci difenda dalle insidie del terribile mostro. Ci commuove il ricordo degli infelici che non ce l’hanno fatta; ci conforta l’impegno dei medici, degli infermieri, di tutti gli operatori sanitari che, anche a rischio della propria vita, si prodigano per salvare quella dei malati; ci consola la forza della solidarietà che la nostra società sta esprimendo ad ogni livello, a sostegno degli anziani, di chi soffre per la solitudine, per la paura, per la povertà. Questa vicenda devastante induce ognuno di noi a riconsiderare la scala dei valori che orientano i nostri pensieri e le nostre azioni, e a confrontarsi con sé stesso e con gli altri in una prospettiva che sia più attenta ai diritti e ai bisogni di tutti. Quando l’incubo si dissolverà, ci attende un’impresa assai difficile, ma necessaria e esaltante: costruire una società nuova. Chi amministra, ai vari livelli, la cosa pubblica rifletterà su ogni aspetto di questa drammatica storia e metterà al primo posto del programma la tutela della salute di tutti, i principi dello Stato sociale, una nuova cultura del lavoro e la battaglia contro la povertà, che è una battaglia per la libertà, per la giustizia, per la democrazia. In questa società nuova noi tutti – i politici, gli scienziati, i giornalisti, i cittadini – non dovremo dimenticare in nessun momento che il valore più grande è il culto della Verità: questa esperienza terribile ce lo ha fatto capire, e perciò sono certa che non lo dimenticheremo. E il nostro giornale continuerà a ripeterlo a tutti noi, senza sosta. Ricordando che la Luce di Cristo Risorto è luce di Verità celebreremo degnamente la Pasqua:  questo è il nostro augurio. Questa è la  nostra certezza. IL Direttore de ilmediano  

Papa Francesco dona dispositivi di protezione e due ventilatori polmonari al Cotugno

Dispositivi di protezione individuale, due ventilatori polmonari, uova pasquali: sono i doni di Papa Francesco per l’ospedale Cotugno di Napoli, consegnati oggi dal cardinale Crescenzio Sepe. A ricevere i doni Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli che comprende, oltre al Cotugno, anche il Monaldi e il Cto, assieme al direttore sanitario del centro di riferimento regionale per le malattie infettive, Raffaele Dell’Aversano. Dal furgoncino venuto dal Vaticano sono stati scaricati e consegnati tutti i doni dal Papa, tra gli applausi dei presenti. “La vicinanza di Sua Santità è una grandissima emozione – ha detto di Mauro – un regalo inaspettato che dimostra la vicinanza di Papa Francesco a tutti noi. Sono grato al Pontefice e al cardinale Sepe per questo gesto e per essere sempre vicini al Cotugno”. Per dell’Aversano, “il gesto di Papa Francesco è motivo di sostegno e incoraggiamento a servire sempre di più gli ammalati, visti come persone prima che come pazienti”.

I detenuti di di tre padiglioni di Poggioreale fanno una donazione all’ospedale Cotugno

I detenuti di tre padiglioni del carcere di Poggioreale a Napoli hanno donato 1.607 euro all’ospedale Cotugno, nosocomio cittadino specializzato in malattie infettive e in prima linea nella lotta al Coronavirus. A renderlo noto il sindacato di polizia penitenziaria Osapp. “Si tratta di un gesto lodevole – ha evidenziato il segretario dell’Osapp Campania, Vincenzo Palmieri – che dimostra sensibilità verso chi affronta in prima linea l’emergenza da Covid-19”. Per Palmieri, “generalizzare sull’opinione della popolazione detenuta è un grave errore: molti si sono ravveduti e dissociati dalle rivolte e dai disordini e dai devastamenti della struttura del mese scorso. Altri invece si lasciati andare anche a offese ai danni degli agenti, non comprendendo la gravità dell’emergenza storica”. La donazione è stata resa possibile grazie alla mediazione del direttore della casa circondariale partenopea, Carlo Berdini, e del comandante del reparto di polizia penitenziaria, Gaetano Diglio.

Somma Vesuviana, Covid 19: i primi due guariti. Il Sindaco: “E come se la Madonna avesse ascoltato”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Somma Vesuviana- Di Sarno : “Ieri lumini accesi come se fosse passata la Madonna. Poi alle 19 e 15, tutti i musicisti della Banda hanno suonato in diretta da 30 postazioni diverse la Marcia funebre di Orsomando. La musica è arrivata anche in filodiffusione nei vicoli del borgo antico e lungo le strade del percorso storico della Processione. E come se la Madonna avesse ascoltato: abbiamo i primi due guariti da Coronavirus a Somma Vesuviana”. Ieri piu di 15.000 persone hanno assistito alla diretta del Venerdì Santo dalla Collegiata. Si tratta di immagini video storiche e che resteranno nella storia. Nelle immagini è possibile vedere anche sindaco, i volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile con le mascherine all’interno della Collegiata, la chiesa antica di Somma Vesuviana, dalla quale ogni anno usciva la Processione del Cristo Morto con piu’ di 2000 confratelli con il saio bianco.  E’ possibile scaricare le immagini dalla pagina del sindaco  https://www.facebook.com/SalvatoreDiSarnoSindaco/ “Come se la Madonna avesse ascoltato: a Somma Vesuviana due persone  guarite dal Coronavirus. Intanto ieri lumini accesi sui balconi e terrazze  di Somma Vesuviana mentre in filodiffusione per le stradine si sentiva la Marcia funebre che ogni anno ha sempre accompagnato la processione del Cristo Morto. I 30 musicisti della Banda musicale “Antonio Seraponte” hanno suonato a distanza da 30 postazioni diverse. Tutto in diretta social, come anche il rito liturgico dalla storica chiesa della Collegiata dalla quale ogni anno esce la Processione. Una partecipazione massiccia con ben 15.000 persone che hanno assistito alle dirette”.  Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano dove ad oggi si contano 21 contagi. “Credo che il nostro sia stato un modo davvero originale per dimostrare la nostra vicinanza ai malati, agli infermieri, ai medici, a quelle persone che non sono piu’ con noi.   Alle 19 e 15 tutti i musicisti della nostra banda, la banda musicale “Antonio Seraponte” che ogni anno accompagnano la processione del Cristo Morto – ha dichiarato Ciro Seraponte –  hanno suonato in diretta social a distanza da ben 30 postazioni diverse e la musica, esattamente la Marcia funebre di Orsomando è stata ascoltata in filodiffusione nei vicoli e lungo  le strade di quello che era il percorso storico della processione. Tantissime persone hanno assistito alla diretta social vedendo suonare in contemporanea i 30 musicisti”. Il video è molto bello. Tutti possono trasmetterlo, si vedono i 30 musicisti che da 30 postazioni diverse, dalle loro case, sotto la direzione del loro direttore, il maestro Mauro Seraponte, hanno “accompagnato” la Madonna a distanza suonando la marcia funebre “Dolores” di Orsomando. Un modo davvero originale di non far mancare una tradizione secolare e soprattutto di invocare la benedizione della Madonna. La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana è una delle tradizioni religiose piu’ significative dell’intero sud Italia. Si tratta di una processione secolare con la partecipazione di circa 30.000 persone, ben 2000 confratelli con il saio bianco, il corteo di donne ed i canti in latino. In contemporanea, sempre ieri la Marcia funebre è stata trasmessa anche dalla storica Radio Antenna Uno con i commenti di Alessandro Masulli, Direttore dell’Archivio Storico di Somma Vesuviana e del Sidanco, Salvatore Di Sarno. E sul canale YouTube   https://www.youtube.com/watch?v=swz-zylzYyQ sarà possibile scaricare e vedere ora le immagini delle varie edizioni della storica Processione del Cristo Morto con lo sfilare delle Congreghe. (fonte foto: FB)