Somma Vesuviana. I cittadini si distanziano, la politica si rimpasta

La maggioranza politica avrebbe trovato la cura ai suoi malesseri con un rimpastino..   Il rimpasto di giunta, già programmato a dicembre, ha subito un ovvio stop a causa dell’emergenza sanitaria.  I malesseri  della maggioranza Di Sarno sono stati  messi in stand by perchè non c’era spazio per altro se non per affrontare l’emergenza nel miglior modo possibile. Ma, contestualmente, sono andate e stanno andando avanti alcune indagini, una tra tutte concorsopoli. E’  forse proprio la questione concorsopoli che ha riacceso l’attenzione sulla necessità del rimpasto. Sia chiaro, non spetta a noi  giudicare o accusare chi è stato tirato in ballo: saranno gli inquirenti a stabilire l’estraneità o meno di alcuni esponenti attualmente in carica al Comune di Somma Vesuviana.  Fatto sta che da giorni si susseguono le riunioni di maggioranza in vista del nuovo rimpasto. Dovrebbe dimettersi  Giuseppe Castiello ( assessore dal 2017 e da poco con delega di vice-sindaco ) e  Valeria Granata( assessore dal 2018) ,in forse  sarebbero anche Di Palma e Pirozzi. Si riconfermerebbe Irollo. Il vice sindaco dovrebbe andare a Sergio D’Avino che, ovviamente,  dovrebbe dimettersi da consigliere. L’orientamento politico comune sembrerebbe quello di individuare personalità quanto più aderenti al territorio di Somma Vesuviana. Ma, per il momento, sono solo voci ufficiose che si rincorrono insistentemente.    

Poliziotto morto a Napoli, identificata e denunciata la donna che su Fb aveva scritto”ogni tanto una gioia”

E’ stata identificata l’autrice del post con il quale ieri pomeriggio aveva commentato pubblicamente sul proprio profilo Facebook la notizia del grave fatto accaduto a Napoli, in cui ha perso la vita l’agente scelto Pasquale Apicella ed è rimasto ferito l’assistente capo Salvatore Colucci, dopo che l’auto di servizio sulla quale erano a bordo è stata speronata da quattro persone durante il loro inseguimento. “Ogni tanto una gioia”. Così aveva scritto una 52enne residente nel cagliaritano, aggiungendo, inoltre, tra i commenti “Io li odierò per sempre”. Gli investigatori della DIGOS hanno avviato immediatamente gli accertamenti in stretta collaborazione con il personale del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cagliari, acquisendo elementi per l’individuazione dell’autore del post, oltre ad una serie di immagini e commenti. La donna è stata segnalata all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 342 del codice penale. Proseguono gli accertamenti per l’individuazione di ulteriori responsabili di tale reato, mediante pubblicazione su altri profili di commenti dello stesso tenore oltraggioso. (fonte foto: rete internet)

Sant’Anastasia, buoni spesa buoni spesa consegnati a casa:450 le famiglie finora beneficiarie

Riceviamo e pubblichiamo   Sulla base di criteri che hanno privilegiato prioritariamente il disagio socio-economico e le fasce deboli della popolazione, sono più di 450 le famiglie che, ad oggi, hanno ricevuto direttamente a casa il “Buono spesa”. Il Commissario straordinario, che abbiamo sentito in proposito, ha ribadito la volontà dell’Amministrazione di proseguire con speditezza alle attività di verifica in corso, per garantire l’assegnazione e l’arrivo dei buoni a tutti gli aventi diritto in tempi ragionevolmente brevi. L’operazione di consegna è stata ed è tuttora affidata alla Polizia Municipale, che vi provvede con due pattuglie di 4 operatori P.M., ai volontari della Protezione civile, al personale dipendente del Comune ed a operatori della Croce Rossa. I buoni possono essere utilizzati e spesi esclusivamente per l’acquisto di generi di prima necessità presso gli esercizi commerciali convenzionati con l’Ente. Per il Comune di Sant’Anastasia sono state stanziate e destinate all’intervento di solidarietà alimentare risorse pari ad € 248.947,45 e l’Ente le sta distribuendo prioritariamente a favore dei nuclei familiari bisognosi e/o maggiormente colpiti dalle misure volte a contenere il contagio e la diffusione del nuovo virus, tenuto conto delle misure di sostegno pubblico già erogate prima dell’attuale emergenza sanitaria. La soglia individuata dall’Ente per accedere al beneficio corrisponde al trattamento INPS per le pensioni minime (euro 515,07), aumentato in relazione al numero dei componenti il nucleo familiare. Riportiamo qualche esempio, secondo i criteri stabilii dall’Ente: a)- Nuclei familiari senza entrate da sostegno pubblico: Un nucleo familiare di 1 persona senza entrate o con entrate all’interno della soglia minima ha un buono di 50€ e se si trova nella condizione di avere entrate al di sotto della metà della soglia minima ha una integrazione di altri 50€, per un totale di € 100. Un nucleo familiare di 3 persone senza entrate e con entrate all’interno della soglia minima ha un buono di 150€ e se si trova nella condizione di avere entrate al di sotto della metà della soglia minima ha una integrazione di altri 150€, per un totale di € 300. b)- Nuclei familiari con entrate da sostegno pubblico: Un nucleo familiare di 1 persona con entrate all’interno della soglia minima ha un buono di 40€ e se si trova nella condizione di avere entrate al di sotto della metà della soglia minima ha una integrazione di altri 40€, per un totale di € 80. Un nucleo familiare di 3 persone senza entrate e con entrate all’interno della soglia minima ha un buono di 120€ e se si trova nella condizione di avere entrate al di sotto della metà della soglia minima ha una integrazione di altri 120€, per un totale di € 240. I nuclei familiari assegnatari di pensione, invece, non hanno avuto i buoni spesa in quanto il Presidente della Regione Campania, nell’ambito del suo “Piano per l’emergenza socio-economica”, ha previsto un’integrazione economica per due mesi a favore dei pensionati che percepiscono una mensilità al di sotto dei 1.000 Euro. “Invito i cittadini a continuare ad essere rispettosi del distanziamento sociale e di restare a casa – dice Stefania Rodà, Commissario Straordinario – anche per agevolare l’Ente nella consegna dei buoni spesa. Da parte nostra c’è l’impegno a tutelare al massimo la salute pubblica ed a sostenere tutti coloro che si trovano in stato di bisogno”.

Il Covid-19 ha messo in ombra i sintomi da infarto

La prestigiosa rivista medico-scientifica New England Journal of Medicine solleva l’ipotesi che la paura del contagio abbia indotto la popolazione a sottovalutare i sintomi di malattie cardiache e che molti pazienti possano essere morti di infarto senza giungere all’attenzione medica.   I primi dati epidemiologici forniti dai ricercatori cinesi in merito alla diffusione del coronavirus 19 avevano notevolmente allarmato la comunità medica dal momento che il tasso di mortalità collegato all’infezione, già di per sé non trascurabile, risultava essere addirittura cinque volte più alto nei pazienti con pregresse malattie cardiovascolari e quasi triplicato in pazienti affetti da malattie molto comuni quali il diabete e l’ipertensione arteriosa. In Italia il primo caso di COVID 19 è stato registrato il 20 Febbraio in Lombardia e il timore che il numero di contagiati avrebbe sopraffatto il nostro sistema sanitario ha spinto il Governo italiano all’adozione di un lockdown nazionale a partire dall’8 Marzo 2020. L’impatto che la pandemia e le misure governative avrebbero avuto sul comportamento dei cittadini e sulla gestione delle malattie non collegate al Covid-19 non era assolutamente prevedibile. Uno studio recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine porta alla luce un fenomeno preoccupante. La ricerca, coordinata dall’Ospedale “Le Molinette” di Torino e che ha visto coinvolti 15 centri italiani di riferimento per la gestione dell’infarto cardiaco, evidenzia un’allarmante riduzione degli accessi in pronto soccorso per sindromi coronariche acute. La percentuale di pazienti che è stata ricoverata per infarto a partire dal 20 Febbraio al 31 marzo è sorprendentemente inferiore (dal 25 al 45% a seconda del tipo di infarto) sia rispetto allo stesso periodo del 2019 che rispetto ai giorni del 2020 che hanno preceduto la diffusione del virus (1 Gennaio -19 Febbraio 2020). Il dato interessante è che una riduzione ancora più marcata è stata registrata a partire dall’ 8 marzo in poi, ovvero dall’istituzione del lockdown nazionale. Questo fenomeno non è in alcun modo plausibile dal punto di vista biologico: tutti i precedenti studi in materia hanno dimostrato che le infezioni respiratorie e gli stati infiammatori spesso agiscono da fattore scatenante per l’infarto, e che il rischio di infarto del miocardio è cinque volte maggiore nei pazienti affetti da severe forme di influenza. Inoltre, anche dal punto di vista stagionale sia le infezioni respiratorie che l’infarto cardiaco registrano solitamente dei picchi nei mesi invernali. In altre parole, quanto emerge dallo studio, è che la riduzione del numero di infarti registrato parrebbe essere dovuta solo ad una risposta comportamentale della popolazione alla pandemia e alle misure restrittive. È purtroppo estremamente probabile che la paura del contagio abbia indotto la popolazione a sottovalutare i sintomi di malattie anche potenzialmente in grado di mettere a rischio la vita come appunto le sindromi coronariche. Dallo stesso studio emerge anche che rispetto all’anno scorso è diminuita la percentuale di pazienti che giunge in ospedale lamentando sintomi non tipici, ovvero non il classico dolore anginoso, ma sintomi meno specifici, segnali che in tempi non sospetti inducevano ad allertare il ponto soccorso e che si risolvevano spesso in una diagnosi finale di infarto del miocardio. Le conseguenze di questo fenomeno potrebbero essere purtroppo molto rilevanti. Le complicanze dell’infarto cardiaco trattato tardivamente (o non trattato affatto) a causa di una diagnosi non precoce sono in genere condizioni in grado di mettere a rischio la sopravvivenza o comunque la qualità della vita, spaziando dalla rottura di cuore all’insufficienza cardiaca (una condizione di indebolimento cronico del muscolo cardiaco). Sebbene siamo ancora in una fase precoce per confermare i dati con il rigore che la scienza impone, stiamo già percependo un aumento del numero di persone che giungono in ospedale in una fase di malattia cardiaca avanzata, con esiti di sindromi coronariche non trattate con la giusta tempestività. Una analisi preliminare dell’ISTAT ha evidenziato che con il diffondersi dell’epidemia è stato rilevato un aumento del numero di morti spesso superiore a quello ufficialmente attribuito a COVID-19. I dati dello studio appena pubblicato sollevano l’ipotesi che molti pazienti possano essere morti di infarto senza giungere all’attenzione medica. Se questo trend dovesse essere confermato, è possibile che si assisterà a livello ospedaliero ad una nuova “epidemia cardiologica” allorché la pandemia del Covid-19 sarà alle spalle, o quantomeno quando le misure di restrizione sociale saranno ridotte. Questo richiederà un nuovo sforzo umano ed economico da parte del sistema sanitario per fornire adeguata assistenza ai pazienti che hanno sottovalutato i sintomi di malattie rilevanti e che potrebbero manifestare complicanze acute e croniche delle stesse.   Ecco il link al  New England Journal of Medicine    ************************************************* *Ovidio De Filippo è specialista in malattie dell’apparato cardiovascolare presso l’ospedale “Le Molinette” di Torino, si occupa di cardiologia interventistica e di prevenzione dell’infarto. È tra i principali autori dello studio sulla riduzione degli accessi al pronto soccorso per infarto durante la pandemia, pubblicato sulla prestigiosa rivista medico-scientifica New England Journal of Medicine.  

San Giorgio a Cremano, rientro per due cittadini bloccati in Colombia

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Due cittadini di San Giorgio a Cremano rimasti bloccati in Colombia, ieri hanno preso un volo   verso l’Equador e, successivamente, da lì ripa per Roma. Lo fa sapere il sindaco Giorgio Zinno che in questi giorni è stato in contatto con i due concittadini, rispettivamente un avvocato e un imprenditore, e con la Farnesina. “I due concittadini sono diventati punto di riferimento dell’intero gruppo di italiani nei rapporti con l’ambasciata per trovare una soluzione per ritornare in patria”, fa sapere il primo cittadino. “Appena tornati faranno la loro quarantena in una città vicino alla nostra per poi tornare ai loro affetti sapendo che la comunità tutta è stata al loro fianco in questa disavventura”, conclude Zinno

In 12 a una festa di compleanno: sanzionati

Dodici persone sono state multate a Melito (Napoli) per aver preso parte a una festa di 18 anni. I Carabinieri sono intervenuti a seguito della segnalazione al 112 da parte di alcuni cittadini riguardo la presenza di numerose persone all’interno di un appartamento in un condominio di corso Europa, a Melito. I militari, già dall’esterno dello stabile, hanno udito degli schiamazzi provenire dai piani alti.
All’interno dell’abitazione i Carabinieri hanno trovato 12 persone che stavano partecipando a una festa di compleanno, nonostante i divieti imposti dalle norme anti contagio, organizzata per un ragazzo divenuto maggiorenne. Oltre ai giovani, tutti sopra i 18 anni, erano presenti anche i genitori del festeggiato e persone provenienti da altri comuni. Tutti i presenti sono stati sanzionati per il mancato rispetto delle misure di contenimento Covid-19, ponendo così fine alla festa.

Somma Vesuviana, Covid 19, l’associazione per i Diritti degli Anziani dona buoni per prodotti farmaceutici

Riceviamo e pubblichiamo L’associazione per i Diritti degli Anziani(ADA) di Somma Vesuviana nell’ambito delle proprie attività, ha deciso, grazie alla collaborazione dei proprio associati, di donare la somma di euro 1500,00 in buoni da 20 euro caduno, per acquisto di prodotti farmaceutici alle famiglie in gravi condizione economiche. L’ADA ringrazia la Protezione Civile di Somma Vesuviana per la forte collaborazione nella gestione dei buoni, sia per quanto riguarda l’individuazione delle persone sia per la distribuzione dei buoni acquisti.

Marigliano, sembra funzionare il modello organizzativo contro l’emergenza COVID-19

Tra pochi giorni saranno esattamente due mesi di emergenza totale, sanitaria e poi sociale, affrontata come una vera incognita da parte di tutti, non ultimo il governo centrale. La pandemia di COVID-19, infatti, nel suo propagarsi senza soluzione di continuità non ha offerto strumenti di difesa e contrasto alle autorità, che hanno messo in campo le forze a loro disposizione, facendo contare soprattutto il cuore e il valore delle competenze. Proprio questo è accaduto a Marigliano, comune di circa trentamila abitanti della Città Metropolitana di Napoli, il che lo colloca di certo tra quelli più popolosi e vasti della zona, anche come dimensione. Qui, fin dal primo momento, si è venuta a creare una task force di contrasto all’emergenza, messa in moto dalla prima convocazione del cosiddetto COC, ossia il Centro Operativo Comunale, responsabile delle attività a livello comunale-locale. Come si legge sul sito del Ministero dell’Interno, “il coordinamento delle componenti del Servizio nazionale della Protezione civile, avviene, ai vari livelli territoriali e funzionali, attraverso il cosiddetto ‘Metodo Augustus’, che permette ai rappresentanti di ogni ‘funzione operativa’ (Sanità, Volontariato, Telecomunicazioni, etc.) di interagire direttamente tra loro ai diversi ‘tavoli decisionali’ e nelle sale operative”, di cui appunto il COC è una delle espressioni. A esprimere l’importanza delle attività svolte contribuiscono i numeri che emergono dal report della Polizia Municipale mariglianese, guidata dal Comandante Magg. Emiliano Nacar. Nei primi 55 giorni di emergenza sono stati impegnati sul territorio ben 58 volontari: 25 del Nucleo di Protezione Civile della Salamandra (di cui 20 iscritti e 5 volontari temporanei), 9 dell’ASS. NAZ. VV. F PROT. CIV. (di cui 4 iscritti e 5 volontari temporanei), 10 della Croce Rossa Italiana, 4 provenienti dal mondo dello scautismo e 10 del Nucleo Mariglianese, i supporter della locale squadra di calcio. Quasi diecimila le mascherine distribuite nelle ultime settimane da parte dei volontari, impegnati quotidianamente nella consegna a domicilio dei materiali: 7600 da parte del Comune e 2200 da parte de La Salamandra. 1157 i pacchi alimentari confezionati dai volontari, frutto di iniziative consuete, come il Banco Alimentare, e straordinarie, nate per l’occasione, come il cosiddetto “pacco sospeso”, offerto generosamente dai cittadini con la collaborazione dei supermercati della città. In totale sono stati 1618 i pacchi consegnati alle persone che vivono in questo momento una situazione di difficoltà. Tantissime le attività commerciali che nel corso dei mesi hanno risposto ai vari appelli, mettendo a disposizione risorse e strumenti in una straordinaria gara di solidarietà che per fortuna fatica a esaurirsi. In questi ultimi giorni sono attive anche le aste benefiche organizzate grazie alla generosità degli artisti mariglianesi, i quali non vivono di certo una situazione positiva, che hanno voluto donare pro bono i frutti del loro talento ai commercianti e al Comune. Oltre ai pacchi, si segnalano anche i 550 buoni spesa già consegnati, risultato di due bandi promossi dall’amministrazione comunale con i fondi vincolati messi a disposizione dal governo e dalla Protezione Civile nazionale. Al momento è in corso un terzo bando, in scadenza giovedì 30 aprile, necessario per esaurire la liquidità e poter arrivare a tutte le persone che in questo momento possono aver bisogno di beneficiare della misura straordinaria. Tuttavia non sono mancate le critiche: le associazioni YaBasta! e Nova Koinè si sono fatte portavoce di un appello affinché gli immigrati irregolari non venissero discriminati e potessero ugualmente beneficiare delle misure. In seguito a un lungo confronto tra le parti, nelle ultime ore il Comune si è impegnato a mettere in campo ogni azione per tutelare i diritti di tutti i migranti: fanno sapere dalle associazioni che nei prossimi giorni è dunque programmata la pubblicazione di un quarto bando, scevro da restrizioni considerate discriminatorie, e la stipula di un protocollo atto a coordinare gli interventi di aiuto per l’emergenza COVID-19 a persone straniere che vivono nel mariglianese. Vale la pena sottolineare che, oltre all’impegno umano, solidale, non si lesina sui controlli, grazie ai quali sono già state individuate e denunciate 6 persone per truffa: cercavano di appropriarsi dei buoni spesa anche se non ne avevano i requisiti o l’impellente necessità. Diecimila, inoltre, sono le persone controllate dalla Polizia Municipale: 60 i cittadini segnalati e denunciati per spostamenti non autorizzati. Dieci le attività commerciali sospese e sempre dieci sono i quintali di prodotti scaduti e non etichettati che sono stati sequestrati dalle autorità. Inoltre, l’utilizzo dell’app 1SAFE, utilizzata con criterio dalla cittadinanza, ha fatto in modo che 10 sanzioni venissero contestate in situazioni di rischio e pericolo di assembramenti. Si contano anche 150 isolamenti fiduciari effettuati nei confronti di persone provenienti da altre regioni o comunque per violazione delle ordinanze regionali campane, che sappiamo essere talvolta più limitanti di quelle nazionali. Significativa anche l’attività di consegna a domicilio, agli studenti, dei dispositivi informatici indispensabili per la didattica a distanza e la sorveglianza operata dal drone in dotazione, utilizzato per individuare e prevenire eventuali assembramenti: il prossimo passo sarà lo sviluppo green dei controlli dall’alto, da sempre auspicato per contrastare i reati ambientali, particolarmente diffusi sul territorio. Dulcis in fundo, la prima iniziativa in Campania relativa ai test sierologici: quasi trecento test rapidi sono stati effettuati lo scorso weekend, al fine di individuare eventuali positivi, da sottoporre poi a tampone. 294 cittadini mariglianesi, tra lavoratori dei supermercati, volontari e dipendenti comunali più a rischio, in quanto a contatto con il pubblico, sono stati convocati e analizzati dall’equipe medica guidata dal dott. Fulvio Proietti, microbiologo. Tutti i test hanno dato esito negativo. Insomma, un lavoro certosino e costante che è soprattutto il racconto di una operosità collettiva, fatta di persone, anche e soprattutto volontari, che cercano di elevare lo spirito della comunità, di certo un po’ col bastone e un po’ con la carota, come si sarebbe detto una volta. Grande attenzione ai controlli e rigorosa applicazione delle leggi, che porta inevitabilmente anche alle sanzioni, ma anche una buona dose di umanità nell’intercettare i bisogni delle persone che in questa fase di emergenza hanno una sfida socio-economica enorme da affrontare. Un modello che forse altrove sarebbe definito “di eccellenza” e che per una volta sembra mettere d’accordo tutti, anche se tanto altro c’è da fare per migliorare il senso della comunità e portare la città fuori dall’emergenza e soprattutto dai suoi effetti a lungo termine. (Foto Salamandra – Nucleo Operativo di Emergenza)

Emergenza Coronavirus, prosegue l’impegno dei Carabinieri per consentire le lezioni a distanza

Non si fermano le attività di contribuito al benessere delle comunità in questa fase di emergenza: come sempre in prima linea i Carabinieri, impegnati ad agevolare la didattica a distanza degli studenti costretti a casa. Le forze dell’ordine della Stazione di Cimitile hanno provveduto alla consegna di 9 tablet devoluti in comodato d’uso dall’Istituto Comprensivo “Fratelli Mercogliano-Guadagni” agli studenti che ne erano sprovvisti, residenti nei Comuni di Tufino, Cimiziano e Camposano. La Preside del Liceo, prof.ssa Pasqualina Nappi, si è rivolta all’Arma dei Carabinieri per superare le difficoltà imposte dalle misure restrittive in atto e ha espresso il proprio ringraziamento per la disponibilità e il prezioso intervento degli agenti, che consentirà agli studenti la continuità didattica, assicurando con maggiore efficacia le lezioni a distanza. Inoltre, anche i Carabinieri di Giugliano Campania e Qualiano hanno provveduto a consegnare 36 tablet agli studenti delle due città: l’istituto superiore “Don Minzoni” di Giugliano e le scuole elementari e medie “Rione Principe” di Qualiano. L’iniziativa ha consentito di raggiungere le famiglie degli studenti più bisognosi e consegnare loro i dispositivi informatici oggi indispensabili, data la sospensione didattica tutt’ora in corso.

Pomigliano Jazz on air, rassegna musicale online e concerti ad accesso gratuito con un occhio alla solidarietà

Fino al 9 maggio prosegue la rassegna Pomigliano Jazz on air, organizzata dal Pomigliano Jazz Festival, una delle eccellenze culturali della Campania, in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e JIP – Jazz Italian Platform. Un rassegna virtuale che si rende necessaria in questo periodo, visto il perdurare dell’emergenza sanitaria e l’incertezza che ha colpito il mondo della musica e dello spettacolo dal vivo. Per questo motivo l’iniziativa, in questa prima fase, mira a sostituire la classica attività live con dirette streaming e contenuti web: il tutto in attesa di conoscere direttive e linee guida per questa estate, quando sarà programmata la XXV edizione del festival diretto da Onofrio Piccolo. La rassegna rientra nel più ampio cartellone JIP on streaming, il primo festival nazionale di jazz sul web, realizzato dalle otto storiche organizzazioni italiane riunite nell’associazione Jazz Italian Platform, di cui fanno parte anche Umbria jazz, Crossroads, Veneto jazz, Saint Louis college of music, Bologna jazz, Visioninmusica e Jazz in Sardegna. Prossimo appuntamento stasera, martedì 28 aprile, alle ore 20 con il concerto “Vesuvio: a piece of earth/heart” del  pianista  Giovanni Guidi. Una performance fatta da immagini e note al pianoforte che vuole raccontare la bellezza della natura impegnata a riconquistare i suoi spazi. Dai sentieri del Vesuvio alla fauna, fino al cratere del Gran Cono, le composizioni di Guidi faranno da colonna sonora a riprese effettuate con il drone, fotografie e immagini realizzate per l’occasione. Tutte le iniziative proposte sono ad accesso gratuito e verranno trasmesse in streaming sulle pagine Facebook di Pomigliano Jazz, Parco Nazionale del Vesuvio e Jazz Italian Platform. Il concerto verrà trasmesso anche presso il COVID Center di Boscotrecase e sarà dedicato ai medici, a tutti gli operatori sanitari e ai pazienti dell’Ospedale di Boscotrecase. La rassegna è anche l’occasione per sostenere l’impegno dei sanitari dell’Ospedale di Boscotrecase, trasformato in COVID Hospital per contrastare l’emergenza. È possibile contribuire effettuando una donazione al seguente IBAN: IT35VO760103400000078509783 (CAUSALE: Covid Hospital Boscotrecase) (In foto il pianista Giovanni Guidi)